martedì 29 aprile 2014

L'ARENA E L'AMEBA_331° episodio

La città fantasma vista dall'esterno si presenta come una muratura ininterrotta, alta decine di metri. Non è tuttavia squadrata, ma segue una geometria tutta sua. Osservandola meglio, i blocchi di pietra utilizzati per edificarla non sono allineati; ci sono infatti sporgenze e rientranze più o meno marcate. Ciò che più di tutto mette in allarme Black Dragon è la natura fluida della connessione tra i mattoni, costituiti da un materiale che per definizione dovrebbe tendere all'immobilità. In altri termini, la città fantasma muta continuamente la sua forma ed il suo assetto interno. Questo secondo aspetto è, dal punto di vista di Black Dragon, un'ipotesi, mentre per i suoi amici è una certezza. Robokiller, Jedd, Zara, Zadox ed i lupi bionici stanno esplorando il tetto della città che hanno definito fin dall'inizio “fantasma”. Tyop e Qwert si sono accorti per primi dei crepacci che all'improvviso si aprono lungo il loro cammino, come se nuove trappole li attendessero con ansia. Robokiller potrebbe trasportare in volo tutti gli altri fuori pericolo, eppure anche lui cede alla sfida che la città ha lanciato loro. Ora che si sono allontanati dalle labirintiche vie interne, dovranno percorrere a piedi la strada che li riporterà al Desert Cruiser. Normalmente, Black Dragon e Robokiller saprebbero individuarsi a vicenda, grazie ai molti dispositivi di geolocalizzazione a loro disposizione. In questo contesto permane viceversa il disturbo elettromagnetico che li penalizza. Zara la fustigatrice non è tuttavia priva di risorse in questo ambito. Concentrandosi, localizza una lieve traccia che le permette di indirizzare i suoi amici nella direzione giusta. La marcia, aperta dal colossale robot, riprende più spedita. Nel frattempo, forse Black Dragon ha trovato l'ingresso alternativo che cercava. Si tratta di un varco poco più alto di tre metri, che ricorda un'uscita di servizio più che un portone di rappresentanza. Ovviamente questa parvenza può essere studiata apposta per fare scattare meglio la trappola; il robot simile a Dragonfire ne è ben conscio. Il punto è che, se gli eroi fossero troppo cauti, cambierebbero mestiere; e questo evidentemente vale anche per gli automi. Trappola o meno, Black Dragon attiva il pilota automatico del Desert Cruiser e si avvia verso il varco nella muratura. Se non prova alcuna paura, ma solo l'eccitazione della sfida, è sicuramente merito della sua grandissima forza, seconda solo a quella del drago di Evolution. Il corridoio che si trova di fronte, una volta entrato, è completamente buio; una condizione che il possente automa aveva previsto. Lui peraltro dispone di sistemi di rilevazione radar e ad infrarossi; quindi ci vuole ben altro per metterlo in difficoltà. L'attacco arriva a sorpresa, sebbene i suoi recettori uditivi avessero già rilevato alcuni suoni sospetti. Cose dotate di denti, simili ai coccodrilli, si avventano contro l'intruso. I denti tentano di intaccare un metallo assimilabile al titanio: nulla da fare, ed un ben mal di denti a chi ci ha provato. Poi Black Dragon contrattacca con pugni che frantumano la mascelle e la pietra che è onnipresente in quella città fantasma. Nessuno degli avversari ha la minima possibilità di danneggiare il drago nero, ma forse cercano di stroncarlo con il numero e le quantità degli attacchi. Se Black Dragon si sta stancando, non lo dà certo a vedere. Il clangore che produce viene finalmente udito anche dai suoi amici, che si trovano molti metri sopra di lui. Robokiller pare sorridere, quando abbatte i suoi fortissimi pugni sulle coperture del tetto, distruggendole. Zadox il troll si unisce alla festa, con la sua clava formidabile. Ognuno a suo modo, gli altri componenti dell'equipaggio del Desert Cruiser raggiungono il loro amico molto indaffarato. Saltando o discendendo agilmente lungo le pareti, Zadox, Zara, Jedd, Tyop e Qwert si tuffano nella battaglia, decisi a dare una strigliata storica alla città ed ai suoi infidi abitatori. Robokiller è alto quattro metri, con una massa che si intensifica ogni volta che assimila un cannoncino, una mitragliatrice o un reattore. È il suo potere che ha creato e che rafforza il Desert Cruiser. Il possente automa è in simbiosi con la nave del deserto, che adesso, in risposta al suo comando, inizia a lanciare granate contro la città fantasma. Black Dragon, progettato per contrastare Dragonfire, apre le sue fauci robotiche per emettere la sua versione della fiamma del drago di Evolution. Il troll si scontra con un insettoide ancora più grande di lui, che cerca di farlo a pezzi e divorarlo. Zadox è tuttavia troppo coriaceo per essere danneggiato da tenaglie chitinose che spezzerebbero facilmente in due un albero di piccolo fusto. La frusta di Zara si abbatte sibilando contro una delle sei lunghe e spesse zampe del coleottero da incubo. L'insetto si distrae per una frazione di secondo, ed il troll lo solleva e lo rovescia. Nella sua caduta travolge e schiaccia numerosi mostriciattoli assortiti, che morendo spargono sul già scivoloso pavimento roccioso i loro umori interni. Jedd assesta coltellate micidiali a nemici più alti di lui, senza badare se siano uomini, mostri o animali. L'importante per il nano tagliagole è continuare a meritarsi la fama che lo circonda e lo precede. In quel marasma di mazzate, pugni, proiettili traccianti, granate, frustate, coltellate e fiamme caldissime, i due lupi bionici si trovano a loro agio. Gli innesti metallici li proteggono parzialmente anche da colpi che viceversa li ferirebbero in profondità. Qwert e Tyop un tempo erano lupi coraggiosi, ma integralmente biologici. Poi furono feriti e trasformati in invalidi; ma questa fase durò solo il tempo strettamente necessario a ricostruirli e rafforzarli con un metallo tra i più duri e flessibili. Giacché si nutrono ancora di carne e di sangue, le loro mascelle fornite di denti molto più forti di quelli originali strappano e masticano la sostanza vitale dei loro sfortunati avversari. La moltitudine apparentemente senza fine dei mostri residenti in quella città spettrale dopo un po' preferisce evitare il confronto con i lupi. Cadono però sotto le randellate inimmaginabili di Zadox, o vengono stritolati dalle enormi mani metalliche di Robokiller, oppure ancora devono affrontare la fustigatrice o il nano tagliagole. Se la città sta valutando la forza dei nemici è decisamente lenta di comprendonio. Non dovrebbero infatti sussistere dubbi sulle capacità distruttive dei nuovi arrivati. Così misteriosamente come sono arrivati, gli assalitori ancora in grado di farlo corrono a rintanarsi negli anfratti e nei tombini. Tutto ciò mentre il Desert Cruiser persevera con metodo a smantellare parte della muratura esterna della città misteriosa. In profondità, cunicoli tortuosi conducono ad un'enorme caverna, che probabilmente non è mai stata percorsa da piede umano. L'oscurità, che dovrebbe essere totale, è rotta dalla tenue luminosità rossastra proveniente dalla lava che fuoriesce da una grande quantità di crepacci. Forme strisciati si muovono sul pavimento roccioso della caverna. Si intersecano, si sovrappongono ed a volte si scontrano. Sentono l'agitazione del loro padrone, che troneggia su un nero monolito, al centro di quell'abisso. Simile ad una colata di cera, ma dotata di continua pulsazione, l'ameba estroflette e ritira pseudopodi. Il mostro è adirato per ciò che sta accadendo al piano di sopra. Le sue truppe sono state ripetutamente sconfitte dai robot e dai loro amici. Come se non bastasse, le mura della città scricchiolano e perdono pezzi sotto le cannonate che il Desert Cruiser somministra in abbondanza. L'ameba manifesta il suo stato d'animo colpendo gli esseri striscianti, che l'adorano nonostante tutto come fosse un essere divino. Poi quell'entità che erroneamente si considera puro intelletto trascende quella rabbia che non dovrebbe fare parte del suo repertorio. Un piano si delinea nei suoi pensieri, e subito la città spettrale si adegua alle nuove disposizioni di battaglia. I palazzi senza porte né finestre si allontanano dal fronte dello scontro; nel frattempo mutano in maniera difficilmente prevedibile. Black Dragon, Robokiller, Zadox, Jedd, Zara ed i lupi cibernetici Qwert e Tyop, si trovano quasi all'improvviso al centro di un anfiteatro di pietra, alto e ripido. Il soffitto della città si ritira, lasciando penetrare la luce calante della sera. Gli eroi del Desert Cruiser sono ora privi di riparo, e temono di diventare un bersaglio qualora dovessero avvicinarsi alle pareti a picco. All'esterno, la nave del deserto subisce una controffensiva da parte della città, che scaglia nella sua direzione grossi macigni come fossero proiettili di mortaio. Il Desert Cruiser, guidato da un computer, ed in connessione telematica con Black Dragon e Robokiller, si colloca velocemente fuori tiro. Il padrone della città spettrale è presumibilmente anche il suo ideatore. Quella mostruosa ameba esiste da tempi antichissimi, precedenti a quelli in cui i dinosauri spadroneggiavano sulla Terra. Per lei gli umani sono creature provvisorie e fastidiose. Non progetta alcuna conquista del mondo, perché non saprebbe cosa farsene di miliardi di bipedi chiassosi e rissosi. Reagisce ad un'aggressione violenta con una violenza ancora superiore, ed ora sta creando una minaccia in grado di schiacciare quei moscerini umani. Peccato per l'ameba, che gli unici due pseudo-umani del gruppo siano la fustigatrice ed il nano tagliagole. Utilizzare migliaia di pesanti blocchi di pietra, per assemblare un colosso alto dieci metri, comporta possedere un certo controllo sulla gravità e sull'attrito. Il mostruoso dio della caverna proietta inoltre una parte non indifferente della sua forza vitale in quell'incubo umanoide. Quando la creatura irrompe nell'arena, finanche Black Dragon e Robokiller provano una certa apprensione, nonostante la loro forza e le loro armi. Il troll si fa subito avanti, per fiancheggiarli nell'imminente scontro che si preannuncia molto duro. Il colosso di pietra alto dieci metri attacca con un pugno in grado di appiattire un'automobile. Jedd e Zara schizzano via con movenze quasi feline, seguiti dai lupi bionici. Finché avranno spazio per muoversi, non dovranno temere il nuovo arrivato. Robokiller, Black Dragon e Zadox vengono viceversa sfiorati da quel maglio micidiale. Per i tre forzuti, la strategia ideale è di entrare nella guardia del nemico, ora. Il troll è il primo a percuotere il mostro roccioso, con la sua clava possente. Il drago metallico ed il suo socio robotico fanno altrettanto con i loro pugni. Una potenza impressionante si è riversata sul campione della città fantasma, che traballa ma rimane in piedi. Fessure che si aprono nel terreno dell'arena fanno uscire allo scoperto gli esseri striscianti che adorano il dio della caverna. Questi cercano di sommergere con il loro numero la fustigatrice, il tagliagole ed i loro amici animali feroci. Ne scaturisce una battaglia parallela a quella tra i pesi massimi. Black Dragon ricorre alla sua fiamma, che danneggia il nemico, ma non in maniera apprezzabile. Robokiller dispone di un missile ad alto potenziale, che produrrebbe però effetti collaterali pericolosi per Zara, Jedd ed anche per Tyop e Qwert. All'esterno della città spettrale, il cervello elettronico del Desert Cruiser registra l'arrivo di un nuovo attore di questa disputa. Scende volando dal cielo, o per meglio dire levitando. Il drago di Evolution coglie di sorpresa i suoi stessi alleati, oltre che il gigante di pietra. La fiamma di Dragonfire investe ed avvolge il mostro; le pietre che lo compongono fumano e si ammorbidiscono. L'alieno verde ordina alla sua fiamma di contenersi, formando un camino che si eleva verso il cielo. Lo stress si ripercuote sull'ameba della caverna, che richiama a sé gli esseri striscianti. Quel sedicente dio costruttore di città spettrali sta perdendo il controllo del colosso di pietra, perché il calore fonde i blocchi, amalgamandoli in uno solo. Così, quando Dragonfire interrompe il suo attacco dirompente, il formidabile nemico è trasformato in una statua amorfa. La città si è completamente ammutolita, mentre Robokiller, Black Dragon, Zadox, Jedd e Zara si stringono attorno a Dragonfire, che accarezza Qwert e Tyop come fossero cagnolini.

