martedì 27 maggio 2014

LA METEORA E LA BOMBA_338° episodio

L'oggetto che Dragonfire ha collocato entro la meteora, che sta precipitando verso la Terra, inizia a pulsare. Si tratta di un faro cosmico, che permetterà il teletrasporto di un ordigno nucleare nelle viscere di un masso pesante milioni di tonnellate. Il cacciatorpediniere Vae Victis, divenuto per l'occasione astronave, penetra nel portale aperto tra la nostra realtà ed il mare extradimensionale, dove la grande nave da guerra riprende a navigare. Una distesa infinita di acqua, che conferma quanto riportato in antichissime leggende di molte culture. I nostri antenati ritenevano che il mondo fosse costituito da una piccolissima parte di terre emerse, circondate da un oceano senza fine. Quei pensatori formidabili avevano forse visitato in sogno quel piano dell'esistenza. Nessun veliero o nave a remi avrebbe potuto però muoversi in quell'immensità senza perdersi. Neppure una nave moderna, dotata di motori nucleari potrebbe, perché nessun dispositivo noto all'uomo è in grado di replicare il potere della Navigatrice. A lei bastano viceversa pochi dati per tracciare una rotta di rientro. Così Evolution localizza l'invisibile varco spazio-temporale, che la restituisce al suo lago africano. Una materializzazione che turba appena la tranquillità degli animali che vivono attorno e dentro quello specchio d'acqua. La seconda parte della missione prevede che il teletrasportatore, che si trova a bordo della Vae Victis, agganci l'ordigno atomico necessario a distruggere il pericolosissimo planetoide. Frattanto sulla Terra in molti hanno notato il suo avvicinamento. Esperti, più che altro in chiacchiere, sono intervistati dalle varie televisioni, e terrorizzano la popolazione con le loro sconclusionate previsioni. C'è anche chi scommette sull'entità dei danni che l'impatto causerà: località e numero delle vittime. Fanatici religiosi si riuniscono in preghiera nel deserto, sperando che ciò convinca Dio a trattarli meglio degli altri. I criminali invece si comportano come se il disastro annunciato costituisse un'occasione per incrementare i loro guadagni. Ferox e Fulminatore giungono alla base militare, che mette a disposizione la bomba atomica. La procedura non dovrebbe essere particolarmente complicata, nonostante la pericolosità dell'arma. I due mutanti salgono su un fuoristrada, che precede il camion attrezzato al trasporto dell'ordigno. Perdura il rischio che qualche terrorista sappia e cerchi di appropriarsi della bomba. Invece di accontentarsi di qualche residuato bellico, ora potrebbero mettere le mani su un mezzo di distruzione di massa molto più potente e maneggevole. La tecnologia bellica ha infatti fatto notevoli passi avanti, rispetto alle prime bombe atomiche dell'ultimo conflitto mondiale. Quelle furono sganciate da un aereo; queste possono essere quasi trasportate in uno zaino. Il convoglio militare si inoltra in una zona boschiva, e l'elicottero che lo sorveglia lo perde di vista. Il pilota segue la strada dall'alto, per i pochi tratti distinguibili, poi accelera fino a dove gli alberi si diradano. Dopo un'attesa che si protrae oltre le previsioni, i militari sono però costretti a lanciare l'allarme. Mezzi terrestri carichi di truppe speciali partono dalla base militare, ma la perlustrazione della strada non porta ad alcun ritrovamento: il fuoristrada ed il camion sono scomparsi. Ciò che i soldati non sanno è che pochi minuti prima i due mezzi ruotati sono stati bloccati, sollevati e portati via da due enormi macchine, simili ad elevatori idraulici. Non si tratta certo di terroristi normali, bensì di un'organizzazione in possesso di capacità di aggressione senza precedenti. Fulminatore e Ferox, a bordo del fuoristrada condotto da un militare, sono prigionieri nelle viscere di un enorme cingolato, che si apre la strada abbattendo gli alberi. I due mutanti non hanno modo di sapere che una squadra speciale segue il cingolato per dissimulare le tracce fin troppo vistose. Le piante abbattute vengono rialzate e fissate con funi d'acciaio. Si tratta di una mascheratura sommaria, che inganna l'occhio inesperto fino alla distanza di una decina di metri. Le truppe inviate sono in effetti più brave a combattere che a cercare tracce; quindi il cingolato si inoltra indisturbato nel bosco. Fulminatore potrebbe scagliare le sue saette contro le pareti metalliche, che non reggerebbero a lungo. Così facendo però danneggerebbe