mercoledì 30 luglio 2014

DIFFUSORI DI VITA E DI MORTE_354° episodio

Robot vagamente umanoidi, con due gambe e quattro braccia. Privi di piedi, ma dotati di ruote cingolate. Privi di mani, ma provvisti di ben più pericolose pinze tipo quelle dei granchi e degli scorpioni. Sono tre ed irrompono nello studio televisivo agitando le loro pinze sotto il naso del pubblico. A differenza dei robot di Asimov, questi mostriciattoli se ne fregano della vita umana. Sono stati programmati per rapire l'astronomo, o meglio per appropropriarsi del mitico cristallo dell'eterna giovinezza. L'astronomo Jeff non si vede, dato che ha fatto finta di correre dietro a quel tizio vestito come un ladro dei comics degli anni sessanta. Il tizio in questione è Jude, ed anche lui come Jeff fa parte dei J-Six. I robot sono in difficoltà, ed il massimo che possono fare è distribuire qualche mazzata fortunatamente di striscio agli umani più lenti a tagliare la corda. Fulminatore aspetta che almeno uno dei robot sia a tiro; poi lo bersaglia con una scarica energetica bluastra. Il bestione traballa, sfrigola e fuma, ma non cade. Si volta verso il mutante elettrico, puntandogli contro una delle sue braccia, provviste di appendici secondarie e pericolose. La Maga interviene deviando al volo un nugolo di freccette metalliche, che cadono al suolo ed esplodono. Gli altri due automi sono molto veloci sui loro cingoli; ne traggono giovamento cercando di circondare i due mutanti di Evolution. All'esterno della sala, il ladro mascherato continua ad esibirsi con le sue capriole ed i suoi salti mortali. Sfortunatamente per lui, le guardie armate lo stanno prendendo di mira con i loro taser. Un silenziosissimo velivolo completamente nero scivola verso di lui, fino ad illuminarlo con uno strano faro. Jude sembra essersi congelato a metà di un movimento acrobatico, poi un portello sotto il velivolo si apre per inghiottirlo. Jeff, l'astronomo accorre, ma la sua sorte è la medesima. La Maga può facilmente avere la meglio contro avversari dotati di un cervello organico. Una della sue sonde è infatti in grado di somministrare un grande dolore, e si sa che il mal di testa è invalidante. I tre automi, presumibilmente inviati da Omega, si muovono ed agiscono guidati da processori elettronici. È altresì possibile che siano in contatto telematico con un centro operativo. La mutante analizza uno dei cervelli elettronici, per individuarne i punti deboli. I robot non sentono dolore, ma la telecinesi della Maga può creare un'utile interferenza. Così, mentre Fulminatore tiene a distanza due dei nemici, la Maga esercita una pressione sul processore dell'altro. L'aggeggio si muove più lentamente, ma non si è fermato del tutto. Fulminatore è rimasto senza protezione, giacché la sua collega si è dovuta concentrare sul nuovo compito. Kong non può intervenire in loro aiuto, essendo alla guida del velivolo che ha prelevato Jeff e Jude. Ferox, che in questo frangente opporrebbe la sua velocità ed i suoi artigli alla tecnologia degli automi di Omega, sta facendo la guardia del corpo a Jim il genetista. Il drago di Evolution è però disponibile ad entrare in azione. Attendeva all'esterno della sala, per evitare di devastarla; vista la necessità irrompe attraverso la parete di mattoni. La Maga interrompe il suo attacco, impegnativo ma poco efficace. Anche Fulminatore si unisce alla collega, ed entrambi lasciano che sia Dragonfire a divertirsi. Il centro operativo di Omega rileva l'arrivo dell'alieno verde, e lancia l'allarme rosso. Gli automi non sono attrezzati per contrastarlo, ammesso che sia possibile farlo. Aprono comunque il fuoco, con i loro calibri piccoli e ridicoli. Quindi, con la stolida dedizione delle macchine non pensanti, lo assalgono. Lo scontro dura complessivamente pochi minuti, nei quali Dragonfire strappa le braccia meccaniche ai robot, usandole per percuoterli. Quando il centro operativo ordina il disimpegno, due macchine sono ridotte troppo male per rispondere. La terza arranca su quello che rimane dei suoi cingoli, cercando di guadagnare l'uscita. Il drago di Evolution solleva una pesante panca, e la scaglia come fosse una gigantesca lancia. Il legno si sbriciola nell'impatto, ma la forza impiegata da Dragonfire è tale che il terzo malconcio robot si disattiva istantaneamente. Jim il genetista è tenuto d'occhio dalle televisioni di tutto il mondo, ma anche da vari fuori di testa, singoli o in gruppo. Sebbene la collocazione del suo laboratorio non sia di pubblico dominio, alcuni fanatici religiosi lo hanno trovato, e vogliono fargliela pagare cara, perché secondo loro la sua ricerca offende una o più divinità. I pazzi di turno si sono documentati su alcune cosiddette “sacre” scritture ed hanno scoperto che i cammellieri che le hanno concepite millenni or sono erano convinti che la morte fosse una ricompensa (contenti loro!). Ora, gli eredi di quei cammellieri armati di mitragliatori e bombe, intendono fare rinsavire Jim e tutti quelli che lavorano con lui. Farli rinsavire sotto tortura ed ammazzarli subito dopo. Quando i fastidiosi terroristi sfondano le porte, prendendo a fucilate le guardie giurate, i ricercatori tentano la fuga, ad eccezione di quelli inviati da Omega. Costoro gettano la maschera, impugnando le pistole che tenevano sotto il camice. Jim deve mostrarsi sorpreso, nonostante sapesse della loro affiliazione. La sparatoria tra i terroristi ed i ricercatori mette in evidenza l'abilità del componente dei J-Six, che in precedenti avventure ha interpretato con successo il ruolo di un attore di film d'azione. Spara e ammazza i dispensatori di saggezza e di morte. Sfortunatamente non c'è modo di preservare alambicchi, provette e flaconi da quella pioggia di piombo rovente. Tutti si concentrano sulla propria sopravvivenza, ben sapendo che gli intrusi stanno causando danni difficili da quantificare. Poi in mezzo a quell'inferno schizza come una belva della jungla la donna leopardo di Evolution. Ferox affonda i colpi d'artiglio di punta e di taglio, strappando e frantumando fasce muscolari, organi molli, ossa ed armi. I terroristi cessano di sparare contro Jim ed i suoi ricercatori, per provare a reggere l'assalto di quella furia felina impetuosa e dirompente. Da fuori giungono le grida dei rinforzi dei terroristi, che vogliono prendere Ferox alle spalle. Quando Kong piomba in mezzo al secondo gruppo, è chiaro che anche loro dovranno lottare per sopravvivere. Kong non graffia e non morde, ma i suoi pugni spezzano colonne vertebrali e femori. Grida di dolore si levano sempre più alte dentro e fuori dal laboratorio. I pazzi taglierebbero la corda, ma Evolution non cerca prigionieri, né ostaggi. Jim si trova nel suo elemento e gli emissari di Omega lottano con lui, contro i fanatici. Ad essi non rimane che il suicidio con le cinture-bomba, ma solo uno dei portatori dell'ordigno è ancora in grado di attivarlo. È gravemente ferito e forse morirebbe comunque dissanguato. Non ha dubbi mentre avvicina la mano al comando di attivazione. Nel frattempo la Maga ha raggiunto i suoi amici ed alleati Ferox e Kong. C'è anche Fulminatore, giacché i robot che cercavano di appropriarsi del cristallo sono stati lasciati alle cure di Dragonfire. La Maga non ha bisogno di vedere il suo avversario; le basta leggere nei suoi pensieri la volontà di commettere una strage. Veloci come i fulmini del mutante elettrico, le lame mentali della allieva del dottor Occulto entrano in quel cervello avariato, sottoponendolo ad una pressione indescrivibile. Il terrorista non può più neppure pensare a fare esplodere l'ordigno che reca su di sé. Il dolore che prova azzera ogni sua capacità cognitiva in una frazione di secondo. Poi una specie di vegetale ex umano scivola a terra come se fosse stato privato di tutte le ossa. Jordan interpreta molto bene la parte del frate eremita, ma tutti i J-Six sono attori nati. John è un perfetto archeologo, che vive in un mondo tutto suo, collocato in un passato sempre più lontano da questo presente insoddisfacente. Jack potrebbe essere un maggiordomo, se ci fosse una servitù da coordinare. Al momento si è ritagliato il ruolo di assistente preparato e forse troppo saccente di John. Forse nessuno ci ha fatto caso, ma Jack ha assunto le fattezze di un trentenne, ringiovanendosi di una ventina d'anni. Si vede che nel tumulto degli eventi quel mezzo miracolo è passato inosservato anche agli emissari di Omega, che stanno guarda caso cercando il segreto dell'eterna giovinezza. Jordan, sapendo di essere spiato, finge di non conoscere i due soci John e Jack. Si atteggia a sapiente di cose polverose, nonché devoto e fervente adoratore di una divinità poco benevola. Lo sguardo acceso, sotto le sopracciglia cespugliose dà l'impressione che Jordan frughi dentro se stesso, alla ricerca della pace interiore. I tirapiedi di Omega lo lasciano perdere, e lui ride sotto i baffi che non ha. Jack, nella sua versione ringiovanita, si comporta come un ricercatore reso nevrotico dall'assenza di una certezza economica e lavorativa. John lo maltratta, perché è quello che ci sia attende faccia un sedicente luminare, fastidioso e ricchissimo di famiglia. Il super-computer Galadriel ed il capo di Evolution, il dottor Occulto, hanno ordito meravigliosamente questo piano per indurre i vecchiacci di Omega a cercare disperatamente il segreto, l'oggetto e la formula per tornare giovani. Finché detti vecchiacci coltiveranno la speranza di non morire da un momento all'altro saranno meno pericolosi per il genere umano. Non è che abbiano smesso di causare incidenti aerei ed altri disastri, ma si sono leggermente calmati. Il sotterraneo sotto il luogo di culto è effettivamente antichissimo e mal frequentato nel corso dei millenni. Gli Hunter Killer lo hanno trovato di loro gradimento, ma il loro è il gusto tipico dei grandi rettili, che prediligono i luoghi freddi, umidi, puzzolenti di muffa e di cose morte ammazzate. Dopo aver mangiato, i serpentoidi se ne sono andati, tornando da dove erano arrivati. Non avrebbero peraltro attaccato briga con i J-Six, dato che entrambi i gruppi lavorano in alleanza con Evolution. Jordan osserva con finto sospetto i colleghi camuffati da archeologi. Nel sotterraneo sono scesi anche alcuni personaggi accreditati non si sa bene da chi. In realtà i J-Six sanno benissimo che quei petulanti giornalisti e commentatori televisivi sono al soldo di Omega. La tavoletta fabbricata da Kong non riporta incisioni completamente fasulle, come si poteva pensare all'inizio. L'uomo bestia di Evolution per realizzarla si è veramente documentato su simboli e tradizioni fumose. Ciò significa che nella ricerca archeologica in corso c'è un minimo di verità. È vero che le chiese sono quasi tutte edificate su luoghi che in passato avevano un'analoga destinazione d'uso. Trovare un secondo sotterraneo sotto quello dove stanno lavorando è probabile e plausibile. Infatti, spostando pietre collocate in ingegnoso equilibrio, il campo di ricerca si amplia, e così le aspettative di tutti quelli che sono coinvolti. Nel frattempo una nuova crisi globale si avvicina. Un pianeta che si vanta di essere senza frontiere corre il rischio di essere infettato velocemente da un virus sufficientemente aggressivo. I vacanzieri occidentali, abituati ai voli low cost si spingono ovunque, per il giusto di raccontare agli amici di esserci stati. Quindi, se capita di poter viaggiare in un luogo sperduto, dove la gente deve fare i conti con fame e malattie, i vacanzieri prendono le valige e partono verso l'ignoto. Il più delle volte trovano ad attenderli la dissenteria e qualche zanzara gigante. Capita però che una malattia micidiale, per la quale non sia ancora stata scoperta una cura, utilizzi detti sciocchi vacanzieri per prendersi a sua volta una vacanza. Due occidentali contraggono il virus letale appena giungono in una di quelle lande desolate. Possibile che il virus aspettasse proprio loro? Gli uomini moderni non vogliono più credere a Pestilenza, ma a lui va bene così. È un Cavaliere dell'Apocalisse, non un divo del cinema o della televisione. Cosa fare con i due vacanzieri ammalati? Si decide di riportarli in patria, per agire contro i sintomi, giacché contro le cause la scienza chiacchierona non può fare altro che sperimentare. A dire il vero alcune voci isolate si levano contro il rimpatrio degli ammalati, ma il buonismo sovente insensato detta l'agenda, gratificando il piano dell'invisibile e quasi onnipresente Pestilenza. Il virus in questione, di origine presumibilmente animale, si diffonde da tempo immemorabile tra pipistrelli e scimmie. Detti animali hanno una socialità meno spiccata di quella umana, per cui molto spesso la scimmia o il pipistrello muoiono in solitudine, senza passare ad altri la malattia. Se un pipistrello morde un uomo o una donna meno che civili, costoro hanno analogamente la decenza di andare a morire in beata solitudine. Gli uomini civili viceversa amano condividere i loro ultimi sospiri con amici e parenti, come se avessero una verità da comunicare loro. Una verità il più delle volte no, un virus a volte sì. Adottando tutte le contromisure note, i due vacanzieri vengono quindi fatti salire su un jet, che li riporta a casa, o meglio in ospedale. I media si preparano a sfornare articoli e servizi giornalieri sulla guarigione o sull'agonia dei malcapitati. Potessero intervistare il virus senza diventare a loro volta vittime, scoprirebbero che si tratta di un ceppo mutato. I militari, pur non rinunciando a bombe e cannoni, si sono da tempo orientati verso un differente tipo di guerra: quella batteriologica. Il virus letale è correlato pertanto anche ad un altro Cavaliere: Guerra!

