domenica 21 marzo 2010

OLTRE IL VELO_libro 2°_74° episodio

Lei è Navigatrice, una mutante allieva del dottor Occulto. Navigatrice da quando ha scoperto i suoi poteri continua a provare sorpresa e sconcerto per quello che percepisce, osservando la realtà di tutti i giorni. Gli umani vivono le loro vite tutto sommato prevedibili, affrontando situazioni che sono quasi sempre riconducibili ad un rapporto causa effetto comprensibile ai più. Di solito non accade che un essere umano scompaia improvvisamente, inghiottito da qualcosa di invisibile. Di solito non accade, significa che, se qualche volte è capitato, la mente collettiva degli umani ha fatto il possibile per rimuoverne il ricordo. Navigatrice, il cui potere è quello di individuare il transito ottimale nello spazio e nel tempo, percepisce però ciò che si annida oltre il velo della debole comprensione umana. Questo potere mutante espone Navigatrice a prese di coscienza pesanti ed impegnative. La mutante ha amici e conoscenti come tutti, ma il suo rapporto con loro è drasticamente cambiato appena lei si è resa conto che i suoi poteri si stavano destando. Navigatrice agisce sempre sul piano astrale, come il dottor Occulto; non ha quindi bisogno di un'identità segreta. Ai suoi amici ha raccontato di avere un lavoro che la costringe ad improvvise trasferte, e questo è assolutamente vero. Nessuno degli amici di Cris sospetta però quanto siano strane le trasferte a cui lei si riferisce. Questa sera Cris ha accettato un invito a cena a casa di amici, ma il dottor Occulto la contatta telepaticamente per chiederle di esercitare un controllo su una specifica area della città. Ora che padroneggia discretamente i suoi poteri, Navigatrice può operare agevolmente su due distinti piani della realtà, in contemporanea. L'occhio mentale della mutante di Evolution rileva un incresparsi nel tessuto spazio-temporale, nella zona indicata dal suo maestro, il dottor Occulto. Nel frattempo, la cena è iniziata con la prima portata; grandi elogi alla cuoca e chiacchiere vaghe sul tempo che non è più quello di una volta. Cris sorride e partecipa alla discussione molto poco impegnativa per i neuroni del suo cervello super-umano. Attraverso un varco dimensionale, si è appena manifestato nel piano astrale un agglomerato di forma incerta e mutevole. Navigatrice trasmette la notizia ad Occulto, che, assieme alla Maga, invia una sonda mentale finalizzata a comprendere gli scopi dell'intruso. Cris apprende con emozione visibile che un comune amico ha interrotto una relazione amorosa che durava da diversi anni! Il dottor Occulto e la sua allieva Maga accertano che l'intruso ha intenzioni ostili nei confronti degli umani; Fulminatore lascia la base di Evolution, per controbattere l'alieno extradimensionale. Nel corso della cena, che nel frattempo è giunta alla seconda portata, Cris discute con i suoi amici di un argomento che pare accendere tutti gli animi: matrimonio o convivenza? L'aggressore proveniente da un cosmo sconosciuto racchiude in sé le caratteristiche della macchina, fuse con quelle della struttura vivente propriamente detta. Prende ora il controllo di un gigantesco escavatore, che al momento è guidato da un addetto, ed opera in un cantiere di demolizione. L'intruso non ha bisogno di possedere l'umano, per cui lo stordisce con una lieve emissione di energia. La macchina pare muoversi da sola, e sferraglia sui giganteschi cingoli. Pare intenzionata a sfondare la recinzione, ma i passanti non si sono accorti di correre un pericolo mortale. Cris, mentre gusta il dessert, osserva il fratello Fulminatore che si avvicina alla gigantesca macchina in movimento. Mentre gli fornisce mentalmente le coordinate per un angolo di attacco ottimale, Navigatrice apprezza l'arrivo del caffè, che sancisce la fine di quella simpatica cenetta tra amici. A molti chilometri di distanza, sotto gli occhi dei passanti disorientati dal suo atterraggio, Fulminatore proietta la sua energia elettrica fino all'escavatore ed oltre. Il mutante ha sviluppato la