venerdì 31 gennaio 2014

TRA IL BENE ED IL MALE_309° episodio

Il drago di Evolution oggi si trova al centro dell'attenzione di molte persone. Televisioni di numerose nazioni lo riprendono mentre combatte una delle sue tante battaglie contro il crimine. I rapinatori asserragliati dentro una grande banca stanno tenendo in ostaggio il personale e la clientela. Di solito spetta alla polizia occuparsi di certa feccia criminale, ma gli agenti accolgono volentieri l'aiuto di Evolution. I vasti poteri di Dragonfire dovrebbero essere impiegati per sbaragliare nemici più forti e per conquistare poste in gioco più grandi. Lui però pensa che tutti i nemici della convivenza pacifica debbano essere considerati quasi ugualmente pericolosi. I rapinatori dentro la banca non hanno via di scampo, e potrebbero fare una strage. Morirebbero decine di innocenti, e tanto basta a convincere all'azione l'alieno verde. Entrerebbe, senza alcun rischio per la sua incolumità, sfondando la vetrata anti-proiettili ed abbattendo le pareti. Nessuno dei criminali potrebbe evitare la punizione che merita, ma nella colluttazione quasi certamente ci sarebbero morti e feriti tra gli innocenti civili. Dragonfire invita pertanto la polizia a non avanzare, perché loro non sono protetti da una corazza naturale pressoché inviolabile. I criminali sono impazziti dalla paura. Prima che arrivasse il drago si illudevano di poter scappare, ma adesso sarebbe necessario un enorme colpo di fortuna. La tensione all'interno della banca è tale che il minimo screzio tra i rapinatori e le loro vittime potrebbe dare il via ad una sparatoria senza controllo. Inaspettata giunge però la distrazione, per la quale i criminali hanno pregato un dio al quale non credono. Uno scorpione metallico lungo sei metri si fa strada tra le auto bloccate in mezzo alla strada, spostandole e danneggiandole. Gli automobilisti cercano di mettersi in salvo, perché quel mostro sembra decisamente letale. Dragonfire lo vede arrivare, e si volta per contrastarlo. Il pungiglione del mostro meccanico piomba con la forza di una gru idraulica verso il drago, con il chiaro intento di ferirlo o addirittura di ucciderlo. L'alieno è massiccio, ma non pesante nei suoi movimenti; dispone inoltre di una grande esperienza di combattimento. Il colpo dello scorpione affonda profondamente e rumorosamente nell'asfalto. Il drago in risposta sferra un potentissimo pugno contro il braccio del pungiglione, che si frantuma parzialmente. Un principio d'incendio segnala che le parti elettriche del mortale aggeggio sono entrate in corto circuito. Lo scorpione meccanico arretra sulle otto zampe, per evitare di incassare altre mazzate dirompenti. All’interno della banca, i rapinatori osservano con sollievo ciò che accade fuori. Decidono di sfruttare al meglio questa diversione. Prendono quindi d’assalto un camion blindato della polizia, parcheggiato a pochi metri dall’ingresso dell’istituto di credito. Tenendo sotto tiro gli ostaggi che hanno trascinato con loro, i malviventi costringono i poliziotti ad allontanarsi. Intanto Dragonfire risponde colpo su colpo ai tentativi dello scorpione robot di terminarlo. Il fragore del metallo fracassato annuncia quando la coda del drago va a segno. Lo scorpione aveva otto zampe, ma ne ha già perse due, ed una delle chele pende inerte dalla parte frontale del meccanoide. I criminali mettono in moto il camion e scappano sgommando. Gli altri civili adesso possono uscire dalla banca, felici di essere sopravvissuti a quella terribile avventura. La polizia li soccorre, cercando di ottenere fin da subito informazioni sul commando criminale. Dragonfire vuole verificare quante persone siano ancora minacciate dai criminali che si stanno allontanando, ma lo scorpione meccanico, sebbene danneggiato, rinnova la sua aggressione. L’alieno ipotizza che si tratti di un robot, oppure di un sofisticato aggeggio bellico su zampe. Nel caso in cui a bordo ci sia un pilota umano, rischierebbe di morire se Dragonfire usasse tutta la sua super-fiamma. Si potrebbe eccepire che doveva pensarci prima di attaccare briga con il più forte tra i super-eroi. Il drago risolve il dilemma contenendo la potenza della sua emissione termica. Il metallo, colpito ed avvolto dal plasma caldissimo, si surriscalda velocemente. Subito dopo alcune componenti elettriche dello scorpione robotico fondono. Di conseguenza, la