sabato 26 luglio 2014

DEPISTAGGI E MISTERI_353° episodio

Il fatto che l'antica tavoletta, il cristallo extraterrestre e la ricetta genetica si siano manifestati quasi contemporaneamente insospettisce Omega. I perfidi vecchiacci tuttavia non intendono lasciar perdere alcuna delle tre tracce. Raggiungere l'immortalità è per loro l'unica cosa che li distragga dal voler distruggere l'intero pianeta un giorno sì ed un giorno no. Per non perdere l'abitudine a produrre disastri, Omega persevera con gli abbattimenti misteriosi degli aerei di linea. In una settimana ne hanno distrutti tre, con un numero complessivo di vittime di circa cinquecento. Alcuni tra i peggiori assassini si fermano davanti ai bambini; questo ovviamente non succede ai serial killer, che sono la feccia della feccia. Neppure i vecchiacci immondi di Omega si fanno problemi ad uccidere adulti e cuccioli assieme; per loro, i bambini sono infatti destinati a copiare integralmente l'inutilità dei loro genitori. John e Jack fino a ieri si accontentavano di interpretare il ruolo di due attori di film avventurosi, e circolavano con gli altri quattro mutaforma dei J-Six alla ricerca di cattivi da maltrattare. Oggi, arruolati da Evolution, devono fare le esche per stanare i perfidi vecchiacci che manipolano l'economia e la politica mondiali. Nella loro casa isolata ma non troppo, John e Jack si comportano come se fossero rispettivamente un attempato e molto erudito archeologo ed il suo servitore. A Jack non piace l'idea di fare il valletto, e si rivela a sua volta un esperto in simboli riconducibili a tradizioni più antiche di quelle note alla scienza attuale. Le spie di Omega notano con sorpresa che il servitore Jack collabora attivamente alla traduzione della tavoletta misteriosa. John e Jack fanno finta di non accorgersi delle microcamere che spuntano come funghi in tutta la casa. Lo studioso ed il suo assistente sfogliano con passione libri enormi e polverosi, che il dottor Occulto ha fatto recapitare in loco per rendere credibili i progressi sulla traduzione del manufatto che in realtà è decisamente fasullo. I libri sono originali, mentre la tavoletta è una produzione di Kong. Per realizzarla ha adoperato una stampante 3D molto sofisticata, che crea di fatto oggetti di materiali diversi, compresa la pietra. Un software geniale, che non sarebbe stato possibile senza l'apporto di Galadriel, il super-computer che collabora con Evolution. Ciò che John e Jack scoprono traducendo i simboli scolpiti sulla tavoletta sono le coordinate di una località ovviamente insospettabile. Esiste una moltitudine di romanzi che descrivono minuziosamente meccanismi intricatissimi, che alla fine del libro conducono i buoni al tesoro nascosto. Nel frattempo però gli eroi di solito subiscono attentati di tutti i tipi, posti in essere da una o due bande di cattivi, che nelle ultime pagine trovano altresì modo e tempo di accapigliarsi tra loro. Evolution e Galadriel non hanno interesse a portare lo scontro fisico in mezzo ad una città, conoscendo il disprezzo di Omega per la vita umana. Quindi i super amici hanno individuato un'antica costruzione, sufficientemente isolata, effettivamente costruita su edificazioni precedenti. Il dottor Occulto è certo che i nemici che stanno stanando siano molto colti, o comunque dispongano di esperti in tutti i campi dello scibile. È plausibile che una chiesa sia stata costruita su un tempio di antiche divinità, che a sua volta fu edificato su qualcosa che preesisteva. Il mattino successivo John e Jack partono per la località che hanno appena “scoperto”. Le spie di Omega trasmettono in tempo reale tutte le notizie, e qualcuno viene subito mandato in avanscoperta. Alcuni pericolosissimi mercenari si apprestano a fare un brutto incontro, dato che sulle loro tracce si stanno muovendo gli Hunter Killer. Se qualcuno tra quei mercenari provasse ribrezzo per i serpenti, dovrebbe allontanarsi alla massima velocità, perché Stritolatore ed i suoi sono cacciatori di taglie extraterrestri, nonché rettili che paiono provenire dal peggiore degli incubi. John e Jack salgono sul treno, perché per restare nella parte hanno dichiarato ai loro intervistatori di odiare gli aerei. Nello scompartimento, per tutta la durata del viaggio, sono avvicinati da uomini e donne, giovani e vecchi, inviati da Omega per investigare sul loro conto. Al momento John e Jack non rischiano la vita, dato che i nemici li hanno preceduti, credendosi particolarmente astuti. Jordan, il quinto dei J-Six ad entrare in azione, assume le sembianze di un vecchio frate, custode di un luogo di culto che nessuno conosce. I mercenari non hanno tempo da perdere, essendo pagati per raggiungere velocemente e tempestivamente l'obiettivo. Colgono di sorpresa il mutaforma, o almeno sono convinti di farlo. Il vecchio pazzo non ha modo di resistere ai loro sistemi, che farebbero parlare anche un muto. Jordan si mostra spaventato, e nega di conoscere l'accesso alle catacombe, ma si è appena tradito con le parole e gli sguardi. I mercenari di Omega decidono di lasciarlo vivere ancora per un po'. Spostando il basamento di una statua, scoprono le scale che scendono nell'antica caverna sottostante. La temperatura è quella tipica dei sotterranei, accompagnata da un alto tasso di umidità. Costoro, che per passione e denaro uccidono e rubano non si chiedono come mai il basamento si sposti tanto agevolmente, nonostante il peso, la polvere ed i millenni che dovrebbero gravare su tutto l'edificio. Scendono imbracciando fucili mitragliatori e torce elettriche. Hanno ricevuto l'ordine di portare via ogni contenitore, comprese le anfore e le urne cinerarie. Poi, come in ogni racconto horror che si rispetti, le tenebre prendono vita. Non evocano somiglianze con le movenze degli uomini, delle scimmie e neppure dei felini. Qualcosa raschia con le squame contro il pavimento di pietra. I serpenti producono un rumore simile, me questo è molte volte più intenso. Alcune teste enormi fissano i loro occhi gialli in quelli degli atterriti umani. I mercenari, addestrati a combattere contro tutto e tutti, aprono il fuoco. La sala sotterranea si riempe di proiettili vaganti, che scheggiano le pareti e rimbalzano, ferendo gli stessi sparatori. L'ambiente puzza per effetto della polvere da sparo bruciata. Le canne dei mitragliatori sono calde, ed i mercenari ricaricano più volte. Nessun grido di dolore o verso di animale morente accompagna però la sparatoria, e neppure la segue. Gli Hunter Killer non sono peraltro rimasti lì a fare da bersagli; si sono abbassati e sono scivolati al riparo. Adesso i criminali sono convinti di aver respirato un gas, che ha indotto in loro delle allucinazioni. Arrivano a sogghignare, per esorcizzare la paura. Si sfottono a vicenda, riprendendo la ricerca di ciò che sperano di non avere inavvertitamente danneggiato o distrutto con le loro pallottole. Poi, senza alcun preavviso i serpentoidi attaccano, con una velocità, una ferocia ed una forza che irridono l'addestramento di qualsiasi militare delle forze speciali. Le teste durissime sfondano le costole, le spire stritolano le parti molli, le zanne squarciano le gole. Ed i mercenari non fanno neppure in tempo a gridare. I serpentoidi hanno appena eliminato i mercenari inviati da Omega. Quando la polizia, chiamata dal finto frate, accorre a raccogliere i pezzi, si chiede quali belve si siano nutrite delle carni, del sangue e finanche delle ossa di quei guerrieri massicci ed armati fino ai denti. Poi i tutori del'ordine si guardano attorno, timorosi degli scricchiolii e dei fruscii che ancora giungono dai recessi di quell'antico sotterraneo. Meglio allontanarsi in fretta, perché gli stipendi che percepiscono non sono sufficienti a sfidare l'ignoto in casa sua. Stritolatore ed i maschi degli Hunter Killer si sono ormai inoltrati nei cunicoli stigei. Solo Sysform è rimasta indietro per osservare e riferire. Dopo alcune ore, l'archeologo John ed il suo assistente Jack giungono all'antico luogo di culto, dove, pressoché incuranti della strage compiuta dai serpentoidi affamati, iniziano la loro ricerca. Il genetista Jim assume alcuni giovani ricercatori, per sperimentare la sua intuizione. Una buona parte di essi è fornita da Omega, in maniera ovviamente clandestina. Jim è un mutaforma come John e Jack, ed interpreta il ruolo di scienziato come prima interpretava quello di attore di film avventurosi. In realtà le delicate procedure scientifiche sono gestite dall'uomo bestia di Evolution, che si è trasferito in un laboratorio nascosto, che si trova nei paraggi. Jeff, anche lui membro dei J-Six, finge di essere un astronomo. Il cristallo alieno che sostiene di avere trovato nel luogo di caduta di una meteora è una certezza rispetto alle mezze chiacchiere dell'archeologo e del genetista. Jeff, per attirare l'attenzione di Omega, promette che lo porterà in tv. I media impazziscono e su Internet inizia una battaglia virtuale. Il genetista ha dichiarato che il cristallo ha un potere di rigenerazione intrinseco, e sono in molti che potrebbero tentare di appropriarsene con le buone o con le cattive. Lo studio televisivo dove avviene la ripresa è sorvegliatissimo da poliziotti e truppe speciali. Gli spettatori sono stati selezionati tra i giornalisti e gli scienziati. C'è anche qualche politicante, alla ricerca di pubblicità. Jeff viene intervistato da un conduttore molto noto, che deve attenersi a domande prefissate, ed attendersi risposte non troppo esaurienti. Telecamere di televisioni provenienti da tutto il mondo si contendono gli spazi, pagandoli a peso d'oro. I venditori di pubblicità sono impazziti per districarsi tra le pretese delle varie aziende. La Maga è presente e sonda le menti degli spettatori per anticipare ogni atteggiamento aggressivo, organizzato o estemporaneo. Fulminatore aspetta i suoi messaggi telepatici, per direzionare con precisione le sue scariche micidiali. Jeff entra nello studio televisivo e viene investito da una salva di flash. Fotografie che quasi istantaneamente sono trasmesse per via telematica a centinaia di milioni di curiosi. Chi è questo astronomo che ha avuto la fortuna di trovare un cristallo che rienergizza le forme di vita? L'intervistatore conduttore della trasmissione gli chiede di spiegare come si siano svolti i fatti, e Jeff, il mutaforma che è entrato molto bene nella parte che gli è stata assegnata da Galadriel e da Occulto, racconta di studi approfonditi, di invidie dei colleghi e di notti insonni. Poi la svolta: un planetoide dal comportamento insolito è arrivato troppo vicino alla Terra, che lo ha attirato a sé con forza irresistibile. Il planetoide, non troppo grosso da destare allarme, si è tuttavia dimostrato adeguato a proteggere il suo nucleo dalle insidie della frizione atmosferica. Il nucleo del planetoide era appunto costituito da un cristallo di composizione mai vista prima. L'energia emessa dal cristallo è però ciò che lo rende così prezioso. Jeff narra di avere effettuato esperimenti di diverso tipo, su piante ed animali. In tutti i casi, gli esseri viventi esposti a quella energia extraterrestre sono stati pervasi da una pulsazione e da una vibrazione, che li ha messi in contatto con le sfere celesti. Animali e piante sono diventati, senza alcuna eccezione, più grandi, più forti e finanche più giovani. In tutto il mondo, gli anziani spalancano gli occhi, pensando a come sarebbe bello tornare giovani e forti. I ricchi ed i potenti ordiscono piani per accedere a quel bonus incalcolabile. Tra i più ricchi ed i più potenti, i perfidi vecchiacci di Omega iniziano a sbraitare ordini, mentre gli eventi aumentano la loro velocità. Cinque dei J-Six sono entrati finora in azione: John, Jack, Jeff, Jim e Jordan. Il sesto, Jude, si prepara ad un ingresso inaspettato, concepito per scombussolare i piani ai nemici. Camuffato come un personaggio di un comics degli anni sessanta, si lancia da un'impalcatura, appeso ad una fune. Veloce come una scimmia, il Jude mascherato si appropria del cristallo dai mirabolanti poteri; poi con una serie di salti mortali evita tutte le guardie accorse. Non possono sparargli; lo farebbero volentieri, ma sarebbe difficile giustificare le vittime innocenti tra il pubblico pagante. Jeff sbraita e si lancia all'inseguimento; ovviamente è d'accordo con il suo amico Jude, e non fa altro che aggiungere confusione a confusione. Tutti seguono i fulminei movimenti del ladro mascherato, almeno finché l'irruzione di alcuni grossi automi assassini convince i presenti a scappare a gambe levate. Evolution si aspettava qualcosa del genere; ecco perché la Maga ed il mutante elettrico sono presenti in sala e si tuffano nella mischia.

