giovedì 2 gennaio 2014
IL DESERT CRUISER_302° episodio
Il Desert Cruiser, creato da Robokiller su indicazione del dottor Occulto, si muove sferragliando sui suoi cingoli colossali. Attraversa zone secche, ma anche corsi d'acqua di quelli che compaiono e scompaiono nel giro di pochi giorni. Black Dragon ha predisposto una serie di pannelli solari, per captare l'enorme energia proveniente dalla nostra stella. In tal modo l'enorme veicolo metallico non deve dipendere solo dal combustibile fossile. Con la sua massa di circa mille tonnellate, il Desert Cruiser appiattisce il terreno, spingendo le pietre in profondità. La traccia lasciata dal grosso mezzo meccanico è l'unica strada che quelle zone disastrate abbiano visto da tempo immemorabile. Alcuni animali seguono Robokiller e Black Dragon, non provando timore per quegli esseri giganteschi che però non si nutrono di carne, Il Desert Cruiser rappresenta una fonte di frescura semovente, e la sua ombra reca ristoro a bestie di tutti i tipi, stanche di farsi trapanare il cranio dal sole africano. Giacché lo scopo del mostro meccanico è di raccogliere le risorse alimentari, per distribuirle alle popolazioni bisognose, a bordo sono stati accolti anche dei nativi, che collaborano, immagazzinando ciò che gli elicotteri consegnano. Il Desert Cruiser è oltre tutto una delle poche manifestazioni di ordine in quella parte del mondo, da sempre preda di dispute tanto feroci, quanto stupide. Conoscendo appunto quel lato della natura umana, il dottor Occulto ha voluto che la base operativa di Robokiller e Black Dragon fosse provvista di cannoni e mitragliatrici. I romani dicevano: "se vuoi la pace, prepara la guerra". Loro alla pace non ci tenevano particolarmente, ma avevano capito molto bene come comportarsi con i barbari. I sensori di bordo annunciano l'arrivo di un elicottero. Robokiller e Black Dragon sono diventati un punto di riferimento per le molte organizzazioni umanitarie, che raccolgono parte delle eccedenze alimentari dei popoli più ricchi e spreconi. Il Desert Cruiser è provvisto di fari elettronici, che comunicano direttamente con i navigatori di bordo dei velivoli in avvicinamento. Atterrare sul ponte di quella nave del deserto è relativamente facile per gli elicotteristi di professione. Per gli aerei non c'è ancora spazio, ma i due automi hanno in progetto di ampliare il Cruiser, appena incontreranno sul loro percorso altri rottami prodotti dalle continue battaglie africane. Trasferite le derrate alimentari nelle stive del grosso veicolo corazzato, l'elicottero si allontana, ed il viaggio su quella terra inospitale riprende. Né Robokiller, né Black Dragon risentono in alcun modo del caldo; anzi, le radiazioni solari caricano le loro batterie. Il personale umano viceversa cerca riparo all'interno dello scafo, che però è sprovvisto di condizionatori d'aria. Quando il Desert Cruiser si avvicina ad un villaggio, la popolazione mostra emozioni contrastanti: paura che quel gigante meccanico rechi solo distruzione, ma anche speranza che qualcuno a bordo si intenerisca per le condizioni disperate di bambini ed adulti. Robokiller e Black Dragon sono robot molto più alti di un essere umano, e decisamente massicci. Il loro comportamento è però rassicurante, e supera la prevedibile diffidenza degli autoctoni. La festa inizia quando le casse vengono aperte, per distribuire cibi e bevande a chi non ha mai avuto accesso a simili prelibatezze. Oltre ai due possenti automi ed al loro equipaggio, ci sono altri che attraversano quei territori selvaggi. Si tratta di operatori umanitari, qualunque cosa significhi quella definizione più che altro giornalistica. Il Desert Cruiser, data la sua grande massa, crea nuove piste, mentre quelli che si spostano a bordo di veicoli fuoristrada preferiscono percorrere quelle esistenti. Due gruppi di operatori umanitari si trovano a centinaia di chilometri dal Desert Cruiser, e nulla fa pensare che le loro strade debbano incrociarsi. Le popolazioni locali guardano con sospetto gli occidentali chiacchieroni, che promettono grandi interventi. Gli autoctoni sonno per esperienza che le parole non si mangiano. Il motivo per cui il dottor Occulto ha concepito l'idea del Desert Cruiser è appunto questo: fare, non sproloquiare. I due fuoristrada procedono a velocità non elevata, perché, nonostante i copertoni rinforzati, capita sovente di finire su una pietra troppo tagliente. Purtroppo quella evenienza si verifica proprio adesso, ed anche la seconda auto si ferma in attesa. Durante