domenica 31 agosto 2014
GLI EMISSARI DI CARESTIA_362° episodio
C'è un continente sulla Terra che, sebbene sia abitato dagli umani da almeno un milione di anni, continua a considerarli presenze fastidiose. Poche vere città contendono al deserto il controllo dell'immensa superficie disponibile. Nessuno si è preso la briga di costruire qualcosa di decente troppo lontano dal mare, dai laghi e dai fiumi. L'interno dell'Africa non è privo di acqua, ma essa, quando cade dal cielo in forma di pioggia, produce allagamenti occasionali che ostacolano poco o nulla la desertificazione. Gli uomini originari dell'Africa a quanto pare si accontentano di vivere nelle capanne o nelle tende. I più evoluti tra loro allevano il bestiame o commerciano con metodologie obsolete; altri faticano finanche a controllare la loro stessa demografia impazzita. Se Carestia fosse un dio, l'Africa spetterebbe quasi tutta a lui, che lascerebbe qualche fetta della torta a Pestilenza ed a Guerra. Morte passa a ritirare il risultato dell'operato degli altri tre Cavalieri dell'Apocalisse. Lui lavora dappertutto sul pianeta, raccogliendo tra gli altri gli ammazzati tra gli amanti ed i familiari. Carestia non è un dio, perché non ha alcun bisogno di essere adorato, pregato o invocato. Non gli servono i preti, le chiese e neppure i finanziamenti. Non ha dettato alcun comandamento, scolpito o meno sulla pietra. Inutile bestemmiarlo giacché il suo rapporto con il genere umano è a senso unico: prende senza nulla dare in cambio. I suoi emissari, non essendo sacerdoti, non vestono tonache, non biascicano parole in lingue morte, ma neppure insidiano i bambini altrui. Non hanno fatto voto di celibato, così non devono infrangerlo. A loro non interessa che gli umani si sposino o che battezzino i loro cuccioli. Gli emissari di Carestia vogliono una sola cosa dagli umani: che muoiano di consunzione. Pestilenza gradisce che le sue vittime decedano gridando e sanguinando; in tal senso è simile a Guerra, solo che le vittime di Pestilenza sanguinano da dentro. Gli emissari di Carestia hanno sei zampe, due antenne e gli occhi sfaccettati di tutti gli insetti. Per quel che concerne le ali, gli emissari di Carestia di solito le usano per protrarre la lunghezza dei loro salti. Questo accade quando sono in vacanza. Animaletti solitari e pacifici che però quando iniziano a lavorare diventano frenetici. Si ricordano del dovere radicato nel DNA di ogni essere vivente: la diffusione della specie. Per farlo devono per prima cosa accoppiarsi, quindi cercare e trovare individui del sesso opposto. Accade quando le locuste, a forza di saltellare e svolazzare, capitano in massa in un praticello circondato dal deserto. Gli ingredienti ci sono tutti, e la festa ha inizio. Una festa per le locuste e per Carestia, ovviamente; per tutti gli altri viventi è un grosso guaio. Le uova dei simpatici e pacifici animaletti si schiudono a tempo di record, rendendoli all'improvviso antipatici ed attaccabrighe. Carestia cavalca preceduto da un esercito sterminato, che incrementa se stesso in maniera esponenziale. Mangiano erba, arbusti, insetti, alberi, ma anche animali pesanti quintali o tonnellate. Gli umani scappano o cadono per non rialzarsi più. Qualcuno cerca di spaventare le locuste battendo dei legni uno contro l'altro, o accendendo legna bagnata. Le locuste ignorano i legni secchi e quelli umidi, preferendo le carni calde e ricche di sangue. Normalmente non lo farebbero, ma la frenesia è incontrollabile. Avanzando come una marea pullulante di vita e di morte, lo sciame sterminato si dirige verso un centro abitato. Più un villaggio che una città; case di fango e sterco, piene di pertugi e spifferi. Gli umani si chiudono dentro, ma le locuste entrano facilmente. In ogni capanna ha luogo una strenua lotta contro gli invasori, che resistono molto bene contro i tentativi di schiacciarli. Cani, capre, bovini ed asini, all'aperto combattono una lotta ancora più disperata. Poi la pioggia inizia a cadere, sempre più forte. A migliaia di chilometri d'altezza, il mutante noto come Fulminatore sta infatti convincendo le nuvole a cedere il loro carico d'acqua. Sul velivolo multifunzione di Evolution condotto dall'uomo bestia Kong, Ferox controlla la sofisticata strumentazione, per individuare nuovi bersagli sui quali Fulminatore possa scagliare le sue saette. La Maga fonde la sua mente telepatica con quella del collega, per ridurre l'enorme tensione alla quale è sottoposto. Finalmente piove; gocce pesanti che colpiscono le locuste in volo, abbattendole. Adesso tocca a loro affrontare un attacco che non consente riparo o ritorsione. Ali ed elitre bagnate ed appesantite abbattono al suolo quei voraci divoratori, che annegano nei rigagnoli e nelle pozzanghere. I quadrupedi ed i polli ancora vivi si scrollano di dosso le locuste, e si rotolano a terra per schiacciarle. Una battaglia per la sopravvivenza, alimentata dall'acqua che proviene dal cielo. Le nuvole che Fulminatore può trattare sono tuttavia finite, e con esse le precipitazioni. Gli umani e gli animali del villaggio sono però graziati dalla sorte, o meglio dai venti che prendono a soffiare con la forza tipica di quei luoghi selvaggi. Moltissime locuste giacciono morte o moribonde sul terreno; saranno presto divorate da uccelli ed altre forme di vita, che vedono in esse solo un ricco pasto. Le proteine migrano da un organismo all'altro, affermando la continuità della vita anche nella morte. Carestia, invisibile a quasi tutti, ordina al suo esercito di volare sulle ali del vento, senza opporre alcuna resistenza. Evolution ha vinto una battaglia, o forse ha solo deviato impercettibilmente un impetuoso fiume di distruzione. Gli umani che hanno combattuto all'interno delle loro misere capanne escono all'aperto. Sono coperti di morsicature, ma possono rivedere il cielo, e tanto basta. Quella sera anche loro mangeranno le locuste defunte, perché Carestia da quelle parti è un demone giustamente temuto. Il dottor Occulto viaggia con il suo corpo etereo nel piano astrale; osserva Carestia e l'avanzata del suo esercito di piccole belve divoratrici, che ora dovranno affrontare il Desert Cruiser ed i due formidabili robot. Black Dragon e Robokiller conducono un enorme veicolo metallico che procede pesantemente ma implacabilmente sul terreno cosparso di grosse pietre. Il Desert Cruiser è il risultato del potere di Robokiller, che assimila ed assembla le componenti metalliche di ogni rottame non ancora distrutto dalla ruggine. Un colossale bruto semovente munito di cingoli, ruote ed armi da fuoco di varie dimensioni. Black Dragon è lui stesso un automa, molto simile a Dragonfire, compreso il potere di emettere una fiamma letale. Il Desert Cruiser fornisce un ponte d'atterraggio mobile agli elicotteri che trasportano attraverso l'Africa gli alimenti che servono disperatamente alle popolazioni locali. Tanti personaggi, specie i politicanti, si riempiono la bocca con “la fame nel mondo”, senza sapere di cosa parlano, e senza avere alcuna intenzione di fare qualcosa di risolutivo per contenere quella strage continua. Due robot giganteschi e senza cuore, a bordo di una ferraglia ancora più mostruosa di loro, si dimostrano infinitamente più umani di una moltitudine di bipedi fanfaroni fatti di carne e sangue. Il dottor Occulto avvisa telepaticamente Robokiller e Black Dragon dell'avvicinarsi delle locuste condotte da Carestia. I due colossi metallici non dispongono dei poteri magici e psichici del capo di Evolution, quindi non possono vedere Carestia cavalcare in mezzo alla moltitudine famelica ed assassina. A parte ciò, non hanno motivo di dubitare della pericolosità degli emissari del Cavaliere Bianco. Le torrette provviste di mitragliatrici del Desert Cruiser ruotano, puntando le loro canne verso la nube di locuste. Black Dragon e Robokiller, che nulla hanno da temere da quelle creature, si preparano al massacro. In che modo le locuste concepiscono la morte? Quella che somministrano consiste nella distruzione dei corpi altrui, ed assimilazione nel proprio. Quella che subiscono è una specie di game over in un gioco più grande di loro. Sono animali privi di una vera considerazione di se stessi, ma gli umani che nei secoli si sono contrapposti un esercito contro l'altro, in centinaia di battaglie sanguinose, non si sono di certo dimostrati più intelligenti. La cosiddetta “carne da cannone” è rappresentata da quantità immani di individui che paiono desiderare la disgregazione altrui, riferita ad individui che neppure conoscono. Un odio inarrestabile in nome di astrazioni quali la patria e la causa. Piccole parole che hanno prodotto e producono ancora danni e defunti in quantità. In definitiva, le locuste non sono più stupide degli uomini che si fanno imbambolare da mandanti chiacchieroni. I traccianti sparati dal Desert Cruiser non producono gravi danni, giacché quella nuvola di esseri viventi decerebrati oppone poca o nessuna resistenza alla penetrazione. Subito Robokiller e Black Dragon smettono di sparare quel tipo di munizione, e passano alle granate esplosive. La situazione cambia apprezzabilmente, dato che lo spostamento d'aria e la temperatura causati dagli scoppi creano considerevoli varchi nell'esercito di Carestia, che però non rallenta il suo incedere. I due automi hanno montato sul Desert Cruiser anche dei lanciafiamme, che hanno un effetto decisamente devastante sulle locuste, ma funziona solo a distanza ridotta. Poi la nube verdastra piomba su Robokiller e su Black Dragon; innumerevoli tentativi da parte degli insetti di penetrare le armature dei loro nemici non sortiscono alcun esito apprezzabile. Black Dragon, circondato da quella biomassa pullulante, scarica nel mucchio la sua fiamma caldissima. Ne scaturisce un incendio che si estende a gran parte del nugolo. Carestia, rendendosi conto del rischio di vedersi decimare l'intero sciame, ordina ai suoi stolidi emissari di allontanarsi alla massima velocità dal Desert Cruiser. Il terreno è cosparso di carcasse bruciate, che attirano stormi di uccelli spazzini, affamati e voraci. Il fuoco ha prodotto molti più danni dell'acqua; la ritirata degli insetti ha lo scopo di trovare un luogo adeguato ad una sua rigenerazione e riorganizzazione complessiva. Una vicina oasi subisce quindi un attacco spietato, che non risparmia neppure le palme. I pochi animali presenti si danno alla fuga, riuscendoci almeno in parte. Ciò è possibile solo perché le locuste sono indebolite dalla disfatta appena subita; altrimenti nessuna forma di vita ordinaria potrebbe distanziarle. Dal loro punto di vista, le locuste hanno tutte le ragioni del mondo. Cercano uno “spazio vitale” più vasto, per la loro prole smisurata. La stessa scusa addotta da esseri che sulla carta dovrebbero essere molto più evoluti: gli umani. Carestia opera un controllo totale sugli intenti dei suoi emissari, che adesso sono intenti a divorare e riprodursi. Le loro uova si schiudono con grande velocità; un inno alla vita, che tra un po' diverrà un inno alla morte. Lo sciame infine decolla con un rumore assordante, che ricorda uno stormo di cacciabombardieri ad elica. Percepiscono gli odori di una città che si trova sulla costa; carne vivente e palpitante, che nutrirebbe ulteriormente gli spietati assassini. Alcuni velivoli della protezione civile, carichi di insetticida, si muovono in rotta di intercettazione verso lo sciame. Gli ordini ricevuti sono di scaricare dall'alto i veleni chimici sulle locuste. Però alcune di esse guadagnano quota rispetto al grosso dello sciame, e si scontrano frontalmente con gli aerei e gli elicotteri. Intasano con i loro corpi le prese d'aria, inceppano le eliche, e penetrano finanche all'interno per portare il loro attacco ai piloti. La logica del branco prevale sull'incolumità personale; decine di migliaia di individui periscono così, senza provare alcun tipo di passione. La strategia di Carestia si dimostra vincente, ed i velivoli precipitano al suolo. Gli equipaggi umani muoiono nell'impatto, o subito dopo, divorati fino alle ossa. Gli abitanti della città ora rischiano di incappare in una catastrofe senza precedenti, e si tappano in casa. Qualcuno stupidamente si ostina a circolare in auto, non considerando che per le locuste non è un problema accedere all'abitacolo tramite le prese d'aria. Alcuni veicoli si fermano, giacché le locuste sono penetrate negli scappamenti, morendo ed occludendo. Poi il drago di Evolution scende dal cielo, a bordo del suo dispositivo di volo antigravitazionale. Black Dragon ha dimostrato come la fiamma rappresenti la soluzione finale contro questi insetti a dir poco molesti. L'automa è simile a Dragonfire, ma non dispone della sua fiamma cosmica. Il drago di Evolution proietta dalle sue fauci colossali un plasma, elaborato all'interno del suo corpo pressoché invulnerabile. Il calore dell'emissione è tale che l'aria che la circonda arrostisce in volo le locuste. Il potere dei draghi ha creato innumerevoli leggende, non a caso. Nessun metallo gli resiste, quindi a maggior ragione nessun essere organico ha una minima possibilità di sopravvivergli. Il plasma si estende, seguendo i comandi mentali del drago di Evolution. Avvolge l'intero sciame, trasformandolo istantaneamente in una cenere simile a quella vulcanica. Lo stesso Carestia, che era parte dello sciame, viene avvolto da quell'ondata di annichilimento, implode, precipitando in un altro stato dell'esistenza. Urla la sua sconfitta all'Universo, ma la Terra non gli sarà negata a lungo; tornerà giacché gli umani continueranno ad affamare i loro simili, come hanno sempre fatto nel corso dei millenni.
