mercoledì 7 maggio 2014
I BATTERI MUTATI_333° episodio
Il ritrovamento di un cadavere con le braccia legate induce a pensare che l'assassinio sia stato premeditato, o in alternativa che un maniaco abbia esagerato con le sevizie. I poliziotti, chiamati dai residenti della zona, verbalizzano i fatti, ma non si spingono oltre. Nessuno ha visto, né sentito qualcosa che possa tornare utile alle indagini. Casi come questi diventano fascicoli destinati a riempirsi di polvere. Poi però accade che qualcuno rammenti un crimine quasi simile a questo. Una prostituta trovata anni prima, non lontana da lì, con i polsi assicurati ad una sbarra metallica orizzontale. I giornali scrissero di una crocifissione. Quella prostituta non morì, questa sì. La serialità criminale inizia a dare segni di sé, ed i detective della polizia si agitano: odiano i serial killer. Odiano dover frugare negli schedari maltenuti; montagne di cartaccia compilata a mano, con le penne biro. Nessuna computerizzazione, nessuna digitalizzazione, nessun database. Il caso viene affidato alla detective Lucrezia ed alla sua squadra. Valeria ed Elisabetta sono due telepati in incognito, che lavorano a stretto contatto con Lucrezia. La poliziotta grazie ad un legame magico con Ferox condivide alcuni dei poteri della donna leopardo di Evolution. Di solito a Lucrezia sono affidati i casi con risvolti paranormali, ma non oggi. Questa sembra l'opera di un maniaco che sia diventato anche un assassino. Le prostitute sono per definizione una categoria esposta a rischi di vario tipo; a parte quelli di tipo sanitario, i pericoli sono insiti nella difficile tracciabilità della clientela. Una di loro, che subisca violenza o sia rapinata, difficilmente può o vuole rispondere alle domande dei poliziotti. In casi come questi, i poteri di Valeria ed Elisabetta sono molto utili, sebbene non siano paragonabili a quelli della Maga. Spesso Lucrezia ottiene nelle sue indagini un aiuto risolutivo dal super-computer Galadriel, che però in assenza di dati non può elaborare alcunché. Un assassino di prostitute può colpire in una grande quantità di posti, che, per motivi oggettivi, non possono essere tutti presidiati dalla polizia. Inutile quindi organizzare ronde notturne. Occorre rilevare almeno qualche altra traccia lasciata dal pazzo nel corso degli anni. Lucrezia, Elisabetta e Valeria possono lavorare solo sul nastro isolante che è stato usato per crocifiggere le vittime. È infatti singolare che si tratti di un nastro da pacchi, largo ma non particolarmente robusto, con impresso il logo di un ospedale che sorge non lontano dai luoghi dei delitti. La stampa non è stata informata di questo particolare, per cui quando le tre poliziotte chiedono di parlare con un responsabile, vengono accolte bene. Costui cerca di minimizzare la portata della traccia che Lucrezia e le sue amiche stanno seguendo. Dice che chiunque si sarebbe potuto appropriare di rotoli di quel nastro da pacchi; non è così, ma si tratta di certo di parecchie persone nel corso degli anni. Questa è un'indagine in salita, come tutte le indagini, e per il momento bisogna procedere a vista. Come approccio, è consigliabile perlustrare l'ospedale alla ricerca di indizi, piuttosto che girare a vuoto tutta la notte. Chi potrebbe supporre che il maniaco si stia avvicinando ad una preda specifica? Una stradina buia come tante; un luogo adatto ad un agguato, senza via di fuga. Nessuno nei paraggi preposto o disposto ad intervenire, semmai la prostituta gridasse, cercando aiuto. Alcune ore dopo l'alba, un contadino passando da quelle parti trova la ragazza seviziata e crocifissa. L'ambulanza interviene sollecitamente, e gli addetti fanno il possibile per bloccare la perdita di sangue. Il maniaco nel frattempo è tornato a quella che considera la sua base operativa, che si trova nell'ospedale che le tre poliziotte stanno presidiando. Elisabetta percepisce per prima una sensazione, sulla quale si concentra a fondo. Chiede pertanto l'aiuto di Valeria, avendo le due telepati appreso come lavorare in team. Rilevano un'impronta mentale, che è un indizio, ma non potranno usarlo in tribunale. Sanno solo che chi stanno