mercoledì 11 dicembre 2013
SPIRE VENDICATRICI_296° episodio
Storie viste in tv: bambinelle sconsiderate che partoriscono prima della maggiore età. Poi il padre del piccolo mammifero taglia la corda, per sfuggire ad una responsabilità pesante come un camion carico di mattoni. Così la stupidotta ripiega su sua madre, chiedendole aiuto. Il problema non è di facile soluzione, ma la ragazzina reagisce allo stress uscendo quasi tutte le sere, con le amiche. Sua madre brontola, sebbene sia felice di avere in esclusiva pressoché totale il nipotino. Il bambino vede e capisce di non essere completamente gradito, e lancia segnali che esseri più dotati degli umani recepiscono. È già successo molte volte in passato con gli elfi rapitori di bambini, ma anche con i licantropi. La nonna ha messo a dormire il nipotino, che, nel buio della sua cameretta, singhiozza piano, prima di addormentarsi. Sogna di avere qualche anno in più, e di camminare in un bosco. Segue un sentiero che si infila tra gli alberi, ma diventa sempre meno visibile. Infine il bambino si perde, e, come tutti i bambini, chiama la mamma. Lei però non risponde, perché è in giro con le amiche. Chi viceversa accorre in aiuto del piccolo è una ragazza, che lo prende per mano, conducendolo lontano da quegli alberi che, con l'arrivo della sera mettono paura. Il bambino smette di piangere e di chiamare una mamma troppo giovane, che ha altro per la testa. Al suo risveglio, il figlio non voluto, o voluto troppo poco, ritrova la ragazza del suo sogno. Lei lo aiuterà a crescere nella società nascosta dei licantropi, ed a diventare uno di loro. Infatti il nuovo acquisto è un mutaforma, che, come accadde con Rebecca, verrà addestrato dai licantropi all'uso dei suoi talenti da mutante. La nonna quando scopre che il bambino è scomparso grida e si dispera. Anche la giovane madre ovviamente soffre per il rapimento, ma gli Esploratori dei Sogni troveranno il modo e l'occasione di rivelarle che suo figlio è in buone mani (o forse zampe). I bambini umani rapiti da creature mitiche non fanno notizia sui giornali, per il semplice fatto che quasi nessuno lo sa. I giornali si occupano viceversa in maniera diffusa dei rapimenti realizzati da umani ai danni dei loro simili. È infatti noto che uomini e donne non hanno alcun bisogno di essere perseguitati da mostri disumani, essendo in grado di farcela da soli a produrre tutto il male del mondo. Ad esempio, la ragazzina sequestrata oggi, mentre tornava a casa da scuola, non è stata caricata a forza su un furgone da un lupo mannaro o da un vampiro. Il rapinatore della ragazzina è più banalmente un insospettabile individuo, che odia la madre della ragazzina medesima. La donna riceve una telefonata che nessun genitore augurerebbe al peggior nemico. Il rapitore minaccia l'incolumità della ragazzina, permettendole di implorare la madre di liberarla. Uno strazio calcolato, voluto da un sadico, che non è detto sia intenzionato, anche se ottenesse ciò che chiede, a risparmiarle la vita. Una lotta impari, con uno dei giocatori che ha in mano tutte le carte, mentre l'altro non sapeva neppure che la partita fosse iniziata. La polizia indaga sugli individui sospettabili: ex fidanzati, mancati fidanzati, colleghi di lavoro, vicini di casa, parenti e gente conosciuta in rete. Chi avrebbe avuto la possibilità e la capacità di concretizzare l'atto criminale? Chi dispone di una struttura adeguata a detenere la ragazzina? Il delinquente in questione è stato un sottoposto gerarchico della donna, alla quale ha poi deciso di recare danno in una delle miniere più vili. A suo tempo cercò di proporsi anche come amante, ma venne respinto. Ciò che la donna non ha riferito agli inquirenti è che si è fatta un'idea dell'identità del sordido soggetto. La sua mossa successiva è stata quella di iniziare una caccia personale, diventando una giustiziera. Prima non sapeva che la partita fosse iniziata; adesso vorrebbe essere lei a dettare le regole. Per l'opinione pubblica lei è una donna sull'orlo di una crisi di nervi. I media la intervistano per commuovere il pubblico, e lei recita benissimo la parte. La gente crede che, dopo il lavoro, si chiuda in casa a piangere; questo è ciò che anche il rapitore di sua figlia deve credere. Il criminale le telefona ogni giorno, senza avanzare richieste specifiche per il rilascio. Lui è convinto di averla spezzata dentro, ma insiste in nome della sua sete di vendetta. Era ed è rimasto un piccolo uomo malvagio, che ha avuto finora la fortuna dei dilettanti. Uno stupido che non sa di essere