giovedì 12 giugno 2014
GUERRIGLIERI E CACCIATORI_342° episodio
Questa storia è iniziata alcuni anni fa. Non è unica nel suo genere, e dimostra come Guerra sia quasi umile nel definirsi un demone. Dato il livello di adorazione a cui è sottoposto, dovrebbe pretendere di essere considerato il dio più amato dai mortali. C'era una volta un dittatore, che spadroneggiava sul suo popolo, con il potere di vita e di morte. Dominava su una terra più desertica che altro; martoriata da lotte incessanti tra clan etnici e religiosi, sebbene quel popolo fosse quasi tutto riconducibile ad una precisa etnia ed adorasse la stessa divinità. Chi sostiene che Guerra fomenti la discordia non conosce l'animo umano: non abbiamo infatti bisogno di scuse per attaccare briga. Ci basta una sfumatura da poco, ed il gioco è fatto. Il dittatore in questione conosceva i suoi polli, e ciclicamente distribuiva bastonate a destra ed a manca, essendo fermamente convinto che chi governa debba essere temuto. Lo avesse studiato e ci fosse arrivato da solo, il dittatore aveva ragione. Governava da decine di anni, quando giunsero al suo paese gli esportatori di democrazia. Chi erano costoro? Non alieni provenienti da un mondo super-civilizzato, privo di conflitti, bensì gli emissari di un popolo di incredibili guerrafondai. I nuovi arrivati destabilizzarono il dittatore, causando il crollo del suo regime totalitario. Tutto ciò ufficialmente in nome dell'esportazione della libertà. In realtà gli invasori avevano venduto le armi a tutte le fazioni in lotta, in maniera tale che potessero passare dalle scaramucce alla guerra civile. Nel paese dei guerrafondai esportatori della libertà, la vendita delle armi era ed è tuttora pressoché libera. Di conseguenza ogni settimana il pazzo di turno entra in una scuola o in una banca, dove ammazza tutti quelli che trova. Volessimo trovare il centro nevralgico delle operazioni di Guerra lo dovremmo proprio collocare in quel civilissimo stato, che ha talmente tanta democrazia a disposizione da essere costretto ad esportarla. Il regime totalitario non crollò da un momento all'altro, perché il dittatore fece resistenza; ma dopo mesi di bombardamenti, stragi di civili, esodi di massa, carestie ed epidemie, finalmente cadde. I media, al soldo del più forte, inneggiarono alla vittoria della democrazia, non volendo ammettere che ad aver vinto erano stati Guerra, Carestia, Pestilenza ed ovviamente Morte. Il quarto e più potente Cavaliere è sempre molto distaccato, e fa il lavoro che gli spetta senza esultare troppo. Il dittatore venne ucciso, onde evitare che lo processassero e raccontasse cose poco simpatiche sugli esportatori di democrazia. Una storia già vista con diverse repliche, negli angoli del pianeta dove gli umani sono ancora più stupidi della media. Tornando ai giorni nostri, assistiamo alla velocissima disgregazione del regime fantoccio, che gli esportatori di democrazia (e di armi) avevano instaurato nel paese non più gestito dal dittatore defunto. Un esercito di esaltati marcia più veloce di un incendio nella savana, sconfiggendo ed assimilando le cosiddette truppe regolari. Ogni tanto Guerra pare prendersi qualche anno di riposo, prima di un rilancio in grande stile. Anche quando finge di riposare, Guerra semina e raccoglie massacri. Coltiva decine di conflitti regionali, che apparentemente non hanno tra loro alcuna correlazione. Solo un mago potente come il dottor Occulto riesce a seguire lo sviluppo dei piani del Cavaliere Rosso. Lui e pochi altri possono dire di avere previsto lo scoppio del conflitto di cui in questi giorni si racconta sui giornali. Carestia è come sempre pronto ad agire, dopo avere per lungo tempo mantenuto un basso profilo, come Guerra. Di morti per fame ce ne sono sempre stati, specie bambini, ma non hanno mai fatto notizia. Pestilenza si muove sempre assieme a Guerra ed a Carestia, giacché il disagio e la malnutrizione si accompagnano alla malattia. L'esercito rivoluzionario di turno produce più danni delle locuste. Ogni parvenza di legge scompare; i teppisti possono fare tutto, giacché i civili che incontrano sulla loro strada hanno solo doveri e nessun diritto. Stupri, violenze, uccisioni e stenti non sono direttamente riconducibili a Guerra, bensì agli umani che lo adorano come un dio, e gli dedicano sacrifici cruenti. Gli esportatori della democrazia, colti di sorpresa dalla guerra lampo, tardano a reagire. Gli studiosi dei fenomeni bellici sanno che perdere il vantaggio significa a volte iniziare una fuga precipitosa, senza possibilità di scampo. Una nazione che si ritenga la migliore e la più forte viene così messa