venerdì 29 novembre 2013

I CAMPIONI DELLA VITA_294° episodio

Dardo Assassino e Drexx sono due componenti del gruppo di super-eroi conosciuto come K-Force. Vivono su Akros, che è un pianeta collocato su un piano dell'esistenza prossimo al nostro. Dardo Assassino ha l'abilità di scagliare col suo arco delle frecce che si muovono seguendo le sue indicazioni ed i suoi pensieri. Drexx dispone del potere della super-velocità. Nessuna pretesa di superare la velocità della luce correndo sulla terra o sull'acqua, dato che nessun muscolo e nessun osso sopporterebbe neppure una frazione dello stress necessario a raggiungerla. Inoltre un corpo fisico in atmosfera incontra difficoltà già a superare la barriera del suono, che è circa un milionesimo di quella della luce. Dardo Assassino e Drexx sono stati mandati da Guerra ad affrontare una torma scatenata di britanni. Potrebbero essere i predecessori degli inglesi o quelli degli scozzesi. Di certo sono una massa di scalmanati, con le facce tinte di blu, ma armati con pesanti spadoni. I due super-eroi sospettano di essere stati spediti indietro nel tempo, o su un pianeta dove i britanni non sono stati ancora domati dai romani (e forse non lo saranno). La velocissima mutante si reca in avanscoperta, per valutare la consistenza delle forze avversarie. Trova un centinaio di britanni, grossi, poco vestiti e puzzolenti, che avanzano come scimmioni lungo un sentiero scavato dalle migrazioni del bestiame. Strade vere e proprie da quelle parti non ce ne sono, ed i britanni non ne sentono la mancanza. Sulla Terra, le prime strade britanniche sono state costruite dalle legioni romane. I selvaggi tinti di blu dispongono di bighe provviste di lame che sporgono lateralmente. In battaglia sono micidiali, per uomini e cavalli. Drexx è così veloce che raggiunge i muscolosi figuri, e gira attorno al loro assembramento due volte prima che loro si rendano conto di ciò che succede. Poi i più svegli della tribù scagliano i loro giavellotti contro Drexx, senza prima verificare se si tratti di un'amica o di una nemica. Dato il terreno accidentato, la mutante corre a velocità sub-sonica, ma resta comunque praticamente impossibile centrarla con proiettili grossolani che per lei sono quasi fermi. Dopo alcuni minuti, Drexx torna da Dardo Assassino, riferendogli ciò che ha visto. Essendo inevitabile lo scontro, dato che Guerra ha predisposto le cose in al senso, Drexx e Dardo Assassino raggiungono una collinetta, in modo da poter combattere in posizione sopraelevata. Intanto, su un altro mondo interessato da quella disputa tra Guerra ed i campioni della Vita, Black Dragon e Zadox i troll hanno spezzato tutte le lance degli spartani, ed anche quasi tutte le schiene. Si sono comportati da fanatici fino alla fine; questo spiega come mai i greci, con tutte le loro pretese belliche, siano stati sottomessi abbastanza agevolmente dai romani. Quando i britanni attaccano, Drexx si allontana dalla mischia, perché, non essendo provvista di armatura, potrebbe essere ferita o uccisa per sbaglio o sfortuna. Dardo Assassino invece inizia a lanciare le sue infallibili frecce da grande distanza, dimostrando che il suo potere mutante fornisce una propulsione aggiuntiva a quelli che sembrano semplici manufatti di legno. In questo scontro, non è il caso di disquisire se sia il caso di uccidere, dato che quei selvaggi muscolosi non stanno arrivando di corsa, ed ululando, per porre in essere alcun comportamento amichevole. Guerra, il demone che ha organizzato questa serie di dispute tra super-eroi e la sua collezione di soldati di tutte le epoche, osserva invisibile la precisione con la quale Dardo Assassino si merita il suo nome. Il punto debole dell'arciere è che non dispone di tutti i proiettili lignei che gli servirebbero; per quanto le frecce, dopo avere abbattuto un nemico colpendolo in un punto vitale, tornino dal suo padrone. Nel frattempo, anche Ferox, Aroo e Zara hanno steso tutti i loro avversari, che non sono riusciti a collezionare alcuna testa. Black Dragon e Zadox vengono trasportati in aiuto a Dardo Assassino e Drexx, che si trovano in oggettivo svantaggio numerico. Guerra vuole garantirsi uno spettacolo che si prolunghi il più a lungo possibile. A questo punto anche la velocissima mutante si getta nella mischia, colpendo ed abbattendo i britanni che sono impegnati contro i due colossi. Anche se i selvaggi sono ancora numerosi, nonostante Dardo Assassino ne abbia eliminati a decine, possono fare poco contro l'armatura del drago nero. Il troll è felice di avere incontrato Evolution, visto che grazie a loro è stato introdotto a combattimenti di questo livello. Zadox solleva di peso i massicci guerrieri, poi li scaglia contro quelli che sopraggiungono. Anche i britanni, come gli spartani prima di loro, si dimostrano stolti adoratori di Guerra, e privi di strategia combattiva. I romani invece continuano a comportarsi bene, nonostante la spada di Krom prelevi la loro energia vitale in grande quantità. Anzi accade che Krom si senta quasi ubriaco, come se avesse bevuto troppo vino. Traballa addirittura, ma Kong è al suo fianco per stendere con i suoi potenti pugni e calci quanti credono di poterne approfittare. Stritolatore, Boa, Anaconda, Pitone e Sysform sono stati trasportati in un campo di battaglia urbano, contro nemici che si nascondono sui tetti e dietro gli angoli. Gli Hunter Killer si trovano sotto il tiro incrociato di fucili e pistole; per cui devono studiare una strategia di avvicinamento. Essendo esponenti di una razza molto avanzata tecnologicamente non sono privi di armi. La prima è un distorsore di immagini, che induce i cecchini a sparare fuori bersaglio. La seconda è un laser, con il quale i serpentoidi mirano con estrema precisione. Jeed, il nano accoltellatore, ed i lupi bionici Qwert e Tyop stanno ingaggiando una lotta corpo a corpo, a bordo di un veliero assalito dai bucanieri. Marmaglia urlante, sporca e priva di ogni legge morale si lancia all'arrembaggio di un mercantile simile a quelli che solcavano i mari terrestri prima dell'invenzione dei motori a vapore. I pirati non avrebbero mai preventivato di dover lottare contro dei lupi. Come se non bastasse, questi sono potenziati bionicamente. Sono più veloci e più forti dei lupi normali. Strappano mani e braccia con discreta facilità. In breve i ponti delle navi diventano scivolosi per il sangue versato prevalentemente dagli aggressori. Il nano accoltellatore è una visione meno stupefacente dei lupi bionici, ma le sue lame fanno molto male. Anaconda avvista un cecchino nascosto su un tetto distante alcune centinaia di metri. Aziona il dissimulatore, e si avvia verso il suo bersaglio. Lo sparatore solitario è un pezzo prezioso della collezione di Guerra, dato che, a differenza di quasi tutti gli altri militari, agisce con calma, sparando con un fucile di precisione. Ciò che lo spiazza veramente è la tecnologia extraterrestre degli Hunter Killer. Il cecchino non vede arrivare Anaconda, ma le sue orecchie addestrate percepiscono un sinistro frusciare in avvicinamento. L'umano non può adoperare il suo poco maneggevole fucile di precisione, ma estrae il coltello per vendere cara la pelle. Anaconda è troppo grande e forte, anche per un soldato di ventura, addestrato nel combattimento corpo a corpo. Il serpentoide abbatte il suo avversario, ma subisce una ferita profonda da coltello, che però non è fatale e neppure invalidante. Gli avversari dei serpentoidi dispongono anche loro di una tecnologia di supporto applicata alle armi da fuoco, anche se non paragonabile a quella degli Hunter Killer. Un rilevatore di calore rende possibile mirare e sparare anche ad un bersaglio che può distorcere le onde luminose. Boa se ne è reso conto, quando una pallottola gli è piovuta pericolosamente vicina. Nonostante la massa, Boa è veloce, e le auto in sosta offrono un utile riparo alla sua forma serpentiforme. Dovendo attraversare un tratto scoperto, chiede assistenza alla femmina del gruppo, Sysform, che spara alcune scariche laser verso il secondo cecchino. Non lo uccide, perché non vuole togliere questo piacere a Boa. Il cecchino si deve proteggere dai colpi laser, poi, cambiata postazione, cerca il suo bersaglio, che però non è più lì. Iniziando a temere di essere stato scoperto e tracciato, si allontana, correndo nella notte. Stritolatore e Pitone vengono circondati da una banda di strada. Guerra li ha collezionati perché anche loro, come molti soldati di professione, si divertono a fare del male agli inermi. Le guerre umane sono sempre state accompagnate da ributtanti episodi di violenza cosiddetta "gratuita". La chiamano così in quanto la si potrebbe evitare. Stritolatore e Pitone peraltro sono tutto fuorché degli inermi civili. Dieci o dodici umani armati di coltelli, mazze da baseball e pistole dovrebbero evitare di aizzare il campione dei serpentoidi, Stritolatore, ed il suo agente Pitone. I teppisti non usano le pistole, per non colpirsi tra loro, e questo li priva dell'unica possibilità di riportare a casa la pelle. I due Hunter Killer sommergono letteralmente e schiacciano con le loro spire quegli incauti umani. Li strizzano, tolgono loro il respiro, li azzannano e li colpiscono con le teste crestate. Più che una battaglia sembra un massacro. Così come non ha storia ciò che Boa combina con il secondo cecchino, che non riesce neppure a gridare prima di essere abbattuto. Sono leggermente più in difficoltà il nano accoltellatore ed i suoi amici lupi bionici. I pirati combattono meglio dei teppisti urbani e dei cecchini sbaragliati dagli Hunter Killer. Il nano ed i lupi però non sono soli, bensì coadiuvati dall'equipaggio della nave presa d'assalto. Tutti gli altri scontri si sono conclusi o si stanno concludendo. La collezione di Guerra si è comportata bene, ma le forze della Vita hanno retto bene contro la loro frenesia, a volte autolesionistica. Adesso tocca a Dragonfire, che fin dall'inizio è stato il vero bersaglio di Guerra. Dragonfire è un rettile alieno, in grado di scatenare una fiamma caldissima. Guerra lo vorrebbe dalla sua parte, ma neppure quel demone antichissimo comprende a fondo la natura del drago di Evolution. Adesso che tutti gli emissari di Guerra sono stati sconfitti, i campioni della Vita si ritrovano nella pianura dalla quale la sfida era iniziata. Quasi fianco a fianco, ci sono i vincitori ed i vinti. Gli spartani, i tagliatori di teste, i ninja, i britanni, i romani ed anche quel che resta del mezzo corazzato assimilato da Robokiller. Più indietro, ci sono i teppisti urbani ed i cecchini. Tutti questi umani hanno servito ancora una volta Guerra, dimostrando che nei conflitti dissennati c'è più da perdere che da guadagnare. Dragonfire oggi combatte contro due vecchi nemici: Uglux e Maschera di Ferro. Non sono mai riusciti a mettere in difficoltà il drago; perché dovrebbero riuscirci adesso? Per Guerra, la questione non è la vittoria, bensì l'odio che si perpetua dopo i conflitti, come una fiamma che cova sotto la cenere. Uglux e Maschera di Ferro covano un grande odio verso Evolution, forse perché sono eroi disinteressati, che lottano contro chi vuole conquistare il mondo, senza volerlo fare al suo posto. Uglux e Maschera di Ferro odiano coloro che lottano per degli ideali, nonostante siano più forti di coloro che si venderebbero per poche monete. Maschera di Ferro è il più pazzo del duo criminale. È entrato più volte in contatto con le forze demoniache, ma era già fuori di testa prima. Da allora ha inserito nuove armi e dispositivi nella sua armatura; un propulsore a razzo gli consente quindi di scagliarsi come una valanga metallica contro Dragonfire. L'impatto è violentissimo e rumoroso, giacché il metallo si piega e si crepa nell'urto con le scaglie verdi del drago di Evolution. Dragonfire afferra al volo Maschera di Ferro, assorbendo tutta l'energia cinetica. Il terreno roccioso sotto le sue zampe si sbriciola, ma il gigante verde non traballa neppure. Uglux sta correndo verso il suo colossale avversario, quando Dragonfire gli scaglia contro il pazzo in armatura. I due super-criminali litigano tra loro, rendendo Guerra ancora più felice. Il campo di battaglia muta ancora, per consentire ad Uglux di assorbire il legno dalle piante e le rocce dal terreno. Diventa enorme: un ammasso semovente, alto come una casa di tre piani. Il suo potere è al limite, e non potrà mantenersi coeso per molto. Rischia la sua vita, nel tentativo di uccidere il drago: un vero emissario di Guerra. Quando il suo gigantesco pugno cala verso Dragonfire, provoca un consistente spostamento d'aria, ma il super-eroe ha schivato con facilità quella mossa grossolana. Il mutaforma ottiene solo un brutale ed inutile impatto col terreno. Il drago deride Uglux, mentre ormai Maschera di Ferro è a terra, con l'armatura danneggiata, che sfrigola. Il plasma dell'alieno potrebbe ridurre a mal partito Uglux, ma Dragonfire preferisce chiudere la disputa con un potentissimo pugno, vibrato dopo un salto di almeno sei metri. La parte rocciosa del corpo di Uglux si frantuma quasi completamente. La parte legnosa si riduce in schegge. Il criminale non muore, ma impiegherà molto tempo a ricostituirsi.

