domenica 20 ottobre 2013

L'AMEBA CI RIPROVA_284° episodio

Bbort è il suo nome. Si tratta di una grande massa protoplasmica nerastra e ribollente, che recupera consistenza e coraggio, dopo la batosta subita ad opera di Dragonfire. Sebbene si sia dimostrata capace di fagocitare cose vive e cose non vive, Bbort è stata bruciata dall'invincibile plasma del drago di Evolution. Solo i suoi poteri demoniaci le hanno consentito di tornare al suo inferno di provenienza. Ridotta ai minimi termini, l'ameba nerastra sguazza in una palude che ha il colore e forse anche il sapore del sangue umano. Bbort è pressoché immortale, dato che integra le parti ferite ed asportate con estrema facilità. Per quello che concerne la degenerazione cellulare, che gli umani chiamano invecchiamento, i demoni ne fanno volentieri a meno. A differenza degli organismi biologici terrestri, i demoni non sono programmati per crescere, riprodursi ed andare successivamente in malora. Per Bbort, la riproduzione significherebbe solo sdoppiarsi in due mezze Bbort, ma perché dovrebbe farlo? I demoni non risentono dell'imperativo naturale di combinare i geni con altri soggetti della stessa specie, per sperimentare evoluzione ed involuzione. I demoni sanno benissimo che l'evoluzione progressiva è un mito degli sciocchi umani. Se quei bipedi, poco difformi dai loro progenitori scimmieschi, conoscessero la storia al di là delle poche migliaia di anni dei loro penosi ricordi, saprebbero che anche sulla Terra ci sono state numerose ascese e cadute. Gli abitatori dell'inferno che chiamano Ggredfw si sono manifestati sulla Terra più volte, tra una glaciazione e l'altra. Giacché i demoni Ggredfw sono dei mutaforma, hanno dato origine a numerose leggende di mostri in grado di succhiare il sangue, mangiare la carne, sbriciolare le ossa, infilarsi nel cervello o suscitare la paura, pur rimanendo senza forma. Bbort nei millenni ha strappato arti, frantumato colonne vertebrali, versato fiumi di sangue, assaggiato tessuti delicati o coriacei. Bbort ha peraltro notato che gli umani facevano e fanno anche di peggio. I bipedi post-scimmieschi spelacchiati attribuiscono ai demoni il male che coltivano amorevolmente in se stessi. La Maga, durante la battaglia tra Evolution e Bbort, ha tentato di friggergli il cervello, senza peraltro trovarne uno. Non significa che Bbort sia un essere privo di pensiero, come del resto non è detto che la presenza di un cervello nel cranio di un umano lo renda capace di pensare. Bbort analizza, riflette e deduce a suo modo. Nel corso del combattimento con Dragonfire ha compreso come fosse il caso di ritirarsi; adesso l'ameba decide sia giunto il momento di riaffacciarsi su quel pianeta, che nei millenni è stato per lei fonte di tante soddisfazioni. Il varco creato dal libro maledetto si apre e si chiude in base a leggi fisiche che gli umani sono ben lungi dal comprendere. I demoni Ggredfw invece sono in perfetta sintonia con quelle pulsazioni energetiche. Per Bbort è uno scherzetto opzionare un varco nello spazio-tempo, nel quale infilare uno dei suoi tentacoli nerastri. Tuttavia, dato che la volta scorsa questa strategia non ebbe successo, l'ameba sceglie di manifestarsi in più posti contemporaneamente. Per cui i tentacoli che sbucano dall'inferno Ggredfw sono ben sette. Non sapendo che la Terra in realtà dovrebbe chiamarsi “Acqua”, quattro manifestazioni dell’intraprendente demone-ameba compaiono in fondo agli oceani. Bbort non respira ossigeno, né azoto e neppure anidride carbonica; per cui sott’acqua non soffoca. Si guarda attorno, con i suoi sensori posizionati su antenne tentacolate, senza individuare umani, case ed automobili, ma solo pesci abissali. L’enorme pressione dei chilometri d’acqua che la sovrastano appiattiscono le quattro Bbort, che strisciano sul fondo oceanico simili ad una melma. Gli altri tre pezzi di Bbort escono viceversa dal varco dimensionale in tre grosse città, piene di traffico, smog e gente urlante. Una specie di inferno che a Bbort ricorda il mondo conosciuto come Ggredfw: l'inferno che chiama casa. Così, mentre i quattro pezzi di ameba appiattita cercano di fagocitare crostacei e molluschi, ignorando sostanzialmente la pressione dell’acqua, gli altri tre segmenti accrescono le loro masse, mangiando pneumatici di auto, moto e camion, ma anche cespugli, erba ed alberi ornamentali. Bbort 1, a cinquemila metri di profondità, trova una sorgente di acqua caldissima, evidentemente collegata ad un circuito lavico. Bbort 2 è viceversa capitata in una fossa molto