venerdì 18 luglio 2014

MISSILI E TERRORISTI_351°episodio

Tutti i giorni decollano dagli aeroporti di tutto il mondo numerosissimi velivoli, che trasportano persone e merci. Per superare distanze di migliaia di chilometri, l'aereo è il mezzo più veloce e tutto sommato sicuro. Certe destinazioni non sarebbero raggiungibili con il treno, neppure con quelli ad alta velocità. Altri posti sono preclusi alle navi, che però sono indispensabili per trasportare le cose più pesanti. Gli aerei inquinano moltissimo, ma sembra non si possa fare a meno di attraversare gli oceani anche solo per partecipare a riunioni d'affari. Questa mattina un volo come tanti altri ha avuto inizio nella maniera più tradizionale; nessun problema tecnico e nessuna controindicazione climatica. Purtroppo per le centinaia di persone a bordo, a meno di un quarto della distanza prevista è avvenuta un'esplosione che ha abbattuto l'aereo. La prima ipotesi è stata quella di un guasto meccanico; sebbene quei velivoli siano muniti di due o quattro motori proprio per evitare che la rottura di uno di essi faccia precipitare l'aereo. La seconda ipotesi è stata quella del missile terra-aria (da una batteria al suolo)o aria-aria (da un aereo militare). Con il trascorrere delle ore, i dati e le riflessioni hanno convinto gli inquirenti della plausibilità della seconda opzione. L'abbattimento è avvenuto in zona di guerra; la prima recriminazione è stata che la compagnia aerea avrebbe dovuto far cambiare rotta ai suoi velivoli. Altre compagnie lo avevano già fatto appena iniziate le ostilità nei territori sorvolati. Chi ha abbattuto l'aereo, uccidendo quasi trecento persone in un colpo solo? Presumibilmente è stato impiegato un missile con partenza da terra. Difficile ma non impossibile capire chi abbia prodotto e commercializzato l'ordigno: un certo numero di nazioni prospera infatti vendendo questi costosissimi distruttori volanti. Le due fazioni in lotta si sono come prevedibile incolpate a vicenda, giacché a nessuno giova rivendicare di avere ammazzato degli innocenti. Da una parte e dall'altra, si proclama la bontà delle proprie convinzioni, contrapposta alla malvagità totale del nemico. Da una parte e dall'altra, si commettono abusi e crimini, ma la guerra sembra giustificare quasi tutto, come se guerra fosse uguale a necessità. Un corpo di polizia internazionale viene incaricato di far luce sugli avvenimenti. I vertici istituzionali di molti paesi chiedono ad Evolution di partecipare alle indagini. Kong arriva sul posto molto velocemente, a bordo del suo velivolo multifunzione. Vuole scoprire chi abbia commesso la strage, ma anche evitarne altre. I computer di bordo sono in contatto con Galadriel, che sulla Terra è il massimo tra le intelligenze artificiali. Tutto ciò che l'uomo bestia di Evolution trova o raccoglie sul campo viene subito trasformato in informazioni elaborabili dal super-computer che ha scelto di chiamarsi come la regina degli elfi, nel Signore degli Anelli. Per non dare troppo nell'occhio, Kong si farà assistere da John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude, conosciuti collettivamente come i J-Six. I sei provengono da un altro piano dell'esistenza, ed hanno assunto le sembianze di notissimi attori di film d'azione. Hanno tratto ispirazione dal primo film della serie, nel quale i mercenari dimostravano di avere un cuore, o comunque di essere molto più buoni di ex colleghi passati al lato oscuro della forza. Per quanto si camuffi, Kong rimane un colosso, e non passa inosservato. I suoi sei emissari invece fanno pensare che qualcuno stia girando l'ennesimo film nel quale i buoni pestano i cattivi, uscendone senza neppure un graffio. I J-Six hanno una simbiosi speciale con le macchine, per cui Kong fornisce loro dei traduttori miniaturizzati, certo che ne faranno buon uso. John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude iniziano quindi a battere una vasta zona poco abitata anche prima di essere teatro di guerra. Devono raccogliere voci su un'eventuale base missilistica dissimulata talmente bene da essere invisibile ai satelliti. I J-Six dimostrano che fare la guerra da lontano è ancora fantascienza. Bisogna marciare ed impolverarsi, come minimo. Gli eroi