mostruosità meccanica perde il controllo delle sue articolazioni, non riuscendo ad avanzare o ad arretrare. Infine collassa sotto il suo stesso peso, crollando rovinosamente sull’asfalto bollente. La polizia attende l'arrivo dei vigili del fuoco, che raffreddano il rottame. Dragonfire richiama il suo craft antigravitazionale, che levitava a distanza di sicurezza; ora può inseguire il camion guidato dai rapinatori. La polizia lo sta già facendo; alcune auto di pattuglia sfrecciano per le strade cittadine, a sirene spiegate. I criminali non hanno alcun piano di fuga; si limitano a tenere premuto l’acceleratore a tavoletta, passando con il rosso e guidando contromano. Così facendo mettono a repentaglio la vita di numerose persone e cani, a bordo di auto, moto, bici o a piedi. Salgono finanche sui marciapiedi, seminando il panico. Finora non hanno sorprendentemente ancora causato incidenti mortali, sebbene ci abbiano provato con notevole impegno. Il furgone corazzato ha tamponato ed urtato lateralmente numerose vetture. A bordo del mezzo in fuga, oltre ai criminali ci sono quattro persone atterrite. I fuggitivi sono presumibilmente drogati, giacché si divertono chiaramente a causare danni ed a minacciare l’incolumità altrui. Si sporgono dai finestrini e sparano sulle auto della polizia che li tallonano. Situazioni di questo tipo solitamente si concludono con una sparatoria finale, con morti e feriti da ambedue le parti. Questa volta invece le cose andranno diversamente, perché Dragonfire portare a compimento il suo intervento. Il dragoncraft vola veloce, attingendo energia dal corpo del possente alieno. Un flusso di antigravità lo tiene sollevato da terra, e lo sospinge avanti senza alcuna combustione o emissione. I rapinatori si accorgono che il drago è piombato su di loro quando il camion subisce uno sbandamento, con le sospensioni che si abbassano di colpo. L’alieno verde si erge saldamente sul tetto del veicolo corazzato, che sotto di lui sembra quasi un giocattolo. Gigantesco e granitico, Dragonfire artiglia l’acciaio del tetto del furgone blindato. Tutta la carrozzeria rinforzata del veicolo della polizia geme, subendo un tremendo stress, non calcolato dagli ingegneri che lo hanno progettato. L’azione deve essere veloce e decisa, per non lasciare tempo ai delinquenti di rivolgere le loro armi contro i civili. L’autista perde il controllo del camion, ormai quasi spezzato in due tronconi. Finirebbe la sua folle corsa contro i veicoli in sosta o contro un muro se Dragonfire non ne sfondasse il pavimento con le sue potenti zampe posteriori. Il manto stradale si frantuma istantaneamente, proiettando frammenti in tutte le direzioni. La velocità a cui procede il blindato decresce da centoventi a dieci chilometri orari in pochi secondi. L’inerzia spinge avanti tutti quelli che si trovano nel grosso scomparto posteriore, che vanno ad impattare contro il drago. I criminali e le loro vittime non riportano ferite serie, solo perché il veicolo non è ancora fermo del tutto. Dopo questo trattamento, nessuno dei criminali si azzarda però a sollevare e puntare una pistola o un fucile, ma si lasciano ammanettare dai poliziotti. I tutori dell’ordine vorrebbero ringraziare Dragonfire, ma il drago di Evolution è già altrove. È stato infatti contattato dal dottor Occulto, ed ha acconsentito ad essere teletrasportato a migliaia di chilometri di distanza. Il suo potere senza pari è richiesto per liberare una nave dalla morsa del ghiaccio. Si tratta di una spedizione scientifica nel continente antartico. Stavano seguendo una rotta percorsa da una precedente spedizione, ma da allora il clima è mutato sull'intero pianeta. Nei decenni, gli umani non hanno fatto altro che scaricare nell’atmosfera quantità pressoché incalcolabili di residui della combustione dei derivati del petrolio e del gas naturale. La composizione dell’atmosfera è inevitabilmente cambiata negli ultimi decenni e continua a mutare in peggio. Di conseguenza, anche la glaciazione si è adeguata ai nuovi equilibri. La nave che prima sarebbe riuscita a transitare è stata bloccata dai ghiacci. Le persone a bordo non sono in immediato pericolo di vita, ma le tempeste che imperversano in Antartide, imprevedibili e possenti, impediscono di programmare un loro salvataggio. Sono state inviati alcuni rompighiaccio: navi rinforzate, con motori molto potenti, che riescono a farsi strada