giovedì 12 dicembre 2013
FAME E SPETTRI_297° episodio
Ogni tanto qualcuno si accorge della fame nel mondo. Se ne parla per un giorno o due, poi chi ha la pancia piena può permettersi di dimenticare chi ce l'ha vuota. Ci sono tanti personaggi pubblici che dimostrano la loro fasullaggine aggredendoci ciclicamente con un problema che in realtà non li tocca. Se la gente avesse memoria e decenza, si renderebbe conto che il problema della fame nel mondo prescinde da tutti i giornalisti ed i politici del pianeta. Più raramente interviene qualche prete, ma solo per suscitare quei cinque minuti di commozione che giustificano la sua intera giornata. È già brutto che adulti e bambini muoiano di fame, senza pensare che nei Paesi civilizzati il cibo si spreca. Sarebbe facile trasportare le eccedenze da chi le apprezzerebbe, ma nessuno si muove senza avere un tornaconto, men che meno i preti. Anche in questo momento, troppi umani si sentono scivolare verso la morte per mancata nutrizione. Le organizzazioni internazionali raccolgono fondi per salvare vite, ma prima di tutto salvano i loro strapagati passacarte. Un tempo, i quattro Cavalieri attraversavano le terre abitate dagli umani. Alcuni visionari teorizzarono che in futuro non ci sarebbero più state guerre, né pestilenze e neppure carestie. Nessun visionario si spinse peraltro a teorizzare la cessazione della mortalità. Le guerre continuano tuttavia a causare dolori e distruzioni. Le pestilenze del passato a volte ritornano, accanto a malattie sempre nuove. Le carestie si replicano incessantemente a causa della pigrizia e della mancanza di solidarietà. I Cavalieri si trovano molto bene su un pianeta dove la razza dominante è derivata dalle scimmie più degenerate, ed è evidente da come si comporta che l'evoluzione è un concetto discutibile. Una razza dominante dovrebbe fare attenzione a come si presenta, e non comportarsi come la razza umana, che ama pensare di non dover rendere conto ad alcuno. Gli umani credono infatti di essere soli nell'Universo, e questo li rende ancora più impresentabili. Di fronte al problema della fame nel mondo anche i super-eroi sono impotenti, se si ostinano a voler dirimere le controversie prendendo a pugni il cattivo di turno. Anche se fosse possibile sconfiggere Carestia, in una sua manifestazione fisica, le cause della malnutrizione umana non sarebbero contestualmente rimosse, e Carestia si rigenererebbe nel giro di un secondo. Questo antico demone, come Guerra e Pestilenza, assume forma umanoide non a caso, giacché non sono gli altri abitatori del pianeta a creare i presupposti per squilibri di questa portata. Può infatti capitare che i lupi, i cervi, i bufali, i pesci ed anche gli insetti muoiano di fame, ma si tratta di casi isolati all'interno della moltitudine. Il punto è che tutti gli animali si riproducono secondo una misura adeguata alle risorse disponibili, proprio perché quando eccedono subentra la morte per fame. I pesci si riproducono in enormi quantità, calcolando che i predatori divoreranno gran parte della prole. Non sono i singoli pesci a fare quel calcolo, bensì le loro menti collettive. Se ne deduce che la mente collettiva dell'umanità è ubriaca di potere, visto che avalla filiazioni insensate. Un pianeta come la Terra può tollerare alcuni miliardi di umani, ammesso che non consumino troppe risorse pro capite, ed ammesso che non inquinino troppo. La situazione attuale vede viceversa delinearsi il rischio di estinzione parziale dell'umanità, a causa dello spreco delle risorse non rigenerabili. Gli umani sono riusciti a selezionare migliorie all'interno delle specie animali soggiogate. È successo con i cavalli, più che con i cani ed i gatti. La specie umana non è però riuscita a fare lo stesso con se stessa. Se lo avesse fatto, ora sul pianeta non ci sarebbero sette miliardi di individui, bensì un solo miliardo, che è più che sufficiente. Il compito di Evolution nell'ordine delle cose è quello di contenere le disfunzioni. Escluso che i super-eroi decidano di eliminare i sei miliardi di umani eccedenti, rimane la necessità di contenere il fenomeno della morte per fame. Raccogliere risorse alimentari dove sono in eccesso, per distribuirle dove sono carenti: questo è il piano, semplice, ma di difficile realizzazione. Evolution necessita di un adeguato mezzo di trasporto, che valichi le distanze planetarie, in tempi adeguatamente compressi. La Vae Victis non è una nave normale; altrimenti