braccato. Non immagina che la sua vittima stia diventando carnefice, né che gli Hunter Killer siano sulle sue tracce. Un rapitore improvvisato, che non sospetta della taglia che è stata messa sulla sua testa. Nel caso degli Hunter Killer, "sulla testa" ha un significato letterale. I serpentoidi sono alieni che operano sulla Terra, e sono cacciatori di taglie, con licenza di uccidere. Scende la notte, ed una donna sola e distrutta dal dolore si chiude in casa. Neppure gli amici le telefonano dopo una certa ora, anche perché la polizia controlla la linea. Questo è vero, ma solo in parte; il resto è accurata finzione. Passa la mezzanotte, ed il silenzio favorisce il sonno di chi tra qualche ora dovrà andare a lavorare. La donna che è nei pensieri di molti però non si sta girando nel letto, incapace di dormire. È viceversa pronta ad uscire come una
predatrice notturna, che non sapeva di essere. Sua figlia, che sta dormendo nella cameretta dove è segregata, la sogna, ma non è un caso. Un gattino la sta infatti fissando nel buio. Il rapitore non ha gatti in casa, ed in effetti Braxcat non vive lì. Come sia entrato in una camera chiusa a chiave potrebbe
essere un problema per il criminale che ha sequestrato un'innocente. Non è certo un problema per un gattino-demone. Una donna cammina nella notte. Le strade sono silenziose, data l'ora tarda. Inoltre quella è una zona periferica della città, che assomiglia ad un quartiere dormitorio. Da quelle parti abitano anche dei pensionati, ma hanno l'abitudine di andare a dormire presto. Quindi quasi nessuno fa caso al ticchettio dei suoi tacchi sul marciapiede. La donna è diretta verso l'abitazione di colui che sospetta le abbia rapito la figlia. È decisa a stanarlo, come fosse l'ultimo degli animali. Nel senso che nessun animale si sarebbe macchiato di un simile delitto. Prendersela con una ragazzina, a causa di responsabilità vere o presunte di un genitore indica la bassezza del criminale. La donna non è armata, e questo è un errore, giacché se lo fosse potrebbe difendersi dai malintenzionati che la stanno circondando. La gente perbene dorme, perché lavora per vivere, mentre la marmaglia può permettersi di stare fuori la sera e la note, dato che il suo reddito ha una provenienza diversa. Ci sono ad esempio le rapine agli incauti passanti; specie alle donne sole. La figlia, che la vede in sogno, prova una nuova angoscia, che si somma a quella della detenzione. La donna capisce subito che sarebbe inutile provare a ragionare con quei furfanti, ed allora tenta la fuga. Corre a rotta di collo, inseguita da quei tizi che paiono divertirsi a non raggiungerla subito. Lei non osa voltarsi, per paura di inciampare e cadere. Sente quasi il loro fiato sul collo; poi all'improvviso più nulla. Continua però a correre, temendo che la stiano sfottendo. Poi poco alla volta si rilassa, convinta di averli seminati; o ipotizza che abbiano cambiato bersaglio. Nessuna delle due opzioni è corretta; ma come potrebbe una persona che conduceva fino a ieri un'esistenza normale, immaginare che quelli che la inseguivano siano caduti vittima di predatori ancora più inumani di loro? Gli Hunter Killer sono in caccia, ed hanno la licenza di uccidere. Gli stupidi umani non emettono più alcun suono, perché sono avvolti dalle loro spire serpentiformi, senza pari sulla Terra. Sysform la spia, unica femmina del team, segue non vista la donna che si allontana. Nel frattempo, Boa e Pitone, soci di Sysform, assaggiano la carne ancora calda dei teppisti. La ragazzina rapita e dormiente vede tutto ciò in sogno, grazie al potere di Braxcat. Assiste al pasto di Boa e Pitone, e vede altresì la madre che riprende a camminare per le strade della città addormentata, ma non è sola. Sysform è più piccola dei maschi degli Hunter Killer, ma non per questo è meno pericolosa. Anche il rapitore dorme, ignaro dell'approssimarsi del suo destino, ed anche lui sogna, come tutti gli esseri senzienti. Il suo sogno è però più simile ad un incubo; e chi potrebbe dire che non se lo meriti? Cammina in mezzo a tenebre che non riesce a rischiarare, nonostante disponga di una torcia. Ode fruscii minacciosi, come se enormi serpenti lo seguissero da vicino. Tenta di correre, ma i suoi piedi sono pesantissimi. Le sue gambe tremano per lo sforzo. Poi alle sue orecchie perviene un ululato lontano, e sa che il Lupo Nero sta arrivando per lui. Così, coperto di sudore, e maleodorante, il rapitore si sveglia sconvolto, nel cuore della notte. Lui: un losco individuo che ha rapito un'innocente ragazzina. Un sordido