lunedì 16 giugno 2014
L'ARBITRIO DEI MOSTRI_343° episodio
I vampiri sono considerati tra i più convinti fans di Morte. Questo è vero solo in parte, giacché di solito uccidono per nutrirsi, ma non hanno alcuna fretta di abbandonare la vita. Resistono talmente bene alle avversità da essere tra i detentori del record delle resurrezioni. In pratica: sono dei non morti che mantengono la posizione. Vivendo o esistendo per migliaia di anni si sviluppano in loro dei convincimenti difficili da spiegare e condividere con i mortali. Moloch è un vampiro antichissimo, che ha lasciato traccia di sé in moltissime leggende. Considerato un dio o un demone, ha preteso ed ottenuto che gli umani gli portassero a domicilio le vittime delle quali nutrirsi. Un indubbio salto di qualità rispetto a dover circolare di notte come un animale predatore. Stare seduto su un trono, circondato da sfarzo e coreografia, è un buon modo di passare i millenni, ammesso che si coltivi un gusto per l'orrido. Ovviamente un vampiro, nutrendosi di sangue, è inevitabilmente portato per tutto ciò che i film horror hanno solo riscoperto. Moloch si è trovato numerose volte al cospetto di Morte, che senza particolare acredine nei confronti di alcuno, ripulisce questo stato dell'esistenza dai viventi non più in grado di reggere il ritmo degli eventi. Morte ha moltissimo da fare, senza bisogno di aspettare che i suoi colleghi Guerra, Pestilenza e Carestia gli procurino altro lavoro. Nel caso di Moloch, il Cavaliere Nero scruta ciò che è rimasto di lui, dopo l'ennesima battaglia persa. L'antico vampiro però, a differenza dei mortali, è in grado di opporre una ferma resistenza all'invito di Morte. Non cerca di combatterlo, perché sarebbe una battaglia persa, ma risponde ad una sua domanda non espressa facendo il possibile per mostrarsi ancora adeguatamente combattivo. Così Morte, imperturbabile come sempre, volta il suo cavallo rigorosamente nero e si allontana nel silenzio più totale. Moloch è fatto per prima cosa di forza di volontà: un nucleo di forza rossastra, che pulsa come una fiamma inesausta. Pur essendo un non morto, prova dolore, e su di esso fa leva per rigenerarsi. Un vampiro che abbia paura di soffrire ha sbagliato mestiere. A tutti noi è capitato di dover guarire da un livido, una ferita o addirittura da una frattura. A Moloch tocca addirittura procurarsi nuova sostanza per ricostruire la quasi totalità del suo corpo. All'inizio la procedura è faticosissima, ma il vecchio mostro non demorde. Raccoglie una molecola qua ed una là, convincendole a stare assieme per realizzare qualcosa di più complesso. La biologia non ha segreti per Moloch; specie quella del suo corpo. Giacché Morte per il momento si è recato altrove, il vecchio vampiro è tornato ad essere un immortale dal punto di vista dell'invecchiamento. Corre tuttavia il rischio, finché la sua massa rimane scarsa, di essere scambiato per un verme o uno strano insetto, ed essere ingerito da un uccello di passaggio. Una mancanza di rispetto non da escludere, visto che i corvi non hanno paura dei vampiri, neppure quando si tratta di vampiri interi. Moloch mantiene pertanto un profilo molto basso, infilato in una fenditura nella roccia. Da quella posizione può proiettare i suoi pseudopodi per catturare animaletti più piccoli e meno combattivi di lui. Divenuto grande come un topo, Moloch si fa spuntare sei zampe per essere più veloce dei topi veri. Commette alcuni errori, ma se la cava con ferite che riesce a rimarginare. Così facendo, mese dopo mese, Moloch si rigenera a sufficienza da poter sembrare umano. Morte non si è più visto nei paraggi, e questa è una bella notizia per il non morto ormai abbastanza vivo. Mentre cura il corpo, fatto con pezzi di creature viventi che ha assimilato, il mostro millenario rispolvera i ricordi, dato che senza di essi sarebbe uno zombie come tanti altri in circolazione. Si rammenta dei suoi arcinemici di Evolution, tremando ancora al pensiero della forza senza pari di Dragonfire. Tornerà a sfidarli, ma prima dovrà lavorare e studiare molto, per evitare di commettere gli errori che lo condussero alla distruzione quasi totale. Mentre un emissario del male si prepara ad un grande rientro, molti piccoli