domenica 29 dicembre 2013
VITE SPRECATE_301° episodio
Kong, Fulminatore e Maga hanno eliminato tre delle bombe umane. Quello di competenza di Ferox è invece ancora mimetizzato tra i bambini, le mamme ed i papà che seguono la proiezione cinematografica. Del quinto aspirante martire dovranno occuparsi i Giovani Licantropi. Ferox comprende che il suo pazzo potrebbe farsi esplodere senza alcun preavviso; deve quindi stanarlo in qualche modo. Assecondando la sua natura, la mutante felina abbandona il travestimento. L'incantesimo dello scettro di Uglux la rende identica alla detective Lucrezia, ma Ferox può disattivarlo a comando. Un mugolio agghiacciante distrae l'attenzione di tutti i presenti, che si voltano verso la donna leopardo. Ferox artiglia la copertura di una parete, strappando la plastica e l'isolante acustico. Poi la sua voce roca ma penetrante invita tutti a stare seduti. Gli addetti alla proiezione interrompono il film, ed accendono le luci. Tutti i presenti conoscono Ferox ed Evolution, per cui prestano la massima attenzione alle sue parole. Quando racconta della sua missione, la mutante omette di dire del kamikaze che si trova in sala, ma lui si sente braccato. Ferox dispone di tutta l'astuzia atavica dei grandi felini delle savane e delle jungle. In molti casi, non basta correre, saltare e puntare tutto sulla forza bruta. Quasi sempre la preda è veloce ed agile come il predatore; per cui se quest'ultimo vuole mangiare deve usare anche il cervello e non solo zanne ed artigli. Lo sguardo della donna leopardo spazia sulle centinaia di persone, che stanno puntando i loro occhi su di lei. In essi legge timore ma anche ammirazione. Nella massa, nota però un tizio che si discosta dal comportamento diffuso, come se temesse di rivelare attraverso lo sguardo le sue vere intenzioni. In momenti come questi, la donna leopardo vorrebbe al suo fianco la collega Maga, che leggerebbe agevolmente la mente di ognuno dei presenti. La Maga sfortunatamente si trova altrove, e Ferox improvvisa, dirigendosi verso il sospettato. Quando lui, allarmato, è costretto a guardarla in faccia, la mutante lo trova corrispondente con l'identikit fornitole dagli Esploratori dei Sogni. Il terrore che il criminale voleva suscitare negli altri si manifesta sul suo volto e nei suoi comportamenti. Si alza e fugge, suscitando agitazione tra gli spettatori, ma Ferox non lo segue subito. Preferisce che il fuori di testa si illuda di avercela fatta a sfuggirle. Nel frattempo le porte di sicurezza del cinema vengono aperte, per consentire ai presenti di riversarsi all'esterno. Dopo aver sudato freddo, il kamikaze si ricorda della sua missione, e decide di accontentarsi di una decina di bambini che per qualche motivo non si sono ancora allontanati dalla sala. È pronto ad uccidersi ed a uccidere, ma, più veloce del suo pensiero, Ferox lo sgozza e lo sventra con i suoi artigli acuminati. Mentre soffoca nel suo stesso sangue, il quarto kamikaze non si rende conto che la tecnica che la mutante felina ha adoperato su di lui è la stessa che i leopardi usano per massacrare due o tre scimmie alla volta. È difficile sostenere che le scimmie siano gli animali più evoluti dopo gli esseri umani. O forse gli umani stessi non rappresentano un vero picco evolutivo. Il quinto ed ultimo delinquente con bomba incorporata spetta ai Giovani Licantropi, perché si aggira di notte per la città, ed a loro piace molto l'idea di braccarlo. A differenza dei quattro che lo hanno preceduto e che sono morti, questo soggetto non ha fatto in tempo ad ottenere un bersaglio. Infatti, quando gli Hunter Killer hanno fatto irruzione nella base dell'organizzazione terroristica, chi ha potuto si è messo in salvo, con o senza una destinazione. Anche lui è un ex militare, che ha ucciso numerosi civili innocenti, prima di convertirsi ad un'accozzaglia di credenze esotiche ed idiote. Adesso professa la lotta armata, ma non di un esercito contro un altro. Il suo nuovo modo malato di vedere le cose gli fa preferire l'assassinio di persone innocenti e disarmate. Capisce di dover completare la missione entro questa notte, anche perché il dispositivo esplodente che gli hanno impiantato ha già iniziato ad avvelenarlo. Si tratta di una bomba chimica fatta per devastare, non per conviverci. Le tenebre che avvolgono la città proteggono il pazzo bombarolo dagli sguardi umani, ma quelli che seguono le sue tracce dispongono di super-sensi. Sonia, Pedro e David sono licantropi purosangue; Rebecca è una mutante, che, rapita in tenera età dai licantropi, si è assimilata a loro. Sonia, Pedro e David possono trasformasi in grossi lupi, ma non si tratta di una conversione facile e veloce, come si vede nei film horror. Il rischio che corrono è di perdere, una volta trasformati in lupi, ogni cognizione di ciò che erano e di ciò che dovevano fare. Rebecca non può diventare un lupo, e questo le consente di tenere d'occhio gli altri tre. Il singolare quartetto segue a distanza la preda, rappresentata da un uomo che, ad un certo punto della sua vita, ha deciso di morire, massacrando contestualmente il maggior numero di innocenti possibile. I Giovani Licantropi hanno ormai catalogato il fetore corporeo di quell'umano sudato e sporco. Il loro olfatto è tale da non richiedere contatti visivi. Di giorno, in città, non funzionerebbe, per via dell'inquinamento. Di notte, invece, la leggera brezza fornisce agli inseguitori tutti i dati sul kamikaze. Lui avvista l'insegna di una grossa discoteca, che è ovviamente aperta fino a tarda ora, se non addirittura fino al mattino. All'interno, una moltitudine di giovincelli e giovinastri, brilli e drogati, che si agitano come dementi. Cercano il cosiddetto “sballo”, ma potrebbero ottenere molto di peggio. Esiste la possibilità che il criminale non possa accedere al locale, se non dovesse superare il vaglio degli addetti alla sicurezza. Peccato che questi improvvisati sceriffi delle ore piccole siano facilmente addomesticabili, anche con una piccola mazzetta. Così il pazzo entra, mentre i quattro licantropi rimangono fuori. Controvoglia, si accingono a seguirlo, ma i bulli a guardia del castello paiono essersi ringalluzziti; o forse vogliono solo tirare sul prezzo. Questo è un lavoro da maschi, o almeno così la pensano David e Pedro, che chiamano da parte due tizi molto più grossi di loro. I bruti sono sicuri che quei due ragazzini vogliano fare colpo sulle femmine che si sono portati appresso. David e Pedro però decidono di mostrare loro una trasformazione parziale, delle mani e delle fauci. Per quanto non siano degli intellettuali, i due buttafuori sentono un brivido correre lungo le spine dorsali. Anche loro hanno sentito parlare dei licantropi, che si dice risiedano molto discretamente in città. Meglio non contraddire un licantropo; due licantropi sono decisamente eccessivi. E le ragazze? Non saranno anche loro delle lupette mannare? Così i quattro ragazzi ricevono il nulla osta per accedere al regno della confusione e dei timpani rotti. Nella discoteca, gli effluvi sono più che altro puzze, e le luci stroboscopiche servono solo a distorcere la realtà. In quel contesto, i super-sensi licantropici servono a poco; i quattro si muovono pertanto a tentoni, e non per modo di dire. Sonia e Rebecca si spostano verso destra, David e Pedro verso sinistra. Le due ragazze sono, come prevedibile, importunate da alcuni sballati, che rischiano di guadagnarsi una unghiata memorabile e di difficile guarigione. L'aspetto di David e Pedro serve viceversa a disincentivare contatti di qualunque tipo. Non sono grossi, ma si muovono come esperti di arti marziali; in realtà sono apprezzabilmente più pericolosi di qualunque umano, per quanto abile sia nelle tecniche di combattimento. Nella bolgia, il delinquente bombarolo ha solo l'imbarazzo della scelta riguardo a quando esplodere. Non lo ha ancora fatto perché sorprendentemente prova una certa affinità con alcuni dei presenti, che, come lui, non sembrano apprezzare particolarmente la vita. Si potrebbe peraltro eccepire che se non altro costoro non intendono coinvolgere gli altri nella loro scelta nichilista. Poi accade che David lo colpisca con un forte pugno alla nuca, dopo averlo riconosciuto e raggiunto in mezzo a quella assordante moltitudine di semi-decerebrati. Il kamikaze crolla al suolo stordito, ma potrebbe riprendersi in pochi secondi. David, che vorrebbe finirlo, si trova la strada sbarrata da alcuni cretini, che gli chiedono spiegazioni per il suo gesto. David non può spiegare in pochi secondi a quegli idioti che sta salvando la loro inutile vita, rischiando la sua, alla quale tiene moltissimo. Per cui si trasforma in un feroce licantropo, al quale è molto difficile dire di no. Le donnine presenti in sala si svegliano dal loro torpore, ballerino e non solo, indotto da chissà quali e quante sostanze più o meno proibite. Urlano a squarciagola, ma il rumore lì dentro è già al di sopra di ogni decenza uditiva. Pedro accorre, per non lasciare che David si diverta da solo a fare a pezzi un cospicuo numero di dementi. Sonia e Rebecca lanciano un ululato, prima ancora di essersi trasformate in due bellissime e pericolosissime giovani licantrope. E la rissa si accende attorno al simpatico quartetto di pelosoni, che, pur cercando di non ammazzare gli strafatti, non ci stanno a prenderle. Volano sedie e bottiglie, ma i Giovani Licantropi hanno combattuto contro gente molto più pericolosa, ed hanno vinto. Nel caos più totale, il maledetto pazzo striscia tra le gambe dei ragazzi e delle ragazze, cercando di evitare di incassare troppi calci in testa. Fortuna per i presenti che quel kamikaze non sia un maestro di freddezza; ma, del resto, gente che si imbottisce di esplosivo per uccidere degli sconosciuti è come minimo fuori di testa. Quando arriva nei pressi di una porta munita di maniglione anti-panico, la investe con tutto il suo peso. Ottiene ciò che vuole, dato che piomba ed atterra in un vicolo praticamente deserto. Il rumore che proviene dall'interno della discoteca dimostra che si stanno ancora pestando a sangue. Il bombarolo respira a fondo, riacquistando la padronanza di sé. Tra due secondi tornerà nella grande sala, dove porrà fine alla sua inutile vita; ma condurrà all'inferno molti infedeli. Inutile discutere con i suoi simili circa il significato di “infedeli”. A loro piace questa parola, ed i pochi neuroni che si trovano nella loro testaccia vuota sono contenti così. Alle sue spalle giunge tuttavia un suono raschiante, che diventa un ringhio sordo, e pare provenga da una bestia molto più grande dei mostriciattoli che lo stanno braccando. Il Lupo Nero ha seguito i suoi giovani allievi, per aiutarli nel caso ne avessero avuto bisogno. L'acuta mente del possente canide capisce istantaneamente che quello è l'ultimo dei bombaroli, le cui identità sono state rivelate dal Pozzo del Destino. Lupo Nero balza sull'umano come una valanga di zanne spaccaossa. Le sue fauci sono talmente grandi che oltre al collo si serrano su metà della testa del malcapitato. Un crepitio, appena percettibile nel caos che proviene dalla rissa in discoteca, annuncia la frattura delle vertebre cervicali del teppista, e la sua immediata e meritata morte. Il Pozzo del Destino ha rivelato agli Esploratori dei Sogni anche il piano di riserva dei terroristi. Quelli che stanno strisciando nelle tenebre per realizzarlo non si sono fatti impiantare una bomba nelle viscere, ma sono altrettanto pazzi. Il loro obiettivo è un enorme deposito di carburante, che, se dovesse prendere fuoco e deflagrare, ucciderebbe molte persone con il solo spostamento d'aria. Poi l'incendio si propagherebbe in maniera imprevedibile, incontrollabile e certamente devastante. A differenza dei portatori delle bombe impiantate chirurgicamente, i guerriglieri che in questo momento attaccano l'impianto non hanno mai rinunciato agli scontri a fuoco. Sono però ugualmente fanatici, giacché sanno che per ottenere il massimo risultato conviene massimizzare il danno, senza pensare alla propria sopravvivenza. Si sentono pronti ad affrontare chiunque, ma si trovano di fronte Dragonfire. Il colosso alieno, alto tre metri e pesante settecento chili, sopravviverebbe anche se il deposito prendesse fuoco, ma vuole evitarlo. Ecco perché i terroristi non andranno oltre, e neppure torneranno a casa vivi. Il drago attacca per primo, impiegando la sua super-fiamma. Nessun altro potrebbe farlo, in prossimità di migliaia di tonnellate di carburante, senza correre il rischio di produrre più danni di quelli che sarebbero stati causati dagli aggressori. Nessun altro ha però un potere sulla fiamma assimilabile a quello di Dragonfire. Le auto dei terroristi prendono istantaneamente fuoco, con una violenza che impedisce loro di mettersi in salvo. Gridano e muoiono tra atroci sofferenze. Stanno facendo la fine dei martiri che volevano diventare, e non sono neppure riusciti a sparare un colpo di pistola. Dragonfire si aggira invulnerabile tra le lamiere che fumano ed i cristalli che si sbriciolano prima di fondere. Accertato il decesso di tutti i nemici, il possente alieno scatena una seconda vampata di super-fiamma, che provoca un effetto implosione: come se un buco nero si fosse formato nello spazio-tempo, e fagocitasse ciò che resta degli assassini e delle loro inutili scatole metalliche su ruote. Lo spreco di tutte quelle vite lascia del tutto indifferente il drago di Evolution, che si allontana volando con il suo dispositivo antigravitazionale.
