domenica 29 dicembre 2013
VITE SPRECATE_301° episodio
Kong, Fulminatore e Maga hanno eliminato tre delle bombe umane. Quello di competenza di Ferox è invece ancora mimetizzato tra i bambini, le mamme ed i papà che seguono la proiezione cinematografica. Del quinto aspirante martire dovranno occuparsi i Giovani Licantropi. Ferox comprende che il suo pazzo potrebbe farsi esplodere senza alcun preavviso; deve quindi stanarlo in qualche modo. Assecondando la sua natura, la mutante felina abbandona il travestimento. L'incantesimo dello scettro di Uglux la rende identica alla detective Lucrezia, ma Ferox può disattivarlo a comando. Un mugolio agghiacciante distrae l'attenzione di tutti i presenti, che si voltano verso la donna leopardo. Ferox artiglia la copertura di una parete, strappando la plastica e l'isolante acustico. Poi la sua voce roca ma penetrante invita tutti a stare seduti. Gli addetti alla proiezione interrompono il film, ed accendono le luci. Tutti i presenti conoscono Ferox ed Evolution, per cui prestano la massima attenzione alle sue parole. Quando racconta della sua missione, la mutante omette di dire del kamikaze che si trova in sala, ma lui si sente braccato. Ferox dispone di tutta l'astuzia atavica dei grandi felini delle savane e delle jungle. In molti casi, non basta correre, saltare e puntare tutto sulla forza bruta. Quasi sempre la preda è veloce ed agile come il predatore; per cui se quest'ultimo vuole mangiare deve usare anche il cervello e non solo zanne ed artigli. Lo sguardo della donna leopardo spazia sulle centinaia di persone, che stanno puntando i loro occhi su di lei. In essi legge timore ma anche ammirazione. Nella massa, nota però un tizio che si discosta dal comportamento diffuso, come se temesse di rivelare attraverso lo sguardo le sue vere intenzioni. In momenti come questi, la donna leopardo vorrebbe al suo fianco la collega Maga, che leggerebbe agevolmente la mente di ognuno dei presenti. La Maga sfortunatamente si trova altrove, e Ferox improvvisa, dirigendosi verso il sospettato. Quando lui, allarmato, è costretto a guardarla in faccia, la mutante lo trova corrispondente con l'identikit fornitole dagli Esploratori dei Sogni. Il terrore che il criminale voleva suscitare negli altri si manifesta sul suo volto e nei suoi comportamenti. Si alza e fugge, suscitando agitazione tra gli spettatori, ma Ferox non lo segue subito. Preferisce che il fuori di testa si illuda di avercela fatta a sfuggirle. Nel frattempo le porte di sicurezza del cinema vengono aperte, per consentire ai presenti di riversarsi all'esterno. Dopo aver sudato freddo, il kamikaze si ricorda della sua missione, e decide di accontentarsi di una decina di bambini che per qualche motivo non si sono ancora allontanati dalla sala. È pronto ad uccidersi ed a uccidere, ma, più veloce del suo pensiero, Ferox lo sgozza e lo sventra con i suoi artigli acuminati. Mentre soffoca nel suo stesso sangue, il quarto kamikaze non si rende conto che la tecnica che la mutante felina ha adoperato su di lui è la stessa che i leopardi usano per massacrare due o tre scimmie alla volta. È difficile sostenere che le scimmie siano gli animali più evoluti dopo gli esseri umani. O forse gli umani stessi non rappresentano un vero picco evolutivo. Il quinto ed ultimo delinquente con bomba incorporata spetta ai Giovani Licantropi, perché si aggira di notte per la città, ed a loro piace molto l'idea di braccarlo. A differenza dei quattro che lo hanno preceduto e che sono morti, questo soggetto non ha fatto in tempo ad ottenere un bersaglio. Infatti, quando gli Hunter Killer hanno fatto irruzione nella base dell'organizzazione terroristica, chi ha potuto si è messo in salvo, con o senza una destinazione. Anche lui è un ex militare, che ha ucciso numerosi civili innocenti, prima di convertirsi ad un'accozzaglia di credenze esotiche ed idiote. Adesso professa la lotta armata, ma non di un esercito contro un altro. Il suo nuovo modo malato di vedere le cose gli fa preferire l'assassinio di persone innocenti e disarmate. Capisce di dover completare la missione entro questa notte, anche perché il dispositivo esplodente che gli hanno impiantato ha già iniziato ad avvelenarlo. Si tratta di una bomba chimica fatta per devastare, non per conviverci. Le tenebre che avvolgono la città proteggono il pazzo bombarolo dagli sguardi umani, ma quelli che seguono le sue tracce dispongono di super-sensi. Sonia, Pedro e David sono licantropi purosangue; Rebecca è una mutante, che, rapita