domenica 13 aprile 2014
L'ARRIVO DI LYRA_327° episodio
La popolazione terrorizzata volge lo sguardo verso il cielo, ma non lo vede a causa della colossale astronave che staziona sulla città. Cosa può ispirare un terrore di quelle proporzioni se non la quasi certezza di essere prossimi ad una dipartita di massa? Molti avevano sostenuto che fosse impossibile per gli alieni mantenere quella posizione, e quei molti adesso potrebbero incassare le scommesse. A quanto pare però non avrebbero tempo di spendere il frutto della loro previsione. Ovviamente gli arditi scommettitori non hanno mai sentito parlare di antigravità. Tutti i viaggiatori spaziali ne fanno uso, per volare verso i pianeti lontani e per frenare la loro caduta. Il drago che ha dato fuoco a numerosi settori dell'enorme velivolo potrebbe essere additato come responsabile del disinserimento degli stazionatori antigravitazionali. I computer di bordo fanno il possibile per riparare i danni, perché neppure gli alieni hanno voglia di sfracellarsi e di morire tra le fiamme. È giunto quindi il momento per la terza parte del piano del dottor Occulto. Dopo l'attacco di Ferox, Kong, Fulminatore e Maga, che stanno ancora combattendo nella sala comando, e dopo l'arrivo dirompente di Dragonfire, tocca a Galadriel dire la sua. Kong ha infatti sfruttato la copertura offerta dai suoi colleghi per connettere fisicamente uno dei suoi dispositivi al quadro comandi. Adesso il super-computer Galadriel scatena la sua offensiva. I dispositivi di bordo sono distratti, quindi vulnerabili all'intrusione, che giunge con forza e velocità senza pari. Galadriel è stata concepita dall'uomo bestia di Evolution, poi si è sviluppata secondo schemi solo suoi, diventando sempre più potente. In un classico della fantascienza, il super-computer, che si chiama come la regina degli elfi del Signore degli Anelli, sarebbe già diventato un super-nemico. Invece oggi conferma di avere sposato la linea d'azione di Dragonfire e dei mutanti di Evolution. Galadriel vuole preservare gli innocenti, che sono frammisti ai troppi cretini ed ai poco di buono. Per fare ciò, allunga le sue lunghissime grinfie elettroniche nell'anima cibernetica della mostruosa nave spaziale. Nessuna mente umana potrebbe sopportare neppure la milionesima parte di ciò che Galadriel assorbe in un secondo. Una quantità smisurata di informazioni che saranno tradotte in seguito. L'astronave è precipitata di pochi metri, ma la sua velocità di discesa aumenta. Poi all'improvviso si ferma, ed anche Dragonfire interrompe la sua devastazione. I quattro mutanti vengono teletrasportati sulla Vae Victis, perché Galadriel ha ordinato alla nave spaziale di allontanarsi dalla Terra. Il drago aspetta l'arrivo del suo dragoncraft per abbandonare la scena. Gli extraterrestri sono ancora sconcertati dal susseguirsi degli eventi, ma devono occuparsi di altro: le riparazioni d'emergenza e le procedure da adottare prima che la loro astronave esca dall'atmosfera ed aumenti la velocità a livelli inimmaginabili per la tecnologia umana. Il dottor Occulto si chiede se questa sia stata una vera invasione, giacché è stata impiegata una sola astronave, che ha concentrato la sua azione su una sola delle molte grandi città del pianeta. Il capo di Evolution ha ragione, e se potesse captare i pensieri del comandante della missione saprebbe che la finalità era più che altro esplorativa. La Terra non è infatti compresa tra gli obiettivi militari ed adesso neppure tra quelli commerciali di quegli extraterrestri. Per loro siamo noi gli alieni, ma adesso classificano la Terra come un mondo che potrebbe opporsi ad un'aggressione militare; buon per noi. Non immaginavano di certo che sulla Terra avesse trovato dimora un esemplare di drago in grado di padroneggiare la fiamma cosmica. Dal nostro punto di vista, chi si allontana dalla Terra esce del punto focale di tutti i giochi. Ovviamente non è così, per cui quando gli extraterrestri riprendono il controllo della loro astronave si dirigono verso uno tra i tanti obiettivi della loro tabella di marcia. Per loro i terrestri sono come dei selvaggi che non abbiano accettato di scambiare i loro manufatti con prodotti tecnologici che avrebbero cambiato la storia