dove gli altri vascelli si fermano. Neppure i rompighiaccio in questa occasione sono tuttavia riusciti a raggiungere la spedizione, e si sono allontanati dalla zona a rischio per evitare di fare la stessa fine. Dragonfire si materializza ad alcune centinaia di metri dalla nave bloccata tra i ghiacci. Il varco nello spazio-tempo da cui scaturisce corrisponde ad un worm hole che collega la città dove si trovava pochi secondi fa con questa località polare. Il teletrasportatore a bordo del cacciatorpediniere Vae Victis è azionato dall’uomo-bestia di Evolution. Kong è coadiuvato dalla Navigatrice, che dispone del super-potere di individuare la rotta ottimale anche quando si viaggia nell’iperspazio. Dragonfire atterra sul ponte della nave, levitando con il suo dragoncraft. Né l’alieno, né il suo dispositivo antigravitazionale risentono delle decine di gradi sotto lo zero. Gli scienziati che compongono la spedizione antartica sono viceversa pesantemente vestiti, per proteggersi dal freddo che congelerebbe loro il sangue nelle vene. Dragonfire li segue mentre si tuffano nel caldo ventre della nave. Data la sua altezza di tre metri e la sua massa di settecento chili, il drago non può usare le scalette e neppure percorrere i corridoi. Accede pertanto da un portellone di carico, che si apre su una delle stive. In questa caverna di acciaio gli esploratori incontrano colui che potrebbe essere la loro sola speranza di salvezza. Bisogna infatti considerare che la spedizione scientifica dispone di limitate scorte alimentari e di combustibile. Non osando spegnere del tutto i motori e dovendo usare il combustibile per mantenere una temperatura accettabile nelle cabine, questo potrebbe esaurirsi ancora prima delle cibarie. Il drago osserva i ricercatori, apprezzando il loro coraggio. La loro vitalità è infatti solo una frazione di quella degli animali che vivono in quell’habitat inclemente. Mammiferi, uccelli e pesci sono efficacemente protetti dal grasso e dalla pelliccia; sono integrati nella Natura ed in sintonia coll'ambiente. Gli umani troppe volte agiscono come intrusi ed usurpatori, ma devono essere disposti a pagarne il prezzo. Alcune persone di ingegno e buona volontà rischiano però tutto per amore della conoscenza, e sembrano quasi voler riscattare i comportamenti di chi, tra gli umani, si macchia di gravi crimini. Dragonfire sa che proprio grazie a questa minoranza la razza umana non si è ancora estinta. L’alieno vuole fare la sua parte per mantenere viva la scintilla della grandezza in questa specie dai comportamenti discutibili. Prende quindi il volo dalla nave incagliata tra i ghiacci. L’acqua apporta la vita e la morte, non curandosi dei viventi. La sua stretta sul metallo forgiato nelle fabbriche degli umani potrebbe protrarsi per migliaia di anni; Dragonfire intende evitarlo. Il plasma super-caldo ribolle in attesa di eruttare dalle sue fauci. Poi la fiamma del drago scava un percorso, dalla nave imprigionata al più vicino rompighiaccio. L’acqua passa dallo stato solido a quello gassoso, sollevandosi in ribollenti nuvole di vapore caldissimo. Il fenomeno si osserva a molti chilometri di distanza. I ricercatori della spedizione antartica impiegano tutti gli strumenti a loro disposizione per raccogliere i dati di un fenomeno forse unico nel suo genere. Le scale di valori tarate per quantificare fenomeni noti non sono però adeguate, e gli strumenti smettono quasi subito di funzionare. L’acqua sotto il ghiaccio ribolle, allargando il canale che il drago ha creato. I motori della nave scaricano la loro potenza sulle eliche, che finalmente fanno presa. Lo scafo si libera lentamente dalla stretta del ghiaccio, e galleggia nell’acqua polare, che è di colpo diventata più calda di quella equatoriale. Occorre fare presto, perché l’Antartide agisce per ristabilire il suo equilibrio. Dragonfire non deve fare ricorso una seconda volta la sua super-fiamma; è come se gli spiriti della Natura polare avessero compreso il messaggio: la nave deve tornare libera. A missione compiuta, il drago riceve i ringraziamenti degli ardimentosi che ha liberato dalla prigione bianca. Adesso potranno tornare ai loro studi, per il progresso della scienza, ed è ciò che conta. Infine Dragonfire vola verso il cielo, dove trova ad attenderlo un portale di teletrasporto attivato dall’amico Kong.

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