mercoledì 4 dicembre 2013
IMBOSCATE CRIMINALI_295° episodio
I criminali seriali sono ripetitivi per definizione, per cui prima o poi, se continuano a delinquere, vengono catturati. Sfortunatamente, a volte le indagini richiedono troppo tempo, e gli inquirenti esauriscono le loro energie prima dei criminali che dovrebbero assicurare alla giustizia. Cinema e tv esaltano i criminali seriali, come se fossero delle menti superiori: nulla di più sbagliato. I profiler cervellotici si parlano addosso, ipotizzando il coinvolgimento di un super-criminale, anche quando si tratta di un banale camionista un po' fuori di testa. Un cretino che rapisce ed uccide donne, durante la demenziale ricerca della sua principessa. Non è difficile sopraffare una donna sola; non ci vuole necessariamente un vampiro o un licantropo. Una donna che viaggia assieme alla figlia viene sequestrata nei cessi di un autogrill; nessuno nota il camionista, autore del reato, neppure quando entra nei cessi delle donne. Ogni criminale seriale deve predisporre una cella, per imprigionare le sue vittime. Questo caprone invece le nasconde sul camion, giacché non ha neppure una casa. I profiler riescono a fare una specie di triangolazione solo dopo il quinto cadavere. Come detto in premessa, non si tratta di un Moriarty (il nemico di Sherlock Holmes), ma di un molto più comune assassino ripetitivo. I profiler però faticano ugualmente a stanarlo, come se fosse un vero genio del crimine. Si può quindi supporre che per ammazzare impuniti un certo numero di persone non serva essere intelligenti. Alla fine, la polizia inizia a cercare il killer degli autogrill e delle autostoppiste in una cittadina che è quasi equidistante dai ritrovamenti dei cadaveri. Una grande deduzione! Peccato che il delinquente non abbia alcuna fissa dimora. Qualcuno allora ipotizza che il tale abbia in quella città un figlio o una figlia. Sfortunatamente ci sono molti bambini e ragazzi che rientrano in quella tipologia. Troppe piste sono tuttavia meglio di nessuna pista, ma solo se si ha la capacità di seguirle tutte. A questo punto, i profiler dichiarano il game over. Invece per il super-computer Galadriel il gioco inizia adesso. Costruito dallo scienziato di Evolution, conosciuto come Kong, Galadriel si è evoluto ed ha scelto di rientrare nel genere femminile (quindi si è “evoluta”). I camionisti sono una moltitudine, ma si tratta comunque di un numero gestibile da un super-cervello, in grado di eseguire operazioni complicatissime in una frazione di secondo. I conduttori dei bisonti della strada sono i primi indiziati, dato che è più facile indagare su di loro, piuttosto che su tutti gli agenti di commercio che percorrono anche loro frequentemente quell'autostrada. I camionisti non sono tutti sposati, e quelli separati sono una quota degli sposati; i separati, che abbiano figli nella città al centro dei ritrovamenti, sono solo una decina. Galadriel giunge a questa conclusione in due secondi, mentre i profiler continuano ad elucubrare a vuoto. Il Ninja Grigio a volte acconsente ad essere un agente di giustizia, ma non risponde ad alcun tribunale umano. Il primo indiziato è separato dalla moglie, che ha ottenuto l'affidamento del loro unico figlio. Il Ninja Grigio lo sorveglia attentamente, quando, parcheggiato il camion, si reca a casa della ex coniuge per incontrare la creatura che entrambi hanno contribuito a mettere al mondo. Il primo camionista mostra rabbia nei confronti dell'ex moglie, quindi potrebbe essere l'assassino seriale che la polizia sta cercando. Quando rimane solo con il figlio, gli promette che un giorno torneranno a vivere assieme, escludendo la donna che è mamma ed è stata moglie. Il desiderio di rivalsa, se esasperato, può indurre gravi psicosi. Il Ninja Grigio decide di seguire il primo camionista nelle sue trasferte. Il guerriero delle ombre segue camion e conducente per molti chilometri, ma si direbbe che, caratteraccio a parte, non sia un criminale seriale. Buon per lui, dato che in Ninja Grigio non è frenato da alcuna etica da super-eroe dei fumetti. Il suo operato ricorda quello degli Hunter Killer, che come è noto hanno la licenza d'uccidere. Altrimenti non accetterebbe le chiamate di Galadriel. Il secondo indiziato è un rapinatore di prostitute, che approfitta di quelle che lavorano nei posti più isolati. Il Ninja Grigio lo coglie sul fatto, mentre malmena un'operatrice del