venerdì 28 marzo 2014

IL TAGLIAGOLE E L'INVENTORE_323° episodio

Non è nato sulla Terra, ma sul nostro pianeta ha trovato amici ed alleati. Si chiama Jedd, ed è conosciuto come il nano tagliagole. Pochi istanti fa si trovava a bordo del Desert Cruiser, intento a percorrere ed esplorare una delle tante zone desolate del continente nero. Alla guida del Desert Cruiser c'erano e ci sono Black Dragon e Robokiller. Zara la fustigatrice, Zadox il troll ed i lupi bionici Qwert e Tyop notano la scomparsa dell’amico, ma, essendo abituati ai viaggi interdimensionali, non si allarmano. Per loro è normale e scontato che Jedd sia stato teletrasportato altrove. Agitarsi non servirebbe, quindi proseguono il loro viaggio come se nulla fosse accaduto. Il Prisma Cosmico ha deciso di coinvolgere il nano tagliagole in questo suo progetto. Jedd dovrà infatti proteggere due giovani coniugi dalle attenzioni malate e pericolose di un criminale. Costui ha deciso di sfogare la sua acredine verso un uomo ed una donna che gli sembrano fin troppo felici. Li ha notati da tempo e non li sopporta proprio. Il pazzo progetta di torturarli ed ucciderli, per ristabilire quello che secondo lui è una specie di equilibrio cosmico. Come si vede, non sempre gli adoratori dell’ordine ci stanno con la testa. Peraltro tra gli adoratori del caos ci sono persone abbastanza felici, proprio perché respingono ogni assillo. Nessuno ha spiegato a Jedd cosa deve fare, ma il Prisma Cosmico ha fatto sì che i termini d’ingaggio siano interiorizzati dal nano tagliagole. A prima vista, Jedd potrebbe sembrare un essere umano di piccole dimensioni e tozze proporzioni, ma è più simile ad un nano guerriero delle leggende nordiche. Non è un umano che presenta un deficit genetico; è piuttosto un formidabile rappresentante di una razza molto tenace di scavatori. Oltre a ciò, Jedd ha sviluppato una simpatica attitudine nel maneggiare lame di tutti i tipi. Specialmente i lunghi coltelli, che non è chiaro come faccia a nascondere sotto gli abiti. Il criminale osserva la coppia, bersaglio del suo odio, mentre il nano tagliagole tiene d'occhio lui. Come molti predatori, anche Jedd sa aspettare; a chi alzasse lo sguardo su di lui, sembrerebbe una statua ornamentale, collocata nel vano esterno di una finestra. Qualcuno pensa addirittura che dovrà lamentarsi con l’amministratore del condominio, perché quel brutto coso deturpa la facciata. Il nano tagliagole mantiene la sua immobilità finché gli serve; poi scivola via, azzerando sul nascere ogni contestazione di carattere estetico ed architettonico. Ignari di essere in pericolo di vita, l’omino e la donnina continuano a scambiarsi smancerie. Questo loro stato di perenne gratificazione, basata sulla semplice frequentazione, ha sollecitato l’attenzione del Prisma Cosmico, che intende appunto scrivere l’equazione della felicità, ispirandosi a quei due mammiferi. A Jedd della felicità in sé interessa poco o nulla. Troppo astratta per uno come lui. Sarebbe incomprensibile anche per qualunque altro suo simile, giacché loro si divertono a maneggiare il piccone e scavare alla ricerca di diamanti ed altre gemme. La cosa ironica è che Jedd troverà comunque il suo minuto di felicità dopo aver sgozzato il criminale, che in assenza della coppia è penetrato nella loro dimora. Il pazzo fruga nei cassetti, alla ricerca di cimeli e souvenir. Prima di ammazzare quei due, vuole violare il loro habitat. Dare fuoco a tutto sarebbe troppo facile; meglio strappare tende e lenzuola, ed imbrattare i muri. Come si è premesso il tizio è un criminale, ma questo non significa che sia una mente raffinata. Anche Jedd è entrato nella dimora dei due sposini, ma la sua abilità mimetica è tale che il depravato non si accorge di lui neppure quando gli passa vicino. Il nano tagliagole sorride, perché questo terrestre è un penoso dilettante. Anche il criminale vorrebbe giocare a fare il ninja, ma non è ovviamente all’altezza. Trascorrono alcune ore pomeridiane, prima che una chiave nella serratura annunci che uno o entrambi i residenti stanno tornando a casa. Il predatore può dirsi fortunato, dato che è la ragazza da sola ad entrare in casa. Lui le balza addosso, per cloroformizzarla. Non la ferisce solo perché intende prima organizzare una scena del delitto ben più complicata. Jedd resiste alla tentazione di sgozzare quello stupido terrestre, essendo lui stesso curioso di vedere cosa abbia in mente. Il nano tagliagole è piccolo di statura, ma non basta questo a spiegare come possa dissimularsi in un ambiente piccolo come quell’appartamento. In realtà Jedd ricorre ad una strategia innata nella sua specie: i nani scavatori sono infatti capaci di immobilità assoluta, oltre che di un’attitudine mimetica che agisce più sulla mente che sugli occhi. Il tizio gli passa davanti, i suoi occhi lo inquadrano, ma il suo cervello non lo vede. La ragazza si sveglia, imbavagliata e legata sul letto. Dopo pochi minuti, entra in casa anche il suo partner. In questo caso, il delinquente non lo aggredisce, preferendo la strategia della minaccia rivolta alla ragazza. Il giovane, non essendo a conoscenza di tecniche da utilizzare in casi come questi, implora il maniaco di non infierire su una persona innocente. A proposito di tecniche da adoperare contro taluni maniaci e fuori di testa, di sicuro implorare serve solo a fare sentire più forte il criminale. Bisognerebbe avere la freddezza di mostrare distacco, se non altro per sconcertare e distrarre il nemico. Anche il giovane viene legato ed imbavagliato, ma non al letto, bensì ad una sedia. Quindi il depravato estrae una collezione di bisturi, coll'intento di sperimentarli sui malcapitati. Jedd ha visto abbastanza, e compare all'improvviso davanti allo sconcertato bandito, che si chiede da dove sia sbucato. Tuttavia, vedendolo così piccolo di statura, è certo di poterlo fare a fette. Anzi, apprezza il fuori programma. Impugna un bisturi per ogni mano, come fossero pugnali, pronto a tagliuzzare a morte quel ridicolo nano. Jedd però ha già estratto le sue lame, lunghe e sottili. Il suo nemico si è ormai lanciato in una carica insensata, che vorrebbe però congelare a causa di un ripensamento dell'ultimo secondo. Il nano tagliagole ha tuttavia già fatto ciò che doveva per tenere fede al suo soprannome. Il delinquente vorrebbe urlare, ma dalla sua gola esce solo un gorgoglio sinistro, accompagnato da abbondanti fiotti di sangue venoso ed arterioso. La coppia perfetta avrà parecchio da fare per eliminare le tracce di tutto quel sangue, ma potrà raccontare alla polizia di quella insolita e formidabile apparizione nanesca. Jedd scompare ancora una volta, ma non per effetto delle sue doti mimetiche, quanto per effetto del potere del Prisma Cosmico, che lo restituisce al Desert Cruiser ed ai suoi amici. Quando notano Jedd pulire le sue lunghe lame dal sangue che le ricopre, non gli chiedono dove sia andato e cosa abbia fatto. Più tardi, durante la cena, sarà lui a narrare ogni particolare della sua missione di salvataggio. Quanto ai passeggeri dell'aereo che è stato dislocato oltre la barriera dimensionale che separa la Terra da Akros, tornano tutti alle loro vite. Ognuno di loro reagisce in maniera diversa, ma qualunque cosa raccontino quasi nessuno darà loro credito se diranno la verità. La gente non vuole sapere di altri mondi abitati; specialmente di quelli che coesistono nel nostro stesso spazio, in un differente piano dell'esistenza. Significherebbe sentirsi spiati da alieni che per invaderci non necessitano di alcuna astronave. Il dottor Occulto ha viceversa molto chiaro il problema: qualcuno o qualcosa ha dislocato in un colpo solo centinaia di tonnellate di metallo e centinaia di esseri umani. Occorre capire se si tratti di un fenomeno naturale oppure di una tecnologia che potrebbe essere molto pericolosa se finisse nelle mani sbagliate. C'è una persona, sulla Terra, che potrebbe chiarire i dubbi del dottor Occulto. Si tratta di un inventore dilettante di meccanismi strampalati. In un cascinale, ha costruito un laboratorio nel quale si sbizzarrisce o dare una forma alle molte idee che attraversano il suo fertile cervello. Fin da piccolo, ha voluto smontare tutto ciò che gli arrivava a tiro, per capire come funzionasse. Poi però quando provava a rimontare il trapano del padre, la radio della madre ed il forno a micro-onde della zia, non gli riusciva altrettanto bene. Questa volta ha superato se stesso, assemblando un meccanismo dall'aspetto sconcertante, che a sua insaputa ha aperto un enorme portale tra la Terra ed Akros. Leonard non è il suo vero nome, che è molto più banale; ma visto che tutti i suoi amici ed anche sua moglie lo prendono in giro per le sue invenzioni, ha deciso di meritarsi quel nome illustre. Se qualcuno chiedesse a Leonard su quale principio si basa la sua ultima macchina, lui non saprebbe rispondere. Una traccia sarebbe invero reperibile in quella parte della memoria che prova a descrivere i sogni. Purtroppo si sa che ciò che può essere vivido appena svegli svanisce nelle ore successive. Leonard ha sognato la macchina prima di costruirla, e in sogno qualcuno gli ha spiegato come fare. Quando, alla fine della giornata, l'inventore Leonard si predispone per una notte di meritato riposo, alcuni flash lo riportano per frazioni di secondo ad un posto stranissimo, in presenza di creature non di questa Terra. Prima di addormentarsi, ricorda i sussurri di esseri ammantati di oscurità, con molti tentacoli in perenne movimento. Leonard si chiede come mai quelle creature abbiano scelto lui; non ottenendo risposta, si addormenta non completamente rilassato, temendo che non sia finita così. Il dottor Occulto non sa di Leonard e neppure della sua macchina infernale, ma durante la sua meditazione distaccato dal suo corpo fisico ha colto una tenue scintilla di conoscenza, ed adesso lotta per non farla scomparire. La Navigatrice si è addestrata duramente proprio per situazioni di questo tipo; il suo maestro la convoca, sicuro di potere contare su di lei. Tutti noi siamo convinti di possedere un minimo di precognizione, dato che a volte ci capita di dire che ce lo sentivamo che una tal cosa sarebbe accaduta. Forse anche per noi, che non siamo dotati dei poteri magici e psichici del dottor Occulto, ogni tanto si apre una piccola finestra di percezione extra sensoriale. Ciò che per per l'uomo medio è un'eventualità remota, per il capo di Evolution è viceversa vita quotidiana. Se lui sente che sta succedendo o che è accaduto qualcosa di insolito, è perché la tenue trama della normalità è stata effettivamente forzata. È accaduto quando l'aereo di linea ha superato la barriera dimensionale tra la Terra ed Akros, ma prima ancora è capitato quando entità di incerta classificazione sono entrate nel sogno di Leonard, per indurlo a costruire la sua macchina. Non è stato un sogno normale, ispirato dai ricordi della giornata trascorsa, o rovinato da una cena pesante. Occulto invita quindi la Navigatrice a concentrarsi sulla piccola traccia, che lui ha trasformato in una tenue scintilla. In essa risiede l'astruso algoritmo necessario a risalire all'evento scatenante. Dovendo operare nella dimensione onirica, Evolution ha inoltre bisogno dei suoi amici conosciuti come gli Esploratori dei Sogni. A loro spetta il compito di trasportare la scintilla al Pozzo del Destino, che è il crocevia di tutta quella dimensione ingannevole e smisurata. Sebbene la Navigatrice incontri delle difficoltà a decodificare la traccia raccolta dal suo maestro, il suo talento le consente di facilitare il viaggio degli Esploratori dei Sogni. I quattro Giovani licantropi: Sonia, Rebecca, David e Pedro, si uniscono all'amica Clara ed al cagnolino cibernetico. Partecipano alla missione anche Braxcat e Lupo Nero. Tutti i componenti di questo gruppo eterogeneo sono abituati ad addormentarsi a volontà, mano nella mano o zampa nella zampa. Il dottor Occulto assiste la Navigatrice mentre fa altrettanto; poi spedisce il corpo astrale della sua allieva ad incontrare gli alleati, che la stanno aspettando. Lei consegna loro la scintilla psichica che ha elaborato assieme al dottor Occulto, e la missione degli Esploratori dei Sogni ha inizio. I Giovani Licantropi si trasformano per potersi muovere più velocemente. Clara è potenziata dal suo Tecnoragno, che la assiste anche in quella dimensione normalmente preclusa a chi non dorme. In analogia, Cyberdog è potenziato dal suo Transformatron, che è il predecessore del Tecnoragno. Il Lupo Nero si pone in testa alla muta dei licantropi, mentre il gattino demone Braxcat lo cavalca, lanciando piccole scariche di fuoco incantato dalle sue fauci.

