martedì 4 febbraio 2014
RYTPIKGASF L'ELFO_310° episodio
Farie è un componente della K-Force: il gruppo di super-eroi di Akros. La fata proviene da uno stato dell’esistenza molto prossimo a quello degli umani. Come accade sulla Terra, solo chi possiede la doppia vista può percepire questi nostri vicini di casa leggendari. Akros ed il nostro pianeta sono molto simili, per quanto il mondo della K-Force sia parte di un sistema stellare binario. In entrambi i pianeti la specie dominante è quella umana, o almeno è quello che ci vogliono lasciare credere i vampiri, i licantropi, gli elfi, le fate ed i mutanti. Farie partecipa alle missioni che la vedono lottare fianco a fianco con il colosso Krom, l’arciere Dardo Assassino, la velocissima Drexx e l’uomo lupo conosciuto come Aroo. Oggi la K-Force risponde all’attacco di un’organizzazione spionistica e criminale. Non si tratta dei soliti teppisti armati di pistola e fucili a canne mozze, bensì di paramilitari provvisti di dispositivi ad alta tecnologia. Krom è un muscoloso gigante alto due metri e mezzo. A parte la statura e l’enorme spada a due tagli, potrebbe sembrare quasi umano. Se lo fosse però non sarebbe riuscito a tornare a casa senza ossa rotte dopo il primo incontro/scontro con Dragonfire. Dardo Assassino è abilissimo a scagliare le sue frecce, quasi sempre con effetto letale. In molti gruppi di super-eroi, veri o fumettistici, c’è un arciere, perché alla gente piace il personaggio che, con un’arma apparentemente antiquata, contrasta nemici super-tecnologici. In realtà Dardo Assassino è un mutante che dialoga con le sue frecce, e questo lo rende molto pericoloso. Drexx è velocissima nella corsa, ma il suo potere mutante le consente altresì di ridurre quasi a zero il suo peso, e di incanalare la gravità così imbrigliata come propulsione. Il risultato di tutto ciò è la difficoltà di distinguerla mentre si muove ad una velocità superiore ad ogni mezzo su ruote costruito dall’uomo. Aroo è esattamente quello che sembra: un licantropo o qualcosa di simile. Però non ulula alla Luna, a meno che ne abbia voglia. La sua tendenza a mordere e squarciare lo assimila alla donna leopardo di Evolution. Farie potrebbe essere accostata alla Maga, sennonché quest’ultima è una mutante. Farie, essendo una fata, è fondamentalmente più inumana. La spada di Krom attira a sé le pallottole sparate a raffica dagli sgherri di Aracne. Questo è il nome dell’esercito multinazionale che su Krom ha preso il posto di tutte le organizzazioni per delinquere pregresse. Krom, a differenza del suo amico Dragonfire, non è protetto da durissime scaglie naturali, ma è sufficientemente forte e denso da sopportare l’impatto delle normali pallottole di mitragliatore. Dardo Assassino lancia frecce una dietro l’altra, con un’abilità che gli deriva da un grande esercizio. Contemporaneamente le guida una ad una alla ricerca di uno specifico bersaglio. Le frecce normali hanno una penetrazione insufficiente nelle corazzature anti-proiettile. Quelle di Dardo Assassino invece ruotano attorno al bersaglio, fino a trovare un punto scoperto nel quale infilzarsi. Drexx sta correndo tra le fila dei nemici, che vedendola a stento non si azzardano a spararle per non colpirsi a vicenda. Lei però li percuote con armi di vario tipo, prevalentemente mazze metalliche leggere e resistentissime. Maneggiate da lei frantumano anche i caschi e le armature degli sgherri di Aracne. Aroo è meno veloce di Drexx, ma non ha bisogno di armi; i suoi artigli ed i suoi denti sono a dir poco micidiali. Scatta, salta, si abbassa, affonda i colpi, schiva, squarcia e strappa. Farie osserva con freddezza quella moltitudine che osa confrontarsi con i suoi amici della K-Force. I suoi pensieri sono solo suoi, come anche le strategie d’attacco assolutamente originali. Farie non comanda gli Elementi, perché solo i presuntuosi si illudono che qualcuno possa farlo. La fata li invita piuttosto ad agire contro i suoi nemici, ricorrendo a lusinghe e parole che potrebbero sembrare incantesimi, e forse in qualche modo lo sono. Così gli armigeri di Aracne che non sono bastonati, graffiati, morsicati e trafitti da Krom, Draxx, Aroo e Dardo Assassino vengono aggrediti da un nugolo di elementali del fuoco, dell’acqua, della terra e dell’aria. Bruciati, annegati, sotterrati ed asfissiati da energie senzienti pressoché invisibili ad occhio umano, quei mercenari decidono molto saggiamente di tagliare la corda. Qualcuno di loro rimane a terra e si rialzerà dolorante; altri finiranno direttamente del furgone del coroner. La K-Force non si illude di avere spazzato via