domenica 6 luglio 2014
CRISI ESISTENZIALI INDOTTE_348° episodio
Uglux indietreggia perché Fulminatore gli sta facendo male; ma questo non è il solo effetto delle scariche energetiche del mutante elettrico. L'incantesimo di sottomissione di Moloch inizia infatti a sfumare. Il vampiro Bart che si era tenuto in disparte commette l'errore di aggredire Fulminatore, cogliendolo di sorpresa. Se così non fosse, la sua carriera di succhiatore di sangue subirebbe una drastica e forse definitiva interruzione. La Maga si accorge dell'aggressore e reagisce colpendolo con una sonda mentale; così facendo si accorge però di avere di fronte un non umano. Bart non ha mai provato un tale dolore, ed il suo primo istinto sarebbe quello di contrattaccare, ma la Maga è pronta a colpirlo con forza anche maggiore. Intanto Ferox e Kong hanno scovato Moloch. L'antico succhiasangue si sente superiore ai mutanti dotati di talenti prevalentemente fisici, ma i suoi poteri non sono ancora tornati ai livelli di un tempo. Accetta la sfida della donna leopardo, estraendo a sua volta artigli lunghi e quasi sicuramente intinti nel veleno. Maschera di Ferro attacca Fulminatore, che lo vede arrivare e non si lascia sorprendere. L'armatura del folle risente della scarica elettrica che l'attraversa, ma regge. Maschera di Ferro scaglia contro Fulminatore proiettili di vario tipo, la Maga erige uno schermo che assorbe gli impatti e smorza i raggi letali. Nel pieno della battaglia, all'interno dello stadio ormai vuoto, Uglux riprende il controllo del suo corpo e della sua mente. Ferox finta un assalto assassino, immaginando la contromossa di Moloch, che si abbassa pronto a sferrare un colpo mortale. Kong lo anticipa, grazie ai suoi riflessi superiori, colpendolo di sorpresa con un pugno formidabile. Poi l'uomo bestia di Evolution si ferma, perché Bart lo ha aggredito alle spalle. Non essendo potente come il suo maestro, il vampiro mostra più coraggio che furbizia. La sua forza è superiore a quella umana, ma Kong è probabilmente più possente di un gorilla, ed è agilissimo. Lo afferra al volo, per scagliarlo con un unico movimento fluido contro un muro. Uglux intanto abbandona la lotta che non gli interessa in alcun modo. Esce dallo stadio, scavalcando la struttura e saltando giù. Il rumore prodotto distrae solo per un attimo i mutanti, i vampiri e Maschera di Ferro, che riprendono subito le ostilità. Moloch, visto che Uglux se ne è andato, decide di fare altrettanto. Per coprirsi la ritirata, colpisce Maschera di Ferro con una forza che innesca una reazione a catena. L'armatura brilla e fuma, minacciando di esplodere da un momento all'altro. Moloch ed il suo apprendista scompaiono in una pozza d'ombra che li trasporta al sicuro. Le strumentazioni in possesso di Kong registrano un incremento di radiazioni di vario tipo. L'armatura di Maschera di Ferro ha una doppia natura: tecnologica e magica. Kong può intervenire solo sulla prima; la Maga è fortunatamente in grado di completare l'opera. Prima però bisogna stordire il pazzo; se ne incarica Ferox, con un doppio calcio al corpo. Il criminale prova ad rialzarsi, ma Fulminatore lo abbatte svenuto. Kong si mette quindi all'opera, per impedire che il loro nemico, esplodendo, produca danni ed irradiazioni di origine ignota. La Maga usa i suoi talenti psionici per sondare in profondità l'armatura. Ferox e Fulminatore aiutano i colleghi smontando alcuni pannelli dell'armatura. Se non fosse privo di conoscenza, Maschera di Ferro si opporrebbe con forza. All'esterno dello stadio, Uglux non può passare inosservato, e le forze dell'ordine non gli consentiranno di allontanarsi indisturbato. I poliziotti aprono quindi il fuoco, perché di fronte hanno un mostro, ed ai mostri bisogna sparare. Non possono di certo ucciderlo con i piccoli calibri, ma Uglux risente degli impatti. Di conseguenza reagisce, prendendo a calci le auto che incontra sul suo percorso. Sogna di tornare sulla sua montagna, alla pace dalla quale Moloch lo ha strappato. L'arrivo di Dragonfire, a bordo del suo dispositivo di volo individuale, solleva ovazioni dalla parte del pubblico e dei poliziotti. Sebbene il mostro sia molto più grande, nessuno dubita che la forza e la fiamma del drago lo sconfiggeranno con relativa facilità. A prima vista si direbbe che Uglux minacci l'integrità degli umani presenti. Guardando con maggiore attenzione