mercoledì 27 agosto 2014
DISPERAZIONE ED INCUBI_361° episodio
Due ragazze ed un ragazzo, incatenati ad una panca d'acciaio, attendono che il loro rapitore si faccia vivo. Si trovano in un locale sotterraneo, con pareti e pavimento di cemento armato, ed una grata al posto del soffitto. I tre prigionieri non parlano tra loro, sebbene il sequestratore non glielo abbia imposto. Sono chiaramente sotto shock, essendo stati attirati in una trappola con una scusa che avrebbe dovuto suscitare la loro diffidenza: una festa di compleanno. Forse i tre si vergognano di essere stati così stupidi da presentarsi ad un appuntamento al buio. Il rapitore si è servito di un banale volantino, spedito tramite posta elettronica alle sue vittime. I giovani umani si sentono, per qualche motivo ancora da spiegare, più furbi dei loro genitori; specie quando questi molto blandamente, li invitano a non dare confidenza agli sconosciuti. Gli adolescenti sviluppano in quei frangenti una supponenza che li accompagnerà nel corso della loro vita, causando più guai che altro. Certo che se i genitori esercitassero con costanza ed impegno una maggiore attenzione sui comportamenti dei figli, taluni pazzi criminali avrebbero maggiori difficoltà a portare avanti i loro piani delittuosi. Stando segregati in quella cantina è difficile per i tre ragazzi distinguere il giorno dalla notte, poiché la luce che penetra nella cella proviene da luci al neon sempre accese. Per cui i prigionieri non saprebbero dire a che ora del giorno o della notte la grata sul soffitto si apra per permettere al criminale di scendere e di incatenare accanto a loro un coetaneo spaventato. I genitori dei primi tre rapiti si sono già rivolti alla polizia, per denunciare la scomparsa dei figli. I genitori dell'ultimo arrivato non si sono viceversa ancora allarmati per la protrazione della sua assenza da casa. Adesso, come se l'arrivo di un nuovo condivisore di sventura avesse dato forza ai rapiti, tutti assieme urlano per attirare l'attenzione di qualcuno che li liberi. Volano richieste dapprima educate ed implorazioni, seguite da insulti al loro sequestratore, ma tutte quelle emissioni di fiato restano fini a se stesse, e cadono nel vuoto. Subentra inevitabilmente la disperazione delle ragazze e dei ragazzi che si rendono finalmente conto di non poter strappare quelle catene. Nei fumetti e nei film basta arrabbiarsi al punto giusto; nella realtà l'acciaio è molto più forte della carne e delle ossa, dei giovani e degli adulti. Il pazzo rapitore non intende farli morire di fame, e fornisce loro del cibo, calandolo dall'alto. Non sono ancora riusciti a vederlo in faccia, ma forse questo è un buon segno. Non li lascerebbe di certo liberi, qualora fossero in grado di identificarlo. Al momento di lui sanno solo che è un uomo alto, robusto e non troppo giovane. Uno come tantissimi altri. I quattro rapiti hanno appena condiviso questa riflessione, che rafforza un po' la loro volontà di non lasciarsi andare. Purtroppo però il criminale decide di mostrare il proprio volto alle vittime, che inevitabilmente ne deducono la sua decisione di ucciderli. Dopo quella che potrebbe essere stata la loro ultima cena, i due ragazzi e le due ragazze si abbandonano ad un sonno disturbato. Vagano in lande desolate, inseguiti da persone cattive. Si sentono regredire a quando erano bambini, ed avevano paura del buio e dei lupi cattivi. Quando si svegliano nel cuore della notte sono sudati e doloranti, come se avessero corso e fossero caduti tra rovi e rocce. Poi, depressi e debilitati, riprendono a dormire in quella scomoda posizione seduta. La loro notte corrisponde alla notte esterna, giacché non sono prigionieri da un tempo sufficiente a fare andare fuori sincrono i loro bioritmi. Fosse per il criminale che li ha rapiti, tutto ciò finirebbe nel giro di due giorni, compresa la loro vita. Il pazzo ha infatti fissato una data per l'esecuzione dei giovani. Non può infatti permettersi una detenzione troppo lunga, correndo il rischio di essere scovato in qualche modo. Il delinquente non teme per la propria incolumità, ma se dovessero catturarlo o ucciderlo non porterebbe a termine il suo piano. Viaggiare nei sogni altrui, per lenire l'altrui sofferenza è lo scopo degli Esploratori dei Sogni. La loro ronda notturna li porta attraverso meandri che per i dormienti costituiscono le porte per precipitare in altrettanti incubi. Gli Esploratori dei Sogni però sono decisamente svegli; le creature della dimensione onirica lo sanno e si tengono alla larga. Questa notte tuttavia il loro nemico non è un incubo ricorrente e debilitante, che assilli un sognatore adulto o bambino. Questa notte gli Esploratori dei Sogni rispondono al richiamo di persone che soffrono nella dimensione che noi chiamiamo realtà. I quattro segregati non condividono il medesimo percorso onirico, per cui capita solo ad una delle ragazze di incontrare il famoso Lupo Nero. Si tratta dell'animale demone che ha appena sgominato, assieme alla giovane viaggiatrice spaziale Lyra, una cellula terroristica che si apprestava a fare esplodere una bomba atomica in un centro urbano. Questa notte non sorveglia i corpi addormentati dei suoi amici Esploratori dei Sogni, ma si aggira nei boschi e corre nei prati di quella mutevole dimensione. I Giovani Licantropi, Clara, Cyberdog e Braxcat condividono con il Lupo Nero un particolare fiuto, frutto dell'esperienza. Individuano in un contesto apparentemente caotico ed estremamente mutevole i dormienti che hanno bisogno del loro aiuto. Lupo Nero volta la sua enorme testa verso la ragazza, che vedendo quegli occhi luminosi scappa impaurita. L'animale demone è abituato a queste reazioni, peraltro prevedibili. Fiutando una pista che classifica come interessante, istintivamente si dissimula nelle ombre, per potersi meglio avvicinare alla giovane spaventata. Ovviamente neppure gli Esploratori dei Sogni possono pattugliare tutto lo spazio onirico, corrispondente alla metà dell'emisfero terrestre immersa nelle tenebre notturne. Ecco perché tra tutti solo il Lupo Nero segue la traccia che lo conduce ai quattro giovani rapiti. La polizia frattanto è stata avvisata della sparizione del quarto giovane. Il sospetto degli investigatori è che si tratti di situazioni riconducibili ad un unico disegno criminale, giacché tutti hanno ricevuto il medesimo invito. La polizia non conosce però i motivi che hanno indotto il delinquente a sequestrare proprio quelle quattro persone. Escluso un crimine dettato dall'impeto, rimane la premeditazione. Uno dei motivi scatenanti dei delitti in genere è la vendetta, anche per interposta persona. Il criminale ritiene infatti di essere stato danneggiato dai genitori dei quattro adolescenti; la sua vendetta trasversale consiste appunto nel colpire i loro figli. Costoro sono indubbiamente innocenti, ma sovente il limite tra la pazzia e la tendenza criminale è molto tenue. A volte capita, svegliandosi, di avere davanti un'immagine onirica che pare restia ad abbandonarci. Di solito svanisce come un nebuloso fantasma, ma in questo caso il Lupo Nero permane più a lungo del solito al cospetto della ragazza spaventata. Il possente animale demone si guarda attorno, fiutando rumorosamente, quindi si gira e si allontana. Agli altri tre segregati, che non hanno assistito alla manifestazione fantasmatica, difetta lo spirito necessario ad assecondare l'allarme della loro collega di sventura, e neppure fanno caso ai suoi tentativi di narrazione. Difficile viceversa anche per loro ignorare Braxcat, che cammina tranquillamente sulle pareti in cemento armato della cella. Da dove è arrivato quello strano gattino? I quattro giovani sospettano di essere stati avvelenati con intrugli allucinogeni, giacché chi ha mai visto un gatto muoversi incurante della gravità stessa, come se fosse un ragno o un insetto? Braxcat un tempo era un comune gattino, vessato da una carogna umana. Questo accadeva prima che il demone Braxal lo trasformasse nel suo araldo; i motivi di Braxal sfuggono per definizione alla comprensione umana, quindi è inutile e pericoloso provare ad indagarli. Il rapitore, che si ritiene il padrone di quel luogo di sofferenze, accorre per sedare l'insopportabile tumulto che si leva dalla fossa. Ha programmato di annegare i ragazzi e le ragazze, e gli basterebbe aprire un grosso rubinetto per farlo. Essendo uno che assume psicofarmaci, il fuori di testa non si stupisce vedendo distintamente un gatto che cammina sui muri. Quando però cerca di colpirlo con un bastone, Braxcat gli dimostra di essere dotato di unghie particolarmente acuminate, e lo insegue, emettendo miagolii agghiaccianti. Il folle scivola e cade; si rialza, mentre il gattino demone gli fa assaggiare i suoi piccoli artigli. Un gattino demone che gioca con un topo umano. Gli Esploratori dei Sogni hanno già avuto modo di avvisare la polizia, che sta arrivando. Non farà tuttavia in tempo ad evitare che il Lupo Nero intervenga nella disputa e la concluda a modo suo, strappandogli tra immani sofferenze le carni e la vita stessa. I ragazzi e le ragazze rapiti, ancora incatenati alle panche si stringono l'uno contro l'altro, quando l'ululato del Lupo Nero scuote l'aria e si propaga a notevole distanza. I Giovani Licantropi stanno muovendosi nella dimensione onirica, inseguendo un richiamo di diverso tipo. Preferirebbero combattere con un mostro pieno di tentacoli e di pungiglioni, piuttosto che dover ascoltare le parole di autocommiserazione di ragazzini che non riescono a fare parte del branco. Gli umani sono solitamente più malvagi dei lupi, che consentono a tutti di partecipare alla caccia collettiva. L'unica spietatezza di questi tremendi predatori si manifesta nei confronti di quanti si attardano, e vengono assaliti dai nemici. Il branco non torna indietro, perché il singolo è sacrificabile, specie quando non si impegna a sufficienza. Nella società umana invece, non dovendo lottare per il cibo, la cattiveria si sfoga a livello psicologico. Ragazzini che dovrebbero concentrare le loro energie nello studio e nello sport soffrono della emarginazione ordita dai capibranco ottusi. Si direbbe che l'uomo dopo avere sconfitto le belve si rivolti contro i suoi simili, perché trova gratificante farlo. Rebecca e Sonia, nelle loro forme licantropiche, individuano un ragazzino che vaga in un bosco tetro e nebbioso. Si è adattato al ruolo imposto dai suoi detrattori, ritirandosi in se stesso, e convincendosi di non meritare di uscire allo scoperto. Ecco il motivo di quel luogo angoscioso. Al ragazzino necessita una buona scossa, e le due lupette mannare che gli scivolano accanto, silenziose come il vento, gliene forniscono una valida. Gli sorridono, mostrandogli una moltitudine di denti acuminati, risvegliando in lui una sopita voglia di vivere. Una cosa è sognare un posto triste, nel quale crogiolarsi nella autocommiserazione, una cosa ben diversa è essere inseguiti da due giovani licantrope che ti mordono gambe, spalle e sedere appena scivoli o rallenti. Rebecca e Sonia hanno fiutato la disperazione di quel bamboccino e gli stanno dando una lezione. Essendo per metà lupo, le due simpatiche ragazze ridono in faccia a chi fa una tragedia quando si sente respinto dai suoi simili. I lupi cacciano in branco per opportunità, ma ognuno di loro è bravo a farlo anche da solo. Forse, senza questa salutare strigliata onirica, il bamboccino, che nella nostra realtà è conosciuto col nome di Carlo, si sarebbe finanche buttato dalla finestra, o impiccato malamente. Adesso invece, mentre corre a perdifiato, pensando solo a mettere in salvo la pelle. Sonia e Rebecca sono in grado di intervenire sul sogno della vittima del loro gioco. Corre lungo un sentiero di montagna, tenendo d'occhio le due tremende inseguitrici, che con il minimo sforzo saltano burroni, tronchi abbattuti ed alte formazioni rocciose. Evidentemente potrebbero prenderlo in qualsiasi momento. Dopo una curva, il bamboccino scorge alcuni bambini più piccoli, che stanno giocando. Grida loro di scappare, perché stanno arrivando i lupi mannari. I bambini tuttavia continuano come se nulla fosse con le loro corsette e le loro urla acute. Carlo, colto da un improvviso impeto di eroismo, Carlo decide di fermarsi per provare a difenderli, in una battaglia finale sicuramente cruenta. È passato dalle manie quasi suicide ad altre più degne di considerazione. Quei bambini meritano protezione, e Carlo raccoglie un bastone, pronto a usarlo. I quattro Annusatori delle Tenebre si stanno divertendo molto ad interpretare la parte dei bambini minacciati dai lupi mannari. Quando Rebecca e Sonia atterrano dopo un balzo lunghissimo, sollevano un polverone, mostrando grandi denti bianchi. Brontolano, come se volessero sbranare tutti i presenti. Poi la finta battaglia ha inizio, con Carlo che cerca di prendere a bastonate Sonia; lei schiva agilmente ed ogni tanto gli fa assaggiare i suoi artigli. Rebecca ed i marmocchi tremendi si scambiano colpi che metterebbero fuori combattimento un umano non potenziato. Carlo nota che quelli che si è fermato ad aiutare rimbalzano come palle di gomma, circondando la lupetta mannara. Poi però Pedro e David arrivano di corsa, per giocare anche loro. Diversi mutaforma locali interrompono quello che stavano facendo per assistere allo show dei terrestri, e si mettono pure a fare il tifo per l'una o l'altra squadra. Al suo risveglio, Carlo ricorda vividamente gli eventi, e riflette a lungo sulla insolita esperienza. La definirebbe un messaggio, che lo ha cambiato. Più tardi, a scuola, uno dei soliti bulli finisce a terra, per effetto di uno spintone che Carlo gli ha somministrato a titolo di avvertimento. Nella piccola folla festante, Carlo nota per un attimo il volto di Sonia, che gli permette di farsi riconoscere in sembianze umane. Poi scompare veloce come una belva dei boschi.
