mercoledì 12 febbraio 2014
I J-SIX ED I FUSTI TOSSICI_312° episodio
I J-Six sono dei mutaforma provenienti da un altro piano dell’esistenza. Sono pervenuti nel nostro mondo con i loro corpi fisici, e non sono i soliti demoni alla ricerca di umani da possedere. Sono esseri organici, ma le loro cellule sono differenti da quelle di ogni forma di vita terrestre. John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude avevano sembianze certamente aliene, prima di rimanere affascinati da un film televisivo con sei attori protagonisti. Ai J-Six piacquero subito le gesta esagerate di quegli umani che, con pistole, pugnali, ma anche a pugni nudi, sbaragliavano squadre molto più numerose della loro. Quei personaggi, dei quali i visitatori assunsero i nomi oltre che le sembianze, erano i buoni; ecco perché lo sono anche i J-Six, sebbene a modo loro. Li potremmo definire degli sceriffi. Non hanno trovato dei cavalli da cavalcare, ma circolare in tal modo per la città sarebbe stato un problema. I J-Six si sono pertanto accontentati di un grosso veicolo, sufficientemente capiente per tutti loro. Jude è il pilota del gruppo: un vero pazzo, che non ha ancora imparato a cosa servano i semafori. Lui non ha la patente, ma insiste per emulare fino in fondo il suo eroe. Le intemperanze di questi sceriffi non possono tuttavia passare inosservate ed impunite a lungo. Due auto della polizia attivano le sirene, e partono all’inseguimento dei J-Six. I mutaforma alieni accolgono la novità con schiamazzi, convinti che quelli che li inseguono siano dei giocherelloni come loro. Jude accelera, schizzando in mezzo al traffico. I suoi riflessi hanno ben poco di umano, come constatano i poliziotti, che viceversa arrancano ed impattano diverse volte contro auto in sosta ed in movimento. Altre pattuglie della polizia convergono in zona, per bloccare quel furgone che si muove come un bolide su ruote. I poliziotti non aprono il fuoco, per non colpire gli automobilisti ed i passanti. Tentano altresì di speronare il mezzo dei banditi, ma il furgone è più massiccio delle vetture in dotazione alla polizia. Alle autopattuglie si aggiunge un elicottero, che volando sopra il veicolo in fuga permette ai tutori dell’ordine di continuare l’inseguimento, anche se il traffico sembra favorire i ladri e non le guardie. Almeno questo è ciò che pensano i sottopagati uomini in divisa. In realtà i J-Six non hanno rubato alcunché, né intendono iniziare a farlo. John, che interpreta la parte del capo banda, nota un chiosco di hamburger e di altri cibi pericolosi per l’apparato digerente umano. Lo segnala all’autista, che, come se non avesse fatto altro nella sua vita precedente, inchioda, sbanda, inverte il senso di marcia, ed infine parcheggia in uno spazio che è pochi centimetri più lungo del furgone. Quando arrivano i poliziotti, provano sentimenti contrastanti: desiderio di rivalsa, per la lunga corsa in auto, ed una certa invidia per quel modo di guidare quasi paranormale. Impugnano le pistole, avvicinandosi di soppiatto ai sei loschi figuri, che nel frattempo si sono seduti a mangiare con gusto. Provenendo, i J-Six, da un altro piano dell’esistenza, la loro curiosità culinaria ha una giustificazione. Inoltre verrebbe da chiedersi cosa mangiassero dall’altra parte. Meglio non indagare, specie considerando che trovano particolarmente appetitosi quei cibi terrificanti. Peraltro il metabolismo di John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude è sufficientemente alieno da consentire loro di assimilare qualsiasi materiale di provenienza organica, e loro sembrano saperlo. I sei non fanno una piega, quando i poliziotti intimano loro di alzare le mani. Non se ne parla proprio di interrompere quella tremenda scorpacciata. Per stemperare la tensione, John molto amichevolmente ordina hamburger e birra per tutti. Il gestore del chiosco è contento, mentre i poliziotti sono perplessi e, data la corsa appena fatta, accettano. La situazione potrebbe però precipitare, perché da una parte e dall’altra i protagonisti si sentono dei macho da film. Fortuna per il chiosco ed il suo gestore che giunga la detective Lucrezia, che viene sempre incaricata dal suo capo di occuparsi dei casi più “strani”. E questo lo è più di quanto sembri. Il capo di Lucrezia, che si crede più furbo della media dei poliziotti, non è al corrente dei poteri della detective Lucrezia. Non sa della sua simbiosi con la donna leopardo di Evolution, che consente a Ferox di assumere sembianze umane: quelle di Lucrezia. La poliziotta in cambio ha ottenuto alcuni dei poteri felini che rendono