non sarebbe stata dislocata da forze superiori nel deserto, dove Evolution l'ha trovata. La dislocazione in questione ha poi intensificato la sua peculiarità. Il cacciatorpediniere ha acquisito una consapevolezza di sé sempre più marcata. Nata come strumento di distruzione, la nave è ora sintonizzata con il modo di pensare di chi la abita: il drago alieno Dragonfire ed i mutanti terrestri di Evolution. La Vae Victis, grazie agli incantesimi di antichi tomi, ha già dimostrato di poter viaggiare attraverso gli worm holes. Magia e scienza si incontrano nel viaggio tra i piani dell'esistenza. Evolution è in grado di materializzarsi ovunque; quindi può iniziare un viaggio senza precedenti a bordo di una nave che non ha bisogno dell'acqua per muoversi nello spazio-tempo. Con un grande spostamento d'aria ed alcune oscillazioni dell'acqua del suo lago artificiale, il vascello d'acciaio inizia a dislocarsi altrove. Gli animali che vivono da quelle parti osservano affascinati quel fenomeno insolito. I predatori interrompono la loro caccia, lasciando alle prede la possibilità di correre ai ripari. La tregua dura pochi minuti; poi la vita e la morte tornano a rincorrersi attorno e dentro il lago della nave. Il dottor Occulto, assistito dalla Maga, dalla Navigatrice e dalla Guaritrice manovra gli incantesimi che ha recentemente appreso. La nave di Evolution galleggia in un cosmo mai visto prima da occhio umano o mutante. L'unico a non provare sana meraviglia è Dragonfire, che reca in sé il ricordo dello spazio profondo profondo. La sua specie è infatti da innumerevoli cicli solari integrata nell'equilibrio delle forze cosmiche. La nave non solca l'atmosfera terrestre, né le acque oceaniche, ma raggiunge il suo obiettivo in un tempo che sembra quello richiesto da un battito di ciglia. Un grande fiume, che attraversa una grande città. Su quel fiume navigano battelli turistici e canoisti. Si direbbe ci sia spazio per tutti, ma questo era vero prima dell'arrivo della grande nave. Nessuno l'ha vista risalire o discendere il corso d'acqua, ed è molto strano, data la presenza di chiuse a monte ed a valle della città. Un attimo prima, sul fiume c'erano solo alcune anatre. Un attimo dopo, una nave da guerra con tutti i suoi cannoni si erge come una minacciosa fortezza, al centro del grande fiume, che di colpo sembra molto più piccolo. Le anatre si sono accorte in tempo dell'arrivo della Vae Victis, e sono volate via. L'acqua prima si è agitata, poi si è aperta per fare spazio a migliaia di tonnellate d'acciaio. Sul ponte del cacciatorpediniere, Dragonfire osserva la città ed i suoi abitanti. Accanto a lui ci sono i suoi amici e colleghi: Maga, Fulminatore, Ferox e Kong. La Vae Victis è ferma, perché se avanzasse lungo il fiume produrrebbe onde che allagherebbero gli imbarchi ed i locali troppo vicini all'acqua. Evolution è giunta in questa città per riempire le capaci stive della Vae Victis con cibarie donate dai cittadini, dalle mense e dalle istituzioni. Volontari affluiscono al fiume, portando a bordo casse piene di scatolame alimentare, che sarà di certo apprezzato dalle popolazioni bisognose. Dragonfire usa la sua grande forza per aiutare i volontari. Anche l'uomo-bestia Kong partecipa felice alla missione di pace. Quando si parla di mobilitazione, sovente accade che ci si riferisca a gente urlante, che blocca il traffico, e le prende dai poliziotti. Questa volta invece la mobilitazione ha una finalità decisamente più alta. Quelli che trasportano i generi alimentari sulla nave sono sicuri di contribuire a salvare delle vite. Super-eroi che hanno sconfitto nemici super potenti lavorano assieme alle persone normali, che sconfiggono in primis il loro stesso egoismo. L'afflusso dura fino a tarda sera, poi la Vae Victis è pronta a salpare per luoghi che non raggiungerà navigando sul mare. Il dottor Occulto si prepara ad attivare l'incantesimo di dislocazione spazio-temporale. Il grande fiume, solitamente calmo, viene increspato dalle onde dovute all'improvvisa smaterializzazione della massiccia nave da guerra e del suo carico. I viaggi tra le dimensioni non sono mai uguali tra loro, dato che le variabili da prendere in considerazione sono pressoché infinite. In questo caso, la Vae Victis si trova a galleggiare su un mare di nebbia, che ha la consistenza dell'acqua. In questo ambiente privo di riferimenti visibili, solo la Navigatrice può trovare una rotta da seguire. Un diverso