sabato 26 aprile 2014

UNA CITTÀ FANTASMA_330° episodio

Il Desert Cruiser è un'enorme macchina semovente, che muta continuamente forma ed incrementa la sua massa. Ieri pomeriggio Black Dragon ha avvistato per primo un grande ammasso di rottami ferrosi, ed ha corretto la rotta del Desert Cruiser per raggiungerlo. Robokiller si è poi occupato di recuperare ed assemblare al suo sferragliante aggeggio su cingoli alcune tonnellate di piastre, tubi, cavi metallici, catene, bulloni, pezzi di motori e molto altro. I componenti dell'equipaggio si sono divertiti molto ad assistere alla creatività che deriva dal potere di Robokiller. La fustigatrice, il nano tagliagole ed il troll si sono messi a suggerire dove aggiungere e dove togliere quell'apparentemente inutile ferraglia, ben sapendo che il drago metallico ed il suo ancora più imponente socio hanno le idee molto chiare sull'efficienza dei mezzi corazzati. I due lupi cibernetici non erano presenti, perché si erano spinti in avanscoperta. Questa mattina i tre componenti non robotici dello staff di bordo sono stati svegliati dal latrare metallico di Qwert e Tyop, che segnalavano a modo loro di avere trovato qualcosa di utile ed interessante. Essendo i navigatori del Desert Cruiser votati all'avventura, non hanno avuto dubbi sul da farsi. Vista da lontano appare come una bassa collina, ma in realtà si tratta di una grande costruzione apparentemente priva di porte e finestre. Avvicinandosi alla colossale struttura, il Desert Cruiser sembra farsi sempre più piccolo. La fustigatrice ammette di non avere mai visto qualcosa di simile in tutti i suoi viaggi. Le fanno eco i suoi amici: il nano tagliagole ed il troll. Anche i lupi cibernetici provano soggezione, e si preparano a mordere ed a strappare. Black Dragon e Robokiller sono diffidenti nei confronti di situazioni che potrebbero nascondere trappole. Non possono peraltro impedire agli altri di esplorare quell'edificio, che è anomalo sia perché si trova in mezzo al deserto sabbioso, sia perché non è chiaro dove i costruttori abbiano trovato le innumerevoli tonnellate di pietre usate per costruirlo. Zara la fustigatrice, Zadox il troll, Jedd il nano tagliagole ed i lupi bionici Qwert e Tyop esaminano da vicino il muro alto decine di metri. Cercano con attenzione una fessura che indichi la presenza di un portale dissimulato. Il Desert Cruiser, pilotato da Robokiller e da Black Dragon si allontana a distanza di sicurezza, per potere eventualmente aprire il fuoco contro la costruzione senza essere danneggiati da un crollo. Zadox, essendo un troll, non è molto portato per la sottigliezza; preferirebbe aprirsi la strada menando colpi di clava. Jedd il nano tagliagole ha, come tutti quelli della sua specie, un rapporto particolare con la pietra. Cerca pertanto di convincere i blocchi che costituiscono il muro ad aprirsi per consentire il passaggio a lui ed ai suoi amici. Zara la fustigatrice è la più riflessiva del gruppo, perché la sua abilità richiede concentrazione e precisione. Tenta altresì di rilevare vibrazioni sottili che possano fare temere la presenza di una trappola. Qwert e Tyop diffidano in partenza di ogni luogo chiuso, e sarà difficile convincerli a mettere le zampe dentro a quella che potrebbe anche essere una immensa tomba. Un lieve rumore che cresce gradatamente annuncia che l'approccio di Jedd pare abbia avuto successo, oppure, come sospetta Zara, la trappola si sta aprendo. Meglio stare accanto al troll, che è sicuramente il più forte ed il meno vulnerabile. Il portale che si è spalancato consente anche a Zadox di entrare senza chinarsi; lui quindi entra per primo, sperando forse di trovare da menare le mani. Jedd, sguainati i suoi lunghi coltelli, lo segue. Zara impugna saldamente la sua frusta e cautamente si accinge ad entrare. I due lupi bionici invece si limitano a guaire, osteggiando sempre di più di quell'avventura non necessaria, né richiesta. L'interno della colossale struttura si conforma come una città completamente costruita in pietra, senza alcun infisso o vetri alle finestre. L'illuminazione è garantita da torce alimentate da un liquido infiammabile che non produce alcun fumo ed alcun odore. I tre deducono che la città sia abitata, se non altro per la presenza di quelle torce. Il silenzio è però pressoché totale, fatta eccezione per il rumore dei loro passi. Tenendo d'occhio l'entrata, Zara, Jedd e Zadox avanzano di alcune centinaia di metri. Il portale non si è chiuso, ma se accadesse loro sarebbero ormai troppo lontani per uscire. Giunti in una piazzetta, tra edifici molto più alti del muro esterno della cittadella, i tre esploratori osservano una statua che si erge al centro di quello spazio circolare. La luce prodotta dalle torce crea ombre rossastre, che si muovono per effetto di qualche corrente d'aria. Chiunque abbia costruito quella città nel deserto ha chiaramente risolto anche il problema della ventilazione. La temperatura è costante, come accade nelle caverne, ma l'aria non è particolarmente umida. Jedd nota una luce proveniente da una delle vie che si dipartono dalla piazzetta, ed inizia a camminare in quella direzione. Zara e Zadox gradirebbero che anche i loro lupi si facessero vedere, se non altro per coprire in retroguardia la loro avanzata in territorio sconosciuto. Tyop e Qwert sentono quel richiamo telepatico, e controvoglia si addentrano nella città fantasma. Black Dragon e Robokiller intanto si preparano ad un eventuale intervento di salvataggio, caricando tutte le armi con i proiettili più letali e devastanti a disposizione. Se qualcuno proverà a rapire o assalire i loro amici, i due enormi robot ridurranno in macerie buona parte di quella sinistra costruzione. Il portale è tuttavia rimasto aperto, forse per invitarli a visitare quei luoghi spettrali, riparati 24 ore su 24 dalla luce del sole. Né Robokiller, né Black Dragon hanno esperienza di spettri, ma il dottor Occulto potrebbe spiegare loro che quell'ambiente sarebbe l'ideale per fare prosperare entità molto pericolose. Potenzialmente una città fantasma come quella è un terreno di coltura molto più pericoloso e fertile di qualunque cimitero, giacché i luoghi di sepoltura sono prima o poi soggetti alla luce solare, come le case dei vivi. Non è un caso che i nostri predecessori abbiano abbandonato i tumuli mortuari e le catacombe per i cimiteri. Recare rispetto ai defunti è una cosa, aiutare i fantasmi, gli spettri e le larve a fare del male ai viventi è un'altra. All'interno della città fantasma Zadox attira l'attenzione di Zara e Jedd su un movimento che ha individuato in un'area poco esposta alla luce delle torce. Qwert e Tyop mostrano i loro denti metallici, pronti a dilaniare ogni cosa, viva o morta che sia. La luminosità che aveva attirato l'attenzione del nano tagliagole è scomparsa, ed i cinque si collocano schiena contro schiena, per fronteggiare ogni attacco. Ed in effetti le ombre si muovono verso di loro, pur rimanendo ad una distanza tale da non consentire di capire di chi o di cosa si tratti. Poi gradatamente le torce iniziano a spegnersi. I nemici non sanno che il nano ed il troll dispongono di una discreta vista notturna, mentre i lupi bionici dispongono addirittura di visori agli infrarossi. Zara è l'unica del gruppo ad essere svantaggiata, ma Zadox corre ai ripari sollevando un pesante macigno, che scaglia con forza immensa contro il lontano soffitto. Il troll ha dimostrato la sua forza combattendo accanto a Dragonfire contro un verme mangiaroccia. La forza di Zadox è all'altezza della sua fama, giacché il macigno distrugge parte del soffitto, senza ricadere all'interno della città fantasma, lasciando entrare luce ed aria. Zara ringrazia il poderoso amico, facendo contestualmente sibilare la sua frusta assetata di sangue. I sensori di Black Dragon e Robokiller registrano il rumore prodotto dal macigno lanciato dal troll, e si preparano ad agire. Le entità che muovono all'attacco dei cinque guerrieri sembrano fatte di tenebra, ma devono arrestarsi quando raggiungono il cono di luce solare proveniente dall'alto. Tentacoli si agitano minacciosi, sfidando gli intrusi. Persone ragionevoli approfitterebbero di questo stallo, ed aspetterebbero l'arrivo degli aiuti, ma i troll non sono compresi tra le specie ragionevoli. Zadox si lancia quindi all'attacco, desideroso di mettere le zampe su qualcosa da strappare e da sfondare. Viene però avvolto da mille funi cedevoli, che, pur non avendo la capacità di spostarlo, tentano di soffocarlo. Forse ci riuscirebbero se a fianco di Zadox non combattessero la fustigatrice ed il nano tagliagole. Dimostrano entrambi di essersi sintonizzati sulla densità di quella pseudocarne, giacché frusta e coltelli vanno a segno, in profondità. Un doppio ululato metallico accompagna i balzi devastanti di Qwert e Tyop; ormai i due lupi cibernetici hanno trasceso ogni timore, ed ora sono spinti solo dal desiderio di massacrare qualcuno o qualcosa. La piazzetta, circondata da alti palazzi spettrali è diventata un campo di battaglia senza esclusione di colpi. Gli eroi avrebbero solo bisogno di più luce, giacché i loro occhi sono ingannati da una maledetta foschia. Per il resto, stanno sicuramente vincendo il combattimento; il pavimento della città fantasma è cosparso di uno strano sangue violaceo, che fuma a contatto coll'aria. A terra si dibattono grossi pezzi di carne ancora pulsante, che, investita dalla luce solare, fuma e marcisce a vista d'occhio. Black Dragon prende i comandi del Desert Cruiser, permettendo a Robokiller di volare sul tetto della immensa costruzione. Il robot, riattivato anni fa da Maschera di Ferro e da Uglux per distruggere Evolution, è ormai diventato padrone di se stesso. Sa chi sono gli amici e chi sono i nemici. I reattori che ha assemblato nella sua struttura mutevole si accendono, proiettandolo verso l'alto. Individuato il buco nel soffitto della città fantasma, causato dal masso scagliato da Zadox, Robokiller scende per aiutare lui e gli altri. I suoi giganteschi pugni sfondano la copertura del tetto, per fare giungere ancora più luce ai combattenti per i quali parteggia. Decine di metri più in basso, le forme tentacolate arretrano, lasciando sul terreno gran parte della loro stessa sostanza. I suoni che emettono non trovano corrispondenze sulla Terra o sul mondo di provenienza di Zara, Jedd, Zadox, Tyop e Qwert. Robokiller atterra al centro della piazzetta, poi le sue numerose armi aprono il fuoco, scaricando su quel che resta degli aggressori una valanga di piombo infuocato. Qwert abbaia, latra ed ulula per annunciare agli altri che qualcuno li osserva dalle finestre delle case circostanti. Per alcuni secondi si notano movimenti lievi e dissimulati; poi più nulla. Robokiller, Zadox il troll, Zara la fustigatrice, Jedd il nano tagliagole, Qwert e Tyop i cyberlupi decidono il da farsi. Chiaramente non sono benvoluti all'interno di quella enorme cripta, e non hanno alcun motivo di frugare in lungo ed in largo, per stanare larve cimiteriali, antichi orrori ed altre schifezze semoventi e tentacolate. Meglio tornarsene al Desert Cruiser ed all'aria aperta. Preferiscono il sole a picco che quest'ombra malata che cela solo insidie. Quando il gruppo si volta per tornare verso l'entrata, scoprono che nessuna luce indica più in quale direzione muoversi. Inoltre le case si sono mosse, slittando in maniera appena percettibile, e creando un vero e proprio labirinto alto decine di metri. All'esterno della città fantasma, Black Dragon è ingannato dal portale rimasto aperto. Da fuori sembra che l'uscita sia libera, mentre invece non è così. Robokiller prova a prendere contatto con il suo amico automa, ma qualcosa crea un'interferenza nella comunicazione via radio. Chiunque abbia ordito questa trappola non ha tuttavia tenuto presente che Robokiller è in grado di trasportare in volo tutti, compreso il troll, fino al buco nel soffitto. Prima di essere coinvolti in un'altra sterile battaglia, i tre bipedi ed i due quadrupedi salgono sui predellini che il gigante metallico estroflette per loro. Poi Robokiller decolla; nel passare accanto ad alcune finestre, scorgono pseudopodi che si protendono per afferrarli, ma passano pressoché indisturbati. Dopo pochi minuti, il gruppo si ricostituisce sul tetto della città fantasma, cercando di capire in che direzione ed a quale distanza si trovi il Desert Cruiser. Zara ammira la tecnica costruttiva adoperata per edificare quell'enorme struttura, ma è contenta di esserne uscita. Il tetto non è un piano uniforme, bensì una serie di pendenze, accostate senza un'apparente logica. Anche il troll ed il nano sembrano propensi a studiare la trappola dall'esterno, facendo attenzione che non si riapra sotto i loro piedi. Tyop scorge qualcosa che lo induce a correre via, seguito da Qwert. I due lupi bionici saltano da una vetta artificiale alla successiva, notando che esistono anche pericolosi crepacci in perenne movimento. Loro però sono molto agili, ed alla fine stringono le mascelle potenziate su uno strano essere peloso, dotato di sei zampe provviste di artigli. Quando lo portano, ancora vivo ed infuriato, dove si sono fermati Robokiller e gli altri, è evidente che si tratta di un sorprendente ibrido, presumibilmente un mammifero. Che sia o meno il prodotto di sperimentazioni folli, o che provenga anch'esso da un altro mondo, non suscita alcun interesse in Zadox, che lo solleva e lo scaglia facilmente a grande distanza. Quando quella spia a sei zampe atterra sulle tegole del tetto smisurato, si ode un grido di dolore e di rabbia, entrambi decisamente alieni. Segue una corsa veloce, il rumore soffocato di alcuni impatti, e poi più nulla. In quel momento, Black Dragon ha scoperto l'inganno del portale solo apparentemente aperto, ma, invece di entrare con la forza da quella parte, si muove con il Desert Cruiser alla ricerca di un accesso alternativo.

