sabato 23 agosto 2014
DRAGONFIRE DISTRUGGE_360° episodio
Il drago avanza come avanzerebbe un bulldozer o uno schiacciasassi. Non corre verso i nemici urlando come un barbaro tinto in faccia, perché non ha bisogno di dipingersi per suscitare terrore. Il fatto che i proiettili delle mitragliette gli rimbalzino contro ed addosso dovrebbe indurre chi spara a tagliare la corda. I calibri più grossi, in grado di perforare le protezioni antiproiettili della polizia, cercano rabbiosamente di scalfire la corazza naturale di Dragonfire. Ed in effetti qualche piccolo danno lo producono, ma è riparato quasi istantaneamente dal potere rigenerativo del potentissimo rettile spaziale. Poi avviene lo scontro tra lui, alto tre metri e pesante settecento chili, e loro, decine di umani robusti e combattivi. Il risultato è una frantumazione unilaterale di costole, vertebre, braccia, gambe, bacini e teste. I caschi che proteggerebbero quelle testoline in caso di caduta da una moto di aprono come noci di cocco quando i pugni di Dragonfire li percuotono anche solo di striscio. Qualche sopravvalutato pugnale da truppe speciali tenta il miracolo non riuscito alle mitragliette ed ai fucili a pompa. L'acciaio temprato però si scheggia urtando con la sostanza pressoché indistruttibile che costituisce l'armatura dell'alieno verde di Evolution. Per quale motivo questi cretini si siano facendo massacrare dal drago non è chiaro. Forse per fare scrivere qualcosa di originale sulle loro lapidi; ammesso che i becchini riescano a distinguere in quel macello i pezzi di cadavere da assegnare alle singole sepolture. Fare saltare in aria una diga è certamente un'idea stragista di prim'ordine. Morti annegati a profusione; adulti, bambini ed animali di compagnia e d'allevamento. Difficoltà a recuperare i resti ed a rimuovere le macerie. Sepolti vivi che agonizzano per giorni interi. Un obiettivo degno di Omega, che fa ogni sforzo per meritarsi il nome che si è data. Fortunatamente per i civili e gli innocenti, non è affatto facile fare saltare una diga. Di solito si tratta di un immenso muro di contenimento in cemento armato, addossato ad un argine di terra e roccia, ancora più pesante ed inamovibile. Ordigni atomici a parte, gli esplosivi possono al massimo creare una falla, ma il grosso della diga reggerebbe. Nelle profondità della struttura, il capo dei guastatori ormai guastati e due suoi fidati tirapiedi si preparano appunto ad aprire una falla nella diga. A valle è in atto uno sgombero dei civili, ma le operazioni sono complicate dalle strade strette e sterrate. Quando scaturisce dalle ombre, il Ninja Grigio non produce alcun rumore percepibile da orecchio umano. I terroristi hanno creduto di depistare Evolution, ma è oltremodo difficile ingannare il più potente telepate della Terra. Gli stupidi mercenari non incasseranno di persona i ricchi premi; forse le loro vedove, sebbene non sia il caso di fidarsi della correttezza contrattuale dei perfidi vecchiacci di Omega. I mercenari dovevano trattenere il drago, affinché tre di loro facessero deflagrare le bombe. La spada nera del Ninja Grigio attraversa da parte a parte uno dei tre, che sente venir meno la sua forza vitale, come se finisse in un gorgo. Mentre gli occhi di volgono verso l'alto, mostrando la sclera, la porta di qualche inferno si apre per lui. Gli altri due terroristi aprono il fuoco, ma il guerriero delle tenebre non è più lì. Sbuca da un grumo di oscurità distante una decina di metri, ma solo per colpire con la sua lama incantata il detonatore degli esplosivi, distruggendolo. Nel frattempo il buio si è infittito, rendendo sempre più foche le luci al neon. Poi il mugolio agghiacciante di Ferox annuncia che anche la donna leopardo di Evolution si è unita alla festa. La katana del Ninja Grigio lampeggia nell'oscurità, ma è una luce che annuncia una morte violenta particolarmente dolorosa. Evolution ed i suoi alleati non vanno tanto per il sottile con i terroristi ed i criminali in genere. Magistrati ed avvocati fanno le chiacchiere, quindi la giustizia si deve rivolgere a ben altri araldi. La lama e gli artigli fanno a gara nel dispensare la morte a chi la voleva elargire in grande quantità. Dopo pochi secondi di membra sbudellate e sbrindellate, il silenzio cala all'interno della diga. All'esterno il possente Dragonfire non ha ancora abbandonato il teatro del suo personale sterminio. Il dottor Occulto, con il quale è in