lunedì 25 novembre 2013

LA COLLEZIONE DI GUERRA_293° episodio

Tra i quattro Cavalieri, Guerra è quello più adorato dagli uomini. Qualcuno adora Morte, quasi nessuno adora Pestilenza e Carestia. A Morte non interessa, perché fa quel che deve fare, senza alcuna passione, né fretta. Pestilenza e Carestia non cercano fan, ma solo vittime da fare soffrire a lungo, prima di consegnarle a Morte. Guerra, nel corso dei millenni, ha rapito moltissimi soldati, un attimo prima che Morte li portasse via. Un demone deve pur divertirsi in qualche modo, e Guerra colleziona tagliagole, pugnalatori, sventratori ed affettatori bellici. Innumerevoli volte gli eserciti degli umani si sono confrontati per lungo tempo, disseminando i campi di battaglia di un numero spropositato di vittime. Gli uomini di questo e di quello schieramento adoravano sovente lo stesso Dio, che ovviamente non poteva parteggiare per l'uno o per l'altro. In realtà, entrambi gli schieramenti adoravano anche Guerra, ancor più di quanto adorassero qualunque Dio. Quando gli uomini diventano peggio delle bestie più immonde, e si ammazzano a vicenda, per conquistare un'inutile collinetta sulla quale piantare uno stupido pezzo di stoffa, Guerra è lì. Il suo potere gli consente di essere ovunque sul campo di battaglia. Anima contemporaneamente i pensieri assassini di centinaia di migliaia di stupidi umani. Non potrebbe farlo se gli umani disponessero veramente di un cervello funzionante. Nella collezione di Guerra ci sono finanche uomini coraggiosi, trascinati dagli eventi. In vita sono stati quasi dei pacifisti, ma hanno subito gli eventi, fino a trasformarsi in assassini. Nella collezione del Cavaliere Rosso ci sono altresì quelli che non hanno mai desiderato altro che uccidere per il gusto di farlo: i veri soldati. Gente che, con la scusa del dovere, ha dispensato morte con gusto e soddisfazione. Ciclicamente Guerra organizza una colossale battaglia campale, uomo contro uomo, mostro contro mostro. Sceglie i pezzi migliori della sua collezione di campioni non più vivi, per farli combattere contro una selezione dei più forti tra i campioni della Vita. Evolution schiera Dragonfire, Ferox, Fulminatore, la Maga e Kong. La K-Force del mondo conosciuto come Akros schiera il gigante Krom, la fata Farie, l'uomo-lupo Aroo, la velocissima Drexx e Dardo Assassino, che Guerra gradirebbe avere tra le sue file. Assieme ad Evolution, combatteranno anche i possenti automi Black Dragon e Robokiller. Hanno chiesto di partecipare in appoggio: Zara la fustigatrice, il troll Zadox, il nano tagliagole Jeed ed i due lupi bionici, Qwert e Tyop. I serpentoidi presenti sulla Terra di solito lavorano come cacciatori di taglie, ma questa volta combatteranno per il gusto di farlo, a fianco del drago e dei mutanti di Evolution. Stritolatore, Boa, Anaconda, Pitone e Sysform sono pronti a frantumare ed avvelenare gli emissari del demone rosso. L'esercito di Guerra non è composto da lenti zombie, e neppure da spettri, bensì da ex esseri umani che si trovano sospesi tra la vita e la morte. Lotteranno per perpetuare l'attuale esistenza, che non considerano detestabile. Possono essere feriti e possono ferire. Forse una loro seconda morte in battaglia potrebbe consegnarli definitivamente a Morte. In una pianura immensa, in questo o in un altro piano dell’esistenza, i tagliagole di Guerra si contano, scoprendo di essere una legione. Hanno di fronte esseri dotati di grande forza e di grandi abilità, ma accarezzano fiduciosi le loro spade, le loro lance, le loro asce bipenni. Guerra ha messo assieme combattenti che mai si sarebbero potuti incontrare, giacché sono vissuti in periodi storici differenti. C’è un manipolo di spartani, pazzi adoratori della sofferenza imposta ad altri ed a se stessi. Ci sono i britanni, mezzi nudi e tinti, che combattevano correndo caoticamente giù dalle loro colline. Questi e quelli sono stati anche ferventi adoratori di Morte, che però, come si è già detto, ha altro da fare che stare ad assecondare i cretini. Tra tutti i combattenti, si distinguono i legionari di Roma, ordinati e capaci di muoversi all’unisono. Guerra ha sguinzagliato per il campo di battaglia una serie di demoni scagliosi, che con le loro fruste evitano che le varie fazioni si accapiglino tra loro. Dragonfire osserva la marmaglia umana, chiedendosi come possa Guerra pensare che possano avere il sopravvento su Evolution e sui suoi alleati. Il drago alieno ha colto il punto della questione: la battaglia viene infatti frazionata in contesti diversi, dove in teoria i guerrieri umani potrebbero sfruttare il fattore campo a loro vantaggio. Black Dragon si trova all’improvviso trasportato in una gola montana, dove dovrà affrontare gli spartani armati di lance e scudi. Il robot avanza, scrutando in lontananza grazie ai suoi potenti dispositivi ottici. I suoi sensori sono tutti all’opera, e gli dicono che nessun essere umano si trova nei paraggi. Poi all’improvviso il suo radar segnala l’arrivo di un nugolo di lance, scagliate dall’alto e da dietro le rocce. Un tale attacco potrebbe sbaragliare anche un moderno gruppo d’assalto, armato di mitragliatori. Le lance infatti uccidono adesso come tremila anni fa. Black Dragon ha più o meno le stesse dimensioni di Dragonfire, ed è rivestito di un metallo assimilabile come durezza al titanio; per cui le lance gli rimbalzano addosso, producendo al massimo qualche piccolo segno. Black Dragon si prepara a somministrare la sua super-fiamma a quegli umani presuntuosi, ma gli spartani rimangono nascosti. La mossa successiva è infatti quella di fargli precipitare addosso una valanga di sassi, che lo seppelliscono. Aroo, Ferox e Zara procedono assieme in una jungla troppo rigogliosa, che mette in difficoltà le loro abilità. L’uomo-lupo preferirebbe trovarsi in un bosco. Il terreno di caccia di Ferox è la savana, mentre Zara può usare al meglio la sua frusta se non ci sono troppe liane ad intralciarne il movimento. I loro avversari sono feroci tagliatori di teste, armati di coltellacci ricurvi. Intendono collezionare la testa della donna-leopardo e dell’uomo-lupo, senza tuttavia disdegnare quella della fustigatrice. Come nel caso di Black Dragon, sembrerebbe che Guerra abbia istruito i suoi scagnozzi sui punti deboli dei nemici che affrontano. La fata di Akros, nota come Farie, e la mutante terrestre conosciuta come Maga costituiscono una coppia pericolosa per qualunque avversario umano. Vengono trasportate in una terra di tumuli mortuari, e tenute d’occhio dai ninja neri, maestri degli inganni e delle dissimulazioni. Il potere di Farie è riconducibile alle acque che scorrono, all’erba che cresce, al vento che soffia trasportando i pollini. Il contesto che Guerra ha preparato per lei è viceversa pervaso di tristezza, lamenti, erba secca, funghi velenosi e puzza di cadavere. La fata che è quasi invincibile nel suo mondo verde e vitale, adesso risente di una sintonia ambientale che non vorrebbe condividere. La Maga detiene viceversa facoltà psioniche che funzionano a prescindere da ciò che la circonda. Anche i suoi incantesimi vivono dentro di lei. I ninja neri percepiscono un complessivo indebolimento delle loro avversarie, senza rendersi conto che la realtà è leggermente diversa. Quando attaccano, lanciando le stelle metalliche shuriken, la Maga le blocca tutte in volo. Poi, una volta esaurita la loro energia cinetica, cadono a terra innocue. I ninja neri però non dispongono di una sola arma, e si proiettano avanti con le pericolosissime katane sollevate. Nella jungla, cinque cacciatori di teste, fisicamente tonici e scattanti, sbucano dalla vegetazione. Si sentono leopardi o forse serpenti, ma sono ancora troppo umani per farcela contro Ferox. Lei sola è capace di muoversi come un leopardo. Sebbene sia rallentata dalla vegetazione, la mutante schiva agilmente i coltellacci che vorrebbero farla a fette. Black Dragon è stato sommerso da un gran quantitativo di pietre di varie dimensioni. Analizza i danni, tutto sommato contenuti, ed attiva le riparazioni automatiche. Nel frattempo, gli spartani si trovano a fronteggiare il troll Zadox. Gli abili guerrieri sono impressionati dalla possanza del nuovo arrivato, ma pensano che, essendo privo di armatura, soccomberà facilmente sotto il tiro dei giavellotti. Il troll agisce con sorprendente velocità, data la mole, schivando gran parte dei proiettili micidiali. Le lance che lo colpiscono gli arrecano solo sbucciature superficiali, dato che i troll hanno una pelle dura quasi come quella dei vermi mangiaroccia. Krom, il gigante della K-Force di Akros, è accompagnato da Kong, l’uomo-bestia di Evolution. Fronteggiano una formazione di legionari romani. Ordinati, corazzati, feroci nelle loro movenze ed efficienti nel colpire con i loro gladi, i romani sollevano gli scudi per reggere l’impatto della spada nera di Krom. Nel frattempo, Kong prende la rincorsa e salta le tre file dello schieramento nemico, per prenderli alle spalle. Le molte manovre nelle piazze d’armi hanno addestrato quei soldati a ruotare di 180 gradi con efficienza, senza scoprirsi troppo. I romani si dispongono a quadrato, con gli scudi serrati ed i giavellotti puntati all’esterno. Una formazione più difensiva che offensiva. Neppure Krom si lancerebbe contro quella selva di punte di ferro. L’uomo-bestia viceversa li attacca dall’alto, piombando all’interno del quadrato difensivo. Quindi, con velocità, forza e precisione, ne stordisce una decina con i suoi grandi pugni. Adesso si trova tuttavia circondato da soldati che si voltano verso di lui, spada in pugno. Nessun problema per Kong, che balza via, elevandosi di oltre tre metri in alto ed in avanti. Fulminatore sta combattendo contro un carro armato, guidato da un inventore d’armi e dai suoi assistenti. Le scariche elettriche emesse dal mutante colpiscono con grande fragore il grande mezzo meccanico, ma non sembrano danneggiarlo. Fulminatore è viceversa indifeso contro le mitragliatrici di bordo, che iniziano a bersagliarlo. Robokiller riequilibra la disputa, giacché a lui i colpi di piccolo calibro non fanno alcun effetto. La torretta del carro armato ruota, per puntare il potente cannone contro il grosso robot. Fulminatore gli restituisce il favore scagliando una saetta che acceca il pilota del mezzo corazzato. Robokiller dispone del potere di assorbire ed assimilare meccanismi di vario tipo; ma deve prima entrare in contatto fisico con gli stessi. Sfruttando il diversivo di Fulminatore, l’automa posa le sue mani metalliche sul carro armato, iniziando la sua opera di disassemblamento. Il troll Zadox, che recentemente ha affrontato e sconfitto un colossale mangiaroccia assieme a Dragonfire, impegna tutto il manipolo degli spartani. Sono molto coraggiosi ed a loro modo forti, ma non sono super-umani. Avanzano senza mostrare paura, e non si tirano indietro quando Zadox sferra colpi mortali. Un rumore di rocce scagliate lontano annuncia che Black Dragon si è liberato. Adesso i guerrieri greci si trovano tra due fuochi: un drago metallico ed un troll deciso a rompere loro tutte le ossa. I tagliatori di teste circondano Ferox, o almeno ci provano. Anche loro sono intralciati dalle liane e dal sottobosco eccessivamente rigoglioso. Questa non è però una scusa valida per voltare le spalle all’uomo-lupo della K-Force, che abbatte due nemici in un colpo solo. Subito dopo si accerta che non possano più rialzarsi, spezzando loro il collo con le sue fauci. Uno dei cacciatori di teste è rimasto indietro, ritenendo che la fustigatrice sia un bersaglio più facile. È probabilmente vero, dato che non dispone dei poteri felini di Ferox e neppure delle doti bestiali di Aroo. Zara è comunque abilissima con la sua arma, ed impegna con abilità ed agilità il suo nemico. I ninja neri, che assediano la Maga e Farie in mezzo ai tumuli mortuari, vengono rallentati considerevolmente dalla rete psionica della mutante di Evolution. I ninja non sono semplici spadaccini; dispongono viceversa di alcune abilità magiche, che permettono loro di contrastare parzialmente la Maga. Nel frattempo, la fata Farie lotta contro le interferenze ambientali che l’hanno bloccata. Le combatte e le allontana. Inizia quindi a brillare di una luce bianca, che aggredisce fisicamente e psichicamente quegli assassini delle tenebre. Krom estrae la sua spada nera, che desidera nutrirsi delle energie vitali dei soldati romani. Il gigante abbatte quindi la sua arma contro la selva di scudi, che non possono ostacolarla. La lama nera scivola lungo le superfici fino a raggiungere anche solo di striscio le gambe o le braccia dei romani. Basta questo per privarli di gran parte delle loro forze. In breve, tutti quelli che stanno lottando contro Krom traballano come fossero ubriachi. Kong coglie il momento giusto per sfondare fisicamente lo schieramento nemico, evitando attentamente di cadere anche lui vittima della spada del suo alleato. Farie e la Maga si prendono per mano, sommando le loro abilità. Il turbine che ne scaturisce scaglia lontano e stordisce tutti i ninja neri.

