sabato 3 maggio 2014
CAGNOLINI E LUPI_332° episodio
Si dice che il cane sia il miglior amico dell'uomo, ma è tutto da dimostrare che l'uomo sia il miglior amico del cane. È vero che molti trattano il loro cane come se fosse un figlio, o addirittura meglio. Ci sono tuttavia degli uomini molto poco “umani” che sfogano una violenza ingiustificabile su un animale che non ha chiesto di essere adottato. Il cane è un animale sincero, che non nasconde il suo stato d'animo, ma il più delle volte vuole molto bene a quello che considera veramente il suo padrone. Questa è la storia di una cagnolina troppo buona, troppo coccolona, troppo ignara, che per questo rischia di morire. In questa storia c'è anche un cagnolino cibernetico, un ex rifiuto a detta degli umani. Cyberdog è un tutt'uno con l'alieno tecnomeccanico Transformatron, che lo ha ritenuto degno di evolversi oltre gli standard psico-fisici di un cane terrestre. Cyberdog forse assomiglia di più ad un cane del futuro; un navigatore spaziale, un esploratore di altri stati dell'esistenza. Ed in effetti lui assieme agli altri Esploratori dei Sogni si aggira disinvoltamente in quella dimensione incomprensibile che ci attende quando chiudiamo gli occhi. La sua avventura di oggi lo vede però muoversi in quella che chiamiamo realtà. Un cane normale sarebbe poco interessato a ciò che accade nel mondo umano, perché il suo mondo è concreto e limitato. Interessarsi delle cose che accadono oltre oceano consente agli umani di sentirsi depositari di una visione prospettica superiore. Non è vero, giacché gli uccelli migratori e forse anche gli insetti volanti hanno un'idea del mondo molto più chiara della nostra. Il Transformatron ha lavorato sottilmente sul cervello del suo simbionte, rendendolo differente. Sulla base di questa differenza, l'alieno di metallo vivente costruisce una complicità quasi senza pari sulla Terra. Anche Clara, collega di Cyberdog negli Esploratori dei Sogni, vive con un simbionte tecnomeccanico: il Tecnoragno (discendente del Transformatron). Lei può capire cosa prova Cyberdog, e non lo considera certamente “solo un cane”. Il Transformatron riferisce al suo amico biologico di un tale che ha dato fuoco alla sua cagnolina. Perché lo abbia fatto è irrilevante; cosa potrebbe aver combinato un piccolo animale come lei per meritare quel supplizio? Quali scusanti potrebbe scovare il più sordido tra gli avvocati difensori? Sebbene a Cyberdog sia capitato, quando era “il rifiuto”, di prendere calci da molti cretini, nessuno gli diede mai fuoco. La notizia del tentativo di canicidio è diffusa in rete, con le foto della piccola creatura bendata e curata da persone di buona volontà. Ed il mancato assassino che fine ha fatto? I commenti spaziano dall'incitamento ad ammazzarsi, al desiderio di sottoporlo allo stesso trattamento. Qualunque cane avrebbe morsicato a morte quel cretino di umano, se avesse assistito al tentativo di bruciare viva la cagnolina. Cyberdog, che non è un cane normale, sviluppa in sé l'idea della vendetta, e non della semplice ritorsione. Forse l'uomo è ciò che è, nel bene e specialmente nel male, perché ragiona in termini di vendetta. Ora anche Cyberdog capisce questo modo di vedere le cose. L'assassino abita molto lontano da dove si trova il cagnolino cibernetico, e questo suscita nel nostro amico delusione. Anche la delusione è un forte motore per le azioni umane. Forse la massa degli umani non è veramente intelligente, ma solo delusa e vendicativa. Il dottor Occulto però può fare qualcosa per aiutare il suo alleato canino. Chiede pertanto all'uomo bestia Kong di dislocare Cyberdog nei pressi della casa del delinquente, che ha ampiamente meritato la sua vendetta. Il teletrasportatore della Vae Victis non scompone in partenza le persone ed i cani in atomi; non deve quindi ricomporli all'arrivo. La prima cosa sarebbe relativamente più facile della seconda. Il teletrasportatore della Vae Victis sfrutta i worm holes, cioè i buchi che vermi cosmici hanno scavato nello spazio-tempo. Non si sa come siano fatti questi vermi cosmici, né se scavino ancora tra i piani dell'esistenza. Ciò che conta è che, grazie al potere della Navigatrice, che per inciso è la sorella di Fulminatore, sia possibile accedere al worm hole giusto per raggiungere una destinazione certa. Altrimenti entrare nel teletrasportatore servirebbe solo a fare un viaggio che potrebbe condurre ovunque, compreso l'interno di una montagna o le profondità del mare. Cercare di uccidere un animale non è considerato un reato; altrimenti gli umani dovrebbero rinunciare a rimpinzarsi delle carni bovine, ovine, suine e di quasi tutte le altre specie senzienti. La