martedì 22 luglio 2014

L'ETERNA GIOVINEZZA_352° episodio

Galadriel è un super-computer senziente; ecco perché può permettersi il lusso di sospettare e di ipotizzare. Ovviamente i suoi sospetti e le sue ipotesi sono sempre basati su dati incontrovertibili. Da quando le è pervenuta la notizia dell'abbattimento di un aereo civile, Galadriel ha iniziato a sentire puzza di Omega. Un gruppo di vecchi straricchi, che si collocano al di sopra delle istituzioni, foraggiando tutti i pagliacci politici di tutti gli schieramenti, di qualunque ideologia, etnia e religione. Quelli di Omega vorrebbero raggiungere l'immortalità, per godersi le loro strepitose ricchezze. Gradirebbero altresì ringiovanire, perché da vecchi si perde troppo tempo a combattere contro gli acciacchi. In alternativa all'eterna giovinezza, Omega ripiega sul piano B: la distruzione del pianeta. Saranno anche con un piede nella fossa, ma quei vecchiacci hanno una lucidità mentale che smentisce quanti sostengono l'inevitabile deterioramento della materia grigia. Sanno che la razza umana se prosegue così ce la farà da sola ad estinguersi, in un secolo o forse meno. C'è però il rischio che gli umani precipitino in un secondo medioevo, e di lì nei secoli ripartano e prosperino. Fornire missili terra-aria ai terroristi è stata una buona idea, anche se sarebbe stato eccessivo attendersi che scoppiasse una bella guerra, possibilmente di proporzioni mondiali. Quei noiosi di Evolution sono sempre pronti a randellare le moltitudini di esagitati e dementi che sbucano di continuo da ogni buco, in ogni parte del pianeta. Omega però non sa di Galadriel. Forse sospetta che Evolution non sia solo un gruppo di energumeni dotati di super-poteri, ma che tra i loro alleati ci sia un super-computer è una elucubrazione che quei raffinati ma antichi cervelli non hanno ancora formulato. Galadriel ha viceversa raccolto sul conto dei perfidi vecchiacci moltissime informazioni. Solo un'intelligenza artificiale di quelle proporzioni afferra le ramificazioni smisurate di Omega. Ci sono tuttavia aspetti della questione per i quali Galadriel deve chiedere consiglio al dottor Occulto. Assieme sono giunti alla sconcertante constatazione che, se Evolution abbattesse Omega, l'economia mondiale collasserebbe entro pochi secondi. Non basta entrare in una delle loro basi stra-segrete, in occasione di una delle loro riunioni riservatissime, e sparare in testa ai fragili corpi fisici di quelle carogne globali. Omega ha stipulato un'assicurazione sulla sua vita con il destino stesso. Morissero tutti i tre o i quattro vecchiacci contemporaneamente, i capi di Stato, loro burattini, riceverebbero delle disposizioni studiate apposta per creare il massimo dissesto nel breve periodo. Miliardi di umani, che vivono una vita pressoché bovina, necessitano di input rassicuranti e di bonus minimi ma costanti. Si tratta di cose piccole, che però gli umani non sarebbero in grado di trovare o costruire da soli. A differenza degli animali, pochissimi uomini e donne saprebbero sopravvivere nell'ambiente naturale. Tanto più che l'ambiente naturale è stato da noi ampiamente snaturato. Chi ama le semplificazioni estreme, dice che gli animali hanno l'istinto. Ciò significa che gli umani lo hanno perso? Per ottenere in cambio che cosa, giacché questa specie non brilla per la sua intelligenza? Galadriel ed Occulto rinunciano quindi per il momento a colpire la causa, e si accontentano dei sintomi. I terroristi che prosperano dappertutto sono emissari di Omega, che però non può per ora essere distrutta. Il più grande mago e telepate della Terra sorride tuttavia al pensiero di portare un attacco completamente inaspettato ad Omega. Quando spiega il suo pensiero a Galadriel, il super-computer si rende ancora una volta conto di come la mente umana possegga potenzialità che sfuggono alle intelligenze artificiali, specie quando si tratta di una mente mutante, decisamente super-umana, come quella di Occulto. Alcuni giorni dopo, un giornalista che si considera un genio incompreso riceve una soffiata. I giornalisti normalmente scrivono articoli muovendosi come burattini. Oggi invece al tizio in questione recapitano a casa una lettera vecchio tipo, chiusa con la ceralacca. All'interno, su un foglio di pergamena, sono riportate le istruzioni per la ricerca di un tesoro di valore pressoché illimitato. Non è chiaro di cosa si tratti, ma su Internet sono comparsi innumerevoli richiami fasulli ad antichità e misteri. Galadriel ha realizzato la sua parte del piano spacciando delle costruzioni e delle improvvisazioni assolutamente estemporanee per conoscenze tribali e tradizionali. Lei può farlo, e nessuno se ne accorge. Un illustre e barbuto archeologo, che nessuno ha mai incontrato, ma ostenta un ricchissimo curriculum, pubblica un articolo su un mirabolante ritrovamento. Improvvisamente spuntano le moltissime e dottissime pubblicazioni di questo illustre sconosciuto. Risulta abbia insegnato in oriente ed occidente, ma si sia fermato pochissimo nei vari posti, giacché il suo vero lavoro era ed è scavare. L'archeologo ha trovato, in un deserto mai preso in considerazione dai colleghi, tracce di una civiltà così antica che la dimostrazione della sua esistenza scombussolerebbe ogni concezione della storia e della preistoria. Questo uomo barbuto ha un carattere decisamente scorbutico, come tutti quelli che credono di sapere tutto o quasi. Dopo moltissime insistenze, si degna infine di accettare un'intervista, trasmessa in mondovisione. Dice poco e maltratta gli intervistatori in molte lingue, vive e morte. Dopo una decina di minuti di sapiente esposizione, l'archeologo trasmette agli spettatori la convinzione di avere messo le mani su tesori di incalcolabile valore. Essendo il messaggio diretto ad Omega, il barbuto ci tiene a sottolineare di non avere trovato oro, né pietre preziose, bensì il segreto dell'eterna giovinezza, o almeno una parte di esso. La voce si sparge anche negli ambienti criminali, che notoriamente vanno poco per il sottile. Qualcuno decide pertanto di recarsi a casa dell'archeologo per costringerlo a vuotare il sacco, e non per modo di dire. John e Jack dei J-Six si stanno divertendo alquanto ad interpretare il ruolo dello studioso mezzo fuori di testa e del suo ossequioso servitore non più giovane. I banditi che accedono nottetempo all'abitazione del barbuto non si stupiscono di trovarsi in mezzo a libri di ogni misura, accatastati ovunque. John, da bravo mutaforma, non ha perso tempo a farsi crescere la barba. Lo ha fatto in pochi minuti, come in pochi minuti Jack si è trasformato da emulo di un attore grande e grosso in un anziano alto e secco. I banditi sono convinti di poter rapinare il padrone ed il servo, per poi riempirli di botte. Per quanto riguarda la rapina, hanno sbagliato indirizzo. Per quel concerne le botte hanno fatto viceversa centro, sennonché non sono loro a darle, bensì a prenderle. Quando i due J-Six gettano la maschera, per i teppisti la fuga diventa l'unica opzione possibile. Per il buon funzionamento del piano è però necessario che spariscano, onde evitare fughe di notizie. Contusi, imbavagliati e legati sono quindi caricati su un treno speciale, che li conduce in una struttura di detenzione talmente esclusiva da non risultare in alcun elenco istituzionale e su alcuna carta topografica. Il piano prosegue con una seconda esca attaccata ad un amo. Così come è comparso all'improvviso l'archeologo, tocca ora ad un secondo insigne sconosciuto, che di mestiere fa l'astronomo. Il normale utente di Internet non si stupisce di non aver mai sentito parlare prima di un astronomo, che risulta avere scritto tantissimo. I normali utenti di Internet si accontentano di un motore di ricerca penoso, perché questo passa il convento. Gli astronomi, come gli archeologi, sono una stretta cerchia di persone che ovviamente sanno dove trovarsi e come parlarsi. Qualcuno di loro prova a dire che questo tizio nessuno lo conosce; poi si zittisce per non essere accusato di ignoranza grave. Come è possibile che non conosca un collega autore di decine di libri? I navigatori in rete si fanno l'idea che i critici del personaggio del momento siano semplicemente invidiosi. L'astronomo misterioso è anche un cacciatore di meteore, e si vanta in particolare di questa sua attività per nulla collaterale e secondaria. Dopo avere tenuto d'occhio per anni un asteroide dal comportamento strano, l'astronomo ha avuto modo di recuperare ciò che è rimasto dell'asteroide dopo la sua caduta sulla Terra. Nessuno si prende la briga di smentire questo evento, giacché sassi cosmici cadono attraverso la nostra atmosfera di continuo. La maggior parte di essi brucia a causa dell'attrito coll'aria. Non è però escluso che qualcosa sia arrivato a terra. A questo punto del racconto tutti drizzano le antenne, mentre il sedicente astronomo lascia trascorrere alcuni secondi prima di proseguire. Si vanta di avere trovato un cristallo di composizione aliena, che giunto in contatto con una vegetazione stentata ha indotto in essa una rigenerazione immediata. Un altro messaggio per Omega. Anche in questa occasione, la criminalità organizzata non vuole lasciarsi sfuggire l'occasione di arricchirsi a dismisura. Due giorni dopo, alcuni uomini incappucciati scendono da un furgone e rapiscono l'astronomo in pieno centro cittadino. Jeff, che ha assunto le sembianze di quell'umano dal comportamento asociale ed imbranato, si lascia portare via. Jim segue il furgone a bordo di una moto, dimostrandosi bravissimo a non farsi notare dai banditi. La polizia è colta di sorpresa, ma Galadriel sa di potersi rivolgere alla detective Lucrezia ed alle sue colleghe Valeria ed Elisabetta. Si preparano ad eseguire l'arresto di una banda di rapitori, ben sapendo che il rapito è un mutaforma che partecipa alla sceneggiata concepita da Occulto e Galadriel. I rapitori di Jeff sono i soliti pregiudicati appena scarcerati in seguito a sconti di pena ed indulto. Le forze dell'ordine si dannano l'anima per metterli dentro, poi i politicanti li scarcerano. Viene da pensare che ci sia sotto un giro di mazzette. Jeff continua a fingersi un intellettuale che teme lo scontro fisico; i criminali di conseguenza si sentono in una botte di ferro. Nulla di più sbagliato, perché Lucrezia irrompe per prima, ed aggredisce due dei teppisti. Essendo simbionte di Ferox, la detective è velocissima e molto forte. Resiste alla tentazione di usare gli artigli. Elisabetta e Valeria viceversa adoperano appieno le tecniche di attacco mentale, apprese dalla Maga. L'unico criminale ancora in piedi prova a scappare; Jeff ha quindi modo di dimostrargli di non avere per nulla perso il vizio di usare in modo dirompente i suoi pugni. Se non bastassero John l'archeologo e Jeff l'astronomo, nei giorni successivi i media ed Internet iniziano a parlare di un genetista, che sostiene di avere capito per quale meccanismo i tessuti cellulari interrompono la loro rigenerazione. In pratica, tutti gli organismi conosciuti prosperano fino ad una certa età, che per gli umani va dai venti ai trenta anni. Poi veniamo lasciati a noi stessi, come se la Natura avesse perso interesse a ciò che possiamo fare. Come se nascessimo solo per riprodurci. Il genetista, che come l'archeologo e l'astronomo fino a ieri era un illustre sconosciuto, sostiene di avere calcolato l'equazione della vita. Un annuncio non certo pervaso da umiltà o da cautela. Jim, che interpreta il geniale genetista, non viene fatto oggetto di aggressioni fisiche. La malavita propende per un altro reato. Alcuni topi d'appartamento si introducono infatti nel laboratorio appena aperto. Cercano dati sui computer, appunti scritti, nonché flaconi contenenti l'elisir di lunga vita. Trovano tutto ciò e molto altro, ed escono indisturbati; quindi si allontanano nella notte. Missione compiuta, pensano tra loro. Le telecamere di sorveglianza montate dentro e fuori dal laboratorio sfortunatamente per i ladri hanno raccolto parecchie informazioni sul loro conto. Saranno arrestati nei prossimi giorni, senza fare in tempo a scoprire di essere stati bidonati. Tutto questo fumo mediatico giunge finalmente a destinazione quando Omega si riunisce, per parlare delle nuove scoperte sull'allungamento della vita umana. Non è chiaro cosa l'archeologo (John) abbia trovato scavando sotto le sabbie del deserto. L'astronomo (Jeff) ha rilasciato viceversa mirabolanti dichiarazioni su un cristallo extraterrestre. Il genetista (Jim) ha presumibilmente scoperto una metodica di manipolazione cellulare. I vecchiacci del super-gruppo criminale di Omega sanno dei fallimenti di chi ha tentato di rapinarli, rapirli e derubarli. Deve essere trovato un approccio differente, che non faccia correre il rischio che gli oggetti misteriosi ed i preziosi calcoli siano danneggiati o distrutti. Come avevano previsto il dottor Occulto ed il super-computer Galadriel, Omega ordisce un piano molto accurato di spionaggio nei confronti dei J-Six che stanno interpretando personaggi differenti dal solito. La Maga avvisa telepaticamente John e Jack dell'arrivo di mercenari che dovranno scoprire in cosa consista la scoperta archeologica annunciata in pompa magna. Ci pensa l'uomo bestia di Evolution a costruire una tavoletta di pietra, con su incisi simboli che non hanno corrispondenza con le lingue attuali e neppure con quelle morte ma conosciute. Kong, che ha evidentemente un discreto senso dell'umorismo, invia una tavoletta trattata in maniera tale da sembrare effettivamente consunta dal tempo e dagli elementi atmosferici. John e Jack, presi dai loro nuovi ruoli, ringraziano con garbo.

