martedì 29 aprile 2014
L'ARENA E L'AMEBA_331° episodio
La città fantasma vista dall'esterno si presenta come una muratura ininterrotta, alta decine di metri. Non è tuttavia squadrata, ma segue una geometria tutta sua. Osservandola meglio, i blocchi di pietra utilizzati per edificarla non sono allineati; ci sono infatti sporgenze e rientranze più o meno marcate. Ciò che più di tutto mette in allarme Black Dragon è la natura fluida della connessione tra i mattoni, costituiti da un materiale che per definizione dovrebbe tendere all'immobilità. In altri termini, la città fantasma muta continuamente la sua forma ed il suo assetto interno. Questo secondo aspetto è, dal punto di vista di Black Dragon, un'ipotesi, mentre per i suoi amici è una certezza. Robokiller, Jedd, Zara, Zadox ed i lupi bionici stanno esplorando il tetto della città che hanno definito fin dall'inizio “fantasma”. Tyop e Qwert si sono accorti per primi dei crepacci che all'improvviso si aprono lungo il loro cammino, come se nuove trappole li attendessero con ansia. Robokiller potrebbe trasportare in volo tutti gli altri fuori pericolo, eppure anche lui cede alla sfida che la città ha lanciato loro. Ora che si sono allontanati dalle labirintiche vie interne, dovranno percorrere a piedi la strada che li riporterà al Desert Cruiser. Normalmente, Black Dragon e Robokiller saprebbero individuarsi a vicenda, grazie ai molti dispositivi di geolocalizzazione a loro disposizione. In questo contesto permane viceversa il disturbo elettromagnetico che li penalizza. Zara la fustigatrice non è tuttavia priva di risorse in questo ambito. Concentrandosi, localizza una lieve traccia che le permette di indirizzare i suoi amici nella direzione giusta. La marcia, aperta dal colossale robot, riprende più spedita. Nel frattempo, forse Black Dragon ha trovato l'ingresso alternativo che cercava. Si tratta di un varco poco più alto di tre metri, che ricorda un'uscita di servizio più che un portone di rappresentanza. Ovviamente questa parvenza può essere studiata apposta per fare scattare meglio la trappola; il robot simile a Dragonfire ne è ben conscio. Il punto è che, se gli eroi fossero troppo cauti, cambierebbero mestiere; e questo evidentemente vale anche per gli automi. Trappola o meno, Black Dragon attiva il pilota automatico del Desert Cruiser e si avvia verso il varco nella muratura. Se non prova alcuna paura, ma solo l'eccitazione della sfida, è sicuramente merito della sua grandissima forza, seconda solo a quella del drago di Evolution. Il corridoio che si trova di fronte, una volta entrato, è completamente buio; una condizione che il possente automa aveva previsto. Lui peraltro dispone di sistemi di rilevazione radar e ad infrarossi; quindi ci vuole ben altro per metterlo in difficoltà. L'attacco arriva a sorpresa, sebbene i suoi recettori uditivi avessero già rilevato alcuni suoni sospetti. Cose dotate di denti, simili ai coccodrilli, si avventano contro l'intruso. I denti tentano di intaccare un metallo assimilabile al titanio: nulla da fare, ed un ben mal di denti a chi ci ha provato. Poi Black Dragon contrattacca con pugni che frantumano la mascelle e la pietra che è onnipresente in quella città fantasma. Nessuno degli avversari ha la minima possibilità di danneggiare il drago nero, ma forse cercano di stroncarlo con il numero e le quantità degli attacchi. Se Black Dragon si sta stancando, non lo dà certo a vedere. Il clangore che produce viene finalmente udito anche dai suoi amici, che si trovano molti metri sopra di lui. Robokiller pare sorridere, quando abbatte i suoi fortissimi pugni sulle coperture del tetto, distruggendole. Zadox il troll si unisce alla festa, con la sua clava formidabile. Ognuno a suo modo, gli altri componenti dell'equipaggio del Desert Cruiser raggiungono il loro amico molto indaffarato. Saltando o discendendo agilmente lungo le pareti, Zadox, Zara, Jedd, Tyop e Qwert si tuffano nella battaglia, decisi a dare una strigliata storica alla città ed ai suoi infidi abitatori. Robokiller è alto quattro metri, con una massa che si intensifica ogni volta che assimila un cannoncino, una