sottigliezza malata degli avvocati e dei magistrati ha distillato in alternativa il reato di maltrattamento. Dare fuoco ad un cane è qualcosa di più che dargli un calcio o una cinghiata; ma vallo a spiegare a certi cretini. Per cui il delinquente in questione si trova a casa sua, in attesa di una farsa di processo. Rischia una multa, ma non di finire in galera. Qualcuno ha provato ad organizzare manifestazioni di sdegno, ma le istituzioni hanno preferito proteggere il criminale, allontanando i cittadini che protestavano. I poliziotti molto spesso devono difendere i delinquenti dalle persone che rispettano le regole. Cyberdog però non è vincolato dalle stupidaggini partorite dalle menti malate dei passacarte azzeccagarbugli. Il Transformatron fornisce al suo simpatico simbionte una copertura altamente tecnologica, che gli consente di passare inosservato sotto gli occhi degli sbirri messi a difesa del fortino del quasi assassino. Qualche gatto di quartiere percepisce la presenza del cagnolino cibernetico, ma i gatti si fanno gli affari loro. Non è escluso che, nella loro acutezza mentale, i piccoli felini capiscano cosa sta accadendo, e si fermano ad osservare e confabulare tra loro. Le sonde di metallo vivente, che sono manifestazioni del Transformatron, forzano la serratura della porta sul retro, che si apre e si chiude come se fosse passato un fantasma. In casa sua, il maledetto pazzo parla al telefono vantandosi di avere quasi ucciso la dolce ed innocente cagnolina. Cyberdog attende che posi il telefono, poi attacca. Se lo volesse uccidere, non avrebbe problemi a farlo, in molti modi diversi e fantasiosi. Ciò che vuole veramente è farlo soffrire; per cui le sonde metalliche gli trasmettono scariche elettriche potenti ma di breve durata, in varie parti del corpo. Un omaccione come lui tenuto in scacco da uno scricciolo di cane; difficile da credersi, ma la vendetta ha un gusto inebriante anche per Cyberdog. Ferito ed umiliato, il quasi assassino non crede ai suoi occhi. Quella piccola creatura lo ha ridotto ad uno straccio, ed adesso pare irriderlo. Il pazzo gli scaglia contro tutto ciò su cui può metter mano, ma Cyberdog schiva facilmente e così facendo lo prende in giro, per proseguire nella realizzazione del piano. Forse il poliziotto di guardia lo sente urlare, però sa di avere a che fare con un fuori di testa, e auspica che si faccia del male da solo. Il tizio invece spalanca la porta e sale in auto; mette in moto e scappa da quella piccola furia canina. Preferirebbe che nessuno lo scoprisse, ma è il terrore a guidare le sue azioni. Non ammette neppure con se stesso di essere un vigliacco; neppure adesso che spinge ulteriormente sull'acceleratore. Le molte ferite gli ricordano che il suo piccolo nemico poteva ucciderlo facilmente, ma di tornare ad affrontarlo non se ne parla proprio. Si ubriacherà da qualche parte; si stordirà fino a perdere la memoria, poi domani farà la pelle al primo cane che gli capiterà a tiro. Cyberdog non lo insegue, perché è intento a conferire con il nuovo arrivato. Dal portale dei worm holes è infatti uscito il Lupo Nero, che è molto interessato a quello che gli viene riferito. La preda passa a lui, che ora deve raggiungere un'auto che corre velocissima nella notte. Dopo un centinaio di chilometri, al teppista finalmente smettono di tremare le gambe, e si ferma. Dubita che il perfido cagnolino sia riuscito a stargli dietro, ma si guarda lo stesso attorno, temendo di vederlo sbucare dalle tenebre per finire quel che ha iniziato. Se non ci fossero certi squallidi localacci aperti tutta la notte, dove potrebbero rifugiarsi i rubagalline, gli stupratori, i borseggiatori ed i teppisti da stadio? Quella è gente che non lavora per vivere; quindi al mattino non si alza presto per espletare i suoi doveri sociali. La notte la trascorrono bevendo e vomitando; ogni tanto qualche rissa, ma non abbastanza da richiamare gli stanchi tutori dell'ordine. L'incendiatore di cagnoline innocenti si mescola così nella bolgia della feccia umana. All'esterno del sordido locale, tra le ombre si materializza una creatura il cui manto è più nero della notte stessa. I suoi occhi emettono un lucore, come di braci, ed i suoi denti sono candidi e terrificanti. Si muove senza produrre rumore percepibile da orecchio umano, ma gli insetti smettono di cantare e di comunicare tra loro. Gli uccelli notturni scrutano il Lupo Nero, pronti a decollare se il bestione dovesse accennare ad un attacco. I gatti, randagi e non, si mantengono a distanza di sicurezza. Loro conoscono i cani ed anche i lupi, ma quello è un animale fuori serie. Braxcat compare all'improvviso, sorprendendo i suoi