domenica 31 agosto 2014

GLI EMISSARI DI CARESTIA_362° episodio

C'è un continente sulla Terra che, sebbene sia abitato dagli umani da almeno un milione di anni, continua a considerarli presenze fastidiose. Poche vere città contendono al deserto il controllo dell'immensa superficie disponibile. Nessuno si è preso la briga di costruire qualcosa di decente troppo lontano dal mare, dai laghi e dai fiumi. L'interno dell'Africa non è privo di acqua, ma essa, quando cade dal cielo in forma di pioggia, produce allagamenti occasionali che ostacolano poco o nulla la desertificazione. Gli uomini originari dell'Africa a quanto pare si accontentano di vivere nelle capanne o nelle tende. I più evoluti tra loro allevano il bestiame o commerciano con metodologie obsolete; altri faticano finanche a controllare la loro stessa demografia impazzita. Se Carestia fosse un dio, l'Africa spetterebbe quasi tutta a lui, che lascerebbe qualche fetta della torta a Pestilenza ed a Guerra. Morte passa a ritirare il risultato dell'operato degli altri tre Cavalieri dell'Apocalisse. Lui lavora dappertutto sul pianeta, raccogliendo tra gli altri gli ammazzati tra gli amanti ed i familiari. Carestia non è un dio, perché non ha alcun bisogno di essere adorato, pregato o invocato. Non gli servono i preti, le chiese e neppure i finanziamenti. Non ha dettato alcun comandamento, scolpito o meno sulla pietra. Inutile bestemmiarlo giacché il suo rapporto con il genere umano è a senso unico: prende senza nulla dare in cambio. I suoi emissari, non essendo sacerdoti, non vestono tonache, non biascicano parole in lingue morte, ma neppure insidiano i bambini altrui. Non hanno fatto voto di celibato, così non devono infrangerlo. A loro non interessa che gli umani si sposino o che battezzino i loro cuccioli. Gli emissari di Carestia vogliono una sola cosa dagli umani: che muoiano di consunzione. Pestilenza gradisce che le sue vittime decedano gridando e sanguinando; in tal senso è simile a Guerra, solo che le vittime di Pestilenza sanguinano da dentro. Gli emissari di Carestia hanno sei zampe, due antenne e gli occhi sfaccettati di tutti gli insetti. Per quel che concerne le ali, gli emissari di Carestia di solito le usano per protrarre la lunghezza dei loro salti. Questo accade quando sono in vacanza. Animaletti solitari e pacifici che però quando iniziano a lavorare diventano frenetici. Si ricordano del dovere radicato nel DNA di ogni essere vivente: la diffusione della specie. Per farlo devono per prima cosa accoppiarsi, quindi cercare e trovare individui del sesso opposto. Accade quando le locuste, a forza di saltellare e svolazzare, capitano in massa in un praticello circondato dal deserto. Gli ingredienti ci sono tutti, e la festa ha inizio. Una festa per le locuste e per Carestia, ovviamente; per tutti gli altri viventi è un grosso guaio. Le uova dei simpatici e pacifici animaletti si schiudono a tempo di record, rendendoli all'improvviso antipatici ed attaccabrighe. Carestia cavalca preceduto da un esercito sterminato, che incrementa se stesso in maniera esponenziale. Mangiano erba, arbusti, insetti, alberi, ma anche animali pesanti quintali o tonnellate. Gli umani scappano o cadono per non rialzarsi più. Qualcuno cerca di spaventare le locuste battendo dei legni uno contro l'altro, o accendendo legna bagnata. Le locuste ignorano i legni secchi e quelli umidi, preferendo le carni calde e ricche di sangue. Normalmente non lo farebbero, ma la frenesia è incontrollabile. Avanzando come una marea pullulante di vita e di morte, lo sciame sterminato si dirige verso un centro abitato. Più un villaggio che una città; case di fango e sterco, piene di pertugi e spifferi. Gli umani si chiudono dentro, ma le locuste entrano facilmente. In ogni capanna ha luogo una strenua lotta contro gli invasori, che resistono molto bene contro i tentativi di schiacciarli. Cani, capre, bovini ed asini, all'aperto combattono una lotta ancora più disperata. Poi la pioggia inizia a cadere, sempre più forte. A migliaia di chilometri d'altezza, il mutante noto come Fulminatore sta infatti convincendo le nuvole a cedere il loro carico d'acqua. Sul velivolo multifunzione di Evolution condotto dall'uomo bestia Kong, Ferox controlla la sofisticata strumentazione, per individuare nuovi bersagli sui quali Fulminatore possa scagliare le sue saette. La Maga fonde la sua mente telepatica con quella del collega, per ridurre l'enorme tensione alla quale è sottoposto. Finalmente piove; gocce pesanti che colpiscono le locuste in volo, abbattendole. Adesso tocca