sabato 28 giugno 2014
IL RITORNO DI MOLOCH_346° episodio
Il sottomarino robot non poteva essere un semplice esecutore. Doveva adattarsi alle situazioni, quindi selezionare tra le opzioni quella da adottare. I progettisti di quella macchina fenomenale hanno capito troppo tardi di avere creato una consapevolezza. Adesso il sottomarino si muove libero negli oceani e si difende da quello che percepisce come un attacco, sparando un missile contro Dragonfire. In acqua accelera come il più veloce tra i siluri; poi, una volta emerso, diventa uno strumento di distruzione tremendamente versatile. La scienza degli uomini contro la super-energia dell'alieno di Evolution. Il dragoncraft progettato e costruito da Kong permette a Dragonfire di volare a velocità supersonica. L'inseguimento ha inizio a pochi metri sopra il livello dell'acqua. La massa e la velocità del più forte tra i super-eroi creano un effetto distorsivo che genera onde alte e profonde. Il missile però non desiste, guidato da un processore di ultima generazione. Il drago si diverte, rallentando, cambiando direzione, accelerando nuovamente. Aspetta che il suo inseguitore meccanico pregusti la vittoria, poi con uno scoppio di energia lo lascia indietro. Ad un tratto, Dragonfire inizia a salire a velocità vertiginosa. Un umano perderebbe conoscenza se sottoposto ad una frazione di quell'accelerazione; il drago invece non ci fa caso. Una strategia valida sarebbe quella di tenere a distanza il missile finché si trovi a corto di carburante. L'alieno verde potrebbe farlo, giacché la sua energia gli garantisce un'autonomia di certo superiore. Ma Dragonfire ritine sia meglio liberarsi in fretta del missile, per riprendere la ricerca del sottomarino robot. Dragonfire sale ancora, fino a raggiungere una quota frequentata dai jet di linea. I passeggeri di uno di essi assistono all'ascesa vertiginosa del super-eroe, inseguito dal missile. Avranno di che parlare per tutto il viaggio ed anche oltre. La temperatura dell'aria è sempre più bassa, ma le scaglie del drago lo proteggono efficacemente anche da quei rigori. Il missile invece inizia a risentire dello stress dovuto ad un impiego in condizioni estreme. Non è stato studiato per volare a quelle quote, né a sopportare quelle accelerazioni ascensionali. Le sue possibilità di esplodere a distanza utile a danneggiare il drago si azzerano. Dragonfire se ne accorge e scende in picchiata, sfidando l'aggeggio ad inseguirlo in quel tuffo apparentemente autodistruttivo. Il dragoncraft è una struttura essenziale, priva di parti che si possano usurare per effetto di rotazioni e vibrazioni. Il metallo impiegato da Kong è una lega flessibile e solidissima. Adesso il freddo viene sostituito dal caldo dell'attrito coll'aria. Il rivestimento esterno del missile viceversa fuma, come se stesse per prendere fuoco. La picchiata è quasi verticale, e pare quasi che Dragonfire intenda inabissarsi. L'impatto danneggerebbe gravemente il suo supporto di volo, quindi una frazione di secondo prima dell'urto catastrofico Dragonfire cambia rotta. Torna a seguire la superficie dell'oceano, come se volare a quella velocità così vicino all'acqua fosse ordinaria amministrazione. Diversamente dal dragoncraft, il missile sparato dal sottomarino robot ha esaurito tutte le risorse disponibili, e si inabissa senza esplodere. Scontrarsi contro l'acqua a quella velocità non è troppo differente dall'urtare un muro di mattoni. Così il dispositivo di morte, costato ai contribuenti quanto lo stipendio annuale di centinaia di operai, si disfa come se fosse fatto di legno di balsa. Dragonfire sospetta che il suo nemico robotico intenda replicare l'attacco; si pone quindi in posizione di vantaggio, ad oltre cento metri sul livello dell'oceano. I dispositivi di rilevamento sul dragoncraft non funzionano al meglio, ma non rilevano più alcun presenza del sottomarino. Che si sia allontanato durante la battaglia è plausibile, e depone a sostegno dell'intelligenza tattica del sofisticato robot senziente. Dragonfire perlustra la zona ancora per qualche minuto, quindi attende l'apertura di un portale di teletrasporto che lo restituisce alla Vae Victis ed ai suoi amici di Evolution. Sulla Terra, Moloch ed il suo allievo non sono stati disturbati durante il giorno. Nessuno è sceso in cantina; meglio per lui, dato che i due vampiri per quanto indeboliti lo avrebbero aggredito e presumibilmente ucciso. Durante la notte, Bart si sente pervaso da una forza nuova. Quando era un semplice ubriacone, cercava nello sballo alcolico una sensazione alla quale non sarebbe stato