mitragliatrice o un reattore. È il suo potere che ha creato e che rafforza il Desert Cruiser. Il possente automa è in simbiosi con la nave del deserto, che adesso, in risposta al suo comando, inizia a lanciare granate contro la città fantasma. Black Dragon, progettato per contrastare Dragonfire, apre le sue fauci robotiche per emettere la sua versione della fiamma del drago di Evolution. Il troll si scontra con un insettoide ancora più grande di lui, che cerca di farlo a pezzi e divorarlo. Zadox è tuttavia troppo coriaceo per essere danneggiato da tenaglie chitinose che spezzerebbero facilmente in due un albero di piccolo fusto. La frusta di Zara si abbatte sibilando contro una delle sei lunghe e spesse zampe del coleottero da incubo. L'insetto si distrae per una frazione di secondo, ed il troll lo solleva e lo rovescia. Nella sua caduta travolge e schiaccia numerosi mostriciattoli assortiti, che morendo spargono sul già scivoloso pavimento roccioso i loro umori interni. Jedd assesta coltellate micidiali a nemici più alti di lui, senza badare se siano uomini, mostri o animali. L'importante per il nano tagliagole è continuare a meritarsi la fama che lo circonda e lo precede. In quel marasma di mazzate, pugni, proiettili traccianti, granate, frustate, coltellate e fiamme caldissime, i due lupi bionici si trovano a loro agio. Gli innesti metallici li proteggono parzialmente anche da colpi che viceversa li ferirebbero in profondità. Qwert e Tyop un tempo erano lupi coraggiosi, ma integralmente biologici. Poi furono feriti e trasformati in invalidi; ma questa fase durò solo il tempo strettamente necessario a ricostruirli e rafforzarli con un metallo tra i più duri e flessibili. Giacché si nutrono ancora di carne e di sangue, le loro mascelle fornite di denti molto più forti di quelli originali strappano e masticano la sostanza vitale dei loro sfortunati avversari. La moltitudine apparentemente senza fine dei mostri residenti in quella città spettrale dopo un po' preferisce evitare il confronto con i lupi. Cadono però sotto le randellate inimmaginabili di Zadox, o vengono stritolati dalle enormi mani metalliche di Robokiller, oppure ancora devono affrontare la fustigatrice o il nano tagliagole. Se la città sta valutando la forza dei nemici è decisamente lenta di comprendonio. Non dovrebbero infatti sussistere dubbi sulle capacità distruttive dei nuovi arrivati. Così misteriosamente come sono arrivati, gli assalitori ancora in grado di farlo corrono a rintanarsi negli anfratti e nei tombini. Tutto ciò mentre il Desert Cruiser persevera con metodo a smantellare parte della muratura esterna della città misteriosa. In profondità, cunicoli tortuosi conducono ad un'enorme caverna, che probabilmente non è mai stata percorsa da piede umano. L'oscurità, che dovrebbe essere totale, è rotta dalla tenue luminosità rossastra proveniente dalla lava che fuoriesce da una grande quantità di crepacci. Forme strisciati si muovono sul pavimento roccioso della caverna. Si intersecano, si sovrappongono ed a volte si scontrano. Sentono l'agitazione del loro padrone, che troneggia su un nero monolito, al centro di quell'abisso. Simile ad una colata di cera, ma dotata di continua pulsazione, l'ameba estroflette e ritira pseudopodi. Il mostro è adirato per ciò che sta accadendo al piano di sopra. Le sue truppe sono state ripetutamente sconfitte dai robot e dai loro amici. Come se non bastasse, le mura della città scricchiolano e perdono pezzi sotto le cannonate che il Desert Cruiser somministra in abbondanza. L'ameba manifesta il suo stato d'animo colpendo gli esseri striscianti, che l'adorano nonostante tutto come fosse un essere divino. Poi quell'entità che erroneamente si considera puro intelletto trascende quella rabbia che non dovrebbe fare parte del suo repertorio. Un piano si delinea nei suoi pensieri, e subito la città spettrale si adegua alle nuove disposizioni di battaglia. I palazzi senza porte né finestre si allontanano dal fronte dello scontro; nel frattempo mutano in maniera difficilmente prevedibile. Black Dragon, Robokiller, Zadox, Jedd, Zara ed i lupi cibernetici