martedì 24 dicembre 2013
BOMBE UMANE_300° episodio
Anni fa, due eserciti si scontrarono in una zona desertica come tante altre, per disputarsi le risorse estrattive. Carri armati, cingolati, camion e fuoristrada, colpiti da cannonate e mitragliate si sono fermati per sempre. Adesso, tonnellate di ferraglia arrugginita non ispirano alcunché agli indigeni. Le lucertole invece hanno colonizzato i rottami, trovandoli utili. L'arrivo di Robokiller disturba pertanto i piccoli rettili, che prudentemente si allontanano. Il potente automa aderisce ad un progetto del dottor Occulto, che vorrebbe realizzare una struttura itinerante, per venire incontro alle esigenze alimentari delle molte vittime di Carestia. Il continente africano si presta meglio degli altri a questo progetto, disponendo di grandissimi spazi pressoché pianeggianti. Robokiller non è solo, ma è stato raggiunto da Black Dragon e da Dragonfire. L'alieno di Evolution ha in passato lottato contro i due automi senzienti, ma la controversia si rivelò figlia dell'incomprensione. Per cui da allora Dragonfire, Black Dragon e Robokiller combatterono assieme contro nemici molto potenti. Robokiller dispone del potere di assemblare a se stesso tutti i dispositivi meccanici. Gli basta stabilire un contatto fisico con ciò che vuole assimilare. Inizia con un carro armato, privo di un cingolo. Parti meccaniche ferme da anni si liberano dai bulloni, per contribuire a creare qualcosa di nuovo. Dragonfire e Black Dragon lo aiutano, spingendo verso di lui altra ferraglia più o meno frantumata. Robokiller chiama a sé ingranaggi di tutti i tipi, che obbediscono alle sue disposizioni, desiderosi di tornare a vivere. In breve, il grosso automa è circondato da tonnellate di acciaio pulsante e semovente. Sta creando un grande veicolo ruotato e cingolato, senza alcun rispetto per l'estetica umana; l'importante è che funzioni. Un mezzo corazzato di oltre mille tonnellate prende lentamente forma. Manca ancora la propulsione, ma Robokiller ha pensato anche a questo. Tutti i motori diventano una specie di unica sala macchine, con alberi di trasmissione che sbucano da tutte le parti. Una volta riempite le cisterne del carburante, un ruggito terrificante annuncia la nascita del Desert Cruiser, che inizia a muoversi sferragliando. Compiuta la sua missione, Dragonfire si allontana volando grazie al suo dragoncraft antigravitazionale. Robokiller ha predisposto due postazioni di guida: una per sé e l'altra per l'amico Brack Dragon. L'incrociatore delle sabbie trasporterà cibo alle popolazioni bisognose, e sarà rifornito dal cielo da elicotteri che atterreranno sul suo ponte appositamente predisposto. Ricorda vagamente una piccola nave da guerra, anche perché il suo creatore, Robokiller, ha riportato alla funzionalità tutti i cannoni, i cannoncini e le mitragliatrici che ha trovato. Quando il Desert Cruiser incontrerà lungo il suo percorso altri rottami metallici riutilizzabili, li assemblerà, incrementando le sue dimensioni e la sua potenza. Gli altri componenti di Evolution nel frattempo stanno seguendo le tracce dei kamikaze, conosciuti come bombe umane. Gli Hunter Killer hanno sterminato l'equipe chirurgica responsabile di aver impiantato gli ordigni nei corpi degli aspiranti martiri. Mancano all'appello cinque kamikaze, ma, grazie agli Esploratori dei Sogni, Evolution potrà braccarli e porre fine al loro piano stragista. Kong, Ferox, Fulminatore e Maga sono già in azione. L'ultimo degli attentatori spetta di diritto ai Giovani Licantropi. Nella savana africana, lo sferragliante Desert Cruiser non passa inosservato dagli animali, che si mantengono a distanza di sicurezza. Guerra, uno dei Cavalieri dell'Apocalisse, apprezza quell'enorme mezzo di acciaio, irto di armi letali. A lui non interessa se Robokiller e Black Dragon intendano trasportare cibo. Pregusta viceversa di ostacolarli mediante qualche esercito locale; immaginando la battaglia che ne scaturirà. Guerra si trova nella savana anche per altri motivi. Dato che la sua percezione si estende all'intero pianeta, è accorso quando ha saputo di una prode guerriera del popolo dei leoni, prossima alla morte. Ciò che spinge Guerra non è di certo il sentimento, bensì il desiderio di collezionare una nuova recluta per il suo esercito personale. Il demone rosso non chiede alla prode leonessa se voglia seguirlo. Lei apre ancora una volta gli occhi stanchi, quando avverte quella presenza ultraterrena. Poi si sente di colpo rinvigorire e guarire da tutte le ferite. Si alza sulle zampe tornate possenti, e ruggisce di gioia al suo nuovo padrone. Guerra scompare, portando con sé anche il corpo fisico del grande felino, perché nel suo regno non c'è posto per gli spiriti. Gli Esploratori dei Sogni hanno seguito le elucubrazioni di ognuno dei cinque kamikaze. Al primo di loro è stato assegnato un moderno villaggio. Uno di quei luoghi concepiti sulla carta da architetti più bravi a parlare che a disegnare. Un agglomerato di casette monofamiliari, con garage doppio e giardinetto. Un villaggio di casette che per il momento rimangono di proprietà delle banche, in attesa che le famigliole finiscano di pagare il loro mutuo trentennale. Sembra un posto poco adatto a compiere una strage, data la bassa densità abitativa. Gli Esploratori dei Sogni hanno peraltro riferito a Kong che il martire di turno progetta di agire, esplodendo in uno spazio comune, in occasione di una celebrazione o di una festa. Il secondo terrorista colpirà nel corso di una proiezione cinematografica. Se gli Esploratori dei Sogni non avessero scrutato all'interno del suo sordido inconscio, la donna leopardo avrebbe considerevoli difficoltà a rintracciarlo. Invece Ferox è lì, tra il pubblico del sabato pomeriggio, tra i bambini e le bambine vocianti. Piccole forme di vita speranzose nel futuro, come devono esserlo tutti i cuccioli. Chi può essere talmente carogna da premeditare la loro morte violenta? Ferox lo scoprirà presto, e quella fogna d'uomo morirà in maniera certa e dolorosa. Tale è la determinazione della mutante felina di Evolution che per una frazione di secondo l'incantesimo di dissimulazione, che la rende uguale alla detective Lucrezia, cede. Tra la folla, una bambina se ne accorge, ma il vero volto di Ferox non le trasmette alcun allarme, bensì una sensazione di maggiore sicurezza. Inutile dirlo alla mamma, che non capirebbe; lei non crede neppure che gli scoiattoli siano esseri fatati! Il terzo luogo di grande aggregazione, scelto dalle bombe umane, è una chiesa, in occasione di un battesimo. Andrebbe altrettanto bene un matrimonio o un funerale, ma questi terroristi hanno in odio la vita: la loro e quella degli altri. Ammazzare uomini, donne e bambini, che festeggiano l'inizio di una nuova vita è il massimo per taluna marmaglia criminale. Grazie agli Esploratori dei Sogni ed al Pozzo del Destino, Fulminatore è già arrivato a destinazione. Si prepara a fornire un'elettrizzante uscita di scena al terzo martire delle cause perse. Non ci siamo di certo dimenticati della Maga, a cui tocca intercettare ed abbattere il quarto dei cinque delinquenti che si sono fatti impiantare chirurgicamente una bomba priva di componenti metallici. Quando questo aspirante stragista sognava di farsi esplodere nel bel mezzo di una manifestazione di piazza, mai avrebbe immaginato la presenza di attenti spettatori. Gli Esploratori dei Sogni erano viceversa lì ad osservate lui e gli altri quattro cretini. I Giovani Licantropi, Cyberdog, Clara ed il suo Tecnoragno, il gattino demone Braxcat ed il Lupo Nero avrebbero voluto strappare loro le budella, ma nella dimensione onirica le cose funzionano diversamente. Una manifestazione di gente che protesta contro tutto e tutti. Nei periodi di crisi economica gli arruffapopolo si moltiplicano come pidocchi in mezzo alla sporcizia, riempiendo le piazze di urlatori, che però non sospettano di essere stati presi di mira da esagitati di classe superiore. In un paese abitato da poche migliaia di persone gli spazi comuni non sono tanti: le palestre delle scuole ed una specie di auditorium di recente costruzione. L'uomo bestia di Evolution è certo che il suo bersaglio sceglierà l'auditorium, perché ospita più gente, specie in occasione delle feste di fine anno. Questa sera le varie scolaresche presenteranno i saggi da loro preparati. Ci saranno balletti, canti, recitazione, scenette comiche. Tantissimi bambini e tantissimi genitori. Nessuno dei presenti si aspetta un attentato; perché persone normali dovrebbero supporre che qualcuno goda ad organizzare una tale nefandezza? Questo è un grosso limite delle persone normali. Kong non si è mescolato alla folla, perché per dissimulare il suo fisico massiccio sarebbe necessario un incantesimo. Meglio tenersi in disparte. Ecco perché Kong si arrampica con la sua agilità scimmiesca in cima alla tensostruttura. Dall'alto deve tutto ciò che si muove dieci metri sotto di lui, ed è molto difficile che da sotto lo vedano. Ha infatti trovato una rientranza in ombra, che si presta al suo agguato. Pur non disponendo dei poteri felini di Ferox, l'uomo bestia di Evolution capisce quando sia il caso di aspettare che il nemico faccia la prima mossa. La proiezione cinematografica alla quale presenzia la donna leopardo è analogamente molto frequentata, ma il pubblico viene invitato a fare silenzio. Ovviamente, trattandosi di bambini, ciò è quasi impossibile. Ferox però si rende conto di poter fare molto poco finché rimane seduta. Meglio per lei alzarsi e camminare lungo le pareti della sala cinematografica, sperando che i suoi super-sensi riescano a percepire ciò che cerca, in mezzo a quelle continue urla di partecipazione. Fulminatore si trova invece più a suo agio, nella chiesa dove sta attendendo l'arrivo del suo kamikaze. I presenti sono forse un centinaio, quindi molti di meno rispetto alla tensostruttura ed anche alla sala cinematografica. Nessuno dei presenti corrisponde all'identikit fornito dagli Esploratori dei Sogni. Poi, poco prima dell'inizio della cerimonia, l'ex militare, reduce ed esaurito, fa il suo ingresso in chiesa. Contemporaneamente, la Maga avvista la sua preda. Costui, contro le previsioni, non cerca di avvicinarsi alla parte pulsante della manifestazione di piazza, ma sale direttamente sul palco. Gli addetti alla sicurezza si avvicinano per scacciarlo, senza sapere che l'intruso ospita una bomba all'interno del suo corpo. Se scatenasse la deflagrazione adesso il kamikaze ammazzerebbe due o tre persone, e se ne rende conto. Ragion per cui preferisce scatenarsi in una invettiva estemporanea, che, suscitando un discreto successo tra la folla, induce gli organizzatori della manifestazione ad assecondarlo. Il folle intende chiaramente morire in maniera teatrale, ma prima manifesta il suo astio nei confronti delle istituzioni. Le sue parole attecchiscono tra gli sfaccendati, che si avvicinano ancora di più al