giovedì 7 agosto 2014
RITORSIONE MILITARE_356° episodio
Braccati dalla potente K-Force, i tagliagole riuniti di Akros si disperdono come conigli. Appena usciti dal varco dimensionale, John, Jack con alcuni umani al seguito osservano lo spettacolo cruento. Uno dei delinquenti, inseguito da Aroo, sfugge per un pelo alla morte, ma solo perché l'uomo lupo di Akros è impegnato a scannare qualcun altro. Tra alcuni secondi toccherà anche a lui, se non troverà una adeguata merce di scambio. Una delle volontarie, che si sono accodate allo staff dei finti archeologi John e Jack, si trova all'improvviso con un coltello puntato alla gola. Il delinquente minaccia di sgozzarla, se la K-Force non lo lascerà scappare. I due J-Six hanno conservato una notevole capacità combattiva, anche adesso che interpretano ruoli diversi. Sono pronti a scattare in difesa della volontaria, ma il Ninja Grigio, sbucato dalle tenebre, li anticipa. La sua katana nera colpisce più veloce di un serpente, ed il pazzo si illude che l'uomo mascherato abbia sbagliato mira. Poi però dalla sua gamba destra erompe un fiotto di sangue arterioso, accompagnato da un dolore lancinante. Il Ninja Grigio non ha però ancora finito con lui, giacché la sua spada nera si deve nutrire, e deve farlo mentre la vita non lo ha ancora abbandonato del tutto. La katana assorbe l'energia vitale residua della feccia umana, ma non la sua anima: non saprebbe cosa farsene. Saziata la sua arma, il guerriero delle ombre solleva la lama verso il cielo, in un saluto alla sua simile, che è impugnata da Krom. Le due spade aliene vibrano all'unisono; poi riprendono il loro cammino di combattimenti gloriosi. Il gigante della K-Force, colpito di striscio da un colpo di pistola, non rallenta neppure per un secondo. La sua pelle è molto resistente, ed il suo metabolismo sta già guarendo la piccola ferita. La strage degli sbudellatori riprende a senso unico, essendo loro quelli che ci lasciano la pelle. Intanto il Ninja Grigio evoca il potere della sua katana per riaprire il portale verso la Terra. Maga, Fulminatore, Kong e Ferox, assistiti da Sysform, Boa, Pitone ed Anaconda sono riusciti ad appropriarsi di alcune provette di antidoto contro l'infezione virale in rapida diffusione. La mutante telepatica, sondando le menti di alcuni militari e scienziati, ha tuttavia scoperto che questa versione dell'antidoto non è stata pienamente sperimentata. Contattato telepaticamente, il dottor Occulto ritiene sia opportuno adoperare comunque il farmaco sui casi più gravi. Il virus elaborato dai militari si sta infatti diffondendo quasi fuori controllo. Kong spinge al massimo il suo velivolo multifunzione, per consegnare ai medici l'antidoto provvisorio. Stritolatore, capo degli Hunter Killer, è rimasto di riserva, come del resto Dragonfire. Il possente serpentoide irrompe come una furia in una sala controllo, le cui coordinate sono state appena decrittate dalla Navigatrice. I militari questa volta impugnano le armi e combattono, ma Stritolatore è il campione della sua razza ed adora i combattimenti all'ultimo sangue, specie quando si tratta del sangue altrui. Privo dell'assistenza da terra, un velivolo invisibile ai radar non si accorge dell'avvicinarsi della vera minaccia. Il dragoncraft trae energia da Dragonfire, quindi non ha alcun problema a superare la barriera del suono. La struttura quasi indistruttibile del drago lo ripara peraltro dal freddo dell'alta quota e dalla mancanza d'aria respirabile. Quando Dragonfire viene avvistato, non è più possibile usare contro di lui alcuna arma, proiettili o missili. L'alieno potentissimo balza dal suo supporto antigravitazionale, che lo attende a distanza di sicurezza. La struttura metallica del jet, strutturata per reggere all'accelerazione ed alla pressione, collassa sotto i pugni colossali del drago di Evolution. L'equipaggio indossa le maschere ad ossigeno, e si ancora alle cinghie interne, per evitare di volare all'esterno. L'aereo trasporta l'antidoto sperimentato, che le autorità militari non avrebbero voluto “sprecare” con i civili infettati. A Dragonfire non interessano i motivi di tanta stoltezza, mentre ordina un atterraggio in località sufficientemente vicina all'ospedale capofila nella cura dell'epidemia. A proposito di stoltezza, alcuni membri delle forze speciali, collocati a difesa del preziosissimo antidoto, compiono l'errore della loro vita. Non potendo fare ricorso alla fiamma, il drago di Evolution risolve comunque la disputa manifestando una frazione della sua super-forza. Dopo mezzo minuto, i soldati ancora in grado di connettere constatano cosa significhi “impari forze”. La forzatura di Evolution costringe