lunedì 21 aprile 2014

GRUPPI DI SUPPORTO_329° episodio

Piero, Maria, Franca e Gianni sono al cospetto del loro maestro: il vampiro di Akros conosciuto come Red O'Neal. I quattro ragazzini, che lui e la Guaritrice hanno salvato da una malattia terminale, sono contenti di comunicargli di avere trovato finalmente un nome per il loro gruppo. Gli segnalano altresì che gli Annusatori delle Tenebre (questo è il nuovo nome del gruppo) sono cinque, avendo cooptato la giovane extraterrestre Lyra. Lei, che non ha mai incontrato prima un vampiro, osserva Red O'Neal con un certo timore. La sua tuta super-tecnologica rivela in lui parametri vitali molto differenti da quelli dei terrestri; anche di quelli dei suoi quattro giovanissimi allievi. Loro, che trattano il vampiro di Akros come fosse il loro papà adottivo, gli chiedono se possono “tenere” Lyra, come se fosse un cucciolo di cane o di gatto. La giovane asseconda il loro gioco, giacché non sa se il suo popolo manderà qualcuno a cercarla sulla Terra. Sono dei mercanti, e le loro giornate sono piene di acquisti e vendite. Non si sono dimenticati di lei, ma probabilmente pensano che se la debba cavare da sola. Red O'Neal che come Lyra è lontano dal suo mondo natale (è nativo di Akros) può capire le sue sensazioni ed il suo disagio. Meglio trovarle qualcosa da fare, per evitare che si intristisca troppo. Lyra potrebbe fungere da sorella maggiore per i quattro piccoli scalmanati; è viceversa più difficile inserirla nel tessuto scolastico. Non potrebbe di certo frequentare le lezioni con indosso la tuta, che le serve per muoversi su un pianeta con la gravità superiore a quella a cui il suo fisico è abituato. Red O'Neal è un vampiro bicentenario, con molta esperienza alle spalle, e molte risorse. Da quando è arrivato sulla Terra si è infatti già procurato alcune coperture, che chiama basi operative. In una di esse ha collocato numerose apparecchiature informatiche, per le quali occorrerebbero operatori capaci. Lyra accetta la proposta, non avendo una casa e non intendendo passare la notte a litigare con barboni che la vorrebbero rapinare. Red O'Neal ed i suoi Annusatori delle Tenebre agiscono ovviamente di notte e lo fanno velocemente. Piero, Maria, Franca e Gianni sanno correre e saltare come nessun essere umano della loro età. Il vampiro è capace di levitare e di mimetizzarsi in maniera molto efficace. Quando però devono spostarsi assieme, salgono su un furgone grigio e nero dotato di motore elettrico. In tal modo vengono notati pochissimo anche nel silenzio notturno. Assieme a Lyra si dirigono verso la base operativa; lei ovviamente cataloga quel mezzo di trasporto come il prodotto di una tecnologia tremendamente arretrata. Anche i computer, all'avanguardia per tutti noi, per Lyra sono anticaglia. Finalmente sorride pensando a ciò che di buono potrà fare per i nuovi amici, che si stanno impegnando parecchio per un'estranea giunta dallo Spazio. Neppure gli Esploratori dei Sogni si sono dimenticati di lei, e pregustano una prossima avventura. Il dottor Occulto, fondatore e capo di Evolution, osserva tutto ciò e molto di più dal piano astrale. Al momento il drago ed i mutanti stanno riposando, dopo il recente salvataggio di numerosi giovani naufraghi. Occulto ha avuto recentemente notizia di un rapimento di massa, ad opera di un fastidioso gruppo di terroristi. Il capo di Evolution pensa che affiderà il caso ai J-Six (John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude). Questi simpatici mutaforma provenienti da un piano dell'esistenza prossimo al nostro hanno deciso di interpretare la parte di sei attori spaccatutto. Salvare alcune decine di donne, rapite da una banda di fuori di testa, è l'ideale per loro. Potranno armarsi di tutto punto, come in ogni film d'azione che si rispetti, e lanciarsi alla carica come invincibili guerrieri sempre pronti alle battute salaci. I terroristi in questione sono invece una massa disordinata di straccioni illetterati, che di punto in bianco hanno deciso di essere diventati i difensori della vera fede. Essendo illetterati si sono necessariamente fidati di qualcuno che ha letto loro alcuni passi scelti di un libro riconducibile, come tutti i testi religiosi, alle parole di un profeta. Detto profeta sostiene di avere ricevuto precise istruzioni su come organizzare la vita altrui, direttamente da Dio (con la D maiuscola), qualunque sia il suo nome. Come si distingue la vera fede da una fede più fasulla? Per centinaia di anni, questi e quelli si bastonarono a vicenda, sostenendo ognuno di avere ragione; quindi l'avversario doveva avere torto. Inutile spiegare ai due o tre contendenti che il Dio a cui si rifacevano è lo stesso. Lui, il Dio in questione, risulta abbia peraltro perso interesse per i cretini di tutte le parti in lotta molto tempo fa, quando provò senza troppo successo ad annegarli con un diluvio, che i sopravvissuti chiamarono "universale". Ci è andata bene. Tornando ai “nostri” terroristi, sono più bravi a sparare con un mitragliatore che a parlare. Piuttosto che lavorare i campi o allevare le pecore, sono diventati dei predoni nei confronti del loro stesso popolo. Oggi ogni scusa è buona per rapire, rapinare e violentare. Giacché l'illetterato è sovente invidioso di chi cerca di scrivere e di esprimersi secondo regole grammaticali certe, una banda di somari locali si è messa in marcia per impedire ad un gruppo di donne di emanciparsi dal vuoto culturale nel quale la loro tradizione le ha sempre relegate. È evidente che dire “tradizione” è cosa diversa dal dire “cultura”. Le donne stavano imparando a leggere, sotto la guida di un'insegnante occidentale, quando i predoni hanno fatto irruzione, sparando contro il soffitto. Ovviamente le presenti hanno capito subito che fare resistenza sarebbe stato sconsigliato; ciò non ha impedito ai selvaggi di malmenarne alcune. Visto che se non compari sui social network non esisti, gli ignorantoni hanno filmato le loro vittime con i loro smartphone, mettendo poi in rete i files video. Avere in mano uno smartphone non equivale di certo ad essere intelligente, ma senza smartphone sei peggio di un predone del deserto. Smart è riferito al phone, non a chi lo detiene. Grazie a questo filmato, scaricato in pochi minuti da migliaia di sfaccendati, i J-Six hanno garantito al dottor Occulto che daranno una ripassata ai caproni, immaginando che il loro odore corporeo sia all'incirca quello. John, Jack e Jeff sul primo fuoristrada; Jim, Jordan e Jude sul secondo. I sei mutaforma si divertono moltissimo a guidare nel deserto, perché evidentemente la loro fisiologia aliena li supporta. Anche senza impegnarsi, tutti e sei sono mutati provvisoriamente in rettili quanto basta a non schiattare per un colpo di sole. Le loro auto però non sono altrettanto robuste, e li costringono a numerose soste per riempire i radiatori. Sanno dove devono andare, ma la distanza è tale da rendere necessario l'uso di automezzi. Chi abbia avuto a che fare con un motore che procedeva a strattoni può provare ad immaginare cosa significhi attraversare in quelle condizioni un deserto. Qualora l'autovettura si fermi per un guasto meccanico su strada o su autostrada, esiste la possibilità di telefonare ad un carro attrezzi. Viceversa, attraversando un deserto, se l'automezzo si ferma si può contare solo sulle proprie forze. C'è da dire che i J-Six, anche se sembrano esseri umani, non lo sono. In base a meccanismi che neppure loro hanno comprendono appieno, colloquiano con i motori dei loro fuoristrada, che diventano senzienti nella misura in cui possono decidere di collaborare ad una causa comune. Il viaggio non è comunque agevole, ma una volta arrivati i J-Six ricompensano i loro destrieri meccanici con una corrente di energia risanante. I cilindri sfiatati si ricordano di come erano all'inizio della loro carriera, e si plasmano in tal senso. Adesso John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude devono pensare ad altro. I terroristi si sono rintanati in un capannone e lì tengono sotto mira le donne rapite. Se questo accadesse in una città o nei pressi, la polizia sarebbe in arrivo o forse avrebbe già fatto irruzione. Qui invece, in un continente molto bello ma abitato da gente propensa a prendere a bastonate il prossimo, la polizia è solo uno dei tanti concetti astratti. Il capannone ha due porte e quattro finestre: perfetto per i J-Six, che si spartiscono gli obiettivi. Irrompendo contemporaneamente, intendono cogliere di sorpresa quei criminali che presumibilmente non sono esperti di tecniche di guerriglia. Non basta infatti rapire alcune donne disarmate per divenire automaticamente un guerrigliero. I J-Six non hanno intenzione di andare tanto per il sottile, giacché gli attori che stanno impersonando riempiono i botteghini dei cinema sparando prima di iniziare a fare le domande. Personaggi forti e silenziosi, perché dopo avere massacrato tutti i cattivi c'è poco da parlare e sicuramente non ci sono discussioni da fare. Dopo avere sincronizzato i loro orologi, i sei mutaforma fanno saltare contemporaneamente le porte e le finestre. Il caos che ne scaturisce è tale che nessuno dei delinquenti spara sulle donne rapite. Istintivamente tutti i terroristi arretrano fino a posizionarsi schiena contro schiena. Poi sparano con tutto ciò che hanno contro i nuovi arrivati. Le donne nel frattempo si sono buttate a terra, cercando di allontanarsi dal punto focale della battaglia. John imbraccia un fucile a canne mozze, che vomita grossi pallettoni; non ha bisogno di mirare, perché la sua arma disegna una rosa della morte molto ampia. Jack preferisce un mitragliatore, di quelli con i caricatori ricurvi; un'arma da terroristi impiegata contro di loro. Jeff impugna due grosse pistole a tamburo, con proiettili di calibro sufficiente a perforare i normali giubbotti antiproiettili. Jim ha deciso di distinguersi, e si è procurato un modernissimo arco in lega di metallo e carbonio; le sue frecce sono ovviamente dotate di carica esplosiva. Jordan ha trovato chissà dove un mitra da gangster; nonostante l'aggeggio abbia oltre ottant'anni, distribuisce con disinvoltura la sua quota di morte. Anche Jude ha voluto a suo modo differenziarsi dai colleghi. Spara con un fucile da cecchino, dopo essersi preventivamente trovato una posizione sopraelevata. Nel suo caso, un colpo un centro. I terroristi in genere non sono bravi soldati. Attaccano di sorpresa nemici disarmati, possibilmente da dietro. A loro non interessa essere apprezzati per il coraggio, bensì per i risultati. Più persone ammazzano, meglio è per loro. Oggi però mettono a segno solo qualche colpo di striscio, prima di cadere crivellati e fatti a pezzi dai formidabili J-Six, che sono quasi delusi che la loro battaglia sia già finita. A questo punto, una delle donne rapite attira la loro attenzione. I sei eroi si ricordano quindi che gli attori ai quali si ispirano con dedizione maniacale sono adorati dal pubblico femminile. Non si tratta tuttavia di una fan alla ricerca di un autografo. Esprimendosi a parole e gesti, spiega che uno dei terroristi è riuscito a scappare, a bordo di un fuoristrada. Poco male, giacché nel deserto avrà grosse difficoltà a far perdere le sue tracce. Sfortunatamente il criminale ha condotto con sé due delle donne rapite. John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude si precipitano fuori dall'edificio, pronti all'inseguimento, che è però reso impossibile dai copertoni del secondo fuoristrada, tagliati dal terrorista in fuga. Jim è il primo ad accorgersi di una vecchia moto, appoggiata ad un muro. Jack capisce l'intento di Jim, e prima che qualcuno proponga di tirare a sorte a chi spetti l'onore di inseguire il criminale, salta in sella alla moto dietro al socio. A John, Jeff, Jordan e Jude non resta che fare la conta dei nemici uccisi. La missione è quasi compiuta, ed i due mutaforma all'inseguimento del teppista vogliono attribuirsi anche quel punto. Jim spreme all'inverosimile la vecchia moto, anche grazie al talento che lui ed i suoi simili hanno dimostrato nei confronti dei congegni meccanici. Il criminale in fuga intanto urla e minaccia, ma deve concentrarsi sulla guida, per evitare di rovesciare il veicolo. Jack userebbe il suo mitragliatore, ma potrebbe ferire le donne. Poi i due formidabili imitatori si ricordano di una scena ricorrente in molti film. Così Jack balza dalla moto, abilmente condotta da Jim. Il veicolo è un telonato, che si presta a questo genere di azione. Jim però non si accontenta di fare il driver, e balza addirittura sul cofano della camionetta, lasciando la moto al suo destino. Il terrorista, preso tra due fuochi, ignora il rischio più immediato che proviene dalle donne che ha rapito. Avendo trovato una grossa chiave inglese ed una leva di acciaio, le abbattono all'unisono sulla testaccia del criminale, che perde quel po' di conoscenza che gli restava. Jack è veloce a buttarlo fuori, ed a prendere i comandi del mezzo fuori controllo. Nemici abbattuti: tutti; perdite: zero! Quella sera i J-Six potranno offrirsi un'abbondante bevuta di birra, pagata dal dottor Occulto, che ringrazia sentitamente.

