mercoledì 4 giugno 2014
SOGNI ED ESPLORATORI_340° episodio
Alcuni di noi sono convinti che i sogni ci portino consiglio. Illustri psicoanalisti hanno acquisito fama e ricchezza scrivendo terrificanti trattati sui significati dei sogni. Ovviamente si tratta di affermazioni che nessuno può confermare, né smentire, perché siamo nell'ambito del soggettivo. Gli Esploratori dei Sogni sanno che quel piano dell'esistenza è abitato da fantasmi mutaforma, che lavorano per chi li paga di più. Interpretano tutti i ruoli loro richiesti; specialmente: mostri, vampiri, licantropi, criminali e pazzi. Il più delle volte però i nostri sogni non hanno alcun significato particolare, e lasciano il tempo che trovano. Questa notte, il licantropo di nome David non è in missione con il suo gruppo. Lui e gli altri per una volta riposano normalmente. David sogna di trovarsi in una casa che affaccia sul tetto di un basso caseggiato. Le finestre e le porte sono spalancate, per fare circolare l'aria notturna. Le tende si muovono agitate dal vento caldo; David pensa alla primavera, e ne sogna le manifestazioni atmosferiche. Nella casa le luci sono spente, o forse si tratta di candele. Assieme a David c'è qualcuno, ma il giovane licantropo non lo riconosce. Di certo non si tratta di Pedro, Sonia o Rebecca. Stanno aspettando l'attacco di qualcuno: una vampira presumibilmente. Inutile chiedersi chi abbia fornito questa informazione, giacché una delle caratteristiche delle rappresentazioni oniriche è la tacita accettazione del sentito dire, anche se nessuno ne ha parlato. La vampira attaccherà quanto prima, ma David non progetta di trasformarsi in un licantropo, per affrontarla come merita. Questo non è un evento onirico nel quale gli Esploratori dei Sogni si siano tuffati dopo avere concordato uno scopo comune. David sogna come un comune mortale, e la cosa comincia ad infastidirlo. Non poter estrarre gli artigli, non potersi far crescere mascelle e denti, non poter ululare e saltare, dal punto di vista di un licantropo è come per un umano avere un menisco rotto. David improvvisa, cercando un'arma in quella casa che non è la sua. Ricorda di avere un coltello a serramanico da qualche parte: una lama fuorilegge, che forse potrebbe recare un minimo di fastidio anche ad una vampira. Trova viceversa un pugnaletto rituale, fatto con un acciaio di dubbia consistenza. Questo non fa per lui. In quel momento, la vampira allunga le sue grinfie sulla finestre, preparandosi ad entrare. Si muove con calma, come se il sogno dovesse assecondarla, cederle il passo ed obbedirle. David, che sa di dover difendere la persona che condivide con lui quella casa, è pronto a combattere con ciò che ha trovato. È un indomito guerriero, anche se non si rammenta di essere uno dei Giovani Licantropi. Poi si sveglia frastornato ed infastidito. Nei minuti successivi ricostruisce il sogno, desiderando di concluderlo con un bel combattimento. Adesso si è ricordato di non essere un semplice adolescente, bensì un super-eroe. Questo pensiero fa molto bene al suo ego, e forse farebbe bene all'ego di chiunque. La vampira è appena oltre la soglia, e ride di lui come se fosse un pauroso coniglietto. David decide di fargliela pagare. Grazie alla disciplina ed al controllo che ha acquisito nel corso delle sue molte missioni nella dimensione onirica, torna al suo sogno interrotto, ma questa volta è un licantropo. Quanti di noi vorrebbero fare altrettanto, quando si tratta di sogni belli ed intriganti? Lui decide di tornare al sogno per attaccare briga con una vampira assetata di sangue. Lei incassa il suo rientro soffiando come un gatto. Stava pregustando uno spuntino, con il sangue del piccolo umano che si trovava nella casa, ma adesso deve prepararsi a combattere contro un vero lupo mannaro. David attacca per primo, con un'artigliata quasi pari ad una di quelle di Ferox. Il fantasma che interpreta la vampira subisce un danno fisico, che subito si rimargina. Difficile fare a pezzi uno spettro con mezzi materiali; peraltro è anche vero che gli artigli di un licantropo tendono a sconfinare nel paranormale. La vampira cerca di scappare, non avendo alcun motivo di affrontare un nemico motivato e più feroce di lei. Ottiene solo di farsi morsicare sul collo e sulla schiena da quel lupaccio micidiale. David si sta divertendo parecchio. Sulla Terra, nella cuccia dei Giovani Licantropi, all'interno della grande casa del branco, si agita nel sonno. Rebecca, Sonia e Pedro si svegliano, capendo che il loro amico sta cacciando in solitaria. Vorrebbero partecipare, ma