martedì 1 aprile 2014

PIETRA VIVENTE_324° episodio

Sebbene gli Esploratori dei Sogni sappiano muoversi molto bene nella dimensione onirica, non sono loro a decidere il tipo di narrazione che li coinvolge. Trattandosi di una ricerca, lo sceneggiatore del sogno la interpreta secondo uno schema che ricorda “Il Signore degli Anelli”. Se uno scrittore è bravo, annuncia fin dall'inizio del libro o dei libri quale sarà l'obiettivo, in maniera tale che il lettore sviluppi una curiosità sul quando e sul come detto obiettivo sarà raggiunto. Spetta quindi allo scrittore immaginare ostacoli sempre più impegnativi, che si frappongono tra gli eroi e la conclusione della loro missione. Gli Esploratori dei Sogni iniziano la loro strada in salita, nel senso che devono scalare una montagna decisamente alta, tanto da avere la cima nascosta tra le nuvole. Non è chiaro quale distanza il gruppo debba percorrere per trovare il Pozzo del Destino, ma è fondamentale trovare in fretta l'origine della dislocazione dell'aereo di linea. Intanto Leonard l'inventore sta a sua volta dormendo, e vaga in mezzo alle nebbie ed ai sussurri. Cammina senza sapere dove sta andando, perché le entità che lo hanno manipolato continuano a farlo. Privarlo dei punti di riferimento serve a renderlo ancora più insicuro e condizionabile. Anche gli Esploratori dei Sogni sono sotto attacco, sebbene in maniera più diretta e fisica. Una specie di grosso pipistrello grigiastro in picchiata si abbatte improvvisamente sui Giovani Licantropi. Il mostruoso volatile afferra David con i suoi artigli, staccandolo da terra. Il Lupo Nero spicca un balzo, mancando di poco il pipistrello, che si allontana emettendo urla allucinanti. Rebecca, Pedro, Sonia inseguono da terra quell'incubo volante, mentre David continua ad assestargli unghiate micidiali, che causano la perdita di uno strano liquido violaceo e fetido. Clara e Cyberdog, che appaiono come una ragazza che porta a spasso il suo cagnolino, sono viceversa potenziati da due alieni di metallo vivente. La simbiosi consente ai due terrestri di mantenere il passo dei licantropi, compiendo balzi considerevoli. Il Transformatron di Cyberdog ha usato numerose volte delle sonde per trasmettere una corrente elettrica sufficiente a stendere anche nemici grossi e pesanti. Appena arriva a portata di tiro, il simbionte alieno del cagnolino cibernetico spara appunto una sottilissima sonda che si estende a dismisura, fino a infilzare il grosso pipistrello. Nella nostra realtà, Cyberdog non sarebbe in grado di estroflettere un tentacolo così sottile e così lungo, ma questo è un sogno e gli Esploratori dei Sogni hanno sviluppato strategie vincenti in seguito ad una lunga frequentazione e militanza. Il mostro volante traballa e scende di quota; David allora ne approfitta per colpirlo ancora più forte, strappandogli grandi pezzi di pelle e muscoli. Un animale di carne e sangue probabilmente precipiterebbe a picco, ma l'aggressore è un incubo, fatto di una sostanza simile all'ectoplasma. Il Lupo Nero arriva sulla preda dopo una manovra di aggiramento. Si lancia da una roccia posta molto più in alto, e gli piove addosso come una valanga pelosa e muscolosa. Uno scricchiolio indica la frantumazione della colonna vertebrale del super-pipistrello, che finalmente molla David. Il Lupo Nero assesta altri morsi a quell'incubo volante, che però, per quanto sia ridotto ad una brutta copia di qual che era, riesce ancora a scappare. Non è più un predatore, bensì una nebbia nerastra pulsante. Di sicuro non ha più alcuna voglia di combattere contro i super-eroi terrestri. Gli Esploratori dei Sogni si compattano, decidendo di fermarsi per la notte in una piccola valle compresa tra vette che, come tutte le cose in quel mondo sono mutevoli. Sulla Terra intanto una nuova emergenza reclama l'intervento di Dragonfire. Una scossa di terremoto, con epicentro a centinaia di chilometri dalla costa, ha causato pochi danni alle persone ed alle abitazioni, ma ha sollevato un'onda di tsunami. L'allarme è stato dato con sufficiente anticipo da permettere un esodo ordinato. L'onda, alta alcuni metri, ha tuttavia spazzato via molti autoveicoli parcheggiati nelle strade. Le autorità stavano per dichiarare la fine dell'emergenza, quando quasi in corrispondenza di una spiaggia solitamente molto frequentata, si è verificato un affioramento roccioso che continua a crescere. Il drago di Evolution è intervenuto in qualità di osservatore, per catalogare l'insolito fenomeno. Atterrato con il suo dragoncraft sulla cima