giovedì 17 aprile 2014

SOCCORRITORI E NAUFRAGHI_328° episodio

Gli Esploratori dei Sogni sono quasi tutti ospiti di Lyra, sul suo pianeta. Anche lei ha una casa ed un animale domestico; il fatto che abbia sei zampe e due code non disturba Cyberdog e neppure Braxcat, che giocano a chiacchierano con il loro nuovo amico extraterrestre. Mancano Clara ed il Lupo Nero, che stanno arrivando a bordo di una monorotaia a levitazione magnetica. Sul convoglio, nessuno fa caso alla ragazza coperta da un'armatura argentea, e neppure al suo accompagnatore grosso, peloso e dotato di formidabili denti. Anzi, c'è chi con il Lupo Nero intrattiene un'amabile discussione. Anche sul pianeta di Lyra ci sono tanti mutaforma, che assumono sembianze di animali con quattro o sei zampe, e ne parlano il linguaggio. Quando il Lupo Nero entra da una finestra, con Clara a cavalcioni, il gruppo è al completo. I nuovi arrivati si presentano, e Lyra è contenta di avere tanti nuovi amici. Crede di essere tornata a casa, e gli Esploratori dei Sogni assecondano questa convinzione; nel frattempo la studiano per poterla aiutare quando si sveglierà. Quella notte sono in circolazione altri giovani eroi; gli allievi di Red O'Neal potrebbero essere i fratelli minori dei Giovani Licantropi ed anche di Clara. Piero, Maria, Franca e Gianni sono stati guariti da una gravissima malattia grazie al lavoro congiunto del vampiro di Akros e della Guaritrice di Evolution. Come tutte le notti, hanno messo a dormire i genitori, i fratelli e le sorelle, grazie alle doti che hanno acquisito in seguito alla trasformazione che li ha resi più che umani. Red O'Neal questa notte non si è fatto ancora vedere, ma essendo un vampiro in grado di levitare, probabilmente li tiene d'occhio da una posizione sopraelevata. I quattro ragazzini (chiamarli bambini esporrebbe a serie rappresaglia) hanno deciso di chiamarsi Annusatori delle Tenebre, ma non si sentono vincolati ad alcun nome. Loro sono un gruppo di apprendisti super-eroi che di mattina vanno a scuola, e di notte “annusano” le piste che il loro maestro predispone e segnala loro grazie ad una telepatia molto speciale. Red O'Neal è in contatto con la Maga, che lo ha avvisato dell'arrivo sul nostro pianeta di una viaggiatrice spaziale, scesa dall'enorme astronave che ieri è stata teatro di uno scontro tra gli alieni ed Evolution. Il vampiro di Akros ritiene che rintracciare quella viaggiatrice sia un compito adatto ai suoi scalpitanti allievi. Piero, Maria, Franca e Gianni si recano quindi nell'area dove la presenza della visitatrice è stata registrata per l'ultima volta. Sono molto veloci ed agili; in più hanno sviluppato l'attitudine a rimbalzare come palle di gomma. Questo talento si rivela utile tutte le volte che, attraversando una strada senza guardare, vengono investiti dai veicoli che sopraggiungono. Nel sotterraneo parzialmente crollato, ove Lyra ha trovato rifugio per la notte, anche il vecchio barbone ha ceduto al sonno. Di sicuro ha bisogno di staccare la spina dalla realtà della sua vita poco gratificante. Nel buio trama il suo amico, o forse dovremmo dire ex amico. Costui verifica che la ragazza stia veramente dormendo. Si avvicina, armato di un bastone, per vendicarsi del maltrattamento che Lyra gli ha inferto. Lui voleva derubarla, ma non aveva considerato che la tuta della giovane è supportata da una tecnologia molto più avanzata di quella umana. Infatti proprio adesso la tuta attiva i suoi automatismi difensivi, ma non ha ancora svegliato Lyra. Processori indipendenti, in grado di elaborare moltissimi dati in una frazione di secondo. Micromotori, che agiscono sull'esoscheletro della tuta. Una reazione commisurata all'aggressione, per non sprecare energia. Appena il perfido barbone giunge a tre metri dalla dormiente, con il bastone sollevato pronto a colpire, la tuta di Lyra gli spara contro alcuni dardi intrisi di una neurotossina. Il dosaggio è stato deciso in base alla banca dati a disposizione, adottando la quantità sufficiente ad atterrare uno scimmione che vive nelle foreste del pianeta natale di Lyra. Sfortunatamente per il barbone terrestre, il suo fisico non è altrettanto resistente. La neurotossina gli provoca pertanto alcune paralisi locali, ma non si ferma lì. Dopo due secondi dall'iniezione, il perfido soggetto si rotola a terra, sbavando. Non riesce a respirare e rischia di soffocare. Il barbone più anziano, che era addormentato, interviene nel tentativo di rianimarlo, ma il suo compagno di sventura è già stato colto da arresto cardiaco. Lyra è ignara di quanto avviene a breve distanza dal suo corpo fisico. Nel sogno, è accompagnata dai suoi nuovi amici, che corrono a due ed a quattro zampe, annusando ed osservando le meraviglie di un pianeta che, per quanto possa apparire alieno, è bello nelle sue specificità. Alberi mai visti, di colori sgargianti, che manifestano una limitata capacità di movimento su radici che sembrano zampe. Grosse farfalle multicolori, che a guardarle bene sembrano le fatine delle leggende terrestri. Gli Esploratori dei Sogni stanno apprezzando quella visita imprevista ad un pianeta che si trova ad una distanza inimmaginabile dalla Terra. Forse Lyra proviene da uno di quei mondi che i nostri più potenti telescopi stanno avvistando a centinaia di anni luce da noi. Visto dalla dimensione dei sogni, il pianeta della giovane mercante ricorda la Terra. Presumibilmente è più piccolo, e questo spiegherebbe la necessità per i suoi abitanti di munirsi di un esoscheletro per muoversi agevolmente dove la gravità sia maggiore. Il Lupo Nero è il primo ad accorgersene, poi tocca ai Giovani Licantropi, a Clara, Cyberdog ed a Braxcat. Il sogno sta sfumando, e loro stanno perdendo il contatto con Lyra. Il gattino demone che per primo ha rilevato la presenza di Lyra sulla Terra, grazie al Pozzo del Destino, ha però registrato la sua impronta energetica, che aiuterà lui e gli altri Esploratori dei Sogni a trovarla nella nostra realtà. Sono viceversa quasi sul bersaglio i giovanissimi Annusatori delle Tenebre, che scendono nel sotterraneo dove Lyra si sta svegliando. Uno dei due barboni è quasi completamente fuori gioco, l'altro si mostra decisamente abbattuto. Poi però, superando l'atteggiamento rinunciatario che ha fatto di lui un uomo senza dimora, si precipita in strada, cercando aiuto per il suo amico. Piero, Maria, Franca e Gianni hanno pochi minuti per portare via di lì l'aliena, ma prima devono comunicare con lei, per evitare un conflitto inutile. Interviene ancora una volta la tecnologia della tuta della giovane, che crea un ponte telepatico tra lei e loro. Bypassando le parole, che cambiano in base ai luoghi ed ad altri fattori, i simboli mentali sono un codice più antico e più solido. Lyra comprende che quei quattro piccoli terrestri dicono il vero, e li segue mentre la conducono verso una uscita alternativa. Maria e Franca si identificano fin da subito con lei, che non è molto più vecchia di loro. Nel frattempo, Evolution interviene in soccorso dei passeggeri di una nave che sta affondando. L'allarme è stato tempestivo, ma le scialuppe vengono prese d'assalto rischiando di rovesciarle. La temperatura dell'oceano è di pochi gradi sopra lo zero, e l'ipotermia è un rischio concreto per chiunque cada in acqua. Ferox, Kong, Fulminatore e la Maga per una volta non supportano Dragonfire in una battaglia. I mutanti ed il drago non dovranno abbattere super-criminali o mostri, bensì salvare giovani vite umane. Infatti la piccola nave trasportava centinaia di studenti in gita. Il velivolo multifunzione progettato e costruito da Kong è più veloce di qualunque caccia militare terrestre. Alcune importanti scoperte tecnologiche a cui Evolution ha avuto accesso non sono state infatti divulgate, proprio per evitare che venissero usate per ammazzare meglio gli innocenti. Il velivolo multifunzione di Kong viaggia ad alta quota, per sfruttare la maggiore rarefazione atmosferica. Quando avvistano la nave, è parzialmente affondata. Alcune scialuppe la circondano, ma ci sono anche persone in acqua. Fulminatore rimane ai comandi, mentre i suoi colleghi scendono verso l'oceano grazie ai loro supporti antigravitazionali, che Kong ha modificato in vista di questo intervento. Così lui e Ferox possono estrarre dalle acque i naufraghi senza doversi tuffare a loro volta. Tentacoli metallici che fuoriescono dai craft antigravitazionali, controllati direttamente dai loro cervelli, si comportano come arti aggiuntivi che agiscono con grande precisione. La Maga ricorre invece alle sue doti telecinetiche per ottenere gli stessi risultati. Fulminatore osserva ciò che accade sui suoi monitor; oggi occupa una posizione di retroguardia, per evitare che una sua emissione elettrica possa involontariamente danneggiare gli umani immersi nelle acque oceaniche. Il primo intervento di Dragonfire richiede da parte sua un grande controllo; giacché deve scaldare l'acqua nei pressi della nave, senza fare bollire i naufraghi. Adesso Ferox, Kong e la Maga possono agire con meno fretta. Fulminatore abbassa quasi sul pelo dell'acqua il velivolo multifunzione, in maniera tale da consentire ai colleghi di portare a bordo i naufraghi che hanno salvato. La seconda parte dell'intervento di Dragonfire prevede un suo tuffo in profondità. Si sgancia quindi dal suo supporto antigravitazionale, che si allontana in attesa di nuovi comandi. Il drago intende liberare quanti siano rimasti intrappolati nelle viscere della nave, prima che si inabissi. Anche lui, come quasi tutti i rettili, si trova a suo agio nell'acqua. Scende incurante della pressione crescente; giunto ad alcune decine di metri di profondità, si avvicina alla nave. La Maga ha individuato le persone intrappolate in un locale, che teoricamente dovrebbe essere a tenuta stagna. L'acqua penetra e l'aria esce; il panico si diffonde, mentre i naufraghi temono che gli aiuti non giungano in tempo per salvarli. Dragonfire affonda unghie e dita nel metallo della chiglia, praticando un varco sufficientemente largo. Deve accedere al locale dove si trovano le persone intrappolate, ma deve evitare di annegarle. Fare il super-eroe non è facile come in certi fumetti, dove il bruto di turno prende a pugni qualsiasi cosa, senza provocare danni collaterali. Evolution non punta sulla fortuna, bensì sul raziocinio. Gli sguardi dei naufraghi si volgono verso l'alto, perché è di lì che giunge il suono di metallo spezzato e piegato. Dragonfire si fa strada lottando anche contro il tempo, ed alla fine una possente zampa verde che sbuca dal metallo contorto annuncia il suo arrivo. La Maga, in contatto telepatico, annuncia che il drago di Evolution ha trovato le persone imprigionate nel ventre della nave. I passeggeri esultano, conoscendo il suo grande potere. Un'oscillazione del traghetto annuncia che l'acqua dell'oceano sta facendo irruzione indisturbata nelle stive. Ciò significa che la nave affonderà sempre più velocemente. Dragonfire deve pertanto condurre i passeggeri verso l'alto, finché la prua emerge ancora di qualche metro dall'acqua. Kong e Ferox intanto hanno individuato il percorso aperto dal loro amico, e si sono uniti a lui nella missione di soccorso. Tutte le cinture ed i cavi disponibili servono a realizzare una lunga e robusta fune, per aiutare gli sfortunati gitanti ad uscire da quella trappola mortale. Kong e Ferox assistono Dragonfire, che apre la cordata. Il gigante verde si arrampica scavando appigli nel metallo con le zampe artigliate, trascinando dietro di sé i passeggeri che si aggrappano disperatamente alla fune di emergenza. L'agilità di Kong e di Ferox compattano e rassicurano quel gruppo di insoliti scalatori. Non c'è tempo per le chiacchiere e le scene isteriche, ma pare che i giovani stiano reagendo con un'imprevista ma bene accetta maturità. Verso la fine dell'ascesa, sfortunatamente l'afflusso dell'acqua aumenta, investendo con violenza i super-eroi ed i passeggeri. Alcuni perdono la presa precaria, pur rimanendo aggrappati alla fune con tutte le loro forze residue. L'acqua fredda indebolisce gli umani fin dal primo contatto; le loro mani congelano, perdendo sensibilità. Dragonfire reagisce emettendo una quantità contenuta di fiamma, che eleva istantaneamente la temperatura dell'aria circostante. Il vapore prodotto diminuisce la visibilità, ma il drago, assistito dall'uomo bestia e dalla donna leopardo di Evolution continua la sua ascesa inarrestabile. Un grosso portello sembra volergli sbarrare la strada, ma Dragonfire lo scardina come se fosse fatto di legno di balsa. Adesso gli stanchi scalatori vedono il cielo sopra di loro; poi il drago utilizza la sua super-forza per trarre a sé l'intera cordata, come fosse una gru. Gli unici danni riportati dai naufraghi sono alcune ferite superficiali, dovute allo sfregamento durante la salita con sporgenze metalliche. La prua della nave è ormai quasi del tutto sommersa, ma il velivolo multifunzione condotto da Fulminatore levita trenta centimetri sopra la superficie dell'oceano. La Maga sfrutta tutte le sue energie telecinetiche per condurre a bordo gli infreddoliti ma felici gitanti. Ferox e Kong fanno la loro parte, mentre Dragonfire rimane in piedi sul bulbo di prua del traghetto quasi completamente scomparso sotto le onde, offrendosi a quelli che non si sono ancora messi in salvo come appiglio per non scivolare nelle gelide acque. Quando anche l'ultimo tra i passeggeri è salito a bordo del velivolo multifunzione, Dragonfire, spinto da muscoli senza pari, balza verso l'alto, dove ad attenderlo c'è il suo fedele supporto di volo, conosciuto come dragoncraft.