lo scontro tra David e la vampira è una cosa strettamente personale. Il sogno però non ha più alcunché da dire, e si conclude con un normalissimo risveglio. Quella stessa notte, la donna leopardo di Evolution si ritrova in un ambiente ostile. La luce è scarsa, ma questo non è un problema per una con i suoi talenti felini. Eppure non vede con la dovuta chiarezza; come se una nebbia la assediasse da vicino. Sogna, come tutti gli esseri che dormono. Risente di un disagio che nella nostra realtà non le compete, giacché come i grandi predatori della savana la sua efficienza psico-fisica è quasi sempre al massimo, in tutte le situazioni. È un incubo, indotto da nemici potenti. Gli spettri mutaforma in agguato sono troppo veloci rispetto a lei, e si avvicinano per morderla e graffiarla a morte. Ferox è però indomabile nel profondo della sua anima, e non accetta, neppure in uno scenario onirico, di subire senza controbattere colpo su colpo. Il suo istinto e la sua ragione concordano su un fatto: questi non sanno chi hanno contro. La sua prima unghiata giunge fiacca sul bersaglio, graffiandolo appena, come se ad attaccare fosse un gattino. Il mostro avanza, con le fauci spalancate, ma qualcosa gli impedisce di azzannare la donna leopardo. La convinzione della mutante felina cresce, incrinando la struttura stessa dell'incubo. Con un mugolio agghiacciante, Ferox si rigenera di colpo, affondando le unghie delle mani nelle spalle, e quelle dei piedi nella pancia del mostro bavoso che incombe su di lei. Viscere calde e fetide fuoriescono dall'addome distrutto. Il mostro grida come un uomo o come un maiale. Non è più un lupo, ma altri come lui circondano la donna leopardo. Chiunque abbia organizzato l'agguato impedisce il suo risveglio. In queste condizioni le ferite ricevute in sogno potrebbero essere pericolose quasi come se le ricevesse nella nostra realtà. I mostri sono mezzi gatti e mezzi lupi; ululano e miagolano assieme. Sarebbero comici se non mordessero con zanne presumibilmente infette. Esseri innaturali che però non indurranno mai l'indomita mutante a fare un passo indietro. Si ode, a grande distanza, un ululato diverso. Rinforzi in avvicinamento, come se queste decine di mostri non fossero sufficienti. L'ululato che si avvicina è tuttavia connotato in maniera diversa e peculiare. Ricorda qualcosa a Ferox, che al momento ha ben altro a cui pensare. Quando i Giovani Licantropi si gettano nella mischia è chiaro chi siano venuti ad aiutare. Per gli umani, il sogno è percepito in maniera radicalmente diversa dalla realtà. Per i super-eroi, come Ferox e specialmente i Giovani Licantropi, le regole di quel piano dell'esistenza si possono forzare. Nessun movimento al rallentatore, nessuna oscurità fastidiosa, nessun senso di oppressione. Rebecca, Sonia, David e Pedro combattono fianco a fianco con una maestra delle risse sanguinose. I loro nemici continuano ad avanzare, come se fossero legioni; ma ciò non impensierisce la mutante di Evolution ed i suoi amici lupetti. Contemporaneamente, Cyberdog e Braxcat lottano alacremente contro alcuni insidiosi mostriciattoli che turbano il sonno di un trio di cagnolini. I cuccioli si sono appena addormentati, nella cameretta della loro padroncina, ma c'è qualcuno che li spia, gettando su di loro delle ombre minacciose. La loro padroncina dorme a sua volta; altrimenti potrebbe, accarezzandoli, ricondurli alla tranquillità. Sono troppo piccoli per immaginare dei mostri definiti, dotati di zanne, artigli, zampe d'insetto o pungiglioni. Non sapendo identificare il loro nemico, scappano sotto i mobili, perché per il momento la casa è il solo mondo che conoscano. La comparsa improvvisa di Cyberdog fa quasi dimenticare loro l'apprensione. È un loro simile, con il quale farebbero volentieri amicizia. Il fatto che alcune parti dei suo corpo siano di metallo vivente non turba i cagnolini, che sono troppo innocenti per coltivare diffidenze. Il gattino Braxcat è un po' più strano, con occhi di colore variabile, e una propensione per camminare sulle pareti. Cyberdog e Braxcat stanno facendo il loro servizio di ronda, così come lo fanno i Giovani Licantropi. Cyberdog ha sviluppato una tecnica di attacco, basata sulle lunghe e resistenti fruste elettrificate fornite dal suo simbionte conosciuto come Transformatron. Spara apparentemente alla cieca, ma colpisce almeno un bersaglio, perché da dietro i mobili giunge un grido di dolore. I tre cagnolini si stringono vicini a Cyberdog, che eleggono a loro salvatore. Braxcat, che non vuole essere da meno, attacca