giovedì 21 novembre 2013

I FIGLI DEL MANGIAROCCIA_292° episodio

Il verme mangiaroccia, proveniente dal mondo della miniera, arriva sulla Terra. Ad essere precisi, si manifesta in profondità, in una delle tantissime caverne esistenti sotto la superficie planetaria. Una vastità pressoché disabitata, prima che arrivasse il verme. Al centro dell'enorme cavità, si trova un placido laghetto, creato dall'acqua proveniente da innumerevoli infiltrazioni. Nel laghetto vivono alcune creature mai viste dall'uomo. Pesci primordiali, nati e cresciuti in un'oscurità totale. Anche il verme agisce da sempre senza bisogno di vedere; per cui quella caverna potrebbe fare al caso suo, come base di partenza per le scorribande che contraddistinguono il suo modus operandi. Se il verme mangiaroccia si accorge della presenza dei pesci ciechi, li ignora, giacché il suo metabolismo richiede l'assunzione di determinati metalli. Questa forma di vita è molto antica, e non ha mai smesso di crescere. Nel suo DNA non è presente alcuna programmazione di spegnimento: è un essere il cui scopo è di scavare e mangiare. Tutti gli altri animali di questo e di altri mondi dedicano parte del loro tempo alla riproduzione; il verme no. Non litiga con altri vermi maschi per conquistare una femmina, dato che non è un maschio ed è molto difficile che incontri un suo simile. I vermi mangiaroccia in circolazione sono rari, e se si incontrano non si accoppiano, ma neppure si scontrano. Scavano e mangiano. Alla riproduzione pensa un dispositivo interno, che una volta ogni tre o quattro secoli terrestri espelle uno o due uova. Il verme non è neppure una femmina, per cui non si cura delle uova, che assomigliano a rocce sferiche. La riproduzione sessuata ha lo scopo di combinare i caratteri di individui diversi, per sperimentare qualcosa di inedito. Ciò accade in teoria; in pratica, nelle popolazioni umane, molte combinazioni sessuate avvengono tra conterranei che sono quasi consanguinei. In tal modo, invece di migliorare la specie, si rischia di fare emergere i caratteri recessivi patologici. Il mangiaroccia espelle tre delle sue uova, direttamente nel laghetto che si trova nella caverna sotterranea. Quelle uova potrebbero essere assimilate alle spore, dato che hanno i caratteri generici di un solo genitore. Il verme però non ha alcun bisogno di evolversi ulteriormente; non gli serve neppure un cervello, come se avesse capito che, anche tra le specie che si considerano evolute, è sovente un optional. L'enorme ed antica creatura annusa l'aria attorno a sé. Annusa, ma non respira in senso stretto, altrimenti non potrebbe scavare nella roccia tunnel che al suo passaggio si riempiono di gas ritenuti velenosi per quasi tutte le forme di vita. Il verme genitore, senza un solo pensiero che gli turbi l'esistenza, procede come sempre, scavando a mangiando. I tre figli del vermone sono praticamente già formati all'interno delle uova/spore. Anche loro cercano qualcosa da mangiare, iniziando dal guscio che li racchiude. Adesso i vermi mangiarocce di origine extraterrestre sono quattro, ma si trovano nelle viscere del pianeta, non sulla superficie. Potrebbero girare indisturbati per millenni, senza che la loro strada intersechi quella di Evolution. Così accadrebbe se l’incappucciato del mondo della biblioteca non ci mettesse lo zampino. Non è solo un bibliotecario parecchio originale; è più che altro uno studioso di antichi tomi, ed il suo scopo è di padroneggiare la magia. Kong gli ha portato via un libro contenente incantesimi importanti; l’incappucciato lo vuole recuperare. Essendo consapevole di non poter sfidare Evolution, l’incappucciato crea un diversivo, o meglio: tre. Sono appena nati, ma i vermi mangiarocce sono già in grado di suscitare il panico tra la popolazione di qualsiasi città. Ora però si trovano molto lontano da obiettivi sensibili. L’intervento del malvagio bibliotecario genera il caos che gli serve, per poter agire. Così come ha seguito la Vae Victis, nel suo viaggio da Plutone alla Terra, l’incappucciato teletrasporta magicamente i figli del verme in tre grandi città umane, con immediato disappunto della popolazione. Di solito non si tiene conto dello stato d’animo dei mostri, come se a loro andasse tutto bene, anche quando, come nel caso specifico, vengono strappati da un ambiente ideale per finire in mezzo all’inquinamento ed il traffico. Il primo dei vermi mangiarocce compare in una città dove le automobili sono incolonnate e quasi non si muovono, a causa di uno sciopero dei mezzi pubblici. I bambini appena nati emergono in un mondo di luce e rumori. Analogamente, questa creatura appena uscita dall'uovo viene investita da input che non è preparata ad affrontare. Il secondo verme ha la fortuna di venire dislocato alla periferia di una città, a notte inoltrata. Nessuno lo vede, e lui si rifugia in un campo di mais; sebbene sia strutturato per digerire i sassi, il secondo verme trova di suo gradimento quella coltura. La comparsa del terzo verme provoca grandi folate di vento, mentre lo spazio si squarcia, depositandolo in un mercato rionale. Gli umani reagiscono scappando, senza chiedersi da quale fogna sia uscito quel coso; fuggono tutti, anche i gestori delle bancarelle. Così anche il terzo verme trova da mangiare in abbondanza. Intanto, il suo sfortunato fratello, che si trova in mezzo ad un traffico super-congestionato, impazzisce. Sebbene i mangiarocce non siano dei velocisti, questo si tuffa in un’apertura che gli ricorda vagamente una caverna. Si tratta di un albergo tra i più prestigiosi in città; meta di persone con discrete risorse economiche. Quando il primo verme distrugge una porta girevole per entrare nell’hotel, il personale non pensa neppure per un attimo che intenda pagare il suo soggiorno. Qui l’ambientazione è abbastanza di gradimento del mangiarocce, ma preferisce scendere ai piani inferiori. Irrompe quindi, come una valanga di carne coriacea, in una sala dove è in corso un convegno. I presenti stanno mangiando tramezzini e pizzette, ed il vermone si sente invitato. Il secondo verme sta divorando tutto il mais del campo nel quale si trova. Sembra una mietitrebbiatrice, solo che non espelle alcunché. Divora ed utilizza ciò che ingerisce per crescere a vista d’occhio. Anche i suoi fratelli si stanno riempiendo gli stomaci di tutto ciò che capita loro a tiro. Un cagnolino, di quelli più stupidi, abbaia al verme del mercato rionale. Il mangiarocce non ha occhi e neppure orecchie, ma i suoi sensori lo avvisano della presenza di una piccola quantità di proteine. Il cagnolino non è altro che questo per l’extraterrestre vermiforme. La giovane proprietaria dello sciocco cagnetto riesce, per fortuna del quadrupede, ad allontanarlo velocemente da quella bocca irta di denti capaci di distruggere la roccia. Essendo il cagnetto uscito dal suo campo di percezione, il verme numero tre lo dimentica immediatamente. Esalazioni che gli ricordano il suo amato sottosuolo gli pervengono da una buca scavata per i lavori stradali. Il mangiaroccia si tuffa ed inizia a scavare, come tutti i vermi che si rispettino. Lui, i suoi fratelli ed il loro genitore però rientrano in un’altra categoria, se non altro per le loro dimensioni. Il primo incontro tra Evolution ed uno dei mangiaroccia avviene nelle viscere dell’hotel. Gli umani presenti sono scappati all’esterno, e la polizia si prepara a fare irruzione. L’apertura di un portale di teletrasporto annuncia però l’arrivo di Fulminatore e di Kong, che anticipano le forze dell’ordine. Le disposizioni trasmesse via radio ai poliziotti ribadiscono che Evolution ha la precedenza quando si tratta di affrontare i mostri. Le strumentazioni che l’uomo-bestia di Evolution porta con sé servono ad individuare e catalogare il mostro in questione. Il verme mangiarocce è comprensibilmente frastornato dal trovarsi in un hotel; sarebbe più di suo gradimento una grotta profonda. Esiste altresì il rischio che il grosso animale, non trovando un accesso al sottosuolo, torni al piano di sopra ed in strada. Kong usa i suoi aggeggi rilevatori, per scoprire la più vicina cavità utile, ed indica a Fulminatore dove scatenare la sua forza esplosiva. Il mutante elettrico è più forte all’aperto, dove gli è più facile ricaricarsi. Adesso, in un piano sotto il livello stradale, ha energia per un solo tentativo. Tuttavia, Fulminatore è un esperto in demolizioni, e concentra le sue scariche elettriche sul punto indicatogli dal collega. L’aria nel locale adesso odora di ozono, ma il pavimento è collassato, rivelando la voragine che i due mutanti stavano cercando. Così il mangiarocce dell’hotel può tornare all’habitat che gli è più congeniale. Rimane in circolazione solo il mangiarocce del campo di mais che ha attirato l’attenzione dei J-Six. John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude provengono da un altro piano dell’esistenza. Sono dei mutaforma che hanno deciso di interpretare la parte di sei attori, protagonisti di un film nel quale sbaragliano una moltitudine di nemici, riportando forse qualche graffio. Da quando sono sulla Terra si sentono degli sceriffi o meglio: degli ammazzamostri. Il vermone nel campo di mais è diventato ancora più grosso, a causa della fermentazione dei cereali ingeriti. La creatura non sta benissimo, giacché il suo stomaco ed il suo intestino sono fatti per digerire la pietra, ed estrarre da essa i metalli. Un essere che assimila pietra e metalli può, a quanto pare, risentire degli effetti negativi dovuti all’ingestione di vegetali terrestri. I suoi due fratellini, giacché stiamo parlando di vermi neonati, si sono analogamente nutriti di stuzzichini in un hotel, e degli ortaggi delle bancarelle di un mercato rionale. Ora però stanno scavando e mangiando roccia; questo evita loro disturbi gastro-intestinali (ammesso che abbiano uno stomaco ed un intestino). John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude non vanno troppo per il sottile. Vedono un vermone, che quasi tutti classificherebbero come un mostro; loro cacciano i mostri, e tanto basta ad indurli ad aprire il fuoco. Non hanno considerato che un animale in grado di scavare la roccia deve per forza avere la pelle molto dura. Le pallottole gli producono scalfitture, ma nulla di più. Poi il vermone parte alla carica, contro i J-Six. Loro si preparano a vendere cara la pelle, ma l’arrivo di Dragonfire cambia i termini della contesa. Avvisato da Fulminatore e Kong della presenza sulla Terra di vermi simili a quello del mondo della miniera, il drago di Evolution indaga. Il mangiaroccia, che dispone di un senso radar, individua il nuovo arrivato, ma non lo considera un ostacolo alla sua carica. Dragonfire gli dimostra che sbaglia, colpendolo sul muso con la sua coda possente; il verme rimane stordito e sbanda. I J-Six interrompono la loro sparatoria, per evitare di suscitare la reazione di Dragonfire. Il dottor Occulto comunica via radio con il drago, e lui gli riferisce che il verme non mostra atteggiamenti aggressivi. Visti i precedenti, sarebbe addirittura il caso di agevolarlo nel suo intento di infilarsi nel terreno, e sparire scavando. Kong invece chiede a Dragonfire di portare il grosso animale sulla Vae Victis, per studiarlo. Regolato il dispositivo di teletrasporto, il drago di Evolution ed uno dei figli del mangiaroccia originale vengono teletrasportati sul cacciatorpediniere, base operativa di Evolution. I J-Six, leggermente delusi, risalgono sulla loro grossa auto, e ripartono alla ricerca di altri mostri da sopprimere. In una delle stive della nave da guerra, si materializzano Dragonfire ed il verme mangiaroccia. L’uomo-bestia di Evolution utilizza le sue strumentazioni per raccogliere informazioni scientifiche su quella forma di vita extraterrestre. Le sue analisi non danneggiano in alcun modo il verme, che però avvertendo un senso di costrizione si ritira su se stesso, acciambellandosi. Kong intende concludere velocemente ciò che sta facendo, non conoscendo le necessità alimentari dell’alieno. Le strumentazioni di bordo non registrano tuttavia il richiamo di aiuto che il piccolo verme sta indirizzando al suo genitore. I suoi due fratelli intanto proseguono la loro esplorazione di questo nuovo mondo. Nascosto nell’ombra, il bibliotecario incappucciato si prepara ad attaccare, ma prima deve favorire il diversivo. Ancora una volta, manifesta le sue doti di tele-dislocazione, assecondando il desiderio del mangiaroccia adulto di soccorrere uno dei suoi figli. La sabbia, nei pressi del lago della nave, si apre per segnalare l’arrivo del colossale genitore. Evolution reagisce immediatamente, preparandosi a combattere per salvaguardare il lago e la sua fauna. Dragonfire, Fulminatore e Ferox fronteggiano l’enorme mangiaroccia. Intanto, sulla nave da guerra, Kong assistito dalla Maga si prepara a liberare il verme più piccolo. Nonostante non combatta sul suo terreno, l’avversario di Evolution sembra ancora più grande, rispetto a quando si scontrò con Dragonfire nel mondo della miniera. Ferox allontana dalla zona gli animali più lenti, per evitare che rimangano vittime della furia del verme, qualora dovesse scatenarsi. Sulla Vae Victis, tutto è pronto per riconsegnare il figlio al padre (o forse è una madre). Il dispositivo di teletrasporto di bordo può anche funzionare a breve distanza, ed in una frazione di secondo il piccolo ed il grande mangiarocce sono riuniti. Fulminatore e Dragonfire sono pronti allo scontro, ma preferirebbero evitare di ferire due creature che, per quanto enormi, cercano solo la pace. Nel frattempo però, contando sulla diversione, il bibliotecario incappucciato ha rimesso le mani sul suo antico tomo, ed è scomparso. Il dottor Occulto ha visto tutto, ed avrebbe potuto presumibilmente bloccarlo con i suoi poteri magici e psionici, ma ha preferito non iniziare una nuova ed inutile faida.

