domenica 22 settembre 2013

I CRACKER, I SERPENTI ED IL DRAGO_277° episodio

Ci sono persone per le quali l’informatica non significa facilitare la vita, bensì poter dar fastidio al prossimo. Se negli esseri umani potessero rimuovere l’insano tarlo che li porta a questi atteggiamenti, lo sviluppo complessivo della specie sarebbe meno infestante e più concreto. Le famiglie e le scuole dovrebbero riconoscere fin da piccoli questi individui nocivi, i cui comportamenti deteriori sono spesso confusi con la genialità. Qualcuno dovrebbe spiegarci cosa ci sia di geniale nell’entrare in siti informatici, per il gusto di danneggiarli. Appropriarsi dei dati altrui è un reato, specie se sono sensibili e sono venduti a malintenzionati. L’identikit del cracker conduce a personaggi abbastanza solitari, che comunicano in codice solo con i loro simili. Si considerano una tribù, che lotta contro un non meglio identificato "potere costituito" che ritengono oppressivo; non tenendo conto che, se vivessero in un contesto illiberale, certe cose non potrebbero farle. Le forze dell’ordine devono lottare contro questi personaggi, ma sovente i poliziotti non hanno modo di fermare nemici che rifuggono dall’esecuzione fisica del reato. Uno di questi cracker si fa chiamare Bilbo, e negli anni si è creato la fama di incursore inafferrabile. Il suo potere gli deriva da conoscenze acquisite con studi regolari, ma anche da un torbido passaparola. Il cittadino comune sovente litiga con il sistema operativo del suo computer, prima ancora che con Internet. Gli esperti però sanno cosa c’è sotto i sistemi operativi ed alla base di Internet. Sapendo dove scavare, si scende abbastanza in basso, e di lì ci si muove come ladri nelle fogne. Se i siti istituzionali non fossero collegati giorno e notte ad Internet, sarebbe meno facile violarli. I virus informatici contengono istruzioni che i computer non dovrebbero prendere in considerazione. Invece lo fanno, tradendo il loro gestore pagante. Non è escluso che i virus informatici siano, almeno in parte, inventati da quelli che vendono gli antivirus. In sostanza i cracker come Bilbo si credono degli scienziati, ma non sono altro che predoni da strada. Bilbo si crede furbissimo, perché si è arricchito con transazioni illegali, entrando nei circuiti bancari. La sua ignoranza e la sua amoralità sono tali che non capisce di essere un ladro, che come tale merita di finire in galera. Bilbo non sa dell’esistenza del super-computer Galadriel, ma lei conosce lui e quelli come lui. Si chiamano entrambi come personaggi di Tolkien, ma Galadriel non è la regina degli elfi, e Bilbo non è un simpatico abitatore dei boschi. Bilbo viene assoldato da un tale, che, nella gerarchia dei cracker, è più importante di lui: lo Spettro. Questi guerrieri della tastiera rispettano poche cose; una di esse è la gerarchia delle intrusioni effettuate con successo. Il datore di lavoro di Bilbo si è infiltrato nei siti dei servizi segreti, ed anche in quelli dei terroristi. Né i primi, né i secondi se ne sono accorti in tempo, ma lo aspettano al varco per fargliela pagare. Bilbo dovrebbe fare il lavoro sporco per il suo nuovo principale, anche per depistare gente che non scherza e non ha senso dell’humor. Bilbo è un bambino sciocco, nonostante sia abbastanza grande per farsi una famiglia. Interferire con le transazioni di una cellula terroristica significa segnarsi a vita, non ottenere una medaglia. Ci sono persone che vivono sotto protezione per anni; poi improvvisamente scivolano e cadono dal balcone, o finiscono sotto una macchina. Sebbene gli Hunter Killer si occupino di mettere le loro spire su stupratori, assassini e rapinatori, questa volta ricevono un diverso incarico. Committente la stessa Galadriel: scovare e neutralizzare il cracker Bilbo. Intanto, lo Spettro ne ha combinata un’altra delle sue. Non volendo avere per nemici tutti i terroristi del pianeta, si è fatto garante dell’acceso di un gruppo di fuoco in un centro commerciale, azzerando i sistemi di sicurezza informatici. Difficile capire chi siano i veri mandanti di certe incursioni assassine. È più facile trovare dei cretini disposti ad uccidere ed a farsi uccidere, per qualche motivazione assurda. I terroristi sono una ventina, per cui abbattono facilmente le guardie giurate, che presidiano gli accessi al centro commerciale. Il metal detector può servire nel caso in cui ci sia un singolo pazzo, che cerca di introdurre delle armi. Quando però a volere entrare armati sono in venti, servirebbe ben altro. Un’azione