venerdì 23 maggio 2014
NAVIGAZIONE EXTRADIMENSIONALE_337° episodio
Quasi tutti noi quando sentiamo di uno che minaccia di ammazzarsi cerchiamo di immaginare quanto debba sentirsi male dentro. Possibile che non veda alcuna prospettiva di miglioramento? Potrebbe ad esempio ascoltare una tra le tante canzoni che parlano delle bellezze della vita. Peraltro, se proprio non può farne a meno, l'aspirante suicida dovrebbe fare in fretta a lasciare libero il posto sulla Terra, sporcando il meno possibile. I serpentoidi Hunter Killer non comprendono molti tra i comportamenti umani, ma essendo rettili non devono soddisfare alcuna sensibilità fastidiosa. Il tizio che si è asserragliato in un ufficio, minacciando di compiere una strage con gli esplosivi che si è portato, è solo uno tra i tanti maledetti pazzi che percorrono le strade delle città umane. Gente che uccide senza provocazione, ma si giustifica davanti ad una giuria di fessi asserendo di “avere sentito le voci”. Si parla fin troppo ed a sproposito del sovraffollamento carcerario, poi si continua a mantenere in galera questi incapaci di intendere e di volere fasulli. Ogni tanto uno di loro scappa dalla sua bella cella di minima sicurezza, dopo avere sgozzato una guardia carceraria, che muore per una paga da fame. Il pazzo di stamattina è già stato in carcere, perché ha ucciso in passato, ma la giuria di allora si commosse, e lui evitò l'iniezione letale. Per chiarire come funzionano le cose, in quei baracconi circensi che gli umani chiamano tribunali, si sappia che il più delle volte chi sostiene la pubblica accusa è un legale di capacità molto inferiore al collega che sostiene la difesa. Gli stupidi buonisti parlano bene di questo sistema basato sul piagnisteo e sui milioni che finiscono nelle casse degli studi legali difensori dell'illegalità. Gli Hunter Killer non danno nell'occhio neppure quando si muovono di giorno. All'inizio della loro carriera terrestre, Stritolatore ed i suoi assistenti circolavano a bordo di un'automobile speciale, che assomigliava ad un carro funebre. I serpentoidi non hanno bisogno di sedili e di cinture di sicurezza, preferendo un piano di carico privo di ostacoli. Oggi però non si sono presentati al lavoro a bordo di quell'auto, fin troppo riconoscibile. Stanno viceversa adoperando una serie di cunicoli sotterranei, fognari e non, che nei mesi hanno esplorato con metodo e pazienza. Boa è il primo della squadra a sbucare dal terreno nei pressi dell'obiettivo. Si guarda attorno, ma decide di tornare giù, giacché nei paraggi ci sono troppi sbirri. La presenza sulla Terra e lo status speciale dei serpentoidi non sono noti alla truppa, ma solo ai capi della polizia, nonché ad alcuni altri, come Lucrezia. Le sue aiutanti Elisabetta e Valeria raccolgono le emanazioni mentali degli Hunter Killer, e prendono nota del loro arrivo. Ordini dall'alto prevedono che siano loro a stanare ed eliminare il fuori di testa. I poliziotti arretrano mugugnando, dato che pensavano di poterlo arrestare con un'azione veloce e decisa. Forse sì, ma dovrebbero tener conto degli ostaggi. Pitone trova un varco che gli permette di scivolare con tutto il suo corpo muscoloso nei sotterranei dell'ufficio comunale. Gli ordini di Stritolatore sono di fare fuori il cretino nel più breve tempo possibile. Al leader degli Hunter Killer non interessa se toccherà ad Anaconda, a Boa a Pitone o a Sysform, che è l'unica femmina del team. Ed è proprio lei ad arrivare per prima a distanza utile dall'insano personaggio, che, come da copione, minaccia con un taglierino una degli ostaggi. La donna, giustamente terrorizzata, sta tuttavia cedendo alla tentazione completamente irrazionale di urlare. Ciò significa che la sua vita è appesa ad un capello. Quando la serpentessa entra nel suo campo visivo, la donna minacciata si zittisce, preda di un terrore atavico. Pensa di non avere mai visto un serpente così grosso, ma non ha ancora avuto a che fare con i maschi del gruppo, Stritolatore in primis. Finora Sysform non ha commesso alcun errore, eccetto forse quello di credere che gli altri sequestrati si sarebbero schierati dalla sua parte. Così, mentre lei si muove