sesso a pagamento. È notte, per cui il guerriero mascherato si muove nel suo elemento. Nessuno lo vede arrivare, così come nessuno lo vede andar via. La giovane prostituta è solo parzialmente costretta a fare quel lavoro. Di sicuro non si lamenta di poter disporre di molto denaro. Il Ninja Grigio non ha la missione di difendere le prostitute, ma neppure di far loro del male. Il rapinatore merita una lezione, perché quel che fa è un reato. Il Ninja Grigio sbuca dalle tenebre come un fantasma, muovendosi in modo talmente fluido da sembrare inumano. Non estrae la sua katana, giacché poi essa pretenderebbe di suggere tutta l'energia vitale da quella feccia umana. Il secondo camionista urla al Ninja Grigio d'andarsene, ottenendo come risposta il silenzio e l'immobilità. Forse ciò lo convince di non avere di fronte un buffone. Ecco perché gli balza addosso, o almeno ci prova, cercando di anticiparlo. Per un guerriero ninja quel lento umano non è un avversario degno di un combattimento: sarebbe un massacro. Nessuna altra considerazione; solo il disprezzo per un corpo per nulla tonico e lentissimo nei movimenti. Il Ninja Grigio colpisce il suo avversario una sola volta, con un taglio della mano sul collo. Una mossa che nei film tutti gli agenti segreti padroneggiano benissimo. In realtà, come tutti i colpi di karate, bisogna sapere quel che si fa. Il Ninja Grigio intende atterrare il figuro, non necessariamente ucciderlo; lo stordisce per ore, cosicché al mattino gli agenti della polizia stradale lo possano portare via. Lo impacchettano, accusandolo delle molte rapine ai danni delle prostitute, ed una di loro testimonia in tribunale. Racconta anche di avere intravisto una figura spettrale, ma naturalmente non ritengono che questa parte della sua testimonianza sia attendibile. I poliziotti non credono agli spettri, e forse neppure ai ninja. Il terzo camionista ha una figlia affidata all'ex moglie, ma, se bastasse questo per diventare criminali seriali, ce ne sarebbero molti di più. La peculiarità del soggetto è che segrega le sue vittime all'interno del suo stesso mezzo di lavoro. Cattura le donne sole, che chiedono un passaggio, ma non solo loro. Cerca una principessa, che non troverà, dato che lui è ben lungi dall'essere un principe. Uccide per delusione, mostrando però uno strano rispetto nella composizione della salma. Questo esalta quei chiacchieroni nullafacenti dei profiler, ma non sminuisce il suo crimine. Il Ninja Grigio penetra agilmente nello scomparto nascosto dentro il camion. La donna rapita urlerebbe, se il Ninja Grigio non usasse il suo potere di fascinazione per bloccarla. La libera, intimandole di recarsi dalla polizia; intanto lui e la sua katana aspettano il ritorno del criminale seriale. Un camionista assassino, che incolperebbe l'ex moglie di averlo fatto diventare così. Qualche idiota benpensante si fermerebbe a chiedersi se il criminale abbia qualche attenuante. I benpensanti amano dare la colpa al "sistema"; quello stesso sistema che consente a dei cretini come loro di prosperare a suon di chiacchiere. Il Ninja Grigio invece non ha dubbi su quel che deve fare con la feccia; qualora qualche dubbio emergesse, ci penserebbe la sua katana a richiamarlo all'ordine. Il criminale seriale apre la porta della cella che prima conteneva la donna che il Ninja Grigio ha liberato. La rabbia del pazzo dura giusto il tempo di scorgere la lama nera, assetata della sua energia vitale. La lama emette suoni ultraterreni che spaventano a morte il serial killer, ma nel contempo lo attraggono irresistibilmente. Il richiamo della katana nera raggiunge il massimo, poi cessa di colpo. In quella frazione di secondo, la feccia umana potrebbe fuggire, se non avesse perduto ogni capacità di connettere. In questa occasione il Ninja Grigio colpisce, come fosse una cosa sola con la sua spada, e la lama nera finalmente si nutre. Sebbene gli abbia trapassato il cuore, non lo lascia morire prima di avergli aspirato la quasi totalità della forza vitale. La donna liberata dal guerriero delle ombre conduce la polizia nel luogo della sua prigionia. Quando arrivano però il Ninja Grigio è sparito, lasciando sul pavimento il corpo martoriato di un ex carnefice. La detective Lucrezia indaga su quella strana morte, rilevando, grazie ai suoi sensi felini, i segni dell'attività del Ninja Grigio. Non può e non vuole rivelarlo ai suoi superiori, giacché l'operato