cercando si trova nei paraggi, mescolato tra migliaia di altre persone, operatori ed utenti. Se il maniaco cercasse di uccidere la sua ultima vittima, ricoverata al pronto soccorso, probabilmente lo arresterebbero; lui è pazzo, ma non è scemo, quindi non si fa vedere da quelle parti. Quando ha assalito l'ultima prostituta era mascherato, ed ha agito di notte; difficile che lei possa fornire utili tracce agli inquirenti. Un evento che cambierà radicalmente il suo destino si sta però verificando non troppo lontano dalla sua tana. In un laboratorio, alcuni ricercatori hanno realizzato una scoperta della quale si parlerà a lungo. Sarà difficile fare capire alla gente comune quali conseguenze detta scoperta potrà avere sulle loro esistenze, ma sarà impossibile fare finta di niente. Per motivi chiari a pochi, i ricercatori hanno rielaborato il patrimonio genetico di un batterio. È certamente più facile lavorare su organismi monocellulari che su forme di vita più complesse. Gli studiosi dovrebbero peraltro tener conto che gli agenti patogeni hanno la tendenza a riprodursi a dismisura. Una batterio definito comune ha ora un patrimonio genetico arricchito artificialmente. Non risulta che in Natura alcun organismo terrestre abbia quel DNA. Ciò significa che i ricercatori hanno generato un alieno dal potere incalcolabile, nonostante il loro intento non fosse quello di realizzare un'arma per lo sterminio di massa. Euforici ma stanchi, i biologi chiudono il laboratorio, per concedersi un meritato riposo. In questo frangente, il destino del maniaco seriale gli offre la possibilità di un salto di qualità inimmaginabile. Rintanato nei paraggi, in uno dei tanti locali dei sotterranei dell'ospedale, nota i movimenti degli scienziati. Non ha idea di cosa abbiano combinato in quel laboratorio, ma sospetta che un suo sopralluogo possa dargli la possibilità di mettere le mani su qualcosa di prezioso. Immagina di chiedere un riscatto, ed è incuriosito dalla possibilità di diversificare le sue gesta criminali. Lui, che professionalmente è considerato una piccola rotella pressoché inutile in un ingranaggio molto complesso, sogna un riscatto. Vuole mettere in difficoltà quelli che quotidianamente lo guardano dall'alto in basso. Forza la porta del laboratorio, ed entra. Conosce la scarsa sorveglianza notturna, per cui è certo di potere lavorare con tutta calma. Questa notte non aggredirà alcuna prostituta, ma si ripromette di tornare presto al suo standard operativo. Non è la prima volta che entra in un laboratorio, ma è la prima volta che cerca qualcosa da rubare. Si trattasse di un furto su commissione saprebbe cosa fare. Le sue scarsissime conoscenze scientifiche non lo aiutano, mentre sposta provette ed apre porte di frigoriferi. Dopo mezz'ora, la sua frustrazione raggiunge il massimo, ed il maniaco improvvisatosi ladro scaglia lontano da sé alcuni contenitori, che si spezzano. A questo punto, prima di proseguire con la narrazione degli eventi, dovremmo chiederci come un batterio concepisca il mondo. Non si tratta di una questione di poca importanza, giacché un numero imprecisato di tali organismi unicellulari è appena stato liberato nell'ambiente. Un'ora fa, il batterio era uno solo, ma ha avuto il tempo necessario a moltiplicarsi con successivi sdoppiamenti. Prima che il suo DNA venisse sovvertito, viveva nell'intestino di un umano, assieme a miliardi di suoi simili. Adesso il suo orizzonte si è allargato, e non si accontenta più. Non ha un cervello, ma non gliene serve uno per dichiarare guerra al genere umano. Il batterio mutato è molto più forte dei suoi progenitori; non risente dei gas atmosferici, e sguazza in una pozza di liquido di coltura, che si è formata sul pavimento del laboratorio. Frattanto, il maniaco delle prostitute, e mancato ladro di farmaci, decide di uscire dal laboratorio, prima che la vigilanza per sbaglio passi da quelle parti. Non immagina cosa si annidi in quella piccola pozza che calpesta, ma del resto è talmente stupido che altre tracce che ha lasciato sul luogo del delitto stanno suscitando grande attenzione. Le due poliziotte telepati lo localizzano, dopo avere scandagliato mentalmente