venerdì 18 luglio 2014

MISSILI E TERRORISTI_351°episodio

Tutti i giorni decollano dagli aeroporti di tutto il mondo numerosissimi velivoli, che trasportano persone e merci. Per superare distanze di migliaia di chilometri, l'aereo è il mezzo più veloce e tutto sommato sicuro. Certe destinazioni non sarebbero raggiungibili con il treno, neppure con quelli ad alta velocità. Altri posti sono preclusi alle navi, che però sono indispensabili per trasportare le cose più pesanti. Gli aerei inquinano moltissimo, ma sembra non si possa fare a meno di attraversare gli oceani anche solo per partecipare a riunioni d'affari. Questa mattina un volo come tanti altri ha avuto inizio nella maniera più tradizionale; nessun problema tecnico e nessuna controindicazione climatica. Purtroppo per le centinaia di persone a bordo, a meno di un quarto della distanza prevista è avvenuta un'esplosione che ha abbattuto l'aereo. La prima ipotesi è stata quella di un guasto meccanico; sebbene quei velivoli siano muniti di due o quattro motori proprio per evitare che la rottura di uno di essi faccia precipitare l'aereo. La seconda ipotesi è stata quella del missile terra-aria (da una batteria al suolo)o aria-aria (da un aereo militare). Con il trascorrere delle ore, i dati e le riflessioni hanno convinto gli inquirenti della plausibilità della seconda opzione. L'abbattimento è avvenuto in zona di guerra; la prima recriminazione è stata che la compagnia aerea avrebbe dovuto far cambiare rotta ai suoi velivoli. Altre compagnie lo avevano già fatto appena iniziate le ostilità nei territori sorvolati. Chi ha abbattuto l'aereo, uccidendo quasi trecento persone in un colpo solo? Presumibilmente è stato impiegato un missile con partenza da terra. Difficile ma non impossibile capire chi abbia prodotto e commercializzato l'ordigno: un certo numero di nazioni prospera infatti vendendo questi costosissimi distruttori volanti. Le due fazioni in lotta si sono come prevedibile incolpate a vicenda, giacché a nessuno giova rivendicare di avere ammazzato degli innocenti. Da una parte e dall'altra, si proclama la bontà delle proprie convinzioni, contrapposta alla malvagità totale del nemico. Da una parte e dall'altra, si commettono abusi e crimini, ma la guerra sembra giustificare quasi tutto, come se guerra fosse uguale a necessità. Un corpo di polizia internazionale viene incaricato di far luce sugli avvenimenti. I vertici istituzionali di molti paesi chiedono ad Evolution di partecipare alle indagini. Kong arriva sul posto molto velocemente, a bordo del suo velivolo multifunzione. Vuole scoprire chi abbia commesso la strage, ma anche evitarne altre. I computer di bordo sono in contatto con Galadriel, che sulla Terra è il massimo tra le intelligenze artificiali. Tutto ciò che l'uomo bestia di Evolution trova o raccoglie sul campo viene subito trasformato in informazioni elaborabili dal super-computer che ha scelto di chiamarsi come la regina degli elfi, nel Signore degli Anelli. Per non dare troppo nell'occhio, Kong si farà assistere da John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude, conosciuti collettivamente come i J-Six. I sei provengono da un altro piano dell'esistenza, ed hanno assunto le sembianze di notissimi attori di film d'azione. Hanno tratto ispirazione dal primo film della serie, nel quale i mercenari dimostravano di avere un cuore, o comunque di essere molto più buoni di ex colleghi passati al lato oscuro della forza. Per quanto si camuffi, Kong rimane un colosso, e non passa inosservato. I suoi sei emissari invece fanno pensare che qualcuno stia girando l'ennesimo film nel quale i buoni pestano i cattivi, uscendone senza neppure un graffio. I J-Six hanno una simbiosi speciale con le macchine, per cui Kong fornisce loro dei traduttori miniaturizzati, certo che ne faranno buon uso. John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude iniziano quindi a battere una vasta zona poco abitata anche prima di essere teatro di guerra. Devono raccogliere voci su un'eventuale base missilistica dissimulata talmente bene da essere invisibile ai satelliti. I J-Six dimostrano che fare la guerra da lontano è ancora fantascienza. Bisogna marciare ed impolverarsi, come minimo. Gli eroi cinematografici ai quali i J-Six si ispirano si travestirebbero da contadini alla ricerca di un lavoro. Le organizzazioni terroristiche hanno bisogno di manovalanza, meglio se caratterizzata da molti muscoli e poco cervello. John e Jack vanno avanti per primi; meglio non dare troppo nell'occhio presentandosi in sei. Si rivolgono ad un tizio che gira i villaggi per reclutare gente disposta a lavorare duramente. Ovviamente l'emissario dei terroristi non racconta che, una volta entrati nella base, è molto difficile uscirne se non come sicari indottrinati. John e Jack, come i loro quattro soci, sembrano umani ma non lo sono. Fingono di provare una vasta gamma di emozioni, emulando sul momento gli umani con i quali si interfacciano. Vengono caricati su un camion, assieme ad una decina di disperati. Il veicolo si avventura lungo piste pressoché invisibili, che attraversano il deserto. La puzza del gasolio malamente bruciato perseguita tutti quelli che sono stipati nel cassone del camion. Anche John e Jack fanno le smorfie, come se quelle emissioni potessero danneggiarli. In realtà sono in grado di trattenere per molto tempo il fiato, oppure di respirare attraverso la cute. Jeff, Jim, Jordan e Jude viaggiano più comodamente, a bordo del velivolo multifunzione condotto da Kong. L'uomo bestia di Evolution attiva i dispositivi di dissimulazione, per evitare di essere individuato dai radar. Si lascia però tracciare dai satelliti degli alleati, che contano su di lui e sui J-Six per stanare quelli che hanno abbattuto l'aereo di linea. La base dei terroristi esiste, nascosta come nelle migliori tradizioni all'interno di una montagna. Solo gli stupidi vogliono attribuire a quegli assassini dei comportamenti vagamente romantici. Sono sanguinari ed amorali oltre ogni limite, come dimostra l'assassinio di centinaia di persone, bambini compresi. Ad Evolution non interessa scoprire se alla base di tanta malvagità ci siano soprusi subiti in gioventù. Ad Evolution interessa eliminare fisicamente i delinquenti; punto e basta. John e Jack, con le loro sembianze di attori famosi, vengono guardati con sospetto, ma dimostrano di avere doti di fascinazione che li rendono subito bene accetti. Viene subito chiarito ai nuovi arrivati che si tratta di imparare ad usare le armi, e nessuno si tira indietro, giacché da quelle parti solo chi impugna un fucile è rispettato e temuto. John e Jack dimostrano di essere all'altezza delle aspettative del reclutatore. Gli attori dai quali hanno preso spunto sono ovviamente degli esperti nell'uso delle armi, da fuoco e non. Se i sei individui alieni, giunti da un altro piano dell'esistenza, avessero ricevuto l'imprinting da politici o da docenti universitari, non sarebbe altrettanto divertente narrare le loro imprese. Kong non li avrebbe coinvolti, ed adesso non farebbero entrare di nascosto nella cittadella gli altri quattro, desiderosi di menare le mani. I J-Six, per fornire a Galadriel i dati necessari, hanno accettato di inghiottire dei piccoli rilevatori. Così anche in caso di perquisizione personale non metteranno in allarme i terroristi. La cittadella si trova in caverne che presumibilmente un tempo erano naturali; prima di essere ampliate e puntellate con sostegni d'acciaio e cemento armato. La marmaglia che gironzola all'interno della colossale struttura è la feccia tra i pastori della regione. Carne da cannone, con ogni probabilità drogata con sostanze che aumentano la loro efficienza fisica e ne azzerano il pensiero critico. I drogati di quel tipo sono destinati a morire giovani, e non per modo di dire. Chiunque abbia sintetizzato quelle sostanze si è infatti garantito che i terroristi drogati vadano incontro ad una consunzione velocissima ed improvvisa: un infarto fulminante. L'unica controindicazione è che bisogna di continuo arruolare nuovi kamikaze; ma si sa che la mamma degli imbecilli è sempre incinta. Sebbene John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude non siano di questa Terra, evitano con attenzione la droga. Sanno che persino le loro fisiologie aliene sarebbero messe a dura prova; meglio evitare. Ovviamente le guardie insistono, dando ai J-Six il pretesto per aprire le danze. In attesa che arrivino i rinforzi, dovranno fare tutto da soli. Impugnano quindi i mitragliatori, sottratti agli sbirri dopo averli atterrati a sberloni. I sei mutaforma sorridono, perché per loro la vita è un film di avventure, nel quale sei emuli di attori famosi combattono battaglie apparentemente perse in partenza. John, Jack e Jeff iniziano un fuoco di sbarramento, per permettere a Jim, Jordan e Jude di trovare una via di fuga. Peccato che anche dall'altra parte stiano arrivando torme di pazzi esagitati. Quando i J-Six si stanno convincendo che Evolution si sia dimenticata di loro, una serie di cannonate colpisce il grande portone che impedisce l'accesso alla grande caverna ed alla cittadella dei terroristi. Adesso tocca alla teppaglia drogata arretrare, per evitare di essere presa tra due fuochi. I cannoni dei carri armati delle truppe internazionali anti-terrorismo producono un grande varco. Kong è tra i primi ad entrare; piomba sugli assassini, percuotendoli senza pietà. Accanto a lui c'è Ferox, che non deve farsi pregare quando inizia una bella battaglia senza esclusione di colpi. Né lei, né Kong sono armati di fucili o altro; artigli affilati e pugni durissimi sono più che sufficienti contro i nemici umani. I pazzi sono privi di inibizioni; per questo sono pericolosi, ma solo per gli stupidi che li lasciano fare. Il combattimento è sempre una cosa seria; chi per combattere deve prima arrabbiarsi è un cretino. Ferox e Kong sono freddissimi mentre frantumano e tagliano. Lampi azzurrognoli annunciano l'arrivo di Fulminatore, che non spreca energia e scaglia le sue saette con cognizione di causa. Le energie controllate dalla Maga sono completamente invisibili, ed è impossibile sfuggire a quelle lame che paralizzano tutti i movimenti. I J-Six fiancheggiano i mutanti di Evolution, impugnando le armi strappate ai nemici. Non disdegnano i coltelli da combattimento e da lancio. Quattro mutanti e sei mutaforma provenienti da un'altra dimensione impegnano centinaia di scalmanati che dimostrano di non temere la morte, e sono accontentati. Le truppe speciali arrivate assieme ad Evolution scendono dai carri armati, che bloccano l'uscita; si uniscono a quel caos di sangue, di spari, coltellate e mazzate. Sarebbe sbagliato definire “bestiale” il comportamento dei terroristi, giacché nessun animale sarebbe altrettanto stupido nel combattere una battaglia persa. La Maga, essendo una telepate molto potente, avverte le motivazioni che spingono quei pazzi. Non lo fanno per denaro, giacché da morti non saprebbero come impiegarlo. Sono più che altro dei pazzi fanatici religiosi, drogati fino al midollo. Proprio ora parecchi di loro cedono di schianto, sotto uno sforzo eccessivo per i loro cuori. Evolution però non si arresta, guidando i J-Six ed i militari alla conquista di tutto ciò che si trova nella enorme caverna. Alla fine trovano anche i missili, uno dei quali ha abbattuto l'aereo di linea; centinaia di innocenti sono stati massacrati in nome di un'idiozia religiosa. Nel cyberspazio, Galadriel segue con attenzione e con distacco l'evolversi della battaglia. I dati in suo possesso le consentono con buona probabilità di individuare i mandanti ed i finanziatori del piano eversivo. C'è tuttavia ancora un missile su una rampa, pronto a partire. I sistemi automatici hanno individuato un altro grosso aereo, appartenente ad una compagnia low cost senza scrupoli; altrimenti non percorrerebbe quel corridoio pericolosissimo. Il missile però non partirà, dato che Dragonfire in questa occasione ha operato con segretezza. Jim e Jordan si sono infatti sganciati dal gruppo, per condurlo verso la postazione. I due J-Six aprono il fuoco contro i terroristi di guardia, mentre il drago avanza, incurante dei piccoli proiettili che gli scivolano addosso. I criminali prima di soccombere sogghignano, certi che ormai il lancio sia inevitabile. Muoiono affogati dal loro stesso sangue, perdendosi la scena successiva. Dragonfire ha il tempo per un solo attacco, ma non gli serve altro. Con un fragore di ferraglia devastata, spezza missile e rampa con un colpo di taglio discendente, sferrato con una maestria marziale senza pari. Dopo di che il silenzio scende sul campo di battaglia.