in grado di dare un nome. Adesso che quella sensazione la prova è lieto di essere diventato un vampiro. Moloch lo conduce all'aperto, perché l'antico vampiro ha in mente piani molto più raffinati di quelli che il suo servo potrebbe concepire e capire. Moloch ha appena iniziato a rigenerare la sua sostanza ed i suoi vasti poteri, che un tempo lo resero simile ad un dio. Non è così difficile trovare di notte qualcuno da aggredire, da zittire e da sottoporre al rituale della trasfusione vampirica. Bart correrebbe come un matto, gridando e mordendo; ma le forze dell'ordine lo abbatterebbero a fucilate, nonostante il noto fattore di guarigione dei succhiasangue. Moloch gli ordina mentalmente di trattenere ogni intemperanza, e Bart esegue perché non può farne a meno. Non si tratta di riconoscenza, giacché tra belve è un sentimento inutile e sconosciuto. Il vampiro quando viene creato diventa lo schiavo del suo padrone; questo vincolo è insito nella natura di quegli esseri antichissimi. Una regola del gioco che vive nel sangue di chi viene contaminato dal morso: chi beve il sangue lascia in cambio una contaminazione senza scampo. Col tempo è possibile contrastare il proprio padrone, ma all'inizio è pressoché impossibile. Moloch cerca prede adatte a lui; quindi evita le solite prostitute ed i drogati. Un trio di teppisti piuttosto in carne si conforma con gli intenti del vampiro millenario. Dopo alcuni minuti, costoro si rendono conto di essere seguiti, e ridacchiano rilevando il loro vantaggio numerico. I teppisti si addentrano quindi in un dedalo di vicoli e stradine strette e prive di via di fuga. Conoscono molto bene il campo di battaglia, per cui quando si voltano mettono mano ai coltelli, sicuri di una facile vittoria. Chi sono quei due? Ladruncoli sfrontati, o forse pervertiti che meritano una lezione pesante. I teppisti caricano come bisonti, ma non dispongono di una massa paragonabile a quella dei grandi quadrupedi delle praterie. Moloch schiva il primo con una facilità irritante, ed afferra il secondo per la collottola, come fosse un gattino di pochi mesi. Con grande maestria, il succhiasangue gli squarcia la gola colle zanne, e beve il caldo nettare sgorgante. Bart si getta sul terzo sventurato, che però lotta con calci e pugni. Il neo-vampiro si accorge che quei colpi gli fanno male; non è invulnerabile, ma para e risponde colpo su colpo, o quasi. Incassa anche una coltellata di striscio, che causa una fuoriuscita contenuta di sangue. Bart è quasi offeso: dovrebbe essere lui quello che versa il sangue delle vittime. Intanto Moloch si è nutrito anche del secondo teppista, che gli ha fornito energia ed ha accelerato il ritorno dei suoi molti poteri affievoliti. Non vuole fare indigestione, quindi non uccide nessuno dei due, e neppure li trasforma. Sono pochi quelli che sanno controllare questo potere; non gli interessa riempire la città di vampiri di infima categoria. Che dovrebbe farsene? Di mostri ce ne sono anche troppi tra gli umani, ma Moloch non è tornato per fare il giustiziere. Neppure alla polizia piacciono gli eroi; specie quelli che si espongono a rischi estemporanei. Per quel che concerne i super-eroi, invece è proprio la polizia a cercarli. Il pazzo di turno rapisce bambini ricchi, chiede il riscatto, incassa, ma non sempre li restituisce alle famiglie. La detective Lucrezia gradisce la presenza della donna leopardo di Evolution, che la aiuta nelle indagini. Il criminale si ispira ad un sordido individuo che anni fa fece diverse vittime prima di essere abbattuto come un cane rabbioso. I bambini sono stati caricati su un furgone e portati via dalla scuola, quasi sotto gli occhi degli agenti di sorveglianza. Come al solito, l'eccesso di confidenza è la fonte di tutti i guai. Tenendo d'occhio i bambini che intendeva rapire, il criminale ha rilevato un comportamento abitudinario dei sorveglianti, che ad una certa ora si allontanano per bere un caffè. Senza la partecipazione del super-computer Galadriel sarebbe pressoché impossibile trovare la minima traccia. Disponendo di una immensa capacità di calcolo, Galadriel ha innanzitutto prodotto un elenco di chi si trovava nella zona a quell'ora. Le celle telefoniche, le rilevazioni satellitari, i pagamenti con carta di credito, le telecamere di sorveglianza, i caselli autostradali ed altro ancora dicono moltissimo a chi è in grado di leggere i dati. Il criminale quasi certamente ha spento il cellulare prima di rapire i bambini; ecco perché tutte disconnessioni dei dispositivi connessi a Internet vengono considerati sospetti. Lucrezia e Ferox