Qwert e Tyop, si trovano quasi all'improvviso al centro di un anfiteatro di pietra, alto e ripido. Il soffitto della città si ritira, lasciando penetrare la luce calante della sera. Gli eroi del Desert Cruiser sono ora privi di riparo, e temono di diventare un bersaglio qualora dovessero avvicinarsi alle pareti a picco. All'esterno, la nave del deserto subisce una controffensiva da parte della città, che scaglia nella sua direzione grossi macigni come fossero proiettili di mortaio. Il Desert Cruiser, guidato da un computer, ed in connessione telematica con Black Dragon e Robokiller, si colloca velocemente fuori tiro. Il padrone della città spettrale è presumibilmente anche il suo ideatore. Quella mostruosa ameba esiste da tempi antichissimi, precedenti a quelli in cui i dinosauri spadroneggiavano sulla Terra. Per lei gli umani sono creature provvisorie e fastidiose. Non progetta alcuna conquista del mondo, perché non saprebbe cosa farsene di miliardi di bipedi chiassosi e rissosi. Reagisce ad un'aggressione violenta con una violenza ancora superiore, ed ora sta creando una minaccia in grado di schiacciare quei moscerini umani. Peccato per l'ameba, che gli unici due pseudo-umani del gruppo siano la fustigatrice ed il nano tagliagole. Utilizzare migliaia di pesanti blocchi di pietra, per assemblare un colosso alto dieci metri, comporta possedere un certo controllo sulla gravità e sull'attrito. Il mostruoso dio della caverna proietta inoltre una parte non indifferente della sua forza vitale in quell'incubo umanoide. Quando la creatura irrompe nell'arena, finanche Black Dragon e Robokiller provano una certa apprensione, nonostante la loro forza e le loro armi. Il troll si fa subito avanti, per fiancheggiarli nell'imminente scontro che si preannuncia molto duro. Il colosso di pietra alto dieci metri attacca con un pugno in grado di appiattire un'automobile. Jedd e Zara schizzano via con movenze quasi feline, seguiti dai lupi bionici. Finché avranno spazio per muoversi, non dovranno temere il nuovo arrivato. Robokiller, Black Dragon e Zadox vengono viceversa sfiorati da quel maglio micidiale. Per i tre forzuti, la strategia ideale è di entrare nella guardia del nemico, ora. Il troll è il primo a percuotere il mostro roccioso, con la sua clava possente. Il drago metallico ed il suo socio robotico fanno altrettanto con i loro pugni. Una potenza impressionante si è riversata sul campione della città fantasma, che traballa ma rimane in piedi. Fessure che si aprono nel terreno dell'arena fanno uscire allo scoperto gli esseri striscianti che adorano il dio della caverna. Questi cercano di sommergere con il loro numero la fustigatrice, il tagliagole ed i loro amici animali feroci. Ne scaturisce una battaglia parallela a quella tra i pesi massimi. Black Dragon ricorre alla sua fiamma, che danneggia il nemico, ma non in maniera apprezzabile. Robokiller dispone di un missile ad alto potenziale, che produrrebbe però effetti collaterali pericolosi per Zara, Jedd ed anche per Tyop e Qwert. All'esterno della città spettrale, il cervello elettronico del Desert Cruiser registra l'arrivo di un nuovo attore di questa disputa. Scende volando dal cielo, o per meglio dire levitando. Il drago di Evolution coglie di sorpresa i suoi stessi alleati, oltre che il gigante di pietra. La fiamma di Dragonfire investe ed avvolge il mostro; le pietre che lo compongono fumano e si ammorbidiscono. L'alieno verde ordina alla sua fiamma di contenersi, formando un camino che si eleva verso il cielo. Lo stress si ripercuote sull'ameba della caverna, che richiama a sé gli esseri striscianti. Quel sedicente dio costruttore di città spettrali sta perdendo il controllo del colosso di pietra, perché il calore fonde i blocchi, amalgamandoli in uno solo. Così, quando Dragonfire interrompe il suo attacco dirompente, il formidabile nemico è trasformato in una statua amorfa. La città si è completamente ammutolita, mentre Robokiller, Black Dragon, Zadox, Jedd e Zara si stringono attorno a Dragonfire, che accarezza Qwert e Tyop come fossero cagnolini.
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