sabato 23 agosto 2014
DRAGONFIRE DISTRUGGE_360° episodio
Il drago avanza come avanzerebbe un bulldozer o uno schiacciasassi. Non corre verso i nemici urlando come un barbaro tinto in faccia, perché non ha bisogno di dipingersi per suscitare terrore. Il fatto che i proiettili delle mitragliette gli rimbalzino contro ed addosso dovrebbe indurre chi spara a tagliare la corda. I calibri più grossi, in grado di perforare le protezioni antiproiettili della polizia, cercano rabbiosamente di scalfire la corazza naturale di Dragonfire. Ed in effetti qualche piccolo danno lo producono, ma è riparato quasi istantaneamente dal potere rigenerativo del potentissimo rettile spaziale. Poi avviene lo scontro tra lui, alto tre metri e pesante settecento chili, e loro, decine di umani robusti e combattivi. Il risultato è una frantumazione unilaterale di costole, vertebre, braccia, gambe, bacini e teste. I caschi che proteggerebbero quelle testoline in caso di caduta da una moto di aprono come noci di cocco quando i pugni di Dragonfire li percuotono anche solo di striscio. Qualche sopravvalutato pugnale da truppe speciali tenta il miracolo non riuscito alle mitragliette ed ai fucili a pompa. L'acciaio temprato però si scheggia urtando con la sostanza pressoché indistruttibile che costituisce l'armatura dell'alieno verde di Evolution. Per quale motivo questi cretini si siano facendo massacrare dal drago non è chiaro. Forse per fare scrivere qualcosa di originale sulle loro lapidi; ammesso che i becchini riescano a distinguere in quel macello i pezzi di cadavere da assegnare alle singole sepolture. Fare saltare in aria una diga è certamente un'idea stragista di prim'ordine. Morti annegati a profusione; adulti, bambini ed animali di compagnia e d'allevamento. Difficoltà a recuperare i resti ed a rimuovere le macerie. Sepolti vivi che agonizzano per giorni interi. Un obiettivo degno di Omega, che fa ogni sforzo per meritarsi il nome che si è data. Fortunatamente per i civili e gli innocenti, non è affatto facile fare saltare una diga. Di solito si tratta di un immenso muro di contenimento in cemento armato, addossato ad un argine di terra e roccia, ancora più pesante ed inamovibile. Ordigni atomici a parte, gli esplosivi possono al massimo creare una falla, ma il grosso della diga reggerebbe. Nelle profondità della struttura, il capo dei guastatori ormai guastati e due suoi fidati tirapiedi si preparano appunto ad aprire una falla nella diga. A valle è in atto uno sgombero dei civili, ma le operazioni sono complicate dalle strade strette e sterrate. Quando scaturisce dalle ombre, il Ninja Grigio non produce alcun rumore percepibile da orecchio umano. I terroristi hanno creduto di depistare Evolution, ma è oltremodo difficile ingannare il più potente telepate della Terra. Gli stupidi mercenari non incasseranno di persona i ricchi premi; forse le loro vedove, sebbene non sia il caso di fidarsi della correttezza contrattuale dei perfidi vecchiacci di Omega. I mercenari dovevano trattenere il drago, affinché tre di loro facessero deflagrare le bombe. La spada nera del Ninja Grigio attraversa da parte a parte uno dei tre, che sente venir meno la sua forza vitale, come se finisse in un gorgo. Mentre gli occhi di volgono verso l'alto, mostrando la sclera, la porta di qualche inferno si apre per lui. Gli altri due terroristi aprono il fuoco, ma il guerriero delle tenebre non è più lì. Sbuca da un grumo di oscurità distante una decina di metri, ma solo per colpire con la sua lama incantata il detonatore degli esplosivi, distruggendolo. Nel frattempo il buio si è infittito, rendendo sempre più foche le luci al neon. Poi il mugolio agghiacciante di Ferox annuncia che anche la donna leopardo di Evolution si è unita alla festa. La katana del Ninja Grigio lampeggia nell'oscurità, ma è una luce che annuncia una morte violenta particolarmente dolorosa. Evolution ed i suoi alleati non vanno tanto per il sottile con i terroristi ed i criminali in genere. Magistrati ed avvocati fanno le chiacchiere, quindi la giustizia si deve rivolgere a ben altri araldi. La lama e gli artigli fanno a gara nel dispensare la morte a chi la voleva elargire in grande quantità. Dopo pochi secondi di membra sbudellate e sbrindellate, il silenzio cala all'interno della diga. All'esterno il possente Dragonfire non ha ancora abbandonato il teatro del suo personale sterminio. Il dottor Occulto, con il quale è in contatto telepatico, ha infatti ipotizzato che il piano di Omega fosse ancora più elaborato, e così è. Quello che si avvicina a volo radente è infatti un aerosilurante, vecchio ma ancora in grado di riuscire nella strage della diga. L'idea ai terroristi è venuta guardando un documentario sulla seconda guerra mondiale. Volendo abbattere delle dighe in territorio nemico, il sistema escogitato fu appunto quello di sfruttare l'acqua del bacino per lanciare un siluro. Dragonfire si leva in volo grazie al dragoncraft progettato e realizzato dal geniale uomo bestia di Evolution. Kong ha attrezzato il super gruppo con questi dispositivi, che traggono energia dai mutanti e dal drago. Il dragoncraft sviluppa una forza antigravitazionale in grado di staccare da terra pesi molto superiori ai settecento chili dell'alieno verde di Evolution. Il risultato è che Dragonfire è molto più veloce del lento aerosilurante propulso ad elica, appesantito da un enorme siluro. Si tratta peraltro di una tecnologia vecchia di decine di anni, recuperata in qualche magazzino di armi dismesse. Il pilota dell'aerosilurante è molto sicuro di sé; forse è drogato e mezzo ubriaco, ma questo non lo salverà dal disastro. In un attacco dall'alto, emettendo la sua fiamma invincibile, il più forte tra i super eroi investe aereo e siluro in una fornace senza scampo. La carne del pilota non ha neppure il tempo di cuocersi, limitandosi a diventare direttamente cenere. Le ossa reggono una frazione di secondo di più, prima di fare la stessa fine. Quando l'elica cessa di girare, il motore che la spingeva è già semi fuso. L'esplosivo convenzionale tenta di fare comunque il suo dovere, sebbene il siluro stia gocciolando nell'acqua sottostante meteore con temperatura multipla rispetto a quella di fusione dell'acciaio. L'esplosione non avviene giacché quello che fino a due secondi prima era un aerosilurante implode senza gloria alcuna. La diga è salva, e così centinaia se non addirittura migliaia di vite innocenti. In queste situazioni è quanto mai chiaro come Dragonfire sia un riequilibratore naturale senza pari e forse senza precedenti. Spazza via dell'esistenza la feccia vivente nemica della vita. Rimane tuttavia da eliminare il pericolo correlato alla seconda bomba atomica, rivelata dagli sforzi investigativi congiunti di Evolution, degli Annusatori delle Tenebre, di Galadriel e degli Esploratori dei Sogni. Il Lupo Nero si muove ancora prima che i suoi amici si sveglino tornando nel nostro stato dell'esistenza. Non c'è tempo da perdere, e la Maga lo guida telepaticamente al suo obiettivo. Il dottor Occulto chiede a Lyra di partecipare a questa azione. La giovane extraterrestre, che collabora con gli Annusatori delle Tenebre e con Red O'Neal, accetta. La sua tuta dispone infatti della tecnologia superiore necessaria ad accedere al nascondiglio principale di questa banda di emissari di Omega. Costoro però reagiscono ferocemente, e la ucciderebbero se riuscissero a superare le difese del suo supporto esoscheletrato. Riescono tuttavia ad accerchiarla, incuranti delle perdite, ma l'irruzione del Lupo Nero capovolge la situazione. Il possente animale demone strappa braccia, gambe e teste, impedendo finanche l'autodistruzione della postazione terroristica. Prima di andarsene e prima che arrivi la polizia, il Lupo Nero sgranocchia con gusto un osso ormai quasi privo di polpa. Zara la fustigatrice e Jedd il nano tagliagole si sono travestiti da viandanti del deserto, perché le tracce lasciate dai teppisti bombaroli, che hanno tentato di collocare due ordigni nucleari in città e di fare saltare in aria una diga, conducono in quelle lande desolate. Zadox il troll, date le dimensioni impressionanti, si muove solo durante la notte, ma mantiene il contatto con Zara e Jedd. Anche i lupi bionici Qwert e Tyop metterebbero in allarme chiunque, con i loro inserti di metallo; quindi fanno gruppo con il troll, in attesa che ci sia da menare le zampe e le zanne. Recentemente la marmaglia terroristica ha preso di mira anche i giornalisti ed altri perditempo, che confondono i teatri di guerra con i parchi giochi. Questi fessacchiotti si illudono che i microfoni e le telecamere inducano i terroristi a trattarli bene; come se quella marmaglia avesse bisogno di loro per fare business e propaganda. Un tempo le cose forse andavano così, ma ora i lanciatori di pietre ed i bombaroli da piazza del mercato hanno fatto un pericoloso salto di qualità. Oggigiorno i giornalisti vengono catturati per chiedere improponibili riscatti multimilionari. Una scusa per tagliare loro la gola in diretta, come si usa fare tra fanatici dei filmati autoprodotti. Gli smatphone ed i tablet rendono possibile condividere agevolmente qualsiasi contenuto, senza entrare nel merito dei contenuti. Uno di questi giornalisti ha appena concluso la sua esistenza terrena tra le sabbie del deserto, con uno sgozzamento molto poco glorioso, operato ai suoi danni da un occidentale mascherato di nero, convertito alla causa degli attaccabrighe e degli assassini di massa. Zara e Jedd possono passare per una turista accompagnata da un servitore tuttofare (sebbene a lui quel ruolo non piaccia troppo). Gironzolano tra i villaggi di gente poverissima, che farebbe volentieri a meno di quella guerra santa per fessi. Si informano con molta discrezione sulle attività dei fanatici. Alla fine assumono un atteggiamento sufficientemente esagitato da rendere possibile il loro arruolamento in prova nelle file della marmaglia assassina. Per prima cosa intendono mettere le mani sul traditore che ha ammazzato il reporter; poi inviteranno Zadox, Qwert e Tyop alla resa dei conti. Il traditore in questione è uno dei tanti cretini cresciuti e pasciuti nell'opulento occidente, che improvvisamente decidono di dover fare qualcosa di molto drastico. Gli psichiatri televisivi indulgono in insensate analisi sui motivi profondi di tali conversioni. Senza perdere tempo a studiare le cose che evidentemente agli psichiatri hanno bruciato il cervello, l'uomo della strada risponderebbe che si tratta di pazzi bastardi ingrati. Cosa c'entra la religione con la gola di quel povero fesso di giornalista? Anche lui si credeva un eroe, ma non aveva capito di essere finito in un conflitto più intra-religioso che inter-religioso. Zara è bravissima nel combattimento corpo a corpo, ma non ha ancora tirato fuori la frusta, con la quale fa dei mezzi miracoli. Jedd è il vero tagliagole della situazione, ma non si accanisce vigliaccamente sulle persone legate ed inginocchiate. Per quanto la marmaglia integralista sia a dir poco maschilista, molti di quei fottuti cammellieri ci provano con Zara, che però nulla vuole avere a che fare con simili cretini. Lo spiega in vari modi, a diversi personaggi, spezzando loro braccia, clavicole e frantumando rotule. Dopo un po' anche i più fessi si tengono alla larga da lei, per arrivare integri al martirio. In un'azione particolarmente vigliacca contro un villaggio di gente povera e disarmata, i guerriglieri fasulli malmenano donne, donne a bambini. Zara e Jedd sfruttano la confusione per adoperare le loro arti peculiari contro i terroristi. Il nano tagliagole irrompe in una casa, mentre in tre si accingono a violentare tutte le donne e le bambine presenti. Jedd estrae i suoi coltelli affilatissimi ed esegue una serie di passi di danza e di salti, che fanno parte del suo repertorio di dispensatore di morte. Quando il primo dei tre criminali si accorge di perdere sangue dalla gola recisa, gli altri due sono già stati accoltellati. Non molto lontano, la frusta di Zara colpisce le giunture della marmaglia, abbattendoli al suolo. Poi con la medesima arma li strangola uno dopo l'altro. Nel caos dell'assalto al villaggio, il colossale Zadox si è avvicinato per aiutare i suoi amici. Sebbene sia alto e massiccio oltre ogni umana possibilità di emulazione, il troll sfrutta le ombre ed ogni riparo. La sua natura gli permette infatti di trovarsi a suo agio tra le rocce e le macerie della umana follia. Ogni suo pugno distrugge la debole carne e le fragili ossa dei suoi avversari. Le pallottole non lo fermano, ma, infastidendolo, lo rendono ancora più pericoloso. I lupi bionici Qwert e Tyop trovano alfine il traditore che dovevano stanare. Essendo un vile si trova ai margini di quella battaglia senza gloria. Gli sarebbe convenuto rimanere in patria a fare il cantante strapagato. Le zanne e le mascelle di Qwert e Tyop risentono positivamente degli apporti e degli inserti metallici che li hanno resi ciò che sono. Con movenze a metà tra il robotico ed il lupesco, le due belve convergono in perfetta sintonia sulla loro preda, che viene abbattuta come fosse un fuscello. Quindi, prima che il traditore possa aprire bocca per urlare, lo riducono sapientemente in brani difficilmente riconoscibili.