capacità di sondare la consistenza della minaccia, prima di attaccarla. L'aggressore extra-dimensionale avverte la sonda energetica di Fulminatore, e cerca di opporre resistenza. Sua sorella Cris, esce di casa, assieme ai suoi amici, per trascorrere la seconda parte della serata in un cinema. Navigatrice accoglie con sollievo il dirompente attacco di Fulminatore, che estirpa l'alieno dalla centralina elettronica dell'escavatore, dove aveva trasferito la sua essenza. La gigantesca macchina si arresta un attimo prima di abbattere un muro, dietro il quale transitano una famigliola con un bimbo sul passeggino. L'azione di Fulminatore permetterà a quel bambino di crescere, e la sorella Cris è felice di possedere il potere della Navigatrice. I poteri mentali congiunti del dottor Occulto e della Maga avvolgono l'intruso extra-dimensionale, costringendolo a varcare l'accesso dimensionale dal quale era giunto sulla Terra. Cris trova il tempo di esprimere la sua preferenza a proposito film che lei ed i suoi amici andranno a vedere. Se qualcuno di loro si è accorto di qualche istante di latitanza dell'attenzione di Cris, non lo dà a vedere. La comitiva si sposta con almeno tre auto, alla volta della multisala, dove si proietta il film che solletica la curiosità di quasi tutti gli amici. Navigatrice rimane allerta, mentre il fratello Fulminatore la ringrazia telepaticamente per l'aiuto ricevuto, grazie al quale ha potuto preservare vite innocenti. Sullo schermo si muovono le riprese di attori che interpretano vampiri buoni; l'attenzione si concentra su uno di loro, che si innamora di una ragazza umana. Una specie dotata di poteri superiori, che vengono adoperati per mantenere una situazione di equilibrio, non per uccidere e soggiogare. Un po' ciò che succede ai mutanti di Evolution. Mentre riflette in tal senso, Cris viene colta da un fortissimo mal di testa: come se una forza lacerante stesse irrompendo con grande brutalità nel suo cranio. L'espressione facciale di Navigatrice non sfugge ai suoi amici, seduti accanto a lei. Le propongono di uscire dalla sala, ma lei preferisce rimanere, dicendosi convinta che il malessere passerà tra breve. In realtà, la super-eroina è convinta di trovarsi sotto attacco, ed uscendo allo scoperto potrebbe esporre a rischi anche coloro che l'accompagnano. Navigatrice comunica telepaticamente con la Maga, che le garantisce un intervento rapido da parte di Evolution. Il vampiro magro e tenebroso ferma un furgone con una sola mano, e tutti i presenti esultano per quella dimostrazione di super-forza. Navigatrice impiega quasi tutte le sue energie per blindarsi entro barriere in grado di reggere all'offensiva dei nemici invisibili. Di solito, nelle sale cinematografiche, non è consentito l'ingresso a film iniziato, per non disturbare gli spettatori. Ma risulterebbe difficile a qualsiasi addetto alla sicurezza umano impedire il passo a quel tizio enorme e pesantemente bardato, accompagnato da una donna solo apparentemente normale. Ferox ha infatti assunto le sembianze che condivide con la detective Lucrezia; ma queste sembianze non possono dissimulare le sue movenze incredibilmente flessuose. Kong, l'uomo bestia di Evolution, è anche lo scienziato del gruppo; l'aggeggio che sta maneggiando ha individuato la fonte dell'attacco ai danni di Navigatrice. Il tizio se ne frega di cosa combina la ragazzina innamorata del vampiro bicentenario. Lui vuole recare danno alla mutante di Evolution, che siede poco più avanti. Probabilmente è lui stesso un mutante, che però impiega un dispositivo meccanico per intensificare i suoi poteri. Non c'è tempo da perdere, e Kong, mentre gli passa accanto, allunga un braccio ed afferra il dispositivo. Chiunque lo abbia costruito, non pensava che l'amplificatore psionico dovesse resistere ad una pressione tipo quella esercitata dalla grande mano di Kong. Così, mentre il vampiro e l'umana dilettano il pubblico con le loro schermaglie adolescenziali, Kong disattiva, stritolandolo, il pericoloso aggeggio. Vistosi