domenica 11 maggio 2014

L'ORRORE STRISCIANTE_334° episodio

Fulminatore colpisce con una scarica elettrica, che satura il corpo del portatore del batterio mutato. Se avesse ancora un sistema nervoso, vibrerebbe pervaso dal dolore. Se avesse uno scheletro osseo, le giunture si surriscalderebbero e perderebbero coesione. Se avesse un cervello, scapperebbe a nascondersi in qualche buco profondo, sperando di non essere inseguito. Invece il mostro avanza, perdendo pezzi e schizzi di liquido purulento. Ogni pozza di quella robaccia, per quanto piccola sia, pullula di piccoli tentacoli che cercano qualcosa da mangiare. Ne fanno le spese alcuni insetti che si trovavano a passare da quelle parti. Fulminatore capisce che il rischio è di avere a che fare con una moltitudine di repliche del portatore batterico originale. Sarebbe in grado di farlo esplodere, ma ciò significherebbe aiutarlo a diffondersi nell'ecosistema. Ci vorrebbe la Maga, che con le sue doti psicocinetiche sarebbe in grado di contenere e riaggregare quella vita disordinata in perenne diffusione batterica. Il mutante elettrico di Evolution regola diversamente le sue emissioni. Concentrandosi, separa il calore dall'effetto dirompente. Così facendo, proietta attorno all'orrore semovente una cortina termica, alla quale nessuna forma di vita organica può resistere. Le piccole pozzanghere pulsanti e proliferanti annichiliscono ed implodono; lasciano in tal modo questo stato dell'esistenza che avrebbero voluto colonizzare nel modo peggiore. Fulminatore risente dello sforzo, ma non intende lasciare libero il mostro, che ormai ha abbandonato ogni parvenza di umanità. La polizia allontana i curiosi, rimanendo essa stessa a distanza di sicurezza; le autorità hanno infatti ricevuto ricevuto precise istruzioni in tal senso. L'orrore strisciante adesso ricorda una specie di lumaca, con numerosi globi oculari che spuntano da varie parti del suo corpo immondo. È lento a procedere, ma pare convinto di essere invulnerabile. Libero dal cervello, gli è rimasta solo la fame e l'aggressività più primordiale che si possa immaginare. Una simile forma di vita irriflessiva non ha in sé spazio neppure per la paura. Non ha memoria di ciò che Fulminatore ha appena fatto, vedendolo solo come un mucchio di proteine e di sali minerali. Il mutante auspica che nessun poliziotto apra il fuoco contro l'orrore, giacché otterrebbe risultati nulli o peggiorerebbe la situazione. Una pulsazione comparsa apparentemente dal nulla annuncia l'apertura di un portale spazio-temporale. Fulminatore tira un sospiro di sollievo, ritenendo che il dottor Occulto abbia inviato la Maga in supporto. La forma che emerge dal varco è viceversa un mostro ancora più grande e terribile dell'avversario che il mutante sta affrontando. Il Cavaliere Giallo, conosciuto dagli umani come Pestilenza, è tornato sulla Terra. Fulminatore è in netto svantaggio, eppure si prepara a vendere cara la pelle. Prima di soccombere può infatti proiettare contro i nemici le sue saette più micidiali. Spera che gli umani si allontanino in fretta, perché non è più tempo di chiacchiere e di riprese televisive. Vita e morte si confrontano, ed ogni membro di Evolution ha da tempo scelto in quale campo stare. Pestilenza però non è lì per combattere, ma per condurre con sé quello che diventerà un suo valido araldo della distruzione. Con un solo gesto, il Cavaliere e l'orrore strisciante scompaiono; nella sua mente, Fulminatore ode una risata sovrannaturale e malata che si allontana sempre più. Alcuni secondi dopo, arriva la Maga; il suo ritardo ha evitato uno scontro che avrebbe potuto distruggere la città intera. È purtroppo sicuro che rivedranno quanto prima il portatore dei batteri mutati, che ormai merita il nome di orrore strisciante. Sulla Vae Victis intanto la Guaritrice concentra tutte le sue energie per risanare Lucrezia, che sta ancora lottando contro un'infezione indotta dal mostruoso ricettacolo di malattie appena cooptato da Pestilenza. Su un altro campo di battaglia, Ferox, che da anni vive in simbiosi magica con la detective ferita, percepisce lo stato precario della sua amica, ma non può interrompere l'azione militare che sta conducendo. In questo periodo storico sono tornati di moda i delinquenti comuni travestiti da rivoluzionari. Quelli che Ferox sta cacciando si spacciano altresì per sostenitori della religione