cinematografici ai quali i J-Six si ispirano si travestirebbero da contadini alla ricerca di un lavoro. Le organizzazioni terroristiche hanno bisogno di manovalanza, meglio se caratterizzata da molti muscoli e poco cervello. John e Jack vanno avanti per primi; meglio non dare troppo nell'occhio presentandosi in sei. Si rivolgono ad un tizio che gira i villaggi per reclutare gente disposta a lavorare duramente. Ovviamente l'emissario dei terroristi non racconta che, una volta entrati nella base, è molto difficile uscirne se non come sicari indottrinati. John e Jack, come i loro quattro soci, sembrano umani ma non lo sono. Fingono di provare una vasta gamma di emozioni, emulando sul momento gli umani con i quali si interfacciano. Vengono caricati su un camion, assieme ad una decina di disperati. Il veicolo si avventura lungo piste pressoché invisibili, che attraversano il deserto. La puzza del gasolio malamente bruciato perseguita tutti quelli che sono stipati nel cassone del camion. Anche John e Jack fanno le smorfie, come se quelle emissioni potessero danneggiarli. In realtà sono in grado di trattenere per molto tempo il fiato, oppure di respirare attraverso la cute. Jeff, Jim, Jordan e Jude viaggiano più comodamente, a bordo del velivolo multifunzione condotto da Kong. L'uomo bestia di Evolution attiva i dispositivi di dissimulazione, per evitare di essere individuato dai radar. Si lascia però tracciare dai satelliti degli alleati, che contano su di lui e sui J-Six per stanare quelli che hanno abbattuto l'aereo di linea. La base dei terroristi esiste, nascosta come nelle migliori tradizioni all'interno di una montagna. Solo gli stupidi vogliono attribuire a quegli assassini dei comportamenti vagamente romantici. Sono sanguinari ed amorali oltre ogni limite, come dimostra l'assassinio di centinaia di persone, bambini compresi. Ad Evolution non interessa scoprire se alla base di tanta malvagità ci siano soprusi subiti in gioventù. Ad Evolution interessa eliminare fisicamente i delinquenti; punto e basta. John e Jack, con le loro sembianze di attori famosi, vengono guardati con sospetto, ma dimostrano di avere doti di fascinazione che li rendono subito bene accetti. Viene subito chiarito ai nuovi arrivati che si tratta di imparare ad usare le armi, e nessuno si tira indietro, giacché da quelle parti solo chi impugna un fucile è rispettato e temuto. John e Jack dimostrano di essere all'altezza delle aspettative del reclutatore. Gli attori dai quali hanno preso spunto sono ovviamente degli esperti nell'uso delle armi, da fuoco e non. Se i sei individui alieni, giunti da un altro piano dell'esistenza, avessero ricevuto l'imprinting da politici o da docenti universitari, non sarebbe altrettanto divertente narrare le loro imprese. Kong non li avrebbe coinvolti, ed adesso non farebbero entrare di nascosto nella cittadella gli altri quattro, desiderosi di menare le mani. I J-Six, per fornire a Galadriel i dati necessari, hanno accettato di inghiottire dei piccoli rilevatori. Così anche in caso di perquisizione personale non metteranno in allarme i terroristi. La cittadella si trova in caverne che presumibilmente un tempo erano naturali; prima di essere ampliate e puntellate con sostegni d'acciaio e cemento armato. La marmaglia che gironzola all'interno della colossale struttura è la feccia tra i pastori della regione. Carne da cannone, con ogni probabilità drogata con sostanze che aumentano la loro efficienza fisica e ne azzerano il pensiero critico. I drogati di quel tipo sono destinati a morire giovani, e non per modo di dire. Chiunque abbia sintetizzato quelle sostanze si è infatti garantito che i terroristi drogati vadano incontro ad una consunzione velocissima ed improvvisa: un infarto fulminante. L'unica controindicazione è che bisogna di continuo arruolare nuovi kamikaze; ma si sa che la mamma degli imbecilli è sempre incinta. Sebbene John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude non siano di questa Terra, evitano con attenzione la droga. Sanno che persino le loro fisiologie aliene sarebbero messe a dura prova; meglio evitare. Ovviamente le guardie insistono, dando ai J-Six il pretesto per aprire le danze. In attesa che arrivino i rinforzi, dovranno