domenica 16 febbraio 2014
LA NAVE DI GUERRA_313° episodio
Il gigantesco Desert Cruiser, sempre più simile ad una nave, procede lento ma inesorabile. I suoi conduttori, Black Dragon e Robokiller, hanno impostato nel pilota automatico una rotta praticamente rettilinea, per evitare di fare del male agli animali che li seguono. Il Desert Cruiser ricorda una grande bestia, accompagnata da simbionti più piccoli, che traggono vantaggio da quella vicinanza, ma danno anche qualcosa in cambio. Abbiamo visto piccoli uccelli che si muovono disinvolti nelle gigantesche fauci dei coccodrilli. I grandi rettili sono tutt’altro che stupidi, e sanno che quei piccolini si nutrono dei parassiti che infestano le loro fauci. Così li lasciano fare e non li mangiano. Il Desert Cruiser è molto alto da terra, grazie ai cingoli ed alle enormi ruote. L’ombra che produce è molto apprezzata finanche dai grandi felini, che si riparano dal sole assassino. Poi, quando piove, tutti gli animali della savana che riescono a stiparsi sotto il Desert Cruiser si comportano come se fossero sull’arca di Noè, e stipulano una tregua. Peccato per giraffe ed elefanti, che si accontentano di marciare a fianco del colosso meccanico realizzato da Robokiller. In sostanza il Desert Cruiser non è una macchina da guerra, anche se lo sembra. Il più delle volte rappresenta un punto di ritrovo semovente, ed una novità nella routine della savana. All’interno dell’enorme semovente, Zara la fustigatrice, Zadox il troll e Jedd il nano tagliagole svolgono compiti di vario tipo. In particolare gestiscono il magazzino di beni alimentari, da distribuire alle popolazioni perennemente affamate di quel continente. I lupi bionici Qwert e Tyop montano la guardia sull’enorme ponte di volo, per segnalare l’arrivo di elicotteri carichi di rifornimenti. Gli animali che seguono il Desert Cruiser sanno che ogni tanto qualcuno getta loro qualcosa da mangiare. In questo modo si anticipa e si evita il deterioramento delle cibarie. Quella mattina, Qwert e Tyop annusano l’aria, come se percepissero un odore nuovo. Iniziano a brontolare tra loro, perché così comunicano i lupi. Uno dei due vorrebbe avvisare i loro amici, organici e robotici; l’altro è più propenso a verificare con i suoi occhi di cosa si tratti. Anche gli animali al seguito sono nervosi, ma i lupi bionici godono di un migliore punto di vista. Dato che sul Desert Cruiser trovano collocazione anche volatili di vario tipo, alcuni di loro decidono di verificare cosa abbia messo in allarme Qwert e Tyop. Esseri nati per solcare i cieli sono inevitabilmente dotati di una vista incomparabile. Notano quasi subito un macchinario semovente, che si muove in rotta di collisione con il Desert Cruiser. Una grande cosa di metallo, dall’aspetto pericoloso, che emette odori ripugnanti. Poi qualcuno, a bordo del semovente nemico, apre il fuoco contro gli uccelli ricognitori. Colpi di mitragliatore sparati per uccidere, non per dissuadere. I volatili sono fortunati o particolarmente veloci, dato che riportano indietro tutte le piume e quel che ci sta sotto. Qwert e Tyop iniziano ad ululare, per richiamare l’attenzione dei piloti Black Dragon e Robokiller, che si trovano nella centrale operativa del Desert Cruiser. Anche Zara, Zadox e Jedd accorrono sul ponte di volo, per capire di persona quale sia il motivo dell’allarme. Come a voler chiarire ogni dubbio, dal semovente nemico vengono sparati colpi di cannone, con granate che esplodono a poca distanza dal Desert Cruiser. Black Dragon e Robokiller in risposta attivano le contromisure automatiche e si preparano alla battaglia. Gli animali a terra capiscono l’antifona e scappano a distanza di sicurezza. A loro modo tifano per il Desert Cruiser, ma le cannonate sono molto nocive alla salute. Come due galeoni di altri tempi, i semoventi ruotano fino a trovarsi fianco contro fianco. Mantengono una distanza di circa un chilometro, cercando di farsi a pezzi prima di passare all’abbordaggio. Black Dragon e Robokiller dovrebbero stupirsi di stare combattendo con una replica del loro vascello del deserto; ma sono entrambi automi troppo pragmatici per perdere tempo in chiacchiere quando c’è da