martedì 10 settembre 2013
COMA ONIRICO_274° episodio
Cosa accade nei grandi parchi cittadini, dopo il tramonto? Le mamme proibiscono ai figli di recarsi da quelle parti con il buio, per evitare brutti incontri. Le mamme si riferiscono chiaramente ai drogati e ad altra marmaglia, che starnazza sulle panchine dei parchi per tutta la notte. Tanto al mattino quella feccia non andrà di certo a lavorare. Luoghi di spaccio abbastanza sicuro, fatta eccezione per qualche stanca retata della polizia. Le forze dell’ordine preposte alle retate lo fanno per dovere d’ufficio, ben sapendo che i drogati non hanno paura della galera. Tanto più che in galera ci trovano anche la droga, con consegna cella a cella. Se non possono pagare al momento, si indebitano, e quando usciranno dovranno sdebitarsi con gli interessi. I drogati accennano a correre dietro agli scoiattoli, che si tengono alla larga, ben sapendo di che imbecilli si tratta. Questa notte tuttavia gli scoiattoli non sono i soli quadrupedi a spasso nel grande parco cittadino. Ci sono i leprotti, ma non solo. Il drogato che scorge due occhi di fiamma nel buio non ha le allucinazioni pre o post somministrazione. Gli occhi appartengono al Lupo Nero, che quando esce allo scoperto convince in una frazione di secondo tutti i drogati a cambiare aria, almeno per quella notte. Lupo Nero non è uno scoiattolo o un leprotto; le sue zanne frantumerebbero facilmente braccia e gambe a quello ed altri dieci drogati come lui. Come se non bastasse, quella notte nel parco ci sono anche i Giovani Licantropi. Hanno deciso per una passeggiata notturna, piuttosto che stare davanti alla tv ad assistere a programmi sempre più cretini. Rebecca, Sonia, David e Pedro hanno assunto la loro forma da battaglia, intermedia tra l’essere umano ed il lupo. Sonia, David e Pedro sono licantropi purosangue, con genitori ai quali non verrebbe mai in mente di sconsigliare loro la frequentazione del parco di notte. In fondo non sono i licantropi a dover aver paura del buio e dei boschi. Rebecca è una mutante che si è assimilata quasi completamente ai suoi amici licantropi, con i quali è cresciuta, dopo essere stata rapita. Rebecca ha una mamma umana, che le lascia fare quel che vuole, sufficientemente contenta di averla ritrovata viva dopo anni dal rapimento. Gli scoiattoli non si fidano troppo del Lupo Nero, ma non resistono alla tentazione di giocare con i Giovani Licantropi. Corse sfrenate, qualche piccolo ululato, giusto per gradire, ed un tuffo nel verde circondato dal cemento cittadino. D’un tratto, un miagolio che conoscono molto bene li richiama all’ordine. Si tratta di Braxcat, il gattino demone che tra le varie abilità è noto per saper viaggiare nella dimensione dei sogni con il suo corpo fisico. Braxcat non è tuttavia in grado di parlare le lingue degli umani, e neppure quelle dei licantropi e dei lupi. Ecco perché si è fatto accompagnare dal cagnolino cibernetico Cyberdog e da Clara, che è la presenza più normale in quel gruppo assortito di Esploratori dei Sogni. Cyberdog e Clara sono simbiotici rispettivamente con gli alieni Transformatron e Tecnoragno. Si tratta di organismi di metallo vivente, che forniscono l’armatura a Clara e l’esoscheletro a Cyberdog. Transformatron e Tecnoragno, che noi biologici potremmo considerare come padre e figlio, traducono quel che Braxcat vuole comunicare agli amici licantropi. La missione di questa notte, che trova tutti concordi, consiste nel raggiungere attraverso la dimensione onirica due bambini che hanno subito un incidente; ora si trovano in uno stato di coma quasi irreversibile. I bambini Mauro e Luigi stanno attraversando un deserto di sale. La temperatura è altissima e la sete non dà loro tregua. I loro corpi fisici sono stesi su letti, in un reparto di terapia intensiva. Tubicini e sensori sono collegati ai vasi sanguigni e rilevano funzioni vitali, sempre più tenui. I due bambini si trovavano a bordo di un’automobile, che è stata sbalzata in mare. La madre di Luigi, che era alla guida, è stata tratta in salvo quasi subito, perché nell’impatto coll’acqua lo sportello sinistro dell’auto si è spalancato. Sfortunatamente il grande afflusso di acqua nel veicolo lo ha trascinato irresistibilmente verso il fondo. In quel punto, vicino al molo, il mare non supera i dieci metri di profondità. Raggiungere i due bambini è stato comunque difficoltoso. Nella sfortuna, a Mauro e Luigi è andata bene che alcuni marinai si trovassero sul molo. Senza esitazione si sono tuffati, mettendo a rischio