quasi tutti i locali del piano interrato dell'ospedale. I batteri mutati hanno già iniziato a diffondersi su una delle scarpe del seviziatore seriale. Il suo momento di gloria come violentatore seriale volge al termine, perché questi incursori unicellulari sono molto più spietati di lui. Quando la detective Lucrezia irrompe nella tana del depravato, nota che il suo stato di salute non è dei migliori, ma è lì per arrestarlo, non certo per fornirgli un supporto medico. I colleghi di Lucrezia, Valeria ed Elisabetta si complimentano per l'arresto di un delinquente che, se non avesse commesso alcuni grossolani errori, sarebbe ancora a piede libero. Il pazzo, ricoverato in ospedale, reparto malattie infettive, è molto preoccupato per la sua salute. I medici, non sapendo di quale patologia si tratti, adottano tutte le misure dettate dai protocolli di massima sicurezza, ma potrebbero non bastare. I batteri mutanti non si limitano ad ammazzarlo; adottano piuttosto una strategia radicale, restituendo così agli umani il favore di avere sovvertito il loro DNA. Il pazzo, il cui nome è comparso solo in piccoli trafiletti giornalistici, suda, trema, strabuzza gli occhi, poi con un urlo terrificante giace come morto. La sua consapevolezza finisce chissà dove, mentre il corpo che non è più suo dismette le pulsioni maniacali che lo portarono al disastro. Non più depravato, non più sessualmente connotato, non più umano; forse addirittura alieno. È ancora un bipede, ma presenta continue estroflessioni di tentacoli e pseudopodi, alcuni dei quali muniti di occhi supplementari. Un orrore che fluisce fino alla porta e sotto la porta, dimostrando di non avere più ossa; non gli servono per tenere assieme una carne che ormai è qualcosa di molto differente. Elisabetta e Valeria, le poliziotte telepati, risentono della trasformazione psichica del delinquente, non avendo disattivato del tutto il contatto mentale che avevano instaurato con lui. Adesso incontrano un riscontro di inimmaginabile diversità da tutto quello che hanno visto e sentito finora. È Lucrezia, detective simbiotica con la donna leopardo di Evolution, a scuoterle fisicamente; il suo istinto felino la pervade di un allarme estremo. Elisabetta e Valeria si riprendono lentamente, e seguono la loro leader che intende sbarrare la strada al mostro. Lucrezia estrae gli artigli, pronta ad affondarli nelle carni purulente di quella specie di zombie verdastro. Un errore, giacché dalle ferite profonde sgorga o addirittura schizza un liquor a dir poco schifoso. Alcune gocce raggiungono la pelle esposta della detective, e subito i batteri mutati si mettono al lavoro. Lo zombie diffusore di infezioni è lento, come se la sua nuova consapevolezza dovesse comprendere l'uso degli arti. Questa piccola debolezza favorisce le tre poliziotte, consentendo ad Elisabetta e Valeria di portare in salvo Lucrezia. Il suo fattore di guarigione, ottenuto grazie alla simbiosi con Ferox, si sforza all'inverosimile per mantenerla in vita. Lucrezia perde conoscenza, perché il suo corpo deve ottimizzare le energie; le sue assistenti la sollevano di peso, per trasportarla all'esterno. Il loro allarme mentale viene raccolto dalla Maga, che si trova a bordo della Vae Victis. L'enorme distanza si azzera passando attraverso il piano astrale. L'uomo bestia di Evolution attiva il dispositivo che utilizza i worm holes per aprire portali in ogni parte del pianeta ed oltre. Elisabetta, Valeria e Lucrezia viaggiano ad una velocità incalcolabile attraverso i tunnel scavati dai vermi cosmici. Emergono un istante dopo nella sala di comando del cacciatorpediniere base d Evolution. Nancy la Guaritrice, proveniente da un lontano passato, ha il potere di contrastare le malattie che affliggono gli umani, ma adesso deve fronteggiare i bacilli mutati da un gruppo di scienziati dissennati. Intanto lo zombie verdastro è uscito dai sotterranei dell'ospedale, senza incontrare ostacoli. Trova ad attenderlo Fulminatore, i cui poteri gli consentono di evitare il contatto fisico, che in questo caso potrebbe essere letale anche per il potente mutante elettrico.
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