più profonda, dalla quale è difficilissimo uscire. Bbort 3 viene avvistata da alcuni squali degli abissi, che, incuriositi, iniziano ad assaggiarla. Bbort 4, infine, si è adagiata su una scogliera corallina, ed inizia a mangiare tutti i delicati animaletti che incontra. Bbort 5 è stata attirata dalle recenti attività terrestri del varco dimensionale. Di conseguenza, si trova a terrorizzare la stessa città che i J-six hanno adottato come terreno di caccia. Come se non bastasse, Bbort 5 incontra anche gli insettoidi, che con i J-six non si erano lasciati da amici. Quando Bbort 5 vede arrivare gli insettoidi ipotizza che siano buoni da mangiare. L’ameba in fin dei conti è quel che è: un protoplasma che mangerebbe qualsiasi cosa sia in grado di digerire; e per scoprire se una cosa sia commestibile, l'ameba la fagocita. Gli insettoidi si avvicinano troppo a Bbort 5, che ne afferra tre con i suoi tentacoli nerastri e pulsanti. Gli altri esapodi volanti, che evidentemente hanno sviluppato un certo spirito di corpo, aggrediscono il mostro nerastro, graffiandolo con i loro artigli avvelenati. Bbort 6 si è arrampicata su un enorme palazzo, mettendo in difficoltà l’esercito, sollecitamente accorso. Non possono sparare con cannoni e mitragliatrici senza danneggiare l’edificio, e ferire o addirittura uccidere i residenti. Ultima porzione della Bbort primigenia, la numero 7, emerge dal lago artificiale, che la Vae Victis considera suo territorio di caccia. Elefanti, rinoceronti, ippopotami e coccodrilli, solo per citare gli animali più grossi, escono dal lago, per evitare di scoprire di cosa sia fatta quella robaccia nera e ribollente. Ma torniamo un attimo a cinquemila metri di profondità, dove la Bbort 1 si trasforma in una specie di serpente, per risalire il condotto dell’acqua sempre più calda. L’ameba riesce ad assorbire l’energia termica ed a prosperare. Purtroppo per lei, la fonte di tutto quel calore decide di eruttare, e la prende in pieno. Le altre sei manifestazioni della Bbort mamma si sentono improvvisamente come se avessero perso un familiare molto stretto. La prima delle Bbort frigge, cuoce e si frantuma, rilasciando tanti bei frammenti di pseudo-carne, molto apprezzata dagli abitatori del fondo oceanico. La Bbort 2, ripresasi dal lutto, torna lentissimamente ad arrampicarsi fuori dalla fossa oceanica, profonda oltre diecimila metri; a quella velocità, in una trentina d’anni potrebbe arrivare in superficie. Bbort 3, stanca di farsi assaggiare dagli squali, inizia a fare valere la sua voracità infernale. Tuttavia, invece di divorare lo squalo che le era capitato a tiro, lo pervade, creando una nuova forma di vita caratterizzata da un bruttissimo carattere. La Bbort 4 non si limita a mangiare, ma sviluppa una sorta di curiosità per il singolare ecosistema sul quale si è adagiata. Quasi una roccia vivente; apparentemente una pietra variamente bucherellata, che pietra non è. L’ameba Bbort 4 cerca, per qualche motivo insondabile, una simbiosi con il corallo, assimilandosi ad esso. Scopre un mondo molto più vario ed interessante dell’inferno Ggredfw dal quale proviene. In breve, l’ameba nata per uccidere diventa tutt'uno con la barriera corallina, e nel farlo conosce la beatitudine. Le tre porzioni terrestri della Bbort sono invece più inclini alla violenza ed al massacro. I J-six si uniscono alla battaglia degli insettoidi contro la Bbort 5. Gli insettoidi trovano schizofrenico il comportamento di quegli umanoidi contro i quali hanno appena lottato aspramente. I demoni tuttavia sono esseri pragmatici, e tutti i contendenti rientrano nella categoria dei demoni. John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude si sentono più furbi degli insettoidi, che non paiono avere assunto alcun nome proprio. John ha la faccia ed il fisico di un famosissimo attore, che ha interpretato film su pugili e soldati fuori di testa. Adesso mostra meno i pettorali e gli addominali; ha piuttosto ripiegato sulle pistole con il calcio in madreperla. Jack ha la faccia ed il fisico di un attore più giovane, ma meno famoso. Lanciare i coltelli non gli impedisce di fare a pugni e di sparare benissimo. Gli altri sono comprimari di lusso, in questo gruppo di macho. La Bbort 5 ha già raggiunto dimensioni impressionanti, ma è presa di mira da armi di tutti i tipi, e da artigli avvelenati. La Bbort 6 ha raggiunto la cima di un grattacielo, che risale a oltre mezzo secolo fa. Un grosso grumo nero, che si agita con tutti quei tentacoli. Poi, non si sa in base a quale input, la Bbort 