braccato, il mutante malvagio dimostra di possedere altre doti oltre a quelle telepatiche: si alza dal suo posto e schizza via con una velocità impressionante. Kong potrebbe inseguirlo balzando in alto ed in avanti, ma la discrezione andrebbe a farsi benedire. Invece Ferox non ha problemi ad inseguire l'avversario, scivolando all'interno della multisala ancora più velocemente. Del resto lei è l'impareggiabile donna-leopardo. Mentre Cris può finalmente tirare un sospiro di sollievo, Ferox fronteggia la sua preda. Costui non si perde d'animo, neppure quando Ferox riassume le sue formidabili sembianze. Si vede che sapeva di avere a che fare con Evolution; naturalmente ciò non lo protegge dalla velocità e dalla furia della componente felina del gruppo. La pistola, sebbene estratta velocemente, spara a vuoto, perché Ferox si è già mossa per attaccare. Sorprendentemente la mutante non affonda i suoi micidiali artigli, ma si accontenta di stordire il nemico con un poderoso colpo al plesso solare. Lui vede le stelle, poi il buio. Nella multisala quasi nessuno ha notato il trambusto, e Kong ha guadagnato l'uscita prima della fine della proiezione. I presenti sanno che il film è stato tratto da una quadrilogia; per cui discutono esaltati sul seguito dell'avvincente vicenda ai limiti del paranormale. La serata sarebbe conclusa se il destino non avesse riservato anche al drago di Evolution una parte in questa competizione che si svolge oltre il velo dell'umana percezione. Un ingorgo stradale, uno di quelli che possono capitare anche di notte, in ogni città di una certa dimensione. Cris e gli amici si trovano bloccati in quella versione urbana del triangolo delle Bermuda. Passata la mezzanotte, sono in molti a chiedersi cosa diavolo ci faccia in giro tutta quella gente. Miracolo della moderna tecnologia: tutto il gruppetto di amici di Cris mantiene il contatto tramite cellulare. Navigatrice avverte tuttavia che anche questa volta sta accadendo qualcosa che gli umani non vedono, ed è meglio che non ci provino. Occulto comprende il nesso tra l'aggressione a Cris, mentre si trovava nella multisala, e l'attuale disfunzione nel traffico cittadino. I semafori sono letteralmente impazziti a causa di un'attività preternaturale, che ha luogo nel sottosuolo. L'entità che sta materializzandosi a decine di metri di profondità ha assunto la forma di un antico guerriero, o forse di qualcosa di più. Se Navigatrice fosse stata eliminata nella multisala, ora non potrebbe coordinare il contrattacco di Evolution. Quindi il vero aggressore sta giungendo ora sulla Terra, auspicando di non essere ostacolato dal super-gruppo. Invece, per fortuna degli abitanti di questo pianeta, il potere mutante di Navigatrice riesce a tracciare il percorso ottimale che sarà seguito dall'unico essere in grado di contrastare da solo il livello di potere manifestato dal nemico. Dragonfire penetra attraverso condotti sotterranei semi abbandonati, abbattendo tratti di muratura vecchi di decenni se non addirittura di secoli. Mentre in superficie gli umani si muovono a passo di lumaca, a bordo dei loro veicoli pesanti ed inquinanti, il drago di Evolution affronta un essere che spadroneggiò su questo mondo, in tempi remoti. I nostri antenati lo considerarono un titano, un eroe o forse un semi-dio. Colossale, muscoloso, apparentemente invincibile, sfrutta la favorevole congiunzione astrale per prendersi la rivincita sul mondo che lo esiliò. Sicuro di essere più forte di qualunque terrestre, il colosso incontra una forma di vita che non è di questa Terra. Pressoché pari come altezza e peso, i due giganti si scontrano, senza alcun bisogno di proferir parola. L'impatto si ripercuote come un terremoto fino alla superficie. Le persone bloccate nelle loro auto immaginano che si tratti di una scossa tellurica di bassa entità; la discussione verte di conseguenza sulla fortuna di trovarsi in una città a sismicità scarsa. Dragonfire e l'antico guerriero si scambiano colpi potenti, ma il drago è protetto da una corazza naturale