per attaccare il malvagio, uno stupido umano impugna una spranga di acciaio, coll'intendo di colpirla. Lei non se lo aspetta, ma prima di diventare una cacciatrice di taglie è stata una spia. I suoi riflessi costituiscono un tutt'uno con il suo istinto; ecco perché il colpo del lento essere umano riesce solo a sfiorarla. Dopo di che, in un turbine di spire micidiali, Anaconda colpisce senza pietà. La sua testa, protetta da una durissima cresta cornea, impatta con le fragili ossa della gabbia toracica di colui che riuscirà ad avere un suo spazio sul giornale, ma solo nei necrologi. Intanto Sysform, grande la metà di Anaconda ma veloce il doppio, avvolge in una stretta decisamente poco amorevole il pazzo bombarolo. Il suo desiderio di morte si avvera subito dopo, in un sinistro scricchiolio di ossa. Un brutto modo di morire anche per un cretino come quello: organi interni che scoppiano, sangue che esce da tutti gli orifizi del corpo, occhi che escono dalle orbite per la pressione interna. Accertato il decesso, Sysform, che ha battuto in velocità il resto della banda dei serpentoidi, si districa con grazia e scioltezza dalla rovina moribonda che ha appeno prodotto. Poi uscendo da dove sono entrati i serpentoidi abbandonano la scena. La detective Lucrezia irrompe alla testa dei poliziotti che aspettavano che la tragedia si compiesse. Valeria ed Elisabetta, le sue assistenti telepati, ricevono il saluto degli Hunter Killer che si recano ad incassare l'ennesima taglia. Intanto, oltre l'atmosfera terrestre, vi verifica un evento che potrebbe avere ripercussioni disastrose per milioni di umani e di animali domestici, senza contare gli insetti e le piante. Uno dei grossi sassi, che di solito orbitano nella fascia degli asteroidi, si avvicina al nostro pianeta. Capita con una frequenza superiore a quel che risulta alla popolazione umana. Il più delle volte, l'attraversamento della nostra atmosfera è sufficiente a surriscaldare e frammentare gli intrusi rocciosi. La caduta di una meteora di grosse dimensioni è una paura dei nostri giorni, che ha ispirato almeno due film visti da una moltitudine emozionata. La soluzione proposta dagli sceneggiatori era di raggiungere la meteora, e di distruggerla con un ordigno nucleare. È purtroppo vero che i nostri missili più micidiali sono dei terra-terra, cioè funzionano come dei mortai. Se viceversa dovesse presentarsi la necessità di colpire un bersaglio volante, la propulsione non sarebbe sufficiente, ed i dispositivi di guida elettronici a nostra disposizione non saprebbero indirizzare i missili sul bersaglio. Kong, lo scienziato di Evolution, discute del problema con i colleghi e con il dottor Occulto. L'uomo bestia spiega che la Vae Victis, loro base operativa, è stata dotata di dispositivi che trascendono la tecnologia umana. In passato, il cacciatorpediniere condusse il super-gruppo su Plutone, o meglio: sotto la sua crosta rocciosa e gelata, dove trovarono immense quantità di acqua allo stato liquido. È un teletrasporto non troppo differente da quello che sfrutta i worm holes, perché la loro nave da guerra ha la capacità di navigare sulle acque di un illimitato oceano extradimensionale, che si estende pressoché all'infinito, come i buchi scavati dai vermi cosmici. Ci si chiede semmai se navigando in esso si possa intercettare un obiettivo che viaggia nello Spazio a decine di migliaia di chilometri orari. Per accedere con la Vae Victis all'oceano extradimensionale, Evolution attiva il portale del teletrasporto. Questo non sarebbe tuttavia sufficiente senza gli incantesimi del dottor Occulto, coadiuvato dalla sua allieva Maga. Gli animali che vivono nei pressi del cosiddetto lago della nave avvertono il crescere di una pulsazione ultraterrena, che pervade il cacciatorpediniere. Sebbene considerino loro amici i mutanti ed il drago che vivono sulla Vae Victis, i felini, i canidi e gli enormi erbivori corazzati della savana si allontanano dal lago. I coccodrilli invece rimangono quasi indifferenti. Senza alcuna esplosione di luce e di rumore, la nave da guerra esce da questo piano dell'esistenza. Tutti i boccaporti sono stati chiusi, per salvaguardare