in imbarazzo da un non esercito di esaltati. Quelli che fanno la guerra a tavolino, suggeriscono di combattere dal cielo, senza considerare che anni or sono proprio quella strategia si dimostrò impraticabile. Gli studiosi dei fenomeni bellici dovrebbero studiare Guerra, ed apprezzerebbero quanto il demone fa per seminare zizzania. Esaltare i divari economici e culturali prepara alle risse e predispone alle battaglie. Ritenersi necessariamente migliori degli altri, per partito preso, induce a sparare senza provocazione a chiunque. Ai serpentoidi questo popolo di mammiferi spelacchiati piace molto. Stritolatore ed i suoi sottoposti sono tra i pochi sulla Terra a non subire il fascino discutibile di Guerra. Non per pacifismo, ma per il fatto che provengono da un pianeta nel quale i serpenti si sono evoluti e sono diventati la specie dominante. Ed i serpenti non fanno la guerra, né da noi, né da loro. Le scimmie dalle quali discendiamo amavano la promiscuità, come quasi tutti i mammiferi. I serpentoidi no. Come i loro quasi simili terrestri, gli Hunter Killer preferiscono l'agguato, non il tumulto e le cariche scalmanate a rotta di collo giù dalle colline. I serpentoidi sanno che di giorno sulla superficie terrestre circolano troppi rumorosi animali di tutte le dimensioni, a partire dagli umani. Ecco perché preferiscono muoversi di notte, in silenzio, e colpire senza preavviso. Riflettendo, forse i serpentoidi sono più “buoni” degli scalmanati rivoluzionari di turno. Altra cosa che li distingue da noi è la fisicità esaltata dalla quasi totale mancanza di armi. Un serpentoide uccide con le creste cornee che ha sulla grossa testa triangolare. Un colpo centrato in pieno petto sfonda numerose costole, che danneggiano cuore, polmoni e gli altri organi che dovrebbero proteggere. Se l'umano preso di mira dovesse essersi protetto con un giubbetto antiproiettile, l'Hunter Killer ripiegherebbe sulle gambe o sul collo. I serpentoidi sono naturalmente provvisti di zanne velenifere, e sono capaci di iniettare tossine di diversa gradazione. Ovviamente con quelle zanne possono anche uccidere mordendo sul collo, senza bisogno di iniettare alcunché. Questa notte, Stritolatore, Boa, Anaconda, Pitone e la femmina Sysform sono in vacanza premio. Circolano liberamente all'interno dei grandi campi, dove i rivoluzionari di turno si riposano dopo le malefatte della giornata. Dormono e russano, incuranti delle presenze extraterrestri che li studiano da troppo vicino. Le tende dormitorio sono presidiate da militari armati e pronti a sparare. Sfortunatamente durante la notte i bioritmi fanno quel che devono fare, incuranti della disciplina e della sorveglianza. Intorno alle tre di notte, quasi tutti gli umani dormono e sognano. Quelli che fanno il possibile per rimanere svegli sognano ad occhi aperti. Capita così che chi è preposto a sorvegliare il sonno altrui rilevi strani movimenti tra le ombre. La tentazione sarebbe quella di suonare l'allarme; poi però subentra il dubbio di avere avuto un'allucinazione a causa del sonno. Nel frattempo i serpentoidi sono scivolati all'interno delle tende comuni. Per loro sarebbe facile sottomettere un militare, e trascinarlo via. Se Stritolatore ed i suoi fossero particolarmente affamati lo farebbero. Gli Hunter Killer sono più che altro cacciatori e predatori, che preferiscono abbattere un nemico sveglio. Anaconda solleva la sua grande testa ed apre le fauci a pochi centimetri dal volto di uno dei soldati. Poi la richiude, senza recare alcun danno all'ignaro servitore di Guerra. Al mattino quel soldato si sveglierà senza sapere di avere rischiato la vita, ed imbracciato il fucile mitragliatore spererà su bersagli viventi presi a caso. Considerazioni che ad Anaconda ed agli altri serpentoidi non fanno né caldo, né freddo. Non entrano nel merito dei comportamenti umani, relegandoli quasi tutti nel campo dell'irrazionalità. La notte non è però finita, e gli Hunter Killer possono ancora manifestare le loro facoltà peculiari. Devono solamente trovare qualche militare sufficientemente vispo da meritare la loro attenzione di cacciatori. Scivolando silenziosamente tra le dune del deserto, trovano un commando di terroristi in avanscoperta. Gente dura ed abbastanza addestrata, motivata e spietata. Stritolatore li trova degni dell'attenzione del suo gruppo, e l'attacco inizia. Pitone piomba su uno degli uomini armati con una velocità ed una forza sconvolgenti. La massa del serpentoide abbatte facilmente quel robusto guerriero della notte, che perde il fucile mitragliatore e si trova schiacciato a terra da un'enormità disumana. Si chiede che demone