sabato 11 gennaio 2014

RED O'NEAL_304° episodio

Ci sono pianeti che ruotano attorno ad una stella, ed altri, come Akros, che sono collocati in un sistema stellare binario. Giorno e notte si susseguono anche su Akros, ma i suoi due soli garantiscono un'illuminazione più diffusa rispetto alla Terra. Essendoci la notte, sul mondo di origine della K-Force ci sono anche i vampiri. Ad essere precisi, i vampiri si trovano su molti mondi, quasi come i rettili. Il vampiro terrestre succhia il sangue, ed anche quello di Akros. Ci sono peraltro vampiri diversi, che succhiano direttamente l'energia vitale. Red O'Neal è un vampiro di Akros, a capo di una congrega abbastanza numerosa. Oggi si trova in gita sul nostro pianeta, che si colloca in un piano dell'esistenza prossimo a quello di Akros. Evidentemente gli eroi di Evolution e della K-Force non sono i soli ad essere capaci di superare la barriera tra i mondi, dove è più tenue. Red O'Neal non ha alcuna intenzione, né motivo di invadere la Terra. Quindi non lo vedremo guidare un esercito di vampiri, intenzionati a schiavizzare gli umani. Da millenni, i succhiasangue del suo mondo, ma anche quasi tutti quelli del nostro, hanno imparato a contenere il loro numero. Fanno ciò che gli umani si rifiutano di fare, o addirittura di prendere in considerazione: controllano la loro demografia. Vampiro si nasce o si diventa; accade lo stesso con i licantropi. Sebbene abbiano una temperatura corporea molto più bassa di quella degli umani, i vampiri non sono morti, perché i morti vanno in putrefazione, mentre loro manifestano un metabolismo più veloce del nostro. Sono di conseguenza molto forti e longevi. Guariscono velocemente e bene, anche dai malanni che viceversa conducono gli umani alla morte per anzianità. Red O'Neal possiede una discreta attitudine per la levitazione; si tratta di un potere mentale e non di un dono demoniaco. Nel corso di due secoli di vita, ha sviluppato altri utili talenti psichici e fisici. Dissimularsi nelle tenebre è un altro dei suoi poteri. Passando accanto ad un ospedale, che si trova in una piccola città, Red O’Neal si sofferma in levitazione stazionaria fuori dalla finestra di una camera del reparto oncologico infantile. Il Fato ha appena annodato il filo che rappresenta la vita del vampiro di Akros con quelli dei bambini presenti in quella stanza. Si tratta di cuccioli umani, dell’età di circa sei-sette anni. I super-sensi di Red lo avvertono di una disfunzione organica, che li sta uccidendo tutti. La malattia di quei bambini si trova proprio nel loro sangue, le cui cellule, invece di recare nutrimento al resto del corpo, degenerano come fossero in preda ad una smania autodistruttiva. Siamo abituati a pensare che i globuli rossi e bianchi, che costituiscono il nostro sangue, siano come tantissimi bravi soldati, sempre pronti ad accorrere per combattere contro qualunque invasione. I globuli ematici di quei bambini sembrano viceversa dei pazzi integralisti e bombaroli, decisi a distruggere gli organi del corpo. Senza farsi vedere, Red O’Neal ascolta attraverso la finestra le parole dei piccoli degenti. Sanno di essere gravemente ammalati; potrebbero facilmente definirsi terminali, usando questo terribile vocabolo. Eppure i bambini scherzano tra loro, parlando di ciò che hanno visto in tv, e di quello che hanno combinato navigando su Internet: scherzi, fotografie, tweet, post, chat ed altro ancora. Ridono, nonostante la semplice risata causi in loro degli acuti spasmi. Il vampiro di Akros levita fino ad un’altra finestra; all’interno della stanza, ci sono i medici del reparto. I loro discorsi confermano che la scienza degli umani può solo tentare di contenere il dolore di quei bambini, ma non ha speranza di avviare un processo di guarigione. Red O’Neal, che, nei suoi due secoli di vita ha spento molte vite, è colpito dal coraggio dimostrato da quelli che normalmente potrebbero essere sue prede. Così decide di fare qualcosa per loro, usando i suoi poteri vampirici. Immobile come una statua, attende galleggiando fuori dalla finestra della stanza dei bambini. Aspetta che la luce all’interno si spenga, per poter entrare non visto. Un vento gelido spazza la città, che si trova nell’emisfero nord del pianeta. L’inverno ha regalato pioggia e nevischio; le auto nelle strade sottostanti riducono la loro velocità, per evitare di sbandare e di collidere tra loro e contro i muri. Il vampiro di Akros non si cura della temperatura ampiamente sotto lo zero: la sua forza infatti lo protegge anche dal gelo. Passano le ore, ed in città ormai circolano solo pochi ubriaconi e drogati. Questa notte non saranno chiamati a versare una quota del loro sangue, non da Red O’Neal, che ha altro a cui pensare. Il vampiro peraltro non sa che, quando ha superato la barriera dimensionale tra i piani dimensionali di Akros e della Terra, Farie, la fata della K-Force ha avvisato la sua collega Maga. Adesso Evolution sa di Red O’Neal, e potrebbe chiedergli spiegazioni sul suo sconfinamento. Nessuno ha invitato il vampiro ad entrare, ma in realtà loro non abbisognano di alcuna autorizzazione per accedere alle case altrui. Se dovessero violare una protezione magica, l’invito avrebbe un senso, ma le case umane normalmente non dispongono di un tale campo protettivo. Red lancia un lieve incantesimo, che addormenta chiunque sia ancora sveglio nel reparto. Anche il medico di guardia crolla vittima di un invincibile torpore. I bambini gravemente ammalati sono quattro: due maschi e due femmine. Nel sonno si agitano, perché i loro sistemi immunitari perseverano alacremente nell'insano intento di farsi del male. Tubicini sbucano dalle piccole narici, e flebo fuoriescono dalle vene torturate delle braccia magrissime degli ammalati. A bordo del cacciatorpediniere Vae Victis, base del super-gruppo Evolution, la Navigatrice calcola le coordinate spazio-temporali terrestri di Red O’Neal. Ferox, che lo incontrò tempo fa su Akros, si offre di andare a stanarlo. Il vampiro di Akros intanto prosegue con il suo piano. Si avvicina ad uno dei cuccioli umani e lo tocca lievemente sulla fronte, con le sue dita fredde. Il bambino si sveglia, e localizza accanto al suo letto una pozza di oscurità diversa dal buio comune. Gli occhi di Red O’Neal spiccano però nettamente, con una luminescenza unica nel suo genere. Come se l’essere molto ammalato lo ponesse al di là della paura, il piccolo chiede: “chi sei?”. Quando il vampiro gli risponde, con la sua voce profonda, il bambino non si stupisce e neppure crede di essere preda di un incubo. Essere svegliato in piena notte da un vampiro è una paura atavica di tutti i bambini, che a volte si perpetua anche quando i bambini sono cresciuti. “Cosa vuoi da me?” chiede il fragile esserino alla creatura delle tenebre; ma ritiene di conoscere già la risposta: il vampiro è lì per ucciderlo! Non si chiede da dove sia sbucato quell’essere, che a sentire mamma e papà non dovrebbe proprio esistere. Il bambino Piero, già rassegnato ad una morte precoce per malattia, accetta il suo destino, ma prova a contrattare con il succhiasangue. Gli chiede di risparmiare i suoi amici, per favore. Il vampiro è commosso, da quella dimostrazione di coraggio. Decide quindi di fare subito ciò che deve, perché non sarebbe opportuno se i suoi occhi lacrimassero come quelli di un umano. Red O’Neal avvicina la sua bocca all’orecchio sinistro del piccolo eroe, per chiedergli: “vuoi vivere?”. Diverse emozioni si susseguono nel cuore indebolito di Piero, che, dopo una breve riflessione, manifesta la sua decisione con un vigoroso assenso del capo. Red gli chiude gli occhi con le sue fredde dita, e lo morde sul collo, per trasmettergli l’agente mutageno che solo i vampiri esperti sanno controllare. Piero si sente subito avvolgere da un turbine fortissimo, perché ciò che il vampiro gli ha iniettato attacca e distrugge per prima cosa le cellule sovversive. Adesso Red O’Neal deve allontanarsi, perché la trasformazione di Piero richiederà un certo tempo. Sfortunatamente i medici del reparto, privi della strumentazione adeguata a rilevare la residua scintilla di vita, al mattino dichiarano la sopravvenuta morte del bambino. I suoi amici si avvicinano al lettino, piangendo. Lui vorrebbe rassicurarli, ma non può ancora muoversi, perché l’agente vampirizzante non ha ancora finito di resettare la malattia che lo stava uccidendo. Sebbene il presunto decesso non sollevi dubbi particolari, accade che la direzione sanitaria decida di sottoporre ugualmente il corpo del bambino ad un’autopsia. Questo significherebbe uccidere veramente Piero, e Red O’Neal è pronto ad intervenire per impedirlo. Durante il giorno non è costretto a dormire in una bara, sebbene l’esposizione alla luce solare lo indebolisca ed abbia un effetto ustionante sulla sua pelle. Nascosto in una zona poco frequentata dell’ospedale, il vampiro bicentenario medita sul da farsi. Viene però interrotto da un allarme che gli proviene dai suoi