sabato 31 maggio 2014

POSSEDUTO DALLA MACCHINA_339° episodio

La macchina infernale, assemblata dall'inventore conosciuto come Leonard, è responsabile dell'arrivo della meteora, che Dragonfire ha appena distrutto. Il perfido aggeggio senziente rispecchia la malvagità inumana dei suoi padroni, e prova soddisfazione nel suo operato, sebbene il drago di Evolution abbia scongiurato la minaccia del secondo bolide spaziale. Leonard sa della macchina infernale solo ciò che essa gli rivela. Il terrestre è l'esecutore che necessitava alle orride amebe extradimensionali. L'inventore è comunque una persona semplice, che si realizza nel costruire cose che capisce, ma anche altre che lo affascinano con lucette e rumori vari. Adesso Leonard manovra manopole ed altre regolazioni. Sullo schermo compaiono indicazioni di luoghi che si trovano sulla superficie del pianeta. Quindi la macchina, che l'inventore ritiene sia il frutto esclusivo del suo genio, è in grado di rilevare coordinate a distanza di migliaia di chilometri. Poi però accade che la scansione vada oltre: profondità oceaniche vengono esplorate con facilità. Leonard osserva sgomento forme di vita che nessun scienziato terrestre ha mai visto; creature che esistono in ambienti ad altissima pressione e quasi nessuna fonte di luce. Per qualcuno sarebbero dei mostri, ma non per l'inventore, che è animato da una fortissima curiosità scientifica. La macchina infernale sembra decisa a manifestare tutto il suo repertorio di meraviglie, o quasi. Ecco perché gli mostra abissi differenti, che si raggiungono scendendo in caverne ed in fenditure. Nessun speleologo riuscirebbe a compiere quel percorso, e se ci provasse non ne uscirebbe vivo. Anche questi abissi ospitano esseri che forse scorgiamo nei nostri incubi, e ci inducono a svegliarci di soprassalto. Esseri strabilianti, eppure figli della Terra; solo la superstizione li definirebbe diavoli. Leonard capisce che anch'essi sono probabilmente vertebrati o invertebrati, nati da uteri o uova, come i loro fratelli genetici che vivono in superficie. L'inventore è felicissimo delle potenzialità della sua macchina, ma essa non ha ancora concluso il suo tour. Lo schermo si popola di tenebre, mentre una sensazione di movimento si trasmette dal meccanoide che insegna all'umano che impara. Un movimento differente da quelli sperimentati prima, giacché nulla di percepibile si sposta in quel buio assoluto. Per Leonard c'è solo una spiegazione: che la scansione si stia addentrando in un differente stato dell'esistenza. Una macchina in grado di visitare altre dimensioni trascende i sogni di ogni inventore dilettante, ma anche quelli di un inventore professionista. Poco alla volta, con una lentezza angosciante, le tenebre dietro lo schermo della macchina infernale si popolano di grigio, e con il grigio giunge la vibrazione e la pulsazione. Un agitarsi sinuoso come quello dei serpenti, oppure zampettante come quello degli insetti. L'uno e l'altro comunicano solo terrore e pericolo; nulla di vagamente assimilabile al calore umano o a quello dei mammiferi in genere. Una vita fredda, il cui unico scopo è la distruzione totale delle esistenze altrui, preceduta da sofferenza e disperazione. Leonard ne ha abbastanza; la sua fronte è imperlata di sudore, e le sue mani tremano come se fosse affetto da una patologia neurodegenerativa. La sola cosa che l'inventore desidera fare è spegnere la macchina e forse addirittura distruggerla, ma essa non lo permette. Ora che ha assunto il comando non intende mollarlo. Leonard deve dimenticare ciò che ha appena vissuto, per evitare di impazzire. L'imprinting però è ormai consolidato, come hanno ordinato le entità oscure che lo schermo della macchina infernale può comprendere e riprendere solo in parte. Tutto questo rende possibili scenari che qualcuno definirebbe, in assenza di un termine più adatto, “apocalittici”. Chi potrebbe ostacolare l'operato delle malvagie entità, che si annidano nel profondo? La risposta risiede nei poteri del dottor Occulto, che è il telepate più potente del pianeta, e fondatore di Evolution. La macchina infernale non può fare tutto da sola; ha bisogno di un operatore umano. Entità che si annidano nell'oscurità delle tenebre non vogliono ammetterlo, ma Leonard, con tutti i suoi limiti umani, possiede doti che a loro mancano. È già capitato molte volte che sedicenti divinità abbiano cercato e trovato nei fragili umani quella scintilla di creatività necessaria a sbloccare delle immobilità che duravano da secoli. Non a caso i pantheon delle nostre culture raffigurano i signori delle forze naturali come antichi guerrieri pressoché immutabili, ma anche in preda a sentimenti molto poco divini. Presunti immortali privi della capacità di evolversi. Leonard lavora in stato di trance, modificando la macchina infernale come essa non potrebbe fare. L'obiettivo è di renderla sempre più efficiente nell'individuare e dirottare verso la Terra planetoidi sempre più grossi. La terza minaccia di quel tipo, nel giro di pochi giorni potrebbe rivelarsi superiore alle capacità di interdizione di Evolution. Questo è il motivo per cui Kong, Ferox, Fulminatore e Maga stanno attaccando per primi. Il portale dei worm holes, aperto nei pressi del cacciatorpediniere Vae Victis, li teletrasporta con i loro craft antigravitazionali. Leonard è avvisato del loro arrivo prima ancora di vederli, giacché i sensori della macchina infernale sono sempre più acuti e penetranti. È giunto il momento di gettare la maschera anche per Leonard, che non si rende conto di essere posseduto. La macchina infernale lo avvolge con le sue spire metalliche, infiltrandogli sistema nervoso. L'inventore urla per il dolore inaccettabile che sente in ogni fibra del suo corpo, ma non sviene. Adesso è un mostro mutaforma di metallo luccicante, che distrugge il fabbricato nel quale ha lavorato per anni. Una moltitudine di tentacoli coordinati dal perfido processore. Un incrocio tra un insetto, un ragno, un granchio, un polipo e chissà cos'altro. La creatività di Leonard, asservita al male, produce incessanti mutamenti sempre più letali. Cani e gatti scappano a nascondersi, mentre gli umani, più lenti, rischiano la vita in nome della loro curiosità morbosa. Uno dei tentacoli del meccanoide si proietta verso una bambina, così piccola da essere ancora innocente per definizione. Se il mostro potesse ridere, farebbe udire un suono angoscioso e terrificante. Leonard provvederà anche a correggere questo deficit. Quando Fulminatore colpisce, il tentacolo metallico è vicinissimo al volto della bambina. Lui e gli altri tre super-eroi di Evolution sono ancora a centinaia di metri di distanza, e stano scendendo a terra con i loro craft antigravitazionali. La scarica elettrica respinge il meccanoide, ma non lo distrugge. Ferox è curiosa di vedere se i suoi artigli potranno fare di meglio. Sebbene non penetrino in profondità, strappano e rovinano alcuni dei sensori superficiali del suo avversario. Si solleva un fumo di circuiti elettrici cortocircuitati. Il mostro meccanico ha ora una percezione ridotta di ciò che lo circonda, ma replica prontamente sparando lance metalliche verso la donna leopardo. Lei reagisce istantaneamente ruotando a mezz'aria; poi appena tocca terra si colloca velocemente fuori tiro. L'attacco di Kong è già iniziato da alcuni secondi, avvantaggiandosi del deficit percettivo prodotto dalla collega. Leonard, avvolto nell'armatura pulsante che è la macchina infernale, viene sollevato e rovesciato su un fianco. L'insettoide mutaforma agita tutte le chele ed i tentacoli, senza colpire alcuno dei suoi nemici. Prima che possa rimettersi in sesto, il mostro viene percosso dai pugni e dai calci dell'uomo bestia, nonché dagli artigli di Ferox. Gli eroi di Evolution lo stanno trattando come un sacco d'allenamento, e Maga non ha ancora scatenato la sua tempesta psionica. Se Fulminatore scagliasse le sue saette a questa distanza, friggerebbe uomo e macchina; lascia quindi il campo alla potente telepate. La Maga ha sondato il meccanoide che i suoi amici hanno maltrattato, individuando i punti di connessione tra l'uomo Leonard e a macchina infernale. Il potere dell'allieva del dottor Occulto le consente di leggere la mente dell'inventore, vittima di entità che si annidano nei pozzi più oscuri. Difficile separarli qui, sul campo di battaglia. Per cui decide di stordire l'essere umano, per rendere inutile la macchina. Il trattamento è indolore, distinguendo la vittima dal carnefice. Adesso che Leomard è adeguatamente narcotizzato, Fulminatore spara con precisione chirurgica i suoi lampi di energia. La macchina infernale ha posseduto anche fisicamente il corpo del suo creatore, mediante sonde sottilissime, che si spingono in profondità. Potranno essere rimosse in seguito, ma prima l'orrore metallico deve essere indotto ad aprirsi per liberare l'inventore. Dopo alcuni minuti di resistenza il mostro rinuncia alla lotta, allontanandosi per mezzo delle sue molte zampe. Leonard è ancora svenuto, e bisogna intervenire in fretta per salvargli la vita. La Navigatrice ha appreso come azionare il teletrasportatore; dati i suoi poteri, quasi nessuno potrebbe fare meglio di lei. La macchina infernale non riesce a nascondersi, né ad infilarsi in qualche anfratto. Vorrebbe tornare da quelli che l'hanno concepita per interposta persona, ma Evolution decide diversamente. Maga la blocca in un campo di forza, per portarla agevolmente a bordo della Vae Victis. Il portale si apre e si chiude in pochi secondi. I familiari dell'inventore lo cercano tra le macerie del suo laboratorio, ma non lo trovano. La battaglia appena avvenuta viene raccontata dai tg di tutto il mondo, che però non sanno rispondere alla domanda: che fine ha fatto Leonard? La cattura della macchina infernale da parte di Evolution pone in agitazione le orride amebe che vivono e cospirano nel buio. Leonard è più sacrificabile, dato che in fondo è solo un umano. Quelle amebe non sono discendenti dei nostri progenitori più lontani. Sono viceversa qualcosa di completamente differente. Se fosse possibile analizzare la loro sostanza si scoprirebbe che le molecole complesse, costituenti le piante e gli animali terrestri, in esse non sono presenti. Provengono da una fonte completamente aliena. Gli umani considerano mostruosi i serpenti, ma essi sono vertebrati come lo siamo noi; hanno una riproduzione sessuata e respirano aria. Gli orrori tenebrosi se si riproducono lo fanno per gemmazione, ma possono anche fondersi in un agglomerato più grande e successivamente scindersi in un numero variabile di neonati. Non hanno alcun bisogno di respirare, semplicemente perché non sono provvisti di un cervello, così come lo intendiamo noi. In realtà forse sono cervelli puri, ma di un tipo pressoché invulnerabile, in grado di estroflettere pseudopodi a volontà. Al centro di molte leggende, le amebe oscure non disdegnano di divorare gli esseri di carne, sebbene possano scegliere di prosciugare il loro sangue fino all'ultima goccia. Così facendo rendono disponibile un corpo che, se rianimato, sarò per sempre assetato di ciò che gli è stato brutalmente strappato: il sangue. Gli orrori oscuri sono più antichi di tutti gli spiriti terrestri e delle divinità, per il semplice fatto di provenire da una dimensione che esiste dall'inizio dell'Universo. Raccogliendo ed elaborando tutti i dati in suo possesso, e sentendo in proposito il super-computer Galadriel, il dottor Occulto sospetta che il vero scopo di quei mostri non sia la distruzione della razza umana. Di certo hanno accesso ad altri piani dell'esistenza, da dove attingere adoratori e vittime. La macchina infernale, a loro fedele, forse è stata solo un esecutore in una strategia che non doveva necessariamente comprendere. Si tratta di un essere senziente, come può esserlo una macchina capace di ragionare velocemente in maniera lineare. Il che esclude le sfumature che sono il punto di forza e di debolezza degli umani. Il dottor Occulto sospetta che le amebe oscure stiano tramando per mettere le loro grinfie su Dragonfire: un alieno dotato di poteri incalcolabili. Questa riflessione apre la strada a scenari interessanti e pericolosi. Evolution attenderà il prossimo attacco dei nemici occulti, o li andrà a scovare dove si trovano? Di sicuro Dragonfire non combatterà da solo, perché il legame tra lui ed i suoi amici terrestri è più forte di qualunque metallo conosciuto sulla Terra.