lunedì 24 marzo 2014

SALVATI DAI MUTANTI_322° episodio

Secondo il dottor Occulto, la barriera dimensionale tra la Terra ed Akros si indebolisce spontaneamente per brevi periodi. In quelle occasioni, è possibile il transito di piccole masse. Si tratta di dislocazioni stabili, e solitamente lo scambio non avviene a senso unico. È come se i due mondi interagissero spinti da una volontà di conoscenza reciproca: ambasciatori che vanno ed ambasciatori che vengono. Nel caso dell’aereo scomparso invece si è aperto un varco insolito tra i due piani dell’esistenza contigui. Dato che la Terra ed Akros esistono da miliardi di anni, può darsi però che anche questa anomalia rientri in uno schema più ampio, che sfugge alla comprensione umana. I passeggeri e l’equipaggio dell’aereo di linea sono tuttora ospitati in un hotel, dove sono tenuti discretamente sotto controllo da uno staff di scienziati. Occulto ed i suoi allievi non cercano al momento di attraversare la barriera dimensionale, per evitare di innescare fenomeni imprevedibili. Gli uomini e le donne terrestri iniziano tuttavia a risentire della segregazione imposta loro. Trascorsi alcuni giorni dal loro arrivo, non sarà possibile convincerli ancora per molto tempo a collaborare. Prima di allora tuttavia si attivano forze cosmiche, che il capo di Evolution aveva ipotizzato. Alcuni tra i passeggeri iniziano ad emettere onde di energia sconosciuta. Gli strumenti inviano le rilevazioni a grandi computer, che si sforzano di catalogare l’ignoto. Poi accade che la barriera tra i mondi manifesti degli indebolimenti in corrispondenza dei passeggeri dell'aereo scomparso. Suscita non poco allarme la smaterializzazione temporanea di mani e braccia dei passeggeri e dell'equipaggio; come se stessero per essere richiamate al pianeta d’origine. I fenomeni aumentano nelle ore che seguono, finché una donna quasi completamente smaterializzata scompare del tutto da quel piano dell’esistenza. La domanda che si pongono gli indaffarati scienziati è se sia tornata sulla Terra o meno. Il drago ed i mutanti che compongono Evolution sono pronti ad intervenire, ma prima è necessario tracciare le persone che si materializzano sulla Terra. La Navigatrice è sottoposta ad un grande sforzo, perché tutti i passeggeri ed i membri dell’equipaggio stanno scomparendo da Akros. Nancy convoglia su di lei i suoi poteri di guarigione, per sanare i danni che subisce nell’esercizio della sua ricerca. Su un altro versante, il super-computer Galadriel elabora innumerevoli dati, relativi a materializzazioni misteriose, nelle varie parti del globo terrestre. La situazione è la seguente: si registrano centinaia di rientri, che però avvengono in località collocate secondo uno schema apparentemente casuale. Se fosse possibile conoscere tutte le variabili in gioco, una mente super-matematica riuscirebbe probabilmente a ricostruire uno schema dei ritorni a casa. Il fenomeno si esaurisce in poche ore. Nel piano astrale, il dottor Occulto e la Maga incontrano Farie la fata della K-Force. Da quel punto di vista privilegiato, hanno un quadro d’insieme molto ben definito. In base a quelle informazioni, avvisano le polizie e le forze armate di molti paesi, affinché soccorrano coloro che hanno vissuto un’avventura senza precedenti, che peraltro non si è ancora conclusa del tutto. Fulminatore, Kong e Ferox sono pronti per essere teletrasportati in tre luoghi molto distanti tra loro, dove potranno usare i loro poteri per salvare i passeggeri più sfortunati. Dragonfire rimane a presidiare la Vae Victis, in attesa che la Maga ed il dottor Occulto rientrino nei loro corpi fisici. Non è infatti escluso che qualche nemico colga l’occasione per attaccare proprio adesso. Come già accertato in altre situazioni, Evolution non è solo un gruppo di super-eroi, bensì la punta di diamante di un’organizzazione transnazionale che combatte il caos, il crimine e la devastazione in tutte le loro manifestazioni. Quando Fulminatore si materializza sul suo obiettivo, trova ad accoglierlo un gruppo di poliziotti di élite. Il mutante ed i suoi alleati si disperdono nella zona, pur rimanendo in contatto mediante ricetrasmittenti. Lo scoiattolo-Kjrt, prodotto dell’amalgama tra un piccolo mammifero terrestre ed un’entità proveniente da un altro piano dell’esistenza, accompagna Fulminatore. Stanno cercando un ragazzo da poco maggiorenne di nome Fred, che si guarda attorno per capire dove si trova. Il luogo non è quello che lui avrebbe scelto, ma se non altro è tornato sulla Terra. Fred è ottimista sulla conclusione di quella sua strana avventura. Sfortunatamente tra gli alberi c’è un animale affamato che viceversa lo considera alla stregua di una cena appetitosa. La missione di Kong inizia con il suo arrivo quasi sulla cima di un’alta montagna innevata. La temperatura è molto bassa e diminuisce velocemente con l’avanzare della notte. Kong sta cercando Fabia, una hostess in servizio sull’aereo scomparso. La ragazza si è materializzata non lontano da dove si trova il geniale mutante di Evolution. I suoi scarsi vestiti sono assolutamente inadatti ad affrontare quel clima spaventoso. Fabia rischia il congelamento in pochi minuti, ed è priva di qualsivoglia addestramento di sopravvivenza in ambienti ostili di tipo montano. Ferox, la donna leopardo, si materializza su una piccola isola. In questo contesto i suoi poteri non possono dare il meglio, ma lei inizia subito la ricerca di un anziano professore che è tornato sulla Terra, precipitando da un portale che si è aperto a tre metri sulle acque dell’oceano. Marius: questo il nome del professore, sebbene non sia un grande nuotatore ha guadagnato la riva di una provvidenziale isoletta rocciosa. Ferox, una volta trovato il professore, dovrà chiamare la squadra di soccorso, che incrocia in zona a bordo di una nave della marina militare. Marius, rispetto a Fred ed a Fabia, non corre rischi immediati. Il clima è accettabile e non si vedono neppure alberi dietro i quali possano nascondersi predatori affamati. La relativa soddisfazione del professore sparisce però quando si rende conto di essere assediato da centinaia di granchi. Le bestiacce agitano le loro chele, comunicando tra loro che è ora di mangiare. Lo scoiattolo-Kjrt precede Fulminatore, salendo sugli alberi in un’esplorazione tipica dei laboriosi animaletti. Il mutante pensa che quell’habitat sarebbe ideale per Kong o Ferox. Purtroppo non c’è stato il tempo di studiare meglio le assegnazioni dei territori da esplorare. Quando Kjrt emette un verso, che nessuno scoiattolo normale sarebbe in grado di riprodurre, Fulminatore comprende che si tratta di un allarme, e si predispone al combattimento. Sulla montagna sempre più buia e sempre più fredda, Fabia si è addossata ad una rientranza appena accennata. Cerca di mantenere la temperatura corporea, ma la sua battaglia pare perduta in partenza. Non riesce a tenere aperti gli occhi, pur sapendo che chiudendoli rischia di non aprirli più. Poco prima di cedere ad una sorta di letargo ipotermico, Fabia pensa di avere le allucinazioni, giacché