molto violenta, che prosegue, come da copione, con la chiusura di tutte le porte. Quelli che non sono usciti in tempo dal centro commerciale rimangono prigionieri. Le forze di polizia iniziano l’assedio, ma è tempo sprecato cercare di trattare la liberazione degli ostaggi con dei pazzi. Lo Spettro ha fatto il suo salto di qualità: adesso è un terrorista a tutti gli effetti. Al momento tuttavia non è lui il bersaglio dei serpentoidi. Bilbo è stato tracciato da Galadriel; se Stritolatore ed i suoi lo prenderanno vivo, sarà possibile risalire allo spettro. Intanto i poliziotti che assediano il centro commerciale odono distintamente il crepitio delle armi automatiche, proveniente dall’interno. C’è gente che sta morendo; innocenti, che nulla hanno a che vedere con i settarismi religiosi. Uomini, donne e bambini, che si erano recati lì per fare la spesa in allegria. Non sono feroci capitalisti, né nemici di questo o di quel profeta. Se i malvagi avranno il tempo di minare il centro commerciale, ci sarà una strage. La polizia non vuole fare irruzione, proprio per evitare ritorsioni, ma la verità è che solo un attacco di sorpresa può evitare il peggio. Nessuna nebbia tattica viene adoperata per impedire ai terroristi di assistere all’arrivo del drago di Evolution. Lui esce da un portale di teletrasporto, ed avanza risoluto ed invincibile verso le porte a vetri sprangate. Come previsto, nessun umano è in grado di ignorare la presenza incombente di un drago alto tre metri. Nessun pazzo riesce a mantenere la concentrazione, che gli servirebbe per uccidere il maggior numero di ostaggi. Chi prova a prendere di mira una madre o un bambino viene trascinato via dagli altri terroristi, che reagiscono all’ingresso di Dragonfire sparandogli addosso con tutto quel che hanno. Lui ha letteralmente disintegrato le porte a vetri corazzati. Le intelaiature di metallo sono piegate come fossero stagnola. I proiettili colpiscono l’armatura naturale del drago, appiattendosi prima di cadere a terra. L’alieno di Evolution è più veloce di quanto faccia supporre la sua massa di settecento chili; ma in fondo i rettili non sono esseri lenti, in nessuna parte dell’Universo. Nel giro di pochi secondi, mette le zampe e la coda addosso a quei terroristi che non sono stati abbastanza furbi da mettersi in salvo. Gli ostaggi si appiattiscono contro i muri e dietro gli angoli, ma quasi tutti non resistono alla tentazione di seguire le mosse dell’invincibile super-eroe. Dragonfire frantuma con la stessa facilità le ossa, le canne dei fucili e qualunque cosa esposta per la vendita si trovi sfortunatamente sulla sua strada. Nel giro di dieci secondi, i terroristi sono già dimezzati numericamente. I sopravvissuti sono isterici; scappano inciampando, scivolano sul sangue dei loro camerati, si rialzano e riprendono a strillare. Uno dei malvagi impugna il mitragliatore, deciso a sparare nel mucchio. Non teme la morte, almeno così continua a ripetersi. Andrà di sicuro in Paradiso, ma non si spiega la tremarella alle gambe. Possibile che ad un mostro extraterrestre sia consentito di sbaragliare facilmente uno stuolo di veri credenti, martiri della fede? Visto che dal cielo non scende alcun angelo di Dio, il terrorista decide di fare da solo; inserisce un nuovo caricatore nella sua arma, pronto a massacrare gli infedeli. Dragonfire agisce velocemente, in modo totalmente inaspettato: balza verso l’alto, sfondando il soffitto. Per alcuni secondi il terrorista si illude che l’alieno sia scappato in preda alla paura; poi però, un attimo prima di morire stritolato, capisce di essere un cretino. Dragonfire, al primo piano, ha infatti raggiunto il punto dove il suo nemico è fermo sotto di lui, mitragliatore spianato. Poi, con un doppio pugno sul pavimento, ha provocato un crollo monumentale. Il terrorista viene quindi appiattito al suolo dal soffitto che gli precipita addosso, appesantito dalla massa del drago. Il cracker di nome Bilbo segue via Internet la conclusione dell’intervento del drago di Evolution. Quando le telecamere inquadrano Dragonfire, Bilbo ha quasi l’impressione che il formidabile rettile lo fissi, promettendogli una brutta fine. Poi però si riprende, ridendo delle sue stesse paure. Come potrebbe Dragonfire, con tutta la sua possanza, scovarlo? In quel momento, le sue orecchie percepiscono uno scricchiolio, proveniente dal piano di sotto. Il teppista informatico urla, chiedendo se ci sia qualcuno, non rendendosi conto, in tutta la sua sedicente intelligenza, di aver detto una