martedì 19 agosto 2014
BOMBE, PAZZI E DIGHE_359° episodio
Sebbene una bomba atomica possa essere collocata in varie zone della città, producendo comunque grandi danni, non è facile trasportarne i pezzi ed assemblarla. Galadriel scruta e percorre Internet con una potenza, una velocità ed una perizia irraggiungibili da qualunque cervello umano. Riferimenti ad esplosioni, distruzioni, stragi e simili ne trova anche troppe, visto che la cosiddetta rete sembra essere diventata il rifugio dei pazzi e dei mitomani. Il super computer senziente discrimina necessariamente all'interno di una quantità smisurata di post, tweet e vaneggiamenti vari ciò che può essere correlato ad effettive pericolosità. Non sarebbe infatti il caso di chiedere a Ferox di braccare qualche giovinastro brufoloso e sociopatico. Sono individui pericolosi, ma solo per se stessi. Ferox viene viceversa inviata ad indagare su una ditta di spedizionieri, sospettati dì avere importato componenti utili alla fabbricazione dell'ordigno. Grossi camion pervengono ad una struttura scoperta ma cintata; dovrebbe trattarsi di una rimessa notturna per i bisonti della strada. La donna leopardo li scruta non vista, nascosta tra le foglie di un albero, dove si sente a suo agio come una belva della jungla. Gli umani che scendono dai camion hanno in effetti un atteggiamento sospetto. Le loro interazioni ricordano più quelle dei galeotti in libera uscita che quelle tra onesti lavoratori sottopagati. Ferox deve accedere all'unico caseggiato coperto presente entro la cinta. Quando scende la notte, la sua natura felina si esalta al massimo, e chiunque si frapponga tra lei ed il suo obiettivo rischia di lasciarci le penne. Le guardie armate non si accorgono che lei è scivolata dentro la cinta muraria, ed è un bene per loro. Silenziosamente Ferox fruga tra scatoloni e casse alla ricerca di un oggetto che non dovrebbe trovarsi lì. Trova anche dispositivi meccanici complessi, ma non utilizzabili per realizzare uno strumento di distruzione di massa. La pista sembrerebbe esaurirsi nel nulla, sennonché un allarme elettronico attiva una rumorosissima sirena. Una moltitudine di tagliagole schizza sollecitamente fuori da ogni tana o buco. Armati di mazze, coltelli, machete e pistole si lanciano all'attacco, certi di poter sbaragliare con la forza del numero la famosa e micidiale mutante felina. Questo sviluppo rende ulteriormente sospetta l'attività di rimessaggio, che finora era risultata fin troppo regolare. L'eccessiva applicazione delle norme di legge è infatti in talune attività a dir poco insolita. Ma adesso la parola passa alle armi dei camionisti ed agli artigli della donna leopardo. Si capisce subito che quelli che spavaldamente si tuffano nella mischia letale sono esperti nel combattimento corpo a corpo. Nessun autista rischierebbe infatti di farsi sventrare da Ferox, la cui fama la precede. Costoro sono di certo molto ben retribuiti e fin troppo sicuri delle loro possibilità. Capita tuttavia agli esperti di arti marziali di sopravvalutarsi. Sovente poi è sufficiente un cane o un gatto particolarmente agguerriti per rendere inutili anni ed anni di sudate in puzzolenti palestre. Ferox però non è un gattino; i suoi artigli non sono semplici unghie, bensì lame in grado di intaccare l'acciaio. Sono formidabili come il titanio; le ossa umane pertanto non rappresentano alcun credibile ostacolo alla loro penetrazione. In un balenio di lame e di artigli mutanti, il sangue sgorga copioso, ma non è quello di Ferox. Nel crescendo della lotta i pazzi umani non focalizzano che finora la donna leopardo ci è andata giù piano. Ora che si sta veramente innervosendo, decine di vite allo sbaraglio sono a rischio di drastica e dolorosa interruzione. Solo un intervento esterno può salvare quei cretini. La detective Lucrezia, accompagnata dalle colleghe telepati Valeria ed Elisabetta, deve impegnarsi non poco per farlo. La detective, grazie alla simbiosi con Ferox, dispone di poteri felini che ora utilizza per collaborare con la sua amica. I loro avversari più fortunati evitano pertanto di farsi sventrare da Ferox, e si accontentano di essere storditi dalla poliziotta, che li percuote con calci e pugni di potenza inaspettata. Elisabetta e Valeria estraggono le pistole, pronte ad intervenire contro chi volesse portare lo scontro su un livello di pericolosità più alto. I meno esagitati tra gli spedizionieri decidono allora di fare lavorare il cervello, cessando unilateralmente le ostilità. Dopo pochi minuti, gli ultimi tra gli stupidi si trovano stesi a terra, sanguinanti o semplicemente pesti. Le due assistenti di Lucrezia li tengono sotto tiro con le loro pistole. La detective prende il comando delle operazioni, ma tutti gli occhi ancora aperti sono puntati sulla donna leopardo, pronta a riprendere le ostilità. Gli spedizionieri ammettono alcune irregolarità nei loro carichi, negando recisamente il coinvolgimento in cospirazioni terroristiche. Ferox, Lucrezia, Elisabetta e Valeria vengono accompagnate a visionare i container ed il carico. Dopo una meticolosa e noiosa verifica, la detective annuncia che segnalerà le infrazioni riscontrate. Questa pista si rivela quindi apparentemente infruttuosa rispetto all'indagine principale. Il dottor Occulto, che a bordo della Vae Victis coordina le operazioni, prende nota. Dragonfire, che è pronto a partecipare alla ricerca dei componenti della bomba atomica, deve volare con urgenza ad alcune centinaia di chilometri di distanza. È in atto un assalto ad una diga; i criminali minacciano di farla saltare, annegando e spazzando via un numero imprecisato di abitanti della valle sottostante. Il terrorista, che coordina l'assemblaggio della bomba atomica urbana, viene colto da una crisi di ulteriore follia criminale, quando viene a conoscenza dell'apparente insuccesso di Ferox. Il punto è che Galadriel non aveva sbagliato ad indicare quella traccia, perché essendo un super-computer elabora dati e non impressioni. Gli stessi spedizionieri non erano a conoscenza della misura del loro coinvolgimento nel piano. I pezzi che dovevano arrivare ed essere distribuiti non potranno più sfruttare quel canale; l'azione della donna leopardo è stata quindi utile in quanto preventiva, anche se lo si certificherà solo alla fine delle operazioni. Fulminatore e Kong sono stati allertati dagli Annusatori delle Tenebre. I quattro ragazzini, allievi del vampiro di Akros noto come Red O'Neal, sono infatti sensibili a tracce tenui e quasi impalpabili. Di notte, assieme all'amica extraterrestre Lyra, circolano per la città ad “annusare” piste, che nel silenzio diffuso diventano visibili a chi abbia la facoltà di vederle. La notte ed il sonno ci inducono ad abbassare la guardia, come sanno bene anche gli Esploratori dei Sogni. Fulminatore e Kong trovano una bomba atomica quasi completamente assemblata, collocata su un basamento tubolare d'acciaio. Si trova, come prevedibile, in un enorme locale sotterraneo, collocato sotto un anonimo palazzo. Gli umani non sono capaci di raccogliere le molteplici informazioni che rimangono invischiate in una onnipresente ragnatela che pervade la nostra realtà. Chiunque abbia contribuito a costruire quella bomba ha, senza volere, lasciato in giro pezzi di emozione, che non si sono ancora dissipati. In questa ragnatela ectoplasmica ci sono pensieri occasionali o definiti, immagini, odori, sapori ed altro ancora. Fulminatore e Kong sono andati a colpo sicuro, conoscendo la portata dei poteri non ancora pienamente sviluppati degli allievi di Red O'Neal. Il dottor Occulto viene messo a conoscenza del ritrovamento, ma in quel frangente irrompono gli immancabili sgherri dell'organizzazione criminale. Saltando da fermo, senza alcuna rincorsa, Kong si tuffa nel mucchio. La sua azione a sorpresa abbatte tre nemici, impedendo loro di sparare. Peraltro dovrebbero fare attenzione a dove finiscono i proiettili delle loro armi da fuoco, essendo in presenza di un ordigno atomico, che per sua natura è tutto fuorché gestibile e rassicurante. Gli armigeri si allargano a ventaglio, coll'intento di prendere in mezzo l'uomo bestia di Evolution. Fulminatore evita loro una serie di fratture scomposte colpendoli con scariche elettriche non letali ma dolorosissime. La disputa dura pochi minuti ed è a senso unico: i cattivi hanno perso il fortino, ed i buoni hanno messo le mani sulla bomba atomica, o almeno così pare. Come gli Annusatori delle Tenebre, anche gli Esploratori dei Sogni collaborano con Evolution. Nella tana dei licantropi, il Lupo Nero presidia i corpi dei suoi colleghi, che stanno viaggiando nei sogni altrui. Cercano riferimenti ad ordigni nucleari e distruzioni di massa. Rebecca, Sonia, David e Pedro assumono la forma a loro più congeniale: quella dei lupi mannari bipedi. I quattro Giovani Licantropi cacciano assieme, passando attraverso i sogni di persone che sovente si destano di soprassalto. Alcuni bambini chiamano la mamma ed il papà, svegliandoli nel cuore della notte, ma i lupi mannari hanno altri bersagli da colpire, e passano oltre. La dimensione onirica muta di continuo, in modo imprevedibile. Dalla cima di una collina, i Giovani Licantropi osservano un gruppo di individui sospetti, che armeggiano attorno ad un aggeggio dall'aspetto strano. In un altro quadrante di quella dimensione, pressoché priva di limiti spazio-temporali, Clara e Cyberdog compiono grandi balzi; i loro simbionti alieni, Transformatron e Tecnoragno, hanno imparato a seguirli anche in quello stato dell'esistenza, e li fortificano considerevolmente. Sulla Terra, il cagnolino cibernetico e Clara sono vincolati dalla gravità, che nella dimensione dei sogni è un fenomeno marginale. Seguono abbastanza agevolmente tre banditi, che attraversano rombando un bosco, a bordo di grosse moto fuoristrada. Braxcat, che è l'unico a poter circolare nella dimensione dei sogni con il suo corpo fisico semi-demoniaco, si è fatto crescere due grosse ali da pterodattilo. Come un piccolo drago volante, l'araldo di Braxal combatte una battaglia area contro un triplano; il pilota, emulo del Barone Rosso, non si formalizza peraltro a combattere contro un gatto volante, e cerca di abbatterlo a mitragliate. I terroristi che effettuano regolazioni a quello che è sicuramente un ordigno letale non si avvedono dell'attacco lampo dei Giovani Licantropi, che iniziano ad ululare solo quando giungono a pochi metri di distanza dalle loro prede. La battaglia è cruenta al punto giusto, e la sorpresa gioca a vantaggio dei quattro mutaforma lupeschi. Trattandosi di un sogno, non ha alcun senso infliggere ferite più o meno profonde. Catturarli, legarli ed interrogarli sì. Ogni resistenza da parte dei bombaroli cade completamente quando la Maga, nel suo corpo astrale, si unisce ai suoi alleati pelosi. I cattivi non possono sfuggire al suo potere in questa dimensione, come non potrebbero nella nostra. L'allieva del dottor Occulto fruga nelle loro testoline alla ricerca di informazioni sensibili, e le ottiene. Clara e Cyberdog piombano su due dei motociclisti, abbattendoli; le moto rimbalzano e si schiantano contro gli alberi. Il terzo della banda si sente ormai in salvo, quando da un buco nello spazio compare Braxcat. Il gattino demone ha appena precipitato al suolo il suo Barone Rosso, e sta cercando altre grane. Velocissimo, piomba sulla sua vittima, piantandole artigli lunghi e sottili nella schiena. Così anche il terzo dei teppisti si schianta pesto e sanguinante. Gli Esploratori dei Sogni, conclusa la loro missione, si riuniscono in un batter d'occhio, grazie alla peculiare natura della dimensione onirica. Adesso la Maga ha modo di scandagliare anche le testoline dei tre motociclisti feriti ed abbacchiati. Sulla Terra i medesimi terroristi sognanti tentano di sfuggire alla cattura svegliandosi, ma la mutante telepatica glielo impedisce. Si tratta di fanatici, che assecondano un piano di distruzione di massa per motivi futili e stupidi. Le informazioni che sono costretti a rivelare confermano l'esistenza di un secondo ordigno atomico. Quindi forse la bomba trovata da Kong e Fulminatore era uno specchio per le allodole; oppure il secondo ordigno configura un piano B. Dragonfire giunge volando con il suo dragoncraft alla diga che un'altra banda di pazzi vorrebbe fare saltare in aria. Il dottor Occulto che, dalla Vae Victis segue l'evolversi della situazione, sospetta che le bombe e la diga facciano parte di un unico pacchetto, e che alla fine i veri mandanti siano i soliti vecchiacci maledetti di Omega. Difficile che altri abbiano i mezzi e la capacità di ordire piani tanto complicati, e difficili da comprendere e sventare. Occulto avvisa Dragonfire delle vittorie conseguite da Evolution e dagli Esploratori dei Sogni. Intanto il drago deve fare i conti con i colpi di una contraerea, che lo ha preso di mira. Basta però un piccolo sforzo di concentrazione ed il suo supporto di volo antigravitazionale balza in avanti a velocità prossima a quella del suono. I terroristi che hanno preso possesso della diga sono molti e bene armati. La versione mediatica, secondo la quale queste azioni siano condotte da ex studenti ed ex cammellieri, è leggendaria e volutamente fasulla. Non dimentichiamo che Omega manipola i media, ed i mezzi busti televisivi si limitano a leggere notizie sovente prive di fondamento. Alcuni proiettili colpiscono la corazza naturale di Dragonfire, lasciandolo indenne ma non indifferente. I suoi avversari intenderebbero uccidere per annegamento migliaia di persone, con danni collaterali incalcolabili. Il drago di Evolution è qui per impedirlo con un impeto ed una motivazione che dovrebbe indurre i mercenari bombaroli a scappare il più lontano possibile. Ma ormai per loro è troppo tardi.