ostacolo attende però Evolution. Una nave spettrale compare all'improvviso a breve distanza dalla Vae Victis. Si presenta come un veliero, che batte bandiera nera. Sul ponte del vascello pirata si agitano figure nebulose, spettrali come la loro nave. I cannoni di tribordo della nave fantasma vomitano palle di cannone che solcano l'aria. Un attacco a sorpresa, che avrebbe potuto affondare una nave di altri tempi, ma non la Vae Victis. Sebbene quelle palle di cannone siano decisamente meno spettrali della nave da cui provengono, impattano senza fare danno contro le alte fiancate d'acciaio del ben più moderno cacciatorpediniere. Nello spazio-tempo turbinoso, che si trova tra gli stati dell'esistenza, Evolution incontra nuovamente lo spettro del pirata Barbanera. Lui e gli altri pirati sono morti da tempo, ma solo nei corpi fisici che avevano sulla Terra. Qui ed adesso le loro consapevolezze animano dei corpi astrali differenti da quelli degli altri mortali. Agiscono senza cognizione del trascorrere del tempo, senza alcun ricordo del precedente incontro con Evolution. La nave fantasma, a suo modo senziente, combatte contro la Vae Victis, che apre il fuoco con i suoi grandi cannoni. Intanto, sulla Terra, il super-computer Galadriel indaga su un singolare attentato. Un aereo di linea è infatti precipitato, senza alcun preavviso. Risulta ci sia stata un'esplosione a bordo, ma la polizia non è ancora riuscita a ricostruirne le cause. I passeggeri e l'equipaggio sono tutti morti, e quel che resta di loro rende molto difficile il lavoro dei medici legali. Galadriel ritiene che gli Esploratori dei Sogni possano trovare qualche traccia, ammesso che qualcuno a bordo dell'aereo di linea stesse dormendo quando è avvenuta l'esplosione. La dimensione onirica ha una sua temporalità, che consente ai vivi di parlare con i morti, specie quando il loro trapasso è avvenuto da poco. Gli Esploratori dei Sogni attivano il loro rituale, che consente loro di partire assieme da questo piano dell'esistenza, ed arrivare assieme nel mondo dei sogni. Lupo Nero rimane sveglio, di riserva, a sorvegliare i corpi addormentati di Sonia, Rebecca, Pedro, David (i Giovani Licantropi), accompagnati da Clara e Cyberdog. Braxcat li raggiungerà appena avrà terminato un'altra missione. La squadra è composta da quattro mutaforma e da due simbionti degli organismi tecno-meccanici conosciuti come Transformatron e Tecnoragno. Gli Esploratori dei Sogni non sono come tutti noi preda di meccanismi inconoscibili. Dopo numerosi viaggi con le loro essenze astrali, hanno imparato come muoversi nell'impressionante amalgama dei sogni dei viventi. In quella dimensione infatti si intersecano non solo le avventure e le disavventure degli umani. Ci sono anche i sogni dei cani, dei gatti e di tutti gli altri animali, che avendo un'anima viaggiano durante il sonno in quell'immensa dimensione. Osservare i cani ed i gatti quando dormono dovrebbe convincere gli umani di non essere gli unici a detenere un'anima. Gli Esploratori dei Sogni cercano le tracce di un aereo precipitato. I quattro licantropi assumono la loro forma intermedia, tra l'uomo ed il lupo, per muoversi più velocemente, ed anche per essere più impressionanti. In tal modo possono verificare se quelli che incontrano siano in possesso delle informazioni che cercano. Quel piano dell'esistenza è pressoché infinito, ma a differenza della nostra realtà è soggetto al potere della mente, senza alcun bisogno di intermediari tecnologici. Clara assume l'aspetto di una principessa elfica, coperta da una lucente pellicola metallica, che è la manifestazione del suo Tecnoragno. In realtà il Tecnoragno ed il suo progenitore Transformatron sono rimasti sulla Terra, ma il legame che hanno con Clara e Cyberdog è molto forte. Saltando da una sequenza all'altra secondo un'apparente casualità, i giovani super-eroi si materializzano sulla cima di un'altissima montagna. Il loro desiderio si è facilmente concretizzato, visto che stanno assistendo all'ultimo volo dell'aereo che stavano cercando. Si trovano ai confini del sogno di uno dei passeggeri, che si è perpetuato nonostante l'estinzione fisica del sognatore. Nel successivo balzo spazio-temporale, Rebecca, Sonia, David, Pedro, Cyberdog e Clara compaiono dentro l'aereo, invisibili i presenti. Ora assisteranno all'atto finale, senza potere però alterare in alcun modo l'evento stesso.
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