mercoledì 9 aprile 2014

INVASORI DALLO SPAZIO_326° episodio

La vecchia fantascienza era basata sul confronto tra gli umani buoni e gli invasori alieni irrimediabilmente cattivi. Poi qualcuno ha raccontato storie con extraterrestri molto più evoluti di noi, non solo dal punto di vista della tecnologia dei viaggi spaziali, ma anche della convivenza pacifica. Nei libri e nei film purtroppo però i visitatori troppo aperti e generosi facevano una brutta fine. Forse per quel motivo, sono tornati in auge i cattivi. Quando una gigantesca astronave scende verso una grande città del pianeta Terra, gli abitanti dei paeselli sperduti nelle campagne o sulle montagne gongolano. Non stanno augurando ai cittadini di fare una brutta fine, ma per una volta stare in città si rivela controproducente. La gigantesca astronave non atterra, ma rimane sospesa grazie all'antigravità. I caccia militari non aprono il fuoco contro gli intrusi, perché se l'astronave precipitasse distruggerebbe mezza città, causando un numero spropositato di vittime. Oltre a ciò, i militari non ammetterebbero mai di sentirsi surclassati da una tecnologia che si è presa gioco dei radar e di tutti gli altri sistemi di avvistamento, compresi i satelliti. Poi dall'immenso velivolo scoccano verso la sottostante città dei raggi che sbriciolano interi edifici. A questo punto non è più il caso di ipotizzare un esodo ordinato. La popolazione impazzisce, e si riversa per le strade, che subito si intasano per l'eccesso di traffico. Ormai non si riesce quasi più neppure a camminare. Si registrano assalti ai supermercati, che subiscono devastazioni incalcolabili. Stiamo dimostrando agli invasori di essere simili ai topi o forse alle scimmie. Alcuni cittadini non partecipano ai saccheggi o al fuggi fuggi generale. Si recano viceversa nelle chiese a pregare un Dio che non ci ha mai promesso di difenderci dagli alieni. Anzi, non ce ne ha neppure parlato. I credenti si chiedono che rapporto abbiano i nuovi venuti con il loro Dio, che non ci fornisce più segni della sua esistenza da migliaia di anni. Mentre questi pregano, altri rubano e saccheggiano case e negozi. I caccia militari ricevono l'ordine di attaccare, ma nessun missile danneggia il velivolo alieno, che continua a sparare indisturbato su bersagli apparentemente casuali. I media nazionali ed internazionali riferiscono di quella che sembra un'invasione aliena. Gli umani che non sono direttamente minacciati nelle loro incolumità e nei loro beni si chiedono se e quando toccherà anche a loro. Cosa si può fare contro armi decisamente superiori? Gli invasori si stanno comportando con i terrestri come gli uomini bianchi si comportarono secoli or sono con i loro simili con la pelle di diversa sfumatura. Il ragionamento è: se noi facciamo guerre ed attuiamo massacri nei confronti di altri appartenenti al genere umano, con i nostri stessi gruppi sanguigni e gli stessi organi interni, perché degli alieni, che da noi potrebbero essere diversissimi dovrebbero andare tanto per il sottile? Ma queste sono riflessioni oziose, dato che non abbiamo modo di conferire con gli alieni in questione, che forse pensano che noi siamo un'infestazione tipo insetti, vermi o ragni. I raggi sparati verso il basso dall'astronave evidentemente servivano ad ammorbidirci, per poi sbarcare indisturbati. Alcune navette escono infatti dalla nave madre, per condurre a terra l'invasione vera e propria. Una piccola navetta silenziosa atterra nei pressi di una chiesa. Un portellone si apre per fare uscire una decina di bipedi in armatura. Hanno una grossa testa, ma braccia e gambe sottili. Se la loro tuta non fosse provvista di un esoscheletro, cadrebbero a terra vinti dalla gravità del nostro pianeta. Gli invasori extraterrestri provengono chiaramente da un mondo con una massa inferiore a quella della Terra, oppure sono rimasti per troppo tempo a bordo di un'astronave con gravità nulla o molto bassa. Sono armati di fucili non meglio identificati. Agiscono in silenzio; forse comunicano via radio, telepaticamente o con sistemi più sofisticati. Gli alieni trovano il portone della chiesa aperto, ed evitano di abbatterlo. All'interno del luogo di culto, sono riuniti molti umani di razze differenti. Tutti però sono uniti dalla volontà di pregare un Dio unico. Gli extraterrestri in effetti sono stati attirati dalle particolari energie che liberiamo quando cerchiamo di comunicare con le entità più astratte: quando, in preda alla disperazione, ci volgiamo al misticismo. Il capo del manipolo alieno confabula con altri due, a proposito di