vede venirle incontro nientemeno che il mitico yeti. Kong, che non è l’abominevole uomo delle nevi, bensì un massiccio mutante dotato di una forza uguale o forse superiore a quella di un gorilla, avvolge la ragazza in un abbraccio peloso, sperando che il suo calore corporeo sia sufficiente a salvarla. Per il fisico di Fabia quello scambio di energia termica innesca una salutare sonnolenza, che l’allontana da quella realtà devastante. Marius non dispone di armi, né di munizioni; quell’isolotto è infatti un blocco di corallo uniforme. Ferox viceversa sa come colpire e frantumare con i suoi artigli, che sono in grado di penetrare facilmente le armature dei granchi. La donna leopardo è lì per portare in salvo il professore, ed intende farlo. La battaglia infuria per quasi un’ora; poi i crostacei, come obbedendo all’ordine di una mente collettiva, arretrano e tornano al loro habitat acquatico, lasciando sul terreno molti resti che renderanno felici i gabbiani. Fred, se non fosse per l'arrivo di Kjrt cadrebbe preda di un incrocio tra uno scimmione ed un orso. Il giovane ovviamente non ha tempo di riflettere sull’anomalia genetica rappresentata dal suo aggressore. Lo scoiattolo-Kjrt intanto attacca per primo, con scariche elettriche che non feriscono ma distraggono comunque il mostro. Il ragazzo coraggiosamente impugna un ramo caduto, intenzionato ad usarlo come una clava improvvisata. L’orso-scimmione è però troppo veloce per farsi colpire in quel modo. Inoltre c’è da considerare che quasi sicuramente anche colpendolo Fred non potrebbe fargli del male. La situazione viene risolta dall’arrivo di Fulminatore, le cui scariche elettriche sono molto più potenti di quelle del suo allievo, lo scoiattolo-Kjrt. Il grosso animale peloso è molto più intelligente di quel che sembrava, e comprendendo al volo la situazione trova rifugio nel folto degli alberi. Le squadre di supporto prendono in consegna Marius e Fred, che, visto il viaggio di andata e ritorno tra i piani dell’esistenza, dovranno sottoporsi ad alcune visite mediche. Manca all’appello solo Kong, che deve necessariamente attendere che trascorra la notte, prima di muoversi. Il tepore del suo grande corpo controbatte efficacemente i rigori della quota e ripara Fabia dai venti micidiali. L’uomo bestia di Evolution ricorre ad un potere mai usato prima: si colloca in animazione sospesa, simulando il letargo. Il suo potere di guarigione si concentra verso la parte del corpo più esposta, incrementando la rigenerazione cellulare. Quando, alcune ore dopo, la luce solare dissipa le gelide nebbie notturne, Kong riporta la sua attenzione al mondo esterno. La ragazza avvolta nel suo abbraccio respira normalmente, come se avesse dormito nel caldo del suo letto. Kong ha vinto la sua battaglia senza dover colpire alcun nemico fisico, con pugni o calci, ma ha perpetuato la vita di un giovane essere umano. Questo lo rende molto felice. Nella base di Evolution, sulla Vae Victis, il dottor Occulto continua a coordinare gli interventi di altre squadre di soccorso, incaricate di scovare tutti i passeggeri del volo scomparso. Frattanto il Prisma Cosmico, che da tempo osserva Evolution con il distacco dei suoi imperscrutabili motivi, invia altrove una frazione della sua consapevolezza. Quella che noi umani chiamiamo curiosità condiziona evidentemente anche questa entità non biologica. Tra miliardi di individui, lo scanner del Prisma Cosmico trova una serie di coppie di persone felici di vivere, in quanto realizzate professionalmente ed economicamente. L’entità sa che gli umani propendono verso la felicità, e sapendo che si tratta di uno stato d’animo passeggero, cercano di comprarla accumulando ricchezze. Le famiglie che il Prisma Cosmico analizza, senza che loro se ne accorgano, hanno dei buoni motivi per sentirsi realizzati. La questione a questo punto è se detto stato dell’essere reggerà al trascorrere del tempo. L’esperimento del cristallo vivente tiene conto di molte variabili negative improvvise, tra le quali: gli incidenti, le malattie, i licenziamenti ed i fallimenti aziendali. Per il Prisma Cosmico il trascorrere del tempo umano è come la fiamma di una candela. Quindi la sua visione comprende contemporaneamente passato, presente e futuro. La forma di vita cristallina, apparentemente penalizzata dal punto di vista della mobilità e di tutte le attività che nobilitano gli animali, è in realtà l’ideale per elaborare pensieri multidimensionali. Gli animali si muovono di continuo; i cristalli viventi lasciano che sia l’Universo a spostarsi, in tutti i modi ed in tutte le direzioni possibili. Così facendo, l’entità vede famiglie che resistono all’impatto negativo degli eventi. Ne vede altre che viceversa si sfasciano per molto meno. Un punto di partenza pressoché identico produce, in pochi anni, una grande quantità di effetti differenti tra loro. Conclusa la fase della ricognizione, il Prisma Cosmico decide di inserire nelle equazioni delle nuove incognite. Se avesse un volto, sorriderebbe della sua trovata. La contiguità con Evolution ed amici ha sottilmente mutato gli approcci di un’entità dalla quale ci si aspetterebbe un atteggiamento più contemplativo. Ma in fondo, cosa ne sappiamo noi, umani o mutanti, dei cristalli senzienti? Quelli come lui vivono nello Spazio tra i mondi, osservando eventi che per compiersi necessitano miliardi di anni terrestri. Questo cristallo, conosciuto come il Prisma Cosmico oltre che curioso è diventato anche interventista. Studiando migliaia di situazioni, ha volto lo sguardo verso le centinaia e poi verso le decine. Non è umano, né lo sarà mai, ma le sue sinapsi cristalline hanno sviluppato delle simpatie. Capita così che le vicende di un uomo e di una donna, fra migliaia di loro simili, inneschino una maggiore velocità di comunicazione tra quelli che per gli esseri biologici sono i neuroni. Il Prisma Cosmico non ha in sé né neuroni, né sinapsi, eppure la curiosità lo induce ad osservare da vicino le vite dei suoi prediletti. Invisibile ed intoccabile si nutre dell’armonia che correla le vite di due mammiferi che, se osservati bene, sono diversi dagli altri. Questi due, uomo e donna, sono veramente felici. Mentre l’alieno assorbe tutti i dati disponibili, per scrivere l’equazione che sta cercando, un elemento di disturbo si avvicina, nella persona di un depravato come tanti in circolazione nelle nostre città. Costui osserva da giorni quella coppia fin troppo felice, ed è deciso a punirli per la loro insopportabile manifestazione di sentimenti positivi. Organizza diversi piani, per massimizzare il danno e la sofferenza che pregusta di somministrare loro. Li vuole morti, e ci riuscirebbe se il Prisma Cosmico non vegliasse su di loro, come un bravo scienziato che vigila sulle sue cavie. Così, con un semplice pensiero, l’alieno di cristallo vivente seleziona il suo campione, in questo torneo contro il male. Molto lontano la lì, sul Desert Cruiser di Black Dragon e Robokiller, il nano tagliagole Jedd sente un brivido lungo la schiena, nonostante la temperatura torrida.