domenica 17 novembre 2013

NICHOLAS ED IL DRUIDO_291° episodio

Nicholas ha sentito parlare molto delle legioni romane, e delle battaglie contro quelli che chiamavano "i barbari". Nicholas è un bambino di cinque anni, e può credere che nelle guerre ci siano i buoni ed i cattivi. Difficilmente a scuola gli insegneranno che i romani avevano la brutta abitudine di invadere le terre altrui. Non lo facevano mai in maniera pacifica, commerciale e culturale. I barbari avrebbero commerciato volentieri con i romani, per avere in cambio le tecnologie per costruire edifici, stadi, acquedotti e prima ancora strade molto belle e rettilinee. I romani però preferivano attaccare briga, per esportare il loro modo di essere. Da allora poco o nulla è cambiato: le potenze dominanti invadono i territori altrui, per esportare addirittura la democrazia. Tra qualche anno forse Nicholas svilupperà da solo questi ed altri ragionamenti. Suo padre legge romanzi storici, ma lui stesso, nonostante l'età, è convinto che i romani fossero bravi ed i britanni cattivi. Prima dei britanni, toccò ai galli ed ai germani fare la parte dei cattivi; poi, una volta assoggettati militarmente, divennero buoni. Questa notte Nicholas è un soldato di una delle legioni romane in Britannia. La sua centuria marcia verso la battaglia; i nemici sono dei mezzi selvaggi, con spade lunghe ed elmi cornuti, che corrono sparpagliati e disordinati verso gli scudi delle ordinatissime legioni romane. L'imperatore ha mandato in Britannia solo quattro legioni, essendo sicuro che la superiore strategia possa battere eserciti nemici molto più numerosi. Nicholas non si trova nella prima fila, quando avviene lo scontro con i barbari urlanti. I suoi compagni, con i loro grandi scudi, sopportano molto bene l'urto dei corpi e delle spade. Lui, che si trova nella seconda fila, adopera il gladio per ferire ed uccidere, infilandolo negli spazi lasciati liberi da chi lo precede. Poi però i selvaggi frenano l'attacco scomposto, ed arretrano per non farsi colpire dalle pietre che i loro compagni frombolieri stanno scagliando contro i romani. Tutti i legionari alzano gli scudi, che rimbombano e respingono i proiettili mortali. Sfortunatamente accade che una pietra colpisca di rimbalzo Nicholas, stordendolo. La battaglia prosegue tra avanzate di una e dell'altra parte, che non hanno tempo da dedicare ai loro feriti. Il bambino, che sogna di essere un soldato romano, non riesce ad alzarsi, ma si protegge con il grande scudo. Poi riceve un secondo colpo, ancora una volta sul cranio protetto dall'elmo. Il metallo regge, ma il cuoio capelluto di Nicholas inizia a sanguinare, e lui sviene. La fortuna è dalla sua parte, giacché i britanni, vedendogli il volto impiastricciato di sangue, lo credono morto. Poi la battaglia termina, o si trasferisce altrove. Quando Nicholas si risveglia, con un enorme mal di testa, è già notte. Il campo di battaglia è cosparso di morti e di armi spezzate. Il bambino che sta sognando di essere un guerriero pensa che la guerra non sia una bella cosa. Si vede che suo padre gli ha letto in maniera appassionata il romanzo, nel quale l’eroe romano per una volta non vince. Sono le avversità che forgiano il carattere, ma Nicholas ha solo cinque anni, e non ci sono orde di barbari con gli elmi cornuti a minacciare di invadere la sua stanza. Si sveglierebbe, se il sogno lo lasciasse andare. Non ha ancora imparato che il modo più sicuro per sganciarsi da un sogno che sembra un incubo è di svelarne la menzogna. Nicholas cammina nella notte, aiutandosi con un giavellotto che ha raccolto. Quando finalmente spunta l’alba, scorge in lontananza un cagnolino che gli corre incontro. Non lo conosce, ma gli fa piacere di avere compagnia. Il cagnolino gli fa le feste, e gli racconta di chiamarsi Cyberdog. Strano nome per un cane, ed ancora più strano che parli. Un adulto coglierebbe questo indizio come spunto per svegliarsi. Un bambino invece non si formalizza, ma questo lo avvolge sempre più nella trama del sogno. Cyberdog è lì vigila sull’incolumità di Nicholas. Anche questa notte gli Esploratori dei Sogni sono al lavoro. Considerando che la notte scivola sulla superficie del pianeta, inseguita dal giorno, ad una velocità superiore a quella del suono, agli Esploratori dei Sogni il lavoro non manca mai. All’improvviso la situazione si complica coll’arrivo di una banda di predoni, che circonda Nicholas. Lui adesso si vede come un bambino poco più grande di quello che è. Non è di sicuro in grado di resistere contro quegli omaccioni brutali ed armati fino ai denti. Nonostante ciò, impugna la corta spada, perché un legionario romano non deve mai abbandonarsi alla disperazione. Nicholas non piange, perché nel sogno non è più un cocco di mamma, ed il sogno sta prendendo il sopravvento sulla realtà. Gli uomini brutali lo catturano, costringendolo a seguirli a piedi. Quando Nicholas si guarda attorno, cercando Cyberdog, non lo vede più. Gli dispiace che se ne sia andato, ma pensa che almeno quel simpatico cagnolino avrà salva la vita. In realtà, sebbene sia strano parlare di realtà all’interno di un sogno, Cyberdog si è solo reso invisibile. Nel nostro stato dell’esistenza il cagnolino cibernetico ha diversi poteri, ma non quello di rendersi invisibile. Da quando fa parte degli Esploratori dei Sogni ha tuttavia affinato altre abilità. I fuori legge conducono Nicholas ad un campo nascosto nel bosco. Un grosso fuoco viene mantenuto acceso, per scaldarsi e per cuocere la carne di qualche sfortunato animale, torturato ed ucciso. Quegli uomini, sporchi e trasandati, sono proprio squallidi, se Nicholas li confronta con il proprio padre e con i suoi insegnati. All’improvviso, gli occhi lo avvisano di essere prossimi alle lacrime: una cosa non adeguata ad un legionario, ma ad un bambino di cinque anni può capitare. I barbari lo maltrattano, costringendolo a stare seduto con le mani legate. Gli ridono sguaiatamente in faccia, finché un ululato squarcia la fredda notte. Negli occhi di quei selvaggi, Nicholas scorge tutto il timore superstizioso nei confronti del predatore dei boschi per definizione. Il capo dei briganti ordina a due della banda di muoversi verso la fonte dell’ululato. Loro non vorrebbero, ma il capo è quasi più grosso di tutti e due messi assieme. Li prende a schiaffi, e loro di malavoglia obbediscono ai suoi ordini, impugnando le lance e tenendo le torce nell’altra mano. Brontolando spariscono dalla vista di Nicholas e degli altri banditi, che si sono già scordati della bestia, sicuramente enorme, che ha ululato in quel modo agghiacciante. Visto che si parla di lui, il Lupo Nero si manifesta nel sogno di Nicholas. Cyberdog lo incontra nel bosco più fitto, salutandolo come un amico ed un compagno di viaggio. I due parlano in una lingua fatta di versi canini e lupeschi, ma si comprendono bene. Poi il Lupo Nero sogghigna, con una quantità impressionante di zanne. I due briganti si sono inoltrati nel bosco per cercarlo, e lui li ha trovati. Le loro urla giungono fino al campo, dove i briganti impugnano le armi disponibili, non osando tuttavia allontanarsi dal fuoco. Poi i due banditi smettono di strillare di colpo; dopo alcuni secondi, il Lupo Nero ulula alla Luna, ringraziandola nella sua lingua di avergli fornito un delizioso pasto notturno. La notte trascorre relativamente tranquilla, nel senso che il Lupo Nero rimane fuori vista, e Cyberdog gironzola in mezzo ai banditi, invisibile. Trascorrere la notte in un bosco, esposti al clima nordico, non rappresenta il massimo della comodità, neppure in sogno. Analogamente, il risveglio di Nicholas è sufficientemente traumatico. I britanni lo costringono ad uscire da sotto le coperte che lo riparavano appena dal freddo pungente e dall’umidità assassina. Nicholas non comprende ancora per quale motivo lo tengano prigioniero, ma tra un po’ lo scoprirà. Camminando a marcie forzate, in mezzo a formazioni rocciose, paludi e sterpaglie, finalmente il gruppo arriva a destinazione. In cima ad una collina, si erge il rudere di un antico castello. L’impressione è che una battaglia particolarmente cruenta abbia preteso un contributo di distruzione non solo dagli esseri umani, ma anche dalle loro ardite costruzioni. All’interno di quello che fu un castello, su un trono anch’esso in rovina, siede un druido. Nicholas ricorda ciò che il padre gli ha raccontato di quei sacerdoti temuti ed odiati dal loro stesso popolo. Il bambino in questa fase del sogno è talmente preso dai suoi sviluppi tortuosi che ormai non pensa più a svegliarsi. La realtà come la conosciamo sulla Terra gli sembra un sogno, mentre il sogno è quanto mai solido e credibile. Neppure i briganti sanno per quale motivo il druido abbia ordinato loro di catturare proprio Nicholas. Il druido non ha alcuna voglia, né interesse a divulgare a quei selvaggi di avere individuato nel bambino terrestre una scintilla di grande potere. Quel che il perfido stregone vuole da Nicholas è strappargli quella fiammella, anche a costo di estinguere la vita di un innocente. Anzi: sarebbe un sacrificio bene accolto dalle divinità malvagie che serve. L’imprevisto entra in gioco concretizzandosi e personificandosi in un drappello di soldati romani, che hanno seguito accanitamente le tracce di uno di loro, perché la legione non abbandona i suoi legionari. Quasi mai e sicuramente non questa volta. Uomini armati di corte spade e scudi irrompono nel rudere che fu un castello. Ingaggiano un combattimento selvaggio con i britanni. La tecnica combattiva, gli scudi, i gladi e le armature contro l’impeto selvaggio, le spade lunghe e pesanti, gli elmi cornuti e le cotte di maglia. In breve, il sogno di Nicholas diventa una rissa mirabolante, che si protrae per delle ore, giacché nessuno riesce a mettere a segno un solo corpo mortale. Ciò dimostra che il bambino ha ripreso almeno parzialmente il controllo sul suo stesso sogno. Anche Nicholas si trova libero ed armato; quindi inizia a combattere, spada contro spada, contro il perfido e sogghignante druido. Il malvagio non si limita a saper maneggiare bene la spada, giacché con i suoi poteri magici chiama in suo aiuto un branco di orridi mutaforma. I legionari adesso si trovano tra due fuochi: i barbari britanni ed i mostri sbavanti, che esibiscono preoccupanti zanne. Cyberdog e Lupo Nero però non sono lì da soli. I quattro Giovani Licantropi compaiono all’improvviso, ingaggiando una lotta all’ultimo morso contro i mutaforma. Sonia, Rebecca, David e Pedro non lottano come dei bruti, ma dimostrano una conoscenza non trascurabile per alcune tecniche delle arti marziali. Per completare il team degli Esploratori dei Sogni mancano solo Clara e Braxcat. Lei sfoggia un’armatura di metallo vivente, fornito dal suo simbionte, il Tecnoragno. Braxcat, il gattino demoniaco, schizza velocissimo, mentre graffia e morde i mutaforma molto più grandi di lui. Braxcat possiede anche la capacità di espellere fiamme dalle piccole fauci: un fuoco sufficientemente caldo da incendiare la pelliccia a più di uno di quei mostriciattoli. Clara sembra un’elfa, con in pugno una sottile spada, che a volte si comporta come un serpente di metallo. Affronta un grosso britanno, armato con un’ascia bipenne, che ha una massa che è tre volte quella di Clara, ma non è altrettanto veloce. In più, sta lottando altresì contro l’extraterrestre Tecnoragno, che fornisce supporti di diverso tipo a Clara. In analogia, il simbionte di Cyberdog, conosciuto come il Transformatron, lancia scariche elettriche contro due selvaggi, costringendoli alla fuga. Nicholas, adesso che gli Esploratori dei Sogni lottano al suo fianco, si dedica pienamente al druido. Nicholas rimane tuttavia un bimbo, privo delle strategie necessarie a stendere un avversario esperto come quello che ha di fronte. Il druido approfitta infatti di un attimo di distrazione del giovane legionario, che è l’avatar di Nicholas in questo suo sogno, per avvinghiarlo in una stretta micidiale. Fisicamente il druido sembra esile, ma ora sta stritolando Nicholas quasi come un pitone. Ciò che intende fare è rubargli l’energia che il bambino non ricorda di avere. In un precedente sogno, in presenza degli Esploratori dei Sogni, Nicholas ottenne un imprinting da Dragonfire. In quell’occasione, il possente drago di Evolution garantì a tutti i bambini presenti, impegnati a sognare collettivamente, che sarebbe intervenuto quando avessero avuto bisogno di lui. L’energia che il druido voleva per sé si sta quindi rivelando troppo indigesta. Molla la presa su Nicholas ed arretra. Se fosse abbastanza intelligente da capire come stanno veramente le cose, interromperebbe adesso il suo assalto. Decide viceversa di chiamare a raccolta tutti i suoi poteri, per aggregare i mutaforma in un unico mostro pressoché invincibile. Nel mondo dei sogni questi incantesimi si concretizzano facilmente. Il nuovo arrivato è alto oltre tre metri, ed è dotato di quattro braccia. Sia gli Esploratori dei Sogni, sia i legionari si fanno indietro, per adattare la loro strategia. I britanni invece colgono al volo la situazione, e si defilano velocemente. Il gongolare del druido dura però pochi minuti, dato che l’imprinting con Dragonfire autorizza il possente drago ad inviare il suo corpo astrale in soccorso dei suoi piccoli amici. Il grosso mutaforma ha un pessimo carattere, ma l’alieno verde lo stende con due soli pugni micidiali: uno al corpo e l’altro sul grosso testone cornuto. Il rumore del mostro che crolla al suolo rimbomba come un’eco in una caverna, ed è il segnale del risveglio sulla Terra del giovane ex-legionario Nicholas.