in tenera età dai licantropi, si è assimilata a loro. Sonia, Pedro e David possono trasformasi in grossi lupi, ma non si tratta di una conversione facile e veloce, come si vede nei film horror. Il rischio che corrono è di perdere, una volta trasformati in lupi, ogni cognizione di ciò che erano e di ciò che dovevano fare. Rebecca non può diventare un lupo, e questo le consente di tenere d'occhio gli altri tre. Il singolare quartetto segue a distanza la preda, rappresentata da un uomo che, ad un certo punto della sua vita, ha deciso di morire, massacrando contestualmente il maggior numero di innocenti possibile. I Giovani Licantropi hanno ormai catalogato il fetore corporeo di quell'umano sudato e sporco. Il loro olfatto è tale da non richiedere contatti visivi. Di giorno, in città, non funzionerebbe, per via dell'inquinamento. Di notte, invece, la leggera brezza fornisce agli inseguitori tutti i dati sul kamikaze. Lui avvista l'insegna di una grossa discoteca, che è ovviamente aperta fino a tarda ora, se non addirittura fino al mattino. All'interno, una moltitudine di giovincelli e giovinastri, brilli e drogati, che si agitano come dementi. Cercano il cosiddetto “sballo”, ma potrebbero ottenere molto di peggio. Esiste la possibilità che il criminale non possa accedere al locale, se non dovesse superare il vaglio degli addetti alla sicurezza. Peccato che questi improvvisati sceriffi delle ore piccole siano facilmente addomesticabili, anche con una piccola mazzetta. Così il pazzo entra, mentre i quattro licantropi rimangono fuori. Controvoglia, si accingono a seguirlo, ma i bulli a guardia del castello paiono essersi ringalluzziti; o forse vogliono solo tirare sul prezzo. Questo è un lavoro da maschi, o almeno così la pensano David e Pedro, che chiamano da parte due tizi molto più grossi di loro. I bruti sono sicuri che quei due ragazzini vogliano fare colpo sulle femmine che si sono portati appresso. David e Pedro però decidono di mostrare loro una trasformazione parziale, delle mani e delle fauci. Per quanto non siano degli intellettuali, i due buttafuori sentono un brivido correre lungo le spine dorsali. Anche loro hanno sentito parlare dei licantropi, che si dice risiedano molto discretamente in città. Meglio non contraddire un licantropo; due licantropi sono decisamente eccessivi. E le ragazze? Non saranno anche loro delle lupette mannare? Così i quattro ragazzi ricevono il nulla osta per accedere al regno della confusione e dei timpani rotti. Nella discoteca, gli effluvi sono più che altro puzze, e le luci stroboscopiche servono solo a distorcere la realtà. In quel contesto, i super-sensi licantropici servono a poco; i quattro si muovono pertanto a tentoni, e non per modo di dire. Sonia e Rebecca si spostano verso destra, David e Pedro verso sinistra. Le due ragazze sono, come prevedibile, importunate da alcuni sballati, che rischiano di guadagnarsi una unghiata memorabile e di difficile guarigione. L'aspetto di David e Pedro serve viceversa a disincentivare contatti di qualunque tipo. Non sono grossi, ma si muovono come esperti di arti marziali; in realtà sono apprezzabilmente più pericolosi di qualunque umano, per quanto abile sia nelle tecniche di combattimento. Nella bolgia, il delinquente bombarolo ha solo l'imbarazzo della scelta riguardo a quando esplodere. Non lo ha ancora fatto perché sorprendentemente prova una certa affinità con alcuni dei presenti, che, come lui, non sembrano apprezzare particolarmente la vita. Si potrebbe peraltro eccepire che se non altro costoro non intendono coinvolgere gli altri nella loro scelta nichilista. Poi accade che David lo colpisca con un forte pugno alla nuca, dopo averlo riconosciuto e raggiunto in mezzo a quella assordante moltitudine di semi-decerebrati. Il kamikaze crolla al suolo stordito, ma potrebbe riprendersi in pochi secondi. David, che vorrebbe finirlo, si trova la strada sbarrata da alcuni cretini, che gli chiedono spiegazioni per il suo gesto. David non può spiegare in pochi secondi a quegli idioti che sta salvando la loro inutile vita, rischiando la sua, alla quale tiene moltissimo. Per cui si trasforma in un feroce licantropo, al quale è molto difficile dire di no. Le donnine presenti in sala si svegliano dal loro torpore, ballerino e non solo, indotto da chissà quali e quante sostanze più o meno proibite. Urlano a squarciagola, ma il rumore lì dentro è già al di sopra di ogni decenza uditiva. Pedro accorre, per non lasciare che David si diverta da solo a fare a pezzi