sabato 18 gennaio 2014

ARMI CHIMICHE_306° episodio

Braxcat, Ferox, Red O’Neal si confrontano con Piero. Il bambino si è appena svegliato da un sonno simile alla morte. È una similitudine che si usa spesso, ma in questo caso è decisamente azzeccata. Il fattore mutageno, introdotto nell’organismo di Piero dal vampiro di Akros, lo ha sanato, ma prima ancora lo ha avvicinato moltissimo alla morte. Per gli umani il bambino è morto; infatti lo hanno trasportato nell’obitorio dell’ospedale. I suoi tre amici coetanei, che condividono la malattia ematica che lo stava uccidendo, si disperano per l’improvvisa dipartita. Ne hanno sofferto moltissimo, e la notizia ha fiaccato la loro resistenza. Red O’Neal ha agito dopo aver chiesto al bambino se volesse vivere. Ha fatto ciò che era in suo potere, mordendolo per dare e non per prendere. Il fattore mutageno è così entrato nell’organismo del bambino condannato a morte, ed ha distrutto tutte le cellule kamikaze. Piero però non si è trasformato in un vero vampiro, perché il suo sangue presentava una conformazione troppo fuori norma. Ora è un mutato, sia dal punto di vista degli uomini che da quello dei vampiri. Il suo primo pensiero va alle due amiche ed all’amico che lo piangono come morto. Percepisce le loro sofferenze grazie al contatto mentale che si è creato tra loro. Questo è uno dei poteri che ha acquisito rinascendo come discepolo di Red O’Neal. In effetti ora dovrà essere addestrato, e dovrà imparare a vivere in maniera totalmente differente. Per quanto i suoi genitori lo amassero, adesso diffiderebbero di lui, e forse lo scaccerebbero. Ferox e Braxcat ritengono compiute le loro missioni; quindi si allontanano verso nuove avventure. Red O’Neal vorrebbe portare via il suo allievo, ma lui insiste per incontrare ancora una volta i suoi amici. Il vampiro di Akros glielo concede, ed addirittura lo aiuta gettando un incantesimo sul personale medico ed infermieristico di turno quella notte. Tutti gli umani cadono in preda ad un sonno invincibile, che lascia loro solo il tempo di sprofondare nella più vicina poltrona. Red O’Neal permette tuttavia agli amici di Piero di svegliarsi, in modo che possano ascoltare ciò che lui ha da comunicare. Il vampiro di Akros si tiene in disparte, dimostrando una sensibilità che nessuno attribuirebbe ad uno della sua specie. I bambini sono ovviamente molto contenti che Piero sia vivo, ed accettano senza grossi problemi la sua mutazione. Avere scoperto che esiste una cura per la loro malattia li rende entusiasti, e chiedono con fermezza di essere sottoposti allo stesso trattamento. Piero rivolge quindi una supplica al suo maestro, affinché adoperi il suo potere per risanarli. Red O’Neal avrebbe dovuto preventivarlo; se lo avesse fatto, forse si sarebbe inventato una scusa per non dover fare una cosa che rischia di attirare troppa attenzione su di lui. Il vampiro di Akros è però un libero pensatore, e non ha dubbi che la richiesta dei bambini sia giusta e fondata. Il suo dubbio è semmai se il suo potere sia sufficiente a trasformare anche gli altri tre bambini. L’agente mutageno, prodotto dall’organismo vampirico, non è disponibile in dosi sufficienti a sanare e mutare gli altri tre soggetti. Red O’Neal potrebbe tornare tra qualche mese, ma disporrebbe di una dose sufficiente ad un solo bambino. Considerando la gravità della loro malattia, è probabile che non possano attendere troppo a lungo la somministrazione. L’aiuto arriva dalla Vae Victis, grazie al dispositivo teletrasportatore di bordo. Ferox ha riferito i fatti al dottor Occulto, che ha inviato in aiuto la Guaritrice. Nancy da sola non avrebbe la forza necessaria, ma combinando le sue abilità con quelle del vampiro di Akros, le bambine ed il bambino potrebbero farcela. Così, sotto lo sguardo speranzoso del piccolo Piero, la mutante e Red O’Neal, di professione vampiro, inviano le loro energie curative a sconfiggere le disfunzioni che stanno assassinando quei tre innocenti. La battaglia contro le malattie si combatte così, giorno per giorno, ottenendo risultati piccoli nei numeri, ma meravigliosi nella felicità che trasmettono. La notte nel reparto ospedaliero trascorre nel silenzio quasi totale. Al mattino, finalmente, l’incantesimo del vampiro di Akros lascia liberi medici ed infermieri. Il loro stupore è grande quando scoprono che non solo la malattia terminale