giovedì 20 marzo 2014

INGAGGIARE GLI HUNTER KILLER_321° episodio

Per fare il poliziotto può essere necessaria la vocazione, ma i più lo fanno per mestiere. Di certo c’è da dire che il poliziotto non è un mestiere come tutti gli altri. Circolare in città di notte alla ricerca di criminali comporta infatti rischi indubbi per l’incolumità degli operatori. Una pattuglia riceve una chiamata dalla centrale, che chiede un intervento rapido per una sparatoria in corso. A bordo dell’auto della polizia, un uomo ed una donna. I sostenitori della parità di genere sui posti di lavoro avrebbero fatto meglio ad evitarsi questa estremizzazione. Può infatti capitare che una poliziotta di cinquanta chili si scontri con un criminale che di chili ne pesa cento, ed è ciò che sta succedendo questa sera. I criminali non fanno caso se sotto la divisa ci sia un uomo o una donna; colpiscono ugualmente duro. Il suo collega viene preso in consegna da altri due banditi, e deve fare il possibile per proteggere se stesso. La poliziotta, prima di soccombere sotto i pugni del bruto, riflette criticamente sulla sua scelta professionale. Se avesse ragionato un po’ di più, invece di farsi trascinare dalla passione del momento, adesso presumibilmente sarebbe a casa a dormire o a guardare la tv. Quella banda da strada non impugna le pistole e neppure i coltelli; questo spiega come mai i due poliziotti di pattuglia sopravvivano al pestaggio. Altre due autopattuglie arrivano a cose già fatte; i colleghi chiamano un’ambulanza, sperando che non sia troppo tardi. Nei giorni successivi, i giornali avvertono la cittadinanza dell’accaduto. Il pestaggio selvaggio di due tutori dell’ordine colpisce molto l’opinione pubblica. Il ragionamento più diffuso è: se i criminali si permettono di trattare in quel modo i poliziotti, è meglio chiudersi in casa dopo il tramonto, e sprangare anche le finestre. Giustamente qualcuno punta il dito contro i capi della polizia, che mandano allo sbaraglio equipaggi ridotti e poco esperti. Fortuna che le telecamere di sorveglianza hanno ripreso alcune immagini utili ad identificare i malfattori. Ne segue un maldestro tentativo di incriminare uno di loro, giacché costui si è già procurato un avvocato ed un alibi. Polizia e magistratura devono fare i conti con degli avvocati molto bravi a sovvertire il diritto. Costoro lavorano per il maggiore offerente, cioè per i criminali. Anche in questo caso accade che alla polizia sia ordinato, dai magistrati delle indagini preliminari, di tenersi alla larga dall'astuto teppista. Costui viene tuttavia tenuto lo stesso sotto osservazione, ma gli sbirri non riescono ad operare senza farsi scoprire. In fondo il poliziotto medio è uno che adora correre su un’auto colorata, veloce, rumorosa e piena di lucine lampeggianti. Qui ci vorrebbe un ninja, o magari un possente rettile maestro negli agguati. Se la giustizia ha le mani legate, il mercato offre viceversa delle possibilità alternative. Ad esempio i cacciatori di taglie. Alcuni poliziotti provano addirittura a farsi giustizia da soli, per vendicare i due colleghi che si trovano ancora ricoverati in terapia intensiva. Quando però vengono intercettati da un’autopattuglia, la tensione sale tra persone che dovrebbero lavorare dalla stessa parte della barricata. Il criminale intanto gongola e ride in faccia ai poliziotti sottopagati che incontra sotto casa. È brutto essere sfottuti da delinquenti che non hanno bisogno di lavorare, e che hanno un reddito in nero decisamente superiore a quello di una decina di uomini e donne in divisa. Dopo un pomeriggio trascorso ad ostentare la sua ricchezza ottenuta col crimine, l’indiziato se ne torna a casa. I poliziotti continuano a fargli da scorta, ed i cittadini sono sempre più sicuri che il crimine paghi e pure parecchio. La casa in questione è un alloggio molto ampio e costoso. Anche questo contribuisce a rafforzare la convinzione che i buoni siano sostanzialmente dei fessi. Sysform è la più piccola tra gli Hunter Killer, ma la sua forza e la sua velocità non hanno bisogno di quote rosa per ottenere la giusta attenzione. L’indiziato, che chiameremo “il criminale”, senza tema di offendere alcun perbenista, nota con la coda dell’occhio un movimento sinuoso, e subito si volta allarmato. Non ha gatti, né altri animali nel suo appartamento; si chiede pertanto che cosa si muova sfruttando le zone d’ombra. Sysform si erge davanti a lui, come farebbe un cobra. Lei però è un serpentoide lungo tre metri, che suscita immediato e giustificato allarme nel quasi assassino di poliziotti. I serpentoidi maschi sono molto più grandi di Sysform, ma lei ha l’abilità di una spia ed una tecnica di combattimento molto efficace. È lì per fare un favore ad un’amica poliziotta, che ha le mani legate dai regolamenti interni e dalle leggi che tutelano più i delinquenti che i cittadini onesti. Sysform sperava che il tizio opponesse una certa resistenza, e lui la sta accontentando. Impugna infatti un grosso coltello, con il quale cerca di ferire l’aliena. Questi bruti, abituati a reagire sempre e comunque con le armi e le mani, non perdono tempo in sterili riflessioni, tipo: che creatura è questa, e da dove salta fuori? Il corpo di certa teppaglia è abituato a rispondere con la massima aggressività ad ogni provocazione, anche presunta. Sysform però non intende fare da bersaglio, e schiva facilmente i suoi rozzi attacchi. Lo lascia sfogare per una ventina di secondi, cosicché sprechi gran parte delle sue energie. Poi la serpentessa, che fa parte del gruppo di cacciatori di taglie conosciuti come Hunter Killer, colpisce la sua vittima in pieno petto, con le creste cornee frontali. Le costole umane non sono fatte per sopportare tali impatti; un rumore sinistro annuncia che il danno è considerevole. Il delinquente se ne accorge immediatamente, allorquando un dolore lancinante pervade il suo petto. Gli Hunter Killer sono pagati per catturare i criminali sui quali sia stata messa una taglia. Trattandosi di extraterrestri, che non condividono le nostre scale di valori, sono autorizzati ad uccidere. La detective Lucrezia ci contava, quando ha fatto una colletta tra i suoi colleghi, per finanziare la taglia sul mancato assassino di poliziotti. Sysform lo aveva capito; ecco perché guarda la sua preda morire lentamente. Potrebbe soffocarlo o avvelenarlo, ma il suo mandato è chiaro. Per i più è un bello spettacolo assistere all’agonia di un uomo, forse perché ognuno di noi si identifica almeno un po’ con i nostri simili. Un tale stato d'animo non riguarda viceversa Sysform, che è una aliena. Passano almeno due ore prima che la polizia entri nell’appartamento, e trovano il criminale ormai freddo. Ora nessun magistrato, avvocato o altro chiacchierone può negare ai sottopagati tutori della legge un profondo sorriso di soddisfazione. Cosa possa averlo ucciso sarà un problema degli investigatori. Ai poliziotti di pattuglia della città importa che quello che ha mandato in ospedale due loro colleghi sia definitivamente fuori gioco. Un altro serpentoide è in caccia quella notte. Si tratta di Stritolatore: il capo degli Hunter Killer. Tra gli umani accade il più delle volte che chi manda i suoi emissari a morire in battaglia o in altri conflitti a fuoco sia uno che ha lavorato poco o nulla sul campo. Gli umani adorano farsi guidare dai passacarte, che ad ascoltarli con attenzione non sono bravi neppure a fare chiacchiere. I serpentoidi viceversa hanno conservato con impegno la loro natura bestiale, nonostante il loro sviluppo tecnologico li abbia condotti al volo spaziale. Stritolatore è il capo degli Hunter Killer perché è il più forte. Per tenersi in allenamento decide di portare a termine missioni, che in alternativa assegnerebbe ad uno dei suoi. Le regole d’ingaggio sono tra le più disparate: annunci su giornali cartacei o on line, telefonate e passaparola. Ad ingaggiare i serpentoidi sono anche persone delle istituzioni, che non sopportano di essere prese in giro da avvocati al servizio dei delinquenti. Gli Hunter Killer non lavorano per le organizzazioni criminali; chi abbia provato ad ingaggiarli in tal senso se ne è pentito. Ci sono dei serial killer che, una volta individuati, continuano a prendere in giro polizia, magistratura ed opinione pubblica. Riescono a farlo, sostenendo di avere preziose informazioni da rivelare. E le dispensano con il contagocce. Mercanteggiano, dispensando indicazioni su dove avrebbero sepolto le loro vittime non ancora individuate. In nome di una strana pietà nei confronti dei defunti, siamo costretti a mantenere in vita quei criminali, che ci ridono in faccia. Sono dei pazzi, giacché nessun sano di mente ucciderebbe in maniera tanto complessa e perversa persone innocenti. Il criminale seriale complica il lavoro dei poliziotti e giustifica l’esistenza dei criminologi, che peraltro non servono in alcun modo ad assicurarli alla giustizia. Stritolatore è stato pagato per eliminare uno di questi pazzi criminali. Non prenderà più in giro dei poveri magistrati con poca voglia di lavorare, come non mangerà più a spese della collettività. Le sue vittime non ancora scovate riposeranno in pace lì dove sono state sepolte. Stritolatore lavora per la vendetta, e lo farebbe quasi gratis; ma anche gli Hunter Killer devono affrontare delle spese. Un carcere di massima sicurezza, con muri molto alti e spessi, come se dovessero impedire la fuga a gente armata di martelli pneumatici. Il capo degli Hunter Killer sta accedendo alla struttura attraverso i condotti fognari; ma per ovvi motivi ha scelto quelli dell’acqua piovana. Incontra numerosi dislivelli e sbarramenti. Ostacoli studiati per esseri dotati di arti, che non possono quindi impedire il passaggio ad un rettile serpentiforme fortissimo e provvisto di tecnologia aliena. Stritolatore sa in quale cella è reclusa la sua preda; sbuca pertanto da un tombino che si trova in un angolo di un cortile vicino. Quasi nessuno si è accorto di lui, eccetto i cani da guardia, che hanno fiutato l’aria uggiolando. Sono animali aggressivi e coraggiosi, ma per nulla stupidi. Si sono guardati negli occhi e si sono capiti al volo: meglio non cercare grane con chi reca con sé il pericoloso odore dei grandi rettili. Dedicare libri e film ai criminali seriali, evidenziando la loro intelligenza, è come fare finta di parlare male delle organizzazioni criminali. In realtà, quelli che sono “anti” questa o quella mafia fingono di sparlarne. È probabile che siano addirittura pagati dai criminali medesimi per lanciare messaggi subliminali, allo scopo di reclutare manovalanza. Lo stesso accade per il terrorismo: a forza di parlarne, nella testolina di qualcuno si accende il desiderio di combattere contro il potere costituito. Criminali e terroristi hanno sempre bisogno di fessi, da usare come carne da cannone. Di fessi è pieno il mondo, per cui non è difficile catturare i loro piccoli pensieri. Questo, come altri criminali seriali, ha visto e rivisto alcuni film ben fatti, che hanno per protagonista un cattivaccio immenso. È stato come avere un maestro in video: uno che, invece di alfabetizzare gli ignoranti, insegna ai teppisti come fare un salto di qualità. L’esempio di illustri personaggi del crimine seriale rende più forti anche le mezze cartucce. A Stritolatore non interessa più di tanto se questo sia un criminale intelligente o un criminale scemo. I serpentoidi non si fanno depistare da false manifestazioni di intelligenza. La loro scienza non ha spazio per le sociologie e le psicologie. Gli Hunter Killer sono convinti che il pianeta Terra sia in mano a dei rammolliti, ma non intendono scontrarsi con Evolution. I pianeti sono tali e tanti che non vale la pena litigare per la Terra. I serpentoidi sul nostro pianeta ci stanno come in vacanza, e si fanno anche pagare per le loro prestazioni. Stritolatore sa di non dovere esagerare; per cui non ammazza i secondini. Si limita a sbatacchiarli un po’ contro i muri, fino a renderli incoscienti. Quindi usa i suoi dispositivi tecnologici per aprire la porta della cella del suo bersaglio. Il pazzo indietreggia, quando vede l’immenso rettile. Lo avevano avvertito di una taglia messa sulla sua testa, ma non credeva che avrebbero mandato un simile mostro. Ecco perché non ha preparato alcuna frase “geniale” da pronunciare prima di accomiatarsi dalla vita. Stritolatore ha fame, e la sua lingua assaggia l’aria. Tra un secondo assaggerà anche la carne ed il sangue di quella feccia umana; ma non è solo. Invitati alla festa ci sono anche Anaconda, Pitone, Boa, che hanno atteso l'arrivo di Sysform, impegnata nella sua missione solitaria. Il pazzo grida una sola volta, poi le zanne degli alieni fanno di lui un’impresentabile frattaglia.

domenica 16 marzo 2014

L'AEREO SCOMPARSO_320° episodio

L’aereo appena atterrato è simile a quelli in uso su Akros, ma le sue diversità confondono gli esperti. Le civiltà della Terra e di Akros si sono influenzate reciprocamente, in modo molto sottile, ma non sono speculari. Il fatto che Akros e gli altri pianeti del suo sistema solare ruotino attorno a due soli cambia parecchio nei modi dire e non solo. Le compagnie aeree dei due pianeti sono ovviamente differenti, e nessuno su Akros conosce il logo riportato sulla coda del velivolo. I super-eroi della K-Force, difensori di Akros, seguono i telegiornali, come quasi tutti quelli che non vivono nelle foreste e nelle savane. Krom ed i suoi sospettano fin da subito che per qualche motivo quell’aereo provenga dalla Terra. Meglio intervenire prima che i poliziotti si scervellino eccessivamente. Krom, Farie, Aroo, Dardo Assassino e Drexx dispongono di uno status particolare, che consente loro di superare i cordoni delle forze dell’ordine, senza dover dare spiegazioni. Gli addetti al traffico aereo che sono saliti sull’aereo incontrano prevedibili difficoltà sul piano della comunicazione. Le due parti a confronto capiscono di avere a che fare con persone civili, ma sono sconcertate dalle parole sconosciute che sentono pronunciare. Inutile ricorrere a psicologi, giacché non si tratta di squilibrati. Dopo alcune ore, nel corso delle quali se non altro si soddisfano le necessità alimentari dei passeggeri, finalmente entra in scena la K-Force. Krom aspetta fuori, essendo troppo alto e grosso per muoversi agevolmente sull’aereo. Anche Aroo non sale, perché il suo aspetto licantropico non è esattamente rassicurante. Farie, la fata di uno stato dell’esistenza prossimo ad Akros, ha viceversa sui passeggeri un effetto calmante e rasserenante. Gli uomini la guardano adoranti, mentre le donne non vedono in lei una rivale, bensì un’amica di tempi passati. Farie tesse uno dei suoi incantesimi, per permettere a quelli che riconosce come terrestri di capire e parlare cogli abitanti di Akros. Adesso è più facile ricostruire, dai racconti dei piloti e dei passeggeri, ciò che è avvenuto. Scoprire di aver viaggiato tra i piani dell’esistenza viene accettato da quelli più pragmatici, ma viene negato da alcuni passeggeri caratterizzati da una mentalità eccessivamente rigida. Questo è un problema con il quale dovranno convivere, giacché Farie non è sicura che sia possibile riportarli a casa; almeno non nel breve periodo. Sulla terra c’è un abitante di Akros che al momento incontra notevoli difficoltà. Red O’Neal è un vampiro, sebbene non sia tra quelli che riempiono libri e film con le loro gesta assassine. Purtroppo alcuni soggetti che non apprezzano questa sottile differenza lo hanno catturato. Red O’Neal stava riposando durante il giorno, per ricaricarsi di energia, quando quattro tizi armati di balestre e paletti appuntiti lo hanno colto di sorpresa e sopraffatto. Al vampiro di Akros infastidisce non poco di essere stato bloccato come un dilettante, e si prepara a combattere per liberarsi. Ma prima intende conoscere meglio la natura di quegli umani apparentemente desiderosi di porre fine alla sua esistenza. Chissà come mai i vampiri inciampano sempre in qualcuno che decide che la loro vita non sia degna di essere vissuta. Anzi: sostengono che i vampiri non vivano veramente; per cui ucciderli non sarebbe un vero omicidio. Red O’Neal ipotizza di essere stato vittima di un incantesimo; perché altrimenti neppure durante il giorno quei quattro sarebbero riusciti a fare ciò che hanno fatto. Le leggende raccontano come respingere un vampiro, o ferirlo o addirittura ucciderlo; ma trattenerlo è più complicato. Se le catene sono sufficientemente spesse, non potrà romperle, ma i succhiasangue sono famosi per le loro abilità di mutaforma. Anche ammesso che non si trasformino in pipistrelli, per una questione di conservazione della massa, potrebbero comunque indurre le loro giunture a flettersi quel che basta a liberare le mani. Red O’Neal non è stato pugnalato con paletti di frassino, né con lame d’argento. Non lo hanno sommerso di aglio e neppure lo hanno immerso nell’acqua santa. Il vampiro di Akros apprezza che i suoi carcerieri non lo considerino un bersaglio per le loro velleità di spadaccini o balestrieri. Apprezza molto meno le catene di forza magica che provengono da un antico tomo. Adesso lo vede bene. I quattro sequestratori a turno leggono un incantesimo o qualcosa di simile, sulle pagine di quel libro. Ogni lettura riattiva la potenza della barriera che blocca Red O’Neal. Lui però, sebbene sia vincolato fisicamente, dispone di doti psichiche che probabilmente i suoi nemici ignorano. Sta infatti lanciando, sotto i loro occhi, un richiamo diretto ai suoi giovani allievi terrestri. Piero, Maria, Franca e Gianni sono a scuola, come tutti i bambini della loro età. Loro però si sono distinti dalla massa, sopravvivendo ad una prova terribile. Erano giovanissimi malati terminali, di quelli che inducono anche i più religiosi a dubitare che Dio vegli su di noi. Senza inoltrarci in pericolose speculazioni filosofiche e religiose, basti dire che viceversa fu il vampiro di Akros, Red O’Neal e la Guaritrice di Evolution a salvare loro la vita. Non sappiamo dire se il vampiro fu mandato da un Dio, ma a lui non risulta. I quattro bambini di notte girano per la città, imparando dal loro maestro strategie di battaglia e di sopravvivenza. Durante la giornata invece cercano di rimanere svegli durante le lezioni scolastiche. I loro compagni di classe li ammirano, ma li guardano con la diffidenza che dedicherebbero a dei visitatori alieni. A Piero, Maria, Franca e Gianni la diffidenza altrui oggi interessa meno del solito, perché hanno ricevuto il messaggio telepatico dal loro maestro in difficoltà. Ma come sganciarsi dall’insegnante che li tiene d’occhio come un falco? Non sono ancora capaci di addormentare tutta la classe. Se la cavano meglio con i loro genitori, fratelli e sorelle, ma aspettano che siano mezzi addormentati prima di usare le loro abilità psioniche. Fortuna che il dottor Occulto, fondatore di Evolution, ha chiesto alla Maga, ad Elisabetta ed a Valeria di tracciare il vampiro di Akros. Le due poliziotte lo hanno già incontrato, assieme alla loro detective, Lucrezia. La Maga al momento è occupata nella ricerca dell’aereo che ha superato la barriera dimensionale tra la Terra ed Akros, ma mantiene i contatti con Valeria ed Elisabetta. La polizia sa quindi del rapimento di Red O’Neal, o meglio ne è al corrente Lucrezia, che non osa parlarne ai suoi superiori, giacché loro non credono ai vampiri. Tocca quindi alle due giovani telepati consentire agli allievi di Red O’Neal di accorrere in difesa del loro maestro. Tuttavia neppure loro sanno come convincere l’insegnante a lasciare uscire prima del tempo i quattro marmocchi tremendi. Meglio non mettere in allarme i genitori. Al suono della campanella però Piero, Maria, Franca e Gianni schizzano via, velocemente, ma non quanto potrebbero. Red O’Neal li ha avvisati di non dare nell’occhio; loro gli danno retta nella misura in cui i bambini ascoltano i loro genitori o i loro insegnanti. Su Akros intanto la K-Force ha preso in consegna i passeggeri e l’equipaggio dell’aereo proveniente dalla Terra. La notizia viene taciuta nei limiti del possibile, ma anche su quel pianeta è praticamente impossibile impedire che i giornalisti fabbrichino le notizia, qualora non vi siano notizie vere da pubblicare. Farie deve conferire con la Maga e con il dottor Occulto, e per farlo si distacca dal suo corpo fisico con la sua essenza astrale. I tre super-eroi, dotati di strabilianti doti psioniche e magiche, si incontrano in quella terra di mezzo che, come la dimensione dei sogni, è intermedia tra vari piani dell’esistenza fisica. Drexx ed Aroo vegliano il corpo della loro amica, mentre Krom e Dardo Assassino conferiscono con i viaggiatori giunti loro malgrado dalla Terra. Come se avesse atteso un momento come quello per cercare una rivincita, l’elfo Rytpikgasf attacca la K-Force. Compare da una nube di fumo nero, nella stanza dove si trovano Farie, Drexx ed Aroo. Subito cerca di mettere le sue grinfie sulla fata, ma i riflessi e la velocità di Drexx sono troppo anche per uno come lui. La mutante lo colpisce con una serie di pugni, stordendolo prima che riesca a pronunciare un solo incantesimo. Poi è la volta dell’uomo lupo Aroo, i cui artigli feriscono anche la pelle durissima di Rytpikgasf, che sanguina una secrezione che ha un colore compreso tra il verde ed il viola. L’elfo è però intenzionato a non demordere nella sua offensiva, ed inizia a pronunciare un incantesimo antichissimo. Non troppo distante, la spada di Krom fiuta la presenza di una magia oscura, e vibra speranzosa di potere infilzare le carni del malvagio di turno. Il colosso, abituato da moltissime battaglie ad assecondare la sua spada nera, scatta all’attacco, sfondando un muro di mattoni per risparmiare tempo. Quando irrompe nella camera, Drexx ed Aroo stanno lottando contro tentacoli di tenebra solidificata, che cercano di soffocarli. La lama micidiale scatta in un fendente, guidando lei stessa il braccio di Krom. L’incantesimo di Rytpikgasf frigge e si disfa facilmente, di fronte a quella forza soprannaturale. Un lampo e la spada cala dove un secondo primo si trovava il perfido elfo, ma lui si è già teletrasportato altrove. Non troppo lontano, a dire il vero, perché prepara un secondo attacco da realizzare nel giro di pochi minuti. Dardo Assassino scaglia una delle sue frecce verso il cielo, sotto gli occhi dei terrestri, che non capiscono cosa stia accadendo. La freccia si innalza come un piccolo missile, ma quasi subito prende a ruotare in circolo, come un uccello da preda. Il suo padrone le ha ordinato di trovare e trafiggere Rytpikgasf, e lei esegue. Diciamo lei e non essa perché le frecce di Dardo Assassino sono permeate da una misteriosa consapevolezza. Ecco perché cala a grande velocità verso il suo bersaglio. Rytpikgasf è tuttavia dotato di sensi molto acuti, che gli consentono di schivare il proiettile di legno. L’elfo accenna a ridere per lo scampato pericolo, ma in una frazione di secondo il dardo micidiale cambia ancora rotta per infilzarlo meglio. Lo colpisce e gli trafigge una spalla. Poi Rytpikgasf si vede piovere addosso Krom, Drexx, Aroo e Dardo Assassino. Battuto e sanguinante, sfrutta tutte le sue energie residue per scomparire. La freccia torna dal suo padrone, facendo le fusa come un gatto. Nel piano astrale, Farie, Occulto e Maga tentano di capire in base a quale meccanismo sia avvenuta la transizione dell’aereo e dei passeggeri. Krom recentemente ha superato la barriera tra i mondi, grazie alla magia della sua spada; ma per fare altrettanto con una massa di oltre duecento tonnellate occorre una distorsione molto più grande e profonda. Secondo il dottor Occulto, potrebbe peraltro trattarsi di un fenomeno destinato a capovolgere i suoi effetti spontaneamente, e la Terra reclamerebbe quanto prima ciò che è suo, azzerando l’effetto della forza che ha catturato l’aereo. Sulla Terra, Piero, Maria, Franca e Gianni, conosciuti come i marmocchi di Red O’Neal, si incontrano con le telepati poliziotte Elisabetta e Valeria. Il vampiro di Akros segue l’operato dei suoi allievi, sfruttando l’imprinting che gli ha dato al momento della loro trasformazione. I suoi rapitori intanto continuano a tessere incantesimi, che hanno lo scopo di tenerlo bloccato. Gli impediscono di mutare forma, ma assorbono anche alcune delle sue energie arcane. Red O’Neal non è a rischio di vita, perché i suoi nemici non vogliono il suo sangue e non sono mossi dal fanatismo. Ciò non li rende meno pericolosi, ma il vampiro di Akros può contare su amici coraggiosi. Una porta chiusa a chiave impedisce ai soccorritori di scendere nello scantinato dove i quattro necromanti rubano preziose energie a Red O’Neal. Le poliziotte dispongono di pistole d’ordinanza, che possono essere adoperate anche per distruggere la serratura. Piero, Maria, Franca e Gianni però hanno già appreso molto dal loro maestro. Sanno creare una catena, per sommare le loro energie telecinetiche. Lavorano più con l’abilità che con la forza bruta, e la porta si apre silenziosamente. I necromanti non li vedono arrivare, ma subiscono l’impatto di quattro piccole masse veloci ed elastiche, simili a palle di gomma. Gli incantesimi in generale richiedono grande concentrazione; interromperli significa subire un contraccolpo. Nello specifico, i necromanti evocano forze oscure, molto pericolose e vendicative. Ecco perché appena finiscono a terra, abbattuti dagli allievi di Red O’Neal, subiscono gli effetti di un ritorno di fiamma. Gridano e strisciando a terra, per sfuggire a fantasmi che reclamano la loro sanità mentale. Valeria ed Elisabetta sono state avvisate dalla Maga di non cercare di penetrare nelle menti stregate, e se ne tengono lontane. Dei quattro ex rapitori del vampiro di Akros se ne occuperanno gli psichiatri che collaborano con la polizia. Il vampiro è finalmente libero, ma deve sbrigarsi ad andare via da lì, per non dover rispondere a domande eccessivamente imbarazzanti. I suoi allievi festanti intanto cercano un nome per il loro piccolo gruppo. Qualcosa che renda merito alle loro peculiari abilità di intervento e di combattimento.

mercoledì 12 marzo 2014

BARRIERA TRA I MONDI_319° episodio

La Maga, accompagnata dalle poliziotte telepati Elisabetta e Valeria, si confronta con un archivista poco collaborativo. Si trovano in un enorme locale seminterrato, nel quale i sovrastanti uffici giudiziari scaricano i frutti del lavoro di magistrati tremendamente logorroici. Tutta la precisione che dovrebbe accompagnare gli atti processuali, durante la lunghissima procedura, viene di colpo accantonata una volta che i dossier siano stati depositati qui sotto. Come se tutti tirassero un sospiro di sollievo ammucchiando alla rinfusa quelle montagne di chiacchiere trascritte e timbrate. Nessuno si aspetta di ritrovare alcunché in quegli scaffali. Come avviene l’archiviazione dipende dai giorni e da chi è incaricato di farlo: un caos inestricabile. La Maga deve necessariamente spremere il tizio che vive in quella cantina, perché è quello che dovrebbe saperne di più di ogni materiale accantonato in quei corridoi impressionanti. Lui è più che altro un guardiano, o forse un recluso. Il suo rapporto di lavoro sembra più una forma di detenzione, ma a lui non dispiace. Qualcuno potrebbe dedicargli un libro di sociologia spicciola, applicata ai disagi umani. Peccato che la bomba atomica “sporca”, che i terroristi hanno portato in archivio abbia già provveduto a contaminare l’aria. Un motivo in più per usare le maniere forti. Senza preavviso, la sonda mentale della potente telepate di Evolution afferra il cervello e la consapevolezza dell’archivista, come una nocciola in uno schiaccianoci. Le due poliziotte presidiano le scale, per evitare che qualcun altro scenda nel seminterrato. Intanto assistono ammirate allo scandaglio psionico della Maga. Solo adesso il tizio si rende conto che avrebbe dovuto collaborare, ma è troppo tardi. L’informazione, che lui stesso non sa di possedere, deve emergere dalla confusione che è la sua mente. Pensieri su squadre di calcio, su pranzi, cene ed impettite impiegate di rango superiore. Nulla di tutto ciò serve a trovare l’ordigno; per cui la pressione esercitata dalla spietata mutante cresce. L’archivista grida il suo dolore e sanguina leggermente dal naso. Strabuzza gli occhi e vede fantasmi che vanno e vengono. Questo tremendo viaggio dentro se stesso dura pochi minuti, che gli sembrano ore o forse giorni. Poi ecco l’informazione: il ricordo di un carrello molto pesante, che trasportava uno strano dispositivo metallico. La Maga lascia libero l'archivista, che con un gemito si accascia sulla sua sedia, cercando di capire chi è e dove si trova. Adesso individuare la bomba è più facile, ed assieme a Valeria ed Elisabetta, la Maga la localizza in alcuni minuti. Come l’ordigno trovato da Fulminatore, anche questo resiste ad ogni tentativo di disinnescarlo. Potrebbe disintegrare il palazzo di giustizia e tutti gli esseri viventi al suo interno e nei paraggi, e minaccia di farlo quanto prima. Kong però, a bordo della Vae Victis, aziona il teletrasportatore, seguendo le indicazioni della mutante nota come Navigatrice. La bomba nucleare viene quindi dislocata attraverso un wormhole, che collega due punti del nostro stato dell’esistenza. Non si sa se gli wormhole siano stati veramente scavati da vermi cosmici, ma funzionano a meraviglia, se si capisce dove iniziano e dove conducono. La bomba, pochi secondi dopo, si materializza al di fuori dell’atmosfera terrestre, collocandosi in un’orbita non usata dai satelliti artificiali. Nel magazzino dove Ferox ha scoperto e sventrato uno dei terroristi, il personale collabora con lei a perquisire il furgone del collega defunto. La donna leopardo li ferma prima che tocchino l’ordigno radioattivo. Poi ordina loro di allontanarsi alla massima velocità e distanza. Kong e Navigatrice fanno ancora una volta la loro parte, spedendo la bomba a fare compagnia alla sua simile, che si trova già in orbita. Il treno con a bordo la bomba trovata da Fulminatore è fermo lontano dai centri abitati più importanti dalla zona, ma se l’ordigno deflagrasse causerebbe comunque morti e danni. Fulminatore, che levita con il suo craft antigravitazionale, ha raggiunto un’altezza sufficiente a tenere sotto controllo la situazione. L’allarme sgombero è stato gridato dagli altoparlanti della polizia, sebbene le autopattuglie non si siano avvicinate eccessivamente alla zona già parzialmente contaminata. Fulminatore aspetta l’arrivo di Dragonfire, il cui potere è in grado di anticipare e contenere l’enorme ondata di energia che sarà inevitabilmente rilasciata dalla bomba sporca. In questo caso Kong ha rinunciato ad utilizzare per la terza volta di seguito il teletrasportatore, per evitare sovraccarichi. Il drago di Evolution ha tempo per una sola picchiata, al termine della quale una valanga di plasma caldissimo vaporizzerà il treno e la bomba. Lottando contro il timer dell’ordigno, la fiamma caldissima di Dragonfire erompe dalle sue fauci. Fulminatore, nonostante la distanza, emette una cortina energetica per proteggersi. Il metallo del treno fonde sempre più velocemente; la plastica si vaporizza fin da subito. L’energia atomica inizia a crescere, in una reazione a catena che senza il fuoco cosmico di Dragonfire si concluderebbe con un’esplosione. Due grandi forze lottano per primeggiare: una reclama il diritto di fare un genocidio, l’altra obbedisce ai voleri del Drago di Evolution, che ha giurato di difendere gli innocenti. Vampate di forza oltre l’umana comprensione si scontrano, si mescolano e si annullano a vicenda. Come ordinato dal drago verde, tutto si chiude con un’implosione. Ancora una volta l’unica forma di vita in grado di sopravvivere a quell’inferno si rivela essere proprio il colosso alieno. Quasi contemporaneamente, le altre due bombe esplodono in orbita attorno alla Terra. Un'elargizione di energia completamente sprecata, giacché il vuoto cosmico può assorbire e sopportare ben altro. Per Evolution si tratta dell’ennesima vittoria, ammesso che di bombe sporche i terroristi ne avessero a disposizione solo tre. Le indagini continuano, affidate ad altri, perché i super-eroi allievi del dottor Occulto devono occuparsi della sparizione di un aereo di linea. Satelliti, navi e sottomarini stanno cercando le tracce dell’inabissamento di un velivolo, che trasportava centinaia di persone. Uscito all’improvviso dagli schermi radar, nessuno lo ha visto precipitare e non è stata notata alcuna esplosione che possa far pensare ad un attentato. Alcune ore fa, a bordo dell’aereo, passeggeri ed equipaggio si comportavano in maniera assolutamente normale e prevedibile. Le hostess fornivano ai passeggeri cuscini, riviste e bibite; il pilota ed i suoi collaboratori chiacchieravano amabilmente. Un volo regolare, senza turbolenze, con visibilità ottima, senza incontrare sulla rotta alcun volatile, solitario o in stormo. Tra i passeggeri, nessun terrorista travestito da persona perbene. Poi, come sbucata dal nulla, è arrivata la nebbia, o quello che a quella quota corrisponde al flagello degli automobilisti. L’aereo però era provvisto, come tutti quelli di linea, di radar ed altre strumentazioni per la navigazione in condizioni di scarsa visibilità. Nulla di allarmante; forse il comandante ha sollevato un sopracciglio dopo avere constatato di essersi infilato in un nuvolone che nessuno aveva visto. Lui ed i suoi due collaboratori si sono guardati in faccia, e senza parlare si sono ripromessi di tenere aperti gli occhi. Dopo alcuni minuti, il radar ha cessato di funzionare, seguito subito dopo dall’altimetro. Qualcuno tra i passeggeri ha iniziato a sospettare che qualcosa non andasse come previsto. Non solo per quella nebbia uniforme ed angosciante, ma anche per la sensazione di navigare immersi in uno stagno calmissimo. Il comandante ha allora ordinato alle hostess di contenere sul nascere gli attacchi di panico. Tra centinaia di persone, è infatti facile che si trovino alcune persone molto diffidenti nei confronti dei viaggi aerei. Persone che sono state costrette a prendere l’aereo, perché il ricorso ad altri mezzi di trasporto sarebbe stato difficile se non impossibile. Il comandante ed i suoi collaboratori ritenevano che il guaio più grosso fosse di avere perso la strumentazione altimetrica. L’unica cosa da fare in questi casi è di non scendere e non salire, sperando che questo equivalga a mantenere inalterata una quota di crociera che è solitamente più alta della più alta montagna del pianeta. Sperando per inciso di non impattare in un altro aeromobile. Questa la percezione degli eventi a bordo di un velivolo, assente da ore dagli schermi radar terrestri che lo stavano tenendo sotto controllo. A bordo il tempo trascorreva diversamente, con una tendenza all’entropia. Le stesse pulsazioni cardiache sembravano allontanarsi l’una dall’altra, senza che ciò significasse precipitare verso la morte. La rassegnazione dipinta sui volti era però destinata a trasformarsi in terrore all’arrivo dei fantasmi. Immagini trasparenti ed incorporee di uomini, donne ed altre creature non di questa Terra. Spettri di persone non più vive, oppure esseri viventi di altri piani dell’esistenza, ignari di essere stati coinvolti in questa confusa vicenda umana. Poi si manifestarono stati d’animo in continuo cambiamento, crisi isteriche e mistiche, antichi sentimenti che riemergono dalle profondità della mente collettiva quando uomini e donne si sentono vicini alla morte. Ma il Cavaliere Nero non è qui per reclamare tutte quelle vite. Oggi il loro aereo non precipita e non si schianta contro le montagne. La nebbia scompare come è arrivata, perché non si tratta di vapore acqueo atmosferico. L’aereo ha infatti superato una barriera dimensionale, e non si trova più sulla Terra. I passeggeri si affollano per capire dove stia volando il loro aereo. Sebbene la visuale non sia delle migliori, passano pochi minuti prima che un vociare diffuso annunci che le centinaia di persone a bordo si sono accorte che nel cielo di quel mondo brillano ben due soli! Ovviamente pochi terrestri sanno di Akros: il pianeta della K-Force, alleata di Evolution. In diverse occasioni la barriera dimensionale tra i nostri due universi si è aperta, consentendo migrazioni dall’una all’altra parte. Recentemente il vampiro di Akros conosciuto come Red O’Neal è venuto a trovarci sulla Terra, ma neppure il dottor Occulto è a conoscenza di macchine volanti di oltre duecento tonnellate che siano transitate tra i due mondi. Non lo sa ancora, ma lo scoprirà presto. Annunciatori di disastri potrebbero formulare l’ipotesi di una convergenza cosmica tra la Terra ed Akros, con effetti disastrosi. Fortuna che neppure loro sono stati avvertiti di ciò che sta capitando all’aereo di linea. I piloti, che sono per forza di cosa delle persone pragmatiche, rinviano le chiacchiere a dopo l’atterraggio, ammesso che si possa definire in tal modo scendere sul suolo di Akros. Una torre di controllo lancia un messaggio radio al velivolo, che è comparso all’improvviso nei cieli, uscendo da una nuvola anomala. I piloti si guardano in faccia, cercando di capire quell’idioma. Quando Krom, il capo della K-Force, incontrò per la prima volta Evolution, l’iniziale scambio di mazzate, stile super-eroi, fu seguito da una chiacchierata resa possibile dal potere della Maga. La mutante psionica, allieva del dottor Occulto, purtroppo per i piloti dell’aereo scomparso non è lì. Per cui loro rimangono all’oscuro delle istruzioni di atterraggio, che i controllori di volo stanno trasmettendo nella loro lingua. Gli abitanti di Akros sono molto simili ai terrestri, probabilmente perché i transiti tra i due piani dell’esistenza continuano da tempo incalcolabile. Le lingue sono tuttavia diverse, data la tendenza connaturata negli umani di non volersi fare capire dai loro simili. Alla fine di una concitata riflessione, il comandante ed i suoi decidono di scendere su una pista che sembra libera. Devono farlo anche per evitare che i passeggeri inizino a dare in escandescenze. L’avvicinamento alla pista avviene gradatamente e con la massima circospezione. Ciò evita almeno una collisione con un altro colosso dei cieli in fase di decollo. Pochi minuti prima di posare a terra i carrelli, il comandante reagisce d’istinto, schivando di poco un aereo molto più piccolo, che svolazza via come se fosse stato investito da un tornado. L’atterraggio quasi di fortuna riesce, ma la vicenda non è di certo conclusa. Lo confermano i molti mezzi dei pompieri e della polizia che si precipitano a circondare un aereo che reca insegne mai viste su quel pianeta.

sabato 8 marzo 2014

BOMBE SPORCHE_318° episodio

Circa settanta anni or sono, le potenze militari del pianeta Terra facevano il possibile per massacrarsi a vicenda, coinvolgendo nel vortice di distruzione i popoli delle nazioni più povere. Quando si è potenza militare capita infatti di mitragliare per sbaglio, per caso o di passaggio villaggi o città. Il Cavaliere Rosso era molto contento che quegli stupidi umani si fossero tuffati in una seconda guerra mondiale dopo poco più di un ventennio di pace relativa. Il conflitto durava ormai da anni e c’era la possibilità che si concludesse con la sconfitta di una delle due fazioni. Questa volta la sconfitta sarebbe stata più pesante della volta precedente, nel senso che avrebbe reso improbabile una terza guerra mondiale convenzionale nel medio periodo. Guerra sapeva allora, come sa oggigiorno, di poter sempre contare sulla stupidità di questa razza di bipedi ingegnosi. Qualcuno aveva addirittura teorizzato che, dato il livello di distruzione planetario, si correva il rischio di dover riprendere a combattere con i bastoni. Esagerazioni fino ad un certo punto, perché le economie nazionali erano in ginocchio o addirittura sdraiate a terra. In quel periodo, studi di scienziati distaccati dalla realtà avevano prodotto una bomba in grado di scatenare una distruzione senza precedenti. In seguito detti scienziati si giustificarono dicendo di avere fatto tutto in nome della scienza. Due bombe atomiche furono sperimentate su centinaia di migliaia di innocenti, che morirono investiti dall’enorme calore ed anche dalle radiazioni. I vertici militari dei vincitori storsero il naso; non per avere assassinato una moltitudine di innocenti, bensì per una contaminazione nucleare dai postumi incalcolabili. Questo fu il motivo per cui le gerarchie militari dei vincitori evitarono la terza guerra mondiale: l’impossibilità di rivendicare i territori devastati da esplosioni nucleari. Guerra nei decenni successivi si accontentò di molti altri conflitti convenzionali, dato che non vorrebbe che i suoi burattini si estinguessero troppo in fretta. Proprio perché gli umani adorano il Cavaliere Rosso, al punto di non aver mai personificato o deificato la pace, passarono dalla guerra calda a quella fredda. Meglio così che stare con le mani in mano. Gli arsenali furono stipati di ordigni sempre più grandi, montati su missili in grado di scaricarli su obiettivi posti a migliaia di chilometri di distanza. Le risorse economiche impiegate avrebbero potuto risolvere il problema della fame nel mondo e delle epidemie circoscrivibili con vaccinazioni di massa. Ance Carestia e Pestilenza ringraziarono gli statisti delle potenze militari per la loro assenza di sensibilità umana. Nonostante ciò, la popolazione planetaria continuò a crescere, dimostrando che gli umani sono molto simili ai topi, giacché in contesti sfavorevoli si riproducono in maniera apparentemente insensata. Più recentemente, le potenze militari si affacciarono fuori dalla guerra fredda, rendendosi conto di essere in grado di spopolare il pianeta più e più volte. Venne pertanto concordata una strategia di eliminazione di molte testate atomiche, per evitare che qualche missile partisse per sbaglio. La guerra mondiale in quel caso sarebbe probabilmente durata pochi giorni. La terza guerra mondiale non l’avrebbero combattuta né gli eserciti, né le navi. Gli uni e le altre avrebbero fatto una brutta fine, assieme a miliardi di umani, assieme ai loro animali domestici e d’allevamento. Più avanti nei secoli, gli scarafaggi, che sono notoriamente duri a morire, avrebbero ereditato il pianeta. Grossi scarafaggi mutanti. Questa storia inizia con un sottomarino destinato ad essere affondato, che invece naviga in immersione fino a raggiungere un covo dei pirati. A bordo del natante, pochi ufficiali e macchinisti, che hanno deciso di vendere ai terroristi alcune testate atomiche particolarmente sporche. Le testate vengono scaricate, mentre il natante, abbandonato dal personale, affonda sul serio. Quei pirati, nonostante tutto, rispettano i patti, pagando profumatamente per gli ordigni. I marinai traditori si allontanano felici di essere diventati ricchi, ma non sanno che entro qualche mese le radiazioni alle quali sono stati esposti reclameranno le loro ossa. Non toccherà solo a loro, ma durante i vari passaggi ci saranno diverse esposizioni pericolose. Questo però è considerato un danno collaterale minimo per chi professa il terrorismo. Evolution viene a conoscenza di questo piano perché il super-computer Galadriel raccoglie prove minime, che sfuggirebbero ad un esercito di analisti umani. Galadriel dimostra che tanti indizi fanno una prova; bisogna ovviamente avere la capacità di scandagliare innumerevoli siti con velocità ed incisività senza pari, senza essere ostacolati dalle debolezze umane. Oltre a ciò, Evolution è stata fondata ed è diretta dal più potente telepate del pianeta. Quando il dottor Occulto sente che qualcosa non funziona non è un modo di dire, e non si riferisce alle questioni che riempiono la vita dei mortali. La Maga, allieva del dottor Occulto, mantiene i contatti con una rete di telepati più o meno coscienti dei loro poteri. Valeria ed Elisabetta, le poliziotte che lavorano assieme alla detective Lucrezia, collaborano anche con le loro ricerche sul campo. Le tracce raccolte telepaticamente e ciberneticamente consentono di delineare alcuni obiettivi probabili. Ulteriori ricerche sono in corso, ma Occulto ritiene che non ci sia tempo da perdere. Nei film, gli eroi disinnescano gli ordigni all’ultimo secondo. Meglio bloccare i terroristi prima che riescano ad attivare i timer. Kong realizza un dispositivo di ricerca, che affida ai suoi colleghi. Fulminatore sale su un treno ultraveloce, sul quale probabilmente trova posto uno dei pazzi bombaroli. Il suo rilevatore non accerta radioattività nelle carrozze passeggeri, anche perché le bombe atomiche, per quanto miniaturizzate, sono ancora grosse e pesanti. La vecchia tecnologia da guerra fredda è il loro punto debole. Il mutante elettrico si sposta quindi in una carrozza dedicata al trasporto dei pacchi e dei bagagli più pesanti. Nessuno lo segue, almeno così pare. Grazie al dispositivo di ricerca concepito da Kong, Fulminatore ha quasi individuato ciò che cercava. A questo punto però tre terroristi armati gli intimano di arrendersi. Ferox nel frattempo ha assunto le sembianze umane di Lucrezia, penetrando in una grossa rimessa di furgoni preposti alla consegna di acquisti on line. Il suo rilevatore subisce un’interferenza da parte di una moltitudine di dispositivi elettronici, che a quanto pare anche da spenti emettono segnali di diverso tipo. Quando viene raggiunta da alcuni autisti dei furgoni, la donna leopardo prosegue nella sua finzione, giacché non sarebbe il caso di sventrare degli ignari innocenti. Presentandosi come detective, convince il responsabile a collaborare. Ferox non si è trasformata anche perché intende riservarsi una mossa a sorpresa, nel caso in cui tra gli autisti ci sia un terrorista infiltrato. La ricerca della Maga la conduce all’interno di un palazzo di giustizia. La mutante telepatica sospetta che la sua bomba sia già stata collocata. Inutile spiegare tutto ciò ai poliziotti di guardia. Non sono pagati per pensare e se ne guardano bene dal farlo. I poteri della Maga sono utilissimi in questo caso, dato che gli altri suoi colleghi non potrebbero rendersi invisibili grazie al potere della mente. Ferox e Fulminatore userebbero necessariamente i loro poteri, che sono molto meno sottili. Così la Maga passa sotto il naso a diversi tipi di sbirri, magistrati più o meno indaffarati ed avvocati dal passo veloce. Anche per una telepate della sua potenza non è facile scandagliare centinaia di cervelli contemporaneamente, specie perché deve evitare che i pensieri altrui si riversino come un fiume in piena nella sua mente. Può contare sull’aiuto di Valeria ed Elisabetta, che però sono ancora delle principianti; le loro analisi devono pertanto essere ancora più superficiali di quelle della Maga. Le tre mutanti hanno imparato a realizzare una simbiosi mentale, nella quale la telepate più forte si comporta come un cuneo di sfondamento. Le due poliziotte le riparano i fianchi. Si visualizzano come una navicella che scenda in profondità, scavando nella roccia e nella terra. Sanno di dover fare in fretta, prima che la galleria che hanno scavato si richiuda dietro di loro. Torniamo a Fulminatore, che ha trovato l’ordigno che cercava, ma i terroristi hanno trovato lui. Qualcuno li ha avvisati dei poteri del loro avversario, per cui aprono subito il fuoco. Il mutante elettrico non dispone della velocità di Ferox o di Kong, ma le sue scariche di energia hanno in questo caso come unico ostacolo i gas che compongono l'atmosfera. Altrimenti viaggerebbero alla velocità della luce. Essendo sotto tiro, la prima cosa da fare è di creare uno scudo in grado di bloccare o deviare il piombo rovente. Il piano di Fulminatore riesce quasi al 100%, giacché una sola pallottola, molto rallentata, lo colpisce di striscio ad un braccio. Una ferita lieve, che induce il mutante ad una ritorsione pressoché istantanea: i tre bersagli vengono acquisiti e centrati in pieno. Schizzano verso l’alto fino ad impattare contro il tetto del vagone, poi ricadono morti. Effetto collaterale dello scontro è l’attivazione del timer della bomba atomica, anch’esso colpito da un proiettile di striscio o di rimbalzo. Il rilevatore di Fulminatore indica una probabilità molto alta che l’esplosione avvenga nel giro di pochi minuti. Ferox è ancora alle prese con i furgoni della ditta di trasporti. La ricerca minaccia di protrarsi per parecchio tempo, dato il numero dei mezzi da esaminare. La mutante felina, nelle sembianze umane della detective Lucrezia, si appresta ad un lavoro lungo e noioso. Sennonché uno degli autisti dà in escandescenze, sostenendo che la polizia non possa ostacolare in tal modo il lavoro delle persone oneste. I suoi colleghi sono perplessi, valutando esagerata la sua reazione. Ferox viceversa sospetta e spera che l’infiltrato si sia scoperto con le sue stesse mani. La Maga, accompagnata da Valeria ed Elisabetta trova ciò che cercava in un archivio; ma date le dimensioni del locale ed il disordine delle scartoffie il suo intoppo potrebbe essere superiore a quello incontrato da Ferox (e poi risolto). L’archivio ha un guardiano, che palesa poca voglia di lavorare. La Maga è però certa che il tizio sappia e non voglia vuotare il sacco. Peggio per lui, perché adesso proverà il dolore della sonda mentale. Fermare in pochi minuti un treno ultraveloce, trainato da una motrice che pesa come un carro armato è molto complicato. Specie se si vogliono salvaguardare le vite dei passeggeri. Si dovrebbe interrompere l’alimentazione, ma rimarrebbe comunque l’enorme inerzia. I freni possono intervenire dopo che sia stata rimossa l’alimentazione; altrimenti corrono il rischio di surriscaldarsi eccessivamente. Fulminatore ha tuttavia imparato da tempo che la sua abilità non si limita alla potenza ed alla precisione delle scariche energetiche che emana dalle mani. Può dialogare con i motori elettrici, senza bisogno di entrare in contatto fisico con comandi o rotori. Ecco perché al suo comando il convoglio rallenta decisamente, senza peraltro causare danni ai passeggeri. Poi le ruote iniziano a girare all’indietro; e questa è una cosa che i motori a combustione interna non sanno fare. Fulminatore è monitorato dalla base di Evolution, che si trova a bordo del cacciatorpediniere Vae Victis. La distanza di migliaia di chilometri non impedisce al dottor Occulto di contattare i suoi agganci all’interno delle istituzioni. Non perde tempo a parlare con i politicanti, che per ogni cosa chiedono un tornaconto personale. Anche i burocrati lo fanno, ma non questi agenti segreti infiltrati. Hanno ricevuto ordine esplicito di obbedire senza tentennamenti al capo di Evolution, e lo fanno. Il capo treno, contattato dai suoi superiori, provvede quindi a fare scendere tutti i passeggeri, senza causare il panico. Chi si sente troppo furbo, rimane indietro, rischiando di lasciarci le penne. Gli ordini sono di agire in fretta, anche se ciò significasse alcune perdite in vite umane. Fulminatore è già al lavoro sull’ordigno, che essendo vetusto ed ottuso sembra deciso a deflagrare a prescindere. Ciò che può fare il mutante elettrico è danneggiare il timer senza bloccarlo. Altrimenti l’esplosione sarebbe istantanea. Dopo di che Fulminatore si allontana a bordo del suo craft antigravitazionale, alla massima velocità. Ferox, nel capannone che ospita i furgoni delle spedizioni, si avvicina al tizio sospetto. È stata avvisata telepaticamente dal dottor Occulto degli sviluppi delle missioni dei colleghi Fulminatore e Maga. Ferox riassume quindi le sue vere sembianze. I presenti conoscono la fama della donna leopardo e di Evolution. A nessuno verrebbe in mente di frapporsi tra lei e quell’autista che, per inciso, non aveva mai legato con alcuno dei colleghi. Un tipo strano e scontroso. La pazzia è indubbiamente in lui, perché attacca la mutante felina con un grosso coltello. Sebbene il dottor Occulto le chieda spesso di non abusare dei suoi artigli quando affronta persone prive di super-poteri, la situazione ora richiede uno dei suoi interventi più veloci dell’occhio umano. Gli artigli fendono l’aria, e quasi con la stessa facilità la carne e le ossa. Mentre Ferox si allontana per controllare il contenuto del furgone, il presunto terrorista scivola al suolo in un marasma irrecuperabile di membra disfatte.

martedì 4 marzo 2014

IL CACCIATORE ED IL LUPO_317° episodio

Il Lupo Nero si aggira in un bosco, annusando l'aria alla ricerca di tracce. I suoi occhi sono molto acuti, e si stanno abituando al diminuire della luminosità. Le sue lunghe orecchie si muovono per raccogliere ed amplificare i suoni prodotti dai piccoli animali e dalle gocce d'acqua che cadono sul fogliame. Il Lupo Nero fa parte del sogno di parecchi bambini, in varie parti del pianeta. I loro genitori li hanno voluti spaventare per motivi inspiegabili, e per farlo hanno evocato il lupo cattivo. Da secoli gli umani hanno addomesticato i cani, che presumibilmente discendono da antichi lupi catturati e mansuefatti. Gli umani però non perdonano ad alcuni lupi di essere rimasti liberi e di non essere per nulla affascinati dalla civiltà umana. Ecco da dove scaturisce il lupo cattivo: è un animale che ragiona con la sua testa, genuinamente selvaggio ed indomabile. I gatti sono quasi tutti così, ma a loro è concesso. Si vede che i gatti sono più bravi dei lupi nelle pubbliche relazioni. I bambini che sognano il Lupo Nero si stringono sotto le coperte, come a volersi nascondere da quegli occhi che sembrano eruttare fiamme. Metà del pianeta Terra è sempre in ombra, mentre l'altra metà è esposta alla luce solare. Bambini che parlano lingue diverse, o non sanno ancora parlare, sono accomunati dalla paura dei lupi. D'un tratto il grande canide nero come la notte scopre uno dei piccoli sognatori, che chissà come è finito dietro un albero. Il piccolo dice qualcosa, mentre il grosso muso irto di zanne si protende verso di lui. Un enorme naso lo annusa attentamente. Poi il Lupo Nero spalanca la bocca immane, ma solo per dare al bambino impaurito una bella leccata in pieno viso. Lui e tutti quelli che condividono quel sogno scoppiano a ridere, e corrono nel bosco ad abbracciare il nuovo amico. Accanto al Lupo Nero comprare una fanciulla, coperta da un'armatura luccicante. Si chiama Clara, e vive in simbiosi con un alieno di metallo vivente, che lei chiama Tecnoragno. Clara racconta ai bambini accorsi da metà del pianeta che il suo amico lupo ama e difende i bambini, nei sogni e nello stato dell'esistenza che chiamiamo realtà. Tutti i bambini capiscono le parole di Clara, perché questa è la dimensione dei sogni. La scena cambia in una maniera tipica di quel non luogo. Il Lupo Nero è entrato in un edificio abbandonato, seguendo il suo naso. I bambini hanno un loro odore specifico, almeno finché guardano i cartoni animati in tv, sgranando gli occhi per la meraviglia. Lupo Nero segue questa traccia. Le macerie sul pavimento indicano che il soffitto è parzialmente crollato, e continua a farlo. Non saranno tuttavia alcune tegole a ferire un animale grosso e potente come il Lupo Nero. Assieme all’odore di bambino, ne sente un altro: fumo di sigaro, polvere da sparo, carne arrostita, sudore ed acqua di colonia. Il nostro amico canide sogghigna, perché ha trovato un cacciatore. Nelle favole, i lupi sono terrorizzati da questi umani pieni di sé, con un fucilone a tracolla e tante cartucce nelle cinture. Nella realtà e quasi sempre anche nei sogni, i lupi girano alla larga dei cacciatori, ma solo perché questi personaggi da operetta sono armati. Non è difficile evitarli, proprio grazie alla loro puzza. Il Lupo Nero non è chiaramente un lupo normale; a parte le dimensioni impressionanti, è dotato di strategie di combattimento superiori a quelle dei tradizionali ululatori dei boschi. Nei paraggi di quell’edificio fatiscente, si muovono gli altri Esploratori dei Sogni. Sonia, Rebecca, David e Pedro non sono lupi, bensì licantropi. Non camminano e non corrono a quattro zampe, ma su due, sebbene si aiutino sovente con le mani munite di artigli. Anche i Giovani Licantropi hanno annusato la pista del bambino. Lupo Nero è però in vantaggio in questa piccola gara. Il cacciatore ha rapito un bambino, e lo tiene segregato. Il piccolo vorrebbe tornare a casa, ma il suo rapitore lo ha incatenato ad un muro. Le lacrime nulla possono contro il sadismo di quel sordido personaggio, che per accentuare il disagio della sua vittima gli mostra una serie di orridi trofei. Ciò che accade dimostra che non sono i lupi ad essere cattivi. Gli spettatori che stanno sognando, addormentati in letti che si trovano in posti molto lontani tra loro sulla superficie del pianeta, concordano. Ci sono persone che, autorizzate dalla legge, uccidono animali innocenti, per trasformarli in trofei. Animali interi e pezzi di animali. Un uomo che versi sangue, senza la necessità di nutrirsi, è anche capace di rapire degli innocenti della sua stessa specie. Nella parte più oscura e muffosa di quel vecchio e lugubre palazzo mezzo crollato, si erge una capanna di tronchi d’albero. Dal comignolo esce un fumo nerastro, come se per alimentare il fuoco non fosse usato un combustibile adeguato. Ed in effetti il pessimo soggetto sta bruciando delle viscere dei poveri animali che ha assassinato per realizzare i trofei. Il Lupo Nero vede il suo nemico cacciatore dentro la capanna fumosa e puzzolente. Lo vede perché questo è il mondo dei sogni ed anche perché il Lupo Nero non è un lupo normale. Un ululato agghiacciante sgorga dalla gola del formidabile canide. Quel suono viaggia molto lontano, penetrando in sogni che non si erano ancora connessi con questo. C’è chi, dormendo, si rannicchia in posizione fetale, per reagire ad un brivido lungo la spina dorsale. C’è chi invece, come molti coetanei della piccola vittima del cacciatore, si affaccia sulla scena che ha come attore principale il Lupo Nero. Poi la porta della capanna di tronchi esplode verso l’interno. Come nelle fiabe, il Lupo Nero può abbattere porte e muri con un soffio, o forse era uno starnuto. Le schegge della porta non sfiorano il prigioniero, preferendo conficcarsi tutte nel corpaccione unto del sordido impagliatore di animali innocenti. Il Lupo Nero apre la sua bocca, che adesso sembra ancora più immensa, e ripete il suo ululato. Un latrato che distrugge quasi i timpani del suo nemico, che arretra cercando il fucile. L’enorme bestia avanza lentamente, per pregustare ogni secondo prima di affondare i denti nella carne e spezzare le ossa. Il cacciatore sghignazza terribilmente, puntando il fucile caricato a pallettoni. Il sudore imperla la sua fronte: un sudore fetido come la sua persona. Poi spara con ambedue le canne, scatenando una tempesta di piombo arroventato. Il fumo causato dalla polvere da sparo invade la capanna, cancellando la visuale. Il bambino prigioniero sente che le sue catene sono state afferrate, e sono sottoposte ad una trazione crescente. Rebecca, Sonia, David e Pedro, nelle loro forme licantropiche dispongono di una forza super-umana, nella nostra realtà ed anche nella dimensione onirica. Gli anelli di metallo iniziano a deformarsi; i Giovani Licantropi ululano, mentre strappano le catene e liberano il bambino. Il cacciatore frattanto si rende conto di non aver colpito il Lupo Nero, perché il suo possente nemico è scomparso. Anche i Giovani Licantropi si sono teletrasportati all’esterno. Il cacciatore si agita, in preda alla pazzia. Sfida il Lupo Nero a farsi vedere, illuso di averlo scacciato con il suo fucile. Invisibili ai suoi occhi, gli Esploratori dei Sogni si sono riuniti attorno al bambino, mentre tutti gli altri spettatori si avvicinano per assistere alla fine della storia. Ci sono Clara, Cyberdog, Braxcat ed i Giovani Licantropi, ma la preda spetta al Lupo Nero. La farneticazione del pazzo cessa di colpo quando l’ululato del Lupo scuote la capanna di tronchi. Sonia, Rebecca, Pedro e David si uniscono a lui, ululando in una festosa partecipazione. Quando il tetto scoppia verso l’alto, il cacciatore cerca la fuga dall’unica porta, che però scompare, assieme al resto della casupola, in una implosione di legno ridotto in schegge simili a stuzzicadenti. Il cacciatore, che in troppe favole per bambini è il buono, si è rivelato un criminale ed un pervertito. Il Lupo Nero, ingiustamente accusato di nefandezze, ha condotto i suoi amici all’obiettivo. Tutti i sognatori seguono dall’alto, come fossero librati a decine di metri d’altezza, l’umano che scappa in una brughiera priva di ripari. Corre ed inciampa, inseguito dal possente Lupo, che procede a grandi balzi. L’impressione che si riceve è che il formidabile canide potrebbe raggiungerlo ed eliminarlo in un secondo, e che si stia comportando come i gatti fanno con i topolini. Altre creature della dimensione onirica sbucano da tane scavate nel terreno, come fossero talpe o marmotte. Nessuno però accenna a prendere le difese del sordido soggetto, che conoscono come un prepotente ed un assassino. Anzi: animaletti pelosi piccoli e piccolissimi, grigi, rossi e gialli, inneggiano con mille vocine diverse al Lupo Nero, che al termine di un lunghissimo balzo si abbatte sul cacciatore come una valanga di pietre. Trattandosi di un sogno per minorenni, viene loro evitata la parte più truculenta. Nessuno spargimento di sangue, né fuoriuscita di viscere fumanti. Il cacciatore esce di scena sciogliendosi come una neve particolarmente sporca, esposta alla luce solare. Segue una festa, con distribuzione di pasticcini, perché in fondo i piccoli spettatori sono sempre affamati di queste cose, anche durante la notte. Gli Esploratori dei Sogni si stringono attorno al loro eroe di oggi: il Lupo Nero. Ci sono i licantropi, il cagnolino cibernetico, Clara con la sua lucente armatura, ma in giro non si vede Braxcat. Che fine ha fatto il gattino demone? I suoi amici e colleghi sanno molto bene che Braxcat ha un modo tutto suo di rapportarsi con quella dimensione, e pensano che se dovesse avere bisogno di loro li chiamerebbe. Lui al momento ha altro per la testa che chiedere aiuto. Sta infatti seguendo un tizio che nessuno degli altri aveva notato. Si tratta di un gobbo, che manifesta anche altre deformità fisiche, ma corre molto bene. I sogni umani sono pieni di gente brutta e cattiva, perché si tratta di immagini radicate nell’inconscio collettivo, e non c’è buonismo occasionale che le possa rimuovere. Braxcat sa, essendo un gattino-demone, che quello che sta pedinando era il servitore del cacciatore. Era il carceriere che dava da mangiare croste di pane raffermo ed acqua piovana al bambino sequestrato. Una carogna che qualcuno cercherebbe di giustificare con le sfortune fisiche. Il punto è che il gobbo in fuga non cerca scuse per la condivisione dei crimini del cacciatore: lo ha fatto con piacere. Non cerca neppure di farsi perdonare. Si allontana velocemente solo per evitare di fare la fine del suo maestro. Ha già in mente di riprendere per conto suo a rapire bambini e bambine, che mentre sognano fanno passi falsi e cadono in trappole camuffate. Il malvagio in seconda si appoggia ad un albero, per mangiare del cibo estratto dalla sua bisaccia. I suoi denti sono storti, ma forti; in grado di spezzare le ossa dei polli e non solo quelle. Così, mentre sgranocchia una coscia arrostita di chissà quale sfortunato animale del bosco, il bruto non si avvede della presenza di Braxcat. Un miagolio formidabile lo distrae però al punto di fargli perdere la presa su ciò che stava ingurgitando come un animale feroce. Il gattino-demone cammina lungo il tronco di un albero, ignorando la legge di gravità. In compenso Braxcat esalta l’attrito delle sue piccole zampe sulla corteccia, muovendosi come un insetto, senza neppure avere estratto gli artigli. Il vice malvagio si riprende in pochi secondi, e gli scaglia contro una grossa pietra che colpisce il tronco dell’albero. Braxcat si è teletrasportato sulla testa del bruto, ed adesso sì che estrae gli artigli! Sentendosi strappare lo scalpo, il gobbo prende a correre come un pazzo, sanguinando abbondantemente. Poi, nella sua follia, si lancia a capofitto contro una roccia, cercando di spiaccicare il gattino-demone. Risultato: un caprone umanoide decerebrato, che perde preziosa materia cerebrale dalle fessure del cranio fratturato. Braxcat può dirsi soddisfatto, e lo rimira per alcuni minuti prima di aprire un portale dimensionale, che lo riporta sulla Terra. La notte del bambino rapito dal cacciatore termina con il suono della sveglia. Peccato, dice tra sé il piccolo, giacché il sogno iniziava a piacergli. Alla mamma che lo accompagna a scuola cerca di raccontare del cacciatore, dei licantropi e del Lupo Nero, ma lei sorride come se non ci credesse. Dopo qualche minuto accade tuttavia un fatto che convince il bambino che i sogni sono solo un’altra dimensione dell’essere. La ragazzina che lo incontra e lo saluta è sicuramente Clara, così come il suo cagnolino non è ciò che sembra. Un cagnolino che, per una frazione di secondo, manifesta il suo vero aspetto cibernetico, perché indubbiamente si tratta di Cyberdog.