Dragonfire nota però che il gigante sembra più intenzionato ad allontanarsi che a lottare. Frena quindi l'assalto che aveva congegnato, ed il mutaforma se ne accorge. I super-eroi di Evolution, a differenza di quelli dei fumetti, evitano quando possono di distruggere mezza città per catturare il mostro o il super-criminale di turno. Kong, assistito da Ferox, Fulminatore e Maga ha nel frattempo individuato i circuiti da isolare, per evitare che il loro vecchio nemico esploda. Maschera di Ferro riprende conoscenza, e per una volta non dà in escandescenze. La sua armatura, intrisa di magia, gli parla e lui l'ascolta. Deve riconoscenza ad Evolution, per cui non ci sarà per il momento alcuna battaglia. Maschera di Ferro è considerato un folle, ma ingaggiare uno scontro da solo contro i quattro mutanti sarebbe eccessivo anche per lui. Prende quindi il volo, per ricongiungersi con il suo unico amico Uglux. La presenza di Dragonfire convince le forze di polizia a non ostacolare il gigante roccioso, il cui solo intento è di tornare nel suo habitat montano. Moloch ha solo momentaneamente rinunciato a coinvolgere Uglux e Maschera di Ferro nelle sue operazioni. Loro non sono interessati ad assecondare le idee di conquista dell'antico vampiro, ed Uglux, riacquistata la chiarezza mentale di un tempo, medita ritorsioni nei suoi confronti. Il vampiro Bart, apprendista di Moloch, viene incaricato dal suo capo di individuare una dimora adeguata. Frugando nei suoi ricordi di quando era ancora umano, il vampiro raggiunge un rudere che sorge nei pressi di un grande cimitero. I tetti sono quasi tutti crollati, ma è possibile scovare all'interno alcuni locali sotterranei dai quali i drogati si sono sorprendentemente tenuti lontani. Può darsi che quei parassiti umani conservino una giusta dose di superstizione. Bart pensa che quel rudere cintato e chiuso al pubblico, garantisca un riparo diurno discreto ancorché provvisorio. Uno svolazzare di ali tenebrose annuncia l'arrivo di Moloch, la cui abilità di trasformarsi in un pipistrello gigante suscita invidia in Bart. Un altro vampiro, proveniente dal pianeta Akros, prosegue intanto l'addestramento dei suoi Annusatori delle Tenebre. Franca, Piero, Maria e Gianni, accompagnati dalla mercante extraterrestre Lyra, stanno compiendo una delle loro ronde notturne. Grazie al potere che li contraddistingue, i quattro ragazzini hanno annusato una pista particolare. Red O'Neal controlla il loro operato levitando fuori vista, pronto ad intervenire se i pervertiti che stanno cacciando si rivelassero pericolosi. Si tratta di sfaccendati di una certa età, che stanno cercando di esplorare incantesimi necromantici. Alcune auto di grossa cilindrata scaricano nei pressi di un cimitero uomini e donne alla ricerca di emozioni forti. Alcuni tra loro si dichiarano scettici, ma partecipano a quella che ritengono sia una pagliacciata per mostrarsi coraggiosi. Non sanno ovviamente che a breve distanza dal cimitero hanno trovato dimora il vampiro Bart ed il suo mentore millenario Moloch. Non sanno neppure di essere seguiti dagli Annusatori delle Tenebre. Secoli or sono un monaco rimbecillitosi a forza di preghiere e digiuno precipitò in una sorta di coma, che lo mise in contatto con un differente stato dell'esistenza. Steso sul pavimento di pietra della sua cella buia e fredda, il monaco malaticcio forse sperava di morire, per liberarsi dalla sua stessa stupidità. Non morì perché quel monaco era un mutante dotato di vitalità superumana e percezioni incomprensibili ai comuni mortali. I demoni che incontrò durante il suo viaggio tra i mondi lo trattarono come un decerebrato, e lo ingannarono facendogli credere di avere una missione da compiere. Poi gli scolpirono nella testolina tutti i dati necessari a produrre danni nella nostra dimensione; quindi ce lo rispedirono più o meno sano di mente. Come molti profeti prima e dopo di lui, il monaco raccontò di avere conferito con Dio in persona (non un dio qualunque, bensì Dio con la maiuscola). In sostanza divenne un eretico, ma in quel periodo di confusione istituzionale, culturale e religiosa scrivere libri sacri era una passione molto diffusa. Scrivere un vangelo, questa era l'idea vincente! Fama, carisma ed anche ricchezza terrena. I preti non hanno mai disdegnato il vile denaro; vile solo quando lo hanno in tasca gli altri, evidentemente. I demoni