dei tre pazienti è pressoché scomparsa, ma anche che Piero dorme tranquillamente nel suo letto. Chi crede nei miracoli, ringrazia Dio; chi non ci crede, cerca di non pensarci troppo, per non impazzire. Red O’Neal, che riposa nei sotterranei dell’ospedale, riceve i ringraziamenti telepatici dei suoi nuovi allievi, e, nonostante le sue zanne da vampiro, sorride. Le mamme ed i papà umani raccontano ai loro figli della malvagità innata nei licantropi, nei vampiri e nei lupi cattivi. Poi le mamme ed i papà aggiungono che si ergeranno come baluardi per difendere i loro frugoletti dai mostri della notte. Vogliono essere rassicuranti, ma sono convinti che i vampiri ed i licantropi non esistano; altrimenti si guarderebbero bene dallo sfidarli, anche se solo a parole e non in loro presenza. I genitori dovrebbero narrare ai loro cuccioli di altre malvagità molto più umane e veritiere. Quella, ad esempio, del perfido gruppo di vecchi pervertiti conosciuti come Omega. Gentaglia diventata ricchissima nel solo modo in cui sia possibile farlo nel corso di una sola vita: massacrando il prossimo. La notizia di una nave carica di armi chimiche ha risvegliato Omega dal relativo torpore degli ultimi mesi. Un dittatore ha acconsentito a consegnare i suoi arsenali chimici ad organizzazioni internazionali, per evitare di fornire ad alcune potenze straniere la scusa per un’invasione militare. Per una volta, non ci sarà esportazione di democrazia, ed i militari, in particolare quelli di una nazione notoriamente attaccabrighe, mugugnano desolati. Loro sono fedeli adoratori di Guerra, ed il Cavaliere Rosso avrebbe gradito un bel bagno di sangue di decine di migliaia di civili inermi. Anche i vecchi delinquenti di Omega adorano Guerra, ma più di tutti temono Morte, pensando che con il Cavaliere Nero non ci sarà margine di trattativa. Mettere le zampe sui fusti contenenti veleni micidiali significherebbe per i pessimi individui chiudere in bellezza la loro carriera di nefandezze. Potrebbero rivendere le armi chimiche a torme di terroristi, che farebbero danni incalcolabili. I tizi di Omega non hanno bisogno di soldi, avendo da tempo superato la soglia del superfluo. Il denaro però ha un valore intrinseco, specie se si pensa a quante sofferenze sono correlate ad ognuna di quelle banconote di grosso taglio. Il conclave dei ricchissimi e sordidi soggetti avviene in una delle loro lussuose residenze, sorvegliatissime da aggeggi elettronici, guardie armate e cani ferocissimi. Un piccolo animale è tuttavia riuscito ad infilarsi tra le maglie della vigilanza. Il suo nome è Kjrt: uno scoiattolo posseduto da un demone elettrico. Giunto da un altro stato dell’esistenza, il demone in questione ha adottato come simbionte il primo terrestre che ha incontrato, e gli ha donato dei poteri elettrici. Dopo essere stato addestrato dal mutante Fulminatore, Kjrt è diventato una spia di Evolution. Lo scoiattolo di solito non si occupa di intrighi internazionali, bensì di noci e nocciole. Avendo però quelli come lui un'innata curiosità, si lascia trascinare dal suo demone custode in avventure ad alto rischio. Del resto agli scoiattoli piace moltissimo sfrecciare a pochi centimetri dalle ruote delle biciclette e delle auto in movimento; e qualche volta ci lasciano la pelliccia. Lo scoiattolo Kjrt si presta a diventare un ripetitore telepatico della Maga. Lei lo usa come un ponte radio, per scandagliare i pensieri dei membri di Omega. Le parole che si scambiano sono significative, ma i pensieri danno più l’idea dei loro piani. Non proveranno ad abbordare la nave che trasporta i fusti contenenti le sostanze chimiche, per evitare di doversi scontrare con i vascelli militari che la scortano. Una volta giunta in porto, l’attacco sarà più facile da attuarsi. Kjrt ha sentito abbastanza, e si allontana veloce dalla postazione dove si era rintanato. Nessuno si sarebbe aspettato che uno scoiattolo entrasse in quella camera; peccato per lui che una delle guardie lo adocchi e cerchi di catturarlo. Per quei bruti armati fino ai denti Kjrt non è un agente segreto, ma solo un fastidioso animaletto da torturare ed uccidere. L'imperativo è pertanto di non farsi bloccare. Il demone che è simbiotico con il roditore terrestre non ama scappare di fronte al pericolo. I demoni notoriamente non mancano di carattere. Alcune scariche elettriche, provenienti dallo