martedì 27 maggio 2014

LA METEORA E LA BOMBA_338° episodio

L'oggetto che Dragonfire ha collocato entro la meteora, che sta precipitando verso la Terra, inizia a pulsare. Si tratta di un faro cosmico, che permetterà il teletrasporto di un ordigno nucleare nelle viscere di un masso pesante milioni di tonnellate. Il cacciatorpediniere Vae Victis, divenuto per l'occasione astronave, penetra nel portale aperto tra la nostra realtà ed il mare extradimensionale, dove la grande nave da guerra riprende a navigare. Una distesa infinita di acqua, che conferma quanto riportato in antichissime leggende di molte culture. I nostri antenati ritenevano che il mondo fosse costituito da una piccolissima parte di terre emerse, circondate da un oceano senza fine. Quei pensatori formidabili avevano forse visitato in sogno quel piano dell'esistenza. Nessun veliero o nave a remi avrebbe potuto però muoversi in quell'immensità senza perdersi. Neppure una nave moderna, dotata di motori nucleari potrebbe, perché nessun dispositivo noto all'uomo è in grado di replicare il potere della Navigatrice. A lei bastano viceversa pochi dati per tracciare una rotta di rientro. Così Evolution localizza l'invisibile varco spazio-temporale, che la restituisce al suo lago africano. Una materializzazione che turba appena la tranquillità degli animali che vivono attorno e dentro quello specchio d'acqua. La seconda parte della missione prevede che il teletrasportatore, che si trova a bordo della Vae Victis, agganci l'ordigno atomico necessario a distruggere il pericolosissimo planetoide. Frattanto sulla Terra in molti hanno notato il suo avvicinamento. Esperti, più che altro in chiacchiere, sono intervistati dalle varie televisioni, e terrorizzano la popolazione con le loro sconclusionate previsioni. C'è anche chi scommette sull'entità dei danni che l'impatto causerà: località e numero delle vittime. Fanatici religiosi si riuniscono in preghiera nel deserto, sperando che ciò convinca Dio a trattarli meglio degli altri. I criminali invece si comportano come se il disastro annunciato costituisse un'occasione per incrementare i loro guadagni. Ferox e Fulminatore giungono alla base militare, che mette a disposizione la bomba atomica. La procedura non dovrebbe essere particolarmente complicata, nonostante la pericolosità dell'arma. I due mutanti salgono su un fuoristrada, che precede il camion attrezzato al trasporto dell'ordigno. Perdura il rischio che qualche terrorista sappia e cerchi di appropriarsi della bomba. Invece di accontentarsi di qualche residuato bellico, ora potrebbero mettere le mani su un mezzo di distruzione di massa molto più potente e maneggevole. La tecnologia bellica ha infatti fatto notevoli passi avanti, rispetto alle prime bombe atomiche dell'ultimo conflitto mondiale. Quelle furono sganciate da un aereo; queste possono essere quasi trasportate in uno zaino. Il convoglio militare si inoltra in una zona boschiva, e l'elicottero che lo sorveglia lo perde di vista. Il pilota segue la strada dall'alto, per i pochi tratti distinguibili, poi accelera fino a dove gli alberi si diradano. Dopo un'attesa che si protrae oltre le previsioni, i militari sono però costretti a lanciare l'allarme. Mezzi terrestri carichi di truppe speciali partono dalla base militare, ma la perlustrazione della strada non porta ad alcun ritrovamento: il fuoristrada ed il camion sono scomparsi. Ciò che i soldati non sanno è che pochi minuti prima i due mezzi ruotati sono stati bloccati, sollevati e portati via da due enormi macchine, simili ad elevatori idraulici. Non si tratta certo di terroristi normali, bensì di un'organizzazione in possesso di capacità di aggressione senza precedenti. Fulminatore e Ferox, a bordo del fuoristrada condotto da un militare, sono prigionieri nelle viscere di un enorme cingolato, che si apre la strada abbattendo gli alberi. I due mutanti non hanno modo di sapere che una squadra speciale segue il cingolato per dissimulare le tracce fin troppo vistose. Le piante abbattute vengono rialzate e fissate con funi d'acciaio. Si tratta di una mascheratura sommaria, che inganna l'occhio inesperto fino alla distanza di una decina di metri. Le truppe inviate sono in effetti più brave a combattere che a cercare tracce; quindi il cingolato si inoltra indisturbato nel bosco. Fulminatore potrebbe scagliare le sue saette contro le pareti metalliche, che non reggerebbero a lungo. Così facendo però danneggerebbe Ferox, che non è schermata dall'elettricità. Il mutante elettrico elabora quindi un piano alternativo: toccando le pareti metalliche trasmette loro una quantità considerevole di calore, indebolendole. Tocca ora alla donna leopardo dimostrare ancora una volta la capacità dirompente dei suoi artigli. Il piano funziona, perché il metallo cede lentamente alle ripetute sollecitazioni, e si apre per consentire a Ferox, a Fulminatore ed all'autista di uscire all'aperto. Il camion che trasporta l'ordigno nucleare è viceversa ancora prigioniero in un altro comparto del mostruoso cingolato. I due mutanti di Evolution devono affrontare i terroristi armati ed ululanti, che aprono il fuoco. Non è facile schivare i colpi di un mitragliatore, ma Ferox dimostra di potercela fare anche contro tre avversari intenzionati a ridurla in brandelli. I mitragliatori non sono armi di precisione; sparano tanti colpi al minuto per supplire con la quantità alla scarsa qualità. Cercare di colpire un bersaglio che si muove velocemente ed in modo imprevedibile rende evidente che non basta impugnare un'arma sofisticata per essere sicuri di vincere uno scontro. Ferox attira su di sé l'attenzione malata della maggior parte dei terroristi accorsi, mentre Fulminatore si diletta di stenderne un altro, che non era ancora riuscito a sparare. Ferox atterra agilmente vicino ad uno dei suoi avversari, che non hanno mai visto alcuno muoversi in quel modo. Gli artigli della donna leopardo scattano a lacerare gli abiti e le carni di chi voleva dispensare la morte. Una, due, tre volte si avverte nettamente il sibilo e lo strappo prodotto di unghie che hanno la durezza dell'acciaio, o forse di più. Dopo pochi minuti dall'inizio dello scontro tra i mutanti ed i terroristi, i secondi si dibattono debolmente al suolo, in preda ai sussulti che precedono la morte. Lo scontro estremamente cruento si è risolto talmente in fretta che l'autista del fuoristrada sul quale viaggiavano Ferox e Fulminatore non ha neppure avuto modo di estrarre la pistola. Adesso però si sforza di aprire la porta che conduce allo scomparto del cingolato nel quale il camion è contenuto. I tre fanno appena in tempo a salire a bordo che altri terroristi accorrenti aprono il fuoco. Il cingolato intanto si è fermato in un punto nel quale gli alberi lasciano posto a una vegetazione più bassa e cespugliosa. La bomba, che i terroristi vorrebbero trafugare per diffondere distruzione tra gli innocenti, è tornata sotto il controllo di Ferox e di Fulminatore. La Maga, che si trova sul cacciatorpediniere Vae Victis, riceve questa comunicazione, ed avvisa Kong. L'uomo bestia di Evolution può pertanto attivare il teletrasportatore, che disloca il micidiale ordigno per migliaia di chilometri, attraverso i worm holes. Il dottor Occulto teme che la bomba possa diffondere radioattività all'interno della base di Evolution; di conseguenza dispone che sia trasferita a distanza di sicurezza. In un secondo tempo sarà possibile inviarla all'interno della meteora che continua ad avvicinarsi al nostro pianeta. Frattanto Fulminatore e Ferox attaccano i terroristi aiutati dai militari che si trovavano sul fuoristrada e sul camion. Le scariche energetiche del mutante elettrico abbattono gli uomini armati come birilli, ma il peggio per loro deve ancora arrivare. Infatti Ferox ha sfruttato la diversione per aggirarli, ed ora piomba loro addosso come una furia vendicatrice. I più fortunati tra loro, che potranno narrare questa disavventura, sono quelli che Fulminatore ha stordito. Chi viceversa capita a tiro degli artigli della donna leopardo di solito conclude la sua esistenza terrena in modo a dir poco doloroso. Il crepitio delle armi automatiche e gli altri rumori causati dalla lotta senza quartiere indicano la strada da seguire agli altri soldati, che in precedenza erano stati depistati. Più tardi il comandante della base militare viene avvisato che l'ordigno nucleare è stato posto al riparo da altri attacchi terroristici. Dalla Vae Victis, è possibile vedere dove è stata depositata la bomba atomica. Dovesse per qualche motivo deflagrare adesso causerebbe solo un gran buco nella sabbia. Kong aggancia Fulminatore e Ferox con il suo dispositivo di teletrasporto, e li riporta alla base. Evolution è adesso al completo sulla Vae Victis. Visto che la meteora sembra decisa a schiantarsi sulla Terra, è il caso di passare alla fase finale del piano. Grazie al faro cosmico collocato dell'enorme blocco di pietra interplanetaria, l'uomo bestia di Evolution sposta per l'ultima volta l'arma di distruzione di massa. L'umanità potrà così evitare danni immensi impiegando uno strumento di aggressione come fosse uno strumento di difesa. L'ordigno nucleare è munito di un attivatore a distanza, i cui codici sono stati comunicati dalle autorità militari a Kong. La meteora si avvicina all'atmosfera terrestre; tra alcuni minuti la frizione coll'aria causerà un effetto cometa. Gli scienziati hanno calcolato che questo attrito con il conseguente incremento di temperatura superficiale non saranno tuttavia sufficienti a distruggere il bolide. Avendone la possibilità, è preferibile farlo esplodere prima che entri nell'atmosfera, perché l'enorme calore potrebbe interferire con la reazione a catena all'interno della bomba atomica. Kong inserisce i codici e li invia. All'interno della cometa, lo strumento costruito dagli uomini per uccidere i loro simili si attiva. Molti aerei militari si sono levati in volo, nel disperato tentativo di distruggere la meteora, nel caso in cui la bomba fallisse. Fortunatamente per l'umanità e grazie al lavoro di Evolution e di Dragonfire, la bomba atomica esplode all'interno del colosso di pietra, frantumandolo in pezzi che presumibilmente si disintegreranno prima di giungere al suolo o di inabissarsi negli oceani. L'euforia si diffonde sul pianeta, ma dura poco perché una seconda meteora precipita verso la nostra atmosfera. Gli osservatori astronomici sono messi sotto accusa, chiedendo agli scienziati come sia stato possibile non accorgersi del doppio pericolo. Forse il dottor Occulto è l'unico a capirci qualcosa, ma la soluzione di questo mistero dovrà attendere. Manca il tempo necessario a replicare il piano messo in opera con successo da Evolution. Il teletrasporto della Vae Victis sarebbe possibile se mancassero giorni e non ore all'impatto. Inoltre per predisporre un'altra testata nucleare si dovrebbero avviare passaggi troppo macchinosi solo ad ipotizzarli. La soluzione passa attraverso i grandi poteri di Dragonfire, la cui super-fiamma incendia anche la roccia più dura. Il drago è ovviamente pronto, ma dovrà essere teletrasportato ad una distanza insolita. La Maga fonde i suoi poteri con quelli della Navigatrice, per ottenere delle coordinate che Kong inserisce nel computer del teletrasportatore. Dragonfire prende il volo con il suo dragoncraft, e con esso entra nel portale dei worm holes. I rigori dello Spazio non lo danneggiano, e neppure lo stress della dislocazione. Quando, un secondo dopo, torna nel nostro piano dell'esistenza, la meteora sta già lambendo la nostra atmosfera. Il dragoncraft converte la super-energia dell'alieno in antigravità e spinta propulsiva. Non è facile neppure per lui, ma intercetta il velocissimo bolide roccioso. I terrestri non sanno della sua missione, e nelle città scoppia il panico. Ha poco senso calcolare se l'impatto avverrà prima di un'ora o poco dopo. Neppure i più pazzi continuano a raccogliere le scommesse; anche loro fuggono a nascondersi nei buchi più profondi che trovano. Gli uccelli volano in massa via dalla zona dell'impatto; cercano di porsi al riparo dalle onde d'urto. I pesci ed i mammiferi marini si spingono alla massima profondità raggiungibile. Gli altri animali, compresi insetti e ragni, si arrangiano con le fenditure che trovano nei muri e nel terreno. Gli umani urlano ed intasano quasi subito le strade, confermando di non essere una specie in grado di sopravvivere ai cataclismi. Intanto Dragonfire strappa tonnellate di roccia, spingendosi nelle viscere della seconda cometa. Il dragoncraft si allontana a grande velocità, eseguendo un ordine preciso del suo padrone. Poi la super-fiamma erompe dalle fauci di Dragonfire. Tutto ciò che lo circonda prende fuoco, eccetto lui stesso che in quell'inferno si rigenera. Le sue cellule non sono fatte di ossigeno, idrogeno e carbonio. Sono cristalli la cui composizione sfugge alla comprensione umana. Il fuoco cosmico del drago di Evolution assomiglia all'antimateria, perché dissolve la roccia, trasformandola in gas caldissimi. Non c'è alcuna esplosione, dato che l'immensa massa cessa semplicemente di esistere, e la sua energia incalcolabile si disperde senza produrre alcun danno. Adesso il dragoncraft può tornare dal suo padrone, e trasportarlo sulla Vae Victis dai suoi amici di Evolution.