non stanno quindi cercando uno tra un miliardo di persone, bensì tra alcune migliaia. I bambini intanto sono stati segregati in un piccolissimo locale. La detective è quasi certa che si trovino entro una distanza percorribile da un'automobile in poche ore. Una ricerca convenzionale servirebbe comunque a poco, date le moltissime variabili, ma Evolution ed i suoi amici dispongono di mezzi superiori. Il pubblico è convinto che la donna leopardo sia una fortissima combattente; la gente peraltro non sa degli altri suoi poteri. Il popolo felino la venera, e lei sa dove incontrarli e come chiedere loro ciò che le serve. I gatti vivono tra di noi, e si conoscono. Hanno precise gerarchie, ma la loro società è antichissima e basata sul potere carismatico. Quella notte, Ferox su un tetto cittadino incontra una decina di gattoni, che recano sul muso e sul corpo i segni di molte battaglie. Un gatto tigrato ha delle notizie importanti da riferire: due piccoli umani, fatti prigionieri da un adulto, sono stati visti nei paraggi di una grande casa disabitata. Ovviamente il maniaco ignora, per eccesso di confidenza, che le case lasciate andare in malora dagli uomini si prestano alla colonizzazione del popolo felino. La donna leopardo si stira, estraendo nel contempo i suoi artigli micidiali: è pronta a cacciare e ad uccidere. Non c'è tempo da perdere; per cui Ferox e Lucrezia si recano nel luogo indicato dai loro amici felini. Fanno parte della squadra anche Valeria ed Elisabetta: due giovani poliziotte dotate di poteri telepatici. A loro spetta l'ultima verifica esterna, prima di irrompere nella casa dove il maniaco ha segregato i bambini rapiti. Le ragazze hanno appreso come sommare la loro forza, per effettuare una sonda mentale più duratura e penetrante. Sanno di dover cercare per primi i bambini, e dopo uno scandaglio durato lunghi minuti, li trovano. Ci sarà tempo di scovare la feccia umana, dopo avere messo in salvo i piccoli. Ferox abbatte la porta, dando sfoggio di grande potenza. Non è solo un'accoltellatrice salterina; è una vera super-umana che prova passioni adeguate al suo nome di battaglia. Valeria ed Elisabetta raggiungono facilmente i bambini, seguendo le loro emissioni mentali. Sono provati, ma non hanno subito gravi danni psico-fisici. Di certo il criminale avrebbe fatto loro del male, se la squadra di Lucrezia non fosse intervenuta in tempo. Si è assentato per acquisti, ma sta tornando alla sua tana. Poi però nota un'auto ferma nei paraggi, e mangia la foglia. Scappa per fare perdere le tracce, sennonché non ha avuto tempo di sterilizzare l'abitazione e la cantina, dove aveva imprigionato i due innocenti. Bisogna assolutamente pressarlo, per indurlo a commettere un errore. Contando ancora una volta sulla sterminata capacità di calcolo di Galadriel, la squadra investigativa composta da Lucrezia, Ferox, Valeria ed Elisabetta ritiene di poter anticipare la prossima mossa del fuggitivo. Dispone infatti di un capanno in riva ad un lago, ed è prevedibile che sia diretto lì, per equipaggiarsi prima di scomparire. Deve tentare il tutto per tutto e si crede pronto a tutto, ma non si aspetta di trovare sulla sua strada una coppia di vampiri. Merito delle percezioni soprannaturali di Moloch: una sorta di telepatia regolata sulle attività degli altri super-umani. Nello specifico, l'antico succhiasangue vuole tracciare i super-eroi di Evolution prima che gli piombino addosso. Quando si accorge delle attività riconducibili alla donna leopardo, decide di mettersi alla prova. Sente altresì la presenza delle due telepati, in avvicinamento. Moloch trova divertente leggere le loro menti di soppiatto; una cosa che non potrebbe fare con la Maga. Tuttavia, quando si accorge che l'obiettivo di Ferox è un semplice umano, decide di lasciar fare al suo allievo. Come molti depravati, anche questo sordido individuo si nasconde dietro una società fin troppo garantista, che sovente protegge quelli come lui, a discapito dei cittadini onesti. Se fosse stato arrestato dalla polizia, avrebbe avuto diritto ad un processo. Avrebbe fatto perdere tempo e denaro alla collettività, e forse se la sarebbe cavata con pochi anni di galera. Il vampiro Bart ha viceversa un modo tutto suo di vedere le cose, e scaglia il rapitore contro una parete, come farebbe un gatto col topo. L'allievo di Moloch è forte, veloce, ma poco esperto nell'uso dei suoi poteri. Anche lui sbaglia, abbandonandosi all'eccesso di confidenza. Questa distrazione consente al bandito di impugnare una pistola e fare fuoco.
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