della specie. Peggio per noi, giacché la razza con la quale siamo entrati in contatto in maniera tanto traumatica non è votata alla conquista militare e neppure a divorarci uno ad uno. Analizzando le banche dati, il super-computer Galadriel scopre infatti che le scariche energetiche che hanno prodotto distruzione in città erano in realtà un effetto collaterale del galleggiamento antigravitazionale dell'astronave. I mercanti spaziali frattanto sono tornati a muoversi liberamente tra i pianeti. Dovranno peraltro fermarsi in una stazione di servizio più grande della nostra Luna, per effettuare le riparazioni ai danni causati dal formidabile drago verde. I mercanti dello Spazio hanno tuttavia dimenticato a Terra uno di loro. Una giovane recluta, che si è distratta nella contemplazione dell'architettura locale; come un archeologo nostrano che, gironzolando tra le vestigia del passato remoto, abbia perduto il senso del tempo. Questa giovane femmina, alta un metro e quaranta, volge lo sguardo verso il cielo proprio mentre l'astronave madre esce dallo stallo e si innalza velocemente. Lyra, questo è il nome che attribuiremo alla giovane studiosa, adesso è veramente nei guai. I suoi colleghi infatti non torneranno di certo indietro per raccoglierla. Deve trovare assolutamente un rifugio, prima di pensare a cosa fare successivamente. Lyra ha una famiglia sul suo pianeta natale: un padre ed una madre come tutti gli esseri viventi. Non discende da una specie di insettoidi partoriti da una mostruosa regina. È una mammifera bipede molto esile dal nostro punto di vista, specie perché potremmo definire sproporzionata la sua testa rispetto al corpo ed agli arti. Per il resto, non ha una dentatura da squalo, né capelli costituiti da serpenti, e neppure una coda. Noi e loro potremmo essere lontani parenti, ma noi saremmo tra i due quelli che vivono sugli alberi. Lyra è secondo gli standard della sua specie un'adolescente, e come tale è soggetta a sbalzi d'umore. Adesso ad esempio vorrebbe gridare per la frustrazione, o forse piangerebbe, ma la disciplina la trattiene dal compiere atti che la metterebbero sicuramente nei guai. Nella ricerca di un posto dove fermarsi a riposare, Lyra si avvicina alle macerie di un palazzo. Se i terrestri la vedessero adesso, sarebbe molto difficile spiegare loro di non essere responsabile di quella distruzione. Cammina in fretta tra mattoni e tegole rotte, fino a trovare l'accesso ad un locale sotterraneo, nel quale si rifugia. Questa notte dormirà lontanissima da casa, pensando ai suoi genitori affranti per la sua scomparsa. La sua tuta dispone di scomparti nei quali Lyra trova di che nutrirsi e dissetarsi, ma le razioni d'emergenza non dureranno a lungo. Nonostante sia molto agitata, Lyra cede alla stanchezza e si addormenta, per la prima volta sul pianeta Terra. Da quando hanno scoperto come raggiungerlo, gli Esploratori dei Sogni si recano sovente al Pozzo del Destino, dove montano la guardia a turno. Questa notte tocca al gattino demone conosciuto come Braxcat. Il Pozzo del Destino è l'unico punto fermo in quella dimensione che si estende in qualunque punto dell'Universo ove ci siano esseri in grado di sognare. Gli Esploratori dei Sogni per tacito accordo evitano di allontanarsi dall'ambito planetario, che è sufficientemente esteso. Questa notte Braxcat registra i pensieri di una dormiente extraterrestre, e scrutando nel Pozzo del Destino vede dove si trova. Gli Esploratori dei Sogni si preparano ad incontrarla in uno o ambedue i piani dell'esistenza. Nel frattempo, Lyra verifica di essere capitata in un posto frequentato da persone pericolose. Il primo tra i barboni scorge quella che sembra una bambina vestita con un costume carnevalesco. A lui non interessa da dove sia giunta, né se qualcuno la stia cercando. L'unica cosa che quel barbone ubriaco pensa è quanto potrà ricavare dalla vendita di qual costume. Se la bambina non dovesse cederlo, peggio per lei. Il secondo barbone è più anziano e riflessivo. Considera il suo collega di sventura quasi come un figlio, ma si tratta di una prole degenere e violenta. Appena focalizza le sue intenzioni, si interpone tra il primo barbone e la bambina. Lei si sveglia di soprassalto, ed