definitivamente Aracne, che avendo molte zampe riesce ripiegare anche se gliene spezzi la metà. Tra una battaglia e l’altra, i membri della K-Force hanno altre attività da svolgere ed altri interessi da seguire. Farie torna tra le verdi colline dove, in varie parti del pianeta, si aprono dei portali che conducono al piano dell’esistenza delle fate. Capita, a chi cammini in quei luoghi da solo, di percepire bisbigli e di intravedere con la coda dell’occhio cose in movimento. Si tratta di affioramenti della loro dimensione nella nostra: punti di contatto che però non sono veri varchi. Farie sa viceversa dove detti varchi si trovino ed ovviamente sa come aprirli. La fata della K-Force torna a casa, per disintossicarsi dalle scorie accumulate vivendo tra gli umani. Si sente come un sub che si avvicini gradualmente alla superficie, per non incorrere in un’embolia. Non si può transitare istantaneamente tra due mondi che, pur essendo vicinissimi, sono alieni l’uno rispetto all’altro. All'improvviso, un portale tra gli stati dell'esistenza si apre tra la fitta vegetazione, e subito si richiude. Ed ecco che la luce del giorno cambia tonalità, ed i suoni annunciano una musica ultraterrena che si spande nell’aria. Nel mondo delle fate, i funghi hanno occhi ed orecchi. Le chiocciole fumano la pipa, e quelli che sembrano insetti sono piccolissime creature umanoidi, che amano vestirsi di mille colori. Funghi, chiocciole e fatine volanti salutano Farie, che risponde con un sorriso. La stanchezza le scivola di dosso, ed un’euforia la pervade, perché è tornata a casa. Sfortunatamente neppure il mondo delle fate è esente da rischi e da aggressioni. Mentre nessun animale è veramente malvagio, esseri più evoluti possono permettersi di coltivare sogni di asservimento e di costrizione delle vite altrui. Dovremmo chiederci se la nostra possa essere considerata vera evoluzione. Nel mondo delle fate, che vive accanto ai mondi umani della Terra e di Akros, ci sono creature che danzano, si rincorrono ed amano i loro simili. Ci sono altresì soggetti nati con un’acredine verso tutto e tutti; esseri che mai hanno sopportato la leggerezza di spirito della maggioranza delle fate. Individui bacati, che hanno studiato le arti nere, per fare del male agli innocenti. Sulla Terra abbiamo bambini che strappano le zampe alle lucertole, per il gusto di farlo. Alcuni di loro anche da adulti non perdono il vizio; anzi lo perfezionano strappando ben altro ai loro simili. Analogamente, sebbene su scala diversa, mentre Farie si rilassa nel suo bosco pulsante e luminoso, un elfo malvagio che abita in un castello spettrale prepara la sua aggressione a tradimento. Il suo vero nome non saremmo in grado di pronunciarlo, per cui lo soprannomineremo Rytpikgasf, che significa “colui che sgozza nel buio”. Conoscendo i poteri di Farie, l’elfo malvagio ha stipulato accordi con spiriti primordiali semi assopiti. Ha promesso loro che, in cambio del loro aiuto, li libererà dallo stato in cui si trovano. Così saranno in grado di distruggere tutte le forme di vita di una moltitudine di piani dell’esistenza. Al fuoco, che da millenni collabora cogli umani, Rytpikgasf contrappone la lava che proviene dalle profondità inesplorabili dei mondi viventi. All’acqua, che si lascia incanalare e navigare, Rytpikgasf contrappone il vortice noto come maelstrom, che uccide e riduce in pezzi ogni forma di vita. All’aria, che trasporta i pollini e reca conforto dalla calura, contrappone i tornado e gli uragani. Infine, all’elemento terra, che permette agli uomini di costruire le loro case ed agli animali di scavare le loro tane, l’elfo sgozzatore contrappone le sabbie mobili risalenti alle paludi primordiali, inadatte finanche alla vita dei rettili e degli anfibi. Nonostante si sia fatto prestare questi grandi poteri caotici, Rytpikgasf teme il confronto diretto con Farie. Si avvicina quindi di soppiatto, e poi evoca la lava micidiale. Vuole infatti uccidere la sua nemica, senza darle la possibilità di replicare. La fata non è però mai sola, giacché gli elementali di terra, aria, acqua e fuoco la proteggono, perché in fondo e a modo loro la amano. Un invisibile elementale del fuoco assorbe gran parte del calore proveniente dalla lava affiorante. L’intensità è tuttavia troppo grande perché lui possa controbattere da solo. Intervengono allora gli elementali dell’acqua e dell’aria, che costringono lo spirito primordiale della lava a cercare rifugio in qualche caverna profonda. L’elementale della terra ha creato una barriera, nell’eventualità che i suoi fratelli non ce la facessero. Farie si sveglia e si