palco. Il folle sogghigna, perché tra alcuni secondi il suo martirio esploderà letteralmente dall'interno della sua persona, scagliando frattaglie in faccia al mondo. Il suo dito si avvicina al dispositivo d'innesco, ma la Maga lo ferma. Non ha alcun bisogno di toccarlo per soggiogarlo alla sua volontà. Inosservata tra la folla, la potente Mutante blocca a distanza tutte le capacità motorie della bomba umana. La folla non capisce cosa stia accadendo, ma si allontana da quello che si è dimostrato l'ennesimo pagliaccio. Adesso la Maga può chiudere la questione, costringendo il pazzo a premere il fatidico pulsante. Lui ora non vorrebbe farlo, ma la mutante psionica guida ogni suo movimento. L'esplosione spezza in due l'ex militare, proiettando tutto attorno carne, ossa e liquidi ributtanti. Nessuno eccetto lui muore, ma molti si allontanano vomitando. In chiesa, i genitori del neonato intrattengono parenti ed amici. Quasi nessuno fa caso agli unici due sconosciuti; capita che alle feste si manifestino degli scrocconi. Uno dei due sfortunatamente è lì per commettere una strage. L'altro fortunatamente è pronto ad impedirglielo. Il kamikaze vuole essere certo di ammazzare sia il bambino, sia i genitori. Non potrà leggere i giornali, ma nella sua mente malata immagina gli articoli scritti da giornalisti orripilati. Mentre si avvicina alle sue prede, non si accorge di Fulminatore, che peraltro ha un aspetto assolutamente umano. Il suo potere è viceversa più di quanto un corpo umano possa tollerare; e questo è vero anche quando il mutante elettrico si limita a collocargli una mano sulla spalla. I presenti interrompono le loro smancerie per soccorrere quell'uomo che cade a terra, evidentemente colto da un infarto, ma per lui è ormai troppo tardi. Kong aspettava che il suo pazzo si facesse avanti, e così è avvenuto. Minaccia una bambina con un coltello. Qualcuno riesce ad avvisare la polizia, che accorre con tre auto a sirene spiegate. Kong pensa che questa teatralità sia voluta dai terroristi, perché in fondo questi fuori di testa sono in parte vittime dei troppi film scadenti che hanno visto al cinema. I poliziotti non intervengono per evitare che il criminale ferisca la bambina. Scene già viste, ma questa volta il coltello rappresenta una minaccia molto inferiore alla bomba che il pazzo si prepara a fare deflagrare. Occorrono muscoli molto potenti per saltare dall'altezza di dieci metri, senza farsi male. Il suo impatto col suolo non può tuttavia essere silenzioso. Il tizio si volta allarmato, ma l'uomo bestia risolve la situazione con una sola mossa velocissima: con una mano gli blocca il polso destro, fratturandoglielo, mentre con l'altra gli sottrae la piccola. Sebbene dolorante, l'aspirante martire potrebbe ancora azionare la bomba, se Kong non lo colpisse in pieno petto con un pugno che gli fracassa lo sterno e numerose costole, causandogli un immediato arresto cardiaco.
sabato 21 dicembre 2013
IL POZZO DEL DESTINO_299° episodio
All'interno di un grattacielo di una grande città, lavora l'equipe chirurgica che ha impiantato gli ordigni esplosivi nei corpi di due ex militari, aspiranti kamikaze. Il primo dei due ha portato a termine la sua strage, abbattendo un aereo di linea. Moltissimi innocenti sono morti per la sindrome post-bellica di quel maledetto pazzo. Il secondo delle bombe umane è invece stato stritolato da Pitone: uno dei misteriosi Hunter Killer. In questa fase, l'organizzazione terroristica teme di essere stata scoperta, o che qualcuno stia seguendo delle tracce in grado di farla scoprire. I fuori di testa disponibili al martirio sono una decina; metà dei quali con la bomba già incorporata. Trovare gente disposta a morire in nome di qualche obiettivo molto astratto è relativamente facile. Bisogna lavorare su soggetti depressi, che registrino anche fasi di esaltazione. Un buon lavaggio del cervello attecchisce su personalità già sconvolte. I militari si prestano bene alla realizzazione di questo piano, perché alcuni di loro hanno già ucciso degli innocenti, e superato lo scoglio della prima volta ci si fa meno caso. La scusa che raccontano a se stessi è che si sia trattato di un giusto prezzo da pagare per la libertà e la democrazia. In realtà, per quanto i militari di truppa non siano delle menti eccezionali, sanno benissimo di essere degli assassini. La strage che stanno preparando dovrebbe punire i mandanti degli omicidi che loro hanno commesso. Una giustificazione molto fumosa. Come se uomini, donne e bambini che si trovano in un centro commerciale per fare spese potessero essere incolpati e condannati per una guerra voluta dai capitalisti e dai generali. Al vertice dell'organizzazione terroristica non ci sono dei fanatici, bensì degli spietati uomini d'affari. Giocano con le emozioni altrui, manipolando la rabbia, rendendola insensata e spersonalizzata. Uno che si faccia impiantare un dispositivo esplodente odia se stesso prima di odiare tutti gli altri. Lanciarsi in questa follia assassina gli fa però intravedere un barlume di eroismo. Gli Esploratori dei Sogni hanno rintracciato in tempo il secondo martire, ma adesso devono cercare nuove piste. L'autopsia non ha consentito di risalire ad amici, parenti o altre persone da indagare. Il tizio ucciso dal serpentoide Pitone non recava ovviamente su di sé alcun documento. È stato possibile risalire al suo curriculum militare, ma questo è tutto. I suoi ex commilitoni lo ricordano come un taciturno, che però durante le azioni belliche si lanciava in azione, con sprezzo addirittura eccessivo del pericolo. Un eroe o un aspirante suicida. I suoi superiori lo avevano richiamato diverse volte proprio per questa sua mancanza di controllo, che avrebbe potuto danneggiare anche gravemente i suoi commilitoni. Nel frattempo, Evolution e Dragonfire hanno concluso la loro prima missione di trasporto alimentare. Le stive della grande nave sono state svuotate dal carico, che per gli indigeni significherà allontanare lo spettro di Carestia per alcuni mesi. La doppia vista del dottor Occulto gli consente di percepire la presenza dell'antico demone, che ha subito una piccola sconfitta in una guerra lunghissima, se non addirittura eterna. La Vae Victis è pronta a salpare per i mari privi di acqua che si trovano tra gli stati dell'esistenza. Un turbine di energia l'avvolge, mentre il capo di Evolution evoca l'incantesimo del teletrasporto. Gli umani presenti osservano ammirati la dislocazione quasi istantanea di migliaia di tonnellate di acciaio. Ciò che resta del cacciatorpediniere è la voragine nel terreno, che aveva scavato al suo arrivo. Il dottor Occulto è felice che i suoi allievi abbiano sconfitto i mercenari che volevano ostacolare la loro missione. Per il futuro, ha tuttavia in mente un diverso approccio al problema della fame nel mondo. Gli servirà la collaborazione di Robokiller, che possiede il potere di assemblare ogni dispositivo meccanico. Il più potente telepate del pianeta non ha peraltro dimenticato l'indagine in coso sulle bombe umane. Informato da Galadriel, Occulto consulta i numerosissimi tomi che ha trasferito sulla Vae Victis. In un grosso locale, nel cuore d'acciaio del vascello da guerra, ha sede lo studio del mago. Neppure lui ha avuto modo di leggere tutti quei libri, dato che servirebbero alcune vite per farlo. Non si tratta di testi che possano essere scansionati e poi selezionati da un software. Gli antichi libri presenti nella biblioteca del dottor Occulto sono pericolosi per i non iniziati. La stessa Maga non è autorizzata a cimentarsi con quelli più antichi e misteriosi. La consultazione che il capo di Evolution intende attuare richiede un preliminare magico. Il dottor Occulto cerca informazioni sul mondo dei sogni. In particolare, le sue informazioni e le sue intuizioni gli suggeriscono l'esistenza di un manufatto, o forse si tratta di un edificio o di un luogo, in grado di scandagliare l'intera dimensione in un battito di ciglia. Mentre il mago medita, crea una rete tra la sua mente e le consapevolezze racchiuse nei libri. Quasi in trance, cammina lungo le scaffalature, dove i testi sono disposti apparentemente a caso. Poi si ferma ed afferra un libro che pare il più anonimo tra quelli presenti. Ciò non inganna il dottor Occulto, che conosce bene l'arte della dissimulazione. Quando nota una resistenza da parte del libro a fasi trasportare e consultare, si convince di aver trovato quello che cercava e che gli serve. La sua volontà e la sua potenza si impongono sulla materia cartacea e sugli spiriti che lo osteggiano, perché quella è la sua biblioteca e non accetta un no come risposta. Adesso le pagine scorrono quasi da sole, come se la bestia selvaggia, domata, volesse farsi perdonare. Il dottor Occulto però sa che si tratta di una bestia velenosa, sempre pronta a mordere. Più un cobra, che un cagnolino. Infine il capo di Evolution può concentrare la sua attenzione su un disegno, raffigurante il Pozzo del Destino. In numerose mitologie esiste qualcosa di simile: uno specchio oppure una sorgente, che producono immagini da interpretare. Chi ha scritto questo libro lo chiama Pozzo del Destino, e sarebbe collocato nella dimensione onirica. Gli sciamani da sempre cercano di prevedere il futuro interpretando i sogni. Forse i più abili tra loro sono in grado di trovare il Pozzo del Destino, che è una guida per compiere le perlustrazioni occorrenti. Gli Esploratori dei Sogni partiranno al più presto per trovarlo, e per chiedergli come rintracciare le rimanenti bombe umane. Per una volta, assieme a loro viaggerà in astrale anche la Navigatrice. I Giovani Licantropi, Cyberdog, Clara ed anche il Lupo Nero formano una catena psichica, per iniziare il distacco dai corpi fisici tutti assieme. È un po' come per i paracadutisti, che, se non si lanciassero uno dietro l'altro, non riuscirebbero ad arrivare uniti sul bersaglio. Il segnale dell'inizio del viaggio giunge dal miagolio acuto di Braxcat, che, a differenza degli altri, si tuffa nella dimensione onirica con il suo corpo fisico semi-demoniaco. A migliaia di chilometri di distanza, un incantesimo del dottor Occulto distacca il corpo astrale della sua allieva, mandandolo ad incontrare il resto del gruppo, che lei guiderà. Navigatrice non frequenta la dimensione dei sogni; però il suo potere si attiva anche in quel contesto. Gli Esploratori dei Sogni attendono da lei le indicazioni utili a trovare il Pozzo del Destino. C'è tuttavia chi, in quel piano dell'esistenza, è deciso ad osteggiare quelle creature giunte dalla Terra. Grossi ragni pelosi sbucano da fessure nel terreno, che un istante prima era assolutamente liscio. Ingaggiano battaglia con i licantropi, il Lupo Nero, Cyberdog, Braxcat e Clara; ma il loro vero bersaglio è la Navigatrice. Senza di lei, gli Esploratori dei Sogni potrebbero farcela ugualmente a raggiungere il loro obiettivo, ma occorrerebbe un tempo di difficile computo. Un