più forte di quella metallica che avvolge il suo nemico. Ora il drago colpisce con un pugno di eccezionale potenza, che produce danni non solo all'armatura di chi gli sta di fronte. Ma quel guerriero è forgiato da mille battaglie, e subito si riprende, restituendo il colpo. Dragonfire ha però dalla sua parte almeno due armi uniche: la coda e la fiamma. La coda piomba senza preavviso sulla testa del titano, distruggendogli l'elmo. La fiamma arriva subito dopo, anticipando l'impiego da parte del nemico di una grossa spada, che potrebbe manifestare poteri imperscrutabili. Tale è l’energia ultraterrena dispiegata nello scontro sotterraneo, che in cielo le nuvole assumono le sembianze dei contendenti; ma a dire il vero solo pochi individui, oltre a Navigatrice, possono assistere al formidabile spettacolo. La spada del titano prova ad arginare l’offensiva della super-fiamma di Dragonfire, ma non riuscendovi dirotta parte dell’energia in una distorsione spazio-temporale, che la inghiotte e la disloca assieme a chi la impugna. In superficie, i semafori riprendono finalmente a funzionare, e gli inermi umani possono finalmente proseguire nelle loro importanti peregrinazioni. Il titano sconfitto precipita tra le dimensioni, emettendo suoni assolutamente non umani, riconducibili alla frustrazione ed alla promessa di una prossima rivincita. Cris saluta gli amici, e rientra a casa, dopo aver garantito loro di essersi veramente divertita: una bella serata, nulla da eccepire.


domenica 14 marzo 2010

ARTIGLI, TENEBRE E FIAMME_libro 2°_73° episodio

Il micio Felix non è un randagio, ma non disdegna di gironzolare sui tetti, nei cortili e nelle cantine. Felix ha visto, durante i suoi spostamenti, cose che anche il popolo felino considera strane. Ecco perché capisce il comportamento della sua padroncina, che ha paura di ciò che si annida nell'armadio. Felix cerca sempre di dormire assieme alla piccola Meg, per difenderla da ciò che effettivamente si annida nelle ombre. Anche Felix ha paura di quelle tenebre, che neppure i suoi occhi possono penetrare, ma farebbe di tutto per proteggere la bambina. Gli umani adulti sembrano non ricordare di quando erano piccoli, ed avevano paura delle cose senza nome, nascoste sotto i letti, dentro gli sgabuzzini, gli armadi, nelle cantine ed in molti altri luoghi tenebrosi. Felix sa che spesso la piccola Meg si sveglia nel cuore della notte, in preda alla paura, e gli racconta di aver sognato di artigli e tentacoli che stavano per ghermirla. Il coraggioso micio si lascia coccolare, e rassicura la padroncina facendo le fusa. Felix non può raccontarle che è stato lui ad allontanare, soffiando e minacciando con le unghie ed i denti, quelle forme fantasmatiche. Inutile per Meg raccontare ai genitori dei suoi sogni; sogni nei quali Felix le appare come un giovane leopardo docile, ma in grado di compiere grandi imprese. I genitori di Meg, che non ricordano di essere stati bambini, sminuiscono i racconti della figlia, e sostengono che lei si inventi tutto per poter tenere Felix sul letto. E se anche fosse? Di sicuro, la piccola gradisce la presenza del suo micio, a prescindere dalla sua funzione di guardiano. Il gatto è effettivamente il protettore notturno di Meg, perché i nostri piccoli felini ci adottano, facendoci credere che siamo noi ad adottare loro. Il popolo felino, fiero e coraggioso, avverte nei piccoli umani una purezza da difendere. Adesso Felix sta terminando le sue passeggiate nei dintorni di casa; è già sera, e pensa di essersi meritato una lauta cena. Poi, come sempre, lo attende un'altra notte di attenta sorveglianza. Nessuno riuscirà a fare del male alla piccola Meg, finché Felix potrà impedirlo. Il gatto in questione non è particolarmente grosso, ma è veloce ed ardimentoso. Ha parlato con gli anziani del suo popolo, ottenendo conferma delle sue preoccupazioni: anche loro hanno sentito parlare, ed hanno visto in azione le tenebre pulsanti che fuoriescono dagli armadi. Felix, come tutti i gatti della città, adora la donna leopardo