guarda intorno. Il suo nemico è in vantaggio su di lei, conoscendone i poteri. Farie invece è ancora frastornata dal susseguirsi degli eventi. Di sicuro qualcuno l’ha aggredita con un fuoco differente è più intrattabile di quello che lei considera amico. A questo punto, Rytpikgasf esce allo scoperto, evocando contro la fata della K-Force il potere della palude primordiale. Sabbie mobili desiderose di soffocare e seppellire la vita risucchiano Farie, che in un solo secondo si trova immersa fino alla cintola. Non è nella sua natura perdersi d’animo, ed anche in questo caso combatte con tutte le sue energie. L’elemento che le può salvare la vita è l’aria, salvaguardandola anche mentre la sabbia si chiude su di lei. La fata della K-Force scompare alla vista, ma si è astutamente ed opportunamente rivestita di un bozzolo creato dall’elementale della terra, attorno a quello dell’aria. Rytpikgasf ride come un pazzo, ma ha vinto solo una battaglia, non la guerra. Anche l’elementale dell’acqua resta con Farie, perché ne avrà bisogno per sopravvivere. Solo l’elementale del fuoco non partecipa al salvataggio di Farie, ma anzi si allontana da quel piano dell’esistenza. Varca le dimensioni tra i mondi, obbedendo all’ordine della fata. Inizia così la sua ricerca della K-Force e di Evolution. Nonostante sia assediata, Farie mantiene il contatto mentale con l’elementale del fuoco Nnhgt. Il primo obiettivo da raggiungere è Krom, capo della K-Force. Nnhgt non lo conosce, giacché gli elementali di solito conferiscono esclusivamente con gli esseri fatati e con gli stregoni. Il colosso circola tranquillamente per le strade di una delle città di Akros. Gli umani lo conoscono e temono la sua forza e specialmente la sua spada nera. Un losco figuro particolarmente sfortunato sta rapinando un ristorante, ed esce correndo con la refurtiva in un sacco, proprio mentre Krom arriva con il suo passo spedito. Il leader della K-Force rileva l’agitazione di quel tizio magro, ma non lo classifica come un rapinatore. Quando però dal ristorante escono correndo ed urlando altre persone, è evidente che non lo stanno inseguendo per offrirgli una portata extra. La spada del colosso freme, ma Krom non intende sguainarla; non ne ha bisogno, e non vuole assecondare troppo la fame della sua lama a doppio taglio. Raggiungere il rapinatore è relativamente facile, date le lunghe e potenti gambe. Il tizio è armato, ma le pallottole normali possono poco contro la densità fisica di Krom. Il criminale non ha comunque la possibilità di fare fuoco, giacché il muscoloso guerriero solleva un cassonetto e glielo scaglia contro. Il lancio è calibrato per stordire; non per uccidere e neppure per storpiare. Gli inseguitori possono quindi mettere le mani su quel dilettante delle rapine, in attesa che la polizia lo prenda in consegna. In quel frangente Nnhgt si manifesta a Krom, rimanendo invisibile agli umani presenti. L’elementale funge da tramite per il messaggio di Farie. Il fatto che una del suo gruppo sia nei guai convince il guerriero a seguire senza indugio Nnhgt. La fata intende coinvolgere l’amica Maga ed anche Fulminatore, i cui poteri potrebbero essere utili contro le energie antichissime e malvagie che servono l’elfo Rytpikgasf. Krom ha appreso da tempo come superare le barriere tra Akros e la Terra; lo può fare grazie ai poteri della sua spada. Dopo, dato il considerevole dispendio di energia, dovrà trovare il modo di nutrirla. Il varco dimensionale non si apre tuttavia nei pressi della base di Evolution, bensì in un luogo desolato ed apparentemente disabitato. È notte, e strani mormorii inducono il gigante a procedere lungo un sentiero in mezzo alla vegetazione. L’elementale del fuoco lo segue, come se fosse anche lui soggetto alla fascinazione dell’esplorazione e della battaglia. Dopo avere camminato per alcuni minuti in mezzo alla boscaglia, Krom e Nnhgt si arrestano di fronte ad una visione sconcertante: in una specie di anfiteatro naturale, una dozzina di incappucciati canta a bassa voce, emettendo suoni che non sembrano appartenere ad alcuna lingua umana. Si tengono per mano, formando una catena. Circondano una grossa pietra piatta, sulla quale giace incatenata una donna, che tenta di muoversi, ma non riesce ad urlare e nemmeno a parlare. Krom comprende che è stato l’incantesimo di questi officianti a deviare il suo percorso. Mentre sguaina la sua spada micidiale, pensa che tra pochi secondi si pentiranno di averlo fatto. La lama nera emette bagliori sinistri e mugolii quasi felini. Poi la battaglia ha inizio.
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