ragno peloso avanza deciso, ma Rebecca e Sonia afferrano due delle sue zampe. Le due ragazze licantropiche devono fare in fretta, dato che i peli che ricoprono ogni parte del corpo dell'aracnide secernono un liquido urticante. Rebecca e Sonia strappano le zampe del ragno, ma gliene restano altre sei. Nella nostra realtà, anche un simile mostro risentirebbe del doppio trauma, ma non nel mondo dei sogni. Le ragazze stanno combattendo contro un vero incubo, ed hanno bisogno di aiuto. David e Pedro accorrono, saltando sulla groppa del ragno. La loro strategia è di provare a strappargli gli occhi, usando i loro artigli micidiali. L'attacco ha successo, ed il mostro si ferma. Non è però ancora battuto, e Navigatrice rischia ancora di essere divorata. Se dovesse succedere, si risveglierebbe nel suo corpo fisico, sulla Vae Victis, ma probabilmente riporterebbe qualche danno psichico. La situazione è sbloccata dal Lupo Nero, che, con la sua massa e la sua irruenza, rovescia il ragno. Poi i suoi denti scavano nelle viscere del mostro, strappandogli acuti stridii di dolore. Il rosso ragno non era solo; infatti alcuni suoi simili più piccoli attaccano la Navigatrice alle spalle. Restano a difenderla Clara, Cyberdog e Braxcat, che sono più che sufficienti. Clara è coperta da una armatura di metallo durissimo e flessibile, fornita dal suo simbionte Tecnoragno. Cyberdog ha poteri suoi, che gli derivano dalla simbiosi con l'alieno Transformatron, progenitore del Tecnoragno. Braxcat è noto anche in quella dimensione, per le sue abilità demoniache. Una delle quali consiste nell'emettere dalle piccole fauci una fiamma sufficientemente calda da friggere qualsiasi ragnetto attaccabrighe. Clara e Cyberdog combattono rispettivamente impugnando una spada di metallo vivente e con antenne in grado di condurre scariche elettriche. In breve anche i ragni più piccoli finiscono cotti, fritti e trafitti. Adesso gli Esploratori dei Sogni si raggruppano attorno alla Navigatrice, che evoca il suo potere in un modo che sulla Terra le sarebbe precluso. Nella dimensione onirica infatti pensare di essere in un posto equivale ad esserci: un teletrasporto alla velocità del pensiero, o forse quel mondo è un non-spazio. I giovani super-eroi terrestri scompaiono in un lampo, e si materializzano nei pressi di una antica costruzione diroccata. Gli Esploratori dei Sogni e la Navigatrice avvertono che quelle antiche mura non sono soggette alle continue fluttuazione di ogni cosa, proprie di quel mondo. Le mura sono presumibilmente intrise di eternità, perché al loro interno si trova il Pozzo del Destino. Braxal il demone osserva ciò che accade attraverso gli occhi del suo araldo. Braxcat deve i suoi poteri e la sua stessa vita a Braxal, ed adesso lo ripaga con questa informazione: il Pozzo del Destino è un punto fermo nella nebbia dei sogni e delle nebbie che costituiscono quel mondo. Il potente demone Braxal ha acquisito una nuova conoscenza di grande importanza strategica. Gli altri Esploratori dei Sogni ignorano questo fatto, ma la loro missione richiede il massimo della concentrazione. Adesso qualcuno deve porre il quesito al Pozzo del Destino, ed essere in grado di comprendere la risposta. Si fa avanti la Navigatrice, che ha sempre mantenuto un contatto telepatico con il dottor Occulto. Lei si rilassa, affidandosi al maestro per procedere. La domanda non viene formulata con le parole, che sovente sono inadeguate. Occulto chiede ed il Pozzo risponde, agitando le sue acque. Sonia, Rebecca, David, Pedro, Clara, ma anche Cyberdog, Braxcat ed il Lupo Nero osservano affascinati le immagini differenti per ognuno di loro. Decrittare la risposta è molto difficile, ma il più grande telepate del pianeta dispone di risorse che si rivelano adeguate. Per gli Esploratori dei Sogni è quasi ora di svegliarsi, ma prima ottengono una chiara visione di dove si trovi la base terroristica e dei prossimi obiettivi dei kamikaze. Sono proprio questi ultimi che, sognando, dispensano inconsciamente e liberamente le informazioni riservate, che sarebbe stato difficile estorcere loro sotto tortura. È notte quando gli Hunter Killer attaccano la base dei terroristi. Non si tratta dei soliti cammellieri nascosti nelle buche scavate nella sabbia. Questi abitano all'interno di un grattacielo, nel centro di una grande città, simbolo dell'opulenza che i sedicenti rivoluzionari sostengono di voler abbattere. A Stritolatore ed ai suoi serpentoidi non interessa delle chiacchiere degli umani. Trovano che la razza dominante sulla Terra sia inadeguata in molti modi; il fatto che la gente parli sovente a sproposito e troppo contribuisce a dare ragione agli alieni serpentiformi. Le guardie armate reagiscono prontamente, ma la tecnologia degli Hunter Killer surclassa di molto quella dei mitragliatori e dei visori notturni. Poi le spire, le zanne e le teste crestate spezzano le vertebre, strappano le carni, iniettano veleno e sfondano i toraci. In pochi minuti, rimangono in vita solo i chirurghi, che hanno impiantato gli ordigni esplosivi nei corpi delle bombe umane. Potrebbero tentare di arrendersi, ma i serpentoidi scatenati rispondono solo all'atavico motore della loro antichissima specie, e li sterminano tutti. Al capo dei terroristi è negata finanche la possibilità di suicidarsi, quando Sysform gli affonda fulminea le sue zanne nel collo, per assaporarne il sangue ancora caldo.
lunedì 16 dicembre 2013
SINDROME POST-BELLICA_298° episodio
La nave fantasma galleggia in mezzo alla nebbia densa e mutevole. Si affianca alla Vae Victis, per il classico abbordaggio dei bucanieri. Gli spettri sembrano destinati a replicare in eterno l'ultima scena recitata da vivi. I pirati defunti del pirata Barbanera (anche lui trapassato) si lanciano svolazzanti verso la loro preda. Peccato per loro che i mutanti di Evolution e Dragonfire non siano d'accordo ad interpretare la parte delle vittime. Il nome della loro nave significa "guai ai vinti", che è tutto un programma. Immateriali o no, Ferox li aggredisce con i suoi artigli in grado di incidere anche il ferro. La donna leopardo prova un certo fastidio quando il suo slancio la porta attraverso quegli esseri meno consistenti della nebbia. Agilissima, Ferox atterra sul ponte della Vae Victis, in posizione di attacco. Kong evita di emulare Ferox, ma si allontana dal ponte principale della nave, alla ricerca di armi adatte a respingere quei pirati fantasma. Fulminatore, che ha fatto tesoro del precedente scontro con Barbanera ed gli altri pirati, calibra le sue saette in modo tale da interferire con le energie misteriose che mantengono coesi quegli antichi ectoplasmi. Gli spettri colpiti scintillano, tendendo a sciogliersi del tutto nella nebbia, ma continuano a combattere. La Maga percepisce una comunicazione più tenue di quella che gli umani chiamano telepatica. Barbanera ordina ai suoi un attacco senza esclusione di colpi, ma le loro spade sono eteree come i loro corpi. A questo punto, ricompare sul ponte principale Kong, che impugna un disturbatore vibrazionale, che produce sui fantasmi un effetto simile a quello delle scariche elettriche di Fulminatore. Non fossero spettri, gli attaccanti avrebbero capito di non avere alcuna possibilità di spuntarla contro la tecnologia e la forza del drago e dei mutanti. Il colpo di grazia proviene da Dragonfire, le cui fiamme investono in pieno la nave fantasma. Non prende fuoco, perché non può bruciare, ma quello del drago è un plasma quasi solare, che minaccia di fare implodere il veliero spettrale. Intanto nel piano dell'esistenza pervaso dai nostri sogni il terrorista è salito a bordo dell'aeroplano, recando con sé una bomba, nonostante il metal detector. Questo perché l'ordigno gli è stato impiantato chirurgicamente, e non comprende parti metalliche. Si tratta di due liquidi separati in distinti contenitori di plastica; la deflagrazione avviene quando entrano in contatto. I motivi che spingono una persona a diventare una bomba vivente interessano i profiler della polizia. Gli Esploratori dei Sogni sono più che altro interessati a reprimere questi ed altri atti criminali. Purtroppo oggi gli eroi provenienti dalla Terra seguono il decorso nei ricordi di uno dei passeggeri dell'aeroplano, morto in seguito alla deflagrazione. Assistono a fatti già accaduti, come fossero loro stessi fantasmi tra i fantasmi. Nulla possono fare per impedire al pazzo di ridursi in frantumi di carne ed ossa. Peraltro questa esplosione riesce a produrre danni solo perché avviene in un ambiente pressurizzato, in un aereo che si muove a velocità quasi supersonica e ad alta quota. Gli oblò cedono verso l'esterno, innescando la fuoriuscita di tutta l'aria dal velivolo. La decompressione esplosiva è molto più potente dell'ordigno che era innestato chirurgicamente nel terrorista. I passeggeri perdono quasi subito conoscenza, mentre l'aereo sfugge al controllo dei piloti, e precipita verso la sua distruzione. Avendo visto tutto ciò che c'era da vedere, gli Esploratori dei Sogni tornano alla loro realtà. Le informazioni che hanno raccolto addolciscono appena l'amaro in bocca per la strage degli innocenti a cui hanno assistito. Galadriel è molto più pragmatica, ma lei è un computer. Dati concreti ed altre informazioni meno verificabili inducono Galadriel a pensare che l'attentato all'aereo di linea sia stato solo l'inizio di una campagna stragista molto più vasta. Chi era il tizio che, facendosi esplodere a bordo di un aereo di linea ne ha causato la caduta? Gli Esploratori dei Sogni hanno appurato che l'ordigno si trovava all'interno e non all'esterno del corpo dell'attentatore; quindi è presumibile che abbia acconsentito all'intervento chirurgico necessario. A meno che sia stato costretto, minacciando persone a lui care. La seconda ipotesi è però più cervellotica, considerando quanto sia facile trovare dei pazzi a piede libero. Indagini sul conto del kamikaze confermano il suo stato di disagio psichico. Galadriel vuole evitare che altri fuori di testa ammazzino centinaia di innocenti. I profiler della polizia scandagliano la vita del bombarolo, rendendosi per una volta utili. Era un ex militare, che aveva tentato più volte il suicidio. Una sindrome depressiva galoppante, sottovalutata dall'esercito che si è limitato a congedarlo. Esportare la democrazia a volte causa effetti collaterali fastidiosi. Anche i profiler sospettano che un'organizzazione terroristica manipoli questi reduci cretini. I profiler però, a differenza degli Hunter Killer, sono portati alla parziale giustificazione degli atti criminali. Stritolatore ed il suo gruppo di alieni viene quindi incaricato di trovare gli altri kamikaze prima che colpiscano ancora. Saranno il braccio operativo del super-computer, mentre delle indagini si occuperanno gli Esploratori dei Sogni. Dovranno scandagliare la dimensione onirica, alla ricerca di emozioni deteriorate al punto giusto. Intanto la