giovedì 26 settembre 2013

IL LAGO DELLA NAVE_278° episodio

Tutte le terre emerse del pianeta sono peculiari. Ci sono continenti più o meno grossi, nell’emisfero nord o nell’emisfero sud della Terra. L’Africa viene considerata come una terra calda, arida e poco ospitale, eccetto che lungo le coste. Per qualche motivo geologicamente spiegabile, quasi tutta l’acqua piovana che stagionalmente sommerge grandi aree del continente penetra il terreno, solo per scomparire in profondità. Per questo motivo, i deserti tendono ad estendersi, erodendo le foreste e le praterie. Se i residenti umani realizzassero dei grandi bacini artificiali, potrebbero viceversa raccogliere l’acqua piovana, da utilizzare ai fini agricoli. Questo è il continente preferito da Carestia, uno dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse. I quattro antichi demoni non sono malvagi nel senso stretto del termine, non essendo in alcun modo umani. Fanno ciò che devono, come forze della Natura. Oggi però il dottor Occulto, Dragonfire ed Evolution inizieranno un progetto che potrebbe cambiare almeno in parte il volto del continente africano. La loro nave da battaglia, il cacciatorpediniere conosciuto come Vae Victis, è arenato nelle sabbie di un deserto africano. Dislocato da forze immani e certamente extraterrestri, gradirebbe, in quanto a suo modo senziente, di tornare a navigare. I super-eroi che ospita a bordo cercheranno di realizzare almeno in parte il suo desiderio, impiegando una grande macchina, progettata da Kong. Si potrebbe chiamare “acchiappanuvole”, perché il suo potere è appunto quello di rintracciare e convogliare gli immensi nuvoloni che producono le piogge torrenziali. Per prima cosa, è necessario individuare dove siano quelle dispensatrici del più prezioso tra i liquidi. Kong e Fulminatore sono già in volo, a bordo del velivolo multifunzione, sul quale è stato assemblato l’acchiappanuvole. Il mutante elettrico ha dimostrato in passato di saper controllare i temporali, ma in questo caso la sua energia naturale potrebbe non bastare. Ecco perché sul velivolo multifunzione sono presenti dispositivi in grado di amplificarla. Il dottor Occulto contestualmente usa lo scettro di Uglux per rafforzare i suoi incantesimi, per supportare Kong e Fulminatore. La Maga, che si trova accanto al dottor Occulto, sulla Vae Victis, unisce i suoi poteri a quelli del maestro. A Ferox sono affidati i controlli dei vari apparati di bordo della nave da guerra, ed i collegamenti. Quando avvista sul radar l’avvicinarsi di un fronte nuvoloso, lo comunica al drago, che si trova all’esterno. Dragonfire si prepara ad impiegare la sua formidabile super-fiamma in maniera originale e creativa. Sorvolando il deserto grazie al suo craft antigravitazionale, indirizza verso terra numerose scariche di plasma caldissimo. Il risultato è una trasmutazione dei piccolissimi cristalli che chiamiamo sabbia. La temperatura al suolo raggiunge livelli di fusione, mentre un’area molto vasta prende fuoco, sfidando la scienza umana. Il materiale liquefatto crea un enorme bacino, che sembra fatto di lava rosseggiante. Adesso tocca a Fulminatore scatenare le piogge, che, evocate dall’elettricità, precipitano copiose dalle grandi nuvole catturate grazie alla scienza ed alla magia. Dragonfire adesso può interrompere il suo attacco, giacché una grande quantità di acqua piovana sta spegnendo le fiamme residue. Vapori salgono verso il cielo, ma, appena raggiungono i nuvoloni, si riconvertono in acqua. Le piogge torrenziali durano molte ore, ed alla fine producono un enorme lago artificiale, nel quale galleggia libera la Vae Victis. Il cacciatorpediniere non è tornato all’oceano, ma è finalmente immerso nell’acqua, come dovrebbe fare ogni natante. Uno specchio d’acqua in mezzo ad un deserto è una novità che non passa inosservata. I satelliti di osservazione meteorologica ed anche quelli militari garantiscono belle riprese dall’alto di quella distesa di acqua azzurro-verde, in mezzo alla sabbia. Il fondo del lago è costituito da sabbia vetrificata, che si impegna a non fare filtrare neppure una goccia del prezioso liquido verso il basso. Gli uccelli che transitano da quelle parti emettono richiami entusiastici. Anche gli insetti volanti fanno il passa parola con i loro simili. Gli animali di terra ci mettono più tempo ad arrivare, ma appena giunti si tuffano nell’acqua tonificante, per rinfrescarsi C’è di tutto: pachidermi, gazzelle, felini, canidi ed anche i rettili. Ferox