delinquenti prosperano tra crimini di tutti i tipi. I giornali hanno dedicato alcuni articoli di rilievo ad un tizio che ha ammazzato moglie e figli, perché il divorzio non gli bastava. Lo hanno arrestato quasi subito, giacché lo stupido aveva simulato un furto, senza però forzare la porta. Gli inquirenti hanno subito dedotto che qualcuno aveva ucciso come obiettivo primario, e non come potrebbero fare dei ladri particolarmente maldestri se disturbati nell'esercizio delle loro attività. Inoltre, difficilmente i ladri sono anche assassini. I rapinatori forse, ma il più delle volte si accontentano di malmenare le vittime, per non correre appunto il rischio, se catturati, di essere processati per omicidio. Quando avviene un omicidio o una strage familiare, gli inquirenti cercano il criminale tra chi viveva sotto lo stesso tetto delle vittime. Così il tizio finisce in carcere, in attesa di processo. Il suo avvocato gli consiglia, come prevedibile, di fingersi pazzo o quantomeno mezzo pazzo. Le giurie sono composte da una discreta quota di stupidotti, che ammettono con se stessi che sia possibile impazzire e rinsavire nel giro di mezz'ora. Una scusa idiota per combinare qualsivoglia disastro, e cavarsela con poco. Un assassino che dichiari di aver eliminato i figli per non averli sulla groppa dopo il divorzio, dà l'impressione di essere un fuori di testa, oppure di essere un delinquente che vuol fare il fesso per non pagare il dazio. Una strategia legale, che dal punto di vista criminale è quasi pari alla premeditazione della strage in questione. Gli amici dell'assassino si dichiarano ex, e chiedono che gli sia comminato il massimo della pena. I genitori del delinquente e della moglie assassinata sono distrutti dal dolore, pensando ai piccoli innocenti sgozzati brutalmente. I filosofi ed i teologi che hanno scritto sul libero arbitrio si riferivano proprio a casi come questo. Finanche i più grandi tra i raccontafrottole fanno due passi indietro, rifiutandosi di attribuire ai demoni le premeditazioni criminali degli uomini. Moloch sta lavorando per attuare sulla Terra un disegno degno di lui, mai però si abbasserebbe ad ispirare episodi di tale efferatezza. Quella notte gli Annusatori delle Tenebre perlustrano la città a loro modo. Quattro ragazzini che hanno l'età di quelli assassinati da un padre degenerato. Il loro maestro, il vampiro di Akros conosciuto come Red O'Neal, prova per loro un sentimento che lo coglie di sorpresa. Ecco perché, in ricordo degli innocenti che non ci sono più, questa notte somministrerà una morte dolorosa a chi ha dimostrato di meritarsela appieno. Piero, Maria, Franca e Gianni, ignari della decisione del succhiasangue, percorrono la città a bordo del veicolo condotto dalla loro amica extraterrestre Lyra. Non vedono Red O'Neal svolazzare nei paraggi, ma sanno di poter sempre contare su di lui. In passato il vampiro ha collaborato con Evolution, quando lui e la Guaritrice salvarono la vita a quelli che sono diventati i suoi protetti. Red O'Neal contatta la Vae Victis come potrebbe fare ognuno di noi se conoscesse il numero di telefono. Nulla di trascendente: una semplice chiamata intercontinentale con la richiesta alla Navigatrice di fornirgli le coordinate del suo bersaglio. Il dottor Occulto acconsente, sebbene debba convincere Ferox a non partecipare alla missione del vampiro. Il potente telepate promette alla sua allieva che presto avrà anche lei la possibilità di manifestare la sua giusta rabbia, nei confronti di un altro delinquente. Sarebbe stato infatti eccessivo inviare in missione anche la mutante felina, assieme al vampiro di Akros. Si tratta in fondo di porre fine all'esistenza di un semplice, inutile umano. Uno che si è macchiato di orrendi delitti, che però costituisce un ostacolo da poco per un vampiro bicentenario. Quasi invisibile nella notte, Red O'Neal veleggia verso la sua destinazione: una specifica cella nel grande carcere cittadino. Navigatrice è stata molto sollecita e felice di poterlo aiutare; di certo la sorella di Fulminatore tifa per il giustiziere vampiro. La discrezione evita di doversela prendere con le guardie carcerarie, che presumibilmente concorderebbero con ciò che il vampiro si