dell'unico vero Dio (con la maiuscola). Significa che tutti quelli che non la pensano come loro adorano un dio falso (con la minuscola); di conseguenza possono essere torturati ed uccisi. Una serie di bande di marmaglia imperversa in una zona tra le meno civili del pianeta. Se la prendono con gente poverissima e rassegnata. Evitano peraltro di scontrarsi con le truppe regolari, che il governo di quella nazione di morti di fame invia a casaccio, giusto per fare scena. Una specie di accordo di non belligeranza tra i governanti ben pasciuti ed i predoni che vessano gli inermi ed i disarmati. Una delle bande suddette ha rapito alcune ragazze molto giovani, per venderle o per costringerle a diventare schiave sessuali. Un caso analogo è stato recentemente affrontato e risolto dai J-Six, che si sono divertiti moltissimo ad interpretare i loro attori preferiti. La donna leopardo di Evolution funge viceversa da collegamento e da guida tra gli agenti delle truppe speciali che alcune nazioni occidentali hanno inviato in loco. Per evitare di attribuire il comando della missione a questa o a quella nazione, è stata individuata la mutante felina, sulle cui capacità tutti concordano. Nonostante il loro addestramento, i membri del gruppo di fuoco sono solo umani, e Ferox deve sforzarsi di non lasciarli indietro. Ci sono anche degli esperti cercatori di tracce, ma i sensi della mutante percepiscono ciò che c'è da vedere e sentire prima e meglio di chiunque di loro. Questa missione è per i militari un bagno di umiltà, nel quale tutti i partecipanti auspicano di svolgere al meglio il loro dovere. Sperano altresì che Ferox non ammazzi tutti i criminali da sola, e che ne lasci qualcuno anche per la truppa. L'avvicinamento degli incursori al campo dei terroristi avviene in maniera ordinata e silente. Passano quasi sotto il naso delle sentinelle, che vengono subito dopo brutalmente terminate. Quelli che agonizzano e muoiono con la gola tagliata sono giovani, forse neppure ventenni, che hanno commesso il solo errore di sentirsi dei romantici rivoluzionari. È capitato molte volte nella storia umana che giovani vite siano state stroncate in nome di ideali il più delle volte confusi e fumosi. Occorrono pochi minuti al commando di Ferox per circondare la casa dove i criminali hanno condotto le loro prede. L'irruzione potrebbe essere questione di secondi, ma la donna leopardo, rilevando che le ragazze non sono in immediato rischio di sevizie, ordina di aspettare la notte. Ferox conosce molto bene quella parte del mondo, e sa che il buio cala quasi all'improvviso. Manca poco, e nessuno esce a dare il cambio alle sentinelle defunte. Ad un comando della donna leopardo, i militari indossano i visori notturni, preparandosi allo scontro corpo a corpo. Manca solo un particolare: tagliare la corrente, ma per i guastatori è un gioco da ragazzi. Poi Ferox ed i suoi incursori attaccano. Appena entrati, devono decidere come comportarsi, giacché non è certo che i terroristi siano distinguibili dagli ostaggi. Se così fosse, le armi, i visori, le protezioni e l'addestramento attribuirebbero ai liberatori una vittoria lampo. Nella frazione di secondo successiva, i militari delle truppe speciali multinazionali si trovano viceversa davanti ad uno scenario che temevano. Devono improvvisare; immersi nel buio pressoché completo, gli astuti predoni siedono sul pavimento accanto alle donne rapite. Rapitori e vittime sono incappucciati. I militari come prevedibile non aprono il fuoco, ma i banditi sì. La scelta di Ferox di attendere la notte salva molte vite, giacché i terroristi non riescono a mirare con precisione. Molti colpi di fucile e pistola vengono bloccati dai giubbotti antiproiettile; altri feriscono in maniera non grave i soldati delle teste di cuoio. In questo caos, Ferox si muove con la consueta efficienza micidiale. Non le servono di certo i visori notturni, e neppure le pistole o i coltelli. I felini dispongono di un odorato superiore a quello umano, sebbene probabilmente i canidi in quell'ambito siano insuperabili. Se Ferox dipendesse dal suo naso, non distinguerebbe i rapitori dalle rapite, dato che gli uni si trovano a stretto contatto colle altre. La sensibilità della mutante felina trascende tuttavia questo limite, permettendole di affondare a colpo sicuro i suoi artigli. I lupi e le jene puntano quasi tutto sulla potenza della bocca; i