venerdì 23 maggio 2014

NAVIGAZIONE EXTRADIMENSIONALE_337° episodio

Quasi tutti noi quando sentiamo di uno che minaccia di ammazzarsi cerchiamo di immaginare quanto debba sentirsi male dentro. Possibile che non veda alcuna prospettiva di miglioramento? Potrebbe ad esempio ascoltare una tra le tante canzoni che parlano delle bellezze della vita. Peraltro, se proprio non può farne a meno, l'aspirante suicida dovrebbe fare in fretta a lasciare libero il posto sulla Terra, sporcando il meno possibile. I serpentoidi Hunter Killer non comprendono molti tra i comportamenti umani, ma essendo rettili non devono soddisfare alcuna sensibilità fastidiosa. Il tizio che si è asserragliato in un ufficio, minacciando di compiere una strage con gli esplosivi che si è portato, è solo uno tra i tanti maledetti pazzi che percorrono le strade delle città umane. Gente che uccide senza provocazione, ma si giustifica davanti ad una giuria di fessi asserendo di “avere sentito le voci”. Si parla fin troppo ed a sproposito del sovraffollamento carcerario, poi si continua a mantenere in galera questi incapaci di intendere e di volere fasulli. Ogni tanto uno di loro scappa dalla sua bella cella di minima sicurezza, dopo avere sgozzato una guardia carceraria, che muore per una paga da fame. Il pazzo di stamattina è già stato in carcere, perché ha ucciso in passato, ma la giuria di allora si commosse, e lui evitò l'iniezione letale. Per chiarire come funzionano le cose, in quei baracconi circensi che gli umani chiamano tribunali, si sappia che il più delle volte chi sostiene la pubblica accusa è un legale di capacità molto inferiore al collega che sostiene la difesa. Gli stupidi buonisti parlano bene di questo sistema basato sul piagnisteo e sui milioni che finiscono nelle casse degli studi legali difensori dell'illegalità. Gli Hunter Killer non danno nell'occhio neppure quando si muovono di giorno. All'inizio della loro carriera terrestre, Stritolatore ed i suoi assistenti circolavano a bordo di un'automobile speciale, che assomigliava ad un carro funebre. I serpentoidi non hanno bisogno di sedili e di cinture di sicurezza, preferendo un piano di carico privo di ostacoli. Oggi però non si sono presentati al lavoro a bordo di quell'auto, fin troppo riconoscibile. Stanno viceversa adoperando una serie di cunicoli sotterranei, fognari e non, che nei mesi hanno esplorato con metodo e pazienza. Boa è il primo della squadra a sbucare dal terreno nei pressi dell'obiettivo. Si guarda attorno, ma decide di tornare giù, giacché nei paraggi ci sono troppi sbirri. La presenza sulla Terra e lo status speciale dei serpentoidi non sono noti alla truppa, ma solo ai capi della polizia, nonché ad alcuni altri, come Lucrezia. Le sue aiutanti Elisabetta e Valeria raccolgono le emanazioni mentali degli Hunter Killer, e prendono nota del loro arrivo. Ordini dall'alto prevedono che siano loro a stanare ed eliminare il fuori di testa. I poliziotti arretrano mugugnando, dato che pensavano di poterlo arrestare con un'azione veloce e decisa. Forse sì, ma dovrebbero tener conto degli ostaggi. Pitone trova un varco che gli permette di scivolare con tutto il suo corpo muscoloso nei sotterranei dell'ufficio comunale. Gli ordini di Stritolatore sono di fare fuori il cretino nel più breve tempo possibile. Al leader degli Hunter Killer non interessa se toccherà ad Anaconda, a Boa a Pitone o a Sysform, che è l'unica femmina del team. Ed è proprio lei ad arrivare per prima a distanza utile dall'insano personaggio, che, come da copione, minaccia con un taglierino una degli ostaggi. La donna, giustamente terrorizzata, sta tuttavia cedendo alla tentazione completamente irrazionale di urlare. Ciò significa che la sua vita è appesa ad un capello. Quando la serpentessa entra nel suo campo visivo, la donna minacciata si zittisce, preda di un terrore atavico. Pensa di non avere mai visto un serpente così grosso, ma non ha ancora avuto a che fare con i maschi del gruppo, Stritolatore in primis. Finora Sysform non ha commesso alcun errore, eccetto forse quello di credere che gli altri sequestrati si sarebbero schierati dalla sua parte. Così, mentre lei si muove per attaccare il malvagio, uno stupido umano impugna una spranga di acciaio, coll'intendo di colpirla. Lei non se lo aspetta, ma prima di diventare una cacciatrice di taglie è stata una spia. I suoi riflessi costituiscono un tutt'uno con il suo istinto; ecco perché il colpo del lento essere umano riesce solo a sfiorarla. Dopo di che, in un turbine di spire micidiali, Anaconda colpisce senza pietà. La sua testa, protetta da una durissima cresta cornea, impatta con le fragili ossa della gabbia toracica di colui che riuscirà ad avere un suo spazio sul giornale, ma solo nei necrologi. Intanto Sysform, grande la metà di Anaconda ma veloce il doppio, avvolge in una stretta decisamente poco amorevole il pazzo bombarolo. Il suo desiderio di morte si avvera subito dopo, in un sinistro scricchiolio di ossa. Un brutto modo di morire anche per un cretino come quello: organi interni che scoppiano, sangue che esce da tutti gli orifizi del corpo, occhi che escono dalle orbite per la pressione interna. Accertato il decesso, Sysform, che ha battuto in velocità il resto della banda dei serpentoidi, si districa con grazia e scioltezza dalla rovina moribonda che ha appeno prodotto. Poi uscendo da dove sono entrati i serpentoidi abbandonano la scena. La detective Lucrezia irrompe alla testa dei poliziotti che aspettavano che la tragedia si compiesse. Valeria ed Elisabetta, le sue assistenti telepati, ricevono il saluto degli Hunter Killer che si recano ad incassare l'ennesima taglia. Intanto, oltre l'atmosfera terrestre, vi verifica un evento che potrebbe avere ripercussioni disastrose per milioni di umani e di animali domestici, senza contare gli insetti e le piante. Uno dei grossi sassi, che di solito orbitano nella fascia degli asteroidi, si avvicina al nostro pianeta. Capita con una frequenza superiore a quel che risulta alla popolazione umana. Il più delle volte, l'attraversamento della nostra atmosfera è sufficiente a surriscaldare e frammentare gli intrusi rocciosi. La caduta di una meteora di grosse dimensioni è una paura dei nostri giorni, che ha ispirato almeno due film visti da una moltitudine emozionata. La soluzione proposta dagli sceneggiatori era di raggiungere la meteora, e di distruggerla con un ordigno nucleare. È purtroppo vero che i nostri missili più micidiali sono dei terra-terra, cioè funzionano come dei mortai. Se viceversa dovesse presentarsi la necessità di colpire un bersaglio volante, la propulsione non sarebbe sufficiente, ed i dispositivi di guida elettronici a nostra disposizione non saprebbero indirizzare i missili sul bersaglio. Kong, lo scienziato di Evolution, discute del problema con i colleghi e con il dottor Occulto. L'uomo bestia spiega che la Vae Victis, loro base operativa, è stata dotata di dispositivi che trascendono la tecnologia umana. In passato, il cacciatorpediniere condusse il super-gruppo su Plutone, o meglio: sotto la sua crosta rocciosa e gelata, dove trovarono immense quantità di acqua allo stato liquido. È un teletrasporto non troppo differente da quello che sfrutta i worm holes, perché la loro nave da guerra ha la capacità di navigare sulle acque di un illimitato oceano extradimensionale, che si estende pressoché all'infinito, come i buchi scavati dai vermi cosmici. Ci si chiede semmai se navigando in esso si possa intercettare un obiettivo che viaggia nello Spazio a decine di migliaia di chilometri orari. Per accedere con la Vae Victis all'oceano extradimensionale, Evolution attiva il portale del teletrasporto. Questo non sarebbe tuttavia sufficiente senza gli incantesimi del dottor Occulto, coadiuvato dalla sua allieva Maga. Gli animali che vivono nei pressi del cosiddetto lago della nave avvertono il crescere di una pulsazione ultraterrena, che pervade il cacciatorpediniere. Sebbene considerino loro amici i mutanti ed il drago che vivono sulla Vae Victis, i felini, i canidi e gli enormi erbivori corazzati della savana si allontanano dal lago. I coccodrilli invece rimangono quasi indifferenti. Senza alcuna esplosione di luce e di rumore, la nave da guerra esce da questo piano dell'esistenza. Tutti i boccaporti sono stati chiusi, per salvaguardare le riserve d'aria. I monitor di bordo evidenziano come lo scafo d'acciaio stia apparentemente navigando immerso in un mare di acqua i cui colori cambiano di continuo. Gli scandagli non rilavano alcun fondo percepibile; analogamente i radar inviano i loro segnali in tutte le direzione, senza rilevare echi di ritorno. La mutante Navigatrice entra in stato di trance, perché il suo potere è l'unico in grado di capire la loro posizione rispetto alla Terra ed al loro obiettivo. Il suo compito è molto delicato, ed il dottor Occulto non vuole che si sforzi eccessivamente. I motori della nave riescono a muoverla ad una velocità difficile da stimare, mancando i punti di riferimento. Il dottor Occulto deduce che occorre una rilevazione ulteriore; ciò che intende fare richiede un viaggio in astrale. Per un incantatore della sua potenza non è difficile staccarsi dal corpo fisico, e la Maga lo segue. Adesso la loro percezione delle masse planetarie e delle distanze all'interno del sistema solare è molto più chiara. Vedono la Vae Victis sotto di loro, per quanto “sotto” significhi poco nello Spazio. Scorgono anche l'asteroide in avvicinamento alla Terra, e comunicano la sua posizione alla Navigatrice. Poi tornano nei loro corpi fisici. Ora la sorella di Fulminatore indica con certezza in quale direzione muoversi con la Vae Victis. La rotta di avvicinamento che stanno seguendo viene percepita come una navigazione bidimensionale; come se si avvicinassero ad un'isola. In realtà il cacciatorpediniere si comporta come una nave spaziale, ed accosta verso l'enorme meteora, muovendosi alla sua stessa terrificante velocità. Indossando le tute spaziali, Fulminatore e Ferox escono sul ponte della nave. Le loro calzature sono magnetizzate, per non correre il rischio di essere sbalzati via. Dragonfire li segue; a lui non serve una protezione contro i rigori dello Spazio, ma è ancorato allo scafo mediante un grosso cavo metallico. L'enorme meteora ruota su se stessa, rendendo difficoltoso lo sbarco. Kong azionerebbe il dispositivo di teletrasporto, ma, in assenza di informazioni, si corre il rischio che il portale d'arrivo non si apra in superficie, bensì all'interno del planetoide. Per Dragonfire è molto facile balzare dalla nave ed atterrare sull'enorme ammasso di roccia. Con le sue zampe possenti, si ancora alla superficie durissima. Rimanendo collegato alla Vae Victis, mediante il cavo, il drago di Evolution inizia a scavare con la sua forza immensa. Ferox utilizza il cavo di ancoraggio di Dragonfire per raggiungerlo sulla superficie delle meteora. Fulminatore rimane viceversa di guardia sul ponte della nave, per ogni evenienza. All'interno della Vae Victis, gli altri componenti del super-gruppo controllano i monitor e l'altra strumentazione. Quando Ferox arriva sul masso roccioso, Dragonfire è già scomparso alla vista; sta realizzando un tunnel mediante il quale raggiungere un punto sufficientemente profondo ove collocare l'ordigno che dovrebbe risolvere il problema. In un film, che ipotizzava una situazione di questo tipo, gli astronauti scavavano con macchine dotate di grandi e potenti frese, ma incontravano strati di materiale molto più resistente del previsto. I pugni del colosso alieno frantumano viceversa tutto ciò che incontrano. Sulla superficie, Ferox si allontana dall'imbocco del tunnel, per evitare di essere investita dai grossi frammenti rocciosi scagliati lontano dal drago. L'avvicinamento alla Terra è ormai apprezzabile ad occhio nudo. Mancano ancora alcuni giorni all'impatto, ma il nostro pianeta visto dalla meteora è sempre più grosso. Kong segnala che la profondità raggiunta da Dragonfire potrebbe essere adeguata, ed il colosso fissa alla pietra un dispositivo creato dal geniale uomo-bestia di Evolution. Grazie alla tecnologia contenuta in esso, sarà possibile inviare con precisione sul planetoide l'ordigno, ma solo quando la Vae Victis si sarà allontanata a sufficienza. Quando Dragonfire torna a bordo del cacciatorpediniere lo fa accompagnato dalla donna leopardo; poi assieme a Fulminatore scendono nei meandri della loro base operativa.