contatto telepatico, ha infatti ipotizzato che il piano di Omega fosse ancora più elaborato, e così è. Quello che si avvicina a volo radente è infatti un aerosilurante, vecchio ma ancora in grado di riuscire nella strage della diga. L'idea ai terroristi è venuta guardando un documentario sulla seconda guerra mondiale. Volendo abbattere delle dighe in territorio nemico, il sistema escogitato fu appunto quello di sfruttare l'acqua del bacino per lanciare un siluro. Dragonfire si leva in volo grazie al dragoncraft progettato e realizzato dal geniale uomo bestia di Evolution. Kong ha attrezzato il super gruppo con questi dispositivi, che traggono energia dai mutanti e dal drago. Il dragoncraft sviluppa una forza antigravitazionale in grado di staccare da terra pesi molto superiori ai settecento chili dell'alieno verde di Evolution. Il risultato è che Dragonfire è molto più veloce del lento aerosilurante propulso ad elica, appesantito da un enorme siluro. Si tratta peraltro di una tecnologia vecchia di decine di anni, recuperata in qualche magazzino di armi dismesse. Il pilota dell'aerosilurante è molto sicuro di sé; forse è drogato e mezzo ubriaco, ma questo non lo salverà dal disastro. In un attacco dall'alto, emettendo la sua fiamma invincibile, il più forte tra i super eroi investe aereo e siluro in una fornace senza scampo. La carne del pilota non ha neppure il tempo di cuocersi, limitandosi a diventare direttamente cenere. Le ossa reggono una frazione di secondo di più, prima di fare la stessa fine. Quando l'elica cessa di girare, il motore che la spingeva è già semi fuso. L'esplosivo convenzionale tenta di fare comunque il suo dovere, sebbene il siluro stia gocciolando nell'acqua sottostante meteore con temperatura multipla rispetto a quella di fusione dell'acciaio. L'esplosione non avviene giacché quello che fino a due secondi prima era un aerosilurante implode senza gloria alcuna. La diga è salva, e così centinaia se non addirittura migliaia di vite innocenti. In queste situazioni è quanto mai chiaro come Dragonfire sia un riequilibratore naturale senza pari e forse senza precedenti. Spazza via dell'esistenza la feccia vivente nemica della vita. Rimane tuttavia da eliminare il pericolo correlato alla seconda bomba atomica, rivelata dagli sforzi investigativi congiunti di Evolution, degli Annusatori delle Tenebre, di Galadriel e degli Esploratori dei Sogni. Il Lupo Nero si muove ancora prima che i suoi amici si sveglino tornando nel nostro stato dell'esistenza. Non c'è tempo da perdere, e la Maga lo guida telepaticamente al suo obiettivo. Il dottor Occulto chiede a Lyra di partecipare a questa azione. La giovane extraterrestre, che collabora con gli Annusatori delle Tenebre e con Red O'Neal, accetta. La sua tuta dispone infatti della tecnologia superiore necessaria ad accedere al nascondiglio principale di questa banda di emissari di Omega. Costoro però reagiscono ferocemente, e la ucciderebbero se riuscissero a superare le difese del suo supporto esoscheletrato. Riescono tuttavia ad accerchiarla, incuranti delle perdite, ma l'irruzione del Lupo Nero capovolge la situazione. Il possente animale demone strappa braccia, gambe e teste, impedendo finanche l'autodistruzione della postazione terroristica. Prima di andarsene e prima che arrivi la polizia, il Lupo Nero sgranocchia con gusto un osso ormai quasi privo di polpa. Zara la fustigatrice e Jedd il nano tagliagole si sono travestiti da viandanti del deserto, perché le tracce lasciate dai teppisti bombaroli, che hanno tentato di collocare due ordigni nucleari in città e di fare saltare in aria una diga, conducono in quelle lande desolate. Zadox il troll, date le dimensioni impressionanti, si muove solo durante la notte, ma mantiene il contatto con Zara e Jedd. Anche i lupi bionici Qwert e Tyop metterebbero in allarme chiunque, con i loro inserti di metallo; quindi fanno gruppo con il troll, in attesa che ci sia da menare le zampe e le zanne. Recentemente la marmaglia terroristica ha preso di mira anche i giornalisti ed altri perditempo, che confondono i teatri di guerra con i parchi giochi. Questi fessacchiotti si illudono che i microfoni e le telecamere inducano i terroristi a trattarli bene; come se quella marmaglia avesse bisogno di loro per fare business e propaganda. Un tempo le cose forse andavano così, ma ora i lanciatori di pietre ed i bombaroli da piazza del mercato hanno fatto un pericoloso