fare tutto da soli. Impugnano quindi i mitragliatori, sottratti agli sbirri dopo averli atterrati a sberloni. I sei mutaforma sorridono, perché per loro la vita è un film di avventure, nel quale sei emuli di attori famosi combattono battaglie apparentemente perse in partenza. John, Jack e Jeff iniziano un fuoco di sbarramento, per permettere a Jim, Jordan e Jude di trovare una via di fuga. Peccato che anche dall'altra parte stiano arrivando torme di pazzi esagitati. Quando i J-Six si stanno convincendo che Evolution si sia dimenticata di loro, una serie di cannonate colpisce il grande portone che impedisce l'accesso alla grande caverna ed alla cittadella dei terroristi. Adesso tocca alla teppaglia drogata arretrare, per evitare di essere presa tra due fuochi. I cannoni dei carri armati delle truppe internazionali anti-terrorismo producono un grande varco. Kong è tra i primi ad entrare; piomba sugli assassini, percuotendoli senza pietà. Accanto a lui c'è Ferox, che non deve farsi pregare quando inizia una bella battaglia senza esclusione di colpi. Né lei, né Kong sono armati di fucili o altro; artigli affilati e pugni durissimi sono più che sufficienti contro i nemici umani. I pazzi sono privi di inibizioni; per questo sono pericolosi, ma solo per gli stupidi che li lasciano fare. Il combattimento è sempre una cosa seria; chi per combattere deve prima arrabbiarsi è un cretino. Ferox e Kong sono freddissimi mentre frantumano e tagliano. Lampi azzurrognoli annunciano l'arrivo di Fulminatore, che non spreca energia e scaglia le sue saette con cognizione di causa. Le energie controllate dalla Maga sono completamente invisibili, ed è impossibile sfuggire a quelle lame che paralizzano tutti i movimenti. I J-Six fiancheggiano i mutanti di Evolution, impugnando le armi strappate ai nemici. Non disdegnano i coltelli da combattimento e da lancio. Quattro mutanti e sei mutaforma provenienti da un'altra dimensione impegnano centinaia di scalmanati che dimostrano di non temere la morte, e sono accontentati. Le truppe speciali arrivate assieme ad Evolution scendono dai carri armati, che bloccano l'uscita; si uniscono a quel caos di sangue, di spari, coltellate e mazzate. Sarebbe sbagliato definire “bestiale” il comportamento dei terroristi, giacché nessun animale sarebbe altrettanto stupido nel combattere una battaglia persa. La Maga, essendo una telepate molto potente, avverte le motivazioni che spingono quei pazzi. Non lo fanno per denaro, giacché da morti non saprebbero come impiegarlo. Sono più che altro dei pazzi fanatici religiosi, drogati fino al midollo. Proprio ora parecchi di loro cedono di schianto, sotto uno sforzo eccessivo per i loro cuori. Evolution però non si arresta, guidando i J-Six ed i militari alla conquista di tutto ciò che si trova nella enorme caverna. Alla fine trovano anche i missili, uno dei quali ha abbattuto l'aereo di linea; centinaia di innocenti sono stati massacrati in nome di un'idiozia religiosa. Nel cyberspazio, Galadriel segue con attenzione e con distacco l'evolversi della battaglia. I dati in suo possesso le consentono con buona probabilità di individuare i mandanti ed i finanziatori del piano eversivo. C'è tuttavia ancora un missile su una rampa, pronto a partire. I sistemi automatici hanno individuato un altro grosso aereo, appartenente ad una compagnia low cost senza scrupoli; altrimenti non percorrerebbe quel corridoio pericolosissimo. Il missile però non partirà, dato che Dragonfire in questa occasione ha operato con segretezza. Jim e Jordan si sono infatti sganciati dal gruppo, per condurlo verso la postazione. I due J-Six aprono il fuoco contro i terroristi di guardia, mentre il drago avanza, incurante dei piccoli proiettili che gli scivolano addosso. I criminali prima di soccombere sogghignano, certi che ormai il lancio sia inevitabile. Muoiono affogati dal loro stesso sangue, perdendosi la scena successiva. Dragonfire ha il tempo per un solo attacco, ma non gli serve altro. Con un fragore di ferraglia devastata, spezza missile e rampa con un colpo di taglio discendente, sferrato con una maestria marziale senza pari. Dopo di che il silenzio scende sul campo di battaglia.

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