si erano affezionati a lui, e gli mandarono un famiglio, sotto forma di gatto nero. Il famiglio faticò non poco ad indurre quello zoticone puzzolente a scrivere il libro; tanto più che il monaco non sapeva neppure tenere una penna d'oca in mano. Gli suggerì delle strofe vagamente poetiche ed altre palesemente ridicole. Scarabocchi e disegnini, che avrebbero terrorizzato gli sciocchi. Quadrati magici, con numeri, lettere, ideogrammi; tutto abbastanza alla rinfusa, perché il famiglio doveva pure riempire quelle pagine di pergamena. Secoli dopo si sarebbe vaneggiato di libri sacri o maledetti fatti con la pelle umana; forse il monaco ubriacone e semi pazzo si procurò in qualche modo l'immondo supporto, forse no. Questa notte, il vecchissimo tomo viene esibito dal capo della congrega ai suoi compari di bevute. Gli Annusatori delle Tenebre non seguono quei maghetti dilettanti, bensì le emanazioni del libro scritto da un monaco defunto da secoli. Si dice che la magia sia basata su una profonda disciplina, accompagnata da una rigorosa preparazione, ma questi gitanti annoiati delle notti cittadine sono lì solo per fare gli stupidi. Nella loro abissale ignoranza non capiscono che quel libro è una chiave o una porta. Ormai sono entrati in un gioco molto più grande di loro. Anche Moloch percepisce le energie sprigionate dal libro, ed assieme al suo allievo si avvicina silenziosamente agli sciocchi officianti. Leggere incantesimi in lingue antiche, morte o inventate serve solo a creare lo stato d'animo ricettivo che i demoni pretendono per comunicare con noi da una posizione di vantaggio. Ripetere talune frasi apparentemente prive di significato alleggerisce la concentrazione e rende capaci di apprezzare i miracoli anche e specialmente dove non ci sono. Dal libro si sollevano lingue di fumo, ma non sta bruciando. Il luogo nel quale si svolge il rituale è pressoché deserto, ma fruscii sospetti si percepiscono appena fuori dal cerchio protettivo disegnato dal capo della congrega. Costui non è esperto in alcuna delle conoscenze magiche che sostiene di possedere. Ha letto da qualche parte di un cerchio disegnato con del gesso benedetto e si è dato da fare per corrompere un prete, affinché lo fornisse. Gli Annusatori delle Tenebre assieme a Lyra si trovano a debita distanza, caso mai si liberasse un'onda di energia letale. Ciò che proviene dal libro è viceversa una sorta di languore, che poco dovrebbe avere a che fare con lo scopo dell'evocazione. Di solito infatti si sente dire che gli umani contattino i demoni per ottenere grandi poteri, non per farsi rimbecillire o addormentare. Questa onda di mollezza aggredisce tutti gli officianti. Dapprima si rilassano dalla tensione, sentendosi meglio. Subito dopo però subentra un atteggiamento più vicino alla depressione. Gli allievi di Red O'Neal hanno fatto bene a rimanere lontani, giacché neppure le loro facoltà non li avrebbero protetti. Anche Moloch e Bart non perdono di vista gli intrusi, ma non sanno degli Annusatori delle Tenebre. Il vampiro millenario intende tenersi lontano da quel libro, avendo fiutato la trappola. Gli officianti evitano quindi il morso dei succhiasangue, e se ne tornano mestamente alle loro vite. Hanno contratto una malattia neurologica di difficile catalogazione e di improbabile cura. Ricorderanno questa notte infelice, rimpiangendo che non sia terminata con un'aggressione demoniaca. Abbandonato, in mezzo alle rovine di una vecchia casa senza tetto, il libro scritto da un monaco morto pazzo lancia il suo richiamo. Vuole contribuire a suo modo a diffondere il disagio tra gli umani. Lyra si avvicina, perché i sensori della sua tuta spaziale hanno rilevato una nocività che deve essere rimossa. Chiunque abbia programmato il cervello elettronico, che coordina i meccanismi super-tecnologici di sostegno alla viaggiatrice extraterrestre aveva una chiara idea del male e della necessità di estirparlo. Ecco perché la tuta spaziale emette una scarica energetica che attiva la distruzione di quel manufatto concepito per resistere al passaggio dei secoli. Il famiglio, autore dello scritto micidiale, si districa appena in tempo dalle pagine di pelle umana, che friggono, bruciano e si inceneriscono. Il mostriciattolo scappa a gambe levate nella notte, soffiando come un gatto e latrando come un cane.
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