domenica 13 aprile 2014

L'ARRIVO DI LYRA_327° episodio

La popolazione terrorizzata volge lo sguardo verso il cielo, ma non lo vede a causa della colossale astronave che staziona sulla città. Cosa può ispirare un terrore di quelle proporzioni se non la quasi certezza di essere prossimi ad una dipartita di massa? Molti avevano sostenuto che fosse impossibile per gli alieni mantenere quella posizione, e quei molti adesso potrebbero incassare le scommesse. A quanto pare però non avrebbero tempo di spendere il frutto della loro previsione. Ovviamente gli arditi scommettitori non hanno mai sentito parlare di antigravità. Tutti i viaggiatori spaziali ne fanno uso, per volare verso i pianeti lontani e per frenare la loro caduta. Il drago che ha dato fuoco a numerosi settori dell'enorme velivolo potrebbe essere additato come responsabile del disinserimento degli stazionatori antigravitazionali. I computer di bordo fanno il possibile per riparare i danni, perché neppure gli alieni hanno voglia di sfracellarsi e di morire tra le fiamme. È giunto quindi il momento per la terza parte del piano del dottor Occulto. Dopo l'attacco di Ferox, Kong, Fulminatore e Maga, che stanno ancora combattendo nella sala comando, e dopo l'arrivo dirompente di Dragonfire, tocca a Galadriel dire la sua. Kong ha infatti sfruttato la copertura offerta dai suoi colleghi per connettere fisicamente uno dei suoi dispositivi al quadro comandi. Adesso il super-computer Galadriel scatena la sua offensiva. I dispositivi di bordo sono distratti, quindi vulnerabili all'intrusione, che giunge con forza e velocità senza pari. Galadriel è stata concepita dall'uomo bestia di Evolution, poi si è sviluppata secondo schemi solo suoi, diventando sempre più potente. In un classico della fantascienza, il super-computer, che si chiama come la regina degli elfi del Signore degli Anelli, sarebbe già diventato un super-nemico. Invece oggi conferma di avere sposato la linea d'azione di Dragonfire e dei mutanti di Evolution. Galadriel vuole preservare gli innocenti, che sono frammisti ai troppi cretini ed ai poco di buono. Per fare ciò, allunga le sue lunghissime grinfie elettroniche nell'anima cibernetica della mostruosa nave spaziale. Nessuna mente umana potrebbe sopportare neppure la milionesima parte di ciò che Galadriel assorbe in un secondo. Una quantità smisurata di informazioni che saranno tradotte in seguito. L'astronave è precipitata di pochi metri, ma la sua velocità di discesa aumenta. Poi all'improvviso si ferma, ed anche Dragonfire interrompe la sua devastazione. I quattro mutanti vengono teletrasportati sulla Vae Victis, perché Galadriel ha ordinato alla nave spaziale di allontanarsi dalla Terra. Il drago aspetta l'arrivo del suo dragoncraft per abbandonare la scena. Gli extraterrestri sono ancora sconcertati dal susseguirsi degli eventi, ma devono occuparsi di altro: le riparazioni d'emergenza e le procedure da adottare prima che la loro astronave esca dall'atmosfera ed aumenti la velocità a livelli inimmaginabili per la tecnologia umana. Il dottor Occulto si chiede se questa sia stata una vera invasione, giacché è stata impiegata una sola astronave, che ha concentrato la sua azione su una sola delle molte grandi città del pianeta. Il capo di Evolution ha ragione, e se potesse captare i pensieri del comandante della missione saprebbe che la finalità era più che altro esplorativa. La Terra non è infatti compresa tra gli obiettivi militari ed adesso neppure tra quelli commerciali di quegli extraterrestri. Per loro siamo noi gli alieni, ma adesso classificano la Terra come un mondo che potrebbe opporsi ad un'aggressione militare; buon per noi. Non immaginavano di certo che sulla Terra avesse trovato dimora un esemplare di drago in grado di padroneggiare la fiamma cosmica. Dal nostro punto di vista, chi si allontana dalla Terra esce del punto focale di tutti i giochi. Ovviamente non è così, per cui quando gli extraterrestri riprendono il controllo della loro astronave si dirigono verso uno tra i tanti obiettivi della loro tabella di marcia. Per loro i terrestri sono come dei selvaggi che non abbiano accettato di scambiare i loro manufatti con prodotti tecnologici che avrebbero cambiato la storia della specie. Peggio per noi, giacché la razza con la quale siamo entrati in contatto in maniera tanto traumatica non è votata alla conquista militare e neppure a divorarci uno ad uno. Analizzando le banche dati, il super-computer Galadriel scopre infatti che le scariche energetiche che hanno prodotto distruzione in città erano in realtà un effetto collaterale del galleggiamento antigravitazionale dell'astronave. I mercanti spaziali frattanto sono tornati a muoversi liberamente tra i pianeti. Dovranno peraltro fermarsi in una stazione di servizio più grande della nostra Luna, per effettuare le riparazioni ai danni causati dal formidabile drago verde. I mercanti dello Spazio hanno tuttavia dimenticato a Terra uno di loro. Una giovane recluta, che si è distratta nella contemplazione dell'architettura locale; come un archeologo nostrano che, gironzolando tra le vestigia del passato remoto, abbia perduto il senso del tempo. Questa giovane femmina, alta un metro e quaranta, volge lo sguardo verso il cielo proprio mentre l'astronave madre esce dallo stallo e si innalza velocemente. Lyra, questo è il nome che attribuiremo alla giovane studiosa, adesso è veramente nei guai. I suoi colleghi infatti non torneranno di certo indietro per raccoglierla. Deve trovare assolutamente un rifugio, prima di pensare a cosa fare successivamente. Lyra ha una famiglia sul suo pianeta natale: un padre ed una madre come tutti gli esseri viventi. Non discende da una specie di insettoidi partoriti da una mostruosa regina. È una mammifera bipede molto esile dal nostro punto di vista, specie perché potremmo definire sproporzionata la sua testa rispetto al corpo ed agli arti. Per il resto, non ha una dentatura da squalo, né capelli costituiti da serpenti, e neppure una coda. Noi e loro potremmo essere lontani parenti, ma noi saremmo tra i due quelli che vivono sugli alberi. Lyra è secondo gli standard della sua specie un'adolescente, e come tale è soggetta a sbalzi d'umore. Adesso ad esempio vorrebbe gridare per la frustrazione, o forse piangerebbe, ma la disciplina la trattiene dal compiere atti che la metterebbero sicuramente nei guai. Nella ricerca di un posto dove fermarsi a riposare, Lyra si avvicina alle macerie di un palazzo. Se i terrestri la vedessero adesso, sarebbe molto difficile spiegare loro di non essere responsabile di quella distruzione. Cammina in fretta tra mattoni e tegole rotte, fino a trovare l'accesso ad un locale sotterraneo, nel quale si rifugia. Questa notte dormirà lontanissima da casa, pensando ai suoi genitori affranti per la sua scomparsa. La sua tuta dispone di scomparti nei quali Lyra trova di che nutrirsi e dissetarsi, ma le razioni d'emergenza non dureranno a lungo. Nonostante sia molto agitata, Lyra cede alla stanchezza e si addormenta, per la prima volta sul pianeta Terra. Da quando hanno scoperto come raggiungerlo, gli Esploratori dei Sogni si recano sovente al Pozzo del Destino, dove montano la guardia a turno. Questa notte tocca al gattino demone conosciuto come Braxcat. Il Pozzo del Destino è l'unico punto fermo in quella dimensione che si estende in qualunque punto dell'Universo ove ci siano esseri in grado di sognare. Gli Esploratori dei Sogni per tacito accordo evitano di allontanarsi dall'ambito planetario, che è sufficientemente esteso. Questa notte Braxcat registra i pensieri di una dormiente extraterrestre, e scrutando nel Pozzo del Destino vede dove si trova. Gli Esploratori dei Sogni si preparano ad incontrarla in uno o ambedue i piani dell'esistenza. Nel frattempo, Lyra verifica di essere capitata in un posto frequentato da persone pericolose. Il primo tra i barboni scorge quella che sembra una bambina vestita con un costume carnevalesco. A lui non interessa da dove sia giunta, né se qualcuno la stia cercando. L'unica cosa che quel barbone ubriaco pensa è quanto potrà ricavare dalla vendita di qual costume. Se la bambina non dovesse cederlo, peggio per lei. Il secondo barbone è più anziano e riflessivo. Considera il suo collega di sventura quasi come un figlio, ma si tratta di una prole degenere e violenta. Appena focalizza le sue intenzioni, si interpone tra il primo barbone e la bambina. Lei si sveglia di soprassalto, ed assiste ad uno scambio di pugni tra i due straccioni. Purtroppo per lei, è il più giovane ad avere la meglio. Così, mentre il secondo barbone si accascia a terra sanguinante, Lyra deve contrastare l'aggressione fisica del sordido elemento. La sua tuta spaziale non è solo bella, ma contiene alcuni dispositivi di difesa ed attacco, che la giovane conosce molto bene. Ecco perché per lei è relativamente facile colpirlo con un raggio repulsore, che lo scaglia ad alcuni metri di distanza. Il barbone si risolleva acciaccato e convinto a lasciar perdere, almeno per il momento. Lyra rimane seduta, con la schiena appoggiata ad una parete di mattoni. Dovrebbe allontanarsi, ma non si sente molto bene. Decide quindi di riposare per alcuni minuti, prima di cercare un nuovo riparo. La stanchezza prende però il sopravvento, e la giovane mercante extraterrestre sprofonda in un sonno ristoratore. La sua tuta attiva automaticamente gli allarmi nel caso in cui si avvicinassero forme di vita aggressive. Il barbone più vecchio la osserva mentre dorme, e si commuove ricordando una figlia che non vede da anni. Lyra sogna e gli Esploratori dei Sogni si muovono per incontrarla. È bello risvegliarsi nel proprio letto, in una camera illuminata dal sole del mattino. Lyra si stira e si alza, perché questa mattina deve fare qualcosa, anche se non ricorda bene cosa. Lo chiederà alla mamma, che incontrerà in cucina, intenta a preparare la colazione. Poi, mentre cammina nel corridoio, la ragazza viene benevolmente assalita da un animale a sei zampe e due code, che abbaiando o forse tossendo le esplicita la richiesta di mangiare la sua dose di croccantini al gusto di alghe. Lyra prende in braccio la simpatica creatura, che risponde facendo le fusa ed anche un po' gracidando. La giovane ricorda vagamente della sua avventura su quel pianeta abitato da scimmioni vestiti. Di quel viaggio serba un brutto ricordo, come se fosse stata costretta a nascondersi ed a combattere. Meno male che l'astronave è tornata indietro a prenderla; perché altrimenti avrebbe avuto seri problemi a procurarsi da mangiare. Quando entra in cucina, il tavolo è apparecchiato, ma la mamma non si vede. Neppure il papà, ma Lyra immagina che a quest'ora sia già andato a lavorare. Si occupa di localizzare asteroidi dai quali estrarre i metalli che servono alle produzioni industriali del pianeta. Un lavoro utile, che il padre avrebbe voluto lasciare in eredità alla figlia; ma lei ha preferito la professione della mercante. Ecco il motivo per cui è andata incontro a quella brutta avventura su quel mondo coperto d'acqua, che gli umani chiamano Terra. Seduti al tavolo, in attesa di iniziare la colazione, ci sono quattro amici di Lyra: Rebecca, Sonia, David e Pedro. Sono simpatici, nonostante la loro abitudine di trasformarsi in una versione bipede dell'animale terrestre conosciuto come lupo. Lyra non ricorda di averli mai incontrati prima, ma il loro comportamento lascia intendere una condivisione di viaggi ed esperienze. Roop, il suo animale a sei zampe, ha già fatto amicizia con un cagnolino che di zampe ne ha solo quattro. Cyberdog e Roop intavolano una profonda discussione, fatta di suoni che solo loro capiscono. L'argomento di questa mattina è: “le conquiste spaziali dei granchi e degli scarafaggi”. Tutti e due sembrano intendersene moltissimo, e rafforzano le loro affermazioni consultando schermi di computer, che sulla Terra chiamano tablet. Dopo un po' li raggiunge anche il gattino demone Braxcat, che passa attraverso le pareti e cammina appeso al soffitto. Lyra è contenta della visita di questi nuovi amici, suoi e di Roop. Sonia e Rebecca riprendono la forma umana solo per avvisare che Clara è in ritardo, ma arriverà. Lyra non è certa di averla già incontrata, ma i Giovani Licantropi la convincono della loro versione dei fatti. “Giovani Licantropi” è un bel nome, adatto a quei quattro che a tratti si trasformano in creature pelose ed ululanti. Il sogno della giovane extraterrestre prosegue, assecondando il suo desiderio di riposare. Così trascorre la notte, sotto lo sguardo protettivo dell'anziano barbone, che per proteggere lei rinuncia al suo ristoro notturno.