le menti malate che hanno reso il virus ancora più letale a condividere l'antidoto. La prima misura da adottare è la chiusura delle frontiere, ed il blocco degli imbarchi aerei e navali. In questo modo il perfido demone Pestilenza viene allontanato dall'occidente che voleva invadere. Poco o nulla da fare peraltro per le popolazioni del continente che da tempo immemorabile è preda delle scorribande di Pestilenza e Carestia. La somministrazione dell'antidoto deve infatti avvenire in condizioni igieniche non improvvisabili in ospedali da campo. Pestilenza si allontana dall'Europa e dall'America, ma si scatena fuori controllo in Africa ed in alcune zone confinanti dell'Asia. Ufficialmente le autorità ringraziano Evolution, ma i burocrati ed i politici al soldo di Omega meditano una ritorsione. Una squadra di guastatori viene infatti inviata nella località desertica ove, in un lago artificiale creato da Dragonfire, naviga la Vae Victis. Costoro sono la crema dei corpi speciali; quindi si tratta di pericolosissimi tagliagole sociopatici, peggiori di ogni serial killer in circolazione. Infatti i corpi speciali mietono molte più vittime tra i civili, con la scusa di lottare per la giustizia e la libertà. Un grosso quadrimotore ad elica vola al di sotto della quota del rilevamento dei radar, ammesso che qualcuno nella zona disponga di apparecchiature radar. Atterrato ad alcuni chilometri di distanza, il colossale velivolo da trasporto spalanca il suo muso per vomitare una serie di loschi figuri su moto, pulci delle dune e mezzi corazzati ruotati. Il cacciatorpediniere Vae Victis, che ha navigato nei mari di questo e di altri mondi, rileva l'aereo in avvicinamento e le fasi preparatorie all'attacco. Ferox, Maga, Fulminatore, Kong ed anche Dragonfire sono ancora assenti, ma stanno tornando a casa. L'errore degli aggressori è di ignorare la presenza del dottor Occulto, assistito dalla Navigatrice e dalla Guaritrice. La nave, che dispone di una consapevolezza intrinseca, predispone e carica i suoi cannoni, per accogliere al meglio i teppisti in divisa. Su Akros, la K-Force ha eliminato quasi tutti i criminali seriali sbudellatori, riuniti nel convegno nazionale della categoria. Il Ninja Grigio ne ha terminato uno che cercava di passare, ma alcuni sono riusciti a superare il varco dimensionale. I componenti dei J-Six presenti se ne sono accorti, ma devono mantenere le sembianze che hanno assunto, e non possono intervenire direttamente. Le spie di Omega sono estremamente fastidiose e non tutte identificate. Tornati sulla Terra John e Jack riprendono la loro ricerca archeologica in quell'antico luogo di culto, per depistare i vecchiacci di Omega che stanno cercando l'elisir di lunga vita. Jordan, che interpretava la parte del frate un po' fuori di testa, non si trova. I suoi amici ricevono una sua comunicazione, che spiega di essersi messo alle calcagna dei serial killer di Akros sconfinati sulla Terra. Jeff l'astronomo, che sostiene di avere trovato un cristallo cosmico dotato di poteri straordinari di rigenerazione, è stato rapito per finta da Kong, assieme a Jude, che interpretava il ladro mascherato acrobata dei comics degli anni '60. L'ultimo del J-Six mancante all'appello è Jim il genetista, il cui laboratorio è stato devastato da un assalto dei terroristi di una non meglio precisata setta religiosa. Jeff e Jude sono a bordo della Vae Victis, pronti ad assumere un nuovo ruolo. La presenza nei pressi del Lago della Nave di una colonia di grossi felini suggerisce ai due J-Six di trasformarsi in uomini della jungla. Dopo avere visionato numerosi film e letto libri del genere, si calano nella parte e scendono ad incontrare i loro nuovi amici. Leonesse, leoni, con la partecipazione di alcuni leopardi costituiscono il gruppo dei grandi felini. Trovare un lago in mezzo al deserto è stato per loro un colpo di fortuna, ed intendono difendere quel luogo da ogni fastidiosa presenza umana. Gli uccelli hanno già riferito dei militari a bordo di rumorosi mezzi di trasporto, che si stanno avvicinando al lago. Leoni e leopardi non sanno che l'obiettivo di quei piantagrane militari è la Vae Victis. Ai grandi felini risulta che quella grande struttura galleggiante sia abitata da esseri differenti e superiori agli umani. Specie il drago, che è un mito per tutti gli esseri viventi di questo pianeta. Arrivano le jene con il loro gruppo numeroso e vociante, intenzionate a partecipare alla difesa del lago come tutti gli altri animali che lì si trovano benissimo. In quel luogo esiste un equilibrio tra la vita e la morte, per cui nessuno tenta di sterminare gli altri. Gli animali lottano tra loro, ed il più debole cade