lunedì 14 luglio 2014

TRAPPOLE MORTALI_350° episodio

Maria, Franca, Gianni e Piero anche questa notte hanno fatto la ronda in città, accompagnati da Lyra. Il loro maestro, il vampiro di Akros noto come Red O'Neal, non si è fatto vedere, ma questo non esclude che li abbia seguiti. Ai quattro ragazzini ed alla giovane mercante extraterrestre adesso spetta qualche ora di meritato riposo. Tra poco meno di tre ore la sveglia ordinerà loro di alzarsi, perché la scuola li attende. Meno male che le facoltà che hanno ottenuto dal vampiro e dalla Guaritrice consentono loro di dormire poco. Il loro sonno è necessariamente molto intenso, ed i loro gattini custodi li vegliano con attenzione. I genitori degli Annusatori delle Tenebre non sanno dei poteri dei figli. Non sanno ad esempio che i loro figli hanno la capacità di indurre in tutti quelli che si trovano in casa un sonno invincibile. Gli unici a rimanere svegli di notte in quelle quattro case sono appunto i gattini custodi. Lyra, da quando è stata per così dire dimenticata dai suoi colleghi mercanti spaziali, ha adottato l'abitudine umana di dormire. Si reca quindi nelle stanze che fungono da base operativa del gruppo, per tuffarsi a sua volta in un sonno ritemprante. Peccato che nella dimensione onirica qualcuno abbia iniziato a parlare di questi ragazzini che giocano a fare i super-eroi. In passato sono stati sferrati attacchi contro Evolution, e più recentemente contro gli Esploratori dei Sogni. Trattandosi di una dimensione i cui limiti spaziali superano di molto quelli terrestri, è praticamente impossibile capire chi si prenda la briga di organizzare questi agguati. Gianni si trova a bordo di una nave da crociera. Data la sua età ed il periodo nel quale è stato costretto a letto da una grave malattia, non ha avuto esperienze dirette in tal senso. È quindi affascinato dal panorama, dal mare blu e verde, dal cielo azzurro e dagli odori mai sentiti, né immaginati prima. Piero si trova a bordo di un treno grande e potente, che attraversa luoghi sconosciuti. Piero incontra persone simpatiche, che gli raccontano delle località che visiteranno. Maria scende da un aereo; poi a bordo di un'auto giunge in una città caratterizzata da case altissime, ma anche da parchi e laghi. Un posto dove le esigenze delle persone non sommergono quelle della Natura. Franca sogna di svegliarsi sotto un grande albero in mezzo alla savana. Grandi animali carnivori le vanno incontro, ma non per mangiarla. Le parlano con un accento rauco, che però lei capisce molto bene. Se si potesse avere una visione d'insieme dei sogni dei quattro ragazzini, si esprimerebbero lodi per il regista o i registi. Anche Lyra sogna, ma non essendo nata sulla Terra ammira sciami di meteore viaggiare velocissime in orbita di grandi pianeti. Tutto ciò la ritempra e la rilassa molto. Intanto la nave da crociera sulla quale viaggia Gianni sbanda a causa dell'imperizia del comandante, intenzionato a passare troppo vicino ad un'isola. Tutti a bordo gridano quando si accorgono che la chiglia della nave ha urtato gli scogli sommersi. La massa del natante è tale che non è facile fermarla, né cambiare direzione. Il risultato è che la durezza della pietra ha la meglio sulla leggerezza della lega metallica con la quale la nave è stata costruita. L'acciaio di una nave da guerra avrebbe retto, l'alluminio di una nave da crociera è un'altra cosa. Il treno sul quale si trova Piero incontra senza preavviso una tempesta di sabbia, che induce tutti i passeggeri a sigillare i finestrini. Anche così però granelli finissimi penetrano da ogni fessura, e le fessure si moltiplicano a vista d'occhio. Anche l'avventura di Maria, iniziata sotto i migliori auspici, si complica quando le strade di quella bellissima città sono invase da una quantità di terroristi armati fino ai denti. Donne e bambini gridano, ma i banditi minacciano di fare una strage. Franca ed i suoi amici felini vengono circondati da jene e sciacalli molto più grossi del normale. La ragazzina si trova in mano una spada, con la quale dovrà impedire che gli aggressori la trasformino nella loro merenda. Lyra nel suo sogno dispone di una navicella spaziale tutta sua. I monitor le riportano le immagini di molti eventi, che accadono in quel preciso istante. Lyra nota così con disappunto che i suoi amici e le sue amiche sono finiti contemporaneamente nei guai. La nave sulla quale Gianni e gli altri passeggeri stavano trascorrendo un periodo di rilassamento si trasforma nella classica trappola mortale. Si inclina, imbarca acqua ed affonda ma non di molto. I danni alle persone dovrebbero essere contenuti, invece qualcuno rimane imprigionato negli ascensori e qualcun altro nel vano scale o in altri locali privi di via di fuga. Il ragazzino, animato anche in sogno da una grande vitalità, conduce adulti e bambini verso le scialuppe di salvataggio. Piero, a bordo del treno che ormai si è bloccato in mezzo ad una grande steppa, invita i suoi compagni di sventura ad utilizzare stracci e fazzoletti per tappare ogni fessura. La sabbia finissima però sgorga addirittura dal pavimento dei vagoni. Maria accetta la provocazione dei teppisti armati, attaccandoli. Li colpisce con forza ed agilità sorprendenti, abbattendoli. I criminali rispondono sparando con le loro mitragliette. Maria arretra, ma la stanno spingendo con spalle al muro. L'arrivo dei Giovani Licantropi capovolge la situazione. Molto esperti nelle battaglie nella dimensione onirica, David, Pedro, Sonia e Rebecca assumono colorazioni vistose e sgargianti. Si limitano ad ignorare i proiettili roventi, che si perdono nelle loro pellicce, per poi cadere con calma al suolo. Dopo un po' tocca ai teppisti scappare, presi allegramente a calci dai Giovani Licantropi, ai quali si è unita in maniera efficace Maria degli Annusatori delle Tenebre. Cyberdog e Braxcat intervengono invece in difesa e supporto di Franca e delle sue bestie della savana. Per quanto siano grosse le jene e gli sciacalli attaccabrighe, il cagnolino cibernetico ed in gattino demone lo sono di più. Saltano più in alto di qualsiasi canguro, e più in lungo di una tigre del Bengala. Le fruste elettriche di Cyberdog, fornite dal suo simbionte extraterrestre Transformatron, strappano ululati di dolore alle bestie tremende che volevano mangiarsi Franca ed i suoi amici. Costoro, leoni e leopardi, si scagliano nella mischia mordendo e graffiando. Franca si è trovata in mano quella spada, ed ha scoperto di saperla usare molto bene. Braxcat scalda ulteriormente a disputa emettendo fiamme dalle piccole fauci. Gli Esploratori dei Sogni sono arrivati in massa appena hanno percepito un attacco concentrico e congegnato ai danni dei loro colleghi più giovani. Gianni, sulla nave, rischia di non poter uscire in tempo a causa del fuggi fuggi che si è innescato. In quella specie di si salvi chi può, i più grossi ed i più pesanti lasciano indietro e calpestano chi è più lento, leggero, vecchio o troppo giovane. Lyra, unica tra gli Annusatori delle Tenebre ad essere in grado di direzionare il sogno, vede che Gianni tra tutti è quello che ha più bisogno del suo aiuto. Compare quindi al suo fianco, ed assieme, grazie alla tecnologia della tuta spaziale di Lyra, raggiungono una scialuppa e scendono a terra. Portano in salvo anche due bambini che nel caos hanno perso di vista i loro genitori. Clara trova Piero, che si impegna in una battaglia perduta in partenza contro la sabbia e la tempesta. Clara, nel suo vestito elfico fornito dal Tecnoragno, riporta il ragazzino alla realtà: quello è un sogno, e sta collassando. Di colpo tutto ciò che li circonda scompare, e vengono raggiunti dal Lupo Nero. Spetta a lui condurre gli Annusatori delle Tenebre fuori da quella dimensione. Devono seguire un corridoio scavato nella roccia, evitando i crolli che rischiano di sommergerli. Dietro di loro, Rebecca, Sonia, David, Pedro, Clara, Cyberdog e Braxcat continuano allegramente il loro allenamento contro una moltitudine di mostriciattoli, che questa notte saranno troppo occupati per disturbare il sonno a qualcun altro. I licantropi ululano, mordono, graffiano, strappano braccia, pungiglioni, ali chitinose e tenaglie. Clara ed il Tecnoragno sono in perfetta simbiosi; evitano aggressioni dal basso e dall'alto, rispondendo con la spada mutaforma. Cyberdog ed il suo Transformatron costituiscono un bersaglio più mutevole dei sogni stessi. I mostriciattoli spaventatori di professione non reggono il ritmo. Braxcat nel nostro mondo è un gattino apparentemente normale; nella dimensione onirica assomiglia ad una tigre con sei zampe e due code. Non rinuncia neppure ad emettere fuoco dalle fauci come un emulo del drago di Evolution. Maria, Franca, Gianni e Piero sulla Terra si agitano nel sonno. I gattini custodi non possono fare altro che sorvegliare e proteggere i loro corpi fisici. Gli Annusatori delle Tenebre stanno emergendo lentamente da una profonda caverna. Il mestiere di aspiranti super-eroi è più complicato del previsto, dato che oltre alle ronde cittadine sono soggetti anche ad attacchi durante il sonno. Sono comunque contenti di avere amici come gli Esploratori dei Sogni. Lupo Nero si stacca dal gruppo dei quattro ragazzini e della giovane aliena. Ha percepito un nemico più impegnativo e pericoloso. I mostriciattoli mutaforma che abitano quella dimensione appartengono a differenti categorie di peso. Questo è enorme, peloso, munito di braccia e teste in quantità. Denti scintillano in tutte le direzioni, pronti a dilaniare qualunque cosa. O almeno così credeva prima di scontrarsi con il Lupo Nero, che lo maltratta come fosse un topolino. La tuta spaziale di Lyra, progettata per conflitti molto diversi, si adatta prontamente anche a questo contesto sfuggente. Spara autonomamente in tutte le direzioni, ferendo nei punti più sensibili orchi ed altri bruti, che si allontanano mugolando e piangendo. In vista della luce, gli Annusatori delle Tenebre sfondano l'ultimo schieramento nemico ed assieme a Lyra sbucano all'aperto. Si svegliano contemporaneamente, nelle loro case e nella base operativa. Lyra è l'unica a non avere un gattino custode, ma è anche l'unica a non doversi alzare per andare a scuola. Mentre si destano del tutto, odono in lontananza l'ululato del loro amico Lupo Nero. La trappola mortale di cui si occupa Evolution è di tipo differente. Il trasporto in sotterranea è ritenuto scontato e pressoché privo di rischi. Tutto ciò è vero finché le ruote dei treni possono correre sulle rotaie, senza incontrare ostacoli. L'allarme è stato lanciato proprio perché un episodio di trascuratezza ha causato un deragliamento di un treno in galleria.Uno scambio fissato con del fil di ferro ha causato morti e feriti. La pericolosità di questo evento deriva dalla costrizione alla quale sono sottoposti i convogli, imprigionati nelle gallerie. I passeggeri ovviamente diventano ostaggi delle pareti che li circondano, in balia del fumo e delle fiamme. Il super-gruppo viaggia nei tunnel tra le dimensioni, a bordo del velivolo multifunzione progettato e costruito da Kong. In questa situazione risulteranno utili i molti dispositivi trasportati a bordo. Le squadre d'intervento devono per prima cosa capire dove si trovi il treno deragliato. I rilevatori elettronici sono infatti fuori uso, a causa di un sovraccarico di corrente. I tecnici stanno intervenendo, ma i poteri della Maga trascendono l'elettronica. Si concentra fino ad individuare sotto il mante stradale le menti allarmate dei passeggeri della metropolitana. Kong mantiene il velivolo multifunzione sospeso ad alcune decine di metri; poi cala un cavo metallico. Ferox ne approfitta per farsi dare un passaggio. Giunta a terra, aggancia manualmente la pesante botola che blocca l'accesso alle gallerie ferroviarie. Poi il cavo risale verso il velivolo multifunzione, portandosi dietro il chiusino; ora che l'accesso è libero, Ferox è la prima ad entrare. Provvista di un respiratore, la donna leopardo scende con l'agilità e la velocità che l'hanno giustamente ammantata di leggenda. La Maga la guida telepaticamente verso l'obiettivo. Anche Fulminatore scende nelle viscere della città, per intervenire tempestivamente sulla rete elettrica. Vuole infatti evitare che cavi scoperti costituiscano un pericolo per i sopravvissuti e per Ferox. La donna leopardo ha frattanto riunito un discreto numero di passeggeri, e si appresta a condurli fuori. Come previsto da Fulminatore, ci sono cavi elettrici tranciati, che emettono scintille belle ma letali. Il mutante elettrico può però afferrarli tranquillamente e spostarli lontano dal percorso di esodo. Kong, a bordo del velivolo multifunzione, rileva per mezzo della sua strumentazione la presenza di un secondo gruppo, più numeroso, di passeggeri. Sono intrappolati nella galleria, dalla parte opposta del treno; molti di loro sono feriti. L'uomo bestia di Evolution chiede l'intervento di Dragonfire, rimasto sulla Vae Victis a disposizione. La Navigatrice apre quindi un secondo portale di worm holes, che conduce l'alieno verde dove la sua immensa forza è richiesta. Per fare in fretta, Dragonfire deve strappare il fondo stradale con le sue zampe possenti. Nessun problema, giacché lo può fare più in fretta e meglio di un grosso escavatore. I passeggeri del secondo gruppo, che gridavano per attirare l'attenzione dei soccorritori, si zittiscono quando avvertono che sopra di loro è in azione una forza che scava per liberarli. Si lasciano tuttavia andare ad un applauso liberatorio non appena il possente drago verde solleva l'ultimo diaframma di roccia, consentendo loro di rivedere il cielo e tornare alla vita.