mercoledì 9 aprile 2014

INVASORI DALLO SPAZIO_326° episodio

La vecchia fantascienza era basata sul confronto tra gli umani buoni e gli invasori alieni irrimediabilmente cattivi. Poi qualcuno ha raccontato storie con extraterrestri molto più evoluti di noi, non solo dal punto di vista della tecnologia dei viaggi spaziali, ma anche della convivenza pacifica. Nei libri e nei film purtroppo però i visitatori troppo aperti e generosi facevano una brutta fine. Forse per quel motivo, sono tornati in auge i cattivi. Quando una gigantesca astronave scende verso una grande città del pianeta Terra, gli abitanti dei paeselli sperduti nelle campagne o sulle montagne gongolano. Non stanno augurando ai cittadini di fare una brutta fine, ma per una volta stare in città si rivela controproducente. La gigantesca astronave non atterra, ma rimane sospesa grazie all'antigravità. I caccia militari non aprono il fuoco contro gli intrusi, perché se l'astronave precipitasse distruggerebbe mezza città, causando un numero spropositato di vittime. Oltre a ciò, i militari non ammetterebbero mai di sentirsi surclassati da una tecnologia che si è presa gioco dei radar e di tutti gli altri sistemi di avvistamento, compresi i satelliti. Poi dall'immenso velivolo scoccano verso la sottostante città dei raggi che sbriciolano interi edifici. A questo punto non è più il caso di ipotizzare un esodo ordinato. La popolazione impazzisce, e si riversa per le strade, che subito si intasano per l'eccesso di traffico. Ormai non si riesce quasi più neppure a camminare. Si registrano assalti ai supermercati, che subiscono devastazioni incalcolabili. Stiamo dimostrando agli invasori di essere simili ai topi o forse alle scimmie. Alcuni cittadini non partecipano ai saccheggi o al fuggi fuggi generale. Si recano viceversa nelle chiese a pregare un Dio che non ci ha mai promesso di difenderci dagli alieni. Anzi, non ce ne ha neppure parlato. I credenti si chiedono che rapporto abbiano i nuovi venuti con il loro Dio, che non ci fornisce più segni della sua esistenza da migliaia di anni. Mentre questi pregano, altri rubano e saccheggiano case e negozi. I caccia militari ricevono l'ordine di attaccare, ma nessun missile danneggia il velivolo alieno, che continua a sparare indisturbato su bersagli apparentemente casuali. I media nazionali ed internazionali riferiscono di quella che sembra un'invasione aliena. Gli umani che non sono direttamente minacciati nelle loro incolumità e nei loro beni si chiedono se e quando toccherà anche a loro. Cosa si può fare contro armi decisamente superiori? Gli invasori si stanno comportando con i terrestri come gli uomini bianchi si comportarono secoli or sono con i loro simili con la pelle di diversa sfumatura. Il ragionamento è: se noi facciamo guerre ed attuiamo massacri nei confronti di altri appartenenti al genere umano, con i nostri stessi gruppi sanguigni e gli stessi organi interni, perché degli alieni, che da noi potrebbero essere diversissimi dovrebbero andare tanto per il sottile? Ma queste sono riflessioni oziose, dato che non abbiamo modo di conferire con gli alieni in questione, che forse pensano che noi siamo un'infestazione tipo insetti, vermi o ragni. I raggi sparati verso il basso dall'astronave evidentemente servivano ad ammorbidirci, per poi sbarcare indisturbati. Alcune navette escono infatti dalla nave madre, per condurre a terra l'invasione vera e propria. Una piccola navetta silenziosa atterra nei pressi di una chiesa. Un portellone si apre per fare uscire una decina di bipedi in armatura. Hanno una grossa testa, ma braccia e gambe sottili. Se la loro tuta non fosse provvista di un esoscheletro, cadrebbero a terra vinti dalla gravità del nostro pianeta. Gli invasori extraterrestri provengono chiaramente da un mondo con una massa inferiore a quella della Terra, oppure sono rimasti per troppo tempo a bordo di un'astronave con gravità nulla o molto bassa. Sono armati di fucili non meglio identificati. Agiscono in silenzio; forse comunicano via radio, telepaticamente o con sistemi più sofisticati. Gli alieni trovano il portone della chiesa aperto, ed evitano di abbatterlo. All'interno del luogo di culto, sono riuniti molti umani di razze differenti. Tutti però sono uniti dalla volontà di pregare un Dio unico. Gli extraterrestri in effetti sono stati attirati dalle particolari energie che liberiamo quando cerchiamo di comunicare con le entità più astratte: quando, in preda alla disperazione, ci volgiamo al misticismo. Il capo del manipolo alieno confabula con altri due, a proposito di ciò che i suoi strumenti registrano. Il prete frattanto continua nella sua opera, che ricordo tanto una terapia psicoanalitica di gruppo. Forse gli extraterrestri considererebbero poco pericolosi quei terricoli, se il cretino di turno non si manifestasse per guastare la festa. Un tizio inizia intatti ad inveire contro gli invasori, che, pur non comprendendo il significato delle parole, non fraintendono la veemenza degli intenti. Quelli che sono discesi dall'astronave sono alti circa un metro e mezzo. Per loro, quell'umano urlante è una specie di scimmione pericoloso. Ecco perché qualcuno gli spara un proiettile a bassa potenza. L'esagitato cade e sbava, in preda ad un senso di soffocamento. Non è ferito a morte, ma la nostra fisiologia reagisce in maniera differente rispetto a quella della specie per la quale quell'arma è stata progettata. Quell'atto di aggressione spegne ogni intento di rispondere alla violenza con la sottomissione docile. La religione dei santi e dei martiri non ha superato il test del primo vero contatto con gli invasori non umani. La scorza della civiltà viene via facilmente, liberando ciò che siamo veramente: degli sfegatati fan di Guerra. Cento e più persone balzano all'attacco della decina di alieni in tuta spaziale, che si sentono pertanto autorizzati a sparare loro addosso per uccidere. Gli umani non sono armati, e non possono neppure usare le panche come arieti, essendo le stesse fissate al pavimento della chiesa. Ne risulta una vera strage, al termine della quale gli alieni mantengono un atteggiamento distaccato, come se avessero terminato degli animali nocivi. Il capo del manipolo ordina ai suoi di frugare nel grande locale, per individuare eventuali sopravvissuti. Ferox, la donna leopardo di Evolution, arriva proprio in quel momento sulla scena, ed inquadra la situazione per come si presenta. Non può riportare alla vita i morti, ma può farli accompagnare da qualcuno degli invasori. Ferox è una mutante che ha la potenza ed il carattere di un leopardo. Non si è mai integrata cogli umani, ma non è nata per mescolarsi con bipedi lenti e fragili. Il suo destino è un altro: fare parte del super-gruppo Evolution, assieme ad altri mutanti ed al possente drago alieno. Ferox molte volte si è fatta trascinare dalla sua natura, scatenandosi contro chi l'avrebbe uccisa se ne avesse avuto la possibilità. Occhio per occhio, direbbe qualcuno. Quando la donna leopardo attacca, pochi possono resisterle e sopravvivere. Oggi è arrivata troppo tardi per impedire un massacro, ma la vendetta è sempre una buona scusa per fare esercizio. Gli invasori extraterrestri non sono pronti ai suoi balzi fulminei, alle sue tecniche di combattimento uniche, e non possono neppure essere pronti per gli artigli della mutante felina. Sparano per uccidere, però devono fare attenzione a non colpirsi a vicenda. Ferox è in mezzo a loro, per dimostrare che neppure le loro armature possono salvarli da quelle unghiate a distanza ravvicinata. Dieci invasori alieni hanno spazzato via cento umani disarmati, ma adesso sono loro a cadere come il grano reciso da una falce. Uno solo di loro scampa all'eccidio; corre all'esterno della chiesa, dove trova la sua navetta. Ferox non lo insegue, perché ha ucciso a sufficienza. Sebbene la città sia ancora tenuta in ostaggio e sotto tiro, la polizia continua a presidiarla. Quando accorre, chiamata dai cittadini, trova morti umani e morti extraterrestri. Ferox non è più lì, perché altri innocenti possono avere bisogno del suo intervento. Gli extraterrestri morti rivelano parecchio sulla fisiologia degli invasori. Sono umanoidi, mammiferi, che mostrano un considerevole sviluppo cerebrale. Peccato per loro che non sia servito a controbilanciare la furia della donna leopardo di Evolution. Ferox non è arrivata da sola in città. Kong studia dal basso l'enorme astronave, desideroso di carpirne i segreti, ma il suo primo compito è di difendere i civili dall'eccessiva esuberanza di questi viaggiatori spaziali. Il dottor Occulto, fondatore e capo di Evolution, sospetta che ci sia qualcosa di insolito nel comportamento degli alieni. Infatti, se volessero distruggere la città, non incontrerebbero particolari ostacoli. Agiscono come se il loro scopo fosse diverso; quasi come se stessero riflettendo sui loro errori. Kong interviene per bloccare il rapimento di alcune ragazze, circondate e sotto tiro di armi che si sono dimostrate micidiali, purché ovviamente il bersaglio non sia una mutante troppo veloce per essere inquadrata da un mirino. Kong, lo scienziato del super-gruppo Evolution, è più riflessivo di Ferox, ma la sua azione non è meno dirompente. Un gruppetto di alieni non sta certo invitando quattro ragazze a fare un giro turistico sulla loro astronave. L'impressione dell'uomo bestia è che questo sia un rapimento in piena regola. Giacché le ragazze chiedono aiuto, il possente mutante si avventa contro gli extraterrestri, abbattendone un buon numero grazie alla sua massa superiore. Non ha artigli, ma non ne ha bisogno, visto che dispone di pugni duri quasi come la pietra. Anche in questo caso, le tute spaziali, sebbene dotate di esoscheletro, non sono strutturate per assorbire simili impatti. Questi extraterrestri hanno fisici più da intellettuali che da lottatori; per cui cercano di sparare a Kong, ed i loro proiettili mancano di poco il bersaglio. Ferox è ancora nei paraggi, ed il suo sollecito intervento convince anche questo contingente a salire sulla navetta, per tornare al colossale velivolo che incombe sulla città. Anche la Maga e Fulminatore combattono in difesa degli uomini, delle donne e dei bambini, la cui incolumità è minacciata dai raggi che colpiscono i palazzi in maniera apparentemente casuale. Fulminatore prende contatto con quelle energie, così simili a quelle che lui padroneggia grazie ai suoi poteri mutanti. Ottiene così di interferire e di rallentare le scariche devastanti provenienti dall'astronave. La Maga cerca viceversa di sondare i pensieri degli extraterrestri, ma il dottor Occulto le ha intimato di compiere una scansione molto leggera, per non essere danneggiata. Il vero contrattacco proviene però dal cielo sopra il velivolo alieno. Dragonfire arriva a bordo del suo supporto antigravitazionale, che attinge da lui l'energia necessaria a levitare ed avanzare a grande velocità. Gli alieni hanno schermato la loro astronave con un campo di forza, sufficiente a deviare ed assorbire gli impatti e le esplosioni di tutti i missili finora impiegati. Un'esplosione atomica innescata da uno o più missili di ultima generazione potrebbe danneggiare se non addirittura distruggere gli alieni, ma spazzerebbe via anche alcuni milioni di umani. Dragonfire ha altri poteri, non meno devastanti e senza dubbio più controllabili nei loro effetti collaterali. Una cascata di fiamma di colore rosso acceso esce dalle fauci del drago, allargandosi fino a toccare il campo di forza della nave spaziale. La superficie d'impatto ha il diametro di pochi metri, ma consuma tutto ciò che tocca. Si forma una sfera di plasma stellare caldissima, che si nutre dell'energia del velivolo alieno, oltre che della sua sostanza metallica. I sistemi di bordo registrano danni ancora riparabili, ma in rapido incremento. Le armi di bordo vengono allora puntate contro il drago, che costituisce il vero pericolo per la missione. Lui però non rimane fermo ad attendere la reazione dei nemici. Opta per un ulteriore attacco, irrompendo nell'astronave attraverso il varco fiammeggiante che lui stesso ha generato. Il dispositivo di volo detto dragoncraft si allontana, mentre il drago di Evolution sopravvive a temperature che sciolgono l'acciaio in pochi secondi. A distanza di migliaia di chilometri, il dottor Occulto manovra il teletrasportatore della Vae Victis, assieme alle sue allieve Navigatrice e Guaritrice. Kong, Ferox, Fulminatore e Maga vengono dislocati spazio-temporalmente per riapparire un secondo dopo nella sala comando del velivolo alieno. Lì inizia una furibonda battaglia senza esclusione di colpi tra i quattro mutanti terrestri e centinaia di umanoidi armati. Fulminatore e Maga uniscono i loro poteri per rendere inoffensive le armi dei nemici. Ferox e Kong combattono invece un feroce corpo a corpo contro una moltitudine di nemici. Non potrebbero tuttavia avere la meglio, neppure con il valido appoggio di Fulminatore e della Maga. Sembrerebbe una missione suicida, ma gli alieni non hanno ancora capito che ad Evolution non interessa prendere il controllo della nave. Data la sua dimensione e le migliaia di umanoidi da rendere inoffensivi, occorrerebbe infatti molti attacchi potenti in più punti. I quattro mutanti stanno viceversa creando un diversivo, ed impedendo che altre contromisure siano impiegate contro il drago. Lui intanto si è fatto strada in profondità nell'enorme macchina. A differenza di Kong, il drago di Evolution non è affascinato da quella tecnologia aliena, che per lui è solo metallo che si scioglie. Poi, incapace di compensare quella distruzione al suo interno, l'astronave extraterrestre inizia a sbandare ed a precipitare.