leopardi invece sincronizzano denti ed artigli in un carosello di morte. In pochi secondi, da sola sbaraglia gran parte dei delinquenti; li colpisce senza infierire, sapendo che i suoi assistenti umani sono pronti a proseguire e completare l'azione. Banditi e militari lottano all'arma bianca, ed i primi scoprono di essere surclassati. Le truppe speciali sono infatti abilissime anche nell'uso delle lame tattiche. A proposito di lame, il gruppo d'attacco multinazionale è stato preceduto segretamente dal Ninja Grigio. Ovviamente Ferox lo sa, ma non ha rivelato l'informazione per evitare ogni possibile fuga di notizie. Il guerriero delle ombre combatte a fianco dei militari e della mutante, ma la sua tecnica è tale da sfuggire alla percezione dell'occhio umano. Come concordato con Evolution, il Ninja Grigio si muove con circospezione per evitare la fuga del capo dei terroristi. Il tizio in questione si allontana in silenzio dalla scena della battaglia. I suoi sgherri sono sacrificabili, lui no. Evolution sospetta che queste bande siano organizzate da agenti stranieri, molto più pericolosi della manovalanza che impiegano. Questa volta non gli sarà però consentita una replica, a meno che riesca a sconfiggere il Ninja Grigio, che lo aspetta all'esterno dell'edificio, con la katana nera sguainata. Il guerriero delle ombre potrebbe ucciderlo con estrema facilità, senza essere visto o udito. Invece preferisce il combattimento; ecco perché consente al suo nemico di aprire il fuoco contro di lui. È difficile sostenere che il Ninja Grigio sia solo un essere umano, seppure a conoscenza di tecniche di combattimento senza pari. In lui l'arte marziale estrema coesiste con attitudini presenti in una parte infinitesimale della popolazione umana. In altri termini, il Ninja Grigio è un predestinato, anche perché altrimenti non si spiegherebbe la simbiosi quasi perfetta con la sua spada nera. Ed è proprio la katana ad intercettare in volo le pallottole che viaggiano alla velocità del suono. Il metallo più duro dell'acciaio, presumibilmente titanio, ha la meglio sul piombo rovente. Come si è detto, i capi di queste cellule terroristiche sono agenti stranieri molto ben addestrati. Oltre ad avere una grande capacità di aggregazione e di convincimento, costoro sanno combattere con armi di tutti i tipi. Ecco perché, mentre Ferox e le truppe speciali sbaragliano completamente la teppaglia, il capo dei terroristi impugna una lama dall'aspetto pericoloso, e si lancia all'assalto del Ninja Grigio. Il clangore del metallo contro il metallo richiama all'esterno la donna leopardo, che assiste interessata allo scontro tra i due spadaccini. Il Ninja Grigio si muove meglio, con una scioltezza sovrumana. Il suo avversario mostra però un'irruenza tipica di chi colpisce senza paura di essere colpito a sua volta. Un guerriero senza paura di morire probabilmente mente a se stesso. Il Ninja Grigio sa che nel combattimento con la katana occorre svuotare la mente, affinché non ci assilli con dubbi e riflessioni fuori tempo e fuori luogo. Agire come un rettile o come un felino, non come una scimmia ululante. Questo non è un gioco, e lo scambio successivo è anche l'ultimo. Il capo dei rapitori si illude di avere trovato un varco nella difesa del guerriero delle ombre, che però è un maestro della dissimulazione. Questo comporta che sia la sua spada a mordere in profondità le carni dell'avversario. Ferox grazie ai suoi riflessi felini ha seguito ogni fase dell'azione del suo alleato, e sogghigna. Intanto la spada nera ottiene ciò che cercava, quando ha chiesto al suo portatore di affrontare a singolar tenzone il capo dei criminali. Si nutre della sua energia vitale, apprezzandola appieno, giacché a suo modo era un ardimentoso. Conclusa la sua missione, Ferox viene trasportata a bordo della Vae Victis, dove la Guaritrice opera al massimo delle sue possibilità per risanare la detective Lucrezia. Data la profondità dell'infezione, il dottor Occulto ritiene che solo un ripristino della simbiosi con Ferox possa salvare la vita alla poliziotta. Ferox deve afferrare lo scettro che fu di Uglux, per riaccendere la fiamma incantata e la vita dell'amica. L'azione richiede una concentrazione protratta. La Maga coinvolge le due telepati Valeria ed Elisabetta in quella che promette di essere una lunga veglia.

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