personaggio che ha goduto della sofferenza che ha somministrato telefonicamente al vero bersaglio del suo atto criminale. Basterebbe questo per sanzionarlo in maniera pesante, anche se la ragazzina tornasse a casa senza aver subito danni fisici. Come si possono sottovalutare i danni alla psiche? Non è un piccolo trauma quello di essere prelevata a forza, mentre si cammina per la strada. Si corre il rischio che la persona traumatizzata non si riprenda mai del tutto. La mamma della ragazzina rapita si comporta però in maniera imprevedibile, diventando una cacciatrice di feccia umana. Non sa di essere già stata seguita ed aiutata dagli Hunter Killer, che sono più interessati alle taglie sui criminali che non alla fama ed alla riconoscenza degli uomini e delle donne. Braxcat, il gattino demone, componente degli Esploratori dei Sogni, ha intanto raggiunto la ragazzina prima che sua madre venga a liberarla. Il sogno indotto da Braxcat serve come terapia, contro l'inevitabile stress indotto dal rapimento. Il malvagio da quando si è svegliato si sente sotto assedio. Si precipita quindi nella camera della segregazione, perché la ragazzina è la sua via di fuga. È una merce di scambio per salvarsi la vita. Teme infatti che quelli che stanno arrivando non siano poliziotti, bensì giustizieri. Braxcat sta passeggiando sulle pareti e sul soffitto. Il criminale vedendolo sospetta di stare ancora sognando. Il gattino demone non intende permettergli di ferire la ragazzina, e lo fronteggia con i suoi piccoli ma micidiali artigli snudati. Mentre la madre si avvicina al numero civico dove le risulta risieda il rapitore di sua figlia, il gattino demone Braxcat attacca il criminale, graffiandolo profondamente. Colto di sorpresa da quella piccola belva spuntata da chissà dove, l'uomo fugge dalla stanza, chiudendosi la porta alle spalle. Poi si ferma a riflettere. Non gli importa da dove sia arrivato quel maledetto animale. Ciò che conta è che la ragazzina continui ad essere sua prigioniera. La prima cosa da fare e medicarsi le ferite, per evitare che si infettino. Poi, con il trascorrere delle ore, sarà la ragazzina ad implorarlo per ottenere qualcosa da bere e da mangiare. Il criminale si sente in una botte di ferro, essendo certo di non aver lasciato in giro alcuna traccia che possa aiutare la polizia a trovarlo. Non immagina che la donna che lui odia in maniera così viscerale abbia frugato nella sua memorie, forzandola fino a identificarlo. Adesso, mentre accelera il passo, si ricorda molto bene di quell'ometto complessato, che cercava di fare colpo su di lei. Allora non lo trattò per nulla bene, sentendosi una donna in carriera spietata e bellissima. La prima cosa era senza dubbio vera. Quando lo fece licenziare, per un errore che lui commise durante il lavoro, quell'ometto ridicolo pianse e la pregò invano di concedergli una seconda possibilità. Ancora adesso il rapitore non vuole ammettere di essere un vigliacco. Molto meglio inventarsi un ruolo di cattivo da film di infima categoria. Il suono del citofono lo riporta alla realtà, mentre rimugina in tal senso. Si chiede chi possa essere, giacché lui non incoraggia di certo le visite a domicilio, men che meno a sorpresa. Decide di non rispondere, ma la madre inferocita riesce a farsi aprire il portoncino da un altro condomino, nonostante l'ora tarda. Quando sale le scale, immagina di assalirlo con le unghie, per cavargli gli occhi. Si ricorda molto bene il cognome di quella larva d'uomo, ed in pochi minuti si trova davanti alla sua porta. Il rapitore non crede ai suoi occhi, quando è costretto ad aprirle, onde evitare che le urla di quella pazza sveglino tutti nel palazzo. Ciò che accade di seguito non è però quello che la giustiziera improvvisata aveva immaginato di fare, dato che il rapitore è disperato, e non intende concederle alcuna possibilità. La trascina in casa e la stordisce a pugni e calci. La ragazzina rapita urla, avendo riconosciuto la voce della madre. Il gattino demone si prepara ad entrare in azione con armi ben più potenti dei suoi artigli affilati, ma accade qualcosa che lo convince a trattenere la sua furia. La polizia interviene nel giro di pochi minuti, ed entra nell'alloggio del maniaco. Madre e figlia sono salve, nonostante la prima riporti alcuni lividi sul volto. Il rapitore è invece ridotto malissimo, giacché Sysform prima di somministrargli un veleno che gli sta paralizzando il sistema respiratorio, gli ha frantumato la colonna vertebrale in almeno due punti.
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