sabato 5 aprile 2014

UNA MACCHINA INFERNALE_325° episodio

Durante la notte, Leonard interrompe il suo lavoro di inventore. La sua officina rispecchia i suoi molteplici interessi, anche se i suoi detrattori affermano che le cose che si trovano là dentro siano buttate alla rinfusa. Quella notte Leonard dorme e sogna, perché le entità che lo hanno indotto a costruire la macchina infernale non intendono mollare la loro presa su di lui. Essi sanno di avere bisogno di un intermediario umano per realizzare i loro disegni nel nostro stato dell'esistenza. Kong ed il Ninja Grigio hanno quindi campo libero ed affrontano la macchina semi-senziente responsabile della dislocazione dimensionale dalla Terra ad Akros dell'aereo di linea. Sebbene Kong sia uno studioso di molteplici discipline scientifiche, non ricorda di avere mai visto prima un dispositivo assimilabile all'aggeggio che pulsa e vibra malignamente sotto i loro occhi. I rilevatori portatili dell'uomo bestia di Evolution gli riferiscono alcune misurazioni delle energie emesse. Ne emerge che la macchina infernale potrebbe ripetere il suo show di dislocazione di un aereo o altro, appena terminato di ricaricarsi; cioè tra pochi minuti. Tutti i voli di linea nel suo raggio d'azione sono a rischio, e questa volta non ci sono garanzie che i passeggeri e l'equipaggio tornino a casa indenni. La macchina sfida il Ninja Grigio e Kong a bloccarla. Il guerriero delle ombre estrae la sua riluttante spada nera, certo che la magia che la pervade possa sconfiggere quella che percepisce nella macchina, dissimulata dietro un'apparenza tecnologica. Kong scatta in avanti con una velocità sorprendente per uno così massiccio. Con una spinta quanto mai opportuna scosta appena in tempo il suo alleato dalla traiettoria di un raggio letale sparato dall'aggeggio pulsante. Il Ninja Grigio essendo addestrato a reagire con la velocità del pensiero, mentre cade assesta un fendente alla macchina. Poi tutti e tre scompaiono dall'officina di Leonard. Il dispositivo dislocatore ha riportato danni nel contatto col metallo della spada nera. Non si tratta infatti di semplice acciaio terrestre, bensì di un materiale proveniente da antiche miniere pervase da poteri incommensurabili. La spada non è rimasta viceversa danneggiata dall'impatto proprio grazie alla sua natura soprannaturale, ma non ringrazia il suo portatore perché non ha tratto alcun vantaggio dallo scontro. Le riflessioni vengono al momento necessariamente rinviate, dato che il perfido dispositivo dislocatore ha condotto Kong ed in Ninja Grigio in una tasca dimensionale, dove può assumere una forma più adatta al combattimento. Ecco quindi avventarsi contro i super-eroi un meccanoide fornito di numerose zampe di differente lunghezza e forma. La mente scientifica di Kong comprende al volo che nessun essere vivente riuscirebbe a deambulare con una tale asimmetria strutturale. Il mostro metallico invece ci riesce benissimo, rendendo nel contempo difficile ai suoi nemici prevedere le sue mosse. Tutti noi siamo infatti abituati a confrontarci con esseri viventi caratterizzati da una specularità tra lato destro e lato sinistro. Il dispositivo che li attacca non procede in linea retta, proprio perché le sue pseudo-zampe sono di differente lunghezza. Essendo però le stesse estensibili e ritraibili non consentono agli avversari di sviluppare una strategia basata sugli attacchi pregressi. Il Ninja Grigio è un combattente più istintivo di quanto lo sia Kong, che in questo caso viene penalizzato dalla sua logica. Mentre il cervello dell'uomo-bestia di Evolution cerca una soluzione esprimibile con un algoritmo matematico, il Ninja Grigio schiva gli pseudopodi metallici, che gli arrivano addosso di punta e di taglio. La mente del guerriero delle ombre è rilassata, come se stesse meditando sulle bellezze della natura seduto in mezzo ad un prato verde. Kong si adatta alla nuova situazione, lasciando che sia l'alleato a distrarre il mostro ronzante, mentre lui cerca un varco nella sua difesa apparentemente inespugnabile. Mentre la battaglia infuria, tocca agli Esploratori dei Sogni prendere contatto con Leonard e specialmente con chi gli tira i fili. Quando sogniamo, le nostre percezioni sono per definizione offuscate. Leonard non saprebbe dire come sia giunto in quel luogo, ma in fondo non è sempre così? Chi di noi potrebbe ricostruire la mappa dei propri sogni, mentre li vive o quando si sveglia? Ma se ciò che gli sta accadendo è normale, come mai l'inventore si sente oppresso come se dovesse finire davanti al plotone d'esecuzione? Cammina da un tempo incalcolabile seguendo corridoi più intuiti che visti. C'è dell'acqua che cola da un soffitto avvolto nelle tenebre. Cose invisibili che biascicano qualcosa di sconosciuto ed irripetibile. Non può tornare indietro, perché qualcuno lo segue, o forse lo tiene sotto controllo come un cane da pastore con le pecore che gli hanno affidato. Giunge infine in un locale di dimensioni prodigiose, tanto da sembrare una caverna. Leonard deve affrettarsi, dato che i suoi padroni non considerano una scusa valida il fatto di avere solo due gambe e di essere fatti di carne ed ossa. Mentre Kong ed il Ninja Grigio lottano contro il pericoloso meccanoide da lui creato, gli ispiratori del piano e della macchina stessa convocano Leonard in mezzo a loro. L'inventore non saprebbe dire quanti siano, anche perché tutto è avvolto da una foschia che rende impossibile capire e reagire. È già successo che Leonard sia stato convocato in quel modo, da quelle cose disumane, ma questa volta è presente un osservatore la cui natura sfugge alla percezione dei mostri tentacolati. Braxcat il gattino demone è lì con il suo corpo fisico soprannaturale. Frattanto Kong cerca di comprendere i limiti del mutaforma meccanico che lui ed il Ninja Grigio stanno combattendo. Affrontare due nemici di quella portata è più facile a dirsi che a farsi. L'aggeggio micidiale ha perso l'occasione di abbatterli con un attacco a sorpresa. La macchina infernale era programmata per evolversi in quella configurazione, creandosi altresì il suo campo di battaglia ideale. Proprio adesso però Kong ha trovato una breccia nella difesa del mostro. Un varco di pochi gradi su 360, che si è aperto per pochi secondi; ma tanto basta al veloce e potente uomo bestia di Evolution. Con un salto inumano, Kong percuote il meccanoide con un calcio a piedi uniti (o zampe unite, che dir si voglia). Si ode un gran rumore di parti meccaniche che sono state spostate brutalmente dalla loro sede originaria. Il meccanoide sbanda, oscilla e vibra, tentando di compensare gli effetti distruttivi del potentissimo doppio calcio. Il Ninja Grigio non intende sprecare l'occasione, e la sua spada nera recide una delle grosse zampe metalliche. La novità è che questa volta la katana del Ninja Grigio si nutre dell'energia del nemico. Il dislocatore, costruito dall'inventore Leonard seguendo le disposizioni di entità aliene, si è evoluto in una macchina da battaglia senziente. Per ottenere questo risultato, ha collocato una fitta rete di rilevatori lungo i suoi arti ed i suoi tentacoli meccanici. Avere una percezione di tutto ciò che ci circonda contemporaneamente equivale ad avere gli occhi dietro la testa. Il mostro metallico c'è riuscito, in un certo senso. Un automa così strutturato diventa però più vulnerabile, e l'esportazione traumatica di un arto gli provoca un disagio estremo, pur essendo un dispositivo che dovrebbe trascendere la sofferenza. Nella dimensione dei sogni, le entità aliene percepiscono il disorientamento e lo sconcerto della loro creatura. Non sono padri affettuosi, bensì allenatori di gladiatori. La sconfitta del frutto della loro cospirazione sarebbe inconcepibile. Dimostrerebbe che su questo pianeta primitivo ci sono forze che non sono state prese in considerazione: un grave errore. Il meccanoide che combatte contro Kong ed il Ninja Grigio ha tuttavia acquisito un altro tratto caratteristico degli umani. È infatti l'orgoglio ferito ad indurlo ad una frenesia sulla quale i super-eroi contavano. Gli esperti nelle tecniche di combattimento sanno che un nemico fuori controllo è pericoloso principalmente per se stesso. Un avversario insultato pesantemente, che ci si scagli contro sbavante, deciso a vincere o a morire, brucia le sue energie in pochi minuti, superati i quali diventa un facile bersaglio. La macchina infernale muove vorticosamente pseudopodi vecchi e nuovi, mentre scaglia contro i super-eroi dardi e proiettili assortiti. Kong, arretrato ad una distanza di sicurezza, si affida alla sua connaturata agilità, muovendosi in maniera fluida. Il Ninja Grigio ha uno stile diverso ma ugualmente efficace; la spada nera che è quasi parte di lui non permette che venga colpito. Para, rinvia, taglia e lacera senza sosta. L'uomo bestia di Evolution ed il guerriero delle ombre aspettano il momento giusto per contrattaccare e ridurre in rottami quel dilettante metallico. Leonard si chiede improvvisamente cosa ci stia facendo e come sia capitato in quella specie di cripta. Che sia un sogno appare chiaro, ma non ricorda di avere mai vissuto una situazione simile. Braxcat, comparso dal nulla, emette uno dei suoi strazianti miagolii. Le entità osservano allarmate quel piccolo quadrupede che reca il marchio di un potente demone: Braxal. Il miagolio del gattino demone è altresì il segnale che gli altri Esploratori dei Sogni attendevano per gettarsi nella mischia. I Giovani Licantropi, Clara, Cyberdog ed il Lupo Nero non raggiungono però le entità, che scivolano via come fantasmi. Una schiera di mostriciattoli scende tuttavia dal soffitto, o sbuca da crepe nel pavimento, per intrattenere gli Esploratori dei Sogni, che accettano con gioia lo scontro. Rebecca, Sonia, David e Pedro sono quattro giovani para-umani, dotati del potere di trasformarsi in licantropi. Molto presenti nelle leggende, gli ibridi tra uomo e lupo sono assai temuti, perché solitamente sono più grandi dei lupi stessi. I Giovani Licantropi anche oggi hanno modo di sfogare la loro naturale feroce esuberanza. Mostriciattoli simili ai cinghiali li caricano, per abbatterli e schiacciarli al suolo. David balza sulla groppa di uno degli aggressori, dove ha modo di morderlo e straziarlo con gli artigli. Sonia e Rebecca convergono su uno degli pseudo-cinghiali, che non riesce a decidere quale delle due addentare per prima, o infilzare con le zanne sporgenti verso l'alto. Troppo tardi per il mostro, che si trova con ambedue i fianchi squarciati. Pedro invece se la prende con una specie di zombie, non in grado di opporre una resistenza apprezzabile. Gli stacca un braccio a morsi, poi lo abbandona alla sua miseria. Il Tecnoragno ricopre Clara con il suo metallo vivente, trasformandola in una guerriera elfica, che bandisce una spada sottile e luccicante. Al suo fianco c'è Cyberdog, che, in simbiosi con l'alieno Transformatron, emette antenne elettrificate in grado di infilarsi tra i tessuti viventi, fino a raggiungere gli organi vitali. C'è poi il Lupo Nero, che nella dimensione onirica è molto temuto, per le numerose battaglie combattute e vinte. Sta facendo a pezzi un coleottero che è il doppio di lui, e non si impegna neppure troppo. Mentre gli Esploratori dei Sogni fanno piazza pulita degli sgherri delle entità aliene che hanno ordito la sparizione dell'aereo di linea, Kong ed il Ninja Grigio hanno messo all'angolo la macchina infernale costruita da Leonard, che, avendo capito di rischiare la distruzione completa, ritrasporta se stessa ed i suoi nemici nella nostra realtà. Quindi, come segno di resa, si trasforma in quel che era prima di manifestare le inopportune velleità belliche. Al suo risveglio, Leonard si reca nell'officina, per visionare la macchina che considera ancora come il frutto del suo genio. Qualcosa non lo convince, ma non ha assistito allo scontro tra la sua creatura ed il duo composto da King ed il Ninja Grigio. Leonard non sa dei poteri mutaforma del perfido aggeggio, che adesso ronza amichevole come un gatto intento a fare le fusa. Quanto ad Evolution, il dottor Occulto ringrazia Kong ed il Ninja Grigio per le informazioni raccolte. Per il momento non distruggeranno la macchina infernale, ma sanno dove trovarla, ed anche dove trovare Leonard. Per quanto riguarda le entità aliene che hanno congegnato il piano fin dall'inizio, si sono dimostrate decisamente sfuggevoli ed insidiose, e presumibilmente ci saranno altre occasioni di confronto.