a loro affrontare un attacco che non consente riparo o ritorsione. Ali ed elitre bagnate ed appesantite abbattono al suolo quei voraci divoratori, che annegano nei rigagnoli e nelle pozzanghere. I quadrupedi ed i polli ancora vivi si scrollano di dosso le locuste, e si rotolano a terra per schiacciarle. Una battaglia per la sopravvivenza, alimentata dall'acqua che proviene dal cielo. Le nuvole che Fulminatore può trattare sono tuttavia finite, e con esse le precipitazioni. Gli umani e gli animali del villaggio sono però graziati dalla sorte, o meglio dai venti che prendono a soffiare con la forza tipica di quei luoghi selvaggi. Moltissime locuste giacciono morte o moribonde sul terreno; saranno presto divorate da uccelli ed altre forme di vita, che vedono in esse solo un ricco pasto. Le proteine migrano da un organismo all'altro, affermando la continuità della vita anche nella morte. Carestia, invisibile a quasi tutti, ordina al suo esercito di volare sulle ali del vento, senza opporre alcuna resistenza. Evolution ha vinto una battaglia, o forse ha solo deviato impercettibilmente un impetuoso fiume di distruzione. Gli umani che hanno combattuto all'interno delle loro misere capanne escono all'aperto. Sono coperti di morsicature, ma possono rivedere il cielo, e tanto basta. Quella sera anche loro mangeranno le locuste defunte, perché Carestia da quelle parti è un demone giustamente temuto. Il dottor Occulto viaggia con il suo corpo etereo nel piano astrale; osserva Carestia e l'avanzata del suo esercito di piccole belve divoratrici, che ora dovranno affrontare il Desert Cruiser ed i due formidabili robot. Black Dragon e Robokiller conducono un enorme veicolo metallico che procede pesantemente ma implacabilmente sul terreno cosparso di grosse pietre. Il Desert Cruiser è il risultato del potere di Robokiller, che assimila ed assembla le componenti metalliche di ogni rottame non ancora distrutto dalla ruggine. Un colossale bruto semovente munito di cingoli, ruote ed armi da fuoco di varie dimensioni. Black Dragon è lui stesso un automa, molto simile a Dragonfire, compreso il potere di emettere una fiamma letale. Il Desert Cruiser fornisce un ponte d'atterraggio mobile agli elicotteri che trasportano attraverso l'Africa gli alimenti che servono disperatamente alle popolazioni locali. Tanti personaggi, specie i politicanti, si riempiono la bocca con “la fame nel mondo”, senza sapere di cosa parlano, e senza avere alcuna intenzione di fare qualcosa di risolutivo per contenere quella strage continua. Due robot giganteschi e senza cuore, a bordo di una ferraglia ancora più mostruosa di loro, si dimostrano infinitamente più umani di una moltitudine di bipedi fanfaroni fatti di carne e sangue. Il dottor Occulto avvisa telepaticamente Robokiller e Black Dragon dell'avvicinarsi delle locuste condotte da Carestia. I due colossi metallici non dispongono dei poteri magici e psichici del capo di Evolution, quindi non possono vedere Carestia cavalcare in mezzo alla moltitudine famelica ed assassina. A parte ciò, non hanno motivo di dubitare della pericolosità degli emissari del Cavaliere Bianco. Le torrette provviste di mitragliatrici del Desert Cruiser ruotano, puntando le loro canne verso la nube di locuste. Black Dragon e Robokiller, che nulla hanno da temere da quelle creature, si preparano al massacro. In che modo le locuste concepiscono la morte? Quella che somministrano consiste nella distruzione dei corpi altrui, ed assimilazione nel proprio. Quella che subiscono è una specie di game over in un gioco più grande di loro. Sono animali privi di una vera considerazione di se stessi, ma gli umani che nei secoli si sono contrapposti un esercito contro l'altro, in centinaia di battaglie sanguinose, non si sono di certo dimostrati più intelligenti. La cosiddetta “carne da cannone” è rappresentata da quantità immani di individui che paiono desiderare la disgregazione altrui, riferita ad individui che neppure conoscono. Un odio inarrestabile in nome di astrazioni quali la patria e la causa. Piccole parole che hanno prodotto e producono ancora danni e defunti in quantità. In definitiva, le locuste non sono più stupide degli uomini che si fanno imbambolare da mandanti chiacchieroni. I traccianti sparati dal Desert Cruiser non producono gravi danni, giacché quella nuvola di esseri viventi decerebrati oppone poca o nessuna resistenza alla penetrazione. Subito Robokiller e Black Dragon smettono di sparare quel tipo di munizione, e passano alle granate esplosive. La situazione cambia apprezzabilmente, dato