Vae Victis si sta allontanando dal veliero spettrale del pirata Barbanera, che è stato danneggiato dalla super-fiamma di Dragonfire. Barbanera ed i suoi sgherri non del tutto defunti dovrebbero riflettere sulla loro illusione di essere intangibili. Non lo faranno perché gli spettri sono famosi per essere molto poco riflessivi. A Dragonfire ed ai suoi amici mutanti adesso interessa tornare sulla Terra, per consegnare le cibarie che hanno a bordo, a gente che altrimenti morirebbe di fame. La zona prescelta è molto arida e completamente incolta. La popolazione è rassegnata all'inevitabile decesso per denutrizione. Vittime delle loro sciocche tradizioni, uomini, donna e bambini cercano di allevare animali dei quali cibarsi. Da soli non capiscono, e nessuno glielo spiega, che l'allevamento richiede molte più risorse e lavoro dell'agricoltura. La grande nave di norma dovrebbe materializzarsi in un fiume o in un lago, ma in assenza d'acqua si disloca sul terreno, penetrandolo di almeno un metro con la sua massa metallica di migliaia di tonnellate. I presenti rimangono comprensibilmente impressionati dal fenomeno. Il loro allarme cresce quando avvistano sul ponte principale Dragonfire, che è alto tre metri e pesa settecento chili. Tuttavia, superata questa fase, i nativi apprezzano le grandi quantità di generi alimentari stivati sulla Vae Victis. Non capita spesso che dei super-eroi impieghino i loro poteri per svolgere mansioni di trasbordo. Di solito i super-eroi picchiano i super-criminali, consumando una grande quantità di energia che potrebbe, se impiegata diversamente, recare vantaggi e non danni. Dragonfire gareggia con le gru della Vae Victis, coadiuvato da Kong, l'uomo bestia di Evolution. Fulminatore, Maga e Ferox fanno la loro parte, assegnando a quelle povere persone degli alimenti fondamentali per la loro sopravvivenza. La festa viene però guastata dall'arrivo di un manipolo di teppisti in divisa militare. È purtroppo un classico che in aree sottosviluppate prosperino sedicenti signori della guerra. Gentaglia che aggiunge la sua vessazione ai guasti della fame. È molto più facile picchiare e fucilare uomini, donne e bambini indeboliti, che impegnarsi affinché sfuggano al loro destino di morte. Non a caso gli antichi abbinavano la guerra e la fame. Dragonfire ed i suoi amici sono troppo esperti nelle manifestazioni della stupidità umana per provare sorpresa e disappunto. Quelli che arrivano con le armi spianate vorrebbero requisire le cibarie, per rivendersele. Gli stupidi benpensanti con la pancia piena sostengono che le persone povere siano solidali tra loro. Nulla di più falso. Gli uomini armati che giungono per bastonare e sparare sono destinati ad incassare grandi mazzate, giacché i nostri eroi non hanno attraversato lo spazio tra le dimensioni, e combattuto contro Barbanera ed i suoi spettri, per farsi fermare da una banda di cialtroni. Quando costoro aprono il fuoco, Fulminatore, Kong e Ferox si mettono al riparo. La Maga devia i proiettili grazie alle sue doti telecinetiche, mentre Dragonfire rimane immobile sotto quella pioggia di piombo rovente. La popolazione degli affamati assiste a quello scontro, trovando la forza di fare il tifo per il drago verde. Quando Dragonfire mette le sue zampe sulle camionette degli aggressori le loro velleità si smorzano parecchio. Molti scappano, ma qualcuno commette l'errore di puntare il mitragliatore contro i civili. Ferox piomba loro addosso come una furia; con gli artigli in grado di incidere e tagliare l'acciaio, dispensa ferite profonde ed invalidanti. L'attacco di Fulminatore è diretto prevalentemente contro il metallo delle armi. I mercenari sono costretti a mollarle, e subito dopo sono aggrediti dai pugni formidabili di Kong. La Maga invia le sue invisibili lame psioniche contro i delinquenti in divisa, e loro non hanno la minima possibilità di resistere allo svenimento indotto. Il signore della guerra che ha inviato i suoi sgherri a minacciare i civili affamati dispone altresì di alcuni elicotteri, che accorrono mitragliando. Probabilmente non hanno fatto caso alla Vae Victis, come se fosse una cosa comune trovare una nave da battaglia parcheggiata in mezzo alla savana. I mercenari in effetti non sono tenuti ad avere un cervello; l'importante è che siano in grado di sparare a tutto ciò che si muove. Le torrette antiaeree del cacciatorpediniere ruotano acquisendo i bersagli. I cannoncini a tiro rapido sono in grado di abbattere cacciabombardieri, che viaggiano a velocità decisamente superiore a quella degli elicotteri. Il risultato è che i nuovi arrivati incassano scariche di proiettili di calibro fin troppo grosso per le lamiere dei loro mezzi. Grossi pezzi di metallo si staccano dai lenti velivoli. Le eliche si bloccano, causando un avvitamento verso il basso. Nel giro di alcuni minuti, la Vae Victis vince la sua battaglia contro tre fastidiose mosche metalliche, riducendole in frantumi. Nessuno tra gli occupanti degli elicotteri si salva dalle vampate di fuoco che avvolgono ciò che resta delle macchine distrutte. Nella dimensione dei sogni, Braxcat il gattino demone fiuta l'aria alla ricerca di un certo tipo di disperazione. Ci sono quelli che hanno perso il lavoro, quelli che hanno perso l'amore, quelli che hanno perso al gioco, e tanti altri frignoni. Pur essendo un felino per nascita, l'araldo di Braxal è diventato un segugio senza pari, nella dimensiona onirica. I Giovani Licantropi lo seguono da vicino. Sulla Terra, Braxcat si arrampica sui muri e sui soffitti; qui passa direttamente attraverso i muri. Anche Rebecca, Sonia, David e Pedro hanno imparato che in questo non luogo le pareti non possono impedire il passaggio. La pista che Braxcat sta seguendo ha un colore particolare: un viola misto a rosso sangue. Significa desiderio di morte propria ed altrui. Come sospettava il super-computer Galadriel, ci sono altri reduci dai teatri di guerra che intendono andarsene in maniera teatrale e stragista. L'ex paracadutista vede irrompere nel suo sogno una banda di licantropi, che lo circondano. Un tempo avrebbe venduto cara la pelle, ma adesso ha abbracciato l'idea del martirio. David e Pedro gli balzano addosso, mordendogli i polpacci e le spalle. Lo atterrano, lasciandolo dolorante e sanguinante. Sonia e Rebecca lo interrogano, per sapere quando e dove avrebbe intenzione di compiere la sua strage. Nei sogni le informazioni fluiscono liberamente, perché la nostra attenzione è minore di quella che abbiamo da svegli. Così l'ex militare rivela che in giornata si recherà in un luogo molto trafficato, causa saldi, per dispensare ad adulti e bambini la sua ricetta nichilista. Non tiene conto, nella sua pazzia, che ognuno dovrebbe poter decidere per la propria vita senza dover subire aggressioni da auto-designati profeti della morte. Gli Esploratori dei Sogni non possono ucciderlo, altrimenti lo farebbero volentieri. Lupo Nero tuttavia si vuole togliere lo sfizio di sbranarlo, giusto per fargli provare l'ebrezza della morte violenta. L'aspirante kamikaze si sveglia tra atroci tormenti, per sfuggire ad una belva immane, che gli stava strappando le braccia e le gambe. Ora è più che mai convinto di voler morire, per non incontrare più in sogno il terrificante Lupo Nero. L'ordigno gli è stato impiantato chirurgicamente nei giorni scorsi; per attivarlo basta telefonare ad un numero che l'ex paracadutista ha memorizzato. La tecnologia offre ai criminali sempre nuovi modi di commettere crimini. Quando si avvicina al suo obiettivo non si avvede di essere seguito da una ragazza, accompagnata dal suo cagnolino. Clara e Cyberdog, degli Esploratori dei Sogni, stanno illuminando il bersaglio, per usare un gergo militare che il kamikaze dovrebbe conoscere. Quello che gli sta arrivando addosso non è però un missile, bensì uno degli Hunter Killer. I serpentoidi di solito agiscono di notte, ma questa volta non c'è tempo. Pitone sbuca da dietro un cespuglio, avvolgendo la sua preda in spire dure come l'acciaio. Un attimo prima di perdere per sempre conoscenza, l'ex militare prova a digitare il numero di telefono che farebbe esplodere comunque l'ordigno, ma la sua colonna vertebrale si spezza come un fuscello. Ridotto ad un pupazzo incapace di muoversi, vede la morte in faccia, e c'è ben poco di poetico nelle zanne velenifere del possente cacciatore di taglie alieno. L'azione è talmente veloce che la polizia non fa in tempo ad intervenire, o forse viene depistata, giacché gli Hunter Killer hanno la licenza di uccidere anche in questa nazione.
giovedì 12 dicembre 2013
FAME E SPETTRI_297° episodio
Ogni tanto qualcuno si accorge della fame nel mondo. Se ne parla per un giorno o due, poi chi ha la pancia piena può permettersi di dimenticare chi ce l'ha vuota. Ci sono tanti personaggi pubblici che dimostrano la loro fasullaggine aggredendoci ciclicamente con un problema che in realtà non li tocca. Se la gente avesse memoria e decenza, si renderebbe conto che il problema della fame nel mondo prescinde da tutti i giornalisti ed i politici del pianeta. Più raramente interviene qualche prete, ma solo per suscitare quei cinque minuti di commozione che giustificano la sua intera giornata. È già brutto che adulti e bambini muoiano di fame, senza pensare che nei Paesi civilizzati il cibo si spreca. Sarebbe facile trasportare le eccedenze da chi le apprezzerebbe, ma nessuno si muove senza avere un tornaconto, men che meno i preti. Anche in questo momento, troppi umani si sentono scivolare verso la morte per mancata nutrizione. Le organizzazioni internazionali raccolgono fondi per salvare vite, ma prima di tutto salvano i loro strapagati passacarte. Un tempo, i quattro Cavalieri attraversavano le terre abitate dagli umani. Alcuni visionari teorizzarono che in futuro non ci sarebbero più state guerre, né pestilenze e neppure carestie. Nessun visionario si spinse peraltro a teorizzare la cessazione della mortalità. Le guerre continuano tuttavia a causare dolori e distruzioni. Le pestilenze del passato a volte ritornano, accanto a malattie sempre nuove. Le carestie si replicano incessantemente a causa della pigrizia e della mancanza di solidarietà. I Cavalieri si trovano molto bene su un pianeta dove la razza dominante è derivata dalle scimmie più degenerate, ed è evidente da come si comporta che l'evoluzione è un concetto discutibile. Una razza dominante dovrebbe fare attenzione a come si presenta, e non comportarsi come la razza umana, che ama pensare di non dover rendere conto ad alcuno. Gli umani credono infatti di essere soli nell'Universo, e questo li rende ancora più impresentabili. Di fronte al problema della fame nel mondo anche i super-eroi sono impotenti, se si ostinano a voler dirimere le controversie prendendo a pugni il cattivo di turno. Anche se fosse possibile sconfiggere Carestia, in una sua manifestazione fisica, le cause della malnutrizione umana non sarebbero contestualmente