Ferox. Lui è sicuro che Ferox non avrebbe paura di entrare in quei luoghi di oscurità maligna. La donna leopardo estrofletterebbe i suoi artigli, più grossi e potenti di quelli di qualunque gatto, ed ucciderebbe chiunque osi spaventare la dolce Meg. Felix parlerebbe a Ferox di questo pericolo, se sapesse dove trovarla; ed è sicuro che la potente e splendida creatura lo ascolterebbe. Felix sogna di combattere fianco a fianco con Ferox, per difendere Meg e tutti gli altri bambini spaventati da ciò che si annida negli armadi. Sono da poco passate le otto di sera, quando il micio coraggioso salta ed entra da una finestra di casa sua. Il suo passo è disinvolto e quasi regale. La mamma di Meg lo chiama, per dargli da mangiare, e lui ringrazia facendo le fusa. Poi il micio si sottopone volentieri alle carezze della padroncina, con la quale condivide segreti che gli umani adulti non vogliono risolvere. Anche quella sera, Felix si infila velocemente nella cameretta della piccola, e si nasconde per evitare che i genitori di lei decidano di mandarlo fuori. Ormai ha capito come deve comportarsi con quelle persone che sono simpatiche, ma poco attente a quel che accade nella loro stessa casa. Meg non prenderebbe sonno se Felix non saltasse sul letto. La bambina è abituata al caldo contatto con quell'animaletto peloso e flessuoso. Il sonno arriva un po' alla volta, chiudendo gli occhietti della piccola. Anche Felix chiude gli occhi, ma le sue fusa rumorose indicano uno stato di veglia vigile. Meg è quanto mai rassicurata dalla combinazione tra pelo folto, caldo contatto ed espressività sonora felina. Il sogno si presenta con un'ambientazione campagnola, con tante case che ricordano quelle dei puffi o degli hobbit. Costoro, vestiti di mille colori, accolgono festosamente Meg, e la invitano a prendere un the. In una delle casupole a forma di fungo, la bambina incontra Felix, che passava di lì, e si è fermato a fumare la pipa. Che strano, si dice Meg, che Felix fumi la pipa! Sul letto, nel cuore della notte, il micio apre un occhio, per tenere d'occhio quell'armadio dall'aspetto sospetto. Ma la porta è chiusa, e qualunque cosa abiti da quelle parti non può uscire. Felix avverte un sottilissimo grattare; potrebbe essere un topo, ma il micio i topi li riconosce dall'odore. Il gatto si rilassa: questa notte non sarà necessario tirare fuori le unghie. Al mattino, Meg si alza appena la luce del sole entra nella sua camera. In quel momento, la forza della luce scaccia tutti i fantasmi, rendendo difficile credere che, pochi minuti prima, costituissero una presenza assillante. Anche il gatto, sebbene ami la notte, è felice quando il sole illumina il volto della sua padroncina. Le oscure presenze dell'armadio si ritraggono fino a scomparire quasi completamente. Ad osservare bene, però, rimane sempre un atomo di perfida e sfuggente oscurità, che aspetta il ritorno del buio per meditare nuove aggressioni ai danni delle anime tenere. Infatti è corretto affermare che gli adulti siano immuni dalle insidie che stiamo esaminando; ma il punto è semmai che le anime degli adulti sono poco appetitose per i fantasmi tentacolati. Adesso però siamo costretti a registrare la mancata presenza del micio Felix sul letto di Meg, durante la notte. La situazione non dovrebbe essere particolarmente tragica, sennonché in quell'occasione un'anta dell'armadio è rimasta aperta. La bambina non vorrebbe dormire, senza il suo gatto, ma lui non si vede. Dipendesse da lui, Felix sarebbe già in casa, ma ha trovato tutte le finestre chiuse. Possibile che i genitori di Meg abbiano volutamente chiuso fuori il micio? La bambina è molto agitata, ed a poco servono le parole della mamma, che ad un certo punto la sgrida per “l'eccessiva fantasia”. C'è poco da fare: questa notte Meg dovrà affrontare da sola i tentacoli di colui che si annida nell'armadio. Si asciuga le lacrime, e si rannicchia sotto le coperte, cercando di ignorare certi piccoli rumori, come di piccolissime unghie. Felix, miagola frustrato ed inascoltato