ciò che i suoi strumenti registrano. Il prete frattanto continua nella sua opera, che ricordo tanto una terapia psicoanalitica di gruppo. Forse gli extraterrestri considererebbero poco pericolosi quei terricoli, se il cretino di turno non si manifestasse per guastare la festa. Un tizio inizia intatti ad inveire contro gli invasori, che, pur non comprendendo il significato delle parole, non fraintendono la veemenza degli intenti. Quelli che sono discesi dall'astronave sono alti circa un metro e mezzo. Per loro, quell'umano urlante è una specie di scimmione pericoloso. Ecco perché qualcuno gli spara un proiettile a bassa potenza. L'esagitato cade e sbava, in preda ad un senso di soffocamento. Non è ferito a morte, ma la nostra fisiologia reagisce in maniera differente rispetto a quella della specie per la quale quell'arma è stata progettata. Quell'atto di aggressione spegne ogni intento di rispondere alla violenza con la sottomissione docile. La religione dei santi e dei martiri non ha superato il test del primo vero contatto con gli invasori non umani. La scorza della civiltà viene via facilmente, liberando ciò che siamo veramente: degli sfegatati fan di Guerra. Cento e più persone balzano all'attacco della decina di alieni in tuta spaziale, che si sentono pertanto autorizzati a sparare loro addosso per uccidere. Gli umani non sono armati, e non possono neppure usare le panche come arieti, essendo le stesse fissate al pavimento della chiesa. Ne risulta una vera strage, al termine della quale gli alieni mantengono un atteggiamento distaccato, come se avessero terminato degli animali nocivi. Il capo del manipolo ordina ai suoi di frugare nel grande locale, per individuare eventuali sopravvissuti. Ferox, la donna leopardo di Evolution, arriva proprio in quel momento sulla scena, ed inquadra la situazione per come si presenta. Non può riportare alla vita i morti, ma può farli accompagnare da qualcuno degli invasori. Ferox è una mutante che ha la potenza ed il carattere di un leopardo. Non si è mai integrata cogli umani, ma non è nata per mescolarsi con bipedi lenti e fragili. Il suo destino è un altro: fare parte del super-gruppo Evolution, assieme ad altri mutanti ed al possente drago alieno. Ferox molte volte si è fatta trascinare dalla sua natura, scatenandosi contro chi l'avrebbe uccisa se ne avesse avuto la possibilità. Occhio per occhio, direbbe qualcuno. Quando la donna leopardo attacca, pochi possono resisterle e sopravvivere. Oggi è arrivata troppo tardi per impedire un massacro, ma la vendetta è sempre una buona scusa per fare esercizio. Gli invasori extraterrestri non sono pronti ai suoi balzi fulminei, alle sue tecniche di combattimento uniche, e non possono neppure essere pronti per gli artigli della mutante felina. Sparano per uccidere, però devono fare attenzione a non colpirsi a vicenda. Ferox è in mezzo a loro, per dimostrare che neppure le loro armature possono salvarli da quelle unghiate a distanza ravvicinata. Dieci invasori alieni hanno spazzato via cento umani disarmati, ma adesso sono loro a cadere come il grano reciso da una falce. Uno solo di loro scampa all'eccidio; corre all'esterno della chiesa, dove trova la sua navetta. Ferox non lo insegue, perché ha ucciso a sufficienza. Sebbene la città sia ancora tenuta in ostaggio e sotto tiro, la polizia continua a presidiarla. Quando accorre, chiamata dai cittadini, trova morti umani e morti extraterrestri. Ferox non è più lì, perché altri innocenti possono avere bisogno del suo intervento. Gli extraterrestri morti rivelano parecchio sulla fisiologia degli invasori. Sono umanoidi, mammiferi, che mostrano un considerevole sviluppo cerebrale. Peccato per loro che non sia servito a controbilanciare la furia della donna leopardo di Evolution. Ferox non è arrivata da sola in città. Kong studia dal basso l'enorme astronave, desideroso di carpirne i segreti, ma il suo primo compito è di difendere i civili dall'eccessiva esuberanza di questi viaggiatori spaziali. Il dottor Occulto, fondatore e capo di Evolution, sospetta che ci sia qualcosa di insolito nel comportamento degli alieni. Infatti, se volessero distruggere la città, non incontrerebbero particolari ostacoli. Agiscono come se il loro scopo fosse diverso; quasi come se stessero riflettendo sui loro errori. Kong interviene per bloccare il rapimento di alcune ragazze, circondate e sotto tiro di armi che si sono dimostrate micidiali, purché ovviamente il bersaglio non sia una mutante troppo veloce per essere inquadrata da un mirino. Kong, lo scienziato del super-gruppo