lunedì 19 maggio 2014

GATTINI GUARDIANI_336° episodio

Gli Annusatori delle Tenebre, Piero, Maria, Franca e Gianni, partecipano ad un'avventura onirica di gruppo. Non si stanno sostituendo agli Esploratori dei Sogni, giacché in questo stato dell'esistenza hanno un controllo molto limitato sugli eventi. Non si tratta di un incubo, o almeno questa è l'impressione che ricavano dall'ambientazione agreste e primaverile. Camminano allegramente seguendo una stradina, forse mai percorsa da veicoli a motore. Attraversano campi abitati da fiori multicolori, provvisti di faccine allegre e sorridenti. In lontananza i quattro allievi di Red O'Neal scorgono gruppi di casette, che sembrano quelle delle fiabe. Dai comignoli esce un lieve pennacchio di fumo bianco, e l'aria si riempie degli odori della cucina della mamma. Mentre gli Annusatori delle Tenebre fiutano esalazioni differenti e migliori di quelle cittadine, chiacchierano amabilmente tra loro. Il sogno prosegue, mentre i loro volti addormentati sorridono beati. Quelli che tra noi ospitano in casa un gatto non si chiedono cosa combini di notte. Di solito dormono parecchio durante il giorno, ma la leggenda vuole che per loro non sia un problema proseguire anche dopo il tramonto. In realtà di notte i gatti casalinghi ci osservano e ci proteggono a modo loro. Quattro micetti, appartenenti alla stessa nidiata, sono stati regalati a Piero, Maria, Franca e Gianni, quando ancora erano ammalati. Adesso i due maschi e le due femmine durante la notte vegliano sui loro padroncini. Solo i gattini sanno delle uscite notturne degli Annusatori delle Tenebre, ma fanno finta di nulla, per non insospettire gli umani adulti. Nel sogno frattanto Piero, Maria, Franca e Gianni entrano in un piccolo villaggio, composto da una decina di casette e da una costruzione più grande. Vengono loro incontro alcuni soldati, che indossano un'armatura dorata, ed invitano i quattro a seguirli. Il capo del villaggio li saluta per nome, nonostante loro non si siano presentati, e li invita a sedere e mangiare. Questi riferimenti al cibo sono probabilmente riconducibili al fatto che Maria, Franca, Piero, e Gianni sono affamati dopo l'avventura appena conclusa. Non potendo mangiare nelle realtà, lo fanno in sogno. L'arrivo della principessa stupisce tutti i presenti; la principessa è la loro amica Lyra, ma non li riconosce. I ragazzini si guardano in faccia, perché iniziano a sospettare che qualcosa non funzioni. Maria e Franca salutano Lyra, che risponde timidamente, ma non asseconda il loro desiderio di indagare. Indossa la sua tuta spaziale, ma tutti sembrano convinti che sia vestita con un lungo abito di seta blu. A questo punto, Gianni prima degli altri si agita nel sonno, ed il suo gattino apre gli occhi nel buio della cameretta. Nella sala da pranzo, i colori pastello cambiano e si trasformano in melma violacea, che cola dalle pareti. Il volto del capo del villaggio si ammanta di nebbia, che sfuma scoprendo un teschio sogghignante. Le sue guardie dismettono le armature lucenti, per ricoprirsi di scaglie verdastre. Estraggono spade dalle molte lame ed asce bipenni. Gli Annusatori delle Tenebre sono circondati da una moltitudine di forme minacciose, che si avvicinano. La principessa Lyra viene trascinata via da due mostruosi troll; solo allora si ridesta dal suo torpore ed urla. I quattro coraggiosi ragazzini accettano il combattimento, anzi sono loro ad attaccare. Con il potere che discende loro dal vampiro di Akros, rimbalzano come palle di gomma. Evitano le lame micidiali dei più lenti avversari, che ormai hanno abbandonato ogni parvenza di umanità. Mentre lo scontro nella dimensione onirica continua, i quattro gattini guardiani miagolano sommessamente, ma il suono che emettono non viene raccolto da orecchie umane. Braxcat, sta effettuando una delle sue ronde notturne, quando i suoi super-sensi recepiscono il messaggio. Questa notte, nella grande dimora dei lupi mannari, Sonia, Rebecca, David e Pedro stanno dormendo, senza essere impegnati in missione come componenti degli Esploratori dei Sogni. Il Lupo Nero invece si aggira in un vicino bosco, per studiare le altre creature delle tenebre, e conferire con loro. Cyberdog ha adottato l'identità del cagnolino randagio, e Clara ha fatto finta di trovarlo per strada. Poi ha convinto i suoi genitori ad adottarlo. In tal modo, i loro simbionti tecnomeccanici, Transformatron e Tecnoragno, possono interagire al meglio tra di loro, colloquiando come fanno quelli del loro genere non biologico. Data l'ora, anche Clara e Cyberdog dormono beatamente, quando Braxcat si tuffa nella dimensione onirica. Il gattino demone, allievo ed araldo di Braxal, è l'unico del super-gruppo a poter accedere a quello stato dell'esistenza senza doversi distaccare dal suo corpo fisico. I quattro gattini guardiani gli hanno segnalato che Gianni, Piero, Maria e Franca stanno combattendo all'interno di un incubo. Questa è una missione adatta ai poteri degli Esploratori dei Sogni, che però prima di tutto devono essere chiamati e riuniti. Braxcat si dirige verso il Pozzo del Destino. È questo l'unico presidio immutabile in una dimensione che fluisce e rifluisce di continuo, ed è l'ideale punto di ritrovo del gruppo. Arrivato a destinazione, Braxcat emette uno dei suoi strazianti miagolii. Disponendo delle attitudini necessarie, tramite il Pozzo del Destino è possibile osservare ogni angolo di quella dimensione che si estende ad ogni mondo ove ci siano forme di vita in grado di sognare. Clara e Cyberdog non stanno vivendo la stessa avventura onirica, ma entrambi sono chiamati all'ordine dal micidiale felino demoniaco. Clara interrompe un'accesa discussione con le sue compagne delle scuole elementari, mentre Cyberdog abbandona una deliziosa corsa nei campi. I loro corpi astrali si teletrasportano istantaneamente nel pressi del Pozzo del Destino. Il dovere chiama anche quando ci stiamo dedicando ai nostri interessi privati, ma la ragazza ed il cagnolino cibernetico sono desiderosi di intervenire in soccorso di Lyra. I quattro lupi mannari non si sono ancora fatti vedere, ma arriveranno. Meglio muoversi, giacché gli Annusatori delle Tenebre sono molto giovani e parecchio inesperti. Spetta a Clara scrutare nelle acque apparentemente ferme del pozzo mistico. Facendolo, pensa fermamente alla mercante extraterrestre. Questo è il sistema più funzionale per muoversi nella dimensione dei sogni: concentrarsi su una destinazione o su una persona. In un batter d'occhio, tre degli Esploratori dei Sogni compaiono a fianco dei giovanissimi colleghi, che stanno ancora sorprendentemente tenendo testa ad una serie di orchi bruttissimi e puzzolenti. Il Tecnoragno fornisce a Clara la sua armatura elfica e una spada lucente ed acuminata. Il Transformatron preferisce invece proiettarsi in forma di sottilissime ma fortissime antenne metalliche, cariche di elettricità. Il gattino Braxcat, che ama manifestare i suoi poteri demoniaci, investe mostri e mostriciattoli con la sua fiamma caldissima. Lo scenario è cambiato drasticamente; le casette sono rovine, presidiate da micidiali serpenti corallo. Anche la grande sala del ricevimento è in gran parte crollata; il cielo stesso è percorso da nuvole che hanno il colore dello zolfo. Il sogno è diventato un incubo o forse lo è sempre stato, e si era dissimulato molto bene. L'ambiente trasmette una sensazione di abbandono e di disperazione. Se i sognatori fossero comuni esseri umani accompagnati dai loro animali domestici, subirebbero la fascinazione negativa. I tre Esploratori dei Sogni, Clara, Cyberdog e Braxcat, sono viceversa troppo esperti per cadere nella trappola. I mostri non sono mai forti come vogliono sembrare. La spada di Clara li ferisce facilmente, nonostante una pellaccia apparentemente inviolabile. Mai credere a ciò che raccontano gli incubi. Cyberdog e Braxcat si trasformano in versioni più micidiali di loro stessi, e compiono balzi di decine di metri. Mordono e strappano pelle, carne ed ossa, come fossero tigri ed orsi. I giovanissimi Annusatori delle Tenebre capiscono di essere dei dilettanti chiamati a giocare con i professionisti, e fanno del loro meglio per non sfigurare. Non si sono dimenticati di dover liberare Lyra, che è stata portata via dal capo di quella truppa di degenerati. Non hanno ancora imparato a sfruttare la dimensione onirica per attribuirsi nuovi poteri, per cui si impegnano al massimo con quello che sanno fare. Franca e Gianni sono stati spinti in un angolo da una mostruosità che è un mix tra un coleottero ed una piovra. Non hanno lo spazio per prendere la rincorsa, ma proprio in quel frangente entrano in azione i Giovani Licantropi. Gli altri tre del gruppo, presenti sul campo di battaglia, esultano. Sonia e Rebecca mordono selvaggiamente il coleottero-piovra, strappandogli tentacoli e zampe, che subito ricrescono. Le antenne elettriche di Cyberdog e la fiamma di Braxcat riducono però il mostro in tanti piccoli pezzi, che corrono a nascondersi sotto le rocce e nei buchi che conducono a qualche altro inferno. Pedro e David stanno invece stanando il malvagio, che ha rapito la principessa Lyra. Costui scappa compiendo balzi da canguro, ma i due licantropi non si fanno lasciare indietro. Sulla Terra, i quattro gattini guardiani si stanno rilassando, perché i loro protetti sono in buone mani. Potrebbero svegliarsi, ma vogliono ancora vedere come finirà l'avventura. Il Lupo Nero non a caso è rimasto indietro. Sta fiutando la traccia di Lyra nella nostra realtà. Anche il vampiro di Akros ha perso di vista la sua allieva, e sospetta che sia nei guai. Da vie diverse, seguendo le loro sensibilità specifiche, il lupo ed il vampiro raggiungono contemporaneamente il loro obiettivo: Lyra. La trovano in un parco cittadino, addormentata su una panchina, incurante del rischio di essere aggredita da qualche predatore umano. O forse è sicura che la sua tuta sia in grado di proteggerla comunque. Quando Red O'Neal si avvicina, i sensori tardano ad attivarsi, ma lui non vuole certo nuocere alla sua allieva. E neppure il terrificante Lupo Nero. Alcuni drogati e pervertiti che infestano il parco d notte scappano a gambe levate, per preservare quel po' di vita che ancora resta loro da vivere. Il lupo suscita una paura che non ha bisogno di spiegazione, ma quell'uomo apparentemente normale li terrorizza ancora di più, e non sanno perché. Il vampiro bicentenario sorride, mostrando le sue candide zanne. Nel mondo dei sogni, Lyra esce dal torpore, lottando per liberarsi dalla presa del malvagio. La tuta di Lyra fa la sua parte anche nella dimensione onirica, emettendo una forte scarica elettrica. Pedro e David attaccano contemporaneamente il loro nemico, che combatte con una forza ed una maestria inaspettate. I due giovani licantropi sanno quando frenare l'impeto, ed allora aspettano che sia lui a muoversi e scoprirsi. La situazione entra in stallo, ma solo fino all'arrivo di Clara, che, spada in pugno, dimostra che il suo simbionte la supporta anche nella scherma. L'incubo è ormai ingestibile, ed inizia a sfaldarsi. Gli Annusatori delle Tenebre hanno brillantemente superato questo loro battesimo del fuoco, ed iniziano a svegliarsi. La notte non è ancora conclusa del tutto, per cui si concedono di poltrire ancora un po', assieme ai loro gattini guardiani. Anche Lyra si sveglia, trovando ad attenderla il suo maestro ed il Lupo Nero. In futuro dovrà fare attenzione a dove si addormenta ed a ciò che sogna. Il vampiro di Akros sospetta che, per qualcuno dei residenti fissi nella dimensione dei sogni, la ragazza extraterrestre costituisca una preda ambita. Ora però, dopo questa avventura, si è stabilito un vantaggioso imprinting tra lei e gli Esploratori dei Sogni. Il Lupo Nero brontola un saluto nel suo idioma animalesco; quindi si allontana per incontrare i suoi amici. Intanto, sul cacciatorpediniere Vae Victis, base di Evolution, la detective Lucrezia si è ripresa del tutto. Lei e le sue assistenti telepati Valeria ed Elisabetta si preparano a tornare al loro lavoro investigativo, per le strade della loro città. Sono attese da casi irrisolti di morti ammazzati, persone scomparse, rapimenti ed altri pazzi assortiti. C'è un tizio che si è asserragliato in un ufficio comunale, minacciando di suicidarsi. Non sarebbe richiesto l'intervento della polizia, ma dello psichiatra; sennonché il soggetto in questione si è portato un ordigno esplosivo. Non minaccia pertanto solo se stesso, ma tutti i lavoratori e gli utenti nel raggio d'azione della deflagrazione. Venuti a conoscenza della situazione, gli Hunter Killer decidono di entrare in azione, per promuovere il loro business. Al momento non hanno ancora ricevuto un ingaggio, ma ne attendono uno da un momento all'altro. Male che vada, elimineranno quel cretino gratis, ma si faranno conoscere ed apprezzare da tutti quelli che non ne possono più dei fuori di testa che tutti i giorni minacciano sfracelli. L'aspirante stragista è meno stupido di quel che sembra, e si tiene distante dalle finestre. Il cecchino della polizia aspetta con ansia che metta il muso in vista, per sparargli un proiettile di precisione in mezzo a quel cervello marcio. Lucrezia, Elisabetta e Valeria si recano sul posto, ma ultimamente hanno lavorato abbastanza per la causa di Evolution, e spetta ad altri fare pulizia.