appresta a fare. Gli umani non lo vedono e non lo sentono. I cani viceversa percepiscono la presenza di un'entità potente e temibile. Qualcuno asserisce che i cani siano stupidamente impetuosi, ma non è così. Quelli che assistono le guardie carcerarie si scambiano uno sguardo d'intesa, ed evitano di abbaiare. Rimane un ultimo ostacolo: la porta della cella chiusa a chiave, ma il potere ipnotico del vampiro di Akros si mostra all'altezza della situazione. La guardia non ricorderà di aver concesso a Red O'Neal di rendere l'ultima visita a chi si è mostrato tanto spietato verso la moglie ed i figli. Lui deve tuttavia sapere cosa sta accadendogli, ed il vampiro si limita ad inibirgli l'uso delle corde vocale, mentre lo tiene fermo con la sua forza spaventosa. Il delinquente vorrebbe gridare ed anche implorare la pietà che non ha concesso. Ovviamente però il succhiasangue non gli presterebbe alcuna attenzione. Il sangue di quella feccia umana è quasi insipido, ma senza di esso il maiale bipede cesserà presto di vivere. Sente il suo cuore aumentare la frequenza delle pulsazioni, nel tentativo di supplire al calo di pressione. Il terrore della morte gli riempie la mente, ma sa, guardando negli occhi il nero giustiziere, che nessuno lo salverà perché il suo delitto ha trasceso ogni umana condivisione. Forse neppure il più pazzo tra i preti lo assolverebbe, ma ormai il problema non si pone più, mentre scivola nell'inferno che si è meritato. Oggi gli umani si sentono molto più civili di quando la pena di morte era prevista per gli assassini. Per qualche strano motivo, mantenere in vita un pluriassassino pare più gratificante che trasformarlo in utile humus. In questa discutibile civiltà odierna, i carnefici sono spesso trattati meglio delle vittime, ma la gente che lo pensa non lo dice per paura di essere accusata di malvagità. Un uomo che abbia assassinato la moglie e due bambini di cinque anni e venti mesi ha diritto ad un avvocato, che cercherà di ritardare e di alleggerire la pena detentiva a spese della collettività. Questa mattina le cose vanno diversamente, giacché l'avvocato del criminale lo trova stecchito e privo di sangue. Gli occhi sbarrati hanno visto, prima di spegnersi, il volto del vampiro di Akros. Sul collo del morto, i segni delle zanne, ma il medico legale si rifiuta di indicare come motivo del decesso l'attacco da parte di un demone leggendario. Siamo troppo civili per credere ai vampiri, ed i vampiri ne traggono giovamento, quelli come Red O'Neal, che uccidono solo i criminali, e quelli più tradizionalisti, che hanno gusti meno difficili. Tornando indietro di alcune ore, assistiamo all'incontro tra gli Annusatori delle Tenebre ed il loro maestro. L'extraterrestre Lyra li ha accompagnati in giro per la città, ma loro chiariscono che la ragazza non è la loro baby sitter. I quattro ragazzini sono assonnati, ma vogliono raccontare a Red O'Neal di essere intervenuti in difesa di un gatto randagio, inseguito da un gruppo di teppisti. Piero, Maria, Franca e Gianni li hanno assaliti con tale velocità che i tizi non hanno capito bene chi li stesse prendendo a calci. In pratica la battaglia non c'è stata, per abbandono da parte dei cattivi. Il gatto randagio li ha ringraziati e se ne è andato. Nulla di sorprendente per loro nel comprendere un ringraziamento espresso nella lingua segreta dei piccoli felini urbani. Un nuovo potere che si aggiunge alle doti ereditate dal vampiro di Akros. Prima di andare a casa a dormire, i ragazzini informano il loro maestro di aver percepito che le principesse, figlie del nuovo re di un paese che si trova a migliaia di chilometri di distanza, sono a rischio rapimento. Red O'Neal chiede a Lyra, e lei conferma la notizia che le è stata riportata dal cervello elettronico della sua tuta spaziale. Gli Annusatori delle Tenebre invece non comprendono da dove l'informazione sia giunta loro. Il vampiro di Akros deduce che lo sviluppo dei loro cervelli li mette in grado di “fiutare” effettivamente piste subliminali. Un motivo in più per mandarli a dormire: dovranno essere molto svegli quando li condurrà, assieme a Lyra, nella missione operativa che tanto desiderano.
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