sabato 14 settembre 2013
CHARLES L'IPNOTISTA_275° episodio
Fare il gioielliere comporta avere una passione per le gemme ed i metalli preziosi, una conoscenza merceologica approfondita ed anche una pistola nascosta dietro il bancone. Molti gioiellieri ereditano l’esercizio commerciale dal padre, che lo aveva ereditato dal nonno. Segno che, crisi economica o meno, c’è sempre qualcuno disposto a spendere molto per quelle belle cosine luccicanti. Crisi o meno, i ricchi rimangono ricchi e sono solo i poveri a tirare la cinghia. Visto che i poveri di solito non acquistano gran che dai gioiellieri, se evitano di farsi vedere per comprare i soliti anellini insignificanti non rovinano di certo il business. La pistola nascosta dietro il bancone serve a scacciare i rapinatori, ma meglio ancora serve a piazzare loro una bella pallottola in fronte. A distanza molto ravvicinata un grosso calibro rischia di fare sfracelli. Quindi, per evitare dopo di pulire i muri del negozio, conviene utilizzare calibri non grossi. Poco rinculo e bersaglio garantito. Alfredo si prepara a chiudere il negozio per la pausa pranzo; chi vende gioielli può permettersi di andare a pranzare a casa. Arriva però un cliente dell’ultimo minuto. Alfredo non sa che si tratta di un rapinatore, perché è per così dire “vestito bene”. Come se i rapinatori in genere se ne andassero in giro con la mascherina, la maglia a righe ed il sacco sulle spalle! Alfredo cerca di capire se il ritardatario sia un cliente che vuole spendere, o uno sfaccendato che gli vuole solo far perdere tempo. Chiede di vedere degli orologi preziosi, di quelli che in certi quartieri di certe città ti scippano, anche a costo di tagliarti la mano. Alfredo è sempre sul chi vive; anche in questo caso, sebbene il cliente sembri tutto sommato rientrare nei canoni dell’accettabilità. Anzi, questo cliente lo mette sorprendentemente a suo agio, facendogli dimenticare che è ora di pranzo. In particolare sono i suoi occhi, particolarmente luminosi, che lo rilassano. Quando, con voce suadente, gli chiede di poter provare il più costoso degli orologi, Alfredo non vede perché dovrebbe dirgli di no. Una piccola vocina gli grida che quello è un rapinatore, ma è talmente tenue da passare quasi del tutto inosservata. Poi il rapinatore ipnotista si fa aprire la porta, dicendo di voler andare a casa per fare vedere l’orologio a sua moglie. Ad Alfredo neppure quella sembra una stranezza, e lo accontenta. Convinto di avere ben concluso una vendita, il gioielliere si reca a casa, dove racconta tutto alla moglie. Lei ovviamente, non essendo stata ipnotizzata, prima diventa paonazza, poi inizia a gridare a squarciagola. Quei decibel assordanti inducono i vicini a telefonare alla polizia: non si sa mai; le urla della moglie riescono altresì a fare uscire Alfredo dallo stato ipnotico. Adesso può urlare anche lui. La polizia prova a delineare un identikit del ladro, ma l'ipnotista per precauzione ha ordinato al gioielliere di memorizzarlo fisicamente come una persona completamente diversa. Charles è nato con il potere di imbambolare il prossimo. Ci ha lavorato parecchio su, giungendo a buoni risultati. Una rapina in banca sarebbe sconsigliata, per via dei rumori eccessivi. I negozi viceversa assecondano bene i talenti ladreschi di Charles. Non ha mai pensato a fare un uso diverso del suo potere. Sarebbe tra le altre cose in grado di superare qualsiasi esame universitario, se avesse l’accortezza di trovarsi da solo con il professore. Poi però in sede di laurea dovrebbe ipnotizzarne troppi in una volta. Nessun colloquio di lavoro lo vedrebbe come inadatto, ma dopo gli toccherebbe lavorare sul serio e bene, e la cosa si complicherebbe alquanto. Una spia con i suoi poteri metterebbe le mani su importanti segreti. A questo Charles non ha mai pensato. Quelli che adesso scendono da un furgone nero, lo narcotizzano e lo portano via, lavorano viceversa per qualcuno che intende avviare l’ipnotista all’attività spionistica. Un gioielliere narcotizzato rientrerebbe nelle rapine con destrezza; un gioielliere ipnotizzato rientra nei casi “strani”, che vengono affidati alla detective Lucrezia ed alle sue adepte Elisabetta e Valeria. Al momento però Lucrezia è sola, dato che le due telepati stanno lavorando sotto copertura in una chiesa che più che altro assomiglia ad una setta. I colleghi della detective non sanno alcune cose sul suo conto: 1-che dispone di poteri felini, grazie alla simbiosi con la donna Leopardo Ferox, 2-che lavora segretamente per Evolution, e così anche Valeria ed Elisabetta, 3-che è in stretto contatto con il super-computer