del super-computer Galadriel e dei suoi agenti è protetto da una cortina di silenzio. La detective viene a sua volta contattata dal cervello elettronico che chiama se stesso (o meglio, se stessa) Galadriel. Il caso riguarda minacce di morte ricevute da una giornalista che si occupa di casi scottanti. Lei lavora per una tv pubblica, che a volte è addirittura messa in imbarazzo dai servizi della giornalista d'assalto. Dopo uno degli ultimi servizi, c'è qualcuno che vorrebbe ripagarla con la morte. Lucrezia non è la sola ad essere stata allertata da Galadriel. La giornalista è infatti sorvegliata da Sonia e Rebecca, dei Giovani Licantropi. La sorveglianza di Lucrezia si sviluppa principalmente di giorno; quella delle licantrope adolescenti di notte. La detective, che condivide alcuni dei poteri felini di Ferox, segue discretamente la giornalista durante la sua indaffarata giornata lavorativa. Un killer potrebbe prenderla in qualunque momento, ma Lucrezia non nota alcun movimento sospetto. Quindi quasi certamente, se ci sarà un agguato, avverrà di notte. Rebecca e Sonia assumono una forma intermedia tra l'essere umano ed il lupo. Adesso possono correre a due o quattro zampe, ma procedono erette. Di solito di notte Sonia e Rebecca viaggiano nella dimensione onirica, assieme agli altri Esploratori dei Sogni. Questa notte opereranno viceversa nello stato dell'esistenza che gli umani ritengono sia la sola realtà. Il fatto che la giornalista abiti fuori città aiuta le due giovani licantrope, che si nascondono tra la boscaglia e tra i cespugli. Fiutano l'aria alla ricerca di un odore che le metta in allarme. Che odore ha un assassino? Quello che si avvicina senza adottare particolari attenzioni è un pregiudicato per reati contro le persone. Uno dei tanti delinquenti che vengono scarcerati da magistrati fin troppo compiacenti, che assecondano le richieste di avvocati sfrontati. Un teppista che ha trascorso buona parte della sua sordida vita in galera, meritando ogni minuto di quella detenzione. Un topo di fogna che non teme di tornarci, dato che ci ritroverebbe amici e parenti. La notte è scesa, ed i criminali di tutto il mondo amano le tenebre, come se sapessero che quella sarà la loro destinazione finale. L'assassino prezzolato non si accorge di Rebecca e Sonia, che lo hanno individuato e si leccano le fauci in attesa di fargli assaggiare le loro zanne acuminate. La giornalista, nel suo appartamento, segue un noioso programma televisivo. La donna è afflitta da una deformazione professionale, che la induce a ritenere che la politica e la cronaca giudiziaria coprano quasi tutto lo scibile. Così facendo si perde la baruffa appena scoppiata in strada. Due licantrope adolescenti balzano addosso ad un seguace del caos. Lui ovviamente non sa di esserlo, ma non per questo è meno combattivo. Inizialmente pensa di essere assalito da due ladruncoli mascherati; poi però si rende conto della forza inumana di Rebecca e di Sonia. La pistola gli sfugge di mano prima di poter fare fuoco. Le due giovani super-eroine ringhiano come due cagnacci da strada, ed il rumore che fanno desta finalmente l'attenzione della giornalista a cui hanno appena salvato la vita. Si affaccia dalla finestra, e vede a pochi metri da casa sua due esemplari di una creatura che ha sempre ritenuto il frutto di ignoranze incurabili. Sonia e Rebecca si scambiano uno sguardo d'intesa, prima di allontanarsi a grandi balzi lupeschi. Il mancato killer giace sul marciapiede, coperto di graffi e morsi. Se è ancora vivo lo deve al fatto che i Giovani Licantropi non sono degli assassini. Tornerà volentieri in carcere, dove il pericolo di lasciarci le penne per lui è minore. I mandanti della mancata esecuzione ricevono la brutta notizia. La giornalista d'assalto deve comunque essere messa a tacere, ma il procedimento richiederà una pianificazione diversa e più lunga. Trattandosi di interessi molto pesanti, i nemici occulti della reporter proveranno in alternativa a fare pressione sui suoi datori di lavoro, perché le rendano difficile se non impossibile proseguire nelle sue fin troppo fastidiose indagini. A volte i veri criminali non sono i sicari o i predatori improvvisati, bensì degli insospettabili personaggi pubblici. La gente lo sospetta, ma non ha idea di quanto sia profonda e radicata la diffusione di questa corruzione sociale.
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