venerdì 15 agosto 2014
INDAGATORI E VENDICATORI_358° episodio
In piena estate, la notizia non suscita l'attenzione che meriterebbe. Un ex marito uccide l'ex moglie davanti ai figli. Poi scappa. La polizia organizza posti di blocco, ma il delinquente gode dell'appoggio di qualche suo compare di delitti e merende. Questo è un lavoro per gli Hunter Killer. I serpentoidi extraterrestri inseguono i criminali per mestiere; autorizzati dalle autorità delle nazioni che hanno aderito a questo contratto d'ingaggio. Gli Hunter Killer aspettano solo che sia emessa una taglia sul delinquente. La cosiddetta opinione pubblica non deve sapere dell'esistenza di un tale accordo con quelli che i cittadini considererebbero dei mostri. L'opinione pubblica in realtà è una favola, una farsa ed una bufala. I giornalisti sono pagati, ed anche parecchio, per fabbricare e distribuire al popolo bue le ferme convinzioni che i governanti desiderano e preferiscono. I giornali non fanno interviste, ma suggeriscono risposte a domande che qualcuno studia a tavolino. I giornalisti non sanno delle taglie sui criminali, perché se pubblicassero la notizia i perbenisti dovrebbero far finta di cadere dal pero. Molti tra i perbenisti recitano infatti una parte, utile a calmare una parte dell'elettorato bue. I perbenisti più illustri sono ricchi come i loro avversari politici, e tutti assieme prendono in giro i cretini. Un muro di gomma che però qualche volta si mostra incrinato. Un giornalista rampante, senza altro dio che il successo, riceve un'imbeccata da una delle sue fonti. In realtà si tratta di una manipolazione ordita da Omega, ai danni degli Hunter Killer, notoriamente alleati di Evolution. Al giornalista viene raccontato di attività aliene sulla Terra. Il giornalista dapprima ridacchia; poi però, spinto dall'avidità, cerca di quantificare il suo guadagno, caso mai la pista conducesse veramente a cacciatori di taglie provenienti da un altro mondo. Quella notte stessa il giornalista viene condotto dal suo contratto in un luogo estremamente isolato, dove i serpentoidi si riuniscono. L'umano deve introdursi in cunicoli che metterebbero in difficoltà finanche uno speleologo professionista. Il giornalista non è uno speleologo e non è neppure vestito adeguatamente. Bisogna riconoscergli una grande testardaggine, perché a forza di battere la testa contro ostacoli nel buio giunge al punto di osservazione che il suo collaboratore gli aveva promesso. Il suo contratto nel frattempo ha però tagliato la corda, giacché neppure il denaro di Omega lo può convincere ad avvicinarsi troppo a quegli alieni letali. Dal giornalista ha già incassato la cifra pattuita, ed ha ottenuto ciò che cercava; che si arrangi. Nel grande sotterraneo poco illuminato ci sono quattro enormi rettili che paiono scolpiti nella roccia. All'inizio il giornalista pensa siano statue, ed è pronto a tornare sui suoi passi per farsi restituire i soldi dal tizio che a questo punto sembra gli abbia tirato un bidone. Lo farebbe tirando un sospiro di sollievo, poiché non saprebbe come reagire se quei rettili minacciosi fossero vivi. Li osserva ancora una volta, con maggiore attenzione. Gli pare di avere finanche notato un movimento in quelle spire serpentine. Poi accade che il più grosso tra gli Hunter Killer volti la sua enorme testa verso il giornalista, che si rende conto di distare poche centinaia di metri da quel terrore proveniente da abissi imperscrutabili. Stritolatore fissa i suoi occhi magnetici negli occhi del piccolo umano, che si sente come un topolino, preda e prossima cena di un rettile senza pietà. Questo è vero: i serpentoidi non conoscono la pietà; non sarebbero cosa farsene. Non hanno conquistato il loro pianeta con le chiacchiere, bensì con la forza delle spire, delle zanne velenifere e delle creste ossee frontali. Ciò che il giornalista ancora non sa è che gli Hunter Killer sono in cinque, e Sysform è dietro di lui. Sysform è un serpentoide femmina; l'unica del gruppo degli Hunter Killer. È decisamente più piccola di Stritolatore, Boa, Pitone ed Anaconda, ma non le sarebbe difficile uccidere il giornalista in due o tre modi diversi. Invece si limita a studiarlo, grazie ai suoi sensi alieni. La lingua di Sysform saetta come quella dei serpenti terrestri; lo annusa, ma forse non intende cibarsene. Il giornalista viene condotto nel sotterraneo e circondato dagli Hunter Killer, che dimostrano di avere un loro senso dell'umorismo. Il giornalista non si sta tuttavia divertendo in alcun modo. Non è armato, ma non oserebbe estrarre una pistola neppure se ne avesse una. Adesso i serpentoidi gli parlano, usando un dispositivo di traduzione simultanea che rende comprensibili agli umani i sibili prodotti da quelle laringi extraterrestri. Il risultato è una sequenza di parole roche, prive di qualsiasi tono amichevole. Stritolatore chiede al fastidioso umano cosa ci faccia da quelle parti, e perché li stesse spiando. Il giornalista viene colto da un'intuizione che gli salva la vita, e rivela a quella creatura da incubo la sua indagine sui cacciatori di taglie alieni. I serpentoidi confabulano tra loro; le opzioni sono di eliminare l'intruso o di coinvolgerlo nella loro missione come osservatore. La seconda è una posizione di minoranza, sostenuta da Sysform e Boa. La decisione spetta comunque a Stritolatore, che è il capo degli Hunter Killer. Lui al momento non ha fame, per cui il giornalista rimane in vita. Stritolatore affida a Sysform ed a Boa il fastidioso bipede, e subito prende ad occuparsi d'altro. Steve, questo il nome del giornalista, inizia quindi ad indagare sull'ex marito assassino in fuga. Gli Hunter Killer lo vogliono trovare prima della polizia, per incassare la taglia; sperando che quel maiale non si suicidi. Steve chiede in giro, sapendo che due serpentoidi letali lo tengono d'occhio. Il criminale potrebbe essersi allontanato in autostrada, oppure essersi nascosto. Si tratta di capire se abbia amici o compari disposti a rischiare la galera per aiutarlo. Boa e Sysform si muovono attraverso cunicoli e cantine. Grazie alla loro tecnologia aliena ascoltano i discorsi di molte persone, che non immaginano di essere spiate. Men che meno gli umani immaginano che ad osservarli siano dei cacciatori di taglie extraterrestri. Tutto sommato Steve si lascia coinvolgere in questa strana esperienza al limite del credibile. Si rende conto che, comunque vada a finire, se non sarà divorato dai suoi nuovi amici, non oserà raccontare ciò che è realmente accaduto; in merito a ciò, i serpentoidi non hanno dubbi. A notte inoltrata, Steve incontra Sysform e Boa, in un edificio semi abbandonato. Lui ha scoperto qualcosa, che non crede l'ora di rivelare, ma gli Hunter Killer non si vedono. Arrivano viceversa dei teppisti che usano quelle rovine urbane come base per lo spaccio della droga. Vedendolo da solo, i tagliagole ridacchiano. Steve teme per la sua incolumità, ma anche per quella di quei cretini; ma per loro è troppo tardi. Veloce e massiccio, Boa ne atterra due, mentre il terzo incappa in Sysform, che lo abbatte con un colpo della sua durissima testa in pieno petto. Le creste ossee della serpentoide producono un sinistro scricchiolio urtando le costole del fragile umano. I teppisti sono a terra, immobili e forse morenti. Gli Hunter Killer sono autorizzati ad uccidere la feccia umana, ma non dovrebbero seminare in giro troppi cadaveri in azioni collaterali. Il giornalista è ovviamente impressionato dalla potenza e dalla mancanza di scrupoli dei serpentoidi. Ma riflette sul fatto che taluni umani si comportano anche peggio, senza avere la scusa della nascita extraterrestre. Tocca a Steve bussare alla porta della casa dove il marito assassino si è rintanato come un topo di fogna. Nel frattempo Sysform e Boa entrano da una finestra. Steve si presenta come ciò che è: un operatore dei media. È molto bravo ad imbambolare l'ignobile figuro, permettendogli addirittura un'intervista. Il delinquente quasi ci casca, giacché vanno di moda le interviste a chi spara o sgozza i propri familiari. Ci sono troppi idioti che per motivi imperscrutabili vogliono trovare una giustificazione a qualunque efferatezza. Come se esistessero provocazioni sufficientemente grandi da autorizzare i comportamenti dei degenerati che fanno notizia. Alla fine però il criminale scaccia il giornalista. Sta pensando di consegnarsi alla polizia. Nessuna fuga eroica in autostrada; nessuna sparatoria finale. Il tizio che ha appena eliminato l'ex moglie non ha alcuna intenzione di suicidarsi, e non è per nulla pentito. Troverà un avvocato di quelli che venderebbero la loro madre per trenta denari, o forse meno. Simulerà un disturbo bipolare; suona bene e nessuno sa cosa sia, né se esista sul serio. In casa trova però ad attenderlo Sysform la serpentoide. Steve scoprirà in seguito che Boa è stato incaricato di una nuova cattura, vivo o morto. Visto che l'assassino ha lasciato la porta socchiusa, il giornalista cede alla curiosità morbosa che lo muove. In casa, la cacciatrice e la sua vittima si confrontano. Un rettile serpentiforme lungo tre metri impressionerebbe chiunque. Sysform pensa a cosa combinerebbe l'umano se si trovasse di fronte uno dei maschi del gruppo. Sono tutti più grossi del più grosso serpente terrestre, e Stritolatore è il massimo. L'assassino tremante riesce tuttavia ad impugnare la pistola con la quale ha posto fine alla vita dell'ex moglie. Steve coraggiosamente cerca di convincere il delinquente ad arrendersi, ma ottiene solo di farsi prendere di mira. Poi, in una frazione di secondo, la velocissima Sysform scatta come una molla d'acciaio, ma non colpisce con la testa protetta da durissime creste ossee, bensì con le zanne velenifere. Come due pugnali penetrano nella spalla sinistra della preda, inoculandogli un veleno paralizzante, che entra subito in circolo. Intanto Boa ha a sua volta trovato un padre che ha accoltellato la figlia di un anno e mezzo. I serpentoidi sono spietati quanto basta e verso chi lo merita. Non capiscono però certi comportamenti contro natura. I serpentoidi difendono i loro cuccioli; non li uccidono. Questo delinquente si è già consegnato alla polizia, e si sente sicuro in cella. Si sbaglia di grosso, perché gli Hunter Killer hanno preso in carico la sua taglia. Sysform osserva senza particolare interesse l'agonia della sua preda. Peccato non potergli bere il sangue, dato che è saturo di tossine di vario tipo. Steve è affascinato da ciò che ha visto, e spera che gli Hunter Killer lo rendano partecipe di molte altre esecuzioni come questa. Una feccia umana sta morendo in una pozza dei suoi fetidi liquidi, e Steve ne è semplicemente estasiato. Il motivo per cui vengono emesse le taglie sulla cattura o sulla eliminazione fisica dei criminali è il diffuso buonismo che impedisce di fare pulizia legalmente. Così accade che un condannato alla pena capitale rimanga detenuto per una o due decine di anni prima della esecuzione. Boa sa dove trovare la sua vittima, che a sua volta è un carnefice. L'informazione gli arriva segretamente dai vertici della più polizia stessa. Unico piccolo ostacolo un secondino che non dovrebbe trovarsi lì. Ha sostituito un collega ammalato ed ora rischia di essere massacrato da un serpentoide extraterrestre. Quando Boa scivola nel locale che conduce alle celle di detenzione, il secondino arretra allarmato, armeggiando con la sua pistola. L'Hunter Killer si limita a fissarlo con i suoi terrificanti occhi gialli, e mentre lo fa proietta la sua forza sciamanica nella mente del secondino. Ne risulta uno sconvolgimento che costringe l'umano ad inginocchiarsi. Si tiene la testa tra le mani, cercando di fare cessare quel grande dolore. Boa gli parla grazie al traduttore universale. Una voce antica, saggia, possente e spietata, che non gli chiede bensì gli ordina di aprire la cella. Il criminale in essa detenuto, che si illudeva di cavarsela dopo il grave delitto commesso, non implora pietà, giacché il terrificante serpentoide non si farebbe di certo ingannare da argomentazioni che imbambolerebbero taluni sfaccendati e decerebrati umani. La stretta di Boa non lascia scampo al delinquente che poche ore fa ha accoltellato sua figlia, mentre si trovava nella culla, e forse strillava come fanno tutti i bambini. Nessun pentimento nell'assassino, ma a Boa la cosa non fa né caldo né freddo. Non lo morde per non agevolargli la dipartita. Lo avvolge viceversa in un abbraccio tale da mettere in difficoltà un bufalo della savana. Infine il cuore nero della feccia umana gli esplode del petto. Il sangue esce dalle orecchie e da ogni altro l'orifizio, portandosi via quella esistenza degenerata. Data la stranezza del decesso, tocca alla detective Lucrezia indagare. Lei, che è simbionte della donna leopardo di Evolution, immagina che sia opera degli Hunter Killer, e li invidia per la loro missione e specialmente per la loro licenza di uccidere. Poco dopo però riceve una comunicazione urgente, per un caso di terrorismo urbano, e smette di pensare alla povera bambina pugnalata e vendicata. Si dice che la vendetta non sia soddisfacente, ma lasciare sopravvivere certi soggetti è peggio. Elisabetta e Valeria, le sue assistenti dotate di poteri telepatici, vengono messe a conoscenza che un gruppo di pazzi sostiene di avere collocato un ordigno nucleare in città. Non bisogna allarmare la popolazione, quindi la ricerca deve mantenere un basso profilo. Sono coinvolti anche i giovanissimi Annusatori delle Tenebre, che quella notte stessa usano i loro poteri per cercare le tracce di una bomba atomica. Elisabetta e Valeria possono scandagliare telepaticamente alcune menti umane alla volta. Un potere che funziona solo a distanza ravvicinata. Ciononostante le due ragazze e la detective Lucrezia non si sottraggono a quella incombenza. Evolution intanto si concentra su piste più probabili localizzate dal super-computer Galadriel.