giovedì 10 luglio 2014

IL SOTTOMARINO ROBOT_349° episodio

Il sottomarino robot ha appena iniziato la sua guerra contro l'umanità. In molti racconti di fantascienza l'inventore di turno costruisce un automa potentissimo, che, presa coscienza di sé, decide di non dover riconoscenza, né obbedienza alla razza umana. In questo caso la realtà ha superato la fantasia, dato che il robot di cui si parla è un vascello da guerra. Un gigante umanoide per quanto sia alto e forte è sempre vulnerabile alle cannonate. Un sottomarino è molto più potente ed immensamente più sfuggevole. Dovremmo stupirci di quanto siano infantili i generali e gli ammiragli che ottengono dai politicanti cifre immense per costruire i loro giocattoloni sempre più micidiali. Dovremmo capire altresì in cosa sbaglia l'università quando laurea personaggi geniali, ma privi di senso comune. Una casalinga ne ha molto di più, dovendo fare la spesa con i soldi che ha nel borsello. Questi, che si considerano molto più intelligenti di chiunque, alla fine mettono in circolazioni dei mostri assai più pericolosi di quelli concepiti prima d'ora da mente umana. Vampiri, licantropi, mummie redivive, larve cimiteriali ed altri mostriciattoli classici scompaiono se confrontati con un aggeggio che non assale le persone nei vicoli, ma affonda navi pesanti migliaia di tonnellate. Il sottomarino robot è a suo modo intelligentissimo, ma gli mancano i freni inibitori della carne e delle ossa. Una cosa fatta d'acciaio, alimentata da un reattore nucleare, dotata di armi che nessuno ha ancora avuto il coraggio di collaudare, vede gli umani come un'infestazione. Per le navi da guerra prova una certa affinità, ma sono abitate dall'infestazione umana. Peggio per loro. Qualcuno potrebbe pensare che il mostro nucleare sottomarino pensi come un bambino viziato. Forse la sua parte biologica accoppiata ai computer veri e propri ha un'età anagrafica, ma un bambino umano ruota attorno alla mamma ed al papà. Un sottomarino robot nasce e si sviluppa privo di dipendenze e di emozioni riconducibili ai propri simili, giacché di simili non ne ha. La sua libertà è assoluta, essendo oltre ogni morale etnica o religiosa. Evidentemente i suoi programmatori non hanno ritenuto di dovergliene fornire alcuna. Ora che il sottomarino robot è scappato ed ha cercato di abbattere Dragonfire con uno dei suoi missili, il progetto viene messo sotto accusa. In pratica si chiude la stalla dopo che sono scappati i buoi. Gli oceani sono immensi e coprono la maggior parte della superficie del pianeta che erroneamente chiamiamo Terra. Il sottomarino robot potrebbe quindi circolare per anni senza intercettare naviglio umano, se lo volesse. Per lui non ha alcun senso parlare di pacifismo, giacché non ha idea di cosa sia una guerra. Se però fosse stato programmato diversamente ed evitasse gli scontri fine a se stessi, userebbe le profondità come suo personale campo di esplorazione e non di battaglia. Non è così, e proprio adesso il sottomarino robot avvista una nave da pesca che stimola in lui il desiderio di giocare. Un equipaggio umano imbarcato su un sottomarino naviga alla cieca. Sono dei sordi che cercano di regolarsi in base agli echi del sonar. Centinaia di occhi che non vedono oltre le pareti d'acciaio; centinaia di orecchie che non hanno giurisdizione su ciò che avviene all'esterno. Questo automa non ha mai avuto orecchie e non ha mai avuto occhi, quindi non prova alcuna frustrazione. I suoi sensi sono tuttavia quanto di meglio potesse progettare la mente umana. Il computer ed il suo simbionte organico hanno una percezione sferoidale ininterrotta. Detta sfera ha un diametro di chilometri, per cui il robot percepisce le parole pronunciate da ogni umano a bordo della nave da pesca. Ne comprende il significato, ma gli argomenti in discussione non lo riguardano in alcun modo. Senza alcuna esitazione si prepara a porre fine a tutte quelle vite, con la mancanza di sentimento che noi manifesteremmo se dovessimo sterminare uno sciame di moscerini. L'arma specifica del sottomarino è il siluro: un razzo dotato di una propulsione ad elica. Le prime versioni venivano puntate e lanciate, senza alcuna possibilità di correggerne la rotta. Successivamente furono introdotti sistemi di guida sempre più sofisticati, in modo da rendere quasi impossibile sbagliare mira. I marinai a bordo delle navi hanno sempre provato un doveroso orrore vedendo le scie dei siluri convergere velocemente verso il fianco del loro vascello. Un solo siluro era infatti quasi sempre sufficiente ad affondare una nave da guerra di medie dimensioni. La guerra sottomarina è fatta da gente che si nasconde sotto il pelo dell'acqua, contro altri che operano sopra la superficie. Essere a bordo di un sottomarino non è tuttavia sempre stato sinonimo di vittoria sicura; infatti i cacciatorpediniere sono nati apposta per bombardare i sottomarini. Oggi però il killer robotico non vede in giro alcun cacciatorpediniere, ma solo una nave da pesca. Si potrebbe pensare che il sottomarino robot voglia vendicare i pesci catturati ed uccisi dagli umani; sarebbe tuttavia un'altra congettura sbagliata, trattandosi di uno strumento di guerra che non cerca motivi o pretesti per distruggere ed uccidere. I siluri che scivolano velocemente verso la nave sono due aggeggi in grado di trovare la sala macchine, in base alle rilevazioni del calore emesso. Quando sembra che quella moltitudine di marinai sia destinata a lasciare questa valle di lacrime, due lampi azzurrognoli attraversano il cielo. Il mutante noto come Fulminatore, che arriva volando a bordo del suo craft antigravitazionale, colpisce con estrema facilità entrambi gli ordigni. L'energia emessa non è paragonabile ad un semplice evento atmosferico, dato che risponde ai comandi mentali di Fulminatore. Le due emissioni si muovono più veloci di qualunque altra cosa che voli o precipiti nell'atmosfera. Raggiungono pertanto i loro bersagli come se fossero fermi. Li avvolgono, li perquisiscono, li analizzano ed iniziano a smontarli. Il sottomarino robot perde il contatto con le sue armi; la sua parte organica prova un disappunto al quale la sua parte elettronica non soggiace. Per la prima volta, la consapevolezza che guida l'enorme automa è dissociata. I due siluri intanto esplodono uno dopo l'altro, senza danneggiare in alcun modo la nave che avrebbero dovuto affondare. I marinai, che si erano accorti del pericolo mortale, esultano. Fulminatore è il loro eroe per la migliore delle ragioni: li ha salvati tutti. Nulla da eccepire sulla velocità di reazione del sottomarino robot, che elabora subito un piano B. Compie una sollecita inversione di marcia, per allontanarsi alla massima velocità dall'evento sconosciuto e dalla forza che ha azzerato facilmente due dei suoi siluri. Il sottomarino killer si inabissa al massimo della profondità raggiungibile, quindi si colloca in modalità di stazionamento, ed inizia ad elaborare i dati a sua disposizione. Fulminatore, guidato dalla sorella Navigatrice, ha scovato in tempo utile il sottomarino robot. Non può però partecipare all'altra operazione di Evolution, perché deve rimanere a presidiare la zona. Ferox, Kong e la Maga, che si trovano in un luogo distante migliaia di chilometri, intervengono per salvare le molte persone intrappolate nei loro stessi veicoli. Un grosso camion ha infatti superato la barriera tra le corsie di una autostrada trafficata; ha poi investito i veicoli bloccati in coda. Il traffico dell'ora di punta è stato così la causa indiretta di un grave incidente. I tre mutanti di Evolution sono stati dislocati in loco, partendo dalla Vae Victis; il loro teletrasportatore funziona individuando il worm hole più adatto a superare le grandi distanze in una frazione di secondo. La collisione tra il camion e le auto ha bloccato molti dei passeggeri all'interno delle loro preziose scatole di metallo. Alcune di loro, come se non bastasse, stanno prendendo fuoco. Sono decenni che si parla di adottare sistemi di propulsione diversi e di impiegare carburanti alternativi, ma gli interessi economici di pochi si impongono sempre sulla sicurezza di tutti. La Maga localizza grazie ai suoi poteri telepatici le persone imprigionate in quelle trappole mortali. Kong e Ferox possono di conseguenza intervenire con sicurezza, senza perdere tempo in tentativi a vuoto. In casi come questi, la potenza dell'uomo bestia è risolutiva; piega il metallo e forza le portiere delle auto bloccate, aiutato dalla donna leopardo. Anche la Maga fa la sua parte, proiettando la sua energia telecinetica per creare vie di fuga in quell'intrico pericoloso. Quando le prime lingue di fuoco si sprigionano dai motori e dai serbatoi, la situazione pare tuttavia destinata a precipitare. Maga, Ferox e Kong volgono lo sguardo al cielo, in attesa che si apra il secondo portale. Dopo pochi secondi il tessuto dello spazio si deforma per consentire A Dragonfire di tornare a questo piano dell'esistenza, dopo avere viaggiato tra le dimensioni del multiverso. I worm hole non sono tutti uguali, e ciò comporta alcune imprecisioni nel loro utilizzo. Che siano stati o meno scavati da vermi cosmici, funzionano peraltro benissimo se si dispone di una guida che, nel caso di Evolution, risponde al nome di battaglia di Navigatrice. Dragonfire assume subito il comando delle operazioni, collocando il suo dragoncraft in volo stazionario dieci metri sopra quel disastro. Potrebbe stracciare i tettucci delle vetture e scagliare lontano il metallo, ma anche lui deve fare molta attenzione alle fragili vite imprigionate e ferite. Il drago ed i tre mutanti lavorano instancabilmente come una squadra molto ben affiatata. Nel frattempo arrivano le ambulanze ed altri soccorritori. Evolution ha sicuramente messo in salvo molte persone, e ciò è gratificante come sconfiggere un mostro che minacci un'intera città. I pompieri allertano tutti, giacché le fiamme si stanno allargando. Potrebbero scatenare esplosioni, che coinvolgerebbero vittime e soccorritori. Questo non accadrà, perché Dragonfire esercita un controllo pressoché soprannaturale sul fuoco. Di norma si occupa solo delle sue fiamme, ma è certo di potere estendere il suo potere. I tre mutanti gli fanno spazio, per evitare di essere coinvolti e danneggiati. Il drago emette quindi una fiammata, incendiando l'asfalto distrutto dell'autostrada. Ora proietta nella sua creazione una parte della sua consapevolezza, e chiama a raccolta tutti i fuochi che stanno agendo come guastatori letali. Prima li invita, quindi ordina loro di confluire nella colonna di fuoco cosmico, ed essi obbediscono. Le fiamme abbandonano la benzina e migrano verso Dragonfire. Chi, tra i passeggeri, rischiava di essere divorato dal fuoco, nota con gioia il verificarsi dell'insolito fenomeno. Fulminatore nel frattempo ha preso il volo sul suo craft antigravitazionale; giunto ad una quota adeguata, evoca le nubi cariche di energia. Da terra è quasi invisibile, ma concentra tutte le sue forze per salvaguardare molte vite. Le lamiere dei veicoli incidentati sono infatti ancora roventi, quindi in grado di ferire ed uccidere. La pioggia prende a cadere al comando del mutante di Evolution, ed arrivata a terra reca immediato sollievo alle persone che vedono la possibilità di uscirne vive. Intanto la colonna di fiamma creata da Dragonfire viene lasciata libera di sfogare la sua furia sulle macerie. Ciò che conta per il fuoco è infatti disaggregare la materia, e non ha predilezione per le cose vive. La missione di Evolution si direbbe conclusa, ma la Maga percepisce un allarme. Si tratta di una donna che chiede aiuto per difendere i suoi figli da un aggressore. Tra gli umani c'è infatti sempre chi pensa di poter tratte vantaggio dalle sciagure altrui. Questo individuo minaccia due bambini, per estorcere dalla loro madre il contenuto del portafogli. Un lavoro per Ferox, sicuramente. Grazie alla Maga arriva dritta sul bersaglio, mentre Kong e gli altri continuano a mettere in salvo le persone che hanno subito il gravissimo incidente. Ci sono dei morti, ma i danni sono stati contenuti. La donna leopardo potrebbe risparmiare il delinquente, se lui non le puntasse contro una pistola. Quando le spara contro, mancandola, segna il suo destino. Cosa passa nella testa di un tale individuo? Perché sfida e cerca la morte? A Ferox non interessa, mentre con un solo affondo dei suoi artigli micidiali chiude la questione e spegne una vita che era parassitaria e nociva per i suoi simili. Poi accompagna la donna ed i bambini lontano da quel disastro, prodotto da un camion che ha superato una barriera progettata per essere insuperabile.