combattere. Zadox vorrebbe prendere a mazzate gli attaccabrighe, perché i troll non sono famosi per il loro buon carattere. Il nano Jedd invece si accontenterebbe di tagliare loro le gole. Zara è la più fredda del gruppo, ma il soprannome di fustigatrice lo ha meritato in centinaia di occasioni. Black Dragon e Robokiller scrutano gli alleati Zadox, Jedd e Zara, convinti che quando si arriverà all’abbordaggio ci sarà di divertirsi. Anche i due lupi bionici pregustano il momento in cui le loro fauci metalliche strapperanno gli arti degli incauti scocciatori. Il semovente attaccante è noto come la Nave di Guerra, dato che è stato il Cavaliere Rosso ad indurre Maschera di Ferro ed Uglux a scimmiottare Black Dragon e Robokiller. Guerra fomenta odio e dissidio, ma non ha faticato a coinvolgere due fuori di testa come Maschera di Ferro ed Uglux. Sulla Nave di Guerra ci sono mercenari vivi e guerrieri non ancora morti, che il demone ha collezionato nel corso dei millenni. La battaglia si annuncia interessante. Un altro protagonista di questa vicenda sta entrando in azione in un luogo molto distante da lì. Un’adolescente si risveglia in un posto che puzza di morte, e non osa urlare per paura di risvegliare i mostri nascosti dietro e sotto le lapidi. Non ricorda come sia giunta in quel gigantesco cimitero, ma tutto attorno a lei la opprime, come se gli spettri che di certo la stanno osservando intendessero farla morire di paura, o quasi. Ombre fetide, fiammelle che si accendono e si spengono, prodotte dai gas della putrefazione. Scricchiolii sinistri, cigolii sospetti, passi prodotti da calzature incorporee. Finanche il vento in quel cimitero non parla di vita, ma solo di disperazione. La ragazza legge alcuni nomi sulle lapidi, scoprendo identità di persone morte a diverse età. Si sofferma, nonostante la paura, davanti alla foto di una che se fosse viva sarebbe una sua coetanea, e prova per lei grande tristezza. Questo suo atto crea una frattura nell’atmosfera che la opprime, come se il suo cuore vivo avesse riscaldato quello della ragazza fotografata, mentre era ancora ridente e speranzosa. D’improvviso la giovane ricorda qualcosa di sé; la memoria che pareva rimossa torna lentamente. Sa di chiamarsi Elisa, e ricorda altresì di avere ricevuto tempo fa l’imprinting con il possente drago di Evolution. Dragonfire la tirerebbe fuori di lì in un baleno. L’alieno verde spazzerebbe via tutti gli spettri, distruggendo le tombe dove questi si rintanano. L’enorme cimitero si scuote per la prima volta in centinaia di anni, perché un varco nello spazio-tempo sta dislocando il più possente dei super-eroi, e non è di luna buona. Prima che inizi la resa dei conti, chiediamoci però in quale modo Elisa sia giunta in quel cimitero. Se potessimo tornare indietro di un’ora, la vedremmo scavalcare il muro esterno del camposanto, senza alcun aiuto e senza alcuna costrizione visibile. Quindi non è stata rapita. Prestando maggiore attenzione ai fotogrammi della nostra ipotetica cinepresa temporale, potremmo altresì notare che la ragazza camminava come in stato di trance. La deduzione sarebbe che Elisa soffre di sonnambulismo. Dovessimo chiedere ai suoi familiari ed al suo medico di fiducia, ci risponderebbero tuttavia che non le era mai capitato prima. Il nostro dubbio a questo punto rimarrebbe senza chiarimento. A meno di coinvolgere nell’indagine gli Esploratori dei Sogni. Questo accadrà, ma solo dopo che l’intervento di Dragonfire avrà protetto la giovane dalle insidie spettrali. Sebbene non siano state loro a chiamarla, talune antiche larve non intendono mollare la presa sulla sua preziosa energia vitale. Esseri che non hanno alcuna possibilità di tornare alla vita, ma fanno il possibile per strapparla a chi capiti loro a tiro. I gatti, che tra gli animali considerati domestici sono i più astuti, non si fanno vedere da quelle parti, specie di notte, perché sanno delle larve. Le persone, che si recano a visitare le tombe dei loro cari defunti, sovente escono dal cimitero con un gran mal di testa. Sebbene quelle orride entità ectoplasmiche non siano vampiri, sono quasi altrettanto letali. Se Elisa non avesse invocato l’intervento del drago di