assiste ad uno scambio di pugni tra i due straccioni. Purtroppo per lei, è il più giovane ad avere la meglio. Così, mentre il secondo barbone si accascia a terra sanguinante, Lyra deve contrastare l'aggressione fisica del sordido elemento. La sua tuta spaziale non è solo bella, ma contiene alcuni dispositivi di difesa ed attacco, che la giovane conosce molto bene. Ecco perché per lei è relativamente facile colpirlo con un raggio repulsore, che lo scaglia ad alcuni metri di distanza. Il barbone si risolleva acciaccato e convinto a lasciar perdere, almeno per il momento. Lyra rimane seduta, con la schiena appoggiata ad una parete di mattoni. Dovrebbe allontanarsi, ma non si sente molto bene. Decide quindi di riposare per alcuni minuti, prima di cercare un nuovo riparo. La stanchezza prende però il sopravvento, e la giovane mercante extraterrestre sprofonda in un sonno ristoratore. La sua tuta attiva automaticamente gli allarmi nel caso in cui si avvicinassero forme di vita aggressive. Il barbone più vecchio la osserva mentre dorme, e si commuove ricordando una figlia che non vede da anni. Lyra sogna e gli Esploratori dei Sogni si muovono per incontrarla. È bello risvegliarsi nel proprio letto, in una camera illuminata dal sole del mattino. Lyra si stira e si alza, perché questa mattina deve fare qualcosa, anche se non ricorda bene cosa. Lo chiederà alla mamma, che incontrerà in cucina, intenta a preparare la colazione. Poi, mentre cammina nel corridoio, la ragazza viene benevolmente assalita da un animale a sei zampe e due code, che abbaiando o forse tossendo le esplicita la richiesta di mangiare la sua dose di croccantini al gusto di alghe. Lyra prende in braccio la simpatica creatura, che risponde facendo le fusa ed anche un po' gracidando. La giovane ricorda vagamente della sua avventura su quel pianeta abitato da scimmioni vestiti. Di quel viaggio serba un brutto ricordo, come se fosse stata costretta a nascondersi ed a combattere. Meno male che l'astronave è tornata indietro a prenderla; perché altrimenti avrebbe avuto seri problemi a procurarsi da mangiare. Quando entra in cucina, il tavolo è apparecchiato, ma la mamma non si vede. Neppure il papà, ma Lyra immagina che a quest'ora sia già andato a lavorare. Si occupa di localizzare asteroidi dai quali estrarre i metalli che servono alle produzioni industriali del pianeta. Un lavoro utile, che il padre avrebbe voluto lasciare in eredità alla figlia; ma lei ha preferito la professione della mercante. Ecco il motivo per cui è andata incontro a quella brutta avventura su quel mondo coperto d'acqua, che gli umani chiamano Terra. Seduti al tavolo, in attesa di iniziare la colazione, ci sono quattro amici di Lyra: Rebecca, Sonia, David e Pedro. Sono simpatici, nonostante la loro abitudine di trasformarsi in una versione bipede dell'animale terrestre conosciuto come lupo. Lyra non ricorda di averli mai incontrati prima, ma il loro comportamento lascia intendere una condivisione di viaggi ed esperienze. Roop, il suo animale a sei zampe, ha già fatto amicizia con un cagnolino che di zampe ne ha solo quattro. Cyberdog e Roop intavolano una profonda discussione, fatta di suoni che solo loro capiscono. L'argomento di questa mattina è: “le conquiste spaziali dei granchi e degli scarafaggi”. Tutti e due sembrano intendersene moltissimo, e rafforzano le loro affermazioni consultando schermi di computer, che sulla Terra chiamano tablet. Dopo un po' li raggiunge anche il gattino demone Braxcat, che passa attraverso le pareti e cammina appeso al soffitto. Lyra è contenta della visita di questi nuovi amici, suoi e di Roop. Sonia e Rebecca riprendono la forma umana solo per avvisare che Clara è in ritardo, ma arriverà. Lyra non è certa di averla già incontrata, ma i Giovani Licantropi la convincono della loro versione dei fatti. “Giovani Licantropi” è un bel nome, adatto a quei quattro che a tratti si trasformano in creature pelose ed ululanti. Il sogno della giovane extraterrestre prosegue, assecondando il suo desiderio di riposare. Così trascorre la notte, sotto lo sguardo protettivo dell'anziano barbone, che per proteggere lei rinuncia al suo ristoro notturno.
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