mercoledì 22 gennaio 2014

DISTRUZIONE CONTROLLATA_307° episodio

Alcune armi chimiche, che dovevano essere distrutte, sono state invece rubate per conto dei perfidi vecchiacci del gruppo Omega. Nonostante l’attività spionistica dello scoiattolo Kjrt e nonostante il tempestivo intervento di Fulminatore e Maga, il piano che metteva in conto la cattura dei mercenari ha avuto successo. Essendo soldati di ventura, costoro sono pronti a sopportare anche le torture fisiche. Inoltre le informazioni in loro possesso sono insufficienti per poter svolgere un’indagine sui mandanti. Per quanto i mercenari di Omega siano dotati di grande professionalità, possono tuttavia opporre poca o nessuna resistenza allo scandaglio mentale della Maga. Fulminatore è convinto che un trattamento elettrico, nei punti più sensibili del corpo, li farebbe cantare come uccellini, ma lascia che sia la collega a divertirsi. La mutante psionica, allieva del dottor Occulto, ha imparato dal fondatore di Evolution diverse strategie che non inducono dolore nel soggetti indagati. Loro, non percependo la violazione, ignorano che le loro memorie siano diventate un listato di informazioni per chi sia in grado di leggerle. Tale è la presunzione di quei bruti che si convincono del fallimento della Maga nell'estorcere loro le informazioni. La Maga ha viceversa raccolto quel poco che sanno ed anche qualcosa che non sapevano di sapere. Fulminatore e Maga consegnano gli emissari di Omega alla polizia, sperando che non se li lascino scappare. Poi un portale di teletrasporto li conduce sulla Vae Victis, dove incontrano i colleghi di Evolution. Tocca ancora una volta alla Navigatrice mettere assieme tutti i riferimenti, per individuare un luogo dove potrebbero essere stati nascosti gli ordigni trafugati. Questa volta però i mutanti ed il drago colpiranno due obiettivi contemporaneamente. È infatti possibile che non tutte le armi siano state immagazzinate in un solo sito. Data la pericolosità delle armi chimiche, sarebbe sufficiente una sola bomba relativamente piccola per causare parecchie vittime. Intanto, in ospedale, Piero ed i suoi amici continuano a stupire i medici, che mai avevano assistito ad una guarigione paragonabile a quella che ha riportato alla vita un bambino e due bambine, considerati ammalati terminali. I genitori dei piccolo ex defunto accorrono appena ricevono la buona notizia. La loro felicità è enorme, ed offusca quasi completamente ogni dubbio sulle certezze scientifiche. Forse i bambini non erano veramente così ammalati, o forse adesso non sono completamente guariti. Il secondo pensiero è doveroso, ma le mamme ed i papà lo relegano ai margini della loro consapevolezza. I bambini possono tornare a casa, giacché adesso camminano, anzi corrono. Il vampiro di Akros, che ha dato inizio a quella catena di eventi, rimane nascosto, ma sente tutto ciò che avviene, grazie ai suoi super-sensi. Tra alcuni giorni, la felicità delle famiglie verrà guastata dall’arrivo di una lettera delle autorità sanitarie, che annunceranno la necessità di ricoverare i piccoli in osservazione. Nessun ospedale tradizionale, ma un centro all’avanguardia sullo studio delle patologie rare, e delle guarigioni ancora più rare. Il dottor Occulto ricorrerà ancora una volta ai suoi agganci altolocati, per affidare i quattro mutati a Red O’Neal, che si è reso disponibile ad assumere il compito di addestratore. Gli sviluppi di questa vicenda promettono di essere interessanti. Torniamo ora ad occuparci delle bombe chimiche. Ferox e Kong sono già in volo, a bordo del velivolo multifunzione di Evolution. Viaggiano a bassa quota, ammesso che così si possa dire di una rotta in mezzo alle montagne. Il loro obiettivo è una delle basi di Omega. I mutanti non sanno che quello sia il nome dell’organizzazione che stanno stanando, ma si tratta di un particolare secondario. Il panorama è bello e contemporaneamente aspro, con cascate di acqua proveniente dai ghiacciai, e pochi alberi che si sono guadagnati una posizione vertiginosa, affacciati su strapiombi altissimi. Il velivolo multifunzione, progettato e costruito dal geniale uomo bestia di Evolution, si muove con agilità, assecondando il fianco della montagna. Vola guidato dal cervello elettronico di bordo, che impiega sensori di vario tipo. Improvvisamente agli occhi di Ferox e di Kong compare un maniero, che sembra una cosa sola con la roccia più selvaggia. Una costruzione