mercoledì 13 novembre 2013

TERRICOLI MALVAGI_290° episodio

Nella biblioteca, Kong e Jeed hanno trovato un portale per andarsene da quel mondo, oppure il portale ha trovato loro. In una frazione di secondo però Kong decide di resistere a quel turbine, e di fermarsi a riflettere. Non è infatti certo che, varcando quella soglia, tornino al punto di partenza, cioè nel castello del labirinto. Kong trattiene il nano accoltellatore, che, avendo imparato a fidarsi di lui, non oppone resistenza. In effetti, se i due si fossero fatti guidare dall'improvvisazione, sarebbero piombati in un inferno dal quale avrebbero avuto enormi difficoltà ad uscire. Intanto, su un altro mondo, in una caverna dove i nani realizzano grandi scavi, Dragonfire ed il troll Zadox si muovono alla ricerca del loro portale di rientro. Il grande verme è stato sconfitto dai pugni del drago di Evolution, aiutato dalle asce del suo compagno di viaggio troll. Il varco dimensionale mostra scenari in continuo mutamento. Difficile capire come poter controllare la dislocazione. Dragonfire ipotizza che sia possibile impostare questo dato, pensando intensamente ad un luogo verso il quale teletrasportarsi. In effetti, tra gli scenari proposti dal portale compare anche un castello oscuro, ma potrebbe trattarsi di una costruzione simile collocata su chissà quale mondo sperduto. Il faro incantato del dottor Occulto giunge finalmente in soccorso del drago e del troll, costringendo il capriccioso portale a rendersi utile. Così anche loro vengono trasportati a bordo della Vae Victis. L'unica coppia ancora in viaggio è a questo punto quella composta da Kong e da Jeed. L'uomo-bestia è certo che, tra quella quantità incalcolabile di libri, ce ne sia almeno uno in grado di spiegare come gestire lo specchio ed il conseguente teletrasporto. Jeed si mostra ancora una volta collaborativo, non intendendo provare ad esplorare da solo quel mondo che sembra tratto da un film post-catastrofe planetaria. Sul cacciatorpediniere, base operativa di Evolution, il dottor Occulto è costretto a prendere una decisione che avrebbe evitato volentieri. Deve riformulare entro pochi minuti l'incantesimo che teletrasportò lui ed Evolution su Plutone, altrimenti corre il rischio che l'allineamento con la Terra si perda. Significherebbe attendere per un tempo lunghissimo, e solo essendo certi di avere fatto bene i calcoli. A vantaggio di Kong gioca il fatto che il tempo sul mondo della biblioteca scorra in maniera differente. Lui ed il nano consultano numerosissimi tomi per un tempo relativo di alcuni giorni, che sulla Vae Victis corrispondono a pochi minuti. Anche così rischiano però di perdere la coincidenza con il viaggio di ritorno sulla Terra. Pochi istanti prima che la nave da guerra torni a navigare nel suo lago artificiale, Kong e Jeed si tuffano nello specchio-portale, e si materializzano sul ponte del vascello. Kong si è portato dietro il prezioso tomo, dal quale ha tratto le informazioni necessarie a direzionare il viaggio, suo e del nano accoltellatore. Il più potente telepate della Terra, conosciuto come dottor Occulto, evoca l'incantesimo di dislocazione spazio-temporale, che consente alla Vae Victis di lasciare l'oceano sub-plutoniano. Luci di ogni colore illuminano l'immensa caverna; suoni di una composizione mai sentita da orecchio umano accompagnano la smaterializzazione dell'acciaio della nave, e delle forme di vita che la abitano. La luce impiega circa cinque ore, viaggiando dalla Terra a Plutone. La Vae Victis entra in un worm hole, che comprime quella distanza, o semplicemente rende possibile ridicolizzare la teoria della relatività. Magia e scienza concretizzano cose mirabolanti, perché forse alla fine dei conti scienza e magia sono la stessa cosa, osservata da due punti di vista apparentemente inconciliabili. Sulla Terra, gli animali che hanno colonizzato il lago della nave si accorgono dell'apertura della distorsione una frazione di secondo prima che sia visibile ad occhio umano. Ippopotami, coccodrilli, felini di vario genere, jene, sciacalli, rettili, volatili, anfibi e pesci, si allontanano dal centro del lago, ma anche dalle sue sponde. L'acqua ribolle e si sposta per permettere la materializzazione del cacciatorpediniere. Zara la fustigatrice, il nano accoltellatore, il troll alto tre metri ed i due lupi bionici respirano per la prima volta l'aria della Terra. Sul mondo della biblioteca, l'incappucciato preposto alla sorveglianza della moltitudine dei tomi scopre che Kong ha trafugato un preziosissimo manoscritto, contenente incantesimi e molto altro. L'incappucciato urla con una voce che ricorda quella dei dannati infernali; i teppisti che si assiepano per le strade all'esterno della biblioteca scappano spaventati. Sul mondo della miniera, il verme mangiaroccia scava a profondità sempre maggiori. In realtà non si ciba delle pietre, bensì dei metalli in esse contenuti. L'elemento che sta cercando gli sfugge da secoli, ma il verme mangiaroccia non desiste. Proseguendo nel suo impegno scavatorio, interseca una linea di forza che potremmo definire quantica. Si tratta di energie antiche come il tempo o quasi, ed a loro modo senzienti. La linea di forza riesce finanche a leggere la mente di un colosso apparentemente decerebrato quale è il verme mangiaroccia. La forza quantica vede l'immagine ricordo del drago di Evolution, e ragionando secondo schemi di pensiero incomprensibili alla maggior parte delle forme di vita, disloca sulla Terra, dove adesso si trova Dragonfire, il colosso delle profondità del mondo della miniera. Il libro che Kong ha utilizzato per tornare sulla Vae Victis viene preso in consegna dal dottor Occulto, che lo mette nella stessa stanza dove si trova il manoscritto che ha consentito la dislocazione della nave da guerra, dalla Terra a Plutone. Adesso i libri che meritano tutta l’attenzione del capo di Evolution sono due. Nella sua mente comincia a fiorire il sospetto che la loro provenienza sia comune, come assimilabili sono i loro poteri. Chi si prepara ad attaccare Evolution, per ottenere la restituzione dei due tomi è il bibliotecario incappucciato. Che sia un umanoide o un demone, di certo possiede la capacità di viaggiare attraverso lo spazio ed il tempo, anche senza consultare gli incantesimi racchiusi nei libri che Occulto sta studiando attentamente. Nel frattempo, Ferox, Kong, Fulminatore e la Maga hanno accompagnato i loro nuovi amici a fare un giro turistico in varie località della Terra. La donna leopardo di Evolution si è incontrata con la sua simbionte Lucrezia. La fustigatrice Zara viene bene accolta dalla detective, che le propone di partecipare ad un’indagine su una banda di criminali seriali. In particolare, la polizia sta cercando di impedire che un gruppo di fuori di testa ammazzi tutte le donne che si chiamano come l’ex moglie del loro capo. Costui rappresenta il consueto caso di un pericoloso delinquente, liberato da magistrati particolarmente sciocchi. Non esiste un criminale tipo: ci sono quelli intelligenti e quelli stupidi, quelli esagitati e quelli riflessivi. Andrea Gress è un criminale riflessivo ed intelligente. Queste due caratteristiche non gli impediscono però di somministrare violenza e morte con grande efficienza. Gress non è solo un pensatore di delitti altrui: lui non ha problemi a sporcarsi le mani, anzi gli piace. Nel corso degli anni, il suo modus operandi è però cambiato perché decine di assassini di categoria inferiore lo hanno individuato come ispiratore. Lui non ha cercato loro, ma loro lo hanno implorato per servirlo. Che poteva rispondere Andrea Gress? Da solo avrebbe avuto dei problemi a rintracciare ed ammazzare tutte le donne che si chiamano come la donna che più odiava al mondo. Sarebbe più giusto dire che la odia ancora, nonostante l’abbia uccisa molto tempo fa. Così uomini e donne, affetti da vari tipi di pazzia, tutti asociali garantiti, iniziano la loro campagna per lo sterminio delle Laura Storm. Un tempo, per effettuare una simile ricerca sarebbero partiti dalle guide del telefono. Oggi si affidano ai motori di ricerca ed ai social network. Non ci rendiamo conto di quante informazioni riservate seminiamo in giro. Contribuiamo a creare banche dati, alle quali attingono venditori di aggeggi elettronici e di tantissime altre cose. I sociopatici, che odiano i rapporti interpersonali, amano invece l’intermediazione di Internet. Forse perché in tal modo possono sembrare normali se non addirittura speciali. Lucrezia rivela a Ferox ed a Zara la fustigatrice il nome delle donne a rischio di lasciarci le penne, a causa di un’assonanza. Come già in altre occasioni, il super-computer Galadriel aiuta la polizia nelle sue indagini. Galadriel evidenzia come i profiler amino smodatamente parlarsi addosso, e questo non è un bene. Lo scopo della loro militanza nella polizia locale o in quella federale non è catturare i delinquenti, ma parlarne a lungo, come se detta feccia meritasse più considerazione delle vittime che dissemina per le strade. I poliziotti sono inoltre frenati da dirigenti e funzionari che, per manifestare la loro esistenza, interferiscono con le azioni lineari. Accade sovente che un’irruzione sia ritardata da un mezzo capo incapace, consentendo ai delinquenti di prendere il largo. Zara, che fisicamente è molto simile agli umani terrestri, pattuglia un quartiere nel quale risiede una delle Laura Storm. Anche lei, come si vede nei telefilm, abita al piano terra. Possibile che ci siano tante case a uno o massimo due piani? Sono l’ideale per i delinquenti seriali, che spiano senza fatica dalla finestra, per poi sfondare l’esile porta esterna. Zara è in contatto via radio con Ferox e con Lucrezia, che sorvegliano altre due Laura Storm, non troppo distanti da lì. I pazzi sanno essere tremendamente disinvolti e disinibiti. Sapendo di essere considerati dei fuori di testa, approfittano dei cuoricini e delle deboli testoline altrui, per ottenere vantaggi. La tizia incaricata di uccidere questa Laura Storm non si pone alcun problema a suonare il campanello, sostenendo al citofono di essere una poliziotta. La Storm di turno le apre la porta, senza controllare il distintivo della sedicente sbirra attraverso lo spioncino. Se le loro vittime fossero meno fiduciose, i serial killer incontrerebbero maggiori difficoltà. La psicopatica estrae un coltello, con il quale ferisce Laura Storm con un primo fendente. La sua semplice strategia è quella di farla indietreggiare contro una parete, e poi di trafiggerla a colpo sicuro. La vittima grida, i vicini chiamano la polizia, ma la psicopatica non si scompone. Pensa che tra meno di un minuto si allontanerà camminando tranquillamente, anticipando le forse dell’ordine sul filo del rasoio; tutto ciò la eccita assai. Mentre si prepara ad infliggere la pugnalata finale alla sua vittima isterica ed ululante, la frusta di Zara scatta come un tentacolo micidiale, avvolgendosi attorno al collo della criminale. Una piccola torsione del polso e la carnefice diventa vittima; ruota su se stessa, per evitare che la frusta le spezzi il collo. Zara ritira la frusta, che agisce quasi come fosse viva. La psicopatica è a terra, ma potrebbe ancora tentare di scappare. Ecco perché la fustigatrice la colpisce con un calcio violentissimo in fronte, che la proietta indietro e poi contro il pavimento. I poliziotti la raccolgono in condizioni tali da non poter opporre resistenza all’arresto. Per salvaguardare l’incolumità della sua Laura Storm, Ferox si introduce in casa sua, dove si nasconde. Il gatto di Laura scopre quasi subito il nascondiglio, ma come tutti i gatti adora la donna leopardo, e presto avrà qualcosa di nuovo da narrare ai suoi simili residenti nel vicinato. Lo psicokiller di turno si spaccia per un addetto ai sondaggi; se non altro palesa una certa fantasia nell’esercizio della sua attività criminale. Laura Storm si mostra ben disposta nei confronti di un personaggio, che molti avrebbero considerato uno scocciatore, e trattato di conseguenza. Si tratta non di un sondaggista, bensì di uno strangolatore, che usa le corde del pianoforte. Difficile sopravvivere ad un simile attacco. La vittima subisce fin da subito lesioni molto gravi alla laringe, ma le vene e le arterie sono bersagli ancora più importanti e vulnerabili. Appena Laura si volta, il tizio scatta come un cobra, o almeno così crede. Non ci sono viceversa dubbi sulla velocità e sull’incisività dello scatto felino della donna leopardo di Evolution. I suoi artigli sguainati non lasciano alcuno scampo al criminale, che si rende conto di perdere copiosamente sangue solo quando si trova steso sul pavimento, senza comprendere come ci sia arrivato. Poi muore, accompagnato dalle urla di Laura Storm e dai miagolii di ringraziamento del micio di casa. La terza ed ultima Laura Storm di quel pomeriggio secondo le previsioni del super-computer Galadriel, spetta a Lucrezia la detective. Lei intercetta la sicaria mandata dal capo-setta Andrea Gress prima che entri in azione; la blocca sul marciapiede, chiedendole di identificarsi. Lucrezia spiana la pistola d’ordinanza, come dovrebbe fare ogni poliziotto assennato. Il colpo è in canna, ma la sua avversaria intende confermare di essere una fuori di testa, e la carica urlando. Così si becca un bel proiettile in fronte, e non peserà sul bilancio delle patrie galere.