e diventa il pranzo o la cena di chi ha vinto. Jeff e Jude devono dimostrare alle belve di poterle condurre in battaglia. Non sono armati di pistole e fucili, bensì di storditori elettrici. Sfidano il leone capobranco, per ottenere la leadership del piccolo esercito di zanne ed artigli. Gli altri, comprese le jene, obbediranno al più forte, che abbia due o quattro zampe. Jeff e Jude combattono in coppia contro un animale che pesa il doppio di ognuno di loro. Il bestione li studia e li annusa, nota in loro qualche stranezza, riconducibile al fatto che i J-Six provengono da un altro piano dell'esistenza. Non avendo esperienza di alieni, l'enorme felino parte all'attacco contro Jeff. Jude si è tenuto appositamente in disparte per poterlo colpire con i dardi elettrificati. Anche Jeff spara contro il leone, ma usa una granata stordente, giacché i dardi elettrificati non arresterebbero in tempo la sua carica micidiale. Farsi investire da due quintali di leone non è infatti il modo migliore di iniziare un'amicizia ed una leadership. La tecnologia fornita da Evolution ottiene i risultati sperati: l'animale non è ferito e non ha fatto in tempo a sbranare i J-Six, che ringraziano sentitamente. Adesso però è il momento di combattere sul serio, perché i corpi speciali sono arrivati a tiro della Vae Victis, ed iniziano a bersagliarla con le loro armi pesanti. Quando il cacciatorpediniere risponde al fuoco con i suoi pezzi d'artiglieria, gli attaccabrighe comprendono peraltro che quell'assalto non sarà una passeggiata. Jeff intanto ha condotto metà delle sue truppe in un attacco a tenaglia verso il lato destro degli assalitori. Jude fa lo stesso sul lato sinistro, con leoni e jene che già si leccano i baffi. Qualche avvoltoio studia la situazione dall'alto, pregustando di affondare i becchi possenti nelle viscere ancora calde. Alcuni tra gli aggressori si muovono a bordo di carri armati muniti di otto ruote pneumatiche motrici. Sono più veloci dei carri armati cingolati, e più leggeri, ma sobbalzano ogni volta che il loro cannone spara. Le loro corazzature sono più leggere; di conseguenza, le granate dei cannoni navali della Vae Victis possono farli a prezzi. Il cacciatorpediniere aggiusta il tiro, causando un arretramento dei ruotati. Ora però possono smetterla di sparare: la distanza è proibitiva. I militari di carriera non si perdono d'animo, e preparano i lanciarazzi. La Vae Victis dispone tuttavia di una contraerea con puntamento computerizzato. Neppure i missili riescono pertanto a danneggiare la nave di Evolution. Ufficialmente quella missione non sta avendo luogo, come tante altre ordinate dalle gerarchie delle forze armate, fedeli al cavaliere Guerra ed alla marmaglia di Omega. Mentre le truppe speciali organizzano un nuovo assalto, i felini e le jene guidate dai due J-Six li aggrediscono da destra e da sinistra. A distanza ravvicinata i mitragliatori sono meno pratici dei fucili a canne mozze. Sfortunatamente per i commandos non ne hanno a portata di mano. Reagiscono con le pistole, ma non è facile uccidere un leone con le armi leggere. Ne feriscono alcuni, ma gli altri del branco subentrano sguainando artigli che penetrano abiti, pelle e muscoli come coltelli caldi nel burro. Le jene, contente di non doversi accontentare degli scarti di macellazione, distruggono braccia e gambe umane con i loro denti incomparabilmente duri. Ci sono anche i leopardi, più piccoli dei leoni, ma più veloci. A livello di ferocia primordiale forse i leopardi superano anche le jene. I due J-Six in veste di uomini della jungla battono sul tempo tutti gli umani super addestrati. Non sono di questa Terra e lo dimostrano non solo con il loro potere di mutaforma. Nel pieno della battaglia, ormai persa per gli attaccabrighe in divisa cachi, uno di loro trova un lanciafiamme. Lo punta nel mucchio, deciso ad uccidere felini e jene, anche se dovessero andarci di mezzo alcuni dei suoi. In quel momento il dottor Occulto, che si trova sulla Vae Victis, investe la sua mente coll'effetto di una valanga. Risultato: l'arma micidiale gli sfugge di mano, e lui si trova seduto in terra a fissare le zanne e gli occhi di un leopardo e di una jena che lo studiano con intento famelico da non più di un metro di distanza. Gli incursori però non ci stanno a perdere, e richiedono l'intervento aereo. Da una vicina base, decollano elicotteri da battaglia, armati di cannoncini e missili. Gli elicotteri si preparano a massacrare Jeff, Jude e le loro belve; questo accadrebbe certamente, se il velivolo multifunzione di Evolution non facesse in quel frangente la sua tempestiva apparizione.
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