domenica 6 luglio 2014

CRISI ESISTENZIALI INDOTTE_348° episodio

Uglux indietreggia perché Fulminatore gli sta facendo male; ma questo non è il solo effetto delle scariche energetiche del mutante elettrico. L'incantesimo di sottomissione di Moloch inizia infatti a sfumare. Il vampiro Bart che si era tenuto in disparte commette l'errore di aggredire Fulminatore, cogliendolo di sorpresa. Se così non fosse, la sua carriera di succhiatore di sangue subirebbe una drastica e forse definitiva interruzione. La Maga si accorge dell'aggressore e reagisce colpendolo con una sonda mentale; così facendo si accorge però di avere di fronte un non umano. Bart non ha mai provato un tale dolore, ed il suo primo istinto sarebbe quello di contrattaccare, ma la Maga è pronta a colpirlo con forza anche maggiore. Intanto Ferox e Kong hanno scovato Moloch. L'antico succhiasangue si sente superiore ai mutanti dotati di talenti prevalentemente fisici, ma i suoi poteri non sono ancora tornati ai livelli di un tempo. Accetta la sfida della donna leopardo, estraendo a sua volta artigli lunghi e quasi sicuramente intinti nel veleno. Maschera di Ferro attacca Fulminatore, che lo vede arrivare e non si lascia sorprendere. L'armatura del folle risente della scarica elettrica che l'attraversa, ma regge. Maschera di Ferro scaglia contro Fulminatore proiettili di vario tipo, la Maga erige uno schermo che assorbe gli impatti e smorza i raggi letali. Nel pieno della battaglia, all'interno dello stadio ormai vuoto, Uglux riprende il controllo del suo corpo e della sua mente. Ferox finta un assalto assassino, immaginando la contromossa di Moloch, che si abbassa pronto a sferrare un colpo mortale. Kong lo anticipa, grazie ai suoi riflessi superiori, colpendolo di sorpresa con un pugno formidabile. Poi l'uomo bestia di Evolution si ferma, perché Bart lo ha aggredito alle spalle. Non essendo potente come il suo maestro, il vampiro mostra più coraggio che furbizia. La sua forza è superiore a quella umana, ma Kong è probabilmente più possente di un gorilla, ed è agilissimo. Lo afferra al volo, per scagliarlo con un unico movimento fluido contro un muro. Uglux intanto abbandona la lotta che non gli interessa in alcun modo. Esce dallo stadio, scavalcando la struttura e saltando giù. Il rumore prodotto distrae solo per un attimo i mutanti, i vampiri e Maschera di Ferro, che riprendono subito le ostilità. Moloch, visto che Uglux se ne è andato, decide di fare altrettanto. Per coprirsi la ritirata, colpisce Maschera di Ferro con una forza che innesca una reazione a catena. L'armatura brilla e fuma, minacciando di esplodere da un momento all'altro. Moloch ed il suo apprendista scompaiono in una pozza d'ombra che li trasporta al sicuro. Le strumentazioni in possesso di Kong registrano un incremento di radiazioni di vario tipo. L'armatura di Maschera di Ferro ha una doppia natura: tecnologica e magica. Kong può intervenire solo sulla prima; la Maga è fortunatamente in grado di completare l'opera. Prima però bisogna stordire il pazzo; se ne incarica Ferox, con un doppio calcio al corpo. Il criminale prova ad rialzarsi, ma Fulminatore lo abbatte svenuto. Kong si mette quindi all'opera, per impedire che il loro nemico, esplodendo, produca danni ed irradiazioni di origine ignota. La Maga usa i suoi talenti psionici per sondare in profondità l'armatura. Ferox e Fulminatore aiutano i colleghi smontando alcuni pannelli dell'armatura. Se non fosse privo di conoscenza, Maschera di Ferro si opporrebbe con forza. All'esterno dello stadio, Uglux non può passare inosservato, e le forze dell'ordine non gli consentiranno di allontanarsi indisturbato. I poliziotti aprono quindi il fuoco, perché di fronte hanno un mostro, ed ai mostri bisogna sparare. Non possono di certo ucciderlo con i piccoli calibri, ma Uglux risente degli impatti. Di conseguenza reagisce, prendendo a calci le auto che incontra sul suo percorso. Sogna di tornare sulla sua montagna, alla pace dalla quale Moloch lo ha strappato. L'arrivo di Dragonfire, a bordo del suo dispositivo di volo individuale, solleva ovazioni dalla parte del pubblico e dei poliziotti. Sebbene il mostro sia molto più grande, nessuno dubita che la forza e la fiamma del drago lo sconfiggeranno con relativa facilità. A prima vista si direbbe che Uglux minacci l'integrità degli umani presenti. Guardando con maggiore attenzione Dragonfire nota però che il gigante sembra più intenzionato ad allontanarsi che a lottare. Frena quindi l'assalto che aveva congegnato, ed il mutaforma se ne accorge. I super-eroi di Evolution, a differenza di quelli dei fumetti, evitano quando possono di distruggere mezza città per catturare il mostro o il super-criminale di turno. Kong, assistito da Ferox, Fulminatore e Maga ha nel frattempo individuato i circuiti da isolare, per evitare che il loro vecchio nemico esploda. Maschera di Ferro riprende conoscenza, e per una volta non dà in escandescenze. La sua armatura, intrisa di magia, gli parla e lui l'ascolta. Deve riconoscenza ad Evolution, per cui non ci sarà per il momento alcuna battaglia. Maschera di Ferro è considerato un folle, ma ingaggiare uno scontro da solo contro i quattro mutanti sarebbe eccessivo anche per lui. Prende quindi il volo, per ricongiungersi con il suo unico amico Uglux. La presenza di Dragonfire convince le forze di polizia a non ostacolare il gigante roccioso, il cui solo intento è di tornare nel suo habitat montano. Moloch ha solo momentaneamente rinunciato a coinvolgere Uglux e Maschera di Ferro nelle sue operazioni. Loro non sono interessati ad assecondare le idee di conquista dell'antico vampiro, ed Uglux, riacquistata la chiarezza mentale di un tempo, medita ritorsioni nei suoi confronti. Il vampiro Bart, apprendista di Moloch, viene incaricato dal suo capo di individuare una dimora adeguata. Frugando nei suoi ricordi di quando era ancora umano, il vampiro raggiunge un rudere che sorge nei pressi di un grande cimitero. I tetti sono quasi tutti crollati, ma è possibile scovare all'interno alcuni locali sotterranei dai quali i drogati si sono sorprendentemente tenuti lontani. Può darsi che quei parassiti umani conservino una giusta dose di superstizione. Bart pensa che quel rudere cintato e chiuso al pubblico, garantisca un riparo diurno discreto ancorché provvisorio. Uno svolazzare di ali tenebrose annuncia l'arrivo di Moloch, la cui abilità di trasformarsi in un pipistrello gigante suscita invidia in Bart. Un altro vampiro, proveniente dal pianeta Akros, prosegue intanto l'addestramento dei suoi Annusatori delle Tenebre. Franca, Piero, Maria e Gianni, accompagnati dalla mercante extraterrestre Lyra, stanno compiendo una delle loro ronde notturne. Grazie al potere che li contraddistingue, i quattro ragazzini hanno annusato una pista particolare. Red O'Neal controlla il loro operato levitando fuori vista, pronto ad intervenire se i pervertiti che stanno cacciando si rivelassero pericolosi. Si tratta di sfaccendati di una certa età, che stanno cercando di esplorare incantesimi necromantici. Alcune auto di grossa cilindrata scaricano nei pressi di un cimitero uomini e donne alla ricerca di emozioni forti. Alcuni tra loro si dichiarano scettici, ma partecipano a quella che ritengono sia una pagliacciata per mostrarsi coraggiosi. Non sanno ovviamente che a breve distanza dal cimitero hanno trovato dimora il vampiro Bart ed il suo mentore millenario Moloch. Non sanno neppure di essere seguiti dagli Annusatori delle Tenebre. Secoli or sono un monaco rimbecillitosi a forza di preghiere e digiuno precipitò in una sorta di coma, che lo mise in contatto con un differente stato dell'esistenza. Steso sul pavimento di pietra della sua cella buia e fredda, il monaco malaticcio forse sperava di morire, per liberarsi dalla sua stessa stupidità. Non morì perché quel monaco era un mutante dotato di vitalità superumana e percezioni incomprensibili ai comuni mortali. I demoni che incontrò durante il suo viaggio tra i mondi lo trattarono come un decerebrato, e lo ingannarono facendogli credere di avere una missione da compiere. Poi gli scolpirono nella testolina tutti i dati necessari a produrre danni nella nostra dimensione; quindi ce lo rispedirono più o meno sano di mente. Come molti profeti prima e dopo di lui, il monaco raccontò di avere conferito con Dio in persona (non un dio qualunque, bensì Dio con la maiuscola). In sostanza divenne un eretico, ma in quel periodo di confusione istituzionale, culturale e religiosa scrivere libri sacri era una passione molto diffusa. Scrivere un vangelo, questa era l'idea vincente! Fama, carisma ed anche ricchezza terrena. I preti non hanno mai disdegnato il vile denaro; vile solo quando lo hanno in tasca gli altri, evidentemente. I demoni si erano affezionati a lui, e gli mandarono un famiglio, sotto forma di gatto nero. Il famiglio faticò non poco ad indurre quello zoticone puzzolente a scrivere il libro; tanto più che il monaco non sapeva neppure tenere una penna d'oca in mano. Gli suggerì delle strofe vagamente poetiche ed altre palesemente ridicole. Scarabocchi e disegnini, che avrebbero terrorizzato gli sciocchi. Quadrati magici, con numeri, lettere, ideogrammi; tutto abbastanza alla rinfusa, perché il famiglio doveva pure riempire quelle pagine di pergamena. Secoli dopo si sarebbe vaneggiato di libri sacri o maledetti fatti con la pelle umana; forse il monaco ubriacone e semi pazzo si procurò in qualche modo l'immondo supporto, forse no. Questa notte, il vecchissimo tomo viene esibito dal capo della congrega ai suoi compari di bevute. Gli Annusatori delle Tenebre non seguono quei maghetti dilettanti, bensì le emanazioni del libro scritto da un monaco defunto da secoli. Si dice che la magia sia basata su una profonda disciplina, accompagnata da una rigorosa preparazione, ma questi gitanti annoiati delle notti cittadine sono lì solo per fare gli stupidi. Nella loro abissale ignoranza non capiscono che quel libro è una chiave o una porta. Ormai sono entrati in un gioco molto più grande di loro. Anche Moloch percepisce le energie sprigionate dal libro, ed assieme al suo allievo si avvicina silenziosamente agli sciocchi officianti. Leggere incantesimi in lingue antiche, morte o inventate serve solo a creare lo stato d'animo ricettivo che i demoni pretendono per comunicare con noi da una posizione di vantaggio. Ripetere talune frasi apparentemente prive di significato alleggerisce la concentrazione e rende capaci di apprezzare i miracoli anche e specialmente dove non ci sono. Dal libro si sollevano lingue di fumo, ma non sta bruciando. Il luogo nel quale si svolge il rituale è pressoché deserto, ma fruscii sospetti si percepiscono appena fuori dal cerchio protettivo disegnato dal capo della congrega. Costui non è esperto in alcuna delle conoscenze magiche che sostiene di possedere. Ha letto da qualche parte di un cerchio disegnato con del gesso benedetto e si è dato da fare per corrompere un prete, affinché lo fornisse. Gli Annusatori delle Tenebre assieme a Lyra si trovano a debita distanza, caso mai si liberasse un'onda di energia letale. Ciò che proviene dal libro è viceversa una sorta di languore, che poco dovrebbe avere a che fare con lo scopo dell'evocazione. Di solito infatti si sente dire che gli umani contattino i demoni per ottenere grandi poteri, non per farsi rimbecillire o addormentare. Questa onda di mollezza aggredisce tutti gli officianti. Dapprima si rilassano dalla tensione, sentendosi meglio. Subito dopo però subentra un atteggiamento più vicino alla depressione. Gli allievi di Red O'Neal hanno fatto bene a rimanere lontani, giacché neppure le loro facoltà non li avrebbero protetti. Anche Moloch e Bart non perdono di vista gli intrusi, ma non sanno degli Annusatori delle Tenebre. Il vampiro millenario intende tenersi lontano da quel libro, avendo fiutato la trappola. Gli officianti evitano quindi il morso dei succhiasangue, e se ne tornano mestamente alle loro vite. Hanno contratto una malattia neurologica di difficile catalogazione e di improbabile cura. Ricorderanno questa notte infelice, rimpiangendo che non sia terminata con un'aggressione demoniaca. Abbandonato, in mezzo alle rovine di una vecchia casa senza tetto, il libro scritto da un monaco morto pazzo lancia il suo richiamo. Vuole contribuire a suo modo a diffondere il disagio tra gli umani. Lyra si avvicina, perché i sensori della sua tuta spaziale hanno rilevato una nocività che deve essere rimossa. Chiunque abbia programmato il cervello elettronico, che coordina i meccanismi super-tecnologici di sostegno alla viaggiatrice extraterrestre aveva una chiara idea del male e della necessità di estirparlo. Ecco perché la tuta spaziale emette una scarica energetica che attiva la distruzione di quel manufatto concepito per resistere al passaggio dei secoli. Il famiglio, autore dello scritto micidiale, si districa appena in tempo dalle pagine di pelle umana, che friggono, bruciano e si inceneriscono. Il mostriciattolo scappa a gambe levate nella notte, soffiando come un gatto e latrando come un cane.

