mercoledì 18 settembre 2013
IL NINJA ED IL VIZIOSO_276° episodio
Non è vero che tutti gli uomini nascono buoni. Non è vero che è colpa della famiglia e della società se diventano malvagi. Ci sono bambini naturalmente portati per il crimine, che crescono in famiglie dove i genitori si amano tra loro ed amano i figli. Accade semplicemente che un tratto di pura cattiveria si manifesti senza alcun preavviso. Inutile cercare di convertire questi bambini alla bontà: confondono ogni tentativo di dialogo con la debolezza. Una volta per i bambini di questo tipo c’erano i collegi, ma neppure quelle istituzioni facevano miracoli. Un piccolo malvagio strappa le ali alle mosche, e lo trova divertente; come giustificarlo? Le mosche sono fastidiose, e sembra che facciano il possibile per incorrere nella nostra giusta ritorsione. A tutti è capitato di uccidere una mosca, ma torturarla è malvagità gratuita. Poi le piccole carogne crescono, avvolte dall’amore delle stupide madri e degli stupidi padri. A questo punto, i genitori sono entrati a pieno diritto nella categoria degli stupidi. La carognetta ad un certo punto della sua evoluzione criminale decide un salto di qualità, e contestualmente i gatti del vicinato iniziano a sparire misteriosamente. Tutti o quasi puntano il dito contro il perfido marmocchio che fino a ieri si accontentava di seviziare gli insetti; oggi si dedica ai piccoli mammiferi. Solo quando il topo di fogna, che ha già dieci anni, attenta alla vita della sorellina, che di anni ne ha due, quegli idioti dei genitori decidono di allontanarlo. Purtroppo nei riformatori i marmocchi malvagi possono sfogarsi con i loro coetanei; possono farlo pressoché indisturbati, dato che i riformatori assumono dei guardiani la cui demenza è conclamata. Trascorsi alcuni decenni, troviamo che la piccola carogna è diventato una carogna adulta; ben oltre la mezza età, ma ancora con tanta voglia di nuocere a chiunque. La caccia è di per sé un atto di vigliaccheria, giacché si uccidono animali che hanno pochissime possibilità di scappare. Nessuna competizione vagamente sportiva. Più che altro un vile agguato nei confronti di qualunque forma di vita abbia la sfortuna di incrociare il cacciatore. La degenerazione ulteriore di questo passatempo sanguinario è il bracconaggio. Le armi sono più sofisticate, potenti e pericolose. I bracconieri cacciano in particolare le specie protette. Sono criminali, che però rischiano molto poco dal punto di vista penale. Il fetido bambino, che torturava le mosche ed i gatti, si fa chiamare Sid, e vorrebbe essere “Vicious” come è più del famoso cantante “maledetto”. Spara ai cervi, senza alcuna limitazione: femmine gravide, piccoli ed adulti. Ormai non cerca neppure più i trofei; infatti abbandona i cadaveri a marcire, in massimo spregio della vita. Nel suo cuore nero però ciò non è abbastanza. Vorrebbe fare il tiro a segno con gli esseri umani, ma in fondo è un vigliacco. Oggi tuttavia l’alcol ingurgitato lo spinge ad un salto di qualità, verso nefandezze più grandi. L’occasione gli capita quando un guardiacaccia, che lo aveva seguito da lontano con il binocolo, gli intima di fermarsi. Un impulso più grande degli altri induce il bracconiere ad aprire il fuoco, di sorpresa. Il guardiacaccia cade al suolo, ferito gravemente. Poco prima di spirare si rende conto che, stando troppo a contatto con gli animali, si era dimenticato di quanto possano essere infidi gli umani. Per Sid, neppure la sua vittima umana merita una sepoltura, e lo manda a schiantarsi in una gola rocciosa. Il dato è tratto; da adesso in avanti, il vizioso sarà da solo contro il mondo. Il Ninja Grigio non è un cacciatore di taglie, ma come gli Hunter Killer ottiene incarichi ed autorizzazione a porre termine alla vita di taluni sordidi personaggi. Immerso nella meditazione profonda, il Ninja Grigio viene chiamato all’opera, e la sua spada sommessamente inizia a cantare per la morte di Sid il vizioso. Inconsciamente ogni topo di fogna umano pregusta il momento in cui si contrapporrà al mondo intero. Non accadrà mai, giacché qualunque cosa faccia un topo di fogna, il mondo non se ne cura. Il bracconiere ha predisposto la sua casa in mezzo i boschi per consentirgli di reggere un assedio, o almeno così crede. Porte e finestre blindate, armi e munizioni, razioni alimentari di sopravvivenza, bevande alcoliche in quantità. Circola a bordo di un pick up enorme e nero, munito di grandi pneumatici. Con quel mostro su ruote ha già investito ed ucciso più di un innocente animaletto. La polizia inizia l'inseguimento mentre Sid sta ancora circolando su asfalto; su