scoiattolo, raggiungono le armi delle guardie, che sono costrette a lasciarle cadere. Kjrt è stato addestrato dal mutante elettrico di Evolution, ed ha imparato a non sprecare le sue energie. Per cui si tuffa fuori da una delle finestre, sfruttando una apertura appena sufficiente. Poi scende lungo una parete che ricorda più quella di un castello che quella di una villa. Questo è un vantaggio per Kjrt, che impiega le sue unghiette per fare presa sulle antiche pietre. In breve, raggiunge una distanza sufficiente a non dover temere il fuoco delle armi automatiche, i cui proiettili gli rimbalzano attorno ormai quasi privi di energia. Nel porto, fervono i preparativi per l’arrivo della nave che trasporta i veleni chimici. I manifestanti che contestano il trasbordo sono tenuti indietro dalle forze dell’ordine. Avere a che fare con operai, studenti e qualche pensionato è peraltro cosa molto diversa dall’affrontare un battaglione di guerrieri professionisti. I manifestanti spintonano gli agenti, arrivando a volte a lanciare loro contro oggetti vari. I mercenari, armati di mitragliatori, giungono viceversa a bordo di fuoristrada studiati per i teatri di guerra, e sparano munizioni in grado di perforare i giubbotti anti-proiettile. Il crepitio delle armi micidiali convince chi poco prima gridava e sbandierava ad andarsene a casa, di corsa. L’arrivo indesiderato delle armi chimiche induce la popolazione a temere effetti collaterali a dir poco nocivi; le brutte facce dei nuovi arrivati rappresentano però un più alto livello di pericolo, più immediato e per nulla eventuale. I poliziotti sono armati, ma sono altresì privi del necessario addestramento a confrontarsi con i professionisti della battaglia. Finanche le auto della polizia soffrono nel confronto diretto con i grossi fuoristrada, pesanti e potenti. I mercenari feriscono alcuni poliziotti e disarmano gli altri. Non li pagano abbastanza per farsi ammazzare come vittime sacrificali; non è come affrontare dei rapinatori di banche in una strada cittadina. L’azione degli emissari di Omega dura poche decine di minuti. I nuovi arrivati vogliono mettere le zampe sulle pericolose sostanze chimiche. Non importa se si tratti di bombe o di fusti di veleni. I mercenari vogliono conoscere solo le informazioni indispensabili, e pretendono pagamenti in acconto e saldo, in banche dove il segreto è più blindato delle loro casseforti. Quando l’esercito regolare giunge sul luogo dello scontro, i mercenari di Omega si sono già eclissati. La magistratura aprirà un fascicolo, ma intanto la frittata è fatta. Quello che è accaduto potrebbe far pensare che lo scoiattolo Kjrt non sia riuscito in tempo a fornire le informazioni ad Evolution. In realtà, Fulminatore e Maga non hanno voluto ingaggiare battaglia nel porto, per evitare vittime tra i civili ed i poliziotti. Ora aspettano che i fuoristrada dei malviventi giungano a tiro. La Navigatrice, pur trovandosi a bordo della Vae Victis, a migliaia di chilometri di distanza, traccia gli spostamenti dei soldati di ventura con una precisione superiore a quella di un satellite. Suo fratello Fulminatore e la sua amica Maga hanno ordito un agguato in un punto in cui la strada attraversa una vasta area pianeggiante, priva di alberi e rocce. Il mutante elettrico dosa le sue emissioni energetiche per bloccare contemporaneamente i motori dei tre fuoristrada. I mercenari balzano a terra, armi spianate. Fulminatore li anticipa una seconda volta, perché le sue scariche elettriche si muovono ad una velocità prossima a quella della luce. Molti fucili trasmettono potenti scosse alle mani che li reggevano, e che adesso sono costretti a mollarli precipitosamente. Alcuni di loro però non hanno perduto la voglia di combattere, ed avanzano risoluti. È quindi il momento della Maga di colpirli con le sue lame mentali. Seleziona cinque bersagli contemporaneamente, che vengono subito colti da emicranie talmente devastanti da rotolarsi per terra. i due mutanti di Evolution non infieriscono, giacché il loro obiettivo è il recupero delle armi chimiche trafugate, e non l'eliminazione fisica degli esecutori. Una verifica a bordo delle camionette rivela però che questo gruppo di fuoco aveva il compito di organizzare una diversione, per consentire ad altri di trafugare le armi di distruzione di massa.

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