le riserve d'aria. I monitor di bordo evidenziano come lo scafo d'acciaio stia apparentemente navigando immerso in un mare di acqua i cui colori cambiano di continuo. Gli scandagli non rilavano alcun fondo percepibile; analogamente i radar inviano i loro segnali in tutte le direzione, senza rilevare echi di ritorno. La mutante Navigatrice entra in stato di trance, perché il suo potere è l'unico in grado di capire la loro posizione rispetto alla Terra ed al loro obiettivo. Il suo compito è molto delicato, ed il dottor Occulto non vuole che si sforzi eccessivamente. I motori della nave riescono a muoverla ad una velocità difficile da stimare, mancando i punti di riferimento. Il dottor Occulto deduce che occorre una rilevazione ulteriore; ciò che intende fare richiede un viaggio in astrale. Per un incantatore della sua potenza non è difficile staccarsi dal corpo fisico, e la Maga lo segue. Adesso la loro percezione delle masse planetarie e delle distanze all'interno del sistema solare è molto più chiara. Vedono la Vae Victis sotto di loro, per quanto “sotto” significhi poco nello Spazio. Scorgono anche l'asteroide in avvicinamento alla Terra, e comunicano la sua posizione alla Navigatrice. Poi tornano nei loro corpi fisici. Ora la sorella di Fulminatore indica con certezza in quale direzione muoversi con la Vae Victis. La rotta di avvicinamento che stanno seguendo viene percepita come una navigazione bidimensionale; come se si avvicinassero ad un'isola. In realtà il cacciatorpediniere si comporta come una nave spaziale, ed accosta verso l'enorme meteora, muovendosi alla sua stessa terrificante velocità. Indossando le tute spaziali, Fulminatore e Ferox escono sul ponte della nave. Le loro calzature sono magnetizzate, per non correre il rischio di essere sbalzati via. Dragonfire li segue; a lui non serve una protezione contro i rigori dello Spazio, ma è ancorato allo scafo mediante un grosso cavo metallico. L'enorme meteora ruota su se stessa, rendendo difficoltoso lo sbarco. Kong azionerebbe il dispositivo di teletrasporto, ma, in assenza di informazioni, si corre il rischio che il portale d'arrivo non si apra in superficie, bensì all'interno del planetoide. Per Dragonfire è molto facile balzare dalla nave ed atterrare sull'enorme ammasso di roccia. Con le sue zampe possenti, si ancora alla superficie durissima. Rimanendo collegato alla Vae Victis, mediante il cavo, il drago di Evolution inizia a scavare con la sua forza immensa. Ferox utilizza il cavo di ancoraggio di Dragonfire per raggiungerlo sulla superficie delle meteora. Fulminatore rimane viceversa di guardia sul ponte della nave, per ogni evenienza. All'interno della Vae Victis, gli altri componenti del super-gruppo controllano i monitor e l'altra strumentazione. Quando Ferox arriva sul masso roccioso, Dragonfire è già scomparso alla vista; sta realizzando un tunnel mediante il quale raggiungere un punto sufficientemente profondo ove collocare l'ordigno che dovrebbe risolvere il problema. In un film, che ipotizzava una situazione di questo tipo, gli astronauti scavavano con macchine dotate di grandi e potenti frese, ma incontravano strati di materiale molto più resistente del previsto. I pugni del colosso alieno frantumano viceversa tutto ciò che incontrano. Sulla superficie, Ferox si allontana dall'imbocco del tunnel, per evitare di essere investita dai grossi frammenti rocciosi scagliati lontano dal drago. L'avvicinamento alla Terra è ormai apprezzabile ad occhio nudo. Mancano ancora alcuni giorni all'impatto, ma il nostro pianeta visto dalla meteora è sempre più grosso. Kong segnala che la profondità raggiunta da Dragonfire potrebbe essere adeguata, ed il colosso fissa alla pietra un dispositivo creato dal geniale uomo-bestia di Evolution. Grazie alla tecnologia contenuta in esso, sarà possibile inviare con precisione sul planetoide l'ordigno, ma solo quando la Vae Victis si sarà allontanata a sufficienza. Quando Dragonfire torna a bordo del cacciatorpediniere lo fa accompagnato dalla donna leopardo; poi assieme a Fulminatore scendono nei meandri della loro base operativa.
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