quasi simili quadrupedi felini, che lo scrutano con attenzione. Agli occhi degli umani il gattino demone appare una comune bestiolina, ma i sensi umani non sono famosi per la loro acutezza. Braxcat questa notte è in vena di confidenze, e racconta a gattini e gattoni che quello è il Lupo Nero. Si tratta di una creatura quasi soprannaturale, giunta qui per vendicare una cagnolina ferita gravemente da un pessimo umano. I gatti non si stupiscono di ciò che sentono riferire, giacché conoscono molto bene i modi infidi dei grossi e puzzolenti bipedi. Lupo Nero ha raggiunto una finestra, dalla quale guarda all'interno della bettola. Il suo colore ed anche l'incantesimo che reca su di sé lo rendono invisibile dall'interno. Avrebbe la tentazione di sfondare la parete, entrare e staccare a morsi braccia e gambe alla rinfusa, ma il dottor Occulto gli ha chiesto di non farlo. Il capo di Evolution sembra sapere sempre cosa uno abbia intenzione di combinare, prima ancora che il pensiero si sia noto all'interessato. Visto che il dottor Occulto non ha compreso l'auto del teppista tra le cose da non disfare, il Lupo Nero si sente libero di squarciarle i copertoni a morsi. Il gusto della gomma è poco appetitoso; ora Lupo Nero dovrà necessariamente assaggiare qualcosa di diverso. Tocca al gattino demone stanare il topo di fogna. Braxcat si manifesta all'improvviso nella bettola, camminando sulle pareti e sul soffitto; le sue unghie gli consentono questo ed altro. Gli ubriaconi presenti reagiscono in vario modo. Ci sono quelli abituati alle allucinazioni, e quelli che non ci sono ancora arrivati. I primi non fanno caso ad un piccolo gatto, essendo abituati ai grossi mostri viola cogli occhi sporgenti. I secondi si allarmano, ripromettendosi che smetteranno di bere; mentono e sanno di mentire. Il teppista bruciacagnette fa parte del secondo gruppo, ma sospetta che quel mostriciattolo sia reale e sia lì per lui. Afferrate alcune bottiglie, gliele scaglia contro; Braxcat azzera i suoi goffi tentativi di danneggiarlo con un saltello, ed esce con disinvoltura felina dal locale. Quando anche il bruto schizza fuori, al suo inseguimento, il Lupo Nero lo aspetta nell'ombra, perché non è ancora giunto il suo momento. Ci si può aspettare da uno come lui che nel bagagliaio dell'auto conservi delle taniche di carburante. Il pensiero di quella feccia umana è di replicare lo show sul fastidioso gattino; del resto l'impunità di fronte alla legge è quasi garantita, per motivi già elencati ed altri ancora. Apre il bagagliaio, estrae la tanica, toglie il tappo, e si prepara a cospargere l'insopportabile micetto, per poi dargli fuoco. Forse da piccolo bruciava le formiche e le lucertole. Oppure è cresciuto senza genitori, o peggio assieme a genitori depravati. In Natura però le scuse non contano, ed ognuno risponde di quel che fa. Lupo Nero si para davanti al folle, che ormai non può più fermarsi. Bruciare una cagnolina è una cosa; provarci con una belva quasi soprannaturale è un'altra. Lupo Nero ringhia, mostrando denti in grado di sgranocchiare femori e colonne vertebrali come fossero croccantini. Il pazzo si è addossato tremante alla sua auto. Il suo cervello è andato del tutto in tilt; non che prima fosse un esemplare degno di rappresentare la presunta superiorità intellettuale della razza umana. La sua reazione non è pensata, bensì istintiva: estrae un accendino, facendo scaturire una piccola fiamma. Poi lo scaglia addosso al Lupo Nero, che rimane immobile come se nulla fosse. È un demone a suo modo, come lo è Braxcat; ed il fuoco di solito contro i demoni serve solo a fortificarli. Al maniaco non resta che scappare da un animale che corre e balza ad una velocità multipla rispetto alla sua. Fugge nel bosco, inciampando, cadendo e rialzandosi. I suoi abiti sono strappati da rovi, rami e rocce; la sua pelle è graffiata e sanguinante, ma non si ferma. Si inoltra nel bosco per sfuggire al Lupo Nero; avesse chiesto consiglio ad un bambino di quattro anni, gli avrebbe detto di cambiare destinazione. Ma il teppista odia i bambini come odia gli animaletti. Gli animali leggermente più grossi, a partire da Cyberdog, lo inducono ad una fuga disordinata. Quando finalmente giunge in una radura illuminata dalla luna, si ferma e si guarda attorno. Capisce di essere finito quando dagli alberi sbuca, come una cometa, Lupo Nero. A lui quel cherosene in fiamme non dà troppo fastidio, ma quando piomba sulla sua vittima è evidente che il fetido personaggio è fatto di ben altra pasta. Urla due volte, con voce acutissima, mentre assaggia la sua stessa medicina; poi finalmente tace.
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