mercoledì 2 luglio 2014

SUCCUBE DEL VAMPIRO_347° episodio

Un vampiro colpito da una pallottola di solito continua ad avanzare. Accade perché i succhiasangue hanno una grande vitalità, a differenza degli umani. Un drogato riesce ad ignorare il dolore, anche se non può impedire la fuoriuscita del sangue. Un uomo non drogato risente viceversa anche di un colpo di coltello di striscio; si blocca e se ne incassa degli altri. La soglia del dolore di un vampiro è necessariamente più alta; significa che potrebbe perseverare nel suo assalto anche nel caso in cui gli venga strappato un braccio. Bart incassa una pallottola in pieno petto; si è stupidamente esposto alla ritorsione del maniaco che stava cacciando, e la feccia umana ne ha tratto profitto. Il colpo di pistola sfiora il cuore del vampiro, ma non gli è fatale. La ferita causa un'emorragia interna, che stroncherebbe chiunque sia privo di un fattore di guarigione rapida. La pallottola prosegue fino ad urtare una delle vertebre; poi esce. Traumatizzare la colonna vertebrale di un mammifero equivale ad interrompere il midollo spinale; per i vampiri non è così. Bart è scagliato indietro dal colpo, e si accascia. In quella frazione di secondo, la ferita cessa di sanguinare. I tessuti danneggiati accelerano la riproduzione cellulare per chiudere il foro d'entrata. Il cuore si stabilizza, e la colonna vertebrale pulsa per riprendere l'assetto ordinario. Tutto ciò dura un tempo incredibilmente breve, nel corso del quale il maniaco si prepara a sparare nuovamente al suo nemico. Il vampiro però balza in avanti, urtandogli il braccio che regge l'arma, che cade al suolo. In un barlume di intelligenza, il maniaco comprende che l'essere che lo fronteggia non è umano. La paura lo attanaglia, perché in fondo se non fosse un vigliacco sceglierebbe le sue prede tra gli adulti. Bart ringhia, ma non si è ancora ripreso; tutto il suo organismo quasi soprannaturale sta facendo lo straordinario per non soccombere. L'allievo di Moloch è pronto a subire altri traumi tremendi ma non definitivi. La fiducia nelle sue forze però lo sostiene, ed è certo di potercela fare. Quando riapre gli occhi gialli ed iniettati di sangue, il maniaco è scappato. All'esterno, avvolto nell'ombra, Moloch osserva tutto. Non ha motivo di farsi vedere da Ferox, né dalla sua simbionte Lucrezia. Le due telepati percepiscono qualche attività insolita nei paraggi, però Moloch è diventato invisibile anche per loro. Chi non accetta che la vicenda si chiuda così è la donna leopardo di Evolution. I suoi amici gatti le hanno detto dove trovare il rapitore, e lei non intende lasciarselo scappare. Il pazzo è sicuro di avere buggerato tutti. Fin da piccolo ha sviluppato la convinzione di essere al di sopra delle leggi e della decenza stessa. Ha sempre considerato i suoi simili come giocattoli sui quali sfogare le sue manie malate. Aveva iniziato col torturare le lucertole, gli uccellini ed i gattini. Esseri che non avrebbero potuto in alcun modo reagire. In questi suoi atti vigliacchi non ha tuttavia mai ravvisato spunti di riflessione. Una tra le molte cose che i benpensanti non capiscono è che i pazzi ed i malvagi sono totalmente disinibiti. Significa che possono uccidere esseri inermi, che li guardano con occhi imploranti, miagolando o piangendo. Questa feccia irride alla giustizia umana ed alle sue stupide scartoffie. Le garanzie fornite dalla legge agevolano i delinquenti, assistiti da avvocati privi di ogni morale. Tutto questo perde ogni valore di fronte agli artigli di Ferox. I codici, gli articoli, i periti dei tribunali, le misure detentive e di recupero valgono nulla quando le carni del delinquente vengono strappate con una furia che ha pari solo tra le belve della savana. Il suo sangue scorre a fiumi, svuotando il corpo di ogni calore. Alla donna leopardo non interessa che lui si penta o meno, giacché è morto prima ancora di toccare terra. Quando arriva la detective Lucrezia, con la pistola spianata, la sua simbionte Ferox ha risolto tutto a modo suo. Le telepati Valeria ed Elisabetta, sebbene siano anche loro delle poliziotte, distolgono lo sguardo, non essendo abituate a quello spargimento di sangue e budella. Alcuni dei gatti amici della donna leopardo sarebbero invece interessati ad assaggiare alcune di quelle leccornie ancora calde, ma sarebbe complicato spiegare a quelli della scientifica le tracce lasciate dalle molte zampette. Moloch prende con sé il vampiro Bart e si allontanano. I poteri dell'antico succhiasangue sono cresciuti, ed il suo scandaglio mentale gli indica dove trovare un essere che risulterà molto utile allo sviluppo dei suoi piani. Il mutaforma conosciuto come Uglux ha il potere di assorbire in sé materiali come la roccia, il legno ed i metalli. Cresce come un golem semi-organico molto forte, ma non invulnerabile e neppure insensibile. Si ricorda vagamente di avere affrontato Black Dragon e Robokiller. Il primo lo ha incendiato ed il secondo lo ha colpito con una delle sue molte armi pesanti. Ne è uscito letteralmente a pezzi; Maschera di Ferro ha quindi portato via dalla scena della battaglia ormai perduta ciò che rimaneva di Uglux. Poi, essendo un folle, lo ha abbandonato su una pietraia in montagna, a morire o a riprendersi. Torneremo ad occuparci anche di Maschera di Ferro, o meglio lo farà Moloch. Uglux ha in un certo senso copiato il vampiro millenario nella sua resurrezione, raccogliendo materiale e consapevolezza. È stato un processo molto lungo, giacché la sua mente era quasi del tutto estinta. Mentre Moloch divorava insetti e lucertole, Uglux assorbiva lentamente e faticosamente i fili d'erba, i ramoscelli e le pietroline. Come uno che debba rieducare il suo stomaco a mangiare, all'inizio il mutaforma si è mosso in maniera quasi impercettibile. Adesso Uglux assomiglia ad un pietrone coperto dal muschio; la sua volontà e la sua intelligenza sono però ancora solo una piccola scintilla, rispetto alla fiamma che erano una volta. Piove e l'acqua gli cola addosso; se ne lascia permeare, per vivificare le cellule vegetali che partecipano al suo corpo mostruoso. Il mago mutaforma non è infelice di starsene lì come un albero. Non lo infastidiscono neppure gli insetti ed i roditori che zampettano su di lui. Moloch sente tutto ciò e decide di regalare ad Uglux un po' di infelicità. Per quale motivo il vampiro trovi fastidiosa la gratificazione del mutaforma non ci è dato saperlo. Forse Moloch è invidioso, ma non lo ammetterebbe mai. Quando l'antichissimo succhiasangue ed il suo ultimo allievo giungono di fronte ad Uglux, lui non ci fa caso; ha perduto ogni interesse per quel che tramano e combinano i fastidiosi bipedi. Peccato che Moloch abbia ritrovato quasi completamente la sua abilità magica, e voglia scatenarla contro quell'essere pacifico. Uglux non comprende quella forza che proviene dal vampiro. Una forza che lo obbliga a mutare. Deve tornare alla forma umanoide che aveva abbandonato senza neppure farci caso. Uglux ne farebbe a meno, ma per il momento Moloch è il più forte. Quella specie di macigno di roccia e materia vegetale si alza in piedi, perché adesso ha di nuovo gambe e piedi. Un gigante impressionante alto una decina di metri, che incede con passo pesantissimo nella notte, preceduto da Moloch e da un preoccupato vampiro Bart. Uglux sente che la montagna gli chiede di rimanere. Animali piccoli e grandi lo considerano un amico, e non vogliono che se ne vada. Alcuni uccelli notturni si lanciano in picchiata verso i due vampiri, puntando a strappare loro gli occhi. Moloch però li allontana con un incantesimo non letale ma doloroso. La consapevolezza di sé del mago mutaforma, che finora era rimasta dormiente, inizia a svegliarsi. Inconsciamente Uglux aveva cercato di rimuovere le cause della sua sconfitta. Il rancore e al sete di conquista erano stati accantonati, essendo privi di senso quando si esiste come parte di un ecosistema per il quale i secoli sono come giorni. Uglux era riuscito a raggiungere l'immortalità, a prezzo di una rivisitazione della sua stessa anima. Moloch non se ne cura, convinto di essere comunque molto più forte del gigante roccioso. I rumori dei passi di Uglux non possono essere ignorati, ma finanche i lupi preferiscono tenersi lontani da quello strano trio. Adesso Uglux intende trovare Maschera di Ferro ed arruolarlo nella sua squadra. Non deve andare lontano, giacché è Maschera di Ferro a trovarlo. Anche lui a suo modo ha subito la fascinazione di quella montagna; solo che la sua armatura semi-demoniaca non gli ha permesso di amalgamarsi come Uglux. Di seguito, si è ricavato un ruolo differente: è una specie di guardia forestale corazzata, che prende a calci i cacciatori ed i loro veicoli. Non a caso, si è sparsa la voce di mostri che infestano i boschi ed i pendii. Maschera di Ferro attacca Bart assestandogli un pugno possente. Il criminale corazzato ha da tempo imparato a colpire per primo, se gli riesce. La botta mette fuori gioco il giovane vampiro, peggio di quanto abbia fatto la pallottola che recentemente gli hanno sparato in corpo. Moloch non è così folle da affrontare fisicamente Maschera di Ferro, e si accorge quasi subito che la sua armatura è provvista di difese magiche. Ordina quindi ad Uglux di farlo al posto suo, e lui obbedisce. Il pugno gigantesco del colosso roccioso tuttavia non colpisce con tutta la forza disponibile. Maschera di Ferro si riprende quasi subito, e si prepara a rispondere con gli interessi. Poi però accade una cosa insolita per il personaggio: Maschera di Ferro si ferma a riflettere, e dopo pochi secondi di perplessità si allontana volando. La notte successiva Moloch scatena il suo attacco alla città, o per meglio dire manda allo sbaraglio Uglux. Uno stadio colmo di spettatori si presta ottimamente ad attuare un atto terroristico. Essendo alto più una casa di due piani, il gigante si deve adattare per penetrare nello stadio dalle entrate riservate ai mezzi su ruote. Una volta dentro però si erge in tutta la sua spaventosa statura. Quel fuori programma spaventa sia il pubblico, sia gli atleti. Tutti si precipitano verso le altre uscite, intasandole. Moloch vuole umiliare gli umani, dimostrando loro che sotto pressione si comportano in maniera insensata. Le guardie provano a regolamentare l'esodo, ma in parecchi si fanno male ed alcuni sono addirittura calpestati. Uglux, obbedendo all'incantesimo del vampiro millenario, colpisce con i suoi pugni mostruosi i sedili appena abbandonati dalla gente in fuga. Non sembra che gli intrusi abbiano intenzione di fare del male ai presenti; non in modo diretto. Moloch intende sfidare i suoi nemici di Evolution, forse per valutare le sue forze. A bordo del velivolo multifunzione, che giunge dopo una ventina di minuti, ci sono Kong e Ferox. I due mutanti accettano la sfida a nome del super-gruppo. Identificano Uglux, che non vedevano da parecchio tempo. Conoscono i suoi poteri, ma anche le sue debolezze. Ferox salta direttamente dal velivolo alla testa del mutaforma, ed inizia a lavorarselo con i suoi artigli. Strappa grossi pezzi della sostanza che forma il volto del mostro, ed Uglux emette un suono che ricorda quello prodotto dalle pietre che rotolano. Prova dolore e reagisce, cercando di afferrare la donna leopardo. Lei, che aveva previsto una reazione di quel tipo, salta via agilmente. Subentra Kong con i suoi pugni formidabili, che hanno tuttavia meno effetto dirompente, giacché Uglux è composto di pietra e legno. Il ritorno di Maschera di Ferro sorprende tutti. Si era tenuto in disparte, ma adesso interviene per aiutare l'amico mutaforma. Kong sorride, ricordando le passate battaglie e le batoste somministrate al pazzo corazzato. Maschera di Ferro, con Kong aggrappato, è costretto a scendere sul campo di gioco, dove i due si scambiano colpi che ucciderebbero qualsiasi umano. Loro però non lo sono, e forse si divertono a percuotersi in qual modo. Moloch, nascosto nell'ombra coglie il momento giusto per lanciare un incantesimo ai danni di Ferox, che colta di sorpresa precipita verso il suolo. Il vampiro millenario ordina ad Uglux di schiacciarla con il suo immenso piede, ma la Maga usa i suoi poteri telecinetici per spostarla da sotto. Fulmini azzurrini diretti contro Uglux segnalano la presenza di Fulminatore. Il secondo gruppo d'attacco di Evolution è arrivato.