la loro stessa incolumità, ed hanno riportato a galla i bambini ancora vivi. Mauro e Luigi non ricordano l’incidente, e nel loro incubo procedono fianco a fianco verso un obiettivo non visibile. Sanno di dover trovare in fretta da bere ed un riparo dal sole. Sullo sfondo del deserto di sale, i miraggi di palme invogliano i bambini a camminare speditamente. Anche nel sogno si sentono deboli, perché i loro corpi stanno cedendo. La loro attraversata del deserto simboleggia la transizione tra la vita e la morte. Si dice che a chi sta per morire compaiano parenti ed amici già trapassati. Queste persone fungerebbero da spiriti guida. Gli Esploratori dei Sogni hanno viceversa il compito di sviare i due bambini da queste presenze. Mauro e Luigi non devono morire. Le loro mamme ed i loro papà sono seduti accanto ai lettini della terapia intensiva, sperando di rilevare un minimo segno di ripresa. I medici hanno sentenziato che, qualora non riaprissero gli occhi nel giro di qualche ora, correrebbero il rischio di precipitare in un coma senza ritorno. Mauro per primo scorge una figura in avvicinamento. Si tratta di una viandante, con lunghi abiti bianchi, che si aiuta con un lungo bastone. Né Mauro, né Luigi la conoscono, ma il suo modo di parlare li convince a seguirla. In quel momento arrivano i Giovani Licantropi, che compaiono dal nulla, giacché, trovandosi in un deserto, non hanno trovato porte da aprire, per un'entrata ad effetto. Mauro e Luigi sono allarmati dalle sembianze lupesche dei giovani, che però riprendono quasi subito le fattezze umane. L’accompagnatrice dei due ragazzi, chiunque essa sia, vede i nuovi arrivati come nemici, e si appresta a lanciare un incantesimo di dislocazione. Rebecca, Sonia, David e Pedro non si fanno spaventare, disponendosi a ventaglio; ma la dislocazione non è diretta a loro. Mauro e Luigi scompaiono con la loro accompagnatrice, spiazzando i Giovani Licantropi. Intanto, nella nostra realtà, la mutante chiamata Guaritrice entra nel teletrasportatore che si trova a bordo della Vae Victis. Kong, l’uomo bestia e scienziato di Evolution, regola i comandi per permettere alla collega di viaggiare attraverso i worm holes che attraversano lo spazio ed il tempo. In una frazione di secondo, la ragazza sbuca da un portale che si apre nella stanza dove Mauro e Luigi sono ricoverati. Seguendo le disposizioni del dottor Occulto, capo e fondatore di Evolution, la Guaritrice inizia a rigenerare i corpi fisici dei bambini in coma. Così facendo, rafforza il loro contatto con la Terra. Mentre le energie della mutante iniziano a pervadere la carne e le ossa di Mauro e Luigi, le loro consapevolezze, imprigionate nel mondo dei sogni, riprendono a pulsare di vita. L’entità che li ha allontanati dagli Esploratori dei Sogni getta la maschera, rivelandosi la proiezione astrale di una adoratrice del Caos. La componente organica della strega si trova sulla Terra, in una zona pressoché disabitata, che si presta bene alla realizzazione dei suoi piani. È una cacciatrice di anime, possibilmente di persone giovani, che venderebbe ad esseri demoniaci provenienti da dimensioni oscure. In quella parte del pianeta è notte, e la capanna della strega offre una tenue difesa dagli orrori che si muovono tra gli antichissimi tumuli mortuari. Lei dorme, ma il suo famiglio rizza il pelo felino, mugolando la sua sfida alle cose che fanno brillare i loro occhi attraverso i vetri sporchi dell’unica finestra della capanna. Nella dimensione onirica, la maledetta cerca di imporsi con la violenza a Mauro e Luigi. Gli Esploratori dei Sogni sono i più attrezzati a questo tipo di missione, ma la dimensione onirica è pressoché illimitata e decisamente caotica. In loro soccorso interviene la Navigatrice, le cui facoltà le permettono appunto di trovare il percorso migliore per attraversare lo spazio ed il tempo. La mutante, sorella di Fulminatore, è altresì molto brava a localizzare le persone ovunque si trovino, come un segugio cosmico. Ciò che le serve è una piccola traccia, che la collega Guaritrice è adesso in grado di fornirle. Ogni essere vivente è infatti caratterizzato da un’impronta molto più specifica di quelle delle dita o della retina. Una specie di equazione unica in tutto l’Universo: una stringa alfanumerica che raccoglie in sé tutti i dati che fanno di ogni umano una peculiarità. La Guaritrice ha registrato quella stringa, dal momento in cui ha iniziato a trasferire la sua energia terapeutica ai due bambini in coma. Nella dimensione dei sogni, le