dell'isolotto, Dragonfire subisce un attacco dal basso sotto forma di artigli giganteschi che lo afferrano, tentando di trascinarlo verso l'abisso. L'alieno verde ordina al suo dispositivo di volo di allontanarsi, per evitare che si danneggi nel conflitto che inizia subito dopo. I pugni di Dragonfire sono formidabili come i più grossi magli costruiti dall'uomo; inoltre colpiscono con una velocità ed una precisione frutto di mille battaglie. La pietra si frantuma sotto i colpi del drago, che con la sua coda abbatte altresì le colonne che gli crescono attorno, per imprigionarlo. Sta frantumando senza grosse difficoltà quello strano isolotto roccioso, che si comporta come fosse un organismo vivente. Se si trattasse di un essere vivente, avrebbe già desistito, ma la pietra non è conosciuta per le sue manifestazioni di intelligenza. Così poco alla volta la voragine sotto le zampe del drago si allarga per inghiottirlo. Dragonfire, che non ha mai cessato di combattere, scompare alla vista degli umani che osservano dalla vicina spiaggia. Tutti fanno il tifo per il super-eroe di Evolution, e tutti temono che questa volta i malvagi possano prevalere su di lui. Inghiottito il drago, il mostro di pietra lo sigilla al suo interno, per soffocarlo e per costringerlo a soccombere con una pressione crescente. Ogni guerriero deve ammettere prima o poi di trovarsi ad affrontare una forza soverchiante. I veri guerrieri però non chiedono pietà, specie se non è visibile alcuna possibilità di ritirata. La battaglia tra l'isola vivente e Dragonfire è tuttavia ben lungi dall'essere terminata, giacché la più potente tra le armi a disposizione dell'alieno verde non è ancora stata impiegata. Questa forza è stata tramandata da leggende di tutte le culture, perché tutte le tradizioni mitologiche narrano con rispetto e timore della fiamma del drago. Quando il più forte tra i super-eroi smette di percuotere e di frantumare la fastidiosa pietra vivente lo fa perché è pronto a scatenare il suo plasma caldissimo. Dall'esterno, la gente non ode più il suono tonante prodotto dai pugni, dai calci e dai colpi di coda. Il timore viene presto sostituito dalla consapevolezza che sarà comunque il drago a vincere, quando la fiamma comincia infatti ad eruttare dall'alto dell'isolotto, trasformando la pietra in lava. In questa transizione, la vita cessa di esistere nel materiale roccioso, dissociato da una temperatura di migliaia di gradi. Ma Dragonfire è appena all'inizio della sua opera di sistematica devastazione, dato che al suo comando la fiamma che gli fuoriesce dalle fauci diventa sempre più calda. L'isola vivente grida, ma il suo dolore non ha alcun eco in questo piano dell'esistenza. Cerca altresì di sprofondare nell'oceano, ma la fiamma aggredisce i sassi come fossero legna secca. Il fuoco cosmico di Dragonfire non molla la preda neppure quando l'inseguimento prosegue sott'acqua. Dragonfire prende quindi il volo sul suo dragoncraft e si allontana. Per lui è infatti irrilevante che il suo nemico senza nome sia completamente disintegrato o meno. Se anche di quella pietra vivente ne rimanesse una quantità infinitesimale, non costituirebbe comunque un problema per molto tempo. Intanto gli Esploratori dei Sogni si sono accampati, per recuperare le energie. Sono seduti o sdraiati attorno ad un fuoco, rappresentato dalla scintilla psichica consegnata loro dalla Navigatrice. Nelle grandi storie avventurose di spada e magia, coloro che devono raggiungere un obiettivo per sconfiggere il male preferiscono viaggiare in certe ore del giorno, per dissimularsi meglio. I Giovani Licantropi ed il Lupo Nero non avrebbero peraltro alcun problema a correre su e giù per le montagne anche di notte. Di certo non si tirerebbe indietro il gattino demone Braxcat, e neppure Cyberdog e Clara, che potrebbero contare sui sensori del Transformatron e del Tecnoragno. Gli Esploratori dei Sogni hanno peraltro imparato ad assecondare il divenire degli eventi mentre sono in quello stato dell'esistenza. È come farsi trasportare dalla corrente di un corso d'acqua, invece di nuotare in senso contrario. Difficilmente qualche predatore notturno solitario attaccherebbe briga con quel gruppo, che ha già dimostrato di saper combattere con forza e ferocia; ma è meglio rimanere attenti e pronti. Le tenebre sono comunque animate da suoni di diverso tipo, quasi tutti minacciosi. Poi finalmente sorge il sole anche in quel mondo, che è il crocevia dei sogni di moltitudini non solo terrestri. I Giovani Licantropi, Clara, Cyberdog, Braxcat