sabato 9 novembre 2013

UN VERME COLOSSALE_289° episodio

Ferox e la Maga finalmente si ritrovano; Zara la fustigatrice chiede un passaggio sulla groppa della lupa bionica Tyop. Il quartetto non si trova sotto assedio, a differenza di Kong e Jeed, ed anche di Dragonfire e del suo alleato troll. Il mutante terrestre Fulminatore ed il lupo Qwert subiscono in quel momento il loro primo attacco. Granchi grossi come automobili schizzano fuori dall’acqua del mare, decisi a nutrirsi con le tenere carni dei bambini che giocano sulla spiaggia. La battaglia si accende subito con i colori delle saette di Fulminatore. I colossali granchi incassano parecchia elettricità, prima di capovolgersi con le zampe all’aria. Quelli centrati dal super-eroe di Evolution non sono morti, ma non controllano più i loro movimenti. Il lupo Qwert apparentemente non dispone di armi in grado di ferire i mostriciattoli corazzati; la sua forza naturale è però incrementata dai dispositivi bionici. Riesce pertanto a lesionare finanche quelle corazze molto spesse. I bambini dapprima si soffermano ad osservare la battaglia, poi corrono decisamente verso casa. A questo punto i granchi ancora in grado di muoversi tornano nel mare, scomparendo tra le onde. Sotto la superficie di Plutone, la Vae Victis continua a navigare sull’immenso oceano nascosto. I grossi animali che nuotano nell’oscurità più completa annusano la nave, e provano anche ad assaggiarla. Le lamiere d’acciaio della nave da guerra la rendono tuttavia inattaccabile anche a quei terribili denti acuminati, ed indubbiamente indigesta. Non avendo ricevuto messaggi dai suoi allievi, il dottor Occulto decide di cercarli nel castello che pare avere inghiottito il drago ed i mutanti. Quando il cacciatorpediniere si trova a breve distanza dall’obiettivo, il mago levita fino a raggiungere una delle pareti di quella muratura aliena. Il dottor Occulto non dispone della super-forza di Dragonfire, ma i suoi incantesimi intaccano la pietra, costringendola a formare un varco, dal quale lui accede ad un enorme salone. L’architettura interna non lo trae in inganno, dato che percepisce all’istante la migrazione continua delle pareti; come una fluttuazione di alghe, ma molto più impegnativa. Sono all’opera sicuramente grandi forze. Occulto però non si trova lì per fare una visita di cortesia a chiunque abiti ed abbia costruito quel castello. Ha portato la sua sfida nel campo avversario, ed adesso deve fare la sua mossa prima che i nemici scatenino la loro controffensiva. Il capo di Evolution non intende concedersi sfide dirette prima di avere riportato su Plutone i suoi allievi. Attiva quindi un faro dimensionale, che traccia i percorsi compiuti dalla Maga, da Ferox, da Kong, da Fulminatore e da Dragonfire. Il faro è una fiamma pressoché inestinguibile, che brucia sul pavimento del castello senza consumarlo. Poi Occulto torna alla sua nave, e la Vae Victis si allontana dall’isolotto, tenendosi pronta ad aprire il fuoco con i suoi cannoni. Dal faro di Occulto si dipartono cinque lingue di fuoco, che prescindendo da ogni ostacolo fisico seguono come segugi le tracce dei super-eroi provenienti dalla Terra. I corridoi che li hanno condotti in cinque diversi mondi si sono comportati come worm holes. In teoria non dovrebbe essere possibile ricostruire le variabili in continua fluttuazione che hanno determinato le destinazioni. Il faro dimensionale evocato dal dottor Occulto è stato ulteriormente rafforzato dalla Navigatrice, il cui potere consiste appunto nel localizzare e nel seguire le tracce di chiunque nello sconfinato mare delle dimensioni. Il primo tentacolo di fiamma scova Fulminatore ed il lupo bionico che lo assiste nella sua missione. Il secondo tentacolo raggiunge Kong ed il nano accoltellatore. Il terzo tentacolo trova la Maga, e con lei la donna leopardo, la fustigatrice e la lupa bionica Tyop. Il quarto tentacolo di fiamma, che stava cercando Ferox, torna per primo al faro a cui appartiene. Occulto prende quindi nota delle ricerche coronate dal successo. All’appello manca solo Dragonfire. Il suo compagno di avventura Zadox è un troll, che adesso si trova in un ambiente che trova congeniale. Le leggende sui troll narrano di come quei bestioni amino nascondersi in mezzo alle rocce, per ordire agguati nei confronti di umani singoli o a gruppi. I nani che hanno avuto l’ardire di attaccare Dragonfire e Zadox stanno ancora vedendo le stelle, per le botte che hanno preso. Fortuna per loro che sono dotati di ossa molto dure. Un nuovo manipolo di nani si avvicina ai due giganti. Il capo si distingue per i ricchi ornamenti che porta al collo: catene d’oro e d’argento. Riconosciuta come sbagliata la manovra dei suoi simili, il nano inizia ad esprimersi in un idioma pieno di emissioni gutturali. Dragonfire non ha mai sentito simili suoni, e non comprende cosa stia dicendo. Il troll Zadox dedica viceversa maggiore attenzione al nuovo arrivato. Si direbbe che le lingue dei nani e dei troll abbiano dei punti di contatto. Il messaggio pare essere un invito a seguirli, e non si tratta per ovvi motivi di una forzatura. Dragonfire e Zadox vengono così invitati a pranzo, o a cena, dal capo dei nani. Il troll mangia di tutto, mentre Dragonfire si accontenta di divorare grandi quantità di funghi. Il drago di Evolution vorrebbe tornare dai suoi amici, ed immagina che anche il troll voglia fare lo stesso. Non sanno però come fare. Il capo dei nani è probabilmente dotato di facoltà telepatiche, poiché, pur non parlando la lingua di Dragonfire e Zadox, indica loro dove trovare un portale dimensionale. Il drago ed il troll ringraziano e riprendono il cammino, ma vengono quasi subito fermati da nuovi forti rumori che provengono dalla parte bassa della caverna. I nani, picconi in mano, corrono in quella direzione. Dragonfire nota, nonostante la distanza, che qualcosa sta scagliando in aria con facilità una moltitudine di nani. Decide quindi di andare a verificare di persona, accompagnato dal troll Zadox, che pregusta una bella rissa. I troll vanno pazzi per le risse! Con alcuni salti giganteschi i due colossi raggiungono il loro obiettivo, e si trovano di fronte alla causa di tutto quel caos. Si tratta di un verme immenso. Un mostro che divora la roccia, mentre la perfora con il suo continuo avanzare. Il verme è cieco, dato che tutta la parte anteriore del suo orribile corpo è occupato da una dentatura circolare. Non ha una mascella: sono i denti lunghi come spade a fuoriuscire dal corpo, agganciare la roccia e portarla verso il suo stomaco. Probabilmente i nani scavando lo hanno disturbato, ed adesso lui restituisce il favore. Al momento non ha ancora mangiato alcun nano, ma non si esclude che gli venga voglia di assaggiarne almeno uno. Il troll guida l’attacco, lanciandogli contro un masso di alcuni quintali. Il proiettile è tuttavia solo una specie di confetto per il mostro, che si limita ad ingurgitarlo. Non si è neppure accorto di essere stato attaccato. Non può viceversa ignorare il pugno che Dragonfire gli assesta subito dopo. L’impatto provoca un rumore che rimbomba come un eco in tutta l’enorme caverna. Il mangiapietra viene sollevato e spostato di lato; quindi ricade con un tonfo sordo. Il drago gli avrebbe rotto parecchie ossa, se il bestione ne avesse. La Natura lo ha invece dotato di un corpo lungo, grosso, segmentato, fatto di muscoli, tendini e nervi. Nessuna colonna vertebrale da poter spezzare; nessuna costola, nessuna zampa, nessuna antenna. Il troll si diverte ad assistere, ma non vuole che Dragonfire faccia fuori quel mostro tutto da solo. Potrebbero saltare fuori altri vermi, ma non ci sono garanzie in merito. Ecco perché Zadox si impadronisce di due asce, di quelle che i nani sollevano a fatica. Per lui sono viceversa armi quasi ridicole, ma si accontenta. Smentendo quelli che ritengono che i troll siano lenti, Zadox balza in alto ed in avanti; poi, mentre atterra sul fondo roccioso, affonda le due asce nel corpo del verme. L’enorme invertebrato emette un suono acutissimo, ed i nani indietreggiano, perché il verme ha urlato. Hanno diverse leggende riguardanti i vermi, giacché da millenni li incontrano durante gli scavi e le esplorazioni. Quando il troll vede che Dragonfire gli balza addosso, prova sconcerto ed un certo timore, conoscendo la sua grande forza. Il drago non ha tempo di spiegargli cosa stia facendo: probabilmente gli salva la vita, togliendolo dalla traiettoria del contrattacco del mangiapietra. I denti del mostro scattano in avanti, duri come l’acciaio; dopo l’impatto con il suolo, la bocca smisurata strappa e mastica centinaia di chili di roccia. Adesso il troll si rende conto del pericolo che ha corso. Altrove, il primo tentacolo di fiamma apre un portale per Fulminatore e per il lupo bionico Qwert. L’incantesimo del dottor Occulto sta ponendo rimedio alla dislocazione avvenuta nel labirinto che si trova all’interno del castello oscuro. Il terzo tentacolo di fiamma, che ha individuato il mondo dove si trovano la Maga, la donna leopardo, la fustigatrice e la lupa bionica Tyop, apre un portale anche per loro. Così, Fulminatore, Maga e Ferox vengono dislocati direttamente sulla Vae Victis, assieme ai loro compagni di viaggio. Per quanto riguarda Kong, lo troviamo dentro una biblioteca, che sorge in un quartiere abitato da teppisti apparentemente senza possibilità di recupero. L’uomo-bestia di Evolution ed il nano accoltellatore di nome Jeed si aggirano tra gli enormi scaffali, ricolmi di libri di tutti i tipi. Essendo uno scienziato, Kong rimane affascinato dall’immensa conoscenza che è certamente racchiusa in quella moltitudine di tomi. Jeed viceversa tiene d’occhio la porta della biblioteca, che è spalancata da quando Kong ha strappato la catena che la teneva chiusa. L’accoltellatore ha una conoscenza marginale dei fenomeni magici, e grazie ad essa avverte che la biblioteca è circondata da difese invisibili. Ecco perché la teppaglia non può irrompere. Sfortunatamente le stesse difese invisibili interferiscono con la lingua di fuoco mandata dal dottor Occulto. Kong e Jeed non sono soli nella biblioteca; si accorgono di ciò quando alle loro spalle giunge un tizio incappucciato, che si presenta come il bibliotecario. A dire il vero, non lo sentono parlare, e non ne vedono il volto, ma sanno che è lui il gestore della biblioteca. Sembra naturale a Kong, pur essendo uno scienziato, accettare che l’incappucciato sappia cosa stanno cercando, senza che ci sia stata alcuna comunicazione verbale. Li conduce attraverso corridoi lunghissimi, fiocamente illuminati; percorrono grandi distanze, che tradiscono le reali misura della biblioteca. Passando da una sala all’altra, l’uomo-bestia ed il nano accoltellatore viaggiano nel tempo. I libri accatastati risalgono a molte centinaia di anni or sono; molto prima che la stampa venisse scoperta, o riscoperta. Potrebbero essere stati scritti a mano da copisti che lavoravano al lume di candela. Kong è semplicemente affascinato da quella esagerazione di nozioni riportate su pergamena, e deve resistere alla tentazione di fermarsi a consultare e leggere avidamente. Fortunatamente per lui e per la sua missione, Jeed non è esattamente un intellettuale, e diffida dei libri in genere. Nessun suono giunge dall’esterno, come se il loro andare indietro nel tempo li avesse portati ad un tempo anteriore all’umanità stessa ed ai suoi vocianti progenitori. Infine, dopo un lungo errare, l’incappucciato si ferma davanti ad uno specchio oscuro, che indica con un dito scheletrico. Kong e Jeed si precipitano avanti, per studiare quel manufatto, splendido ed oscuro. Quando si voltano, il bibliotecario è sparito in un soffio di vento, così come era arrivato. Intanto, in uno degli infiniti altrove del multiverso, Dragonfire ed il troll Zadox attaccano contemporaneamente il formidabile verme delle rocce. I pugni del drago lo colgono sui denti duri come l’acciaio temperato, e sono i denti del mostro ad avere la peggio. Il troll è finalmente riuscito a perforare la pellaccia del verme. Da quelle ferite fuoriesce un liquor verdastro, che a contatto con la pietra fuma e corrode. Il verme colossale arretra, ed i nani scavatori, che erano rimasti in disparte, lo assalgono con rinnovato vigore. L’invertebrato mostra segni di cedimento; forse non ha un vero cervello, ma qualche allarme è di sicuro scattato in quel suo corpaccione. Non potendo più avanzare, il verme colossale mette la marcia indietro per tornare nell’abbraccio della roccia che tanto ama. Dragonfire, come sempre, mostra considerazione per i nemici che hanno combattuto bene. Non permetterà ai nani di ammazzare il vermone; tanto più che non hanno avuto alcun merito nella sua sconfitta. Il drago ed il troll si capiscono al volo, e si collocano tra il mostro che abbandona il campo di battaglia ed i nani piantagrane. Loro vorrebbero insistere, ma lo sguardo di Dragonfire e le fiamme che si agitano tra le sue fauci li convincono a lasciar perdere. A differenza del suo amico drago, Kong non sta combattendo, anche perché le sale della biblioteca sembrano deserte da secoli. Mentre lui ed il nano dai lunghi coltelli si chiedono a cosa possa servire quello specchio nero, è lo specchio medesimo a rispondere, attirandoli entrambi in un vortice di dislocazione dimensionale.