rimosse, e Carestia si rigenererebbe nel giro di un secondo. Questo antico demone, come Guerra e Pestilenza, assume forma umanoide non a caso, giacché non sono gli altri abitatori del pianeta a creare i presupposti per squilibri di questa portata. Può infatti capitare che i lupi, i cervi, i bufali, i pesci ed anche gli insetti muoiano di fame, ma si tratta di casi isolati all'interno della moltitudine. Il punto è che tutti gli animali si riproducono secondo una misura adeguata alle risorse disponibili, proprio perché quando eccedono subentra la morte per fame. I pesci si riproducono in enormi quantità, calcolando che i predatori divoreranno gran parte della prole. Non sono i singoli pesci a fare quel calcolo, bensì le loro menti collettive. Se ne deduce che la mente collettiva dell'umanità è ubriaca di potere, visto che avalla filiazioni insensate. Un pianeta come la Terra può tollerare alcuni miliardi di umani, ammesso che non consumino troppe risorse pro capite, ed ammesso che non inquinino troppo. La situazione attuale vede viceversa delinearsi il rischio di estinzione parziale dell'umanità, a causa dello spreco delle risorse non rigenerabili. Gli umani sono riusciti a selezionare migliorie all'interno delle specie animali soggiogate. È successo con i cavalli, più che con i cani ed i gatti. La specie umana non è però riuscita a fare lo stesso con se stessa. Se lo avesse fatto, ora sul pianeta non ci sarebbero sette miliardi di individui, bensì un solo miliardo, che è più che sufficiente. Il compito di Evolution nell'ordine delle cose è quello di contenere le disfunzioni. Escluso che i super-eroi decidano di eliminare i sei miliardi di umani eccedenti, rimane la necessità di contenere il fenomeno della morte per fame. Raccogliere risorse alimentari dove sono in eccesso, per distribuirle dove sono carenti: questo è il piano, semplice, ma di difficile realizzazione. Evolution necessita di un adeguato mezzo di trasporto, che valichi le distanze planetarie, in tempi adeguatamente compressi. La Vae Victis non è una nave normale; altrimenti non sarebbe stata dislocata da forze superiori nel deserto, dove Evolution l'ha trovata. La dislocazione in questione ha poi intensificato la sua peculiarità. Il cacciatorpediniere ha acquisito una consapevolezza di sé sempre più marcata. Nata come strumento di distruzione, la nave è ora sintonizzata con il modo di pensare di chi la abita: il drago alieno Dragonfire ed i mutanti terrestri di Evolution. La Vae Victis, grazie agli incantesimi di antichi tomi, ha già dimostrato di poter viaggiare attraverso gli worm holes. Magia e scienza si incontrano nel viaggio tra i piani dell'esistenza. Evolution è in grado di materializzarsi ovunque; quindi può iniziare un viaggio senza precedenti a bordo di una nave che non ha bisogno dell'acqua per muoversi nello spazio-tempo. Con un grande spostamento d'aria ed alcune oscillazioni dell'acqua del suo lago artificiale, il vascello d'acciaio inizia a dislocarsi altrove. Gli animali che vivono da quelle parti osservano affascinati quel fenomeno insolito. I predatori interrompono la loro caccia, lasciando alle prede la possibilità di correre ai ripari. La tregua dura pochi minuti; poi la vita e la morte tornano a rincorrersi attorno e dentro il lago della nave. Il dottor Occulto, assistito dalla Maga, dalla Navigatrice e dalla Guaritrice manovra gli incantesimi che ha recentemente appreso. La nave di Evolution galleggia in un cosmo mai visto prima da occhio umano o mutante. L'unico a non provare sana meraviglia è Dragonfire, che reca in sé il ricordo dello spazio profondo profondo. La sua specie è infatti da innumerevoli cicli solari integrata nell'equilibrio delle forze cosmiche. La nave non solca l'atmosfera terrestre, né le acque oceaniche, ma raggiunge il suo obiettivo in un tempo che sembra quello richiesto da un battito di ciglia. Un grande fiume, che attraversa una grande città. Su quel fiume navigano battelli turistici e canoisti. Si direbbe ci sia spazio per tutti, ma questo era vero prima dell'arrivo della grande nave. Nessuno l'ha vista risalire o discendere il corso d'acqua, ed è molto strano, data la presenza di chiuse a monte ed a valle della città. Un attimo prima, sul fiume c'erano solo alcune anatre. Un attimo dopo, una nave da guerra con tutti i suoi cannoni si erge come una minacciosa fortezza, al centro del grande fiume, che di colpo sembra molto più piccolo. Le anatre si sono accorte in tempo dell'arrivo della Vae Victis, e sono volate via. L'acqua prima si è agitata, poi si è aperta per fare spazio a migliaia di tonnellate d'acciaio. Sul ponte del cacciatorpediniere, Dragonfire osserva la città ed i suoi abitanti. Accanto a lui ci sono i suoi amici e colleghi: Maga, Fulminatore, Ferox e Kong. La Vae Victis è ferma, perché se avanzasse lungo il fiume produrrebbe onde che allagherebbero gli imbarchi ed i locali troppo vicini all'acqua. Evolution è giunta in questa città per riempire le capaci stive della Vae Victis con cibarie donate dai cittadini, dalle mense e dalle istituzioni. Volontari affluiscono al fiume, portando a bordo casse piene di scatolame alimentare, che sarà di certo apprezzato dalle popolazioni bisognose. Dragonfire usa la sua grande forza per aiutare i volontari. Anche l'uomo-bestia Kong partecipa felice alla missione di pace. Quando si parla di mobilitazione, sovente accade che ci si riferisca a gente urlante, che blocca il traffico, e le prende dai poliziotti. Questa volta invece la mobilitazione ha una finalità decisamente più alta. Quelli che trasportano i generi alimentari sulla nave sono sicuri di contribuire a salvare delle vite. Super-eroi che hanno sconfitto nemici super potenti lavorano assieme alle persone normali, che sconfiggono in primis il loro stesso egoismo. L'afflusso dura fino a tarda sera, poi la Vae Victis è pronta a salpare per luoghi che non raggiungerà navigando sul mare. Il dottor Occulto si prepara ad attivare l'incantesimo di dislocazione spazio-temporale. Il grande fiume, solitamente calmo, viene increspato dalle onde dovute all'improvvisa smaterializzazione della massiccia nave da guerra e del suo carico. I viaggi tra le dimensioni non sono mai uguali tra loro, dato che le variabili da prendere in considerazione sono pressoché infinite. In questo caso, la Vae Victis si trova a galleggiare su un mare di nebbia, che ha la consistenza dell'acqua. In questo ambiente privo di riferimenti visibili, solo la Navigatrice può trovare una rotta da seguire. Un diverso ostacolo attende però Evolution. Una nave spettrale compare all'improvviso a breve distanza dalla Vae Victis. Si presenta come un veliero, che batte bandiera nera. Sul ponte del vascello pirata si agitano figure nebulose, spettrali come la loro nave. I cannoni di tribordo della nave fantasma vomitano palle di cannone che solcano l'aria. Un attacco a sorpresa, che avrebbe potuto affondare una nave di altri tempi, ma non la Vae Victis. Sebbene quelle palle di cannone siano decisamente meno spettrali della nave da cui provengono, impattano senza fare danno contro le alte fiancate d'acciaio del ben più moderno cacciatorpediniere. Nello spazio-tempo turbinoso, che si trova tra gli stati dell'esistenza, Evolution incontra nuovamente lo spettro del pirata Barbanera. Lui e gli altri pirati sono morti da tempo, ma solo nei corpi fisici che avevano sulla Terra. Qui ed adesso le loro consapevolezze animano dei corpi astrali differenti da quelli degli altri mortali. Agiscono senza cognizione del trascorrere del tempo, senza alcun ricordo del precedente incontro con Evolution. La nave fantasma, a suo modo senziente, combatte contro la Vae Victis, che apre il fuoco con i suoi grandi cannoni. Intanto, sulla Terra, il super-computer Galadriel indaga su un singolare attentato. Un aereo di linea è infatti precipitato, senza alcun preavviso. Risulta ci sia stata un'esplosione a bordo, ma la polizia non è ancora riuscita a ricostruirne le cause. I passeggeri e l'equipaggio sono tutti morti, e quel che resta di loro rende molto difficile il lavoro dei medici legali. Galadriel ritiene che gli Esploratori dei Sogni possano trovare qualche traccia, ammesso che qualcuno a bordo dell'aereo di linea stesse dormendo quando è avvenuta l'esplosione. La dimensione onirica ha una sua temporalità, che consente ai vivi di parlare con i morti, specie quando il loro trapasso è avvenuto da poco. Gli Esploratori dei Sogni attivano il loro rituale, che consente loro di partire assieme da questo piano dell'esistenza, ed arrivare assieme nel mondo dei sogni. Lupo Nero rimane sveglio, di riserva, a sorvegliare i corpi addormentati di Sonia, Rebecca, Pedro, David (i Giovani Licantropi), accompagnati da Clara e Cyberdog. Braxcat li raggiungerà appena avrà terminato un'altra missione. La squadra è composta da quattro mutaforma e da due simbionti degli organismi tecno-meccanici conosciuti come Transformatron e Tecnoragno. Gli Esploratori dei Sogni non sono come tutti noi preda di meccanismi inconoscibili. Dopo numerosi viaggi con le loro essenze astrali, hanno imparato come muoversi nell'impressionante amalgama dei sogni dei viventi. In quella dimensione infatti si intersecano non solo le avventure e le disavventure degli umani. Ci sono anche i sogni dei cani, dei gatti e di tutti gli altri animali, che avendo un'anima viaggiano durante il sonno in quell'immensa dimensione. Osservare i cani ed i gatti quando dormono dovrebbe convincere gli umani di non essere gli unici a detenere un'anima. Gli Esploratori dei Sogni cercano le tracce di un aereo precipitato. I quattro licantropi assumono la loro forma intermedia, tra l'uomo ed il lupo, per muoversi più velocemente, ed anche per essere più impressionanti. In tal modo possono verificare se quelli che incontrano siano in possesso delle informazioni che cercano. Quel piano dell'esistenza è pressoché infinito, ma a differenza della nostra realtà è soggetto al potere della mente, senza alcun bisogno di intermediari tecnologici. Clara assume l'aspetto di una principessa elfica, coperta da una lucente pellicola metallica, che è la manifestazione del suo Tecnoragno. In realtà il Tecnoragno ed il suo progenitore Transformatron sono rimasti sulla Terra, ma il legame che hanno con Clara e Cyberdog è molto forte. Saltando da una sequenza all'altra secondo un'apparente casualità, i giovani super-eroi si materializzano sulla cima di un'altissima montagna. Il loro desiderio si è facilmente concretizzato, visto che stanno assistendo all'ultimo volo dell'aereo che stavano cercando. Si trovano ai confini del sogno di uno dei passeggeri, che si è perpetuato nonostante l'estinzione fisica del sognatore. Nel successivo balzo spazio-temporale, Rebecca, Sonia, David, Pedro, Cyberdog e Clara compaiono dentro l'aereo, invisibili i presenti. Ora assisteranno all'atto finale, senza potere però alterare in alcun modo l'evento stesso.