la sostituzione della ruota, gli operatori fermi ai bordi della pista notano alcuni grossi veicoli in avvicinamento. Da quelle parti, conviene circolare armati, ma gli uomini che scendono dai camion dispongono di fucili mitragliatori e bombe. Gli otto componenti della spedizione sono abbastanza intelligenti da sapere come comportarsi in questi casi. Prima di tutto, non bisogna fornire ai banditi una scusa per scatenare la loro violenza. Li stanno sequestrando, ma non vi sono altre certezze. Armare certi soggetti significa autorizzarli ad uccidere. Meglio tenere la bocca chiusa e gli occhi bassi, auspicando che chi ha mandato quei banditi abbia intimato loro di non sparare agli ostaggi. Nel giro di alcune ore, i telegiornali diffondono la notizia del rapimento degli operatori umanitari. Ci si aspetta che i sequestratori chiedano un riscatto per la loro liberazione. Sul Desert Cruiser, Black Dragon e Robokiller ricevono la notizia da Kong, che trasmette dalla base di Evolution, sul cacciatorpediniere Vae Victis. I due robot senzienti acconsentono senza esitazioni a cambiare la rotta del grosso veicolo corazzato, per raggiungere la zona dove è avvenuto il rapimento. Gli umani che compongono l'equipaggio del Desert Cruiser sono eccitati all'idea di uno scontro a fuoco con i predoni, che da troppo tempo imperversano nella zona. I criminali nel frattempo hanno condotto gli operatori umanitari nel loro accampamento, nei pressi di un'oasi. È evidente che si tratta di gente che conosce molto bene il territorio, e potrebbe trarre vantaggio da nascondigli invisibili alla ricognizione aerea. L'osservazione satellitare è però un'altra cosa; proprio adesso un invisibile velivolo orbitale sta trasmettendo alla sua base operativa le foto dell'accampamento dei predoni. I teloni mimetici sono retaggi di guerre di altri tempi. Al giorno d'oggi, i satelliti eseguono scansioni molto dettagliate, che vengono elaborate da computer molto potenti. Il Desert Cruiser corregge la rotta, puntando verso l'oasi; altrettanto fanno diversi contingenti di militari di varie nazioni, presenti in zona per le loro esercitazioni. Frattanto gli operatori umanitari subiscono vessazioni, ma non sono ancora in pericolo di vita. I predoni del deserto hanno ricevuto garanzie di pagamento del riscatto, ma non si fidano. Le organizzazioni non governative di appartenenza degli operatori umanitari sanno peraltro che, una volta effettuato il pagamento, nulla garantirà l'incolumità e le liberazione degli ostaggi. In questi casi, bisogna tirare per le lunghe, sperando che le forze speciali intervengano in tempo. Sfortunatamente le forze speciali sono in ritardo, perché i loro elicotteri sono stati bloccati a terra da una tempesta di sabbia. Il tempo passa e la situazione per gli ostaggi si fa critica; qualcuno di loro si sta già chiedendo se le loro organizzazioni non li abbiano abbandonati in mezzo a quel deserto, in balia dei briganti. Gli operatori umanitari dovrebbero muoversi all'interno di grosse carovane, protette da truppe, e non essere mandati allo sbaraglio. Lo sferragliare del Desert Cruiser si sente a chilometri di distanza. Di conseguenza i banditi smontano in fretta il campo, caricano sui camion tutto il loro armamentario, e scappano al massimo della velocità. I sequestrati vengono sballottati brutalmente, avendo le mani legate dietro la schiena. L'inseguimento ha inizio, ma il grosso veicolo di Black Dragon e Robokiller può raggiungere velocità notevoli, grazie ai potenti motori ed alle ruote pneumatiche che, a comando, prendono il posto dei cingoli. Quando i banditi vedono approssimarsi il mostro meccanico munito di mitragliatrici e cannoni, aprono il fuoco. Ovviamente i piccoli calibri scalfiscono appena le piastre del Desert Cruiser, e neppure i cannoncini producono altro che ammaccature di poco conto. Robokiller e Black Dragon viceversa non aprono il fuoco sui banditi, per evitare di colpire quelli che sono venuti a liberare. La soluzione deve essere necessariamente un'altra: un attacco diretto, acciaio contro acciaio. Black Dragon ha più o meno le dimensioni di Dragonfire; per cui è comprensibile lo smarrimento dei banditi quando quel drago metallico alto tre metri sbarra loro la strada. Non sapendo di avere di fronte un potentissimo automa, uno degli autisti dei camion decide di investirlo. Black Dragon, che non rifugge mai dalle prove di forza bruta, si lancia contro il camion, colpendolo con un formidabile pugno nella parte frontale. L'impatto è tale che il