geniale, con una collocazione quasi perfetta dal punto di vista strategico. A chiunque stia di vedetta nelle torrette del castello non possono sfuggire truppe che si avvicinino dal basso. Giacché è stato edificato in cima ad una punta rocciosa, è possibile accedere ad esso dall’alto solo con il paracadute o volando. I due mutanti di Evolution dispongono però di informazioni elaborate dalla Navigatrice. I poteri della sorella di Fulminatore hanno localizzato un canalone roccioso, che neppure le carte topografiche più precise riportano. Il velivolo multifunzione di Evolution atterra e decolla in verticale, ed in più può fermarsi su una parete rocciosa fortemente inclinata. Tentacoli metallici escono dalla fusoliera, per agganciarsi ad alberi e rocce, come farebbe un octopode oceanico. Kong e Ferox sono stati scelti per quella missione per i loro poteri fisici. Lui ha la forza di un gorilla, lei l’agilità di un leopardo. Assieme risalgono veloci e silenziosi il canalone roccioso, che li protegge dalle vedette del castello. All’interno di quel miracolo dell’architettura di altri tempi, sono stati stipati quasi tutti i fusti contenenti le armi chimiche. Il gruppo Omega, composto da alcuni pessimi vegliardi malvagi, avrebbe voluto tutti gli ordigni trasportati sulla nave, ma ormai l’effetto sorpresa è svanito, e la sorveglianza è strettissima. Neppure un attacco con i mercenari più feroci ed addestrati funzionerebbe, adesso che elicotteri da guerra presidiano il porto. Sono arrivati anche i carri armati ed altri veicoli pesanti con dispositivi lanciarazzi. Omega è potente, ma ammette i propri limiti. Il bottino è peraltro importante, poiché le armi chimiche, come quelle batteriologiche e quelle nucleari, producono grandi danni anche in minime quantità. Ordigni facili da trasportare e da fare detonare. Intanto, Ferox e Kong hanno raggiunto le mura del castello, ed iniziano a scalarle. Si aiutano con appositi esoscheletri, dai quali fuoriescono estensioni metalliche che cercano le fessure e le trasformano in solidi appigli. Kong ha altresì ideato e realizzato un sistema di distorsione della luce; il risultato non è l’invisibilità totale, ma una foschia che protegge i due scalatori. Gli addetti alla sicurezza dispongono di visori all’infrarosso, che sono utili più che altro in spazi meno estesi. I due super-eroi non hanno bisogno di supporti elettronici per procedere silenziosamente. La loro genetica attribuisce loro una discrezione che gli umani hanno perduto da migliaia di anni. Gli umani anche quando si muovono di soppiatto sono troppo rumorosi. Il fatto che i soldati delle truppe speciali non sentano i fruscii che producono non significa che siano veramente silenziosi. Completata l’ascesa delle mura del castello, Ferox e Kong si avvicinano alle guardie, da dietro. Il dottor Occulto li ha invitati a non uccidere se non è necessario. Kong colpisce due mercenari in rapida successione, stendendoli. Ferox abbatte il terzo, resistendo alla tentazione di estrarre gli artigli. Adesso devono trovare le armi rubate, prima che venga dato l’allarme. Non sanno quando arriverà il cambio, ma prima di allora dovranno avere completato la loro missione. Il castello è, come prevedibile, un labirinto di corridoi, sale, scale e porte. Ferox e Kong non si muovono però a casaccio, potendo contare su quanto la Maga ha estratto dalle memorie dei mercenari catturati. Il suo scandaglio mentale ha rilevato una collocazione indicativa, che consente di evitare l’esplorazione di tutto il castello. Cosa che non sarebbe possibile, per mancanza di tempo, e dato l’ambiente ostile. I due mutanti raggiungono una delle torrette; poi scendono nelle segrete che si trovano nelle fondamenta scavate nella roccia viva. Lì trovano ciò che cercavano, ma questa volta non riescono ad evitare di scontrarsi con le guardie. Peccato per loro, perché questa volta Ferox sguaina i suoi artigli, balzando loro addosso. Il combattimento tra Kong e Ferox contro una decina di soldati di ventura, assomiglia ad una rissa. L’uomo bestia e la donna leopardo non intendono concedere ai nemici il vantaggio derivante dalle armi da fuoco. Ecco perché la mischia diventa sempre più accesa. Qualcuno spara con una pistola, ma, data la velocità dei due mutanti, la pallottola colpisce i suoi colleghi. Il tempo stringe, e non è più il caso di giocare; per cui i formidabili difensori della giustizia colpiscono con una forza ancora