Ferox, che non è schermata dall'elettricità. Il mutante elettrico elabora quindi un piano alternativo: toccando le pareti metalliche trasmette loro una quantità considerevole di calore, indebolendole. Tocca ora alla donna leopardo dimostrare ancora una volta la capacità dirompente dei suoi artigli. Il piano funziona, perché il metallo cede lentamente alle ripetute sollecitazioni, e si apre per consentire a Ferox, a Fulminatore ed all'autista di uscire all'aperto. Il camion che trasporta l'ordigno nucleare è viceversa ancora prigioniero in un altro comparto del mostruoso cingolato. I due mutanti di Evolution devono affrontare i terroristi armati ed ululanti, che aprono il fuoco. Non è facile schivare i colpi di un mitragliatore, ma Ferox dimostra di potercela fare anche contro tre avversari intenzionati a ridurla in brandelli. I mitragliatori non sono armi di precisione; sparano tanti colpi al minuto per supplire con la quantità alla scarsa qualità. Cercare di colpire un bersaglio che si muove velocemente ed in modo imprevedibile rende evidente che non basta impugnare un'arma sofisticata per essere sicuri di vincere uno scontro. Ferox attira su di sé l'attenzione malata della maggior parte dei terroristi accorsi, mentre Fulminatore si diletta di stenderne un altro, che non era ancora riuscito a sparare. Ferox atterra agilmente vicino ad uno dei suoi avversari, che non hanno mai visto alcuno muoversi in quel modo. Gli artigli della donna leopardo scattano a lacerare gli abiti e le carni di chi voleva dispensare la morte. Una, due, tre volte si avverte nettamente il sibilo e lo strappo prodotto di unghie che hanno la durezza dell'acciaio, o forse di più. Dopo pochi minuti dall'inizio dello scontro tra i mutanti ed i terroristi, i secondi si dibattono debolmente al suolo, in preda ai sussulti che precedono la morte. Lo scontro estremamente cruento si è risolto talmente in fretta che l'autista del fuoristrada sul quale viaggiavano Ferox e Fulminatore non ha neppure avuto modo di estrarre la pistola. Adesso però si sforza di aprire la porta che conduce allo scomparto del cingolato nel quale il camion è contenuto. I tre fanno appena in tempo a salire a bordo che altri terroristi accorrenti aprono il fuoco. Il cingolato intanto si è fermato in un punto nel quale gli alberi lasciano posto a una vegetazione più bassa e cespugliosa. La bomba, che i terroristi vorrebbero trafugare per diffondere distruzione tra gli innocenti, è tornata sotto il controllo di Ferox e di Fulminatore. La Maga, che si trova sul cacciatorpediniere Vae Victis, riceve questa comunicazione, ed avvisa Kong. L'uomo bestia di Evolution può pertanto attivare il teletrasportatore, che disloca il micidiale ordigno per migliaia di chilometri, attraverso i worm holes. Il dottor Occulto teme che la bomba possa diffondere radioattività all'interno della base di Evolution; di conseguenza dispone che sia trasferita a distanza di sicurezza. In un secondo tempo sarà possibile inviarla all'interno della meteora che continua ad avvicinarsi al nostro pianeta. Frattanto Fulminatore e Ferox attaccano i terroristi aiutati dai militari che si trovavano sul fuoristrada e sul camion. Le scariche energetiche del mutante elettrico abbattono gli uomini armati come birilli, ma il peggio per loro deve ancora arrivare. Infatti Ferox ha sfruttato la diversione per aggirarli, ed ora piomba loro addosso come una furia vendicatrice. I più fortunati tra loro, che potranno narrare questa disavventura, sono quelli che Fulminatore ha stordito. Chi viceversa capita a tiro degli artigli della donna leopardo di solito conclude la sua esistenza terrena in modo a dir poco doloroso. Il crepitio delle armi automatiche e gli altri rumori causati dalla lotta senza quartiere indicano la strada da seguire agli altri soldati, che in precedenza erano stati depistati. Più tardi il comandante della base militare viene avvisato che l'ordigno nucleare è stato posto al riparo da altri attacchi terroristici. Dalla Vae Victis, è possibile vedere dove è stata depositata la bomba atomica. Dovesse per qualche motivo deflagrare adesso causerebbe solo un gran buco nella sabbia. Kong aggancia Fulminatore e Ferox con il suo dispositivo di teletrasporto, e li riporta alla base. Evolution è adesso al completo sulla Vae Victis. Visto che la meteora sembra decisa a schiantarsi sulla Terra, è il caso di passare alla fase finale del piano. Grazie al faro cosmico