Ferox così pericolosa. In presenza dei J-Six, la detective percepisce ciò che chiaramente sfugge ai suoi colleghi: che i sei autonominatisi sceriffi non sono precisamente umani. Da dove provengono non lo sa, ma di certo ora sono frastornati dagli ultimi eventi. I J-Six potrebbero altresì produrre non pochi danni, se la finissero di comportarsi relativamente bene. Se c’è una cosa che Lucrezia ha imparato da Evolution, nelle occasioni in cui ha combattuto assieme a Ferox contro mostri e criminali vari, è che a volte si può evitare di fare a pugni. Meglio provare a scambiarsi il nome ed il numero di telefono. Questi tipi strani (i J-Six) sembrano intenzionati a fare i giustizieri. Perché non incanalare le loro potenzialità? Lucrezia assume il controllo della situazione, grazie al suo grado di detective. I poliziotti di pattuglia tornano ai loro giri, ma dubitano che una donna possa controllare quegli energumeni che stranamente assomigliano molto ad attori del cinema. Preso dal suo personaggio, John prova a fare il cascamorto con Lucrezia, suscitando la smodata ilarità di Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude. La detective propone ai J-Six di aiutarla in una missione della massima importanza, e loro accettano quasi a scatola chiusa. Si tratta di rintracciare alcuni fusti di una sostanza molto velenosa, adoperata in lavorazioni industriali. Chiunque abbia effettuato il furto ora può causare danni notevoli. Potrebbe avvelenare cibi e liquidi in molti posti ed in molte occasioni. La pista terroristica è la più probabile, ma non si esclude il pazzo solitario. Il furto delle sostanze tossiche potrebbe essere stato commissionato a ladri professionisti da chi ha in mente di usarle per compiere una strage. Lucrezia ha modo di comunicare con Galadriel. Il super-computer, che si chiama come la regina degli elfi nel Signore degli Anelli, analizza moltissimi dati per dare un nome a quanti avrebbero avuto la possibilità di trafugare i fusti. Il fatto che si sia trattato di un furto con destrezza restringe il campo ad un numero non eccessivo di professionisti mano lesta. Scartando quelli che si trovavano troppo lontani, ne rimangono a sufficienza per poter scatenare i J-Six. Ognuno di loro riceve un indirizzo ed un identikit, e l’indagine sul campo inizia come fosse una caccia al tesoro. John indaga su un soggetto che usa una carrozzeria come copertura. A Jack spetta un dipendente di un supermercato. Jeff deve recarsi in campagna, perché il suo sospettato vive in una sperduta frazione. La traccia di Jim lo conduce ad un insegnante di una scuola serale. Jordan si accinge a seguire i movimenti di un infermiere. Jude è il più contento di tutti, dato che gli è capitata una ballerina. John deve trovare un’auto danneggiata, per agganciare il carrozziere, senza insospettirlo. Se ne procura una nel più semplice dei modi: apre la portiera e la mette in moto. John si chiede come mai i terrestri si ostinino a chiudere a chiave le auto. Uno dei suoi poteri è infatti quello di comandare a semplici meccanismi, e non gli è chiaro come questa abilità sfugga ai nativi di questo mondo. Prima di recarsi in carrozzeria, John provvede ad urtare con l’auto presa in prestito contro altri veicoli, così da danneggiarla. Quando Jack passa accanto al dipendente del supermercato, che sta collocando i prodotti negli scaffali, non ne riceve un’impressione degna di nota: gli sembra una persona normalissima, anche troppo. Il campagnolo di Jeff è un pensionato, che passa il suo tempo a portare a spasso il cane, ed a pedalare. Per avvicinare l’insegnante di scuola serale, Jim entra tranquillamente in un’aula, nella quale il soggetto tiene lezione. Data l’ora tarda e la stanchezza che grava sugli studenti lavoratori presenti, nessuno ci fa caso. L’infermiere, sospettato di far parte della banda dei ladri dei fusti tossici, è uno che è riuscito ad evitare di lavorare in reparto. In tal modo può muoversi con grande libertà. È stato assegnato ad un ambulatorio, che al pomeriggio è praticamente chiuso al pubblico. Jordan lo cerca, raccontandogli di essere stato indirizzato a lui da un comune amico. In questa occasione, il membro dei J-Six dimostra una apprezzabile abilità nell’ingannare il suo interlocutore. Jude aspetta che scenda la sera, per mettersi al lavoro. Poi si reca nel locale dove la ballerina si dimena per la gioia di alcuni etilisti. John invece si presenta in carrozzeria, atteggiandosi a normale cliente, raccontando di aver subito un incidente. Chiede conseguentemente un preventivo per i lavori di riparazione, riuscendo a conferire