Galadriel. Charles nel frattempo viene condotto, incappucciato, al cospetto di uno dei capi dell’organizzazione spionistica. Chiunque abbia letto libri sugli intrighi e sui doppi giochi sa che non c’è modo di sapere chi siano i buoni e chi i cattivi. Tutti ovviamente si spacciano per buoni, ma i metodi di tutti gli agenti segreti sono terribilmente sbrigativi. Adesso che è stato rapito, Charles deve dimostrarsi all’altezza delle aspettative dell’organizzazione, pena la sua veloce dipartita. L’ipnotista non è un telepate, ma ha appreso abbastanza sulla natura umana per capire quando la controparte non scherza. Accetta quindi il contratto prendere o lasciare, impostogli dai suoi rapitori. Il piano è semplice: chiedere un incontro con il direttore di una banca, allo scopo di ipnotizzarlo. Si tratta di un test, superato il quale l’organizzazione fornirà a Charles un vero obiettivo, molto più importante. Parlare per telefono alle segretarie del direttore della banca sarebbe tempo sprecato. Meglio incontrarle di persona, per far valere il potere dei suoi occhi. Le segretarie sono due: una giovane ed una anzianotta; la seconda è chiaramente quella che comanda. L’ipnotista non sprecherà il suo potere sulla giovane, che dipende gerarchicamente dalla anziana. Costei è molto diffidente. Charles ne deduce che debba mantenersi sempre sulla difensiva, per timore di essere scalzata dalla giovane, che è una donnina piuttosto rampante. La segretaria anziana è di certo più competente, almeno quanto la seconda è ornamentale (di certo non è casuale che il direttore l’abbia voluta nella sua segreteria). Charles supera con bravura le difese mentali della sua avversaria, che pur impegnandosi non capisce contro chi sta combattendo. Adesso tocca al direttore. L’ipnotista gli spiega la necessità di effettuare una donazione su uno specifico conto corrente, per dare un concreto apporto alla lotta contro la fame nel mondo. Ovviamente ad un banchiere non interessa un accidente se ogni secondo muoiono di fame due o duecento bambini. Forse non gli interesserebbe neppure se di fame morisse la sua stessa madre! Eppure Charles concretizza il miracolo di convincere quel cuore arido a donare alcuni milioni ad una giusta causa. Peccato che quel conto corrente non corrisponda ad alcuna organizzazione caritatevole. Non vista, né percepita, Galadriel sta tracciando i movimenti di Charles, che lo stanno avvicinando a pesci molto più grossi di lui. I vertici dell’organizzazione spionistica analizzano il successo dell’ipnotista appena arruolato. Il bersaglio successivo è molto più importante: nientemeno che il presidente di una delle massime potenze militari del pianeta. Ovviamente avvicinarlo è decisamente meno facile di quel che sia stato agganciare il direttore della banca. Mentre gli strateghi dell’organizzazione spionistica studiano come realizzare il piano, gli effetti collaterali della precedente azione di Charles si concretizzano nella defenestrazione di colui che ha dirottato milioni su conti correnti fasulli, e neppure si ricorda come siano andate le cose. La detective Lucrezia interroga l’ex direttore della banca, ma anche in questo caso l’ipnotista ha lasciato un identikit di sé che non corrisponde al vero. Assieme a Lucrezia, la Maga presenzia all’interrogatorio. Galadriel ha infatti allertato Evolution, notando come il rapinatore senza volto sia passato fin troppo disinvoltamente da un gioielliere ad un banchiere. La Maga vuole capire se il talento in questione possa essere adoperato per commettere crimini ben più consistenti. La Maga agisce in maniera defilata, mentre Lucrezia interroga l’ex direttore. La detective non intende innervosirlo, ma agevolare la telepate, che nel frattempo gli sonda la mente. Charles non ha ordinato alle sue vittime di dimenticarlo, perché sarebbe stato più difficile. Meglio creare un depistaggio, che però non regge alle capacità superiori della Maga. Lucrezia ringrazia il frastornato banchiere, assicurandogli indagini approfondite. Appena Galadriel viene messa a conoscenza delle scoperte effettuate dalla Maga, inizia la sua ricerca su tutto il territorio nazionale. Il vero aspetto fisico di Charles è stato ricostruito, per cui spetta ora al super-cervello elettronico scandagliare le immagini raccolte da un numero esagerato di telecamere di sorveglianza. In breve, Charles viene localizzato, e la serpentoide Sysform parte per la sua missione di interdizione: un nuovo contratto per gli Hunter Killer. L’ipnotista viene indotto, con promesse di guadagno ma anche con le minacce, a spostarsi di centinaia di chilometri. Lui stesso non si rende