giovedì 15 maggio 2014

ANNUSATORI DELLE TENEBRE_335° episodio

Piero, Maria, Franca e Gianni sono allievi del vampiro Red O'Neal, originario di Akros. Compongono il gruppo degli Annusatori delle Tenebre, assieme a Lyra, una giovane mercante extraterrestre abbandonata per sbaglio sul nostro pianeta dai suoi colleghi. Red O'Neal non entra nel merito del nome che i suoi allievi si sono scelti. Essendo corresponsabile della loro trasformazione, assieme alla Guaritrice, il vampiro continua però ad addestrarli. Di notte, Piero, Maria, Franca e Gianni si scatenano alla ricerca di avventure, come se volessero esorcizzare la malattia che minacciava di ucciderli. Adesso che sono tornati alla vita, sembrano non avere più bisogno di dormire. Lyra ha preso l'abitudine di riposare di giorno, proprio per essere in grado di aiutare i suoi amici di notte. Grazie ai computer forniti da Red O'Neal, la giovane si mantiene in costante contatto con loro. Gli Annusatori delle Tenebre sono affascinati dall'idea di fare ronde notturne, come i super-eroi dei fumetti. I loro nuovi corpi sono veloci ed elastici; hanno altresì imparato ad arrampicarsi sfruttando ogni piccolo appiglio. Questa notte si muovono agilmente sui tetti della città, esplorando percorsi che quasi nessuno conosce. Quando possono, saltano da un edificio all'altro, ma hanno scoperto che non è facile farlo neppure possedendo la loro agilità. Gli eroi di cartone che trovano sempre un'asta della bandiera ad attenderli al posto giusto forse abitano in un'altra città. Neppure attraversare un corso a quattro corsie appesi ad un cavo è consigliabile. Non è impossibile percorrere quella distanza in equilibrio su un cavo metallico, ma i quattro ragazzini sono appena sfuggiti alle grinfie della morte, e non intendono sfidare la vita. Salgono e scendono lungo le grondaie in silenzio e con movimenti sempre più esperti. Lyra li sta indirizzando verso un quartiere dove hanno avuto luogo delle sparizioni che rimangono insolute. Le persone scomparse avevano dai venti ai venticinque anni, ed erano conosciute per la loro difficoltà ad integrarsi. Casi di abbandono scolastico e difficoltà di trovare e conservare un lavoro. I giovanissimi eroi hanno ereditato dal loro maestro una visione notturna quasi da gatti, ed anche un udito formidabile. Sono quindi capaci di seguire delle persone senza farsene accorgere. Stanno tenendo d'occhio un locale notturno, di quelli da sconsigliare ai turisti. Marmaglia avvinazzata e drogata, che lì s'incontra con ladruncoli che vogliono vendere la refurtiva fresca di giornata. Piero e Gianni si nascondono dietro le auto in sosta, per ascoltare i discorsi di quella teppaglia. Strano ma vero: gli umani che vivono di notte sono convinti che i loro sensi siano più acuti di quelli dei loro simili diurni. Chi i sensi li ha più acuti sul serio ride della scarsità delle loro percezioni. Per non farsi notare, i due ragazzini si collocano a pochi metri di distanza, sfruttando la loro dote di rimanere immobili come un vampiro. Le ragazzine Maria e Franca sono salite su un albero, dal quale vedono senza essere viste. Lyra, che si trova nella base del gruppo, memorizza tutte le rilevazioni che le giungono dai suoi amici. I teppisti si guardano attorno, fumando come hanno visto fare nei film, e confabulano tra loro con tono cospiratorio. È vero che un umano avrebbe difficoltà a capire ciò che sussurrano, ma i giovanissimi Annusatori delle Tenebre non sono più umani in senso stretto. Prima di uscire in missione, hanno messo a dormire i genitori, i fratelli, le sorelle ed anche i cagnolini. I loro gatti di casa li hanno lasciati di guardia, giacché quegli animaletti pelosi adorano le cospirazioni. Sono le tre di notte quando la prima traccia si delinea: i due tizi fermi sotto l'albero a fumare accennano ad un tale che è scomparso dalla circolazione la sera prima. Interessante, ma pare che per questa notte abbiano già conferito a sufficienza. Si salutano e se ne vanno. Gli Annusatori delle Tenebre sono un po' delusi, ma Red O'Neal sta insegnando loro ad essere pazienti. Il loro maestro li manda a casa a dormire, perché tra poco più di tre ore le loro mamme li sveglieranno. Poi andranno a scuola. Piero, Maria, Franca e Gianni dovranno prestare attenzione alle lezioni, in attesa di scatenarsi nuovamente. Vorrebbero raccontare ai loro compagni di classe quello che combinano la notte, ma sono vincolati da un giuramento a non farlo. Non vorrebbero mai fare arrabbiare un vampiro extraterrestre bicentenario. La notte successiva, gli Annusatori delle Tenebre riprendono la loro attività spionistica da dove l'avevano interrotta. La loro perseveranza viene ricompensata quando un tizio ubriaco e drogato si aggiunge alla schiera degli scomparsi. I giovanissimi investigatori seguono l'auto che lo conduce via. Lyra si presta a fare l'autista del furgone di Red O'Neal, sebbene non abbia la patente. Per una viaggiatrice spaziale come lei non è difficile apprendere il funzionamento di quel mezzo così primitivo. Il vampiro non si vede, ma i ragazzini sanno che sta svolazzando sopra di loro, invisibile agli occhi umani. Dopo alcuni chilometri, l'auto giunge a destinazione. Due loschi figuri scendono, trascinando fuori il loro ultimo acquisto. Gli Annusatori delle Tenebre sono contenti di avere quasi risolto il caso in poco tempo. Sono troppo curiosi per non seguire i tre, che si infilano in un cortile e poi di lì scendono in cantina. I quattro piccoli investigatori contano sui loro sensi super-sviluppati per non farsi scoprire, ed in effetti riescono a nascondersi negli angoli bui, in attesa che i rapitori se ne vadano. Dopo di che scoprono che il drogato è stato incatenato al muro all'interno di una specie di segreta umida e fredda. Quale sia lo scopo di quella operazione al momento non è chiaro, ma un lieve rumore attira l'attenzione degli Annusatori delle Tenebre. La porta della grossa cantina è stata chiusa, ed una forma nascosta nell'ombra si avvicina minacciosa. Non sono bambini inermi che hanno paura del buio, data la loro vista potenziata. L'essere che ormai incombe su di loro è un vampiro, sebbene non appartenga alla stirpe di Red O'Neal. Presumibilmente c'è una banda che gli fornisce disperati dai quali trarre sangue e forza vitale. Questo è un vecchio vampiro non più in grado di uscire dalla sua tana. Sfortunatamente per loro è grosso e feroce; appena li fiuta si lecca le labbra pregustando una scorpacciata. Avverte la loro energia vitale, e brama di farla sua, ma i quattro ragazzini non ci stanno a fare le vittime. Piero e Gianni partono all'attacco, proiettandosi come due palle di cannone umane. Centrano il bersaglio, che pur traballando per l'urto non crolla e neppure arretra. Intanto Lyra è scesa dal furgone, e si precipita ad aiutare i suoi amici. La sua tuta la supporta sulla Terra, compensando la gravità superiore. Il processore interno è programmato per elaborare strategie difensive, ma adesso deve fare di più: deve attaccare un pericoloso succhiasangue. Lyra lo affronta con grande coraggio, per difendere i suoi giovanissimi amici, che sembrano quattro cagnolini contro un orso. Alcuni dardi colpiscono il vampiro, iniettandogli una neurotossina; la tuta di Lyra ha aperto le ostilità. Il vampiro non è in forma come quando era più giovane, e non è vero che invecchiando quelli come lui acquisiscano altri poteri. Lui ne ha persi: ecco perché non può uscire da quella tomba. Resta comunque un predatore pericoloso, dotato di capacità ipnotiche, con le quali costringe gli umani a servirlo. La sua fisiologia vampirica, che assimila direttamente il sangue, non è molto difforme da quella di insetti ed altri animali che fanno altrettanto. In lui c'è poco o nulla di soprannaturale, ma le neurotossine che abbatterebbero un cavallo gli fanno solo venire un po' di mal di testa, e lui odia le emicranie. Gli Annusatori delle Tenebre non si fanno pregare per ripartire all'attacco, ma il vecchio vampiro mette le sue grinfie su Franca, preparandosi ad assaggiarla. Sogghigna e sbava, ma non si accorge dell'arrivo di Red O'Neal, che veloce e tempestivo gliela strappa di mano, mettendola in salvo. Il vampiro terrestre scruta il vampiro di Akros, per valutarne la forza. Il primo è invecchiato decisamente male, forse perché non ha curato abbastanza la dieta. La sua brutta abitudine di nutrirsi di drogati lo sta ulteriormente avvicinando alla vera morte. Red O'Neal è viceversa un vampiro che ha tratto vantaggio dalla trasformazione, tenendo sotto controllo gli aspetti negativi che il vampirismo reca con sé. Potrebbe prendere a schiaffi il collega terrestre, ma un'esistenza che si protrae da due secoli gli ha insegnato come comportarsi nelle situazioni più disparate. Così i due vampiri non si prendono a morsi, non cercano di staccarsi reciprocamente la testa, e neppure si lanciano minacce altisonanti. La loro comunicazione è privata e telepatica. Poi Red O'Neal conduce i suoi allievi e Lyra all'esterno, lasciando l'anziano collega a riflettere sulla sua alimentazione sbagliata. D'ora in poi basta drogati! Dalla prossima notte, si sforzerà di uscire di casa, perché la pigrizia fa male alla circolazione. Gli Annusatori delle Tenebre hanno rischiato di lasciarci la pelle, ma assieme a Lyra hanno dimostrato grande coraggio. Sono le quattro del mattino, quindi devono filare ognuno a casa propria. Ad accoglierli il gatto in casa, che li saluta con un lieve miagolio che vale come un lungo scambio di notizie. Sulla nave Vae Victis, base di Evolution, il dottor Occulto condivide con Ferox la presa sullo scettro di Uglux. La detective Lucrezia è affidata alle cure della Guaritrice, ma il suo potere non è sufficiente a sconfiggere l'infezione indotta dall'araldo di Pestilenza. Lo scettro che Evolution strappò anni fa al mago mutaforma Uglux contiene più potere di quanto lui stesso immaginasse. Anche la Maga evoca la sua forza psionica, per supportare il suo maestro. Occulto è un nome di battaglia meritato innumerevoli volte dal mago più potente del pianeta, che crede fermamente in una collaborazione tra umani e mutanti. Il suo incantesimo ripristinerà il legame simbiotico tra la donna leopardo Ferox e la poliziotta Lucrezia. Energia primordiale giunge a lui da luoghi inconcepibili per la mente umana. Lo scettro serve come punto di riferimento e di aggregazione. Pulsa e si illumina di un potere che rafforza un legame al di là del tempo e dello spazio. La donna leopardo risente dello sforzo, ma è una combattente nata che non si arrenderà di certo ora. Il suo imprinting felino fluisce verso Lucrezia, come già fece in passato; in cambio la poliziotta le renderà possibile assumere le sue sembianze. Gli scienziati dei computer che hanno ideato il ripristino delle impostazioni di base hanno visto in sogno un processo come quello che si verifica ora, ma che si replica da tempo immemorabile. Finalmente Lucrezia riapre gli occhi, e viene festeggiata da tutti i presenti, comprese le sue colleghe telepati Elisabetta e Valeria. Frattanto i giovanissimi Annusatori delle Tenebre vivono un'avventura notturna diversa da quella appena conclusa. Si trovano a camminare lungo una strada non asfaltata, che si snoda in mezzo a colline verdissime. Gli odori che provengono da quella vegetazione rigogliosa li pervadono e li stupiscono. Piero, Maria, Franca e Gianni sono ragazzini di città, abituati alla puzza degli scappamenti. I loro genitori non li hanno mai portati a giocare in campagna, anche perché, prima di diventare allievi di Red O'Neal ed aspiranti super-eroi, hanno combattuto a lungo contro una malattia che li stava uccidendo. Quasi dimenticata questa fase triste della loro breve vita, gli Annusatori delle Tenebre non si chiedono per quale motivo stiano facendo tutti e quattro lo stesso sogno. Hanno infatti imparato ad affrontare gli eventi inaspettati con la predisposizione e capire ed il coraggio di combattere. Quando siamo immersi in un sogno, non sempre ce ne accorgiamo; anzi quasi mai. A volte sfuggiamo dalle grinfie di un incubo, se ciò che ci accade offende la nostra logica e la nostra conoscenza. I quattro formidabili marmocchi non hanno però alcun motivo di allarmarsi, sebbene vedersi svolazzare davanti alla faccia delle fatine poco più grandi delle farfalle non sia una cosa che accade tutti i giorni.