maggiore. Sebbene siano addestrati al combattimento corpo a corpo, i mercenari non hanno mai affrontato un avversario forte come Kong ed una creatura veloce e micidiale come Ferox. Potranno dirsi fortunati quelli che, al risveglio dopo la batosta subita, potranno alzarsi ed andarsene con le loro gambe. Kong utilizza un telecomando per richiamare il velivolo multifunzione, che docilmente vola fino in corrispondenza dell’unica finestra del locale, che si apre su un fossato asciutto. Adesso non resta che eliminare quelle armi di distruzione di massa. Prima di salire sul velivolo multifunzione in attesa, Kong deposita nel locale un piccolo ordigno, in grado di generare un campo ridotto di antimateria. Evolution mantiene il completo riserbo sulle sue armi super-tecnologiche, che sono ancora più pericolose di quelle chimiche, batteriologiche e nucleari. I terroristi non hanno cervelli particolarmente brillanti. Capiscono solo la distruzione, ma ciò che può fare l’antimateria sconvolgerebbe anche loro. Collocare bombe, convenzionali o chimiche, significa uccidere degli innocenti. Usare l’antimateria significherebbe dare potenzialmente fuoco al pianeta. Neppure il più idiota tra i kamikaze farebbe una cosa simile. Kong e pochi altri sanno accendere l’antimateria in un ambito ridotto. Mentre il velivolo multifunzione di Evolution si allontana dal castello, gli ordigni chimici spariscono dall’esistenza. Poi il globo di antimateria divora parte della torre, apparentemente inarrestabile. A questo punto, però il campo di forza preventivamente attivato dal geniale uomo bestia, rispedisce l’antimateria nel suo Universo. Manca all’appello un solo ordigno chimico, ma è più che sufficiente per produrre lo sterminio di migliaia o addirittura decine di migliaia di persone. Omega agisce a diversi livelli; ciò significa che non si limita ad impiegare i mercenari. Per taluni misfatti, deve ricorrere a persone completamente fuori di testa. Il soldato di ventura mette in preventivo di essere ferito ed anche di essere ucciso in azione. Il kamikaze, che di solito vale poco o niente negli scontri diretti, esce di casa sapendo che non tornerà. Lo spera vivamente, perché così pensa di meritarsi il paradiso: un vero idiota. Omega ha agganciato uno dei tanti esauriti, che annunciano in rete la loro intenzione di ammazzare donne e bambini. Il pazzo è stato scovato, coccolato e nutrito d’odio; adesso è pronto ad un salto di qualità. Nessun banale fucile mitragliatore, di quelli che in certe nazioni sono in libera vendita. Omega gli ha fornito una bomba relativamente piccola, che non esploderà nel senso del termine. Il folle non farà peraltro in tempo ad accorgersene, dato che morirà un secondo dopo, per arresto cardiocircolatorio fulminante. Il suo piano si realizzerebbe se il kamikaze non trovasse sulla sua strada Fulminatore e Maga. Ognuno dei due super-eroi avrebbe il potere di friggergli il cervello, e non solo. Non sarebbero però certi di impedire alla bomba chimica di spargere i suoi veleni, dato che potrebbe essere controllata a distanza. La Maga gli instilla quindi nella mente un panico che lo induce ad allontanarsi dal suo obiettivo e dalle persone innocenti, che avrebbe ucciso senza rimorso alcuno. Fulminatore lo colpisce con delle microscariche molto dolorose. Il risultato della loro azione congiunta è la fuga precipitosa del pazzo, che si arresta in un piazzale adibito a parcheggio. Lì lo attende il formidabile Dragonfire, fermo ed inviolabile come una roccia. Come supponeva il dottor Occulto, la bomba è telecomandata ed esplode proprio in quel momento, ma i cittadini sono stati fatti allontanare in tempo dalla zona a rischio. I gas che fuoriescono dall’ordigno abbattono il terrorista, che sbava, scalpita ed infine muore. Nessuno sentirà la mancanza di un simile cretino, eccetto forse altri esauriti della sua stessa specie. I veleni chimici iniziano a diffondersi nell'aria; si diluiscono, ma possono uccidere anche se assunti in quantità infinitesimali. In risposta, la super-fiamma del drago erompe dalle sue fauci possenti, innescando un turbine di distruzione controllata. La temperatura dell’aria aumenta, ma non al punto di fare esplodere i serbatoi delle auto. Dopo alcuni minuti, al comando di Dragonfire, il fenomeno ultraterreno si interrompe, dopo avere disintegrato completamente bomba, bombarolo e gas chimici.

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