martedì 5 novembre 2013

IL CASTELLO ED IL LABIRINTO_288° episodio

Il troll, la donna con la frusta, il nano ed i due lupi bionici osservano attentamente Dragonfire, Ferox, la Maga, Fulminatore e Kong. Il drago è sicuramente alieno, ma gli altri sono riconducibili ad un ceppo genetico umanoide. I due gruppi si sono scontrati, ma potrebbero avere obiettivi comuni. La Maga la pensa allo stesso modo, quando intesse un semplice incantesimo per permettere a tutti i presenti di parlare un idioma comune. O forse di parlare lingue diverse, che però vengono comprese da tutti. La donna con la frusta, che sembra essere il capo del suo gruppo, propone di effettuare un'esplorazione congiunta del grande castello oscuro. Racconta che nemmeno loro sono nativi di quel mondo, e che, come Evolution e Dragonfire, sono stati rapiti da un portale, apertosi improvvisamente nei pressi della loro imbarcazione. Una storia quasi speculare. Zara la frustatrice è una principessa del suo popolo, in viaggio con il troll Zadox ed il nano tagliagole Jeed. I due lupi, Qwert e Tyop, sono stati potenziati con parti in metallo, dopo essere stati feriti a morte in battaglia. Il castello oscuro sembra prendersi gioco di ambedue i gruppi, cambiando di continuo la disposizione dei muri. Corridoi appaiono e scompaiono, in una luminosità inadeguata, che rende difficoltoso scorgere le cose ad una decina di metri di distanza. Adesso il grande salone non presenta più la breccia che Dragonfire aveva prodotto per entrare nel castello. Il drago potrebbe prendere nuovamente a pugni i muri, ma non sarebbe più certo di sbucare all'aperto. Come se li sfidasse, il castello solleva le sue foschie per rivelare cinque corridoi, che si allontanano in direzioni diverse. Sono corridoi stretti, che costringerebbero i due gruppi ad una processione, se entrassero uno alla volta. Zara, che è indubbiamente indomita come suggerisce l'aspetto, propone di costituire cinque gruppi, secondo le migliori tradizioni del fantasy e dei fumetti di super-eroi. Forse sarebbe opportuna una differente combinazione, ma Ferox e Zara notano una somiglianza nei modi, e decidono di formare la prima coppia. Il nano Jeed viaggerà con Kong, l'uomo bestia di Evolution. Zadox e Dragonfire, che sono i più grossi, sogghignano al pensiero di incontrare qualcuno che sia talmente massiccio da intrattenerli entrambi. Rimangono la Maga, Fulminatore ed i due lupi Qwert e Tyop. Fulminatore sceglie Qwert, lasciando Tyop alla Maga. Il dottor Occulto, a bordo del cacciatorpediniere Vae Victis, contatta telepaticamente i suoi allievi, segnalando che il castello è quasi scomparso da quel piano dell'esistenza. Una ragione in più per esplorarne le stanze interne, alla ricerca di spiegazioni e di una uscita. Ferox e Zara: una mutante felina ed una principessa guerriera. Il loro corridoio curva bruscamente a sinistra, ma non ci fanno caso, dato che il castello si comporta come un labirinto impazzito. Nessun filo di Arianna potrebbe riportarle alla sala di partenza. Le pareti si allontanano, dapprima in maniera impercettibile; poi sembrano addirittura scomparire, e le due guerriere si trovano in mezzo ad una jungla. Insetti di dimensioni variabili volano, saltano, strisciano e si accingono a pungerle. Zara dimostra di saper usare molto bene la sua frusta, quando spezza in due un grosso coleottero che si stava avvicinando in picchiata, come un cacciabombardiere di altri tempi. Ferox affetta una scolopendra, o qualcosa di simile. Una maledetta bestia, sicuramente velenosa, munita di decine di zampe uncinate ed urticanti. Al momento, non si vedono animali più grossi, ma quelli che vengono avanti sono di forme e misure mai viste sulla Terra, e neppure sul mondo di Zara. Jeed, il nano armato di coltelli lunghi ed acuminati, e Kong, il geniale uomo-bestia di Evolution, si trovano all’improvviso in un contesto urbano che trasuda pericolo. Kong si volta indietro, per controllare il corridoio dal quale sono appena sbucati, ma è scomparso. La strana coppia si muove in strade bagnate da una pioggia che odora di petrolio bruciato. I palazzi non sono particolarmente alti; tutti però sono squadrati e quasi privi di finestre. Il cielo di quella città è di colore indefinito. I fumi della combustione di tante cose differenti rendono impossibile vedere la Luna e le stelle. Non è peraltro detto che quella sia la Terra, e ci sia una Luna da vedere. Kong scorge, grazie alla sua vista potenziata, alcuni movimenti dietro alcune finestre. Jeed e Kong sono tenuti sotto osservazione, da quando sono arrivati. Poi, senza preavviso, una banda di teppisti da strada li circonda, sbucando da ogni angolo. Umani relativamente giovani ed abbastanza in forma, armati di bottiglie rotte, mazze di legno e coltelli. L’idea che quei tizi vogliano combatterlo con dei coltelli fa sorridere Jeed. Sul suo pianeta è molto conosciuto; quindi questo è inevitabilmente un mondo diverso. Kong è molto più impressionante, e quelli che lo circondano sono la maggior parte degli assalitori. Mantengono però le distanze, tenendo d’occhio le sue lunghe e muscolose braccia. I teppisti che invece si buttano senza alcuna paura addosso a Jeed scoprono che quei coltelli li sa usare benissimo. Due teppisti vengono trafitti dal torace alla schiena. Per un secondo o due non fa neppure male; poi il loro sangue scorre copioso sul selciato, e muoiono. Il nano assassino salta sopra la testa di avversari che sono alti il doppio di lui. Addestrato dalla setta dei pugnalatori, era il più piccolo del dojo; tuttavia, dopo anni di sopportazione ed applicazione, divenne il capo ed il maestro dei sopravvissuti. Kong si unisce alla festa di Jeed, dato che i teppisti che assalgono il nano sono alcune decine. L’uomo-bestia è forte e veloce; schiva il vetro tagliente, le mazze dirette alla sua testa, e le armi bianche. I suoi colpi vanno tutti a segno, frantumando avambracci e gambe. Trascorrono dieci minuti dall’inizio dell’aggressione, ed il marciapiede umido e puzzolente è quasi coperto da gente dolorante e gente morente. Zadox e Dragonfire sbucano in un’enorme miniera, illuminata da una moltitudine di fuochi. Dappertutto si vedono segni di scavo: sentieri, pozzi e caverne. Rumore di ferro che percuote la roccia. Non è ancora chiaro chi stia scavando, né per estrarre cosa, ma di certo si impegnano. Dragonfire segue una delle strade meno strette, per avere spazio di manovra in caso di attacco da parte di nemici che di certo tenteranno la sorte. Il troll di nome Zadox lo segue, guardandosi attorno ed odorando l’aria piena di fumi di fucina, di combustibile fossile e di altro. All’improvviso, ma non troppo, lungo la parete della montagna scendono correndo e saltando degli umanoidi armati di badili e picconi. Dragonfire ha studiato le mitologie dei popoli terrestri, e quelli che cercano rogne assomigliano ai nani del ciclo del Signore degli Anelli. Barbuti, tozzi, rissosi, probabilmente ubriachi, i mostriciattoli si lanciano in picchiata contro un drago verde, pressoché invulnerabile, ed un troll anche lui alto tre metri. Dragonfire li aspetta, immobile come una roccia; poi ne afferra tre con una sola bracciata. Li strizza un pochino, giusto per smontarli un po’; ma, non volendo ammazzarli, li lascia cadere sul pavimento roccioso. Il troll molla un pugno ad un nano in arrivo, scagliandolo contro due che lo stavano seguendo. Dragonfire e Zadox si divertono per qualche minuto, anche perché i badili dei nani nulla possono contro le scaglie di Dragonfire, ed al troll fanno il solletico, o giù di lì. Il compagno di viaggio di Fulminatore, Qwert, non è un semplice lupo; lo si evince dalle parti bioniche in metallo, ma anche dal fatto che Qwert a suo modo parla. Brontola più che altro; facendo attenzione si nota tuttavia che articola diverse parole in un idioma che potremmo definire "lupesco". Non è un lupo chiacchierone, ma comunica efficacemente. Tyop è una lupa, che è stata rappezzata allo stesso modo di Qwert. La Maga afferra i suoi pensieri, che sono sorprendentemente affabili, considerando che la lupa bionica non è di certo un cagnetto da passeggio. Fulminatore e Qwert sono sbucati in riva al mare; ma non si tratta dell’oceano sotterraneo di Plutone. Questo mare potrebbe trovarsi sulla Terra, e potrebbe essere estate. Camminando lungo la spiaggia, il mutante elettrico ed il lupo bionico incontrano dei bambini che stanno giocando a rincorrersi. Si lanciano la palla, strillando a squarciagola. Commettono però l’errore di lanciarla troppo vicino al lupo, che in tal modo si sente invitato al gioco. Dapprima i piccoli si impauriscono, per le dimensioni dell’animale e per i suoi inserti in metallo luccicante. Passano pochi minuti, e su tutto prevale la voglia di divertirsi. Fulminatore si guarda attorno alla ricerca di nemici, poi, dato non ce ne sono in vista, si unisce al lupo ed ai bambini. La Maga e la lupa Tyop seguono il loro corridoio, che le conduce in una caverna e di lì sulle pendici di una montagna. Le coppie finora hanno sempre dovuto combattere, eccetto Fulminatore e Qwert. La Maga non sa cosa sia successo agli altri, eppure gradirebbe un’avventura più basata sulla ricognizione e la scoperta, piuttosto che la solita rissa di super-eroi contro super-criminali o mostri di vario tipo. Forse la Maga sarà accontentata, dato che le pareti rocciose che scorge appena fuori dalla caverna sono coperte da pitture rupestri. La mutante ha una considerevole conoscenza dei simboli, alfabetici e non, in uso nella magia terrestre. Quelli che le stanno di fronte però sono completamente diversi. Anche i colori adoperati per dipingerli sulla roccia sono insoliti e cangianti. Non sembra certo l’opera di cavernicoli semi-selvaggi. La lupa Tyop annusa le pitture, apprezzandole in un modo tutto suo. Mentre la giornata trascorre in maniera simile ad una giornata terrestre, la lupa si mette di guardia, mentre la Maga utilizza i suoi incantesimi per comprendere il messaggio di quei simboli. La mutante è infatti certa che la dislocazione delle cinque coppie non sia stata casuale. Se è così, anche gli altri dovranno tradurre qualche messaggio, per poter tornare indietro o proseguire nel viaggio. Nessun viandante normale sarebbe riuscito a resistere all’aggressione dei maledetti insetti, miriapodi ed aracnidi che giacciono fracassati, morti e morenti ai piedi di Ferox e Zara. La mutante felina non chiederà di certo un time out, sebbene la battaglia continui da parecchio tempo. Zara la fustigatrice non dispone dell'energia mutante di Ferox, e di conseguenza si guarda intorno cercando un riparo. Basterebbe infatti avere un tetto sulla testa ed una parete alle spalle per migliorare la situazione. La frusta colpisce con meno forza, ma produce ancora danni alla torma assaltante. Poi la principessa guerriera nota una muratura semisepolta dalla vegetazione, e la indica alla sua alleata. Richiamando le loro energie residue, Ferox e Zara raggiungono un’apertura nella roccia. Gli animalacci attaccabrighe ronzano infuriati come se avessero compreso il motivo della mossa delle loro nemiche. Non riescono tuttavia ad impedire che entrino in quella che si rivela come una costruzione dotata di un potere repulsivo nei confronti degli enormi animali chitinosi. Come se un campo di forza li respingesse, ragni, coleotteri, api, vespe, zanzare, scolopendre e scorpioni rimbalzano indietro. Dopo alcuni minuti di feroci tentativi, i mostriciattoli rinunciano. La camera iniziale è coperta di muschio, mentre la successiva, addentrandosi nelle viscere della montagna, è illuminata. Non è evidente da dove provenga quella luminosità, ma è funzionale ad individuare dei simboli dipinti sulle pareti. Zara ne riconosce alcuni, e prova a decifrare il resto. Nella jungla urbana che è toccata loro, Jeed e Kong camminano lungo le strade silenziose. Scorgono in lontananza qualche vedetta della teppaglia che abita quel quartiere, che accortamente si tiene lontana per non fare una brutta fine. Quel posto potrebbe trovarsi sulla Terra, in una delle tante pessime periferie delle metropoli asfissianti. Qualcosa però induce l’uomo-bestia di Evolution a ritenere che il contesto spazio-temporale sia diverso. Sembra il set di uno di quei film ambientati sulla Terra dopo la terza guerra mondiale, con i sopravvissuti ridotti al brigantaggio urbano. Avanzando, Kong e Jeed scorgono un edificio diverso dagli altri; l’insegna dice che si tratta di una biblioteca. Proprio quel che serve per cercare ed ottenere informazioni utili a capire dove ci si trova. La porta è chiusa con una catena ed un lucchetto, che il grosso mutante strappa facilmente. Appena entrati, Jeed ha modo di mostrare ancora una volta la sua maestria nell’uso dei coltelli, pugnalando quasi al volo due tossici nascosti nell’ombra. La loro lentezza li rivela per ciò che sono, e Kong li lascia alla cure di Jeed. Intanto, la Maga ha ottenuto la collaborazione della lupa bionica Tyop, che le ha prestato parte della sua forza vitale. Adesso può intessere l’incantesimo ispiratole dalle pitture rupestri che ha tradotto. Pur non sapendo che Ferox e Zara sono di fronte agli stessi simboli, la mutante psionica realizza in tal modo un collegamento tra i mondi. Il portale che si apre, è un invito alla donna leopardo ed alla fustigatrice, che non si fanno sfuggire l’occasione di lasciare quella jungla piena di insetti intrattabili.