mezzo su ruote, pur pesando molto più dell'automa, si blocca e si impenna sul posto. Black Dragon è un formidabile combattente, ma a volte si dimentica di avere a che fare con esseri fatti di carne ed ossa, quindi molto più delicati di lui. Gli ostaggi si trovavano su un altro camion; altrimenti condividerebbero le fratture multiple riportate dai predoni che sedevano nel veicolo semi-distrutto. Ora tocca a Robokiller dimostrare cosa sa fare. Con le sue molte armi, bersaglia le ruote degli altri mezzi dei rapitori, rendendo loro impossibile proseguire. La teppaglia residua non intende comunque demordere, e circonda Black Dragon e Robokiller. Loro li assecondano, per distrarli dagli operatori umanitari. Ne scaturisce una sparatoria, che si rivela completamente inutile, giacché i due formidabili alleati di Evolution escono indenni da quella pioggia di piombo rovente. Poi, la coda di Black Dragon spazza via decine di banditi, ed altrettanto fa Robokiller, con le sue enormi mani metalliche, simili a magli. Sbaragliati i delinquenti, l'equipaggio umano del Desert Cruiser scende a terra, per liberare e soccorrere i rapiti. Prima di ripartire Robokiller impiega ancora una volta il suo più grande potere, per assimilare alla sua creazione meccanica tutto ciò che può trarre dai camion e dai fuoristrada della teppaglia sbaragliata. In tal modo, il Desert Cruiser accresce ulteriormente la sua massa, la sua potenza e la sua capacità di carico. Il carburante tratto dai serbatoi dei veicoli cannibalizzati riempie le cisterne del mostro corazzato che ha fatto di quel deserto il suo territorio di caccia. La deviazione rispetto alla rotta è stata effettuata per recuperare gli operatori umanitari sequestrati dai predoni del deserto. Adesso che sono stati sconfitti, il Desert Cruiser torna indietro, riportando ai loro villaggi gli assistenti umani, che hanno collaborato alle operazioni di trasbordo dei generi alimentati. Scendono da quella che assomiglia sempre più ad una nave del deserto, felici di ritrovare le loro famiglie, ma tristi per non poter più condividere le avventure di Black Dragon e Robokiller. Il dottor Occulto ha però inviato come nuovo equipaggio la fustigatrice Zara, il troll Zadox, il nano tagliagole Jeed ed i lupi bionici Qwert e Tyop. Sono alleati di Evolution, incontrati durante un viaggio tra i piani dell'esistenza. Forse un giorno torneranno al loro mondo, ma per ora sono felici di esplorare la Terra. La caratteristica del territorio solcato dal Desert Cruiser è l'enorme spazio disponibile, privo sia di edificazioni che di coltivazioni. È il luogo ideale per Carestia, che agisce sulla volontà degli umani fiaccandola. Le popolazioni locali allevano magri bovini, per nutrirsi di latte e carne; ma quelle rade praterie non garantiscono sufficiente nutrimento al bestiame, e neppure l'acqua. La morte per fame e per sete è spesso preceduta dalla morte della creatività e della speranza. Per qualche incomprensibile motivo, gli autoctoni non apprendono l'arte del coltivare; e non è solo un problema di irrigazione. La missione del Desert Cruiser è quindi anche quella di sostare nei pressi dei villaggi, per convertire i terreni aridi in terreni coltivabili. Le città occidentali sono costruite nei pressi di fiumi, per tutto ciò che possono fornire, compreso il trasporto delle merci. In questo continente, l'orografia è però molto diversa, con zone ricche d'acqua ed altre che ne sono quasi completamente prive. Ci sono grandi pianure e grandi montagne, ma nessuna via di mezzo. Un continente dove gli eccessi rendono la vita difficile agli uomini ed alle bestie. La sosta nei pressi di un villaggio come tanti altri permette a Black Dragon ed a Robokiller di mostrare ai nativi come realizzare vasche di raccolta delle acque piovane, per evitare che tutto il prezioso liquido produca solo fango. Il troll collabora con la sua grande forza agli scavi ed alla cementificazione delle vasche. L'arrivo delle piogge permette un collaudo delle nuove realizzazioni. I bambini festanti si tuffano in quella piscina, e la loro allegria risveglia negli adulti la voglia di vivere. Gli operatori umanitari dovrebbero seguire l'esempio di Robokiller, di Black Dragon e dei loro nuovi amici. Infatti conta molto di più insegnare a coltivare che limitarsi a fare la carità. I lupi bionici Qwert e Tyop, nonostante il loro aspetto pericoloso, si lasciano accarezzare dai bambini, ed ululano al cielo africano la loro felicità.
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