domenica 11 maggio 2014

L'ORRORE STRISCIANTE_334° episodio

Fulminatore colpisce con una scarica elettrica, che satura il corpo del portatore del batterio mutato. Se avesse ancora un sistema nervoso, vibrerebbe pervaso dal dolore. Se avesse uno scheletro osseo, le giunture si surriscalderebbero e perderebbero coesione. Se avesse un cervello, scapperebbe a nascondersi in qualche buco profondo, sperando di non essere inseguito. Invece il mostro avanza, perdendo pezzi e schizzi di liquido purulento. Ogni pozza di quella robaccia, per quanto piccola sia, pullula di piccoli tentacoli che cercano qualcosa da mangiare. Ne fanno le spese alcuni insetti che si trovavano a passare da quelle parti. Fulminatore capisce che il rischio è di avere a che fare con una moltitudine di repliche del portatore batterico originale. Sarebbe in grado di farlo esplodere, ma ciò significherebbe aiutarlo a diffondersi nell'ecosistema. Ci vorrebbe la Maga, che con le sue doti psicocinetiche sarebbe in grado di contenere e riaggregare quella vita disordinata in perenne diffusione batterica. Il mutante elettrico di Evolution regola diversamente le sue emissioni. Concentrandosi, separa il calore dall'effetto dirompente. Così facendo, proietta attorno all'orrore semovente una cortina termica, alla quale nessuna forma di vita organica può resistere. Le piccole pozzanghere pulsanti e proliferanti annichiliscono ed implodono; lasciano in tal modo questo stato dell'esistenza che avrebbero voluto colonizzare nel modo peggiore. Fulminatore risente dello sforzo, ma non intende lasciare libero il mostro, che ormai ha abbandonato ogni parvenza di umanità. La polizia allontana i curiosi, rimanendo essa stessa a distanza di sicurezza; le autorità hanno infatti ricevuto ricevuto precise istruzioni in tal senso. L'orrore strisciante adesso ricorda una specie di lumaca, con numerosi globi oculari che spuntano da varie parti del suo corpo immondo. È lento a procedere, ma pare convinto di essere invulnerabile. Libero dal cervello, gli è rimasta solo la fame e l'aggressività più primordiale che si possa immaginare. Una simile forma di vita irriflessiva non ha in sé spazio neppure per la paura. Non ha memoria di ciò che Fulminatore ha appena fatto, vedendolo solo come un mucchio di proteine e di sali minerali. Il mutante auspica che nessun poliziotto apra il fuoco contro l'orrore, giacché otterrebbe risultati nulli o peggiorerebbe la situazione. Una pulsazione comparsa apparentemente dal nulla annuncia l'apertura di un portale spazio-temporale. Fulminatore tira un sospiro di sollievo, ritenendo che il dottor Occulto abbia inviato la Maga in supporto. La forma che emerge dal varco è viceversa un mostro ancora più grande e terribile dell'avversario che il mutante sta affrontando. Il Cavaliere Giallo, conosciuto dagli umani come Pestilenza, è tornato sulla Terra. Fulminatore è in netto svantaggio, eppure si prepara a vendere cara la pelle. Prima di soccombere può infatti proiettare contro i nemici le sue saette più micidiali. Spera che gli umani si allontanino in fretta, perché non è più tempo di chiacchiere e di riprese televisive. Vita e morte si confrontano, ed ogni membro di Evolution ha da tempo scelto in quale campo stare. Pestilenza però non è lì per combattere, ma per condurre con sé quello che diventerà un suo valido araldo della distruzione. Con un solo gesto, il Cavaliere e l'orrore strisciante scompaiono; nella sua mente, Fulminatore ode una risata sovrannaturale e malata che si allontana sempre più. Alcuni secondi dopo, arriva la Maga; il suo ritardo ha evitato uno scontro che avrebbe potuto distruggere la città intera. È purtroppo sicuro che rivedranno quanto prima il portatore dei batteri mutati, che ormai merita il nome di orrore strisciante. Sulla Vae Victis intanto la Guaritrice concentra tutte le sue energie per risanare Lucrezia, che sta ancora lottando contro un'infezione indotta dal mostruoso ricettacolo di malattie appena cooptato da Pestilenza. Su un altro campo di battaglia, Ferox, che da anni vive in simbiosi magica con la detective ferita, percepisce lo stato precario della sua amica, ma non può interrompere l'azione militare che sta conducendo. In questo periodo storico sono tornati di moda i delinquenti comuni travestiti da rivoluzionari. Quelli che Ferox sta cacciando si spacciano altresì per sostenitori della religione dell'unico vero Dio (con la maiuscola). Significa che tutti quelli che non la pensano come loro adorano un dio falso (con la minuscola); di conseguenza possono essere torturati ed uccisi. Una serie di bande di marmaglia imperversa in una zona tra le meno civili del pianeta. Se la prendono con gente poverissima e rassegnata. Evitano peraltro di scontrarsi con le truppe regolari, che il governo di quella nazione di morti di fame invia a casaccio, giusto per fare scena. Una specie di accordo di non belligeranza tra i governanti ben pasciuti ed i predoni che vessano gli inermi ed i disarmati. Una delle bande suddette ha rapito alcune ragazze molto giovani, per venderle o per costringerle a diventare schiave sessuali. Un caso analogo è stato recentemente affrontato e risolto dai J-Six, che si sono divertiti moltissimo ad interpretare i loro attori preferiti. La donna leopardo di Evolution funge viceversa da collegamento e da guida tra gli agenti delle truppe speciali che alcune nazioni occidentali hanno inviato in loco. Per evitare di attribuire il comando della missione a questa o a quella nazione, è stata individuata la mutante felina, sulle cui capacità tutti concordano. Nonostante il loro addestramento, i membri del gruppo di fuoco sono solo umani, e Ferox deve sforzarsi di non lasciarli indietro. Ci sono anche degli esperti cercatori di tracce, ma i sensi della mutante percepiscono ciò che c'è da vedere e sentire prima e meglio di chiunque di loro. Questa missione è per i militari un bagno di umiltà, nel quale tutti i partecipanti auspicano di svolgere al meglio il loro dovere. Sperano altresì che Ferox non ammazzi tutti i criminali da sola, e che ne lasci qualcuno anche per la truppa. L'avvicinamento degli incursori al campo dei terroristi avviene in maniera ordinata e silente. Passano quasi sotto il naso delle sentinelle, che vengono subito dopo brutalmente terminate. Quelli che agonizzano e muoiono con la gola tagliata sono giovani, forse neppure ventenni, che hanno commesso il solo errore di sentirsi dei romantici rivoluzionari. È capitato molte volte nella storia umana che giovani vite siano state stroncate in nome di ideali il più delle volte confusi e fumosi. Occorrono pochi minuti al commando di Ferox per circondare la casa dove i criminali hanno condotto le loro prede. L'irruzione potrebbe essere questione di secondi, ma la donna leopardo, rilevando che le ragazze non sono in immediato rischio di sevizie, ordina di aspettare la notte. Ferox conosce molto bene quella parte del mondo, e sa che il buio cala quasi all'improvviso. Manca poco, e nessuno esce a dare il cambio alle sentinelle defunte. Ad un comando della donna leopardo, i militari indossano i visori notturni, preparandosi allo scontro corpo a corpo. Manca solo un particolare: tagliare la corrente, ma per i guastatori è un gioco da ragazzi. Poi Ferox ed i suoi incursori attaccano. Appena entrati, devono decidere come comportarsi, giacché non è certo che i terroristi siano distinguibili dagli ostaggi. Se così fosse, le armi, i visori, le protezioni e l'addestramento attribuirebbero ai liberatori una vittoria lampo. Nella frazione di secondo successiva, i militari delle truppe speciali multinazionali si trovano viceversa davanti ad uno scenario che temevano. Devono improvvisare; immersi nel buio pressoché completo, gli astuti predoni siedono sul pavimento accanto alle donne rapite. Rapitori e vittime sono incappucciati. I militari come prevedibile non aprono il fuoco, ma i banditi sì. La scelta di Ferox di attendere la notte salva molte vite, giacché i terroristi non riescono a mirare con precisione. Molti colpi di fucile e pistola vengono bloccati dai giubbotti antiproiettile; altri feriscono in maniera non grave i soldati delle teste di cuoio. In questo caos, Ferox si muove con la consueta efficienza micidiale. Non le servono di certo i visori notturni, e neppure le pistole o i coltelli. I felini dispongono di un odorato superiore a quello umano, sebbene probabilmente i canidi in quell'ambito siano insuperabili. Se Ferox dipendesse dal suo naso, non distinguerebbe i rapitori dalle rapite, dato che gli uni si trovano a stretto contatto colle altre. La sensibilità della mutante felina trascende tuttavia questo limite, permettendole di affondare a colpo sicuro i suoi artigli. I lupi e le jene puntano quasi tutto sulla potenza della bocca; i leopardi invece sincronizzano denti ed artigli in un carosello di morte. In pochi secondi, da sola sbaraglia gran parte dei delinquenti; li colpisce senza infierire, sapendo che i suoi assistenti umani sono pronti a proseguire e completare l'azione. Banditi e militari lottano all'arma bianca, ed i primi scoprono di essere surclassati. Le truppe speciali sono infatti abilissime anche nell'uso delle lame tattiche. A proposito di lame, il gruppo d'attacco multinazionale è stato preceduto segretamente dal Ninja Grigio. Ovviamente Ferox lo sa, ma non ha rivelato l'informazione per evitare ogni possibile fuga di notizie. Il guerriero delle ombre combatte a fianco dei militari e della mutante, ma la sua tecnica è tale da sfuggire alla percezione dell'occhio umano. Come concordato con Evolution, il Ninja Grigio si muove con circospezione per evitare la fuga del capo dei terroristi. Il tizio in questione si allontana in silenzio dalla scena della battaglia. I suoi sgherri sono sacrificabili, lui no. Evolution sospetta che queste bande siano organizzate da agenti stranieri, molto più pericolosi della manovalanza che impiegano. Questa volta non gli sarà però consentita una replica, a meno che riesca a sconfiggere il Ninja Grigio, che lo aspetta all'esterno dell'edificio, con la katana nera sguainata. Il guerriero delle ombre potrebbe ucciderlo con estrema facilità, senza essere visto o udito. Invece preferisce il combattimento; ecco perché consente al suo nemico di aprire il fuoco contro di lui. È difficile sostenere che il Ninja Grigio sia solo un essere umano, seppure a conoscenza di tecniche di combattimento senza pari. In lui l'arte marziale estrema coesiste con attitudini presenti in una parte infinitesimale della popolazione umana. In altri termini, il Ninja Grigio è un predestinato, anche perché altrimenti non si spiegherebbe la simbiosi quasi perfetta con la sua spada nera. Ed è proprio la katana ad intercettare in volo le pallottole che viaggiano alla velocità del suono. Il metallo più duro dell'acciaio, presumibilmente titanio, ha la meglio sul piombo rovente. Come si è detto, i capi di queste cellule terroristiche sono agenti stranieri molto ben addestrati. Oltre ad avere una grande capacità di aggregazione e di convincimento, costoro sanno combattere con armi di tutti i tipi. Ecco perché, mentre Ferox e le truppe speciali sbaragliano completamente la teppaglia, il capo dei terroristi impugna una lama dall'aspetto pericoloso, e si lancia all'assalto del Ninja Grigio. Il clangore del metallo contro il metallo richiama all'esterno la donna leopardo, che assiste interessata allo scontro tra i due spadaccini. Il Ninja Grigio si muove meglio, con una scioltezza sovrumana. Il suo avversario mostra però un'irruenza tipica di chi colpisce senza paura di essere colpito a sua volta. Un guerriero senza paura di morire probabilmente mente a se stesso. Il Ninja Grigio sa che nel combattimento con la katana occorre svuotare la mente, affinché non ci assilli con dubbi e riflessioni fuori tempo e fuori luogo. Agire come un rettile o come un felino, non come una scimmia ululante. Questo non è un gioco, e lo scambio successivo è anche l'ultimo. Il capo dei rapitori si illude di avere trovato un varco nella difesa del guerriero delle ombre, che però è un maestro della dissimulazione. Questo comporta che sia la sua spada a mordere in profondità le carni dell'avversario. Ferox grazie ai suoi riflessi felini ha seguito ogni fase dell'azione del suo alleato, e sogghigna. Intanto la spada nera ottiene ciò che cercava, quando ha chiesto al suo portatore di affrontare a singolar tenzone il capo dei criminali. Si nutre della sua energia vitale, apprezzandola appieno, giacché a suo modo era un ardimentoso. Conclusa la sua missione, Ferox viene trasportata a bordo della Vae Victis, dove la Guaritrice opera al massimo delle sue possibilità per risanare la detective Lucrezia. Data la profondità dell'infezione, il dottor Occulto ritiene che solo un ripristino della simbiosi con Ferox possa salvare la vita alla poliziotta. Ferox deve afferrare lo scettro che fu di Uglux, per riaccendere la fiamma incantata e la vita dell'amica. L'azione richiede una concentrazione protratta. La Maga coinvolge le due telepati Valeria ed Elisabetta in quella che promette di essere una lunga veglia.