venerdì 1 novembre 2013

ANACONDA IL CACCIATORE_287° episodio

Una simpatica festa pagana, che coincide con il cambio di stagione. Nell'emisfero nord, l'estate ha lasciato posto all'autunno. La gente è costretta a coprirsi, dato che la temperatura diminuisce e l'umidità aumenta. La tradizione vuole che in questo periodo si ricordino i defunti; una volta l'anno possiamo recarci a visitare i cimiteri. Sovrapponendo religioni antiche e più recenti, ne risulta che, nella notte di fine ottobre, i demoni, le streghe, i vampiri, i licantropi e gli zombie vadano in giro tra i vivi, per terrorizzarli e forse per cercare adepti. I bambini si divertono moltissimo a travestirsi da mostriciattoli, ed a bussare alle porte delle abitazioni. Chiedono dolcetti, in ricordo dei sacrifici di cose ed animali che un tempo i popolani facevano per ingraziarsi le entità delle tenebre. La polizia questa notte è molto attenta ai pedofili, che potrebbero approfittare dei bambini che circolano non accompagnati. Se un bambino o una bambina non dovessero tornare a casa, nessuno darebbe la colpa alle forze delle tenebre, bensì a quegli omiciattoli che provano per i cuccioli altrui una brama criminale. Uno di costoro vive in città, ma per le sue discutibili imprese si sposta in campagna. In città è in effetti più facile rintanarsi ed in campagna è più facile scovare un bambino che cammini lontano da casa. Sebbene i pedofili siano odiati dall'opinione pubblica, ci sono dei cretini che provano a scavare nel loro passato, per trovare un evento che li abbia resi ciò che sono. Il pedofilo che chiameremo Luciano sale in auto, portando con sé una buona riserva di dolcetti, per circuire degli innocenti bambinetti. Si prepara a commettere un reato di quelli che suscitano un marcato allarme sociale. Chi, essendo genitore, potrebbe giustificare ciò che Luciano sta congegnando? Forse quelli che compatiscono i pedofili non hanno figli, o forse sono semplicemente così idioti da avere a loro volta pensieri contro natura. Luciano si illude di essere un pedofilo in incognito, ma ci sono persone che hanno creato una rete di osservazione per quelli come lui. Inizialmente il Fronte Anti-pedofili progettava di scrivere su un manifesto i nomi e gli indirizzi dei molti pedofili a loro noti; cosicché la gente sapesse dove trovarli, ed organizzasse visite al loro domicilio. Poi però il Fronte ha deciso di organizzare una colletta, per ingaggiare qualcuno che con i pedofili ci vada letteralmente a pranzo. I serpentoidi, ad esempio, con i pedofili ci andrebbero anche a cena e a colazione. Stritolatore, Pitone, Anaconda, Boa e Sysform sono extraterrestri serpentiformi, autorizzati ad esercitare sul nostro pianeta la professione dei cacciatori di taglie. Possono cacciare gli assassini, gli stupratori, ma anche i pedofili. I mandati di cattura in base alle quali i serpentoidi cacciano le loro prede prevedono la consegna delle medesime vive o morte. Le più importanti polizie ed agenzie di spionaggio della Terra sanno dei serpentoidi, e li ringraziano per il lavoro di ripulitura che fanno tutte le volte che scendono in campo. Stritolatore ha però voluto offrire i suoi servigi anche ai privati. Ecco come hanno fatto quelli del Fronte Anti pedofili a commissionare l'eliminazione del pedofilo che abbiamo chiamato Luciano. Lui esce a cacciare i bambini innocenti, ed i serpentoidi strisciano nelle tenebre per cacciare lui. Stritolatore ed i suoi hanno addirittura fatto uno sconto sulla commissione al Fronte Anti pedofili, perché hanno sviluppato una loro animosità contro chi vuole violentare i cuccioli della sua stessa specie. I rettili nei loro rapporti interpersonali sono piuttosto sbrigativi, ma rifuggono dalle degenerazioni comportamentali tanto diffuse tra gli umani. Spostiamo la nostra attenzione su una bambina di otto anni, accompagnata dal cuginetto di quattro. Escono di casa, dopo avere promesso alle mamme di fare attenzione ad attraversare le strade. Vivono in una cittadina, dove quella sera il traffico automobilistico è stato bloccato. I bambini circoleranno in gruppo, e questo rassicura eccessivamente i genitori. Qualche papà tiene d’occhio da lontano i manipoli vocianti, cercando di non farsi notare. Anche Luciano è stato costretto a scendere dall’auto, ma questo non lo fermerà. Ha sviluppato movenze che non allarmano i bambini e neppure gli adulti. Basterà avere pazienza, ed aspettare che i bambini si stanchino di camminare. Poi acconsentiranno a sedersi su una panchina, allettati dai dolcetti che fanno parte integrante del fascino di quella notte unica. Il maniaco dovrà fare in fretta, prima che i genitori si allarmino, non vedendo rientrare i piccoli. I serpentoidi hanno estratto a sorte il nominativo di chi tra di loro che si occuperà del pedofilo Luciano. Anaconda, un rettile serpentiforme più grosso di qualsiasi serpente terrestre, non è facilitato dalla sua mole quando si deve nascondere. Tuttavia è passato attraverso i campi, facendo schizzare via tutti gli animali più piccoli, che erano a loro volta in caccia. Alcuni cani da guardia lo hanno sentito passare vicino ai muri delle case che presidiavano, ed hanno abbaiato per un po’, prima di andarsi a rintanare tremebondi. Il loro olfatto formidabile li ha infatti avvisati che quello che stava strisciando nell'oscurità era un vero alieno. Ora Anaconda si è mimetizzato in un cespuglio, attendendo la mossa della feccia umana che è venuto a sanzionare, forse in maniera definitiva. I due cuginetti, la bambina ed il bambino, frattanto si sono stancati di bussare e di ripetere la formula: “dolcetto o scherzetto”. Hanno fatto man bassa di cioccolatini, pasticcini e biscotti. Si avviano verso casa, passando però accanto alle panchine, dove pazientemente sosta il pedofilo. Non ha ancora deciso cosa farà dei due piccoli. Uscendo allo scoperto corre il rischio di essere riconosciuto; quindi potrebbe anche decidere di eliminarli ambedue. Questi predatori, che la società umana non riesce a cancellare dall’esistenza sanno colloquiare e convincere le loro vittime. Ci vuole un’abilità maturata in molti anni per catturare l’attenzione dei due cuginetti; e loro si fermano a fare ciò che le loro mamme hanno espressamente proibito: parlare con uno sconosciuto. I dolcetti di Luciano sembrano addirittura più appetitosi di quelli che finora i due cuccioli hanno ottenuto in dono. Li circuisce completamente, inducendoli a camminare con lui. Promette di accompagnarli a casa, intendendo la sua, non la loro. Anaconda si muove, producendo un fruscio che avvisa tutti i gatti del vicinato del verificarsi di un fatto a dir poco insolito. Neppure loro, abituati ad osservare le creature della notte e delle tenebre, ricordano di aver mai visto un serpentoide in azione. Fauci enormi, denti come pugnali, occhi gialli, luminescenti, muscoli con una forza immensa. Poi Anaconda si pone in agguato su un albero, pronto a balzare sul maniaco che tra alcuni minuti passerà troppo vicino a lui. I due cuginetti camminano qualche passo avanti, chiacchierando tra loro. Dietro di loro, il pedofilo si appresta a cloroformizzarli. Dopo sarà più facile trattarli; ma per lui non ci sarà un dopo, giacché Anaconda attacca. Nel tempo di due o tre battiti cardiaci, avvolge la sua vittima, e la trascina via. Il serpentoide strappa il fiato al pedofilo, mentre gli sbriciola le costole e gli disloca le vertebre. Poi si allontana con quel terribile fruscio che mette in allarme tutti gli esseri dotati di un udito più fine di quello umano. Alcuni secondi dopo, il papà della bambina trova i due cuginetti, ignari del pericolo scampato. Nella loro ingenuità vorrebbero ringraziare “quel signore” che li ha accompagnati, ed ha donato loro dei dolcetti. Pensano. “strano che se ne sia andato”, ma in realtà lo hanno già dimenticato. Su Plutone intanto Dragonfire, la Maga, Fulminatore, Ferox e Kong stanno esplorando un castello alieno. La grande sala nella quale sono entrati, sfondando il muro di pietra, è pervasa da una luminosità che permette loro di vedere nelle immediate vicinanze. I cinque super-eroi rimangono in gruppo, trovandosi in un contesto ignoto. Una mossa saggia, visto che gli esseri che si avvicinano con passo pesante non sembrano avere buone intenzioni. Li guida un troll, armato di una clava, che sembra una pianta appena sradicata. Dietro di lui avanzano due grossi lupi, che mostrano i segni di innesti bionici. I due lupi sono cavalcati da una guerriera armata di frusta, e da un nano che impugna due pugnali lunghi e sottili. Il troll punta verso il drago di Evolution, che ha pressoché la sua stazza. Il troll solleva la sua pesante clava, mirando alla testa di Dragonfire, che, invece di schivare o parare il colpo, assesta un pugno fortissimo all’arma lignea. Una considerevole quantità di piccoli frammenti è ciò che rimane della clava dello sciocco troll. Accertato che il suo livello di forza non è paragonabile a quello di Dragonfire, Kong lo atterra con un doppio calcio al petto. La guerriera armata di frusta attacca Ferox, convinta di essere in vantaggio, grazie alla sua spaventosa cavalcatura munita di zanne metalliche. La frusta sibila e scende velocissima, ma non trova il bersaglio che cercava, dato che la mutante felina ha saltato la donna con la frusta ed anche il lupo. L’animale bionico si accorge che Ferox lo sta aggredendo alle spalle un attimo prima che i suoi artigli gli strappino una manciata di pelo, e non solo quello. Il lupo ulula e sanguina. Il nano dirige il suo bestione peloso verso uno dei due intrusi apparentemente meno pericoloso: Fulminatore. Trattandosi di un abitatore di un mondo lontanissimo dalla Terra, si può ammettere che non sappia di Evolution. Questo però non gli evita una punizione dolorosa. Il mutante elettrico spara alcune saette a bassa energia, che colpiscono sia i pugnali del nano, sia le parti metalliche del lupo bionico. L’odore di pelo bruciato e di plastica fusa che indica i due nemici di Fulminatore rimarranno fuori gioco per un po’ di tempo. La Maga, che non è ancora intervenuta, dirige una sua leggera sonda mentale contro la guerriera con la frusta. Mentre l’abbatte, è convinta che lei ed i suoi amici non costituiscano un vero pericolo, né che abbiano cattive intenzioni. Sono semplicemente accorsi per difendere la loro casa da intrusi che si sono dimostrati troppo forti. Sulla Terra, Anaconda ha completato la sua missione. Come era prevedibile, i suoi modi si sono rivelati eccessivi per la sua preda, ma non spetta al serpentoide Hunter Killer rimuovere il corpo fracassato. Si avvia verso la tana, per riferire agli amici della missione conclusa con successo. La sua attenzione viene però attirata da urla soffocate, che provengono da una casa vicina. Il rettile alieno non ha ricevuto un nuovo mandato di cattura; per cui adesso lavorerebbe gratis. Potrebbe ignorare le grida d’aiuto, subito interrotte da schiaffi e pugni. Un serpentoide dovrebbe essere indifferente di fronte a quegli episodi di violenza che gli uomini e le donne coltivano con gusto. Chiunque supponga ciò però non conosce Anaconda. Mentre si avvicina alla casa, dalla quale provengono quelle richieste d’aiuto, non si vede come un cavaliere sul cavallo bianco. Lui è piuttosto l’emissario di una stirpe orgogliosa, che ha padroneggiato il volo spaziale. I serpentoidi tuttavia non si sono rammolliti, e non rifuggono da uno scontro fisico, quando è il caso di sgranchirsi le spire. Solleva la sua grossa testa, provvista di creste cornee, per guardare all’interno della casa, dove un gruppo di giovinastri, ubriachi e drogati, tiene in ostaggio una famigliola atterrita. Anaconda capisce che il maschio ha paura, perché gli intrusi sono armati di coltelli e mazze. Nonostante tutto, essendo marito e padre, si prepara ad un assalto disperato. La donna protegge il bambino, che è ancora mascherato, essendo appena tornato a casa. I balordi lo hanno seguito, decidendo di fare irruzione. Anaconda percepisce lo stato d’animo di quella feccia umana: sono esaltati dal potere sulla vita e sulla morte, che si illudono di detenere. Ovviamente si sbagliano, perché adesso c’è un enorme serpentoide che si prepara ad un ingresso che lascerà il segno, non solo nella finestra, che cade in frantumi. Un colossale serpente non può essere visto come un salvatore, da nessuna cultura umana. I più stupidi hanno scritto su libri che si definiscono sacri che bisogna schiacciare la testa ai serpenti. Non si riferivano di certo ad Anaconda ed ai suoi simili; chi potrebbe calpestare e schiacciare quelle enormi teste minacciose? Scivola nella stanza, riempiendola quasi tutta con le sue spire squamose e muscolose. Tutti gli umani presenti sono ugualmente congelati dal timore atavico, che identifica il componente degli Hunter Killer con il male più antico. I tre teppisti per lui non sono altro che merce avariata, ed in fondo non meritano neppure che Anaconda li pervada con il veleno che quelli della sua specie secernono a comando. Quando li circonda con il suo corpo dinamico e viscido i teppisti hanno ancora in pugno le loro armi, ma rinunciano ad usarle. Solo per questo motivo Anaconda non li uccide. Si limita a colpirli uno dopo l’altro con la testa durissima o con le spire, che sembrano fatte di metallo. Quindi, senza voltarsi, il serpentoide esce da dove è entrato, e si perde nella notte. Del resto, non si aspettava di certo un ringraziamento da parte di quei tre umani completamente atterriti.