accoglie i felini; lei è sempre stata in grado di comunicare con i gatti, ma ora dimostra di poter fare molto di più. Tutti gli animali osservano la Vae Victis, riconoscendola, in quanto più grossa di chiunque, come la padrona del lago. La vegetazione cresce spontaneamente sulle rive del lago, sebbene nessuno l’abbia seminata; la Natura ha i suoi metodi ed i suoi segreti. Rane e rospi depongono le uova, e presto il loro gracidare riempie la notte. Il lago della nave diventa una zona franca, dalla quale le dispute e le lotte sono bandite. Mancando un ricambio d’acqua, ciclicamente Evolution dovrà catturare altre nubi, il cui contenuto altrimenti si sprecherebbe tra le sabbie. Per ultimi arrivano alcuni nativi africani, che si erano tenuti lontani dalla Vae Victis per superstizione. Le loro leggende narrano di un grosso vascello d’acciaio, che naviga tra le sabbie, a bordo del quale vivono maghi, bestie e draghi. Adesso finalmente gli uomini stanno imitando gli animali, che nella loro saggezza connaturata non si chiedono il perché delle cose, ma traggono tutti i vantaggi dalle situazioni favorevoli. Anche gli uomini e le donne costruiscono i loro villaggi sulle rive del lago della nave. Da adesso in avanti riusciranno a realizzare una coltivazione agricola degna di questo nome, e sconfiggeranno la carestia. Potranno altresì allevare del bestiame, senza i problemi legati all’assenza di acqua. Evolution ha creato un piccolo paradiso; i mutanti ed il drago sono felici di avere usato in maniera originale i loro talenti. La Vae Victis si muove liberamente lungo tutto il perimetro del nuovo lago, come un immenso cane da guardia che presidi il suo territorio. La nave è garante della tregua, ma è inevitabile che a qualcuno la cosa non garbi. In quel deserto scorrazzano i sedicenti signori della guerra, adoratori scoperti del Cavaliere Rosso. Costoro intendono appropriarsi del lago, per permettere l’accesso alle sue acque solo a pagamento. Strano che nel lago non abbiano notato quel cacciatorpediniere, che invece ha individuato loro. Quando i signori della guerra accennano a voler prendere a fucilare gli animali, incorrono immediatamente nell’ira della donna leopardo. È come se Ferox si fosse nominata guardiaparco. Non difende solo i felini, ma tutti i quadrupedi piccoli e grossi, senza dimenticare gli uccelli, i serpenti e gli anfibi. Ferox attacca un gruppo nutrito di questa feccia mercenaria, ma non è sola. Anche Kong vuole sgranchirsi le zampe, prendendo a pugni e calci quei cretini, armati di tutto punto. I mercenari conoscono la fama di Evolution, ed aprono il fuoco prima che Ferox e Kong siano troppo vicini. Una fama ben meritata, quella dei due mutanti, dato che si muovono con agilità e velocità inumane. Balzano in mezzo ai mercenari, senza essere stati colpiti neppure da un proiettile. Ora i soldati di ventura devono fare attenzione a non spararsi tra loro per sbaglio. Kong atterra con un solo potente pugno un mercenario, che, pur indossando un giubbotto antiproiettile, sente scricchiolare le sue costole. Gli manca il fiato, ma potrebbe farcela a sopravvivere, specie se resta a terra. Gli artigli di Ferox lasciano come sempre una traccia profonda nelle carni dei suoi nemici. Il primo soldato a pagamento, che ha la sfortuna di incrociarla, perde ogni velleità quando deve cercare di recuperare i suoi intestini fuoriusciti dalla cavità addominale sventrata. Poi un proiettile ferisce di striscio Kong, che rallenta impercettibilmente mentre il suo fattore di guarigione blocca nel giro di pochi secondi la fuoriuscita del sangue, ed inizia a riparare il danno. Il mercenario che gli ha sparato è certo di poter approfittare del lieve sbandamento dell’uomo bestia di Evolution. Immagina che potrà vantarsi per molto tempo di avere ucciso quel famoso super-eroe. Kong è però pronto al contrattacco, ma frena quando si accorge di una leonessa pronta al balzo. Il suo bersaglio designato è il mercenario troppo distratto dall’ipotesi della fama futura. Dovrebbe per prima cosa cercare di riportare a casa la pelle. Invece finisce a terra, gravato da una belva che, pur pesando oltre un quintale, ha fatto un salto da ferma di tre metri. L’ultima cosa che il mercenario vede in questa vita sono gli occhi gialli della leonessa, che sta difendendo il suo paradiso dalla feccia malvagia. Un gruppo di iene affianca Ferox, in un’inedita alleanza tra specie rivali nella savana. I grossi canidi mordono, spezzando femori ed altro; nel frattempo sghignazzano come fanno di solito quando si divertono. Nella concitazione della battaglia, si perde la cognizione del tempo. Ciò che conta è comprendere di aver perso, e di tagliare la corda prima di perdere ogni residua possibilità di sopravvivere. I teorici della guerra sono concordi su questo: bisogna essere vivi per tornare ad attaccare ed ottenere una possibile rivincita. Quelli che combattono fino all’ultima goccia di sangue o sono spalle al muro o sono irrimediabilmente stupidi. Delle quattro camionette arrivate cariche di spavaldi assassini, una sola si allontana sbandando, con due soli mercenari pesti e sanguinanti. Gli animali che hanno partecipato allo scontro circondano Kong e Ferox, esprimendo la loro amicizia e la loro complicità. I due mutanti sanno che degli animali ci si può fidare molto più che degli umani. Un nuovo attacco sta però arrivando dal cielo. Due elicotteri mitragliano la spiaggia, mettendo in fuga gli animali. Ferox e Kong tornano subito sulla Vae Victis, non sapendo volare senza i loro craft antigravitazionali. Sul cacciatorpediniere c’è tuttavia chi non ha bisogno di alzarsi in volo per rispondere al fuoco. Fulminatore lancia alcune cariche di avvertimento, che passano a mezzo metro dagli elicotteri. La Maga intanto legge nei pensieri dei piloti l’intenzione di non farsi allontanare senza combattere. Peggio per loro. Colpire e danneggiare il rotore di coda di un elicottero da terra richiederebbe un fucile di precisione e pallottole esplosive. Se invece si dispone del super-potere di Fulminatore è estremamente più facile. Nessuna possibilità di fuga da una scarica elettrica che viaggia ad una velocità irraggiungibile per proiettili e missili. Il rotore di coda di uno degli elicotteri inizia a friggere, costringendo il velivolo ad allontanarsi. Il secondo elicottero prende di mira la Vae Victis con la sua mitragliatrice pesante, ma la corazzatura della nave è dimensionate per resistere a calibri anche superiori. L’elicottero è altresì provvisto di missili aria-terra, che potrebbero produrre danni superiori. Chi ha inviato i due elicotteri non sa o non ha informato i mercenari che la Vae Victis ha sviluppato una consapevolezza di sé, con correlato istinto di conservazione e di protezione. L’antiaerea di bordo risponde quindi autonomamente al fuoco, danneggiando l’elicottero. Uno dei missili aria-terra è però già partito, e mancano pochi secondi all’impatto rovinoso. La situazione viene sbloccata ancora una volta da Fulminatore, che, con un lampo rossastro, distrugge in volo il pericoloso aggeggio. Adesso tocca al drago dire la sua. Decolla dalla nave, grazie al suo dragoncraft, propulso dalla sua immensa forza vitale. Il pilota del velivolo prova a prendere il largo, ma Dragonfire è più veloce. Intercetta l’elicottero attaccante ad alcuni chilometri dalla Vae Victis; la coda possente dell’alieno di Evolution non gli lascia scampo. Con un fragore ed una fiammata, l’elicottero esplode in volo. Il pilota e gli altri mercenari muoiono sul colpo, mentre Dragonfire ne esce indenne. Gli animali che vivono attorno al lago, e si erano nascosti all’arrivo dei piantagrane, fiutano la fine della battaglia. Nello specchio d’acqua mancavano solo i pesci, ma gli umani che si sono trasferiti da quelle parti hanno provveduto in tal senso. Sebbene con metodi rudimentali, pesci di differente tipo sono stati prelevati a distanze anche considerevoli, ed adesso esplorano la loro nuova casa. Dovranno fare attenzione ai coccodrilli, che non si capisce da dove siano spuntati, ma ci sono. Nascosto dietro ai cespugli, l’unico occupante del primo elicottero sopravvissuto aspetta la sua occasione per dimostrare che le azioni di commando sono sovente più risolutive degli attacchi pesanti. Si avvicina di soppiatto, appena le tenebre scendono sul lago e sul deserto che lo circonda. Dispone di un lanciarazzi di ultima generazione; pensa di poter riuscire ad ammazzare almeno uno dei maledetti di Evolution. Forse anche il drago. È vero che le truppe speciali sono abituate a muoversi in grande silenzio, ma i nativi africani lo fanno da tantissimo tempo, per cacciare animali molto pericolosi. In questa occasione, Nbono non cerca di cogliere di sorpresa i leoni, che lo scrutano attentamente ma non lo attaccano. Le belve sanno che per una volta l’uomo nero è loro alleato, e quando la sua lancia inchioda a terra l’ultimo dei soldati di ventura, ruggiscono in segno di vittoria.

Nessun commento:

Posta un commento