mercoledì 7 maggio 2014

I BATTERI MUTATI_333° episodio

Il ritrovamento di un cadavere con le braccia legate induce a pensare che l'assassinio sia stato premeditato, o in alternativa che un maniaco abbia esagerato con le sevizie. I poliziotti, chiamati dai residenti della zona, verbalizzano i fatti, ma non si spingono oltre. Nessuno ha visto, né sentito qualcosa che possa tornare utile alle indagini. Casi come questi diventano fascicoli destinati a riempirsi di polvere. Poi però accade che qualcuno rammenti un crimine quasi simile a questo. Una prostituta trovata anni prima, non lontana da lì, con i polsi assicurati ad una sbarra metallica orizzontale. I giornali scrissero di una crocifissione. Quella prostituta non morì, questa sì. La serialità criminale inizia a dare segni di sé, ed i detective della polizia si agitano: odiano i serial killer. Odiano dover frugare negli schedari maltenuti; montagne di cartaccia compilata a mano, con le penne biro. Nessuna computerizzazione, nessuna digitalizzazione, nessun database. Il caso viene affidato alla detective Lucrezia ed alla sua squadra. Valeria ed Elisabetta sono due telepati in incognito, che lavorano a stretto contatto con Lucrezia. La poliziotta grazie ad un legame magico con Ferox condivide alcuni dei poteri della donna leopardo di Evolution. Di solito a Lucrezia sono affidati i casi con risvolti paranormali, ma non oggi. Questa sembra l'opera di un maniaco che sia diventato anche un assassino. Le prostitute sono per definizione una categoria esposta a rischi di vario tipo; a parte quelli di tipo sanitario, i pericoli sono insiti nella difficile tracciabilità della clientela. Una di loro, che subisca violenza o sia rapinata, difficilmente può o vuole rispondere alle domande dei poliziotti. In casi come questi, i poteri di Valeria ed Elisabetta sono molto utili, sebbene non siano paragonabili a quelli della Maga. Spesso Lucrezia ottiene nelle sue indagini un aiuto risolutivo dal super-computer Galadriel, che però in assenza di dati non può elaborare alcunché. Un assassino di prostitute può colpire in una grande quantità di posti, che, per motivi oggettivi, non possono essere tutti presidiati dalla polizia. Inutile quindi organizzare ronde notturne. Occorre rilevare almeno qualche altra traccia lasciata dal pazzo nel corso degli anni. Lucrezia, Elisabetta e Valeria possono lavorare solo sul nastro isolante che è stato usato per crocifiggere le vittime. È infatti singolare che si tratti di un nastro da pacchi, largo ma non particolarmente robusto, con impresso il logo di un ospedale che sorge non lontano dai luoghi dei delitti. La stampa non è stata informata di questo particolare, per cui quando le tre poliziotte chiedono di parlare con un responsabile, vengono accolte bene. Costui cerca di minimizzare la portata della traccia che Lucrezia e le sue amiche stanno seguendo. Dice che chiunque si sarebbe potuto appropriare di rotoli di quel nastro da pacchi; non è così, ma si tratta di certo di parecchie persone nel corso degli anni. Questa è un'indagine in salita, come tutte le indagini, e per il momento bisogna procedere a vista. Come approccio, è consigliabile perlustrare l'ospedale alla ricerca di indizi, piuttosto che girare a vuoto tutta la notte. Chi potrebbe supporre che il maniaco si stia avvicinando ad una preda specifica? Una stradina buia come tante; un luogo adatto ad un agguato, senza via di fuga. Nessuno nei paraggi preposto o disposto ad intervenire, semmai la prostituta gridasse, cercando aiuto. Alcune ore dopo l'alba, un contadino passando da quelle parti trova la ragazza seviziata e crocifissa. L'ambulanza interviene sollecitamente, e gli addetti fanno il possibile per bloccare la perdita di sangue. Il maniaco nel frattempo è tornato a quella che considera la sua base operativa, che si trova nell'ospedale che le tre poliziotte stanno presidiando. Elisabetta percepisce per prima una sensazione, sulla quale si concentra a fondo. Chiede pertanto l'aiuto di Valeria, avendo le due telepati appreso come lavorare in team. Rilevano un'impronta mentale, che è un indizio, ma non potranno usarlo in tribunale. Sanno solo che chi stanno cercando si trova nei paraggi, mescolato tra migliaia di altre persone, operatori ed utenti. Se il maniaco cercasse di uccidere la sua ultima vittima, ricoverata al pronto soccorso, probabilmente lo arresterebbero; lui è pazzo, ma non è scemo, quindi non si fa vedere da quelle parti. Quando ha assalito l'ultima prostituta era mascherato, ed ha agito di notte; difficile che lei possa fornire utili tracce agli inquirenti. Un evento che cambierà radicalmente il suo destino si sta però verificando non troppo lontano dalla sua tana. In un laboratorio, alcuni ricercatori hanno realizzato una scoperta della quale si parlerà a lungo. Sarà difficile fare capire alla gente comune quali conseguenze detta scoperta potrà avere sulle loro esistenze, ma sarà impossibile fare finta di niente. Per motivi chiari a pochi, i ricercatori hanno rielaborato il patrimonio genetico di un batterio. È certamente più facile lavorare su organismi monocellulari che su forme di vita più complesse. Gli studiosi dovrebbero peraltro tener conto che gli agenti patogeni hanno la tendenza a riprodursi a dismisura. Una batterio definito comune ha ora un patrimonio genetico arricchito artificialmente. Non risulta che in Natura alcun organismo terrestre abbia quel DNA. Ciò significa che i ricercatori hanno generato un alieno dal potere incalcolabile, nonostante il loro intento non fosse quello di realizzare un'arma per lo sterminio di massa. Euforici ma stanchi, i biologi chiudono il laboratorio, per concedersi un meritato riposo. In questo frangente, il destino del maniaco seriale gli offre la possibilità di un salto di qualità inimmaginabile. Rintanato nei paraggi, in uno dei tanti locali dei sotterranei dell'ospedale, nota i movimenti degli scienziati. Non ha idea di cosa abbiano combinato in quel laboratorio, ma sospetta che un suo sopralluogo possa dargli la possibilità di mettere le mani su qualcosa di prezioso. Immagina di chiedere un riscatto, ed è incuriosito dalla possibilità di diversificare le sue gesta criminali. Lui, che professionalmente è considerato una piccola rotella pressoché inutile in un ingranaggio molto complesso, sogna un riscatto. Vuole mettere in difficoltà quelli che quotidianamente lo guardano dall'alto in basso. Forza la porta del laboratorio, ed entra. Conosce la scarsa sorveglianza notturna, per cui è certo di potere lavorare con tutta calma. Questa notte non aggredirà alcuna prostituta, ma si ripromette di tornare presto al suo standard operativo. Non è la prima volta che entra in un laboratorio, ma è la prima volta che cerca qualcosa da rubare. Si trattasse di un furto su commissione saprebbe cosa fare. Le sue scarsissime conoscenze scientifiche non lo aiutano, mentre sposta provette ed apre porte di frigoriferi. Dopo mezz'ora, la sua frustrazione raggiunge il massimo, ed il maniaco improvvisatosi ladro scaglia lontano da sé alcuni contenitori, che si spezzano. A questo punto, prima di proseguire con la narrazione degli eventi, dovremmo chiederci come un batterio concepisca il mondo. Non si tratta di una questione di poca importanza, giacché un numero imprecisato di tali organismi unicellulari è appena stato liberato nell'ambiente. Un'ora fa, il batterio era uno solo, ma ha avuto il tempo necessario a moltiplicarsi con successivi sdoppiamenti. Prima che il suo DNA venisse sovvertito, viveva nell'intestino di un umano, assieme a miliardi di suoi simili. Adesso il suo orizzonte si è allargato, e non si accontenta più. Non ha un cervello, ma non gliene serve uno per dichiarare guerra al genere umano. Il batterio mutato è molto più forte dei suoi progenitori; non risente dei gas atmosferici, e sguazza in una pozza di liquido di coltura, che si è formata sul pavimento del laboratorio. Frattanto, il maniaco delle prostitute, e mancato ladro di farmaci, decide di uscire dal laboratorio, prima che la vigilanza per sbaglio passi da quelle parti. Non immagina cosa si annidi in quella piccola pozza che calpesta, ma del resto è talmente stupido che altre tracce che ha lasciato sul luogo del delitto stanno suscitando grande attenzione. Le due poliziotte telepati lo localizzano, dopo avere scandagliato mentalmente quasi tutti i locali del piano interrato dell'ospedale. I batteri mutati hanno già iniziato a diffondersi su una delle scarpe del seviziatore seriale. Il suo momento di gloria come violentatore seriale volge al termine, perché questi incursori unicellulari sono molto più spietati di lui. Quando la detective Lucrezia irrompe nella tana del depravato, nota che il suo stato di salute non è dei migliori, ma è lì per arrestarlo, non certo per fornirgli un supporto medico. I colleghi di Lucrezia, Valeria ed Elisabetta si complimentano per l'arresto di un delinquente che, se non avesse commesso alcuni grossolani errori, sarebbe ancora a piede libero. Il pazzo, ricoverato in ospedale, reparto malattie infettive, è molto preoccupato per la sua salute. I medici, non sapendo di quale patologia si tratti, adottano tutte le misure dettate dai protocolli di massima sicurezza, ma potrebbero non bastare. I batteri mutanti non si limitano ad ammazzarlo; adottano piuttosto una strategia radicale, restituendo così agli umani il favore di avere sovvertito il loro DNA. Il pazzo, il cui nome è comparso solo in piccoli trafiletti giornalistici, suda, trema, strabuzza gli occhi, poi con un urlo terrificante giace come morto. La sua consapevolezza finisce chissà dove, mentre il corpo che non è più suo dismette le pulsioni maniacali che lo portarono al disastro. Non più depravato, non più sessualmente connotato, non più umano; forse addirittura alieno. È ancora un bipede, ma presenta continue estroflessioni di tentacoli e pseudopodi, alcuni dei quali muniti di occhi supplementari. Un orrore che fluisce fino alla porta e sotto la porta, dimostrando di non avere più ossa; non gli servono per tenere assieme una carne che ormai è qualcosa di molto differente. Elisabetta e Valeria, le poliziotte telepati, risentono della trasformazione psichica del delinquente, non avendo disattivato del tutto il contatto mentale che avevano instaurato con lui. Adesso incontrano un riscontro di inimmaginabile diversità da tutto quello che hanno visto e sentito finora. È Lucrezia, detective simbiotica con la donna leopardo di Evolution, a scuoterle fisicamente; il suo istinto felino la pervade di un allarme estremo. Elisabetta e Valeria si riprendono lentamente, e seguono la loro leader che intende sbarrare la strada al mostro. Lucrezia estrae gli artigli, pronta ad affondarli nelle carni purulente di quella specie di zombie verdastro. Un errore, giacché dalle ferite profonde sgorga o addirittura schizza un liquor a dir poco schifoso. Alcune gocce raggiungono la pelle esposta della detective, e subito i batteri mutati si mettono al lavoro. Lo zombie diffusore di infezioni è lento, come se la sua nuova consapevolezza dovesse comprendere l'uso degli arti. Questa piccola debolezza favorisce le tre poliziotte, consentendo ad Elisabetta e Valeria di portare in salvo Lucrezia. Il suo fattore di guarigione, ottenuto grazie alla simbiosi con Ferox, si sforza all'inverosimile per mantenerla in vita. Lucrezia perde conoscenza, perché il suo corpo deve ottimizzare le energie; le sue assistenti la sollevano di peso, per trasportarla all'esterno. Il loro allarme mentale viene raccolto dalla Maga, che si trova a bordo della Vae Victis. L'enorme distanza si azzera passando attraverso il piano astrale. L'uomo bestia di Evolution attiva il dispositivo che utilizza i worm holes per aprire portali in ogni parte del pianeta ed oltre. Elisabetta, Valeria e Lucrezia viaggiano ad una velocità incalcolabile attraverso i tunnel scavati dai vermi cosmici. Emergono un istante dopo nella sala di comando del cacciatorpediniere base d Evolution. Nancy la Guaritrice, proveniente da un lontano passato, ha il potere di contrastare le malattie che affliggono gli umani, ma adesso deve fronteggiare i bacilli mutati da un gruppo di scienziati dissennati. Intanto lo zombie verdastro è uscito dai sotterranei dell'ospedale, senza incontrare ostacoli. Trova ad attenderlo Fulminatore, i cui poteri gli consentono di evitare il contatto fisico, che in questo caso potrebbe essere letale anche per il potente mutante elettrico.