lunedì 11 agosto 2014
IL SANGUE DEI CRIMINALI_357° episodio
Dal velivolo multifunzione progettato da Kong escono levitando, grazie ai loro craft anti-gravitazionali, Ferox, Maga, Fulminatore e Dragonfire. Un lampo di energia emesso dal mutante elettrico colpisce uno degli elicotteri da battaglia, costringendolo ad un atterraggio d'emergenza. Kong rimane a bordo del velivolo multifunzione, che è fornito di lanciatori contro-missili. L'uomo bestia di Evolution intercetta i proiettili ad alto potenziale che i militari stanno sparando contro la Vae Victis. Jeff e Jude, i due componenti dei J-Six impegnati nella missione, continuano il combattimento contro le truppe appiedate. Ferox si tuffa nella bolgia sottostante, per dare man forte ai felini che vivono attorno al Lago della Nave, e la conoscono molto bene. I militari ammirano loro malgrado la forza e l'abilità della donna leopardo, che però sfortunatamente combatte contro di loro. Ferox riunisce in sé la potenza dei leopardi con la strategia marziale riconducibile ad un rigoroso allenamento. La Maga rimane in volo, per poter utilizzare le sue scariche mentali senza doversi guardare le spalle. Corre ovviamente il rischio di essere bersagliata da terra, ma Dragonfire appena atterrato costringe i militari a considerarlo il pericolo principale. Nel frattempo l'ex frate Jordan segue le tracce di uno dei criminali seriali provenienti da Akros. Viene raggiunto da Jim, la cui copertura come genetista è ormai saltata. I mutaforma alieni noti come Jordan e Jim si riconvertono pertanto in cacciatori di taglie. Nell'area geografica pressoché sconosciuta ai tour operator, nota ai servizi segreti come il Lago della Nave, un elicottero militare ha aggirato il grosso della battaglia. Apre il fuoco contro le strutture corazzate del cacciatorpediniere, causando danni minimi. Una delle torrette preposte all'antiaerea ruota per inquadrare il fastidioso soggetto, che riceve indietro con gli interessi ciò che intendeva elargire. Il velivolo da battaglia è ben costruito, e ciò salva la vita al pilota ed al mitragliere. Il rotore principale è però in panne; l'elicottero perde colpi e quota, finendo in acqua. La situazione ispira un gruppetto di coccodrilli, che accorrono con intenti molto poco caritatevoli. Dragonfire si occupa dei mezzi blindati, che colpisce con la sua coda micidiale. Pezzi di metallo schizzano via, convincendo i felini e le jene a tenersi alla larga. Il drago, accertato l'allontanamento di sicurezza dei suoi alleati bipedi e quadrupedi, usa le mani possenti per squarciare ciò che resta di quelle costose macchine da guerra. Kong atterra con il suo velivolo multifunzione, per non perdersi quell'occasione di allenamento. Lui e Ferox costituiscono una coppia d'assalto in grado di entusiasmare i due J-Six in versione uomini della jungla. Pugni che frantumano ossa, artigli che dispensano ferite invalidanti; l'uomo bestia e la donna leopardo danno il colpo di grazia ai soldati dei corpi speciali, addestrati ad uccidere senza pietà. Leoni, leopardi e jene circondano il contingente dei commandos, costringendoli alla resa. Potranno portare via i loro caduti ed i feriti. Molti mancano all'appello; i dispersi sono presumibilmente stati divorati dai carnivori, che hanno ritenuto naturale farlo. Il dottor Occulto ha intanto scoperto, sondando le menti dei sopravvissuti, a chi dire grazie per l'attentato alla Vae Victis. Un vecchio generale, al soldo di Omega, si agita appena gli comunicano della disfatta della sua spedizione di morte. Sa che adesso toccherà a lui subire una ritorsione, ma non può immaginare che il potere del capo di Evolution possa colpirlo a quella distanza. Il dottor Occulto si distacca dal suo corpo fisico, per accedere al piano astrale. Da quel punto di vista privilegiato scorge il suo nemico sotto di sé, che scappa come fosse una piccola formica impaurita. Il più potente telepate del pianeta non vuole ucciderlo, ma solo ricordargli con chi ha a che fare. Lo coglie quindi all'improvviso, sottoponendolo ad una pressione mentale mai provata prima. Il generale dapprima crede di bruciare e si aspetta di morire in una maniera a dir poco atroce; ma la sua pelle non riporta alcun danno. Poi Occulto lo sottopone alla sensazione del freddo estremo, e la vittima di quella pressione mentale si sente come se il caldo di poco prima fosse un concetto incomprensibile. Il trattamento dura pochi secondi, ma il messaggio trasmesso da Occulto arriva a destinazione in maniera inequivocabile. Il criminale seriale proveniente da Akros, inseguito da Jordan e Jim, non vede l'ora di rimettersi al lavoro. Questi maniaci hanno infatti come carattere distintivo una iperattività che rende molto difficile il compito degli investigatori. I terrestri assomigliano molto agli abitanti di Akros, forse perché nei millenni i nostri geni ed i loro si sono mescolati da una parte e dall'altra della barriera dimensionale. Lo sbudellatore che chiameremo Ronald cerca una base operativa, indispensabile per organizzare i suoi macchinosi agguati. Jordan e Jim sono nuovi del mestiere, per cui accettano volentieri i consigli e l'appoggio di vero esperti. Gli Hunter Killer di mestiere fanno i cacciatori di taglie, ma non disdegnano di mettere le loro possenti spire addosso ad un criminale seriale. I due membri dei J-Six incontrano quindi Stritolatore, Boa, Pitone, Anaconda e Sysform. I serpentoidi accettano di dividere con loro il territorio della città. Sono infatti convinti che Ronald non abbia avuto motivo di allontanarsi. La previsione si rivela corretta, ed il giorno dopo sui giornali compare la notizia di una giovane aggredita in un parco pubblico, mentre faceva jogging. La ragazza non è morta, ma il delinquente ci ha provato con impegno; forse è stato interrotto nel suo operato da qualche altro frequentatore serale del parco. Il modus operandi potrebbe essere quello di uno sbudellatore, dato che l'arma adoperata è grossolana ma micidiale. Il Ninja Grigio, che è tornato nella nostra realtà, si è analogamente messo alla ricerca di un secondo assassino proveniente da Akros. Lo chiameremo Robin. Costui ha scelto di infestare una differente zona della stessa città. Forse tra lui e Ronald esiste un accordo o un legame di qualche tipo. Ambedue cercano vittime da immolare alla loro divinità della morte, ma Robin preferisce catturare le sue vittime per poterle seviziare con calma e metodo. Sono due tipi di criminali simili, ma con operatività tali da sconvolgere le testoline ordinate dei profiler. Anche Robin aggredisce una giovane donna, ma lui la narcotizza e la rapisce. Si è già procurato un veicolo, ma prima ancora ha avuto la fortuna di imbattersi in un appartamento che rimane disabitato per gran parte dell'anno. Di tali alloggi urbani ce ne sono parecchi, sovente ignorati dai condomini stessi. Un criminale seriale opera di norma in luoghi spaziosi ed isolati, ma Robin per il momento si adatta. I due criminali non sono tittavia gli unici due abitanti di Akros presenti sulla Terra. Red O'Neal è un vampiro bicentenario che ha preso in carico l'addestramento dei giovanissimi Annusatori delle Tenebre. Franca, Maria, Gianni e Piero, assieme all'amica extraterrestre Lyra, non fanno parte della prima linea nella lotta contro il crimine, ma stanno facendo pratica e tirocinio. Franca, Maria, Gianni e Piero sono stati salvati da morte sicura grazie all'intervento congiunto di Red O'Neal e della Guaritrice di Evolution. Da loro hanno ottenuto anche delle super-percezioni, che consentono loro di seguire piste di degenerati in attività. La pista di Ronald e Robin la fiuta però anche il loro mentore vampiro. Una giovane donna è tenuta prigioniera da un pazzo pugnalatore proveniente da un piano dell'esistenza contiguo. Gli Annusatori delle Tenebre compiono la loro ronda notturna, dopo avere messo a dormire i genitori. Durante il giorno il loro potere non funziona altrettanto bene, per le troppe interferenze; come se non bastasse devono anche andare a scuola. La donna si risveglia dalla narcosi, e si trova incatenata ad un tubo, a due metri da terra, in una cantina. I suoi piedi poggiano su una cassetta in equilibrio precario. Il maniaco è uscito, ma l'ambiente umido e buio è tale da suscitare timori di diverso tipo. Ad esempio, la donna si allarma pensando ai topi, che potrebbero decidere di assaggiarla. Gli Annusatori delle Tenebre sentono il suo stato d'animo, ma non disponendo dei talenti della Navigatrice hanno problemi a localizzarla. Jordan viene allertato, giacché la vittima del criminale seriale si trova in una zona della città di sua pertinenza. È pronto ad intervenire, ma i sotterranei sono il terreno di caccia dei serpentoidi. Anaconda si muove speditamente attraverso condotti che susciterebbero gli incubi in una mente umana, e risulterebbero pressoché impercorribili ad un corpo umano. La sua lingua saettante raccoglie input sensoriali di diverso tipo. Gli Hunter Killer sono cacciatori nati, quindi cercare le tracce è per loro relativamente facile. Mentre si avvicina all'obiettivo, segnala a Jordan i suoi movimenti; il componente dei J-Six prepara le sue armi, pregustando lo scontro con il sordido accoltellatore. Ronald nel frattempo ci riprova con il suo approccio brutale, immediato, ma anche efficace. Sceglie una vittima e la segue; preferisce le giovani donne, caratterizzate da con una buona fisicità. Non vuole infatti che la sua vittima muoia troppo presto. Un grosso coltello molto affilato è pronto a lacerare un corpo innocente, in nome della sua pazzia incurabile. La vittima però si accorge di essere seguita ed accelera il passo. Ronald pensa che i terrestri non siano più furbi degli abitanti di Akros: si fanno prendere dal panico allo stesso modo. Giocando sulla prevedibilità di una vittima terrorizzata, il pazzo smette di inseguirla, ma solo per tagliarle la strada. Le compare davanti come un sinistro mietitore, deciso ad immolarla subito alla divinità della morte che adora. Leva in alto il coltello, mentre lei accenna a lanciare un urlo che nessuno ascolterebbe in tempo. Poi all'improvviso una lama più lunga ed affilata del suo coltello da sbudellatore lo trafigge da parte a parte, e lui vede la katana del Ninja Grigio sbucargli dal centro del petto. La vita lo abbandona, ma l'energia del criminale di Akros non viene sprecata, giacché la spada nera si nutre fino in fondo dell'energia sovrabbondante che pervade quella feccia assassina. Il Ninja Grigio lo ha inseguito, lo ha trovato ed ha posto fine alla sua avventura ed alla sua vita. Quando Anaconda sbuca nella cantina, la donna impazzisce dalla paura. Il colossale rettile però non è lì per uccidere lei. La studia senza accennare ad azzannarla; si potrebbe addirittura dire che la stia proteggendo. I topi, che non sono animali stupidi, scappano al massimo della velocità possibile alle loro zampette. Un rumore di passi e di serratura che si apre annuncia che il criminale seriale superstite è tornato. Quando accende la luce dello scantinato, la sua frenesia perde un colpo, giacché Anaconda è più grosso e potente di qualsiasi serpente terrestre. Anaconda tra gli Hunter Killer è secondo solo al capo, Stritolatore. Al criminale proveniente da Akros non resta che tentare la fuga, richiudendo la porta a chiave. Se i serpentoidi ridessero, adesso Anaconda si scatenerebbe in uno scroscio ininterrotto. Invece sibila scivolando accanto alla donna presa prigioniera; il contatto delle sue scaglie con la sua pelle delicata trasmette brividi, ma anche sensazioni indecifrabili. Una porta di legno chiusa a chiave non costituisce di certo un ostacolo per un rettile di quelle dimensioni, munito di formidabili creste ossee frontali. Il legno si schianta, ma Robin vuole raggiungere l'esterno, essendo quasi certo che il mostro non oserà seguirlo. Anaconda in effetti si ferma, ma solo perché il membro dei J-Six, Jordan, è arrivato. Tocca a lui inseguire il criminale di Akros, e non disdegna di farlo anche in mezzo alla gente. Il sole che sta tramontando sulla città introduce un personaggio nuovo e potente. Red O'Neal, l'istruttore dei giovanissimi Annusatori delle Tenebre, può uscire dalla sua tana senza correre il rischio di bruciacchiarsi la pelle vampirica. I suoi super-sensi gli consentono di tracciare il serial killer proveniente dal suo stesso pianeta. Il vampiro levita e veleggia, mantenendosi invisibile agli occhi umani. I suoi allievi e la loro amica extraterrestre Lyra alzano viceversa gli occhi al cielo, e salutano la sua missione. Jordan nel frattempo è arrivato a tiro della schiena di Robin, che sta correndo sul tetto di un alto edificio; il J-Six ricorda molto bene come si usano le stelle da ninja. Il cacciatore di taglie non è un poliziotto, per cui non deve intimare l'alt al fuggitivo, né tanto meno riassumergli i suoi diritti costituzionali. La stella d'acciaio, scagliata dalla mano ferma di Jordan, sibila nell'aria della sera, e si pianta profondamente nella schiena dello sbudellatore seriale. La ferita non è profonda, ma il sangue scorre abbondante. Robin è spacciato, ma è quasi certo che nell'inferno dove finirà ci sarà ad attenderlo la divinità che ha a lungo servito. Per non dare la soddisfazione di farsi arrestare ancora vivo, decide di buttarsi di sotto, ma non è destinato a toccare l'asfalto da vivo, giacché Red O'Neal lo afferra al volo come un'aquila farebbe con un fragile animaletto trafelato. Jordan può recuperare il corpo del criminale ormai stecchito, ma il sangue che conteneva ha consentito al vampiro di Akros di farsi una lauta colazione.