come una piccola belva i fastidiosi spettri, che quella notte non hanno di meglio da fare che impaurire tre piccoli e simpatici cagnolini. La piccola battaglia è presto vinta, e la pace torna nella cameretta. Braxcat e Cyberdog cambiano sogno, alla ricerca dei loro amici licantropi, ancora impegnati in un salutare allenamento, assieme alla donna leopardo di Evolution. Mancano all'appello solo Clara ed il Lupo Nero, che partecipano all'ennesima variazione onirica sul tema della ragazzina che, a sera tarda, attraversa da sola il bosco. Clara, coperta integralmente dall'armatura fornita dal Tecnoragno, si chiede come mai queste bambinette, che abitano nei pressi dei boschi, aspettino la sera per andare a trovare la nonna. Ci sarebbe anche da chiedersi come mai quest'ultima viva in un bosco e non in un villaggio. La risposta è che la vecchia è una strega, che preferisce stare lontana dalla gente per diversi motivi. Non si presta a malefici contro le persone; quindi non è ben vista dai benpensanti del villaggio, che non disdegnerebbero di lanciare il malocchio sui vicini e sui rivali. La stregoneria è una specie di magia naturale, alla quale la nonna vorrebbe iniziare la nipote. Per qualche motivo i poteri di quel tipo saltano una generazione; ciò significa che la madre della nostra cappuccetto rosso non crede alla stregoneria. Come a volte accade nella dimensione onirica, il sogno di alcuni è la realtà per altri. In uno degli innumerevoli piani dell'esistenza, la nonna e la bambina sono reali. Clara ed il Lupo Nero, data la loro esperienza nel mondo dei sogni, non dubitano che la loro presenza sia significativa, così come il loro intervento. La strega, che gli sciocchi invidiosi del villaggio odiano ed osteggiano, ha tuttavia una rivale. Si tratta di un'aristocratica, che pratica la magia nera, e desidera rapire la cappuccetto rosso per assorbirne i poteri. Clara, in groppa al Lupo Nero, compare di fronte alla bambina, che manifesta un coraggio inaspettato. È evidentemente predestinata a percorrere le strade della magia bianca; di conseguenza non si spaventa facilmente. Clara, coperta di luccicante metallo, smonta dal possente destriero, per accompagnare la bambina verso la casa della nonna. La maga nera ha nel frattempo inviato le sue truppe, che sono destinate a scontrarsi con i due membri degli Esploratori dei Sogni. I sensi del Lupo Nero sono talmente sottili che prende la rincorsa e balza in alto, per intercettare nemici alati, sebbene siano dissimulati dalla nebbia magica. Un enorme pipistrello con il muso da cane viene trascinato a terra, e sottomesso dal Lupo Nero. Clara estrae la sua spada sottile ma acuminata; il suo simbionte Tecnoragno le fornisce anche sensibilità e forza aggiuntive, che la rendono velocissima e tempestiva. In breve, la battaglia si scatena tra i mostri volanti il Lupo Nero e la spadaccina elfica Clara. La cappuccetto rosso è in vista della casa della nonna, ma non si azzarda ad allontanarsi dai suoi protettori. Tentacoli sbucano qua e là, cercando di ghermire la bambina, ma le zanne di Lupo Nero e la spada di Clara fanno la loro parte per difenderla efficacemente. Braxcat e Cyberdog, che si stavano muovendo per aiutare i Giovani Licantropi e Ferox, avvertono la maggiore difficoltà degli altri due colleghi. Si muovono alla velocità del pensiero, come si deve fare nella dimensione dei sogni. In un lampo si uniscono al Lupo Nero ed a Clara, che sorride felice. I nuovi arrivati sono piccoli ma tremendi. Braxcat è un gattino demone, che emette fiamme dalle fauci, in una sua personale imitazione di Dragonfire. Cyberdog è in simbiosi con il Transformatron, che è il progenitore del Tecnoragno di Clara. I due alieni di metallo vivente fanno sempre il possibile per trovarsi fianco a fianco nelle battaglie, nella nostra realtà ed anche nel mondo dei sogni. Cyberdog ha sviluppato una tecnica di super-salti, resi possibili dalla flessibilità di quello stato dell'esistenza. Ricade sulla groppa di uno dei mostri volanti, molto più grandi di lui. Poi, prima che il suo nemico reagisca cercando di azzannarlo, lo colpisce con le sue fruste di sottilissimo metallo vivente, che conduce una scarica elettrica con effetti dirompenti anche in quel contesto. La nonna della cappuccetto rosso non può ignorare tutto quel trambusto, ed esce a controllare. Vede che la nipotina è in ottima compagnia, ma in quel frangente si unisce al combattimento anche la maga nera. La vecchia incantatrice si frega le mani e sogghigna.
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