proiezioni astrali di Clara e di Cyberdog raccolgono il messaggio, filtrato dai loro simbionti Tecnoragno e Transformatron. I due alieni di metallo vivente stanno montando la guardia ai corpi addormentati di Clara, Cyberdog, Lupo Nero, e dei Giovani licantropi: Rebecca, Sonia, David e Pedro. Braxcat, che è presente nella dimensione onirica con il suo corpo fisico, si prepara a dislocare tutto il gruppo alle coordinate appena ricevute da Navigatrice. Il gattino demone alza la coda, inizia ad annusare l’aria, emette uno sbuffo di fiamma dalla bocca, e conclude con un miagolio assordante. Dato che si trovano nella dimensione onirica, gli eroi non entrano in alcun portale; è viceversa tutto ciò che li circonda a scomparire. In un batter di ciglia, piombano addosso alla strega ed ai bambini. Dovrebbe essere facile afferrare Mauro e Luigi, per condurli al risveglio che significherebbe l’uscita dal coma. La strega è però coriacea in modo esagerato. Evidentemente ha fatto molta pratica di combattimento nella dimensione dei sogni; lo dimostra evocando mostriciattoli di tutti i tipi. In quello stato dell’esistenza pressoché fluido chiunque, avendo sviluppato la giusta tecnica, sarebbe in grado di realizzare grandi miracoli o maledizioni su larga scala. Sono cose fasulle, che non hanno alcun effetto sulla nostra realtà, ma sono formidabili per depistare super-eroi giovani come gli Esploratori dei Sogni. Grossi pipistrelli scendono in picchiata verso le ragazze del gruppo. La strega evidentemente pensa di spaventarle. Sonia, Rebecca e Clara hanno ovviamente timore che i mostriciattoli si impiglino ai loro capelli, ma non si mettono di certo a correre ed urlare come delle stupidotte. Clara è già protetta dall’armatura fornita dal Tecnoragno; in sogno ha infatti gli stessi poteri di cui dispone durante la veglia. Non capita a tutti di poter rivendicare una tale coesione; Clara può farlo grazie al suo simbionte che l'aggancia saldamente alla Terra. Le due lupacchiotte sono giovani, ma hanno combattuto molte battaglie con le unghie e con i denti; e non per modo di dire. I pipistrelli incassano quindi grandi unghiate, abbinate ai colpi di spada di Clara. David e Pedro, gli altri due licantropi adolescenti, affrontano un orso che si agita come un gorilla, ed è provvisto di una coda che si agita come fosse un serpente. David e Pedro lo graffiano danzandogli attorno, ma non accettano lo scontro aperto. Aspettano prima che Lupo Nero prenda posizione e salti. L’orso-gorilla crolla sotto il peso e lo slancio del grosso animale, che lo azzanna ripetutamente. A Cyberdog tocca l’avversario più grande: un rinoceronte giallo e viola, che cerca di schiacciarlo contro gli alberi, le rocce ed il terreno stesso. Il cagnolino cibernetico è in simbiosi con il Transformatron, progenitore del Tecnoragno di Clara. Il cagnolino e l’alieno di metallo vivente lavorano assieme da molto tempo. Ormai assecondano l’uno le iniziative dell’altro. Escluso di poter fulminare l’enorme bestia, mancando una fonte di energia elettrica dalla quale attingere, Cyberdog si limita a saltargli in groppa. Poi lo artiglia ferocemente con le estroflessioni fornite dal Transformatron. In breve, la battaglia infuria in quel quadrante dell’immensa dimensione dei sogni. La strega maledetta se la ride, certa di avere buggerato quello strambo team di animali e di para-umani. All’appello manca però Braxcat, che ha seguito a ritroso le tracce lasciate dalla strega, quando è entrata in quel piano dell’esistenza con il suo corpo astrale. Braxcat si materializza quindi nella capanna della sua nemica, dove ingaggia una furiosa zuffa gattesca con il famiglio. Due semi-demoni che corrono sui muri ed aderiscono al soffitto del tugurio. Il famiglio della strega è più grosso di Braxcat, che però compensa ampiamente con la sua fiamma. Con il pelo in fiamme, il brutto gattaccio scappa all’esterno, dove ad attenderlo ci sono gli abitatori dei tumuli, per sfuggire agli appetiti dei quali deve scappare a zampe levate. Priva dell’ancora che gli forniva la sua forza, la strega deve fuggire dalla dimensione onirica, per tornare nel suo corpo. I mostri che aveva evocato si sciolgono in aria fritta e gas puzzolente. Braxcat potrebbe aggredirla e farle parecchio male, ma il suo primo obiettivo e di andare a recuperare i suoi amici ed i due bambini. Quasi contemporaneamente, Mauro e Luigi riaprono gli occhi, perché anche la Guaritrice ha portato a termine il suo compito.
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