giovedì 7 agosto 2014
RITORSIONE MILITARE_356° episodio
Braccati dalla potente K-Force, i tagliagole riuniti di Akros si disperdono come conigli. Appena usciti dal varco dimensionale, John, Jack con alcuni umani al seguito osservano lo spettacolo cruento. Uno dei delinquenti, inseguito da Aroo, sfugge per un pelo alla morte, ma solo perché l'uomo lupo di Akros è impegnato a scannare qualcun altro. Tra alcuni secondi toccherà anche a lui, se non troverà una adeguata merce di scambio. Una delle volontarie, che si sono accodate allo staff dei finti archeologi John e Jack, si trova all'improvviso con un coltello puntato alla gola. Il delinquente minaccia di sgozzarla, se la K-Force non lo lascerà scappare. I due J-Six hanno conservato una notevole capacità combattiva, anche adesso che interpretano ruoli diversi. Sono pronti a scattare in difesa della volontaria, ma il Ninja Grigio, sbucato dalle tenebre, li anticipa. La sua katana nera colpisce più veloce di un serpente, ed il pazzo si illude che l'uomo mascherato abbia sbagliato mira. Poi però dalla sua gamba destra erompe un fiotto di sangue arterioso, accompagnato da un dolore lancinante. Il Ninja Grigio non ha però ancora finito con lui, giacché la sua spada nera si deve nutrire, e deve farlo mentre la vita non lo ha ancora abbandonato del tutto. La katana assorbe l'energia vitale residua della feccia umana, ma non la sua anima: non saprebbe cosa farsene. Saziata la sua arma, il guerriero delle ombre solleva la lama verso il cielo, in un saluto alla sua simile, che è impugnata da Krom. Le due spade aliene vibrano all'unisono; poi riprendono il loro cammino di combattimenti gloriosi. Il gigante della K-Force, colpito di striscio da un colpo di pistola, non rallenta neppure per un secondo. La sua pelle è molto resistente, ed il suo metabolismo sta già guarendo la piccola ferita. La strage degli sbudellatori riprende a senso unico, essendo loro quelli che ci lasciano la pelle. Intanto il Ninja Grigio evoca il potere della sua katana per riaprire il portale verso la Terra. Maga, Fulminatore, Kong e Ferox, assistiti da Sysform, Boa, Pitone ed Anaconda sono riusciti ad appropriarsi di alcune provette di antidoto contro l'infezione virale in rapida diffusione. La mutante telepatica, sondando le menti di alcuni militari e scienziati, ha tuttavia scoperto che questa versione dell'antidoto non è stata pienamente sperimentata. Contattato telepaticamente, il dottor Occulto ritiene sia opportuno adoperare comunque il farmaco sui casi più gravi. Il virus elaborato dai militari si sta infatti diffondendo quasi fuori controllo. Kong spinge al massimo il suo velivolo multifunzione, per consegnare ai medici l'antidoto provvisorio. Stritolatore, capo degli Hunter Killer, è rimasto di riserva, come del resto Dragonfire. Il possente serpentoide irrompe come una furia in una sala controllo, le cui coordinate sono state appena decrittate dalla Navigatrice. I militari questa volta impugnano le armi e combattono, ma Stritolatore è il campione della sua razza ed adora i combattimenti all'ultimo sangue, specie quando si tratta del sangue altrui. Privo dell'assistenza da terra, un velivolo invisibile ai radar non si accorge dell'avvicinarsi della vera minaccia. Il dragoncraft trae energia da Dragonfire, quindi non ha alcun problema a superare la barriera del suono. La struttura quasi indistruttibile del drago lo ripara peraltro dal freddo dell'alta quota e dalla mancanza d'aria respirabile. Quando Dragonfire viene avvistato, non è più possibile usare contro di lui alcuna arma, proiettili o missili. L'alieno potentissimo balza dal suo supporto antigravitazionale, che lo attende a distanza di sicurezza. La struttura metallica del jet, strutturata per reggere all'accelerazione ed alla pressione, collassa sotto i pugni colossali del drago di Evolution. L'equipaggio indossa le maschere ad ossigeno, e si ancora alle cinghie interne, per evitare di volare all'esterno. L'aereo trasporta l'antidoto sperimentato, che le autorità militari non avrebbero voluto “sprecare” con i civili infettati. A Dragonfire non interessano i motivi di tanta stoltezza, mentre ordina un atterraggio in località sufficientemente vicina all'ospedale capofila nella cura dell'epidemia. A proposito di stoltezza, alcuni membri delle forze speciali, collocati a difesa del preziosissimo antidoto, compiono l'errore della loro vita. Non potendo fare ricorso alla fiamma, il drago di Evolution risolve comunque la disputa manifestando una frazione della sua super-forza. Dopo mezzo minuto, i soldati ancora in grado di connettere constatano cosa significhi “impari forze”. La forzatura di Evolution costringe le menti malate che hanno reso il virus ancora più letale a condividere l'antidoto. La prima misura da adottare è la chiusura delle frontiere, ed il blocco degli imbarchi aerei e navali. In questo modo il perfido demone Pestilenza viene allontanato dall'occidente che voleva invadere. Poco o nulla da fare peraltro per le popolazioni del continente che da tempo immemorabile è preda delle scorribande di Pestilenza e Carestia. La somministrazione dell'antidoto deve infatti avvenire in condizioni igieniche non improvvisabili in ospedali da campo. Pestilenza si allontana dall'Europa e dall'America, ma si scatena fuori controllo in Africa ed in alcune zone confinanti dell'Asia. Ufficialmente le autorità ringraziano Evolution, ma i burocrati ed i politici al soldo di Omega meditano una ritorsione. Una squadra di guastatori viene infatti inviata nella località desertica ove, in un lago artificiale creato da Dragonfire, naviga la Vae Victis. Costoro sono la crema dei corpi speciali; quindi si tratta di pericolosissimi tagliagole sociopatici, peggiori di ogni serial killer in circolazione. Infatti i corpi speciali mietono molte più vittime tra i civili, con la scusa di lottare per la giustizia e la libertà. Un grosso quadrimotore ad elica vola al di sotto della quota del rilevamento dei radar, ammesso che qualcuno nella zona disponga di apparecchiature radar. Atterrato ad alcuni chilometri di distanza, il colossale velivolo da trasporto spalanca il suo muso per vomitare una serie di loschi figuri su moto, pulci delle dune e mezzi corazzati ruotati. Il cacciatorpediniere Vae Victis, che ha navigato nei mari di questo e di altri mondi, rileva l'aereo in avvicinamento e le fasi preparatorie all'attacco. Ferox, Maga, Fulminatore, Kong ed anche Dragonfire sono ancora assenti, ma stanno tornando a casa. L'errore degli aggressori è di ignorare la presenza del dottor Occulto, assistito dalla Navigatrice e dalla Guaritrice. La nave, che dispone di una consapevolezza intrinseca, predispone e carica i suoi cannoni, per accogliere al meglio i teppisti in divisa. Su Akros, la K-Force ha eliminato quasi tutti i criminali seriali sbudellatori, riuniti nel convegno nazionale della categoria. Il Ninja Grigio ne ha terminato uno che cercava di passare, ma alcuni sono riusciti a superare il varco dimensionale. I componenti dei J-Six presenti se ne sono accorti, ma devono mantenere le sembianze che hanno assunto, e non possono intervenire direttamente. Le spie di Omega sono estremamente fastidiose e non tutte identificate. Tornati sulla Terra John e Jack riprendono la loro ricerca archeologica in quell'antico luogo di culto, per depistare i vecchiacci di Omega che stanno cercando l'elisir di lunga vita. Jordan, che interpretava la parte del frate un po' fuori di testa, non si trova. I suoi amici ricevono una sua comunicazione, che spiega di essersi messo alle calcagna dei serial killer di Akros sconfinati sulla Terra. Jeff l'astronomo, che sostiene di avere trovato un cristallo cosmico dotato di poteri straordinari di rigenerazione, è stato rapito per finta da Kong, assieme a Jude, che interpretava il ladro mascherato acrobata dei comics degli anni '60. L'ultimo del J-Six mancante all'appello è Jim il genetista, il cui laboratorio è stato devastato da un assalto dei terroristi di una non meglio precisata setta religiosa. Jeff e Jude sono a bordo della Vae Victis, pronti ad assumere un nuovo ruolo. La presenza nei pressi del Lago della Nave di una colonia di grossi felini suggerisce ai due J-Six di trasformarsi in uomini della jungla. Dopo avere visionato numerosi film e letto libri del genere, si calano nella parte e scendono ad incontrare i loro nuovi amici. Leonesse, leoni, con la partecipazione di alcuni leopardi costituiscono il gruppo dei grandi felini. Trovare un lago in mezzo al deserto è stato per loro un colpo di fortuna, ed intendono difendere quel luogo da ogni fastidiosa presenza umana. Gli uccelli hanno già riferito dei militari a bordo di rumorosi mezzi di trasporto, che si stanno avvicinando al lago. Leoni e leopardi non sanno che l'obiettivo di quei piantagrane militari è la Vae Victis. Ai grandi felini risulta che quella grande struttura galleggiante sia abitata da esseri differenti e superiori agli umani. Specie il drago, che è un mito per tutti gli esseri viventi di questo pianeta. Arrivano le jene con il loro gruppo numeroso e vociante, intenzionate a partecipare alla difesa del lago come tutti gli altri animali che lì si trovano benissimo. In quel luogo esiste un equilibrio tra la vita e la morte, per cui nessuno tenta di sterminare gli altri. Gli animali lottano tra loro, ed il più debole cade e diventa il pranzo o la cena di chi ha vinto. Jeff e Jude devono dimostrare alle belve di poterle condurre in battaglia. Non sono armati di pistole e fucili, bensì di storditori elettrici. Sfidano il leone capobranco, per ottenere la leadership del piccolo esercito di zanne ed artigli. Gli altri, comprese le jene, obbediranno al più forte, che abbia due o quattro zampe. Jeff e Jude combattono in coppia contro un animale che pesa il doppio di ognuno di loro. Il bestione li studia e li annusa, nota in loro qualche stranezza, riconducibile al fatto che i J-Six provengono da un altro piano dell'esistenza. Non avendo esperienza di alieni, l'enorme felino parte all'attacco contro Jeff. Jude si è tenuto appositamente in disparte per poterlo colpire con i dardi elettrificati. Anche Jeff spara contro il leone, ma usa una granata stordente, giacché i dardi elettrificati non arresterebbero in tempo la sua carica micidiale. Farsi investire da due quintali di leone non è infatti il modo migliore di iniziare un'amicizia ed una leadership. La tecnologia fornita da Evolution ottiene i risultati sperati: l'animale non è ferito e non ha fatto in tempo a sbranare i J-Six, che ringraziano sentitamente. Adesso però è il momento di combattere sul serio, perché i corpi speciali sono arrivati a tiro della Vae Victis, ed iniziano a bersagliarla con le loro armi pesanti. Quando il cacciatorpediniere risponde al fuoco con i suoi pezzi d'artiglieria, gli attaccabrighe comprendono peraltro che quell'assalto non sarà una passeggiata. Jeff intanto ha condotto metà delle sue truppe in un attacco a tenaglia verso il lato destro degli assalitori. Jude fa lo stesso sul lato sinistro, con leoni e jene che già si leccano i baffi. Qualche avvoltoio studia la situazione dall'alto, pregustando di affondare i becchi possenti nelle viscere ancora calde. Alcuni tra gli aggressori si muovono a bordo di carri armati muniti di otto ruote pneumatiche motrici. Sono più veloci dei carri armati cingolati, e più leggeri, ma sobbalzano ogni volta che il loro cannone spara. Le loro corazzature sono più leggere; di conseguenza, le granate dei cannoni navali della Vae Victis possono farli a prezzi. Il cacciatorpediniere aggiusta il tiro, causando un arretramento dei ruotati. Ora però possono smetterla di sparare: la distanza è proibitiva. I militari di carriera non si perdono d'animo, e preparano i lanciarazzi. La Vae Victis dispone tuttavia di una contraerea con puntamento computerizzato. Neppure i missili riescono pertanto a danneggiare la nave di Evolution. Ufficialmente quella missione non sta avendo luogo, come tante altre ordinate dalle gerarchie delle forze armate, fedeli al cavaliere Guerra ed alla marmaglia di Omega. Mentre le truppe speciali organizzano un nuovo assalto, i felini e le jene guidate dai due J-Six li aggrediscono da destra e da sinistra. A distanza ravvicinata i mitragliatori sono meno pratici dei fucili a canne mozze. Sfortunatamente per i commandos non ne hanno a portata di mano. Reagiscono con le pistole, ma non è facile uccidere un leone con le armi leggere. Ne feriscono alcuni, ma gli altri del branco subentrano sguainando artigli che penetrano abiti, pelle e muscoli come coltelli caldi nel burro. Le jene, contente di non doversi accontentare degli scarti di macellazione, distruggono braccia e gambe umane con i loro denti incomparabilmente duri. Ci sono anche i leopardi, più piccoli dei leoni, ma più veloci. A livello di ferocia primordiale forse i leopardi superano anche le jene. I due J-Six in veste di uomini della jungla battono sul tempo tutti gli umani super addestrati. Non sono di questa Terra e lo dimostrano non solo con il loro potere di mutaforma. Nel pieno della battaglia, ormai persa per gli attaccabrighe in divisa cachi, uno di loro trova un lanciafiamme. Lo punta nel mucchio, deciso ad uccidere felini e jene, anche se dovessero andarci di mezzo alcuni dei suoi. In quel momento il dottor Occulto, che si trova sulla Vae Victis, investe la sua mente coll'effetto di una valanga. Risultato: l'arma micidiale gli sfugge di mano, e lui si trova seduto in terra a fissare le zanne e gli occhi di un leopardo e di una jena che lo studiano con intento famelico da non più di un metro di distanza. Gli incursori però non ci stanno a perdere, e richiedono l'intervento aereo. Da una vicina base, decollano elicotteri da battaglia, armati di cannoncini e missili. Gli elicotteri si preparano a massacrare Jeff, Jude e le loro belve; questo accadrebbe certamente, se il velivolo multifunzione di Evolution non facesse in quel frangente la sua tempestiva apparizione.