super-sensi. Una vibrazione di potenza animale e di grande capacità di nuocere annunciano che Ferox lo ha trovato. La donna-leopardo ed il vampiro si fronteggiano, ed il secondo argomenta i motivi per i quali si trova lì. Ora spetterebbe a Ferox intervenire, per salvare il piccolo Piero. Nei fumetti, tutti i problemi si risolvono con pugni, porte divelte, muri sfondati e corse sui tetti; in questo caso è meglio agire con circospezione. Il dottor Occulto, che è in contatto telepatico con la sua allieva, ricorre ad una semplice chiamata telefonica, che indurre la direzione sanitaria dell'ospedale a non procedere con l’autopsia. I medici non capiscono, ma si adeguano. Ai livelli più alti delle istituzioni delle nazioni più importanti, infatti, si prende molto sul serio una richiesta del dottor Occulto. Nei sotterranei, Ferox e Red aspettano che la notte renda l’ambiente congeniale ad entrambi. Nel frattempo, la consapevolezza di Piero galleggia in un mare di confusione. Sogna di essere aggredito da nemici che non gli lasciano tregua e che non riesce ad definire e classificare. La dimensione onirica può essere un brutto posto, specie quando ci si trova pericolosamente vicini alla morte. Il suo corpo non si è ancora rigenerato, per cui è soggetto ad infezioni ambientali. Essendo stato spostato in obitorio, le possibilità di contrarre altre patologie crescono. I nemici contro cui sta combattendo in sogno rappresentano appunto queste insidie. Non è però solo, giacché gli Esploratori dei Sogni sono sulle sue tracce. Il primo ad arrivare sulla scena è il Lupo Nero, che si scaglia come una valanga di zanne ed artigli contro una mostruosità irta di aculei e tentacoli. L'ululato possente del Lupo Nero si mescola col soffiare del suo avversario. Si scambiano colpi formidabili, ma il mostro tentacolato non è all’altezza di combattere contro un veterano di cento battaglie, come il Lupo Nero, e soccombe in una confusione di frattaglie. Forme volanti e striscianti cercano di approfittare della distrazione di Piero, per morderlo e pungerlo. Il loro veleno danneggerebbe anche il suo corpo fisico, che non si risveglierebbe più. Intervengono David e Pedro, che si proiettano in avanti nelle loro splendide forme licantropiche. Mordono e strappano, con viva gioia, volatili e serpenti mutaforma, riducendo in sottili striscioline sanguinolente gli insidiosi attaccanti. Rebecca e Sonia schizzano in aria, per afferrare ed abbattere la loro quota di pipistrelli rossi e gialli, sicuramente velenosi. Le due ragazze lupo sanno sfruttare bene il contesto onirico, nel quale si possono fare cose strampalate, purché si sia supportati da sufficiente fantasia. Nella nostra realtà Rebecca e Sonia non potrebbero saltare così in alto. Cyberdog ha addirittura cambiato forma, diventando una specie di bulldog, con enormi denti. Il cagnolino cibernetico abbatte fantasmi incappucciati, armati di falci, e li dilania come se fossero fatti di carne ed ossa. Clara indossa la sua corazza elfica, e con la sua spada di metallo vivente produce un turbine d’argento che sbriciola uno sciame di api meccaniche. I simbionti alieni di Clara e Cyberdog sono rimasti sulla Terra a sorvegliare i corpi addormentati degli Esploratori dei Sogni. Tecnoragno e Transformatron non hanno bisogno di dormire e non sognano. Ciò tuttavia non impedisce loro di partecipare alla battaglia che si svolge nella dimensione dei sogni. Il piccolo Braxcat si guarda attorno alla ricerca di nemici, ma i suoi soci hanno già fatto una strage. La mossa dell'araldo di Braxal è quindi quella di catapultarsi nella nostra realtà, per risvegliare il giovane Piero da quell’incubo pericoloso. Al suo arrivo, trova Ferox e Red O’Neal, che vegliano il corpo apparentemente morto del bambino. Il gattino demone li studia attentamente, per accertare le loro attenzioni. Conosce Ferox, però l’altro sembra un vampiro, e di quelli come lui è sempre meglio diffidare. Soddisfatto della sua rilevazione, Braxcat balza sul petto di Piero, ed emette uno dei suoi miagolii spaccatimpani. Nella dimensione onirica, il bambino si sente trasportare via, e dopo alcuni istanti si risveglia da questa parte dello specchio. Ora osserva il mondo con occhi diversi. Anche gli altri suoi sensi gli comunicano che il piccolo e debole Piero non c’è più. Il potere di Red O’Neal lo ha salvato da una morte certa, trasformandolo in qualcosa di diverso sia dagli uomini, che dai vampiri.

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