ed il Lupo Nero ripartono per la loro missione di ricerca. Davanti a loro, vola la scintilla psichica, che annuncia l'avvicinamento al Pozzo del Destino. Poi accade l'imprevisto che caratterizza questa dimensione pressoché eterea. I Giovani Licantropi vengono separati dagli altri, che proseguono verso il loro obiettivo. Sonia, Rebecca, David e Pedro si trovano ora in un labirinto di vegetazione e pietre. Riescono a comunicare con la voce e gli ululati, ma gli ostacoli che incontrano sembrano chiudersi su di loro. Il sogno sta degenerando in incubo, e sulla Terra i loro corpi fisici dormienti si agitano disturbati. I Giovani Licantropi hanno però affrontato, da quando sono un team, nemici di varia forza e molte situazioni disagevoli. Non sono semplici ragazzi, che sia facile gettare nello sconforto. Ecco perché si fermano e si concentrano sul potere delle loro menti. È una comunicazione molto più efficace dello scambio di parole. In un lampo capiscono all'unisono che c'è una sola direzione nella quale convenga muoversi: verso l'alto. Ed allora saltano, propulsi dai loro formidabili muscoli. Emergono quindi tutti assieme dalla trappola sottostante, ed ora possono finalmente ululare alla luna la loro euforia. Lupo Nero, Cyberdog, Clara e Braxcat, che avevano momentaneamente perso di vista la scintilla psichica, l'avvistano nuovamente. Staziona in un punto della montagna, ad alcune centinaia di metri da loro, in attesa di essere raggiunta. Nel frattempo, i Giovani Licantropi si sono liberati dal labirinto, e raggiungono gli amici. Gli Esploratori dei Sogni sono partiti assieme per la missione ed assieme la termineranno. La scintilla psichica adesso può attivare il portale per il quale è stata predisposta dal dottor Occulto e dalla Navigatrice. In un turbine multicolore, gli otto eroi scompaiono da quella zona impervia nella dimensione onirica, per materializzarsi subito dopo nei pressi del Pozzo del Destino. Quella è l'unica zona in tutta la dimensione non soggetta alla mutevolezza dei sogni. Forme fantasmagoriche premono contro pareti invisibili, senza poter accedere al cospetto del Pozzo del Destino. La scintilla psichica è ancora con loro, e termina la sua missione tuffandosi nel pozzo turbinante, che ricambia fornendo agli Esploratori dei Sogni l'informazione che cercavano. Adesso che sanno dove trovare Leonard l'inventore devono però svegliarsi, perché la loro realtà, che è anche la nostra, li reclama. È un bene che ciò accada, dato che viceversa gli Esploratori dei Sogni potrebbero scordarsi di ciò che sono veramente. In quel caso, la dimensione dei sogni avrebbe il sopravvento, e loro rimarrebbero imprigionati. Appena risvegliati, avvertono la presenza psichica del dottor Occulto, al quale affidano la preziosa informazione. Il capo di Evolution chiede allora l'intervento di un suo prezioso alleato, che si trova a distanza utile dalla casa di Leonard. Il Ninja Grigio effettuerà un primo sopralluogo, in attesa di essere raggiunto dall'uomo bestia Kong. Un uomo, che sa muoversi tra le ombre, come fosse ombra lui stesso, è l'ideale per scoprire i segreti del laboratorio dell'inventore della macchina che ha dislocato un aereo di linea dalla Terra ad Akros. Il Ninja Grigio penetra nel capannone senza forzare alcune porta o finestra, dato che la sua disciplina è basata sulla discrezionalità più assoluta. È notte, ma il guerriero mascherato ha sviluppato strategie molto efficaci per ovviare alla mancanza di luce. Quindi più che vedere la macchina la percepisce. Un insieme pulsante di metallo e plastica, che vibra di un'energia insolita. Leonard non ha idea di come si spenga la macchina, come non ha cognizione dei suoi poteri straordinari. Leonard è stato manipolato da entità che Evolution intende stanare, ma per il momento la prima cosa da fare è di rendere innocua la macchina. La spada del Ninja Grigio potrebbe forse danneggiarla, ma la katana nera, solitamente ben disposta a farsi estrarre, sembra titubante. Trattandosi di una lama incantata, a suo modo senziente, avverte la pericolosità delle energie gestite dallo strano ordigno. Quando Leonard entra nella sua officina, il Ninja usa il suo potere per mimetizzarsi, e registra perplessità anche nei comportamenti dell'inventore. La macchina infernale reagisce peraltro come se sapesse che Leonard non è solo, ma fortunatamente non ha ancora imparato a parlare. Al Ninja Grigio non rimane che aspettare che Kong, lo scienziato di Evolution, lo raggiunga.

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