un cospicuo numero di dementi. Sonia e Rebecca lanciano un ululato, prima ancora di essersi trasformate in due bellissime e pericolosissime giovani licantrope. E la rissa si accende attorno al simpatico quartetto di pelosoni, che, pur cercando di non ammazzare gli strafatti, non ci stanno a prenderle. Volano sedie e bottiglie, ma i Giovani Licantropi hanno combattuto contro gente molto più pericolosa, ed hanno vinto. Nel caos più totale, il maledetto pazzo striscia tra le gambe dei ragazzi e delle ragazze, cercando di evitare di incassare troppi calci in testa. Fortuna per i presenti che quel kamikaze non sia un maestro di freddezza; ma, del resto, gente che si imbottisce di esplosivo per uccidere degli sconosciuti è come minimo fuori di testa. Quando arriva nei pressi di una porta munita di maniglione anti-panico, la investe con tutto il suo peso. Ottiene ciò che vuole, dato che piomba ed atterra in un vicolo praticamente deserto. Il rumore che proviene dall'interno della discoteca dimostra che si stanno ancora pestando a sangue. Il bombarolo respira a fondo, riacquistando la padronanza di sé. Tra due secondi tornerà nella grande sala, dove porrà fine alla sua inutile vita; ma condurrà all'inferno molti infedeli. Inutile discutere con i suoi simili circa il significato di “infedeli”. A loro piace questa parola, ed i pochi neuroni che si trovano nella loro testaccia vuota sono contenti così. Alle sue spalle giunge tuttavia un suono raschiante, che diventa un ringhio sordo, e pare provenga da una bestia molto più grande dei mostriciattoli che lo stanno braccando. Il Lupo Nero ha seguito i suoi giovani allievi, per aiutarli nel caso ne avessero avuto bisogno. L'acuta mente del possente canide capisce istantaneamente che quello è l'ultimo dei bombaroli, le cui identità sono state rivelate dal Pozzo del Destino. Lupo Nero balza sull'umano come una valanga di zanne spaccaossa. Le sue fauci sono talmente grandi che oltre al collo si serrano su metà della testa del malcapitato. Un crepitio, appena percettibile nel caos che proviene dalla rissa in discoteca, annuncia la frattura delle vertebre cervicali del teppista, e la sua immediata e meritata morte. Il Pozzo del Destino ha rivelato agli Esploratori dei Sogni anche il piano di riserva dei terroristi. Quelli che stanno strisciando nelle tenebre per realizzarlo non si sono fatti impiantare una bomba nelle viscere, ma sono altrettanto pazzi. Il loro obiettivo è un enorme deposito di carburante, che, se dovesse prendere fuoco e deflagrare, ucciderebbe molte persone con il solo spostamento d'aria. Poi l'incendio si propagherebbe in maniera imprevedibile, incontrollabile e certamente devastante. A differenza dei portatori delle bombe impiantate chirurgicamente, i guerriglieri che in questo momento attaccano l'impianto non hanno mai rinunciato agli scontri a fuoco. Sono però ugualmente fanatici, giacché sanno che per ottenere il massimo risultato conviene massimizzare il danno, senza pensare alla propria sopravvivenza. Si sentono pronti ad affrontare chiunque, ma si trovano di fronte Dragonfire. Il colosso alieno, alto tre metri e pesante settecento chili, sopravviverebbe anche se il deposito prendesse fuoco, ma vuole evitarlo. Ecco perché i terroristi non andranno oltre, e neppure torneranno a casa vivi. Il drago attacca per primo, impiegando la sua super-fiamma. Nessun altro potrebbe farlo, in prossimità di migliaia di tonnellate di carburante, senza correre il rischio di produrre più danni di quelli che sarebbero stati causati dagli aggressori. Nessun altro ha però un potere sulla fiamma assimilabile a quello di Dragonfire. Le auto dei terroristi prendono istantaneamente fuoco, con una violenza che impedisce loro di mettersi in salvo. Gridano e muoiono tra atroci sofferenze. Stanno facendo la fine dei martiri che volevano diventare, e non sono neppure riusciti a sparare un colpo di pistola. Dragonfire si aggira invulnerabile tra le lamiere che fumano ed i cristalli che si sbriciolano prima di fondere. Accertato il decesso di tutti i nemici, il possente alieno scatena una seconda vampata di super-fiamma, che provoca un effetto implosione: come se un buco nero si fosse formato nello spazio-tempo, e fagocitasse ciò che resta degli assassini e delle loro inutili scatole metalliche su ruote. Lo spreco di tutte quelle vite lascia del tutto indifferente il drago di Evolution, che si allontana volando con il suo dispositivo antigravitazionale.
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