mercoledì 11 dicembre 2013
SPIRE VENDICATRICI_296° episodio
Storie viste in tv: bambinelle sconsiderate che partoriscono prima della maggiore età. Poi il padre del piccolo mammifero taglia la corda, per sfuggire ad una responsabilità pesante come un camion carico di mattoni. Così la stupidotta ripiega su sua madre, chiedendole aiuto. Il problema non è di facile soluzione, ma la ragazzina reagisce allo stress uscendo quasi tutte le sere, con le amiche. Sua madre brontola, sebbene sia felice di avere in esclusiva pressoché totale il nipotino. Il bambino vede e capisce di non essere completamente gradito, e lancia segnali che esseri più dotati degli umani recepiscono. È già successo molte volte in passato con gli elfi rapitori di bambini, ma anche con i licantropi. La nonna ha messo a dormire il nipotino, che, nel buio della sua cameretta, singhiozza piano, prima di addormentarsi. Sogna di avere qualche anno in più, e di camminare in un bosco. Segue un sentiero che si infila tra gli alberi, ma diventa sempre meno visibile. Infine il bambino si perde, e, come tutti i bambini, chiama la mamma. Lei però non risponde, perché è in giro con le amiche. Chi viceversa accorre in aiuto del piccolo è una ragazza, che lo prende per mano, conducendolo lontano da quegli alberi che, con l'arrivo della sera mettono paura. Il bambino smette di piangere e di chiamare una mamma troppo giovane, che ha altro per la testa. Al suo risveglio, il figlio non voluto, o voluto troppo poco, ritrova la ragazza del suo sogno. Lei lo aiuterà a crescere nella società nascosta dei licantropi, ed a diventare uno di loro. Infatti il nuovo acquisto è un mutaforma, che, come accadde con Rebecca, verrà addestrato dai licantropi all'uso dei suoi talenti da mutante. La nonna quando scopre che il bambino è scomparso grida e si dispera. Anche la giovane madre ovviamente soffre per il rapimento, ma gli Esploratori dei Sogni troveranno il modo e l'occasione di rivelarle che suo figlio è in buone mani (o forse zampe). I bambini umani rapiti da creature mitiche non fanno notizia sui giornali, per il semplice fatto che quasi nessuno lo sa. I giornali si occupano viceversa in maniera diffusa dei rapimenti realizzati da umani ai danni dei loro simili. È infatti noto che uomini e donne non hanno alcun bisogno di essere perseguitati da mostri disumani, essendo in grado di farcela da soli a produrre tutto il male del mondo. Ad esempio, la ragazzina sequestrata oggi, mentre tornava a casa da scuola, non è stata caricata a forza su un furgone da un lupo mannaro o da un vampiro. Il rapinatore della ragazzina è più banalmente un insospettabile individuo, che odia la madre della ragazzina medesima. La donna riceve una telefonata che nessun genitore augurerebbe al peggior nemico. Il rapitore minaccia l'incolumità della ragazzina, permettendole di implorare la madre di liberarla. Uno strazio calcolato, voluto da un sadico, che non è detto sia intenzionato, anche se ottenesse ciò che chiede, a risparmiarle la vita. Una lotta impari, con uno dei giocatori che ha in mano tutte le carte, mentre l'altro non sapeva neppure che la partita fosse iniziata. La polizia indaga sugli individui sospettabili: ex fidanzati, mancati fidanzati, colleghi di lavoro, vicini di casa, parenti e gente conosciuta in rete. Chi avrebbe avuto la possibilità e la capacità di concretizzare l'atto criminale? Chi dispone di una struttura adeguata a detenere la ragazzina? Il delinquente in questione è stato un sottoposto gerarchico della donna, alla quale ha poi deciso di recare danno in una delle miniere più vili. A suo tempo cercò di proporsi anche come amante, ma venne respinto. Ciò che la donna non ha riferito agli inquirenti è che si è fatta un'idea dell'identità del sordido soggetto. La sua mossa successiva è stata quella di iniziare una caccia personale, diventando una giustiziera. Prima non sapeva che la partita fosse iniziata; adesso vorrebbe essere lei a dettare le regole. Per l'opinione pubblica lei è una donna sull'orlo di una crisi di nervi. I media la intervistano per commuovere il pubblico, e lei recita benissimo la parte. La gente crede che, dopo il lavoro, si chiuda in casa a piangere; questo è ciò che anche il rapitore di sua figlia deve credere. Il criminale le telefona ogni giorno, senza avanzare richieste specifiche per il rilascio. Lui è convinto di averla spezzata dentro, ma insiste in nome della sua sete di vendetta. Era ed è rimasto un piccolo uomo malvagio, che ha avuto finora la fortuna dei dilettanti. Uno stupido che non sa di essere braccato. Non immagina che la sua vittima stia diventando carnefice, né che gli Hunter Killer siano sulle sue tracce. Un rapitore improvvisato, che non sospetta della taglia che è stata messa sulla sua testa. Nel caso degli Hunter Killer, "sulla testa" ha un significato letterale. I serpentoidi sono alieni che operano sulla Terra, e sono cacciatori di taglie, con licenza di uccidere. Scende la notte, ed una donna sola e distrutta dal dolore si chiude in casa. Neppure gli amici le telefonano dopo una certa ora, anche perché la polizia controlla la linea. Questo è vero, ma solo in parte; il resto è accurata finzione. Passa la mezzanotte, ed il silenzio favorisce il sonno di chi tra qualche ora dovrà andare a lavorare. La donna che è nei pensieri di molti però non si sta girando nel letto, incapace di dormire. È viceversa pronta ad uscire come una
predatrice notturna, che non sapeva di essere. Sua figlia, che sta dormendo nella cameretta dove è segregata, la sogna, ma non è un caso. Un gattino la sta infatti fissando nel buio. Il rapitore non ha gatti in casa, ed in effetti Braxcat non vive lì. Come sia entrato in una camera chiusa a chiave potrebbe
essere un problema per il criminale che ha sequestrato un'innocente. Non è certo un problema per un gattino-demone. Una donna cammina nella notte. Le strade sono silenziose, data l'ora tarda. Inoltre quella è una zona periferica della città, che assomiglia ad un quartiere dormitorio. Da quelle parti abitano anche dei pensionati, ma hanno l'abitudine di andare a dormire presto. Quindi quasi nessuno fa caso al ticchettio dei suoi tacchi sul marciapiede. La donna è diretta verso l'abitazione di colui che sospetta le abbia rapito la figlia. È decisa a stanarlo, come fosse l'ultimo degli animali. Nel senso che nessun animale si sarebbe macchiato di un simile delitto. Prendersela con una ragazzina, a causa di responsabilità vere o presunte di un genitore indica la bassezza del criminale. La donna non è armata, e questo è un errore, giacché se lo fosse potrebbe difendersi dai malintenzionati che la stanno circondando. La gente perbene dorme, perché lavora per vivere, mentre la marmaglia può permettersi di stare fuori la sera e la note, dato che il suo reddito ha una provenienza diversa. Ci sono ad esempio le rapine agli incauti passanti; specie alle donne sole. La figlia, che la vede in sogno, prova una nuova angoscia, che si somma a quella della detenzione. La donna capisce subito che sarebbe inutile provare a ragionare con quei furfanti, ed allora tenta la fuga. Corre a rotta di collo, inseguita da quei tizi che paiono divertirsi a non raggiungerla subito. Lei non osa voltarsi, per paura di inciampare e cadere. Sente quasi il loro fiato sul collo; poi all'improvviso più nulla. Continua però a correre, temendo che la stiano sfottendo. Poi poco alla volta si rilassa, convinta di averli seminati; o ipotizza che abbiano cambiato bersaglio. Nessuna delle due opzioni è corretta; ma come potrebbe una persona che conduceva fino a ieri un'esistenza normale, immaginare che quelli che la inseguivano siano caduti vittima di predatori ancora più inumani di loro? Gli Hunter Killer sono in caccia, ed hanno la licenza di uccidere. Gli stupidi umani non emettono più alcun suono, perché sono avvolti dalle loro spire serpentiformi, senza pari sulla Terra. Sysform la spia, unica femmina del team, segue non vista la donna che si allontana. Nel frattempo, Boa e Pitone, soci di Sysform, assaggiano la carne ancora calda dei teppisti. La ragazzina rapita e dormiente vede tutto ciò in sogno, grazie al potere di Braxcat. Assiste al pasto di Boa e Pitone, e vede altresì la madre che riprende a camminare per le strade della città addormentata, ma non è sola. Sysform è più piccola dei maschi degli Hunter Killer, ma non per questo è meno pericolosa. Anche il rapitore dorme, ignaro dell'approssimarsi del suo destino, ed anche lui sogna, come tutti gli esseri senzienti. Il suo sogno è però più simile ad un incubo; e chi potrebbe dire che non se lo meriti? Cammina in mezzo a tenebre che non riesce a rischiarare, nonostante disponga di una torcia. Ode fruscii minacciosi, come se enormi serpenti lo seguissero da vicino. Tenta di correre, ma i suoi piedi sono pesantissimi. Le sue gambe tremano per lo sforzo. Poi alle sue orecchie perviene un ululato lontano, e sa che il Lupo Nero sta arrivando per lui. Così, coperto di sudore, e maleodorante, il rapitore si sveglia sconvolto, nel cuore della notte. Lui: un losco individuo che ha rapito un'innocente ragazzina. Un sordido personaggio che ha goduto della sofferenza che ha somministrato telefonicamente al vero bersaglio del suo atto criminale. Basterebbe questo per sanzionarlo in maniera pesante, anche se la ragazzina tornasse a casa senza aver subito danni fisici. Come si possono sottovalutare i danni alla psiche? Non è un piccolo trauma quello di essere prelevata a forza, mentre si cammina per la strada. Si corre il rischio che la persona traumatizzata non si riprenda mai del tutto. La mamma della ragazzina rapita si comporta però in maniera imprevedibile, diventando una cacciatrice di feccia umana. Non sa di essere già stata seguita ed aiutata dagli Hunter Killer, che sono più interessati alle taglie sui criminali che non alla fama ed alla riconoscenza degli uomini e delle donne. Braxcat, il gattino demone, componente degli Esploratori dei Sogni, ha intanto raggiunto la ragazzina prima che sua madre venga a liberarla. Il sogno indotto da Braxcat serve come terapia, contro l'inevitabile stress indotto dal rapimento. Il malvagio da quando si è svegliato si sente sotto assedio. Si precipita quindi nella camera della segregazione, perché la ragazzina è la sua via di fuga. È una merce di scambio per salvarsi la vita. Teme infatti che quelli che stanno arrivando non siano poliziotti, bensì giustizieri. Braxcat sta passeggiando sulle pareti e sul soffitto. Il criminale vedendolo sospetta di stare ancora sognando. Il gattino demone non intende permettergli di ferire la ragazzina, e lo fronteggia con i suoi piccoli ma micidiali artigli snudati. Mentre la madre si avvicina al numero civico dove le risulta risieda il rapitore di sua figlia, il gattino demone Braxcat attacca il criminale, graffiandolo profondamente. Colto di sorpresa da quella piccola belva spuntata da chissà dove, l'uomo fugge dalla stanza, chiudendosi la porta alle spalle. Poi si ferma a riflettere. Non gli importa da dove sia arrivato quel maledetto animale. Ciò che conta è che la ragazzina continui ad essere sua prigioniera. La prima cosa da fare e medicarsi le ferite, per evitare che si infettino. Poi, con il trascorrere delle ore, sarà la ragazzina ad implorarlo per ottenere qualcosa da bere e da mangiare. Il criminale si sente in una botte di ferro, essendo certo di non aver lasciato in giro alcuna traccia che possa aiutare la polizia a trovarlo. Non immagina che la donna che lui odia in maniera così viscerale abbia frugato nella sua memorie, forzandola fino a identificarlo. Adesso, mentre accelera il passo, si ricorda molto bene di quell'ometto complessato, che cercava di fare colpo su di lei. Allora non lo trattò per nulla bene, sentendosi una donna in carriera spietata e bellissima. La prima cosa era senza dubbio vera. Quando lo fece licenziare, per un errore che lui commise durante il lavoro, quell'ometto ridicolo pianse e la pregò invano di concedergli una seconda possibilità. Ancora adesso il rapitore non vuole ammettere di essere un vigliacco. Molto meglio inventarsi un ruolo di cattivo da film di infima categoria. Il suono del citofono lo riporta alla realtà, mentre rimugina in tal senso. Si chiede chi possa essere, giacché lui non incoraggia di certo le visite a domicilio, men che meno a sorpresa. Decide di non rispondere, ma la madre inferocita riesce a farsi aprire il portoncino da un altro condomino, nonostante l'ora tarda. Quando sale le scale, immagina di assalirlo con le unghie, per cavargli gli occhi. Si ricorda molto bene il cognome di quella larva d'uomo, ed in pochi minuti si trova davanti alla sua porta. Il rapitore non crede ai suoi occhi, quando è costretto ad aprirle, onde evitare che le urla di quella pazza sveglino tutti nel palazzo. Ciò che accade di seguito non è però quello che la giustiziera improvvisata aveva immaginato di fare, dato che il rapitore è disperato, e non intende concederle alcuna possibilità. La trascina in casa e la stordisce a pugni e calci. La ragazzina rapita urla, avendo riconosciuto la voce della madre. Il gattino demone si prepara ad entrare in azione con armi ben più potenti dei suoi artigli affilati, ma accade qualcosa che lo convince a trattenere la sua furia. La polizia interviene nel giro di pochi minuti, ed entra nell'alloggio del maniaco. Madre e figlia sono salve, nonostante la prima riporti alcuni lividi sul volto. Il rapitore è invece ridotto malissimo, giacché Sysform prima di somministrargli un veleno che gli sta paralizzando il sistema respiratorio, gli ha frantumato la colonna vertebrale in almeno due punti.