che lo spostamento d'aria e la temperatura causati dagli scoppi creano considerevoli varchi nell'esercito di Carestia, che però non rallenta il suo incedere. I due automi hanno montato sul Desert Cruiser anche dei lanciafiamme, che hanno un effetto decisamente devastante sulle locuste, ma funziona solo a distanza ridotta. Poi la nube verdastra piomba su Robokiller e su Black Dragon; innumerevoli tentativi da parte degli insetti di penetrare le armature dei loro nemici non sortiscono alcun esito apprezzabile. Black Dragon, circondato da quella biomassa pullulante, scarica nel mucchio la sua fiamma caldissima. Ne scaturisce un incendio che si estende a gran parte del nugolo. Carestia, rendendosi conto del rischio di vedersi decimare l'intero sciame, ordina ai suoi stolidi emissari di allontanarsi alla massima velocità dal Desert Cruiser. Il terreno è cosparso di carcasse bruciate, che attirano stormi di uccelli spazzini, affamati e voraci. Il fuoco ha prodotto molti più danni dell'acqua; la ritirata degli insetti ha lo scopo di trovare un luogo adeguato ad una sua rigenerazione e riorganizzazione complessiva. Una vicina oasi subisce quindi un attacco spietato, che non risparmia neppure le palme. I pochi animali presenti si danno alla fuga, riuscendoci almeno in parte. Ciò è possibile solo perché le locuste sono indebolite dalla disfatta appena subita; altrimenti nessuna forma di vita ordinaria potrebbe distanziarle. Dal loro punto di vista, le locuste hanno tutte le ragioni del mondo. Cercano uno “spazio vitale” più vasto, per la loro prole smisurata. La stessa scusa addotta da esseri che sulla carta dovrebbero essere molto più evoluti: gli umani. Carestia opera un controllo totale sugli intenti dei suoi emissari, che adesso sono intenti a divorare e riprodursi. Le loro uova si schiudono con grande velocità; un inno alla vita, che tra un po' diverrà un inno alla morte. Lo sciame infine decolla con un rumore assordante, che ricorda uno stormo di cacciabombardieri ad elica. Percepiscono gli odori di una città che si trova sulla costa; carne vivente e palpitante, che nutrirebbe ulteriormente gli spietati assassini. Alcuni velivoli della protezione civile, carichi di insetticida, si muovono in rotta di intercettazione verso lo sciame. Gli ordini ricevuti sono di scaricare dall'alto i veleni chimici sulle locuste. Però alcune di esse guadagnano quota rispetto al grosso dello sciame, e si scontrano frontalmente con gli aerei e gli elicotteri. Intasano con i loro corpi le prese d'aria, inceppano le eliche, e penetrano finanche all'interno per portare il loro attacco ai piloti. La logica del branco prevale sull'incolumità personale; decine di migliaia di individui periscono così, senza provare alcun tipo di passione. La strategia di Carestia si dimostra vincente, ed i velivoli precipitano al suolo. Gli equipaggi umani muoiono nell'impatto, o subito dopo, divorati fino alle ossa. Gli abitanti della città ora rischiano di incappare in una catastrofe senza precedenti, e si tappano in casa. Qualcuno stupidamente si ostina a circolare in auto, non considerando che per le locuste non è un problema accedere all'abitacolo tramite le prese d'aria. Alcuni veicoli si fermano, giacché le locuste sono penetrate negli scappamenti, morendo ed occludendo. Poi il drago di Evolution scende dal cielo, a bordo del suo dispositivo di volo antigravitazionale. Black Dragon ha dimostrato come la fiamma rappresenti la soluzione finale contro questi insetti a dir poco molesti. L'automa è simile a Dragonfire, ma non dispone della sua fiamma cosmica. Il drago di Evolution proietta dalle sue fauci colossali un plasma, elaborato all'interno del suo corpo pressoché invulnerabile. Il calore dell'emissione è tale che l'aria che la circonda arrostisce in volo le locuste. Il potere dei draghi ha creato innumerevoli leggende, non a caso. Nessun metallo gli resiste, quindi a maggior ragione nessun essere organico ha una minima possibilità di sopravvivergli. Il plasma si estende, seguendo i comandi mentali del drago di Evolution. Avvolge l'intero sciame, trasformandolo istantaneamente in una cenere simile a quella vulcanica. Lo stesso Carestia, che era parte dello sciame, viene avvolto da quell'ondata di annichilimento, implode, precipitando in un altro stato dell'esistenza. Urla la sua sconfitta all'Universo, ma la Terra non gli sarà negata a lungo; tornerà giacché gli umani continueranno ad affamare i loro simili, come hanno sempre fatto nel corso dei millenni.

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