martedì 1 aprile 2014

PIETRA VIVENTE_324° episodio

Sebbene gli Esploratori dei Sogni sappiano muoversi molto bene nella dimensione onirica, non sono loro a decidere il tipo di narrazione che li coinvolge. Trattandosi di una ricerca, lo sceneggiatore del sogno la interpreta secondo uno schema che ricorda “Il Signore degli Anelli”. Se uno scrittore è bravo, annuncia fin dall'inizio del libro o dei libri quale sarà l'obiettivo, in maniera tale che il lettore sviluppi una curiosità sul quando e sul come detto obiettivo sarà raggiunto. Spetta quindi allo scrittore immaginare ostacoli sempre più impegnativi, che si frappongono tra gli eroi e la conclusione della loro missione. Gli Esploratori dei Sogni iniziano la loro strada in salita, nel senso che devono scalare una montagna decisamente alta, tanto da avere la cima nascosta tra le nuvole. Non è chiaro quale distanza il gruppo debba percorrere per trovare il Pozzo del Destino, ma è fondamentale trovare in fretta l'origine della dislocazione dell'aereo di linea. Intanto Leonard l'inventore sta a sua volta dormendo, e vaga in mezzo alle nebbie ed ai sussurri. Cammina senza sapere dove sta andando, perché le entità che lo hanno manipolato continuano a farlo. Privarlo dei punti di riferimento serve a renderlo ancora più insicuro e condizionabile. Anche gli Esploratori dei Sogni sono sotto attacco, sebbene in maniera più diretta e fisica. Una specie di grosso pipistrello grigiastro in picchiata si abbatte improvvisamente sui Giovani Licantropi. Il mostruoso volatile afferra David con i suoi artigli, staccandolo da terra. Il Lupo Nero spicca un balzo, mancando di poco il pipistrello, che si allontana emettendo urla allucinanti. Rebecca, Pedro, Sonia inseguono da terra quell'incubo volante, mentre David continua ad assestargli unghiate micidiali, che causano la perdita di uno strano liquido violaceo e fetido. Clara e Cyberdog, che appaiono come una ragazza che porta a spasso il suo cagnolino, sono viceversa potenziati da due alieni di metallo vivente. La simbiosi consente ai due terrestri di mantenere il passo dei licantropi, compiendo balzi considerevoli. Il Transformatron di Cyberdog ha usato numerose volte delle sonde per trasmettere una corrente elettrica sufficiente a stendere anche nemici grossi e pesanti. Appena arriva a portata di tiro, il simbionte alieno del cagnolino cibernetico spara appunto una sottilissima sonda che si estende a dismisura, fino a infilzare il grosso pipistrello. Nella nostra realtà, Cyberdog non sarebbe in grado di estroflettere un tentacolo così sottile e così lungo, ma questo è un sogno e gli Esploratori dei Sogni hanno sviluppato strategie vincenti in seguito ad una lunga frequentazione e militanza. Il mostro volante traballa e scende di quota; David allora ne approfitta per colpirlo ancora più forte, strappandogli grandi pezzi di pelle e muscoli. Un animale di carne e sangue probabilmente precipiterebbe a picco, ma l'aggressore è un incubo, fatto di una sostanza simile all'ectoplasma. Il Lupo Nero arriva sulla preda dopo una manovra di aggiramento. Si lancia da una roccia posta molto più in alto, e gli piove addosso come una valanga pelosa e muscolosa. Uno scricchiolio indica la frantumazione della colonna vertebrale del super-pipistrello, che finalmente molla David. Il Lupo Nero assesta altri morsi a quell'incubo volante, che però, per quanto sia ridotto ad una brutta copia di qual che era, riesce ancora a scappare. Non è più un predatore, bensì una nebbia nerastra pulsante. Di sicuro non ha più alcuna voglia di combattere contro i super-eroi terrestri. Gli Esploratori dei Sogni si compattano, decidendo di fermarsi per la notte in una piccola valle compresa tra vette che, come tutte le cose in quel mondo sono mutevoli. Sulla Terra intanto una nuova emergenza reclama l'intervento di Dragonfire. Una scossa di terremoto, con epicentro a centinaia di chilometri dalla costa, ha causato pochi danni alle persone ed alle abitazioni, ma ha sollevato un'onda di tsunami. L'allarme è stato dato con sufficiente anticipo da permettere un esodo ordinato. L'onda, alta alcuni metri, ha tuttavia spazzato via molti autoveicoli parcheggiati nelle strade. Le autorità stavano per dichiarare la fine dell'emergenza, quando quasi in corrispondenza di una spiaggia solitamente molto frequentata, si è verificato un affioramento roccioso che continua a crescere. Il drago di Evolution è intervenuto in qualità di osservatore, per catalogare l'insolito fenomeno. Atterrato con il suo dragoncraft sulla cima dell'isolotto, Dragonfire subisce un attacco dal basso sotto forma di artigli giganteschi che lo afferrano, tentando di trascinarlo verso l'abisso. L'alieno verde ordina al suo dispositivo di volo di allontanarsi, per evitare che si danneggi nel conflitto che inizia subito dopo. I pugni di Dragonfire sono formidabili come i più grossi magli costruiti dall'uomo; inoltre colpiscono con una velocità ed una precisione frutto di mille battaglie. La pietra si frantuma sotto i colpi del drago, che con la sua coda abbatte altresì le colonne che gli crescono attorno, per imprigionarlo. Sta frantumando senza grosse difficoltà quello strano isolotto roccioso, che si comporta come fosse un organismo vivente. Se si trattasse di un essere vivente, avrebbe già desistito, ma la pietra non è conosciuta per le sue manifestazioni di intelligenza. Così poco alla volta la voragine sotto le zampe del drago si allarga per inghiottirlo. Dragonfire, che non ha mai cessato di combattere, scompare alla vista degli umani che osservano dalla vicina spiaggia. Tutti fanno il tifo per il super-eroe di Evolution, e tutti temono che questa volta i malvagi possano prevalere su di lui. Inghiottito il drago, il mostro di pietra lo sigilla al suo interno, per soffocarlo e per costringerlo a soccombere con una pressione crescente. Ogni guerriero deve ammettere prima o poi di trovarsi ad affrontare una forza soverchiante. I veri guerrieri però non chiedono pietà, specie se non è visibile alcuna possibilità di ritirata. La battaglia tra l'isola vivente e Dragonfire è tuttavia ben lungi dall'essere terminata, giacché la più potente tra le armi a disposizione dell'alieno verde non è ancora stata impiegata. Questa forza è stata tramandata da leggende di tutte le culture, perché tutte le tradizioni mitologiche narrano con rispetto e timore della fiamma del drago. Quando il più forte tra i super-eroi smette di percuotere e di frantumare la fastidiosa pietra vivente lo fa perché è pronto a scatenare il suo plasma caldissimo. Dall'esterno, la gente non ode più il suono tonante prodotto dai pugni, dai calci e dai colpi di coda. Il timore viene presto sostituito dalla consapevolezza che sarà comunque il drago a vincere, quando la fiamma comincia infatti ad eruttare dall'alto dell'isolotto, trasformando la pietra in lava. In questa transizione, la vita cessa di esistere nel materiale roccioso, dissociato da una temperatura di migliaia di gradi. Ma Dragonfire è appena all'inizio della sua opera di sistematica devastazione, dato che al suo comando la fiamma che gli fuoriesce dalle fauci diventa sempre più calda. L'isola vivente grida, ma il suo dolore non ha alcun eco in questo piano dell'esistenza. Cerca altresì di sprofondare nell'oceano, ma la fiamma aggredisce i sassi come fossero legna secca. Il fuoco cosmico di Dragonfire non molla la preda neppure quando l'inseguimento prosegue sott'acqua. Dragonfire prende quindi il volo sul suo dragoncraft e si allontana. Per lui è infatti irrilevante che il suo nemico senza nome sia completamente disintegrato o meno. Se anche di quella pietra vivente ne rimanesse una quantità infinitesimale, non costituirebbe comunque un problema per molto tempo. Intanto gli Esploratori dei Sogni si sono accampati, per recuperare le energie. Sono seduti o sdraiati attorno ad un fuoco, rappresentato dalla scintilla psichica consegnata loro dalla Navigatrice. Nelle grandi storie avventurose di spada e magia, coloro che devono raggiungere un obiettivo per sconfiggere il male preferiscono viaggiare in certe ore del giorno, per dissimularsi meglio. I Giovani Licantropi ed il Lupo Nero non avrebbero peraltro alcun problema a correre su e giù per le montagne anche di notte. Di certo non si tirerebbe indietro il gattino demone Braxcat, e neppure Cyberdog e Clara, che potrebbero contare sui sensori del Transformatron e del Tecnoragno. Gli Esploratori dei Sogni hanno peraltro imparato ad assecondare il divenire degli eventi mentre sono in quello stato dell'esistenza. È come farsi trasportare dalla corrente di un corso d'acqua, invece di nuotare in senso contrario. Difficilmente qualche predatore notturno solitario attaccherebbe briga con quel gruppo, che ha già dimostrato di saper combattere con forza e ferocia; ma è meglio rimanere attenti e pronti. Le tenebre sono comunque animate da suoni di diverso tipo, quasi tutti minacciosi. Poi finalmente sorge il sole anche in quel mondo, che è il crocevia dei sogni di moltitudini non solo terrestri. I Giovani Licantropi, Clara, Cyberdog, Braxcat ed il Lupo Nero ripartono per la loro missione di ricerca. Davanti a loro, vola la scintilla psichica, che annuncia l'avvicinamento al Pozzo del Destino. Poi accade l'imprevisto che caratterizza questa dimensione pressoché eterea. I Giovani Licantropi vengono separati dagli altri, che proseguono verso il loro obiettivo. Sonia, Rebecca, David e Pedro si trovano ora in un labirinto di vegetazione e pietre. Riescono a comunicare con la voce e gli ululati, ma gli ostacoli che incontrano sembrano chiudersi su di loro. Il sogno sta degenerando in incubo, e sulla Terra i loro corpi fisici dormienti si agitano disturbati. I Giovani Licantropi hanno però affrontato, da quando sono un team, nemici di varia forza e molte situazioni disagevoli. Non sono semplici ragazzi, che sia facile gettare nello sconforto. Ecco perché si fermano e si concentrano sul potere delle loro menti. È una comunicazione molto più efficace dello scambio di parole. In un lampo capiscono all'unisono che c'è una sola direzione nella quale convenga muoversi: verso l'alto. Ed allora saltano, propulsi dai loro formidabili muscoli. Emergono quindi tutti assieme dalla trappola sottostante, ed ora possono finalmente ululare alla luna la loro euforia. Lupo Nero, Cyberdog, Clara e Braxcat, che avevano momentaneamente perso di vista la scintilla psichica, l'avvistano nuovamente. Staziona in un punto della montagna, ad alcune centinaia di metri da loro, in attesa di essere raggiunta. Nel frattempo, i Giovani Licantropi si sono liberati dal labirinto, e raggiungono gli amici. Gli Esploratori dei Sogni sono partiti assieme per la missione ed assieme la termineranno. La scintilla psichica adesso può attivare il portale per il quale è stata predisposta dal dottor Occulto e dalla Navigatrice. In un turbine multicolore, gli otto eroi scompaiono da quella zona impervia nella dimensione onirica, per materializzarsi subito dopo nei pressi del Pozzo del Destino. Quella è l'unica zona in tutta la dimensione non soggetta alla mutevolezza dei sogni. Forme fantasmagoriche premono contro pareti invisibili, senza poter accedere al cospetto del Pozzo del Destino. La scintilla psichica è ancora con loro, e termina la sua missione tuffandosi nel pozzo turbinante, che ricambia fornendo agli Esploratori dei Sogni l'informazione che cercavano. Adesso che sanno dove trovare Leonard l'inventore devono però svegliarsi, perché la loro realtà, che è anche la nostra, li reclama. È un bene che ciò accada, dato che viceversa gli Esploratori dei Sogni potrebbero scordarsi di ciò che sono veramente. In quel caso, la dimensione dei sogni avrebbe il sopravvento, e loro rimarrebbero imprigionati. Appena risvegliati, avvertono la presenza psichica del dottor Occulto, al quale affidano la preziosa informazione. Il capo di Evolution chiede allora l'intervento di un suo prezioso alleato, che si trova a distanza utile dalla casa di Leonard. Il Ninja Grigio effettuerà un primo sopralluogo, in attesa di essere raggiunto dall'uomo bestia Kong. Un uomo, che sa muoversi tra le ombre, come fosse ombra lui stesso, è l'ideale per scoprire i segreti del laboratorio dell'inventore della macchina che ha dislocato un aereo di linea dalla Terra ad Akros. Il Ninja Grigio penetra nel capannone senza forzare alcune porta o finestra, dato che la sua disciplina è basata sulla discrezionalità più assoluta. È notte, ma il guerriero mascherato ha sviluppato strategie molto efficaci per ovviare alla mancanza di luce. Quindi più che vedere la macchina la percepisce. Un insieme pulsante di metallo e plastica, che vibra di un'energia insolita. Leonard non ha idea di come si spenga la macchina, come non ha cognizione dei suoi poteri straordinari. Leonard è stato manipolato da entità che Evolution intende stanare, ma per il momento la prima cosa da fare è di rendere innocua la macchina. La spada del Ninja Grigio potrebbe forse danneggiarla, ma la katana nera, solitamente ben disposta a farsi estrarre, sembra titubante. Trattandosi di una lama incantata, a suo modo senziente, avverte la pericolosità delle energie gestite dallo strano ordigno. Quando Leonard entra nella sua officina, il Ninja usa il suo potere per mimetizzarsi, e registra perplessità anche nei comportamenti dell'inventore. La macchina infernale reagisce peraltro come se sapesse che Leonard non è solo, ma fortunatamente non ha ancora imparato a parlare. Al Ninja Grigio non rimane che aspettare che Kong, lo scienziato di Evolution, lo raggiunga.