mercoledì 4 dicembre 2013
IMBOSCATE CRIMINALI_295° episodio
I criminali seriali sono ripetitivi per definizione, per cui prima o poi, se continuano a delinquere, vengono catturati. Sfortunatamente, a volte le indagini richiedono troppo tempo, e gli inquirenti esauriscono le loro energie prima dei criminali che dovrebbero assicurare alla giustizia. Cinema e tv esaltano i criminali seriali, come se fossero delle menti superiori: nulla di più sbagliato. I profiler cervellotici si parlano addosso, ipotizzando il coinvolgimento di un super-criminale, anche quando si tratta di un banale camionista un po' fuori di testa. Un cretino che rapisce ed uccide donne, durante la demenziale ricerca della sua principessa. Non è difficile sopraffare una donna sola; non ci vuole necessariamente un vampiro o un licantropo. Una donna che viaggia assieme alla figlia viene sequestrata nei cessi di un autogrill; nessuno nota il camionista, autore del reato, neppure quando entra nei cessi delle donne. Ogni criminale seriale deve predisporre una cella, per imprigionare le sue vittime. Questo caprone invece le nasconde sul camion, giacché non ha neppure una casa. I profiler riescono a fare una specie di triangolazione solo dopo il quinto cadavere. Come detto in premessa, non si tratta di un Moriarty (il nemico di Sherlock Holmes), ma di un molto più comune assassino ripetitivo. I profiler però faticano ugualmente a stanarlo, come se fosse un vero genio del crimine. Si può quindi supporre che per ammazzare impuniti un certo numero di persone non serva essere intelligenti. Alla fine, la polizia inizia a cercare il killer degli autogrill e delle autostoppiste in una cittadina che è quasi equidistante dai ritrovamenti dei cadaveri. Una grande deduzione! Peccato che il delinquente non abbia alcuna fissa dimora. Qualcuno allora ipotizza che il tale abbia in quella città un figlio o una figlia. Sfortunatamente ci sono molti bambini e ragazzi che rientrano in quella tipologia. Troppe piste sono tuttavia meglio di nessuna pista, ma solo se si ha la capacità di seguirle tutte. A questo punto, i profiler dichiarano il game over. Invece per il super-computer Galadriel il gioco inizia adesso. Costruito dallo scienziato di Evolution, conosciuto come Kong, Galadriel si è evoluto ed ha scelto di rientrare nel genere femminile (quindi si è “evoluta”). I camionisti sono una moltitudine, ma si tratta comunque di un numero gestibile da un super-cervello, in grado di eseguire operazioni complicatissime in una frazione di secondo. I conduttori dei bisonti della strada sono i primi indiziati, dato che è più facile indagare su di loro, piuttosto che su tutti gli agenti di commercio che percorrono anche loro frequentemente quell'autostrada. I camionisti non sono tutti sposati, e quelli separati sono una quota degli sposati; i separati, che abbiano figli nella città al centro dei ritrovamenti, sono solo una decina. Galadriel giunge a questa conclusione in due secondi, mentre i profiler continuano ad elucubrare a vuoto. Il Ninja Grigio a volte acconsente ad essere un agente di giustizia, ma non risponde ad alcun tribunale umano. Il primo indiziato è separato dalla moglie, che ha ottenuto l'affidamento del loro unico figlio. Il Ninja Grigio lo sorveglia attentamente, quando, parcheggiato il camion, si reca a casa della ex coniuge per incontrare la creatura che entrambi hanno contribuito a mettere al mondo. Il primo camionista mostra rabbia nei confronti dell'ex moglie, quindi potrebbe essere l'assassino seriale che la polizia sta cercando. Quando rimane solo con il figlio, gli promette che un giorno torneranno a vivere assieme, escludendo la donna che è mamma ed è stata moglie. Il desiderio di rivalsa, se esasperato, può indurre gravi psicosi. Il Ninja Grigio decide di seguire il primo camionista nelle sue trasferte. Il guerriero delle ombre segue camion e conducente per molti chilometri, ma si direbbe che, caratteraccio a parte, non sia un criminale seriale. Buon per lui, dato che in Ninja Grigio non è frenato da alcuna etica da super-eroe dei fumetti. Il suo operato ricorda quello degli Hunter Killer, che come è noto hanno la licenza d'uccidere. Altrimenti non accetterebbe le chiamate di Galadriel. Il secondo indiziato è un rapinatore di prostitute, che approfitta di quelle che lavorano nei posti più isolati. Il Ninja Grigio lo coglie sul fatto, mentre malmena un'operatrice del sesso a pagamento. È notte, per cui il guerriero mascherato si muove nel suo elemento. Nessuno lo vede arrivare, così come nessuno lo vede andar via. La giovane prostituta è solo parzialmente costretta a fare quel lavoro. Di sicuro non si lamenta di poter disporre di molto denaro. Il Ninja Grigio non ha la missione di difendere le prostitute, ma neppure di far loro del male. Il rapinatore merita una lezione, perché quel che fa è un reato. Il Ninja Grigio sbuca dalle tenebre come un fantasma, muovendosi in modo talmente fluido da sembrare inumano. Non estrae la sua katana, giacché poi essa pretenderebbe di suggere tutta l'energia vitale da quella feccia umana. Il secondo camionista urla al Ninja Grigio d'andarsene, ottenendo come risposta il silenzio e l'immobilità. Forse ciò lo convince di non avere di fronte un buffone. Ecco perché gli balza addosso, o almeno ci prova, cercando di anticiparlo. Per un guerriero ninja quel lento umano non è un avversario degno di un combattimento: sarebbe un massacro. Nessuna altra considerazione; solo il disprezzo per un corpo per nulla tonico e lentissimo nei movimenti. Il Ninja Grigio colpisce il suo avversario una sola volta, con un taglio della mano sul collo. Una mossa che nei film tutti gli agenti segreti padroneggiano benissimo. In realtà, come tutti i colpi di karate, bisogna sapere quel che si fa. Il Ninja Grigio intende atterrare il figuro, non necessariamente ucciderlo; lo stordisce per ore, cosicché al mattino gli agenti della polizia stradale lo possano portare via. Lo impacchettano, accusandolo delle molte rapine ai danni delle prostitute, ed una di loro testimonia in tribunale. Racconta anche di avere intravisto una figura spettrale, ma naturalmente non ritengono che questa parte della sua testimonianza sia attendibile. I poliziotti non credono agli spettri, e forse neppure ai ninja. Il terzo camionista ha una figlia affidata all'ex moglie, ma, se bastasse questo per diventare criminali seriali, ce ne sarebbero molti di più. La peculiarità del soggetto è che segrega le sue vittime all'interno del suo stesso mezzo di lavoro. Cattura le donne sole, che chiedono un passaggio, ma non solo loro. Cerca una principessa, che non troverà, dato che lui è ben lungi dall'essere un principe. Uccide per delusione, mostrando però uno strano rispetto nella composizione della salma. Questo esalta quei chiacchieroni nullafacenti dei profiler, ma non sminuisce il suo crimine. Il Ninja Grigio penetra agilmente nello scomparto nascosto dentro il camion. La donna rapita urlerebbe, se il Ninja Grigio non usasse il suo potere di fascinazione per bloccarla. La libera, intimandole di recarsi dalla polizia; intanto lui e la sua katana aspettano il ritorno del criminale seriale. Un camionista assassino, che incolperebbe l'ex moglie di averlo fatto diventare così. Qualche idiota benpensante si fermerebbe a chiedersi se il criminale abbia qualche attenuante. I benpensanti amano dare la colpa al "sistema"; quello stesso sistema che consente a dei cretini come loro di prosperare a suon di chiacchiere. Il Ninja Grigio invece non ha dubbi su quel che deve fare con la feccia; qualora qualche dubbio emergesse, ci penserebbe la sua katana a richiamarlo all'ordine. Il criminale seriale apre la porta della cella che prima conteneva la donna che il Ninja Grigio ha liberato. La rabbia del pazzo dura giusto il tempo di scorgere la lama nera, assetata della sua energia vitale. La lama emette suoni ultraterreni che spaventano a morte il serial killer, ma nel contempo lo attraggono irresistibilmente. Il richiamo della katana nera raggiunge il massimo, poi cessa di colpo. In quella frazione di secondo, la feccia umana potrebbe fuggire, se non avesse perduto ogni capacità di connettere. In questa occasione il Ninja Grigio colpisce, come fosse una cosa sola con la sua spada, e la lama nera finalmente si nutre. Sebbene gli abbia trapassato il cuore, non lo lascia morire prima di avergli aspirato la quasi totalità della forza vitale. La donna liberata dal guerriero delle ombre conduce la polizia nel luogo della sua prigionia. Quando arrivano però il Ninja Grigio è sparito, lasciando sul pavimento il corpo martoriato di un ex carnefice. La detective Lucrezia indaga su quella strana morte, rilevando, grazie ai suoi sensi felini, i segni dell'attività del Ninja Grigio. Non può e non vuole rivelarlo ai suoi superiori, giacché l'operato del super-computer Galadriel e dei suoi agenti è protetto da una cortina di silenzio. La detective viene a sua volta contattata dal cervello elettronico che chiama se stesso (o meglio, se stessa) Galadriel. Il caso riguarda minacce di morte ricevute da una giornalista che si occupa di casi scottanti. Lei lavora per una tv pubblica, che a volte è addirittura messa in imbarazzo dai servizi della giornalista d'assalto. Dopo uno degli ultimi servizi, c'è qualcuno che vorrebbe ripagarla con la morte. Lucrezia non è la sola ad essere stata allertata da Galadriel. La giornalista è infatti sorvegliata da Sonia e Rebecca, dei Giovani Licantropi. La sorveglianza di Lucrezia si sviluppa principalmente di giorno; quella delle licantrope adolescenti di notte. La detective, che condivide alcuni dei poteri felini di Ferox, segue discretamente la giornalista durante la sua indaffarata giornata lavorativa. Un killer potrebbe prenderla in qualunque momento, ma Lucrezia non nota alcun movimento sospetto. Quindi quasi certamente, se ci sarà un agguato, avverrà di notte. Rebecca e Sonia assumono una forma intermedia tra l'essere umano ed il lupo. Adesso possono correre a due o quattro zampe, ma procedono erette. Di solito di notte Sonia e Rebecca viaggiano nella dimensione onirica, assieme agli altri Esploratori dei Sogni. Questa notte opereranno viceversa nello stato dell'esistenza che gli umani ritengono sia la sola realtà. Il fatto che la giornalista abiti fuori città aiuta le due giovani licantrope, che si nascondono tra la boscaglia e tra i cespugli. Fiutano l'aria alla ricerca di un odore che le metta in allarme. Che odore ha un assassino? Quello che si avvicina senza adottare particolari attenzioni è un pregiudicato per reati contro le persone. Uno dei tanti delinquenti che vengono scarcerati da magistrati fin troppo compiacenti, che assecondano le richieste di avvocati sfrontati. Un teppista che ha trascorso buona parte della sua sordida vita in galera, meritando ogni minuto di quella detenzione. Un topo di fogna che non teme di tornarci, dato che ci ritroverebbe amici e parenti. La notte è scesa, ed i criminali di tutto il mondo amano le tenebre, come se sapessero che quella sarà la loro destinazione finale. L'assassino prezzolato non si accorge di Rebecca e Sonia, che lo hanno individuato e si leccano le fauci in attesa di fargli assaggiare le loro zanne acuminate. La giornalista, nel suo appartamento, segue un noioso programma televisivo. La donna è afflitta da una deformazione professionale, che la induce a ritenere che la politica e la cronaca giudiziaria coprano quasi tutto lo scibile. Così facendo si perde la baruffa appena scoppiata in strada. Due licantrope adolescenti balzano addosso ad un seguace del caos. Lui ovviamente non sa di esserlo, ma non per questo è meno combattivo. Inizialmente pensa di essere assalito da due ladruncoli mascherati; poi però si rende conto della forza inumana di Rebecca e di Sonia. La pistola gli sfugge di mano prima di poter fare fuoco. Le due giovani super-eroine ringhiano come due cagnacci da strada, ed il rumore che fanno desta finalmente l'attenzione della giornalista a cui hanno appena salvato la vita. Si affaccia dalla finestra, e vede a pochi metri da casa sua due esemplari di una creatura che ha sempre ritenuto il frutto di ignoranze incurabili. Sonia e Rebecca si scambiano uno sguardo d'intesa, prima di allontanarsi a grandi balzi lupeschi. Il mancato killer giace sul marciapiede, coperto di graffi e morsi. Se è ancora vivo lo deve al fatto che i Giovani Licantropi non sono degli assassini. Tornerà volentieri in carcere, dove il pericolo di lasciarci le penne per lui è minore. I mandanti della mancata esecuzione ricevono la brutta notizia. La giornalista d'assalto deve comunque essere messa a tacere, ma il procedimento richiederà una pianificazione diversa e più lunga. Trattandosi di interessi molto pesanti, i nemici occulti della reporter proveranno in alternativa a fare pressione sui suoi datori di lavoro, perché le rendano difficile se non impossibile proseguire nelle sue fin troppo fastidiose indagini. A volte i veri criminali non sono i sicari o i predatori improvvisati, bensì degli insospettabili personaggi pubblici. La gente lo sospetta, ma non ha idea di quanto sia profonda e radicata la diffusione di questa corruzione sociale.
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