Evolution, avrebbe subito il loro attacco concentrato. Ma Dragonfire è arrivato, uscendo dal portale di teletrasporto manovrato da Kong, l’uomo bestia del super-gruppo mutante. Elisa corre verso l’alieno che a lei e ad altri offrì il suo imprinting. La giovane racconta tutto ciò che ricorda, mentre per il resto dovremo aspettare ancora un po’. I fantasmi aleggiano presuntuosi di poter imporre il fattore campo anche al gigante verde. Nulla di più errato, giacché lui non è nato su questa Terra, ma è stato forgiato nelle fiamme cosmiche. Il drago ha appreso quanti danni possa recare la disperazione; ferite forse più difficili da rimarginare di quelle inferte alla carne. Elisa però è sotto la sua protezione, ed il plasma che si prepara ad erompere dalle fauci del drago non la colpirà. Neppure intende distruggere le tombe care ad amici e parenti. La fiamma di Dragonfire è sempre calda al punto e nel modo giusto. Trattiene il calore estremo in sé, impedendo all’aria di surriscaldarsi. Una colonna super-calda, circondata dall’atmosfera a temperatura ambiente. Una fonte di energia spaventosa, che nutre le larve oltre ogni possibilità di sopportazione. Un potere che invece di distruggerli satura gli ectoplasmi di sostanza. In pratica, contro la loro volontà, fanno indigestione e sprofondano in un torpore beato, che durerà per molto tempo. Il drago ha fatto quel che doveva, e la sua missione qui è quasi conclusa. Una nuova battaglia lo attende, ma non subito. Frattanto il Desert Cruiser e la Nave di Guerra procedono l’una contro l’altra, dopo essersi prese a cannonate e mitragliate. Due vascelli che non navigano nel mare, ma si muovono su terreni desertici, grazie ad enormi ruote e cingoli. Robokiller e Black Dragon hanno identificato i loro avversari Uglux e Maschera di Ferro, e sono lieti di potere accontentare la loro voglia di combattere. Quando le due navi del deserto collidono, si aggrappano l’una all’altra, come lottatori di sumo. Dall’una e dall’altra mostruosità meccanica sbucano tentacoli metallici, che sferzano il ponte dell’avversaria. Mentre il Desert Cruiser e la Nave di Guerra sono ancora in movimento, Black Dragon balza verso Uglux. Il pugno metallico dell’automa nero cozza contro la faccia rocciosa del vecchio mago mutaforma. Schegge volano in tutte le direzione, ed Uglux viene sbalzato indietro di diversi metri. Maschera di Ferro non aspetta che il gigantesco Robokiller faccia la sua mossa, ma lo attacca per primo. Gli spara addosso con quasi tutte le armi della sua armatura, sbilanciando l’avversario. Robokiller risponde quasi subito all’offensiva, dimostrando di meritare il suo nome. Estroflette armi più grosse e più pesanti di quelle del pazzo corazzato, che corre a mettersi al riparo, inseguito da una sventagliata di proiettili di tutti i tipi. Il troll, il nano e la fustigatrice si trovano a combattere contro grossi guerrieri impellicciati, che maneggiano spadoni rugginosi. Loro sono grossi, ma il troll lo è decisamente di più; ed è più veloce del previsto. Gli aggressori riescono finanche a mettere a segno qualche spadata, che però non supera lo spessore della pelle di Zadox. Jedd è un nano particolarmente battagliero, che ci tiene a farsi chiamare tagliagole. I guerrieri che Guerra ha collezionato, e che adesso combattono contro l’equipaggio del Desert Cruiser, sottovalutano il nano, commettendo un errore fatale. La fustigatrice fa la sua parte; la sua arma non uccide, ma ferisce molto profondamente anche questi avversari paranormali. I lupi cibernetici dovrebbero accontentarsi di morsicare qualche polpaccio, se non piovessero loro addosso degli uccellacci dotati di artigli e becchi molto acuminati. Per Dragonfire si apre un portale verso questo nuovo campo di battaglia, ma prima di andare saluta la sua amica Elisa, affidandola ai sopraggiunti Esploratori dei Sogni. Uglux parte alla carica, solo per scontrarsi con un formidabile Black Dragon, che non arretra di un centimetro. Loro non cedono, ma il ponte della Nave di Guerra non è altrettanto resistente. Mentre precipitano nelle viscere del colossale semovente, la disputa si intensifica.
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