Evolution, è più riflessivo di Ferox, ma la sua azione non è meno dirompente. Un gruppetto di alieni non sta certo invitando quattro ragazze a fare un giro turistico sulla loro astronave. L'impressione dell'uomo bestia è che questo sia un rapimento in piena regola. Giacché le ragazze chiedono aiuto, il possente mutante si avventa contro gli extraterrestri, abbattendone un buon numero grazie alla sua massa superiore. Non ha artigli, ma non ne ha bisogno, visto che dispone di pugni duri quasi come la pietra. Anche in questo caso, le tute spaziali, sebbene dotate di esoscheletro, non sono strutturate per assorbire simili impatti. Questi extraterrestri hanno fisici più da intellettuali che da lottatori; per cui cercano di sparare a Kong, ed i loro proiettili mancano di poco il bersaglio. Ferox è ancora nei paraggi, ed il suo sollecito intervento convince anche questo contingente a salire sulla navetta, per tornare al colossale velivolo che incombe sulla città. Anche la Maga e Fulminatore combattono in difesa degli uomini, delle donne e dei bambini, la cui incolumità è minacciata dai raggi che colpiscono i palazzi in maniera apparentemente casuale. Fulminatore prende contatto con quelle energie, così simili a quelle che lui padroneggia grazie ai suoi poteri mutanti. Ottiene così di interferire e di rallentare le scariche devastanti provenienti dall'astronave. La Maga cerca viceversa di sondare i pensieri degli extraterrestri, ma il dottor Occulto le ha intimato di compiere una scansione molto leggera, per non essere danneggiata. Il vero contrattacco proviene però dal cielo sopra il velivolo alieno. Dragonfire arriva a bordo del suo supporto antigravitazionale, che attinge da lui l'energia necessaria a levitare ed avanzare a grande velocità. Gli alieni hanno schermato la loro astronave con un campo di forza, sufficiente a deviare ed assorbire gli impatti e le esplosioni di tutti i missili finora impiegati. Un'esplosione atomica innescata da uno o più missili di ultima generazione potrebbe danneggiare se non addirittura distruggere gli alieni, ma spazzerebbe via anche alcuni milioni di umani. Dragonfire ha altri poteri, non meno devastanti e senza dubbio più controllabili nei loro effetti collaterali. Una cascata di fiamma di colore rosso acceso esce dalle fauci del drago, allargandosi fino a toccare il campo di forza della nave spaziale. La superficie d'impatto ha il diametro di pochi metri, ma consuma tutto ciò che tocca. Si forma una sfera di plasma stellare caldissima, che si nutre dell'energia del velivolo alieno, oltre che della sua sostanza metallica. I sistemi di bordo registrano danni ancora riparabili, ma in rapido incremento. Le armi di bordo vengono allora puntate contro il drago, che costituisce il vero pericolo per la missione. Lui però non rimane fermo ad attendere la reazione dei nemici. Opta per un ulteriore attacco, irrompendo nell'astronave attraverso il varco fiammeggiante che lui stesso ha generato. Il dispositivo di volo detto dragoncraft si allontana, mentre il drago di Evolution sopravvive a temperature che sciolgono l'acciaio in pochi secondi. A distanza di migliaia di chilometri, il dottor Occulto manovra il teletrasportatore della Vae Victis, assieme alle sue allieve Navigatrice e Guaritrice. Kong, Ferox, Fulminatore e Maga vengono dislocati spazio-temporalmente per riapparire un secondo dopo nella sala comando del velivolo alieno. Lì inizia una furibonda battaglia senza esclusione di colpi tra i quattro mutanti terrestri e centinaia di umanoidi armati. Fulminatore e Maga uniscono i loro poteri per rendere inoffensive le armi dei nemici. Ferox e Kong combattono invece un feroce corpo a corpo contro una moltitudine di nemici. Non potrebbero tuttavia avere la meglio, neppure con il valido appoggio di Fulminatore e della Maga. Sembrerebbe una missione suicida, ma gli alieni non hanno ancora capito che ad Evolution non interessa prendere il controllo della nave. Data la sua dimensione e le migliaia di umanoidi da rendere inoffensivi, occorrerebbe infatti molti attacchi potenti in più punti. I quattro mutanti stanno viceversa creando un diversivo, ed impedendo che altre contromisure siano impiegate contro il drago. Lui intanto si è fatto strada in profondità nell'enorme macchina. A differenza di Kong, il drago di Evolution non è affascinato da quella tecnologia aliena, che per lui è solo metallo che si scioglie. Poi, incapace di compensare quella distruzione al suo interno, l'astronave extraterrestre inizia a sbandare ed a precipitare.

Nessun commento:

Posta un commento