conto di quale sia l’obiettivo, ed in ciò l’organizzazione spionistica si comporta come da manuale. Viaggi notturni in auto e bus, alberghi isolati, persone poco disposte al dialogo. Tutto ciò per perpetuare il mistero sull’obiettivo finale. Charles ha la tentazione di usare l’ipnosi sui suoi accompagnatori, ma teme di correre il rischio di essere sedato in maniera decisa e brutale. Lavora sul filo del rasoio, ed il gioco gli è già sfuggito di mano. Avere un solo comandante in capo dell’esercito, della marina e dell’aviazione è fondamentale in tempo di guerra. Se ci sono decisioni da prendere nel brevissimo periodo, la democrazia deve essere sospesa. Tutti i capi di Stato hanno questo spaventoso potere, ma solo pochi di loro comandano un arsenale in grado di causare un genocidio. L’organizzazione spionistica, che vorrebbe indurre ipnoticamente uno di questi uomini fin troppo potenti ad iniziare una guerra, non si rende conto degli automatismi che si metterebbero in moto. Il presidente concede udienza ad un certo numero di persone, purché siano state preventivamente filtrate. Un pazzo armato di pistola non potrebbe mai trovarsi faccia a faccia con il presidente. Recenti brutte figure a vantaggio dei terroristi hanno messo un po’ di sale in zucca ai cervellotici personaggi che dirigono il controspionaggio. Adesso sono addirittura paranoici. Ciò però non impedisce che, grazie ad agganci non indifferenti, Charles venga inserito tra gli appuntamenti di giornata con il presidente. L’ipnotista teme per la sua vita, ma non acconsentirà mai ad essere la causa di una guerra. Sa che, per ritorsione, l’organizzazione spionistica sarebbe in grado di uccidere tutte le persone a lui care, ma una guerra si trova oltre ogni termine di paragone. Charles quindi finge di assecondare l’inqualificabile richiesta, per prendere tempo. Il presidente è stressato, ed è più facile esercitare su di lui una sottile coercizione; ma non si diventa presidenti di una nazione, specie una potentissima, senza avere una grande volontà. Il compito dell’ipnotista è molto arduo. Questa volta non si tratta di intontire un gioielliere o un bancario. Costringere il presidente a fare una cosa di tale complessità è praticamente impossibile, eccetto nel caso in cui lui stesso inconsciamente lo voglia. La sorpresa per Charles è grande, ed anche i membri dell’organizzazione spionistica che lo tengono sotto controllo si rendono conto di essersi spinti troppo avanti. Neppure loro immaginavano che sotto quella scorza di perbenismo si nascondesse un tale guerrafondaio. Il rischio è che adesso il presidente non scateni solo una guerricciola della durata di due o tre giorni. Mentre Charles evoca tutte le sue energie per ordinare al presidente di abbandonare ogni velleità, percepisce il crollo di un muro, dietro il quale un’aggressività senza controllo promette grandi distruzioni. Il presidente chiama le guardie, per fare arrestare l’ipnotista. Lui è ridotto molto male, come se avesse subito un corto circuito mentale. Il presidente invece è rinvigorito, come se una forza demoniaca avesse preso il controllo completo della sua mente. Gli uomini dell’organizzazione spionistica si allontanano velocemente, per riferire e ricevere nuovi ordini. La crisi precipita, con il presidente che pretende di imporre ai suoi consiglieri l’adozione dello stato di guerra. Loro cercano di frenarlo, ma la procedura di interdizione richiede troppo tempo. C’è il rischio che il presidente impazzito ordini, grazie alla mitica valigetta che porta sempre con sé, un attacco nucleare. I sottomarini, i bombardieri, i missili intercontinentali sono in posizione o pronti a partire. I giochi di guerra, congegnati da qualche fuori di testa, diventano una realtà. Sysform la serpentoide ha tuttavia una grande esperienza come spia. Inoltre il suo corpo alieno le consente di scivolare attraverso condotti che nessun umano prenderebbe in considerazione. Come un missile teleguidato da Galadriel e dalla Navigatrice raggiunge il presidente mentre è intento ad espletare i suoi bisogni fisici. Ed il mondo deve dire grazie a detti bisogni se Sysform lo può assalire, mentre è necessariamente separato dalle sue guardie. Il suo morso lo narcotizza prima che riesca ad urlare. Dopo alcuni minuti l’uomo che esce dal bagno è diverso da quello che ci era entrato. La sonda mentale dell’aliena serpentoide ha avuto successo nel ripristinare la sua personalità ordinaria, incatenando l'altra nel profondo dell'inconscio. Meglio per lui, giacché il piano B avrebbe richiesto e previsto la sua morte.
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