sterrato potrebbe tentare di seminarli, ma non su strada normale. I poliziotti raggiungono velocemente il goffo veicolo, che però non accenna a fermarsi. Commettono però l'errore di affiancarsi al pick up dando al pazzo l'unico vantaggio possibile. Non è chiaro quale addestramento ricevano i poliziotti, ma basterebbe guardare qualche telefilm di guardie e ladri per capire come, per un criminale, quel fianco a fianco tra automezzi sia meglio di un invito a nozze. Come prevedibile, il veicolo più pesante urta la vettura della polizia, facendola finire fuori strada. La fortuna e la prontezza di riflessi di quegli inadeguati tutori dell'ordine li salva dallo schiantarsi contro un albero particolarmente imponente. La macchina è tuttavia inutilizzabile, ed i due poliziotti escono contusi dal fallimentare tentativo di arresto. Il Ninja Grigio si muove a bordo di una moto particolare, con alimentazione ibrida, dotata di un motore supplementare che agisce sulla ruota anteriore. In questo modo il guerriero delle ombre scivola a bassa velocità seguendo i sentieri utilizzati dai cercatori di funghi. Ha stabilito un contatto telepatico con la Navigatrice e la Maga. La prima gli fornisce le coordinate certe della sua preda, mentre la seconda funge da tramite tra il Ninja Grigio e la sorella di Fulminatore. Sid verso sera perviene alla sua fortezza, posseduto dall'euforia dei pazzi, ma anche da quella degli ubriachi e dei drogati. Presto si renderà conto di non potercela fare, nel caso in cui la polizia la smetta di scherzare. Prima di allora, sniffa una nuova dose di droga, per evitare un pericoloso calo dell'umore. La moto del Ninja Grigio procede con i soli motori elettrici, emettendo un sibilo a stento percepito dalle creature dei boschi. Un suono altrettanto lieve, ma più raggelante proviene dalla katana del guerriero delle ombre. La sua spada pregusta di divorare quell'anima perfida, per dissolverla nelle sue componenti biodegradabili. Sid il vizioso è un esperimento sbagliato, ma la Natura può permettersi divagazioni di questo tipo. Spetta alla società umana trovare dei correttivi. Il Ninja Grigio è lì per questo: rimediare, restituendo alla Natura gli elementi primari di quella consapevolezza bacata. Peccato che anche il corpo di Sid debba seguire le sorte della sua anima pessima. Ma prima il bracconiere dovrà sostenere il suo secondo scontro con le forze di polizia. Non dispongono del poteri della Navigatrice o della Maga, e non sempre il super-computer Galadriel li assiste, ma i poliziotti sanno dove abita Sid, e vanno a stanarlo come fosse un animale. Arrivano con tre vetture; sono una decina, con fucili a pompa ma nessuno scudo. Chissà come mai i soldati di oggi disdegnano lo scudo, che tutti i loro colleghi dell’antichità apprezzavano? Se i poliziotti, che prendono posizione dietro le loto auto, avessero uno scudo in metallo o kevlar, renderebbero difficoltosa la mira a Sid. Invece lui regola il cannocchiale ed il mirino, per fare un po’ di tiro a segno. I poliziotti si sono presentati con indosso un giubbetto ed un elmo in kevlar, che sfortunatamente lasciano scoperti bersagli di prim’ordine. La pallottola del bracconiere colpisce un poliziotto ad una spalla. Non è come in quei film, dove c’è gente che incassa pallottole come fossero proiettili di carta lanciati da una cerbottana. Una pallottola, per di più di grosso calibro, disintegra la spalla dello sfortunato pubblico dipendente. Non morirà, ma i chirurghi faranno i salti mortali per restituirgli, sebbene non completamente, l’uso dell’arto offeso. Un secondo poliziotto viene colpito da una pallottola sul casco. Il kevlar regge, ma l’impatto è simile a quello di una mazza di ferro. Visto che quello che cola sulla faccia del poveretto è sangue e non materia cerebrale, i colleghi del poliziotto sperano che non abbia subito lesioni serie. Due dei buoni fuori gioco nei primi due secondi di sparatoria. Due a zero per il cattivo. Il responsabile della squadra che dovrebbe stanare il vizioso dalla sua fortezza ordina una veloce ritirata dietro gli alberi. A Sid non resta che prendere a fucilate le auto, distruggendo pneumatici, motori e cristalli. Il pazzo ride, mentre i poliziotti chiedono via radio l’invio di rinforzi. Il Ninja Grigio coglie al volo l’occasione per entrare nella casa, passando dal retro. Anche quella porta è blindata, e così le finestre, ma il guerriero delle ombre non è privo di risorse. Come tradizione, i ninja sono sempre stati degli agenti segreti, forniti di tutta le tecnologia disponibile nel loro periodo storico. Avevano artigli d’acciaio, per arrampicarsi. Coltelli