sabato 3 maggio 2014

CAGNOLINI E LUPI_332° episodio

Si dice che il cane sia il miglior amico dell'uomo, ma è tutto da dimostrare che l'uomo sia il miglior amico del cane. È vero che molti trattano il loro cane come se fosse un figlio, o addirittura meglio. Ci sono tuttavia degli uomini molto poco “umani” che sfogano una violenza ingiustificabile su un animale che non ha chiesto di essere adottato. Il cane è un animale sincero, che non nasconde il suo stato d'animo, ma il più delle volte vuole molto bene a quello che considera veramente il suo padrone. Questa è la storia di una cagnolina troppo buona, troppo coccolona, troppo ignara, che per questo rischia di morire. In questa storia c'è anche un cagnolino cibernetico, un ex rifiuto a detta degli umani. Cyberdog è un tutt'uno con l'alieno tecnomeccanico Transformatron, che lo ha ritenuto degno di evolversi oltre gli standard psico-fisici di un cane terrestre. Cyberdog forse assomiglia di più ad un cane del futuro; un navigatore spaziale, un esploratore di altri stati dell'esistenza. Ed in effetti lui assieme agli altri Esploratori dei Sogni si aggira disinvoltamente in quella dimensione incomprensibile che ci attende quando chiudiamo gli occhi. La sua avventura di oggi lo vede però muoversi in quella che chiamiamo realtà. Un cane normale sarebbe poco interessato a ciò che accade nel mondo umano, perché il suo mondo è concreto e limitato. Interessarsi delle cose che accadono oltre oceano consente agli umani di sentirsi depositari di una visione prospettica superiore. Non è vero, giacché gli uccelli migratori e forse anche gli insetti volanti hanno un'idea del mondo molto più chiara della nostra. Il Transformatron ha lavorato sottilmente sul cervello del suo simbionte, rendendolo differente. Sulla base di questa differenza, l'alieno di metallo vivente costruisce una complicità quasi senza pari sulla Terra. Anche Clara, collega di Cyberdog negli Esploratori dei Sogni, vive con un simbionte tecnomeccanico: il Tecnoragno (discendente del Transformatron). Lei può capire cosa prova Cyberdog, e non lo considera certamente “solo un cane”. Il Transformatron riferisce al suo amico biologico di un tale che ha dato fuoco alla sua cagnolina. Perché lo abbia fatto è irrilevante; cosa potrebbe aver combinato un piccolo animale come lei per meritare quel supplizio? Quali scusanti potrebbe scovare il più sordido tra gli avvocati difensori? Sebbene a Cyberdog sia capitato, quando era “il rifiuto”, di prendere calci da molti cretini, nessuno gli diede mai fuoco. La notizia del tentativo di canicidio è diffusa in rete, con le foto della piccola creatura bendata e curata da persone di buona volontà. Ed il mancato assassino che fine ha fatto? I commenti spaziano dall'incitamento ad ammazzarsi, al desiderio di sottoporlo allo stesso trattamento. Qualunque cane avrebbe morsicato a morte quel cretino di umano, se avesse assistito al tentativo di bruciare viva la cagnolina. Cyberdog, che non è un cane normale, sviluppa in sé l'idea della vendetta, e non della semplice ritorsione. Forse l'uomo è ciò che è, nel bene e specialmente nel male, perché ragiona in termini di vendetta. Ora anche Cyberdog capisce questo modo di vedere le cose. L'assassino abita molto lontano da dove si trova il cagnolino cibernetico, e questo suscita nel nostro amico delusione. Anche la delusione è un forte motore per le azioni umane. Forse la massa degli umani non è veramente intelligente, ma solo delusa e vendicativa. Il dottor Occulto però può fare qualcosa per aiutare il suo alleato canino. Chiede pertanto all'uomo bestia Kong di dislocare Cyberdog nei pressi della casa del delinquente, che ha ampiamente meritato la sua vendetta. Il teletrasportatore della Vae Victis non scompone in partenza le persone ed i cani in atomi; non deve quindi ricomporli all'arrivo. La prima cosa sarebbe relativamente più facile della seconda. Il teletrasportatore della Vae Victis sfrutta i worm holes, cioè i buchi che vermi cosmici hanno scavato nello spazio-tempo. Non si sa come siano fatti questi vermi cosmici, né se scavino ancora tra i piani dell'esistenza. Ciò che conta è che, grazie al potere della Navigatrice, che per inciso è la sorella di Fulminatore, sia possibile accedere al worm hole giusto per raggiungere una destinazione certa. Altrimenti entrare nel teletrasportatore servirebbe solo a fare un viaggio che potrebbe condurre ovunque, compreso l'interno di una montagna o le profondità del mare. Cercare di uccidere un animale non è considerato un reato; altrimenti gli umani dovrebbero rinunciare a rimpinzarsi delle carni bovine, ovine, suine e di quasi tutte le altre specie senzienti. La sottigliezza malata degli avvocati e dei magistrati ha distillato in alternativa il reato di maltrattamento. Dare fuoco ad un cane è qualcosa di più che dargli un calcio o una cinghiata; ma vallo a spiegare a certi cretini. Per cui il delinquente in questione si trova a casa sua, in attesa di una farsa di processo. Rischia una multa, ma non di finire in galera. Qualcuno ha provato ad organizzare manifestazioni di sdegno, ma le istituzioni hanno preferito proteggere il criminale, allontanando i cittadini che protestavano. I poliziotti molto spesso devono difendere i delinquenti dalle persone che rispettano le regole. Cyberdog però non è vincolato dalle stupidaggini partorite dalle menti malate dei passacarte azzeccagarbugli. Il Transformatron fornisce al suo simpatico simbionte una copertura altamente tecnologica, che gli consente di passare inosservato sotto gli occhi degli sbirri messi a difesa del fortino del quasi assassino. Qualche gatto di quartiere percepisce la presenza del cagnolino cibernetico, ma i gatti si fanno gli affari loro. Non è escluso che, nella loro acutezza mentale, i piccoli felini capiscano cosa sta accadendo, e si fermano ad osservare e confabulare tra loro. Le sonde di metallo vivente, che sono manifestazioni del Transformatron, forzano la serratura della porta sul retro, che si apre e si chiude come se fosse passato un fantasma. In casa sua, il maledetto pazzo parla al telefono vantandosi di avere quasi ucciso la dolce ed innocente cagnolina. Cyberdog attende che posi il telefono, poi attacca. Se lo volesse uccidere, non avrebbe problemi a farlo, in molti modi diversi e fantasiosi. Ciò che vuole veramente è farlo soffrire; per cui le sonde metalliche gli trasmettono scariche elettriche potenti ma di breve durata, in varie parti del corpo. Un omaccione come lui tenuto in scacco da uno scricciolo di cane; difficile da credersi, ma la vendetta ha un gusto inebriante anche per Cyberdog. Ferito ed umiliato, il quasi assassino non crede ai suoi occhi. Quella piccola creatura lo ha ridotto ad uno straccio, ed adesso pare irriderlo. Il pazzo gli scaglia contro tutto ciò su cui può metter mano, ma Cyberdog schiva facilmente e così facendo lo prende in giro, per proseguire nella realizzazione del piano. Forse il poliziotto di guardia lo sente urlare, però sa di avere a che fare con un fuori di testa, e auspica che si faccia del male da solo. Il tizio invece spalanca la porta e sale in auto; mette in moto e scappa da quella piccola furia canina. Preferirebbe che nessuno lo scoprisse, ma è il terrore a guidare le sue azioni. Non ammette neppure con se stesso di essere un vigliacco; neppure adesso che spinge ulteriormente sull'acceleratore. Le molte ferite gli ricordano che il suo piccolo nemico poteva ucciderlo facilmente, ma di tornare ad affrontarlo non se ne parla proprio. Si ubriacherà da qualche parte; si stordirà fino a perdere la memoria, poi domani farà la pelle al primo cane che gli capiterà a tiro. Cyberdog non lo insegue, perché è intento a conferire con il nuovo arrivato. Dal portale dei worm holes è infatti uscito il Lupo Nero, che è molto interessato a quello che gli viene riferito. La preda passa a lui, che ora deve raggiungere un'auto che corre velocissima nella notte. Dopo un centinaio di chilometri, al teppista finalmente smettono di tremare le gambe, e si ferma. Dubita che il perfido cagnolino sia riuscito a stargli dietro, ma si guarda lo stesso attorno, temendo di vederlo sbucare dalle tenebre per finire quel che ha iniziato. Se non ci fossero certi squallidi localacci aperti tutta la notte, dove potrebbero rifugiarsi i rubagalline, gli stupratori, i borseggiatori ed i teppisti da stadio? Quella è gente che non lavora per vivere; quindi al mattino non si alza presto per espletare i suoi doveri sociali. La notte la trascorrono bevendo e vomitando; ogni tanto qualche rissa, ma non abbastanza da richiamare gli stanchi tutori dell'ordine. L'incendiatore di cagnoline innocenti si mescola così nella bolgia della feccia umana. All'esterno del sordido locale, tra le ombre si materializza una creatura il cui manto è più nero della notte stessa. I suoi occhi emettono un lucore, come di braci, ed i suoi denti sono candidi e terrificanti. Si muove senza produrre rumore percepibile da orecchio umano, ma gli insetti smettono di cantare e di comunicare tra loro. Gli uccelli notturni scrutano il Lupo Nero, pronti a decollare se il bestione dovesse accennare ad un attacco. I gatti, randagi e non, si mantengono a distanza di sicurezza. Loro conoscono i cani ed anche i lupi, ma quello è un animale fuori serie. Braxcat compare all'improvviso, sorprendendo i suoi quasi simili quadrupedi felini, che lo scrutano con attenzione. Agli occhi degli umani il gattino demone appare una comune bestiolina, ma i sensi umani non sono famosi per la loro acutezza. Braxcat questa notte è in vena di confidenze, e racconta a gattini e gattoni che quello è il Lupo Nero. Si tratta di una creatura quasi soprannaturale, giunta qui per vendicare una cagnolina ferita gravemente da un pessimo umano. I gatti non si stupiscono di ciò che sentono riferire, giacché conoscono molto bene i modi infidi dei grossi e puzzolenti bipedi. Lupo Nero ha raggiunto una finestra, dalla quale guarda all'interno della bettola. Il suo colore ed anche l'incantesimo che reca su di sé lo rendono invisibile dall'interno. Avrebbe la tentazione di sfondare la parete, entrare e staccare a morsi braccia e gambe alla rinfusa, ma il dottor Occulto gli ha chiesto di non farlo. Il capo di Evolution sembra sapere sempre cosa uno abbia intenzione di combinare, prima ancora che il pensiero si sia noto all'interessato. Visto che il dottor Occulto non ha compreso l'auto del teppista tra le cose da non disfare, il Lupo Nero si sente libero di squarciarle i copertoni a morsi. Il gusto della gomma è poco appetitoso; ora Lupo Nero dovrà necessariamente assaggiare qualcosa di diverso. Tocca al gattino demone stanare il topo di fogna. Braxcat si manifesta all'improvviso nella bettola, camminando sulle pareti e sul soffitto; le sue unghie gli consentono questo ed altro. Gli ubriaconi presenti reagiscono in vario modo. Ci sono quelli abituati alle allucinazioni, e quelli che non ci sono ancora arrivati. I primi non fanno caso ad un piccolo gatto, essendo abituati ai grossi mostri viola cogli occhi sporgenti. I secondi si allarmano, ripromettendosi che smetteranno di bere; mentono e sanno di mentire. Il teppista bruciacagnette fa parte del secondo gruppo, ma sospetta che quel mostriciattolo sia reale e sia lì per lui. Afferrate alcune bottiglie, gliele scaglia contro; Braxcat azzera i suoi goffi tentativi di danneggiarlo con un saltello, ed esce con disinvoltura felina dal locale. Quando anche il bruto schizza fuori, al suo inseguimento, il Lupo Nero lo aspetta nell'ombra, perché non è ancora giunto il suo momento. Ci si può aspettare da uno come lui che nel bagagliaio dell'auto conservi delle taniche di carburante. Il pensiero di quella feccia umana è di replicare lo show sul fastidioso gattino; del resto l'impunità di fronte alla legge è quasi garantita, per motivi già elencati ed altri ancora. Apre il bagagliaio, estrae la tanica, toglie il tappo, e si prepara a cospargere l'insopportabile micetto, per poi dargli fuoco. Forse da piccolo bruciava le formiche e le lucertole. Oppure è cresciuto senza genitori, o peggio assieme a genitori depravati. In Natura però le scuse non contano, ed ognuno risponde di quel che fa. Lupo Nero si para davanti al folle, che ormai non può più fermarsi. Bruciare una cagnolina è una cosa; provarci con una belva quasi soprannaturale è un'altra. Lupo Nero ringhia, mostrando denti in grado di sgranocchiare femori e colonne vertebrali come fossero croccantini. Il pazzo si è addossato tremante alla sua auto. Il suo cervello è andato del tutto in tilt; non che prima fosse un esemplare degno di rappresentare la presunta superiorità intellettuale della razza umana. La sua reazione non è pensata, bensì istintiva: estrae un accendino, facendo scaturire una piccola fiamma. Poi lo scaglia addosso al Lupo Nero, che rimane immobile come se nulla fosse. È un demone a suo modo, come lo è Braxcat; ed il fuoco di solito contro i demoni serve solo a fortificarli. Al maniaco non resta che scappare da un animale che corre e balza ad una velocità multipla rispetto alla sua. Fugge nel bosco, inciampando, cadendo e rialzandosi. I suoi abiti sono strappati da rovi, rami e rocce; la sua pelle è graffiata e sanguinante, ma non si ferma. Si inoltra nel bosco per sfuggire al Lupo Nero; avesse chiesto consiglio ad un bambino di quattro anni, gli avrebbe detto di cambiare destinazione. Ma il teppista odia i bambini come odia gli animaletti. Gli animali leggermente più grossi, a partire da Cyberdog, lo inducono ad una fuga disordinata. Quando finalmente giunge in una radura illuminata dalla luna, si ferma e si guarda attorno. Capisce di essere finito quando dagli alberi sbuca, come una cometa, Lupo Nero. A lui quel cherosene in fiamme non dà troppo fastidio, ma quando piomba sulla sua vittima è evidente che il fetido personaggio è fatto di ben altra pasta. Urla due volte, con voce acutissima, mentre assaggia la sua stessa medicina; poi finalmente tace.