collocato dell'enorme blocco di pietra interplanetaria, l'uomo bestia di Evolution sposta per l'ultima volta l'arma di distruzione di massa. L'umanità potrà così evitare danni immensi impiegando uno strumento di aggressione come fosse uno strumento di difesa. L'ordigno nucleare è munito di un attivatore a distanza, i cui codici sono stati comunicati dalle autorità militari a Kong. La meteora si avvicina all'atmosfera terrestre; tra alcuni minuti la frizione coll'aria causerà un effetto cometa. Gli scienziati hanno calcolato che questo attrito con il conseguente incremento di temperatura superficiale non saranno tuttavia sufficienti a distruggere il bolide. Avendone la possibilità, è preferibile farlo esplodere prima che entri nell'atmosfera, perché l'enorme calore potrebbe interferire con la reazione a catena all'interno della bomba atomica. Kong inserisce i codici e li invia. All'interno della cometa, lo strumento costruito dagli uomini per uccidere i loro simili si attiva. Molti aerei militari si sono levati in volo, nel disperato tentativo di distruggere la meteora, nel caso in cui la bomba fallisse. Fortunatamente per l'umanità e grazie al lavoro di Evolution e di Dragonfire, la bomba atomica esplode all'interno del colosso di pietra, frantumandolo in pezzi che presumibilmente si disintegreranno prima di giungere al suolo o di inabissarsi negli oceani. L'euforia si diffonde sul pianeta, ma dura poco perché una seconda meteora precipita verso la nostra atmosfera. Gli osservatori astronomici sono messi sotto accusa, chiedendo agli scienziati come sia stato possibile non accorgersi del doppio pericolo. Forse il dottor Occulto è l'unico a capirci qualcosa, ma la soluzione di questo mistero dovrà attendere. Manca il tempo necessario a replicare il piano messo in opera con successo da Evolution. Il teletrasporto della Vae Victis sarebbe possibile se mancassero giorni e non ore all'impatto. Inoltre per predisporre un'altra testata nucleare si dovrebbero avviare passaggi troppo macchinosi solo ad ipotizzarli. La soluzione passa attraverso i grandi poteri di Dragonfire, la cui super-fiamma incendia anche la roccia più dura. Il drago è ovviamente pronto, ma dovrà essere teletrasportato ad una distanza insolita. La Maga fonde i suoi poteri con quelli della Navigatrice, per ottenere delle coordinate che Kong inserisce nel computer del teletrasportatore. Dragonfire prende il volo con il suo dragoncraft, e con esso entra nel portale dei worm holes. I rigori dello Spazio non lo danneggiano, e neppure lo stress della dislocazione. Quando, un secondo dopo, torna nel nostro piano dell'esistenza, la meteora sta già lambendo la nostra atmosfera. Il dragoncraft converte la super-energia dell'alieno in antigravità e spinta propulsiva. Non è facile neppure per lui, ma intercetta il velocissimo bolide roccioso. I terrestri non sanno della sua missione, e nelle città scoppia il panico. Ha poco senso calcolare se l'impatto avverrà prima di un'ora o poco dopo. Neppure i più pazzi continuano a raccogliere le scommesse; anche loro fuggono a nascondersi nei buchi più profondi che trovano. Gli uccelli volano in massa via dalla zona dell'impatto; cercano di porsi al riparo dalle onde d'urto. I pesci ed i mammiferi marini si spingono alla massima profondità raggiungibile. Gli altri animali, compresi insetti e ragni, si arrangiano con le fenditure che trovano nei muri e nel terreno. Gli umani urlano ed intasano quasi subito le strade, confermando di non essere una specie in grado di sopravvivere ai cataclismi. Intanto Dragonfire strappa tonnellate di roccia, spingendosi nelle viscere della seconda cometa. Il dragoncraft si allontana a grande velocità, eseguendo un ordine preciso del suo padrone. Poi la super-fiamma erompe dalle fauci di Dragonfire. Tutto ciò che lo circonda prende fuoco, eccetto lui stesso che in quell'inferno si rigenera. Le sue cellule non sono fatte di ossigeno, idrogeno e carbonio. Sono cristalli la cui composizione sfugge alla comprensione umana. Il fuoco cosmico del drago di Evolution assomiglia all'antimateria, perché dissolve la roccia, trasformandola in gas caldissimi. Non c'è alcuna esplosione, dato che l'immensa massa cessa semplicemente di esistere, e la sua energia incalcolabile si disperde senza produrre alcun danno. Adesso il dragoncraft può tornare dal suo padrone, e trasportarlo sulla Vae Victis dai suoi amici di Evolution.

Nessun commento:

Posta un commento