proprio con il tizio che deve seguire e studiare. A Jack spetta qualche ora di noioso appostamento, in attesa che il commesso del supermercato stacchi dal suo turno. Poi lo segue discretamente, sebbene a distanza ravvicinata. Si sta divertendo a fare il detective, anche grazie alle sue doti di mutaforma, che gli consentono di assimilarsi ai comportamenti ed alla mimica di chi gli sta di fronte. Così facendo non li insospettisce e li circuisce: una forma di mimetismo che prima di giungere sulla Terra non conosceva. Jeff, per portare avanti il suo piano, si procura una bicicletta. Anche lui utilizza le abilità di dissimulazione comuni a tutti i J-Six. Entra in un negozio di cicli, fingendo di voler visionare dei modelli esposti; poi, mentre non è osservato, ruba le sembianze di uno dei proprietari, che si è appena assentato. Nessuno si insospettisce ovviamente che costui esca dal negozio con una bici di sua proprietà. A Jim non sembra plausibile che l’insegnante di quella classe di dormiglioni possa, uscito di lì, diventare un ladro su commissione, ma incomincia ad intuire quale sia il suo ruolo nell’operazione. Un insegnante di chimica può infatti risultare molto utile quando si maneggiano sostanze pericolose. Jordan racconta all’infermiere di diversi guai fisici che lo affliggono, inventati di sana pianta. L’infermiere allora si offre di vendergli a prezzo stracciato farmaci che ha trafugato il giorno prima. Jordan non pensa che l’infermiere sia un ladro con destrezza; più che altro un ladruncolo per attitudine innata. La pista che sta seguendo Jude sembra la meno plausibile, ma Galadriel ha indicato la ballerina in base a rilevazioni precise e calcoli come sempre accuratissimi. John si mostra molto interessato alle riparazioni necessarie alla sua auto; in realtà annota la collocazione degli accessi. Questa informazione si dimostra molto utile quando, dopo la chiusura serale della carrozzeria, si introduce nei locali. Cerca tracce di sostanze letali, ma trova solo un fusto vuoto, che però è più che sufficiente ad incriminare il proprietario dell’esercizio commerciale. Jack, seguendo il commesso, trova per primo il punto di ritrovo della banda, ed avvisa gli altri. Jeff, camuffato da ciclista, aggancia il campagnolo. Assieme organizzano una pedalata, ma il tizio non accenna in alcun modo alla sua doppia vita. Ricevuta la telefonata da Jack, smette di perdere tempo con il campagnolo, ed in serata si reca al luogo dell’appuntamento cogli altri J-Six. Lì incontra Jim, che riferisce al gruppo ciò che ha scoperto a proposito del chimico della banda. Jordan arriva poco dopo, accompagnato dall’infermiere. Lo ha addirittura convinto a presentarlo al capo, per farlo partecipare alle loro attività criminose. Jude si astiene dal provare ad agganciare la ballerina, per non mescolarsi alla torma dei pretendenti. Invece, seguendola con discrezione, scopre la sua relazione con il carrozziere. John, Jack, Jeff, Jim e Jude si preparano a fare irruzione, armi alla mano. Jordan, che si trova all’interno del magazzino della banda, è in difficoltà. Nessuno, a parte l’infermiere, pare infatti credere che lui sia un plausibile nuovo socio per i loro loschi traffici. Il carrozziere, la ballerina, il chimico, il campagnolo ed il commesso sospettano che Jordan sia un poliziotto. Di certo non possono immaginare la verità. Quando gli altri cinque sceriffi extraterrestri fanno saltare il portone per entrare, Jordan stende il carrozziere con un pugno da eroe dei film avventurosi. Poco prima di svenire, il capo della banda nota la sorprendente somiglianza diJordan con un famoso attore. Per John, Jack, Jeff, Jim e Jude si dovrebbe dire la stessa cosa, ma quei ladri di sostanze letali non sono certo dello stato d’animo adeguato ad apprezzare le fattezze di chi li sta arrestando, dopo averli malmenati. Solo la ballerina si salva dai formidabili pugni degli sceriffi. Il rituale del pestaggio finale deve essere rispettato, ma gli sceriffi nei film non colpiscono le donne. La ballerina sorride, mentre guadagna l’uscita. Pensa di avercela fatto, ma incontra la detective Lucrezia, che la immobilizza senza troppi complimenti. I fusti contenenti le sostanze chimiche vengono consegnati alla polizia, che li restituisce ai legittimi proprietari. Gli unici scontenti, a parte i ladri arrestati, sono i proprietari delle auto che John ha urtato, ed anche il proprietario di quella che ha usato come ariete. Non rimane loro altro da fare che compilare le richieste di rimborso alle assicurazioni, ed aspettare.
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