cosa veramente stupida. Purtroppo per lui qualcuno c’è: un serpentoide lungo come il più grosso serpente della Terra, ma di diametro superiore. Anaconda nella squadra degli Hunter Killer è secondo come dimensioni solo al capo, Stritolatore. Boa e Pitone sono leggermente più piccoli, ma nessuna preda umana ha mai avuto modo di apprezzare o disprezzare questa differenza. Ognuno dei serpentoidi può infatti stritolare qualunque essere umano non potenziato. L’unica femmina del gruppo, Sysform, è lunga solo tre metri, ma è agile, velenosa e dotata di alcuni talenti psionici. Come se non bastasse, Sysform, essendo stata una spia, è una perfetta assassina. Oggi la cattura tocca ad Anaconda, che atterra il pirata informatico senza sforzo alcuno. Bilbo è a dir poco atterrito, mentre l’enorme testa del serpentoide si avvicina pericolosamente alla sua faccia. Quelle zanne potrebbero strappargliela via in un sol colpo. Bilbo adesso sa cosa sia la paura. Agli Hunter Killer però lui serve vivo, per poterlo interrogare. Come tutti quelli della sua specie, Anaconda è in grado di inoculare per mezzo delle zanne velenifere anche sostanze non letali. Un potente sedativo precipita velocemente Bilbo nell’oblio. La sostanza estranea entrata in circolo induce il suo sistema immunitario a reagire in maniera feroce. Il corpo del predone della rete è attraversato da brividi, seguiti da vampate di calore. Per tutto il tempo in cui rimane privo di conoscenza vive incubi angosciosi. Così, quando i serpentoidi lo risvegliano, Bilbo è quasi felice di trovarsi in presenza di ben cinque mostri alieni serpentiformi. La vista di una donna migliora ulteriormente il suo umore, ma la detective non è lì per consolarlo. Gli Hunter Killer lo hanno catturato per ottenere il pagamento di una taglia che diverse polizie avevano messo sulla sua testa. Loro non parlano le lingue degli umani, ma i loro comportamenti sono inequivocabili. La detective è altrettanto chiara con Bilbo: solo raccontando ciò che sa sullo Spettro potrà chiedere un patteggiamento della pena. Il pirata informatico è troppo giovane per finire in galera a vita, ma è quel che rischia, per attentato alla sicurezza dello Stato. L’unica cosa che può fare è di impiegare la sua abilità per assecondare polizia e magistratura. Pur provando una grande soggezione per i serpentoidi, che scrutano attentamente i suoi movimenti, Bilbo cerca di concentrarsi sulla tastiera e sullo schermo del computer. È sicuramente degno della sua fama; entra nei meandri di Internet, utilizzando tecniche che ai non addetti sembrano incomprensibili. Per Stritolatore ed i suoi ciò che Bilbo combina non è viceversa alieno. Possono sembrare degli enormi rettili grossolani, ma provengono da un pianeta molto più evoluto del nostro dal punto di vista scientifico. Sebbene i nostri alfabeti, i sistemi operativi e gli applicativi terrestri differiscano da quelli dei serpentoidi, l’elettronica è la stessa. Ecco perché Sysform si accorge in tempo di ciò che il furbastro sta combinando, e lo riferisce alla detective Lucrezia. Bilbo cercava infatti di mettere in allarme il suo compagno di giochi e datore di lavoro, lo Spettro. La serpentoide reagisce fulmineamente, interrompendo la connessione grazie ai suoi talenti telecinetici. Stritolatore, Anaconda, Pitone e Boa sorridono in maniera per nulla simpatica, ed essendo serpentoidi totalmente disumana. Credono che a questo punto Lucrezia li autorizzerà a mangiarsi Bilbo per merenda. Lucrezia sarebbe tentata di lasciarli fare, ma non potrebbe giustificarlo ai suoi superiori. Quello che Bilbo ha appena combinato sulla tastiera del computer non è stato tuttavia uno spreco di tempo. Il super-computer Galadriel coglie una lieve traccia dello Spettro, che utilizza molti terminali per depistare gli inseguitori umani, ma nulla può contro un’intelligenza artificiale pressoché imbattibile. Nel giro di pochi secondi, gli Hunter Killer hanno un nuovo contratto: catturare lo Spettro. In quel preciso momento sta smanettando con un computer che lui stesso ha assemblato. A suo modo un genio, ha creato una programmazione originale, che gli consente di entrare dove vuole, fare ciò che vuole, e poi sparire, come uno spettro. Ha una sorta di identità segreta: un tipo scialbo, che le donne ignorano ed i coetanei sfottono. Adesso però gli Hunter Killer sono sulle sue tracce, e lui, che di solito ottiene le informazioni e le notizie in anticipo rispetto ai media, per una volta non lo sa.

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