domenica 3 agosto 2014
ANTIDOTI E VARCHI DIMENSIONALI_355° episodio
Profondità che fanno da premessa ad altre profondità. Viene da pensare che nostri antichissimi progenitori cavernicoli abbiano per primi eletto quel luogo a medium tra l'uomo e gli spiriti della natura. Con il trascorrere dei secoli e poi dei millenni le tribù si sono succedute, ma nessuno ha ripudiato il primo focolare. Perché farlo? Per quale motivo affermare che i propri dèi siano i migliori, se non addirittura gli unici? Meglio non cercarsi nemici ultra potenti. Così il re degli spiriti è diventato re degli dèi; le mitologie vecchie e nuove si sono integrate. Sul primo mucchio di pietre è stato edificato un primo grossolano luogo di culto, coperto da fresche. Poi sono arrivati i mattoni e le travi in legno. Ogni nuovo culto si è sovrapposto ai precedenti, ma scavando abbastanza in profondità si può viaggiare nel tempo. John l'archeologo dei J-Six è entusiasta di ciò che sta facendo. Lo stesso accade al suo assistente Jack, ma non alle spie di Omega, che pensavano di mettere facilmente le mani sulla fonte dell'eterna giovinezza. Bisogna lavorare di piccone, perché gli esplosivi distruggerebbero tutto. Quel lavoro da minatori dura per ore e giorni, poi finalmente l'ultimo diaframma di roccia crolla, rivelando una caverna enorme. La profondità non è proibitiva, ma senza volerlo John, Jack e gli altri hanno appena superato uno dei molti portali esistenti tra la Terra ed Akros. Alcuni tra gli emissari di Omega, che si sono spacciati per collaboratori volontari, tentano di tornare in superficie, per aggiornare i loro padroni. Tornare indietro è però impossibile, giacché il portale si è richiuso. Sulla Terra intanto i due vacanzieri trasportano in patria senza volerlo molti miliardi di virus militarmente mutati. Le persone civili hanno moltissime interazioni fisiche tra loro. Ne hanno moltissime anche di virtuali, ma i virus di quelle non sanno che farsene. Si è detto che l'infezione in questione non si diffonde per via aerea, ma solo in seguito a trasferimenti di secrezioni. Come si fa ad ignorare che goccioline molto piccole non hanno problemi a viaggiare sulle correnti aeree dei condizionatori? Ci sono i filtri, ma se bloccassero finanche le molecole, l'aria stessa non potrebbe circolare. In natura, il virus è più grossolano; quello elaborato nei laboratori militari è viceversa sottile in più di un modo. Ecco perché le vanterie diffuse per sminuire il rischio di una diffusione incontrollabile rimangono tali. I virus, che per alcuni non sono vere forme di vita, non si formalizzano per così poco, e si comportano come la colonizzazione fosse il loro scopo. Il comportamento dei virus è estremamente essenziale: distruggono o sono distrutti. Quelli rimasti nei corpi dei due vacanzieri continuano a combattere contro le loro difese immunitarie sempre più deboli. I virus che prendono il volo dai due umani avanzano fino a trovare un ostacolo o un passaggio. Il loro numero è la loro forza, come lo è la loro aggressività senza pari. Il fatto che i virus abbiano superato facilmente le barriere inadeguate diventa evidente quando infermieri e medici si ammalano, manifestando i temuti sintomi. Da qualche parte esiste tuttavia una difesa, studiata dagli stessi scriteriati che li hanno resi più potenti. I militari però non ammettono di essere corresponsabili di quel disastro incalcolabile. Nel frattempo, l'impronta di Pestilenza viene avvertita da uno dei pochi sulla Terra in grado di farlo. Il dottor Occulto formula istantaneamente un piano: trovare l'antidoto, che si trova in un impianto super-segreto. Il super-computer Galadriel sfrutta al massimo la sua capacità di calcolo, per rilevare in rete anche il minimo accenno ad un laboratorio militare. La guerra batteriologica è poco popolare, ma individui potenti e privi di scrupoli la preparano con cura. Omega ha ovviamente lo zampino anche in questi comportamenti scriteriati. Una grossa base militare può rimanere segreta solo nei fumetti. Nella realtà, i camion di approvvigionamenti non possono essere ignorati dalla popolazione civile. Le strade fisiche non sono infinite, anzi di solito sono due o tre, specie se la base in questione si trova in una zona poco frequentata. I servizi segreti non ce la fanno a stare dietro ai social network, e non possono intercettare e neutralizzare tutti i post di chi vede transitare troppo spesso veicoli militari. In breve, non si fa in tempo a costruire una base segreta che tutti lo sanno. Galadriel è il super computer ideato da Kong; dalla sua nascita ad oggi però Galadriel ne ha fatta di strada. Ora è una vera intelligenza artificiale senziente. Collabora con Evolution, ma non è al suo servizio. Il suo valore come alleata è senza pari proprio perché non deve essere programmata volta per volta. Evolution desidera trovare la base militare dove è conservato l'antidoto contro un virus assassino, e Galadriel fa la sua parte. Di basi segrete ne trova più d'una; sarà quindi necessaria un'azione sul campo per individuare quella giusta. Gli Hunter Killer partecipano volentieri alle missioni, andando in avanscoperta grazie alla loro abilità di penetrare attraverso condotti proibitivi per gli umani. La prima delle quattro basi militari viene affidata alla serpentoide nota come Sysform. Grazie ai suoi sensi alieni, al suo corpo agile ma potente ed alla tecnologia sviluppata dal suo popolo scova una serie di caverne e condotti comunicanti, che le consentono di sbucare all'interno di una tra le più sorvegliate postazioni del paese. Nei condotti trova insetti, serpenti e topi, che scappano preferendo non suscitare la sua ira e neppure la sua fame. Ferox sfrutta le tenebre per entrare a suo modo nella base. Le guardie, sebbene siano provviste di aggeggi molto sofisticati non la localizzano; buon per loro. Sysform le apre una porta dall'interno dell'edificio, e le ricerca ha inizio. Una seconda postazione militare viene visitata da Kong, aiutato da Pitone. L'uomo bestia di Evolution ha portato con sé una piccola arma che ha ideato ispirandosi ai poteri della Maga. È molto importante entrare senza abbattere, né stordire le guardie. Non avrebbe senso mettere in agitazione centinaia di soldati armati fino ai denti. L'agilità di Kong è non a caso scimmiesca, per cui scalare un muro alto dieci metri non lo mette troppo in difficoltà. Poi, arrivato a pochi metri dalla guardia che presta servizio nella torre d'osservazione, l'uomo bestia proietta nella sua direzione un'onda sonica che provoca un momentaneo disorientamento. Questo è più che sufficiente a fornire a Kong i pochi secondi necessari a scendere all'interno del forte. Pitone entra da sotto, ed emerge da un tombino in una zona al momento non frequentata. Piccolissimi comunicatori consentono ai due mutanti di conoscere la posizione dei due serpentoidi, e viceversa. Due delle squadre sono in caccia. Troverebbero peraltro poco o nulla di quel che cercano se il super-computer Galadriel avesse interrotto la sua fornitura di dati aggiornati. Su Akros, la K-Force è sulle tracce di un'organizzazione di adoratori della morte. Sono accoltellatori di innocenti, che studiano e realizzano crimini particolarmente efferati. Ritengono infatti che la divinità senza forma che servono apprezzi i grandi spargimenti di sangue e di viscere. Nelle loro piccole testoline questi pugnalatori puntano più sulla qualità che sulla quantità. I pazzi come loro si dilettano infatti a torturare e smembrare i poveretti che rapiscono, ma così facendo ne uccidono meno di un banale bombarolo. La K-Force ha la missione di braccare ed abbattere la feccia criminale, ma in questo caso ha incontrato dei folli dotati di un minimo di capacità combattiva. Krom ed i suoi amici sono però felici quando i loro nemici oppongono resistenza. Gli adoratori della morte hanno creato negli anni un'organizzazione che recluta individui particolarmente dissociati. Il carcere e tutte le persone che perdono il loro tempo cercando di recuperare i criminali fanno ridere i veri sociopatici. Si tratta di gente che ha deciso da tempo di morire in quello che ritengono sia un fulgore di gloria. Gli esperti di analisi comportamentale di Akros sono mediamente sciocchi come quelli della Terra; in fondo Akros e la Terra sono pianeti quasi gemelli, separati da una tenue barriera dimensionale. Una volta l'anno i più pazzi di Akros organizzano una specie di congresso, nel corso del quale non mancano risse sanguinose con esiti mortali. Purtroppo però quei bastardi godono tutti di buona salute e vitalità sconcertante; è come se la Natura li avesse attrezzati per produrre il maggior numero di danni prima di morire a loro volta. Aroo, l'uomo lupo della K-Force è in avanscoperta, ed ha facilmente trovato una ventina di esagitati che danzano attorno ad un grande fuoco. Una coreografia essenziale ma efficace. Aroo li ha trovati grazie al suo grande olfatto; quello stesso olfatto che lo avvisa di un agguato ai suoi danni. Una sentinella degli sbudellatori è pronta ad affondare la sua lama acuminata e tagliente nella schiena di Aroo, ma lui si muove con una velocità quasi soprannaturale. Il pazzo strabuzza gli occhi, preparandosi ad urlare che chiedere aiuto, ma gli artigli del suo avversario lo hanno già sventrato. Poi, un attimo prima che un suono prorompa dalla bocca dell'assassino, Aroo gli squarcia anche la gola con le sue zanne lupesche. Nel frattempo, Krom, Dardo Assassino, Farie e Drexx sono arrivati e sono pronti alla battaglia. I due componenti dei J-Six, noti come John e Jack sono appena emersi dal portale dimensionale che hanno inavvertitamente varcato. Con loro ci sono alcuni assistenti, volontari, spie e giornalisti. Non visto e non percepito, il Ninja Grigio si è unito alla comitiva. Anche lui collabora sovente con Evolution; il dottor Occulto gli ha chiesto di proteggere il finto archeologo John ed il suo aiutante Jack. La battaglia divampa nell'oscurità notturna che avvolge la valle isolata. I fuori di testa, drogati di roba pesante e pericolosa, si lanciano in una carica suicida contro la grande spada di Krom. Le frecce di Dardo Assassino trovano i bersagli, dopo averli annusati ed inseguiti. Per la velocissima Draxx gli agili criminali seriali, terrore delle città, sono goffi pagliacci che tentano invano di colpirla. Aroo riempie l'aria con i suoi ululati di trionfo, spargendo in giro braccia strappate e scalpi divelti. Due stupidi si illudono che Farie sia una specie di vittima sacrificale, ma gli elementali del fuoco da lei evocati dispensano loro sofferenze inimmaginabili, prima di ridurli a tizzoni fumanti. La terza postazione militare tocca a Fulminatore ed a Boa. A differenza delle precedenti, non si trova in campagna, bensì in città. È dissimulata molto bene in un complesso che ospita uffici pubblici e privati, che servono come copertura. Anche in questo caso però l'andirivieni di camion militari ha in sospetti o parecchie per come, che hanno pensato bene di lasciare traccia della loro perplessità sui sociale network. Galadriel ha quindi individuato anche la terza base, dove potrebbe trovarsi l'antidoto contro il virus letale. Fulminatore non scala i muri come Ferox e Kong, ma i dispositivi di chiusura elettronici rispondono ai suoi ordini, riconoscendo in lui un signore ed un padrone. La terza squadra è operativa; manca solo la quarta, composta dalla Maga e da Anaconda. La mutante ed il serpentoide si incontrano in una zona poco frequentata dentro la base, dopo essere facilmente entrati dai sotterranei e dall'ingresso principale. La Maga ha infatti usato i suoi talenti telepatici e magici per distogliere l'attenzione delle guardie dalla sua persona. Ora non ricordano neppure di averla vista. Ai quattro gruppi sono stati assegnati obiettivi non casuali. Il super-computer Galadriel li indirizza verso i laboratori, evitando le sale comuni, le armerie, le mense e tutti gli altri luoghi ove sarebbe improbabile trovare l'antidoto che stanno cercando. Alla Maga non servono armi o dispositivi per scandagliare le menti dei biologi e dei tecnici. La presenza del grosso serpentoide noto come Anaconda sconsiglia ogni reazione inconsulta. Gli altri tre gruppi di incursori devono viceversa avvalersi di un gas che Kong ha immagazzinato in apposite capsule. Il gas rende molto disponibili gli umani che lo inalano, come fosse un siero della verità. La sua azione dura pochi minuti, ma la domanda alla quale Evolution e gli Hunter Killer cercano una risposta è dove sia detenuto l'antidoto che i militari negano di avere. Così nel giro di pochi minuti e senza alcun combattimento Fulminatore e Boa raggiungono l'obiettivo.
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