salto di qualità. Oggigiorno i giornalisti vengono catturati per chiedere improponibili riscatti multimilionari. Una scusa per tagliare loro la gola in diretta, come si usa fare tra fanatici dei filmati autoprodotti. Gli smatphone ed i tablet rendono possibile condividere agevolmente qualsiasi contenuto, senza entrare nel merito dei contenuti. Uno di questi giornalisti ha appena concluso la sua esistenza terrena tra le sabbie del deserto, con uno sgozzamento molto poco glorioso, operato ai suoi danni da un occidentale mascherato di nero, convertito alla causa degli attaccabrighe e degli assassini di massa. Zara e Jedd possono passare per una turista accompagnata da un servitore tuttofare (sebbene a lui quel ruolo non piaccia troppo). Gironzolano tra i villaggi di gente poverissima, che farebbe volentieri a meno di quella guerra santa per fessi. Si informano con molta discrezione sulle attività dei fanatici. Alla fine assumono un atteggiamento sufficientemente esagitato da rendere possibile il loro arruolamento in prova nelle file della marmaglia assassina. Per prima cosa intendono mettere le mani sul traditore che ha ammazzato il reporter; poi inviteranno Zadox, Qwert e Tyop alla resa dei conti. Il traditore in questione è uno dei tanti cretini cresciuti e pasciuti nell'opulento occidente, che improvvisamente decidono di dover fare qualcosa di molto drastico. Gli psichiatri televisivi indulgono in insensate analisi sui motivi profondi di tali conversioni. Senza perdere tempo a studiare le cose che evidentemente agli psichiatri hanno bruciato il cervello, l'uomo della strada risponderebbe che si tratta di pazzi bastardi ingrati. Cosa c'entra la religione con la gola di quel povero fesso di giornalista? Anche lui si credeva un eroe, ma non aveva capito di essere finito in un conflitto più intra-religioso che inter-religioso. Zara è bravissima nel combattimento corpo a corpo, ma non ha ancora tirato fuori la frusta, con la quale fa dei mezzi miracoli. Jedd è il vero tagliagole della situazione, ma non si accanisce vigliaccamente sulle persone legate ed inginocchiate. Per quanto la marmaglia integralista sia a dir poco maschilista, molti di quei fottuti cammellieri ci provano con Zara, che però nulla vuole avere a che fare con simili cretini. Lo spiega in vari modi, a diversi personaggi, spezzando loro braccia, clavicole e frantumando rotule. Dopo un po' anche i più fessi si tengono alla larga da lei, per arrivare integri al martirio. In un'azione particolarmente vigliacca contro un villaggio di gente povera e disarmata, i guerriglieri fasulli malmenano donne, donne a bambini. Zara e Jedd sfruttano la confusione per adoperare le loro arti peculiari contro i terroristi. Il nano tagliagole irrompe in una casa, mentre in tre si accingono a violentare tutte le donne e le bambine presenti. Jedd estrae i suoi coltelli affilatissimi ed esegue una serie di passi di danza e di salti, che fanno parte del suo repertorio di dispensatore di morte. Quando il primo dei tre criminali si accorge di perdere sangue dalla gola recisa, gli altri due sono già stati accoltellati. Non molto lontano, la frusta di Zara colpisce le giunture della marmaglia, abbattendoli al suolo. Poi con la medesima arma li strangola uno dopo l'altro. Nel caos dell'assalto al villaggio, il colossale Zadox si è avvicinato per aiutare i suoi amici. Sebbene sia alto e massiccio oltre ogni umana possibilità di emulazione, il troll sfrutta le ombre ed ogni riparo. La sua natura gli permette infatti di trovarsi a suo agio tra le rocce e le macerie della umana follia. Ogni suo pugno distrugge la debole carne e le fragili ossa dei suoi avversari. Le pallottole non lo fermano, ma, infastidendolo, lo rendono ancora più pericoloso. I lupi bionici Qwert e Tyop trovano alfine il traditore che dovevano stanare. Essendo un vile si trova ai margini di quella battaglia senza gloria. Gli sarebbe convenuto rimanere in patria a fare il cantante strapagato. Le zanne e le mascelle di Qwert e Tyop risentono positivamente degli apporti e degli inserti metallici che li hanno resi ciò che sono. Con movenze a metà tra il robotico ed il lupesco, le due belve convergono in perfetta sintonia sulla loro preda, che viene abbattuta come fosse un fuscello. Quindi, prima che il traditore possa aprire bocca per urlare, lo riducono sapientemente in brani difficilmente riconoscibili.
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