delle sabbie gli sia balzato addosso. La domanda non ottiene risposta, giacché Pitone affonda le lunghe e grosse zanne nel collo della sua vittima, uccidendola all'istante. Anaconda opta viceversa per un attacco di testa diretto al centro del torace della sua vittima, che è però protetta da una giubbotto antiproiettile. L'impatto è tremendo, ma non mortale. L'umano cade a terra senza fiato, mentre il serpentoide soffia manifestando il suo disappunto. Gli altri del drappello impugnano allora le armi, per reagire all'aggressione imprevista. Si dispongono velocemente schiena contro schiena, pronti a scaricare contro chiunque una grande quantità di proiettili di piombo rovente. Boa si lancia tra le gambe degli umani per sbilanciarli. La sua manovra ha successo, ma lui si allontana con la stessa velocità, onde evitare di essere colpito da qualche pallottola mirata o vagante. Sono trascorsi pochi secondi dall'inizio dello scontro, e gli unici due terroristi ancora indenni assistono con crescente terrore all'arrivo del capo degli Hunter Killer. Stritolatore sfrutta fino alla fine il vantaggio che gli deriva dalle tenebre, ma si prepara ad uscire allo scoperto. I due terroristi sono di scorza dura: hanno ucciso senza battere ciglio soldati e civili, uomini, donne e bambini. Non temono la morte; anzi la corteggiano da tempo. Questa notte però affrontano una bestia extraterrestre, lunga come il più grande dei serpenti delle foreste e delle paludi. Stritolatore, se confrontato con un anaconda, un pitone o un boa, ha un diametro maggiore, ed una forza spaventosa. L'unico vantaggio dei due tagliagole è di essere armati di fucili mitragliatori, con i quali iniziano a vomitare proiettili ad alta velocità. Per quanto sia enorme, il serpentoide è anche velocissimo; scivola in avanti, evitando di un soffio di essere colpito in pieno. Il numero dei proiettili è talmente alto da rendere peraltro impossibile evitarli tutti completamente. Stritolatore viene colpito di striscio, ma non rallenta. Perde sangue, ma la sua vitalità lo sostiene. Boa, Anaconda e Pitone si ritirano per lasciargli campo libero, e lui affonda le sue zanne nel cranio scoperto di uno dei malcapitati. L'uomo quando cade a terra e scalpita è già morto, ma non lo sa ancora. Il capo degli Hunter Killer ha trovato la sua cena. Le polizie internazionali chiuderanno un occhio su questa incursione degli Hunter Killer, e sul fatto che non stavano cacciando un particolare soggetto da consegnare vivo o morto. Di certo quello che è appena defunto meritava di morire; ed ogni vecchio poliziotto invidia gli Hunter Killer per il loro status di cacciatori. Mentre i serpentoidi maschi mangiano le carni di quelle carogne e ne bevono il sangue, la femmina del gruppo è sulle tracce di un fuggitivo. Un tizio che è riuscito a mantenere un basso profilo, ed a tagliare la corda. Sembra diretto verso le tende, dove i predoni dormono nonostante la sparatoria appena verificatasi. Il suo obiettivo è di radunare un numero consistente di feccia armata fino ai denti, per vendicare i colleghi sbranati dai demoni delle sabbie. Non ci riuscirà perché Sysform anche questa volta si rivela essere la più astuta del gruppo degli Hunter Killer. Lei è stata una spia ed ha combattuto le sue battaglie, con agilità e perizia. È molto più piccola dei maschi della sua specie, ma non è una mascotte. Si guadagna sempre la sua parte degli ingaggi; questa notte però anche lei si deve accontentare di riscuotere diversamente. Silenziosissima, scivola tra le sabbie, aggirando il lento bipede. Strano, pensa, che questi scimmioni evolutisi da meno di un milione di anni si credano al top della catena alimentare. Sono deboli, fragili, lenti, di riflessi scarsi e con sensi obnubilati. Sysform non ha voglia di sprecare energie a stritolarlo. Sarebbe in grado di strangolarlo molto facilmente, e nel contempo vuole evitare di dare una testata contro un eventuale protezione antiproiettili. Quindi gli somministrerà uno dei suoi veleni. È questa un'abilità ulteriore dei serpentoidi, che però non tutti loro sanno sfruttare al meglio. I maschi prediligono la forza bruta, mentre lei elabora un mix chimico da inoculare con un lieve tocco di zanne. Nessun sbranamento; solo un fulmineo balzo, simile ad un volo. Le zanne di Sysform fanno quel che devono fare, ed anche il suo veleno. L'uomo è completamente paralizzato, ma non morirà asfissiato. La serpentessa gli berrà con calma tutto il sangue, mentre il suo cuore continuerà a battere fino alla fine. Sysform non sopporta infatti di trarre nutrimento dai cadaveri.
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