6 assume le sembianze di un enorme scimmione. Forse lo fa per poter emettere suoni gutturali e grida scimmiesche. Ci riesce benissimo, ed attira l’attenzione dell’aeronautica militare, che gli spara addosso. I proiettili traccianti però si limitano ad attraversare lo scimmione-ameba. Servirebbero dei missili incendiari, per mettere in difficoltà quel mostro. Oppure ci vorrebbe il più forte tra i super-eroi: Dragonfire; ed il drago di Evolution arriva in quel frangente, volando sul suo craft antigravitazionale. L’alieno verde non disdegna lo scontro fisico, anche con mostri molto più grandi di lui. Di solito, Dragonfire non inizia i combattimenti impiegando le sue fiamme caldissime. Questa volta fa un’eccezione, ma solo per evitare che la sua nemica ameba torni ad essere sfuggente. Una specie di cottura preventiva. La Bbort numero 7 si appiattisce sul lago della Vae Victis, fino a galleggiare. Avanza, sospinta dagli pseudopodi che ha estroflesso, decisa ad abbordare la base di Evolution. La Vae Victis si oppone, sparando con i suoi cannoni di bordo. L’ameba primigenia ha sopportato agevolmente colpi di armi da fuoco di calibro decisamente inferiore, ma quelli che le piovono addosso sono proiettili esplosivi. La Bbort numero 7 sparisce quindi in uno scoppio di schiuma nerastra, che precipita in minima parte sul fondo del lago. Potrebbe con molto impegno e pazienza riorganizzarsi, se i pesci ed i granchi non divorassero quel poco che resta di lei. La quinta Bbort ed i suoi attaccanti sono giunti ad uno stallo. Lei non riesce ad afferrare nessuno di loro, ma né i J-six, né gli insettoidi mettono a segno colpi sufficientemente dirompenti. Dragonfire viceversa ha assestato alcuni pugni fortissimi sulla grossa testa dello pseudo-gorilla, che è il frutto del riassemblamento della Bbort 6. Il colossale animale, giacché ha rinunciato ad aderire al grattacielo come un’ameba, subisce l’attrazione gravitazionale. Cade sempre più velocemente, per oltre cento piani. L’ameba proveniente dall’inferno Ggredfw con ogni probabilità ha una scarsa conoscenza della gravità terrestre. Il suo luogo di nascita è infatti uno stato semi-fluido, senza un sopra ed un sotto, come lo intendono gli abitatori della Terra e degli altri pianeti. Non impatta sull’asfalto perché anche quella città è soffocata dal traffico continuo delle auto, dei camion, dei bus e delle moto. Non tutti i conduttori dei mezzi a motore minacciati dalla possibile precipitazione della Bbort 6 hanno capito di doversi levare da sotto. Per cui lo pseudo-gorilla stritola, al termine della sua caduta, parecchi automezzi, ma anche qualche essere umano non sufficientemente sveglio. La pavimentazione stradale, che non può resistere all'urto, collassa e sprofonda. Quando Dragonfire lo raggiunge, il mostro nerastro sta cercando di uscire da una galleria della metropolitana. Il drago di Evolution approfitta del vantaggio per assestargli una micidiale codata, che gli frantuma ossa di diversa lunghezza e spessore. Poi il treno automatico della metropolitana irrompe sulla scena, finendo addosso al monumentale gorilla. I passeggeri si salvano dallo scontro tremendo solo perché l’effetto della fiammata di Dragonfire era volutamente limitato. Il gorilla sta tornando ameba, e la consistenza molliccia della stessa non oppone grande resistenza alla motrice elettrica. Ciò che resta della Bbort 6 è ora appiccicato e spalmato in giro, in un raggio di centinaia di chilometri. Il drago di Evolution non può sterilizzare con la super-fiamma quelle componenti ancora attive, poiché il suo obiettivo immediato è di estrarre i feriti dalla metropolitana. Nel frattempo, con lentezza e discrezione, le innumerevoli pozzanghere prodotte dallo spiaccicamento dell’ameba spariscono nelle fessure del terreno, per riaggregarsi più in profondità. La quinta Bbort, che mantiene un contatto di qualche tipo con ciò che resta delle consorelle, adotta anch'essa una strategia di fuga. I sei “J” inizialmente la inseguono, ma perdono quasi subito interesse alla disputa. Gli insettoidi rimasti in circolazione si collocano in volo stazionario, a qualche metro dai J-six, dei quali ovviamente non si fidano. La decisione finale spetta a John, che, stanco di fumare quel suo sigaro puzzolente, propone ai suoi cinque accoliti di andare a mangiare. Ai mutaforma provenienti dall’inferno Ggredfw a quest’ora della giornata interessa solo scoprire di cosa si nutrono quei sei umani, che loro stanno interpretando così bene.

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