e stelle da lancio, oltre a funi e piccole bombe esplosive. Il Ninja Grigio è un guerriero delle ombre, ma non segue la via del guerriero. Quella era propria dei samurai, molto bravi a combattere, eppure poco portati per la discrezione. Gli esplosivi di oggi non sono a base di polvere pirica, zolfo e salnitro. Le forze speciali adoperano un esplosivo plastico di sintesi, che occupa poco spazio ed è molto più stabile degli intrugli buoni più che altro per fare fuochi d’artificio. Quando la finestra si stacca dai cardini, con un rumore attutito, il Ninja Grigio l’afferra al volo per non farla cadere al suolo. Poi entra nella fortezza del pazzo, che è intento a passare in rassegna tutto il suo armamentario impressionante. Lo Stato consente al cittadino di difendersi, autorizzandolo ad acquistare e detenere pistole e fucili. Il punto è che la lobby dei venditori di armi è talmente forte da travalicare le ideologie di partito. In pratica la lobby dei produttori di armi compra e vende i politici di tutti i colori, sapendo benissimo di avere a che fare con dei pagliacci. Basterebbe detenere una pistola, ma il business sarebbe molto inferiore. Così chiunque può facilmente comprare legalmente un fucile mitragliatore, come se dovesse combattere una guerra, e non difendersi da eventuali ladri. Il commercio legale di armi non esclude quello illegale, che permette ad ogni maniaco di portarsi a casa anche delle armi chimiche, caso mai volesse gasare il vicino di casa, dopo un litigio per il parcheggio comune. Il Ninja Grigio vaga indisturbato nelle camere della casa del bracconiere pazzo. Alle pareti sono appese armi da fuoco, antiche e moderne, oltre a spade, lance, pugnali, mazze chiodate e teste di poveri animali impagliati. Il guerriero delle ombre è in posizione per attaccare il vizioso Sid, e porre fine alla sua rabbiosa vita. Sennonché proprio in quell’istante la polizia viene avanti con un blindato. Il bracconiere non se lo aspettava, altrimenti avrebbe caricato il suo lanciarazzi da passeggio. Per una volta i buoni si dimostrano più furbi del cattivo che devono stanare. Sid spara a raffica contro il blindato della polizia, ma riesce solo a danneggiarne la vernice. Gli pneumatici del mezzo corazzato sono adeguati alla situazione, e reggono contro i grossi proiettili che li raggiungono. Il kevlar si comporta bene, e la polizia è pronta a fare irruzione. Solo una cosa salva il pazzo: la porta d’accesso alla casa è raggiungibile salendo alcuni scalini, quindi non è al livello del piano stradale, e il blindato non può entrare. Gli uomini al suo interno cercano un accesso alternativo, seguendo il perimetro della fortezza del pazzo. La seconda opzione si dimostra vincente, giacché il garage è ovviamente raggiungibile dal piano stradale. Il blindato sfonda il portone ed entra, ma non può procedere oltre, dato che il garage è occupato dal pick up del bracconiere. Gli uomini delle squadre speciali hanno però ottenuto quel che cercavano: un varco attraverso il quale entrare in casa. Sid il vizioso grida come il pazzo che è, preparandosi a vendere cara la pelle. Come un vero terrorista, ha minato la sua tana, ed ora si appresta a farla crollare addosso al maggior numero possibile di sbirri. Il Ninja Grigio si rivela al momento giusto, e quel momento è arrivato. Si manifesta come se si fosse teletrasportato, a pochi metri dal pazzo, sbucando da una tenue ombreggiatura. I suoi poteri gli consentono infatti di scomparire agli occhi umani in ogni angolo non illuminato direttamente. Sid è sorpreso, ma con la ferocia dei folli apre il fuoco, sforacchiando le pareti, ma il Ninja Grigio si è già spostato, senza apparentemente essersi mosso. Una magia o una tecnologia avveniristica. Il vizioso dice a se stesso che quello strano individuo deve necessariamente trovarsi in quella stanza. Di conseguenza esplode un numero impressionante di pallottole in tutte le direzioni, abbattendo e rovinando tutti i gadget appesi alle pareti. La sua ora è però giunta, e viene sancita dalla spada nera che lo attraversa da parte a parte. Non l’ha sentita penetrare attraverso la pelle ed i muscoli, ma adesso avverte che la spada nera gli risucchia ogni forza vitale. Afferra rabbiosamente la katana, riuscendo solo a farsi asportare le dita delle mani. Poi la tenebra cala su di lui, come se fosse iniziata una notte senza fine. I poliziotti lo scovano due secondi dopo, con il terrore estremo dipinto sul volto. Prima di trapassare, ha infatti intuito che la morte non è la fine delle sofferenze; non per quelli come lui.
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