mercoledì 12 marzo 2014
BARRIERA TRA I MONDI_319° episodio
La Maga, accompagnata dalle poliziotte telepati Elisabetta e Valeria, si confronta con un archivista poco collaborativo. Si trovano in un enorme locale seminterrato, nel quale i sovrastanti uffici giudiziari scaricano i frutti del lavoro di magistrati tremendamente logorroici. Tutta la precisione che dovrebbe accompagnare gli atti processuali, durante la lunghissima procedura, viene di colpo accantonata una volta che i dossier siano stati depositati qui sotto. Come se tutti tirassero un sospiro di sollievo ammucchiando alla rinfusa quelle montagne di chiacchiere trascritte e timbrate. Nessuno si aspetta di ritrovare alcunché in quegli scaffali. Come avviene l’archiviazione dipende dai giorni e da chi è incaricato di farlo: un caos inestricabile. La Maga deve necessariamente spremere il tizio che vive in quella cantina, perché è quello che dovrebbe saperne di più di ogni materiale accantonato in quei corridoi impressionanti. Lui è più che altro un guardiano, o forse un recluso. Il suo rapporto di lavoro sembra più una forma di detenzione, ma a lui non dispiace. Qualcuno potrebbe dedicargli un libro di sociologia spicciola, applicata ai disagi umani. Peccato che la bomba atomica “sporca”, che i terroristi hanno portato in archivio abbia già provveduto a contaminare l’aria. Un motivo in più per usare le maniere forti. Senza preavviso, la sonda mentale della potente telepate di Evolution afferra il cervello e la consapevolezza dell’archivista, come una nocciola in uno schiaccianoci. Le due poliziotte presidiano le scale, per evitare che qualcun altro scenda nel seminterrato. Intanto assistono ammirate allo scandaglio psionico della Maga. Solo adesso il tizio si rende conto che avrebbe dovuto collaborare, ma è troppo tardi. L’informazione, che lui stesso non sa di possedere, deve emergere dalla confusione che è la sua mente. Pensieri su squadre di calcio, su pranzi, cene ed impettite impiegate di rango superiore. Nulla di tutto ciò serve a trovare l’ordigno; per cui la pressione esercitata dalla spietata mutante cresce. L’archivista grida il suo dolore e sanguina leggermente dal naso. Strabuzza gli occhi e vede fantasmi che vanno e vengono. Questo tremendo viaggio dentro se stesso dura pochi minuti, che gli sembrano ore o forse giorni. Poi ecco l’informazione: il ricordo di un carrello molto pesante, che trasportava uno strano dispositivo metallico. La Maga lascia libero l'archivista, che con un gemito si accascia sulla sua sedia, cercando di capire chi è e dove si trova. Adesso individuare la bomba è più facile, ed assieme a Valeria ed Elisabetta, la Maga la localizza in alcuni minuti. Come l’ordigno trovato da Fulminatore, anche questo resiste ad ogni tentativo di disinnescarlo. Potrebbe disintegrare il palazzo di giustizia e tutti gli esseri viventi al suo interno e nei paraggi, e minaccia di farlo quanto prima. Kong però, a bordo della Vae Victis, aziona il teletrasportatore, seguendo le indicazioni della mutante nota come Navigatrice. La bomba nucleare viene quindi dislocata attraverso un wormhole, che collega due punti del nostro stato dell’esistenza. Non si sa se gli wormhole siano stati veramente scavati da vermi cosmici, ma funzionano a meraviglia, se si capisce dove iniziano e dove conducono. La bomba, pochi secondi dopo, si materializza al di fuori dell’atmosfera terrestre, collocandosi in un’orbita non usata dai satelliti artificiali. Nel magazzino dove Ferox ha scoperto e sventrato uno dei terroristi, il personale collabora con lei a perquisire il furgone del collega defunto. La donna leopardo li ferma prima che tocchino l’ordigno radioattivo. Poi ordina loro di allontanarsi alla massima velocità e distanza. Kong e Navigatrice fanno ancora una volta la loro parte, spedendo la bomba a fare compagnia alla sua simile, che si trova già in orbita. Il treno con a bordo la bomba trovata da Fulminatore è fermo lontano dai centri abitati più importanti dalla zona, ma se l’ordigno deflagrasse causerebbe comunque morti e danni. Fulminatore, che levita con il suo craft antigravitazionale, ha raggiunto un’altezza sufficiente a tenere sotto controllo la situazione. L’allarme sgombero è stato gridato dagli altoparlanti della polizia, sebbene le autopattuglie non si siano avvicinate eccessivamente alla zona già parzialmente contaminata. Fulminatore aspetta l’arrivo di Dragonfire, il cui potere è in grado di anticipare e contenere l’enorme ondata di energia che sarà inevitabilmente rilasciata dalla bomba sporca. In questo caso Kong ha rinunciato ad utilizzare per la terza volta di seguito il teletrasportatore, per evitare sovraccarichi. Il drago di Evolution ha tempo per una sola picchiata, al termine della quale una valanga di plasma caldissimo vaporizzerà il treno e la bomba. Lottando contro il timer dell’ordigno, la fiamma caldissima di Dragonfire erompe dalle sue fauci. Fulminatore, nonostante la distanza, emette una cortina energetica per proteggersi. Il metallo del treno fonde sempre più velocemente; la plastica si vaporizza fin da subito. L’energia atomica inizia a crescere, in una reazione a catena che senza il fuoco cosmico di Dragonfire si concluderebbe con un’esplosione. Due grandi forze lottano per primeggiare: una reclama il diritto di fare un genocidio, l’altra obbedisce ai voleri del Drago di Evolution, che ha giurato di difendere gli innocenti. Vampate di forza oltre l’umana comprensione si scontrano, si mescolano e si annullano a vicenda. Come ordinato dal drago verde, tutto si chiude con un’implosione. Ancora una volta l’unica forma di vita in grado di sopravvivere a quell’inferno si rivela essere proprio il colosso alieno. Quasi contemporaneamente, le altre due bombe esplodono in orbita attorno alla Terra. Un'elargizione di energia completamente sprecata, giacché il vuoto cosmico può assorbire e sopportare ben altro. Per Evolution si tratta dell’ennesima vittoria, ammesso che di bombe sporche i terroristi ne avessero a disposizione solo tre. Le indagini continuano, affidate ad altri, perché i super-eroi allievi del dottor Occulto devono occuparsi della sparizione di un aereo di linea. Satelliti, navi e sottomarini stanno cercando le tracce dell’inabissamento di un velivolo, che trasportava centinaia di persone. Uscito all’improvviso dagli schermi radar, nessuno lo ha visto precipitare e non è stata notata alcuna esplosione che possa far pensare ad un attentato. Alcune ore fa, a bordo dell’aereo, passeggeri ed equipaggio si comportavano in maniera assolutamente normale e prevedibile. Le hostess fornivano ai passeggeri cuscini, riviste e bibite; il pilota ed i suoi collaboratori chiacchieravano amabilmente. Un volo regolare, senza turbolenze, con visibilità ottima, senza incontrare sulla rotta alcun volatile, solitario o in stormo. Tra i passeggeri, nessun terrorista travestito da persona perbene. Poi, come sbucata dal nulla, è arrivata la nebbia, o quello che a quella quota corrisponde al flagello degli automobilisti. L’aereo però era provvisto, come tutti quelli di linea, di radar ed altre strumentazioni per la navigazione in condizioni di scarsa visibilità. Nulla di allarmante; forse il comandante ha sollevato un sopracciglio dopo avere constatato di essersi infilato in un nuvolone che nessuno aveva visto. Lui ed i suoi due collaboratori si sono guardati in faccia, e senza parlare si sono ripromessi di tenere aperti gli occhi. Dopo alcuni minuti, il radar ha cessato di funzionare, seguito subito dopo dall’altimetro. Qualcuno tra i passeggeri ha iniziato a sospettare che qualcosa non andasse come previsto. Non solo per quella nebbia uniforme ed angosciante, ma anche per la sensazione di navigare immersi in uno stagno calmissimo. Il comandante ha allora ordinato alle hostess di contenere sul nascere gli attacchi di panico. Tra centinaia di persone, è infatti facile che si trovino alcune persone molto diffidenti nei confronti dei viaggi aerei. Persone che sono state costrette a prendere l’aereo, perché il ricorso ad altri mezzi di trasporto sarebbe stato difficile se non impossibile. Il comandante ed i suoi collaboratori ritenevano che il guaio più grosso fosse di avere perso la strumentazione altimetrica. L’unica cosa da fare in questi casi è di non scendere e non salire, sperando che questo equivalga a mantenere inalterata una quota di crociera che è solitamente più alta della più alta montagna del pianeta. Sperando per inciso di non impattare in un altro aeromobile. Questa la percezione degli eventi a bordo di un velivolo, assente da ore dagli schermi radar terrestri che lo stavano tenendo sotto controllo. A bordo il tempo trascorreva diversamente, con una tendenza all’entropia. Le stesse pulsazioni cardiache sembravano allontanarsi l’una dall’altra, senza che ciò significasse precipitare verso la morte. La rassegnazione dipinta sui volti era però destinata a trasformarsi in terrore all’arrivo dei fantasmi. Immagini trasparenti ed incorporee di uomini, donne ed altre creature non di questa Terra. Spettri di persone non più vive, oppure esseri viventi di altri piani dell’esistenza, ignari di essere stati coinvolti in questa confusa vicenda umana. Poi si manifestarono stati d’animo in continuo cambiamento, crisi isteriche e mistiche, antichi sentimenti che riemergono dalle profondità della mente collettiva quando uomini e donne si sentono vicini alla morte. Ma il Cavaliere Nero non è qui per reclamare tutte quelle vite. Oggi il loro aereo non precipita e non si schianta contro le montagne. La nebbia scompare come è arrivata, perché non si tratta di vapore acqueo atmosferico. L’aereo ha infatti superato una barriera dimensionale, e non si trova più sulla Terra. I passeggeri si affollano per capire dove stia volando il loro aereo. Sebbene la visuale non sia delle migliori, passano pochi minuti prima che un vociare diffuso annunci che le centinaia di persone a bordo si sono accorte che nel cielo di quel mondo brillano ben due soli! Ovviamente pochi terrestri sanno di Akros: il pianeta della K-Force, alleata di Evolution. In diverse occasioni la barriera dimensionale tra i nostri due universi si è aperta, consentendo migrazioni dall’una all’altra parte. Recentemente il vampiro di Akros conosciuto come Red O’Neal è venuto a trovarci sulla Terra, ma neppure il dottor Occulto è a conoscenza di macchine volanti di oltre duecento tonnellate che siano transitate tra i due mondi. Non lo sa ancora, ma lo scoprirà presto. Annunciatori di disastri potrebbero formulare l’ipotesi di una convergenza cosmica tra la Terra ed Akros, con effetti disastrosi. Fortuna che neppure loro sono stati avvertiti di ciò che sta capitando all’aereo di linea. I piloti, che sono per forza di cosa delle persone pragmatiche, rinviano le chiacchiere a dopo l’atterraggio, ammesso che si possa definire in tal modo scendere sul suolo di Akros. Una torre di controllo lancia un messaggio radio al velivolo, che è comparso all’improvviso nei cieli, uscendo da una nuvola anomala. I piloti si guardano in faccia, cercando di capire quell’idioma. Quando Krom, il capo della K-Force, incontrò per la prima volta Evolution, l’iniziale scambio di mazzate, stile super-eroi, fu seguito da una chiacchierata resa possibile dal potere della Maga. La mutante psionica, allieva del dottor Occulto, purtroppo per i piloti dell’aereo scomparso non è lì. Per cui loro rimangono all’oscuro delle istruzioni di atterraggio, che i controllori di volo stanno trasmettendo nella loro lingua. Gli abitanti di Akros sono molto simili ai terrestri, probabilmente perché i transiti tra i due piani dell’esistenza continuano da tempo incalcolabile. Le lingue sono tuttavia diverse, data la tendenza connaturata negli umani di non volersi fare capire dai loro simili. Alla fine di una concitata riflessione, il comandante ed i suoi decidono di scendere su una pista che sembra libera. Devono farlo anche per evitare che i passeggeri inizino a dare in escandescenze. L’avvicinamento alla pista avviene gradatamente e con la massima circospezione. Ciò evita almeno una collisione con un altro colosso dei cieli in fase di decollo. Pochi minuti prima di posare a terra i carrelli, il comandante reagisce d’istinto, schivando di poco un aereo molto più piccolo, che svolazza via come se fosse stato investito da un tornado. L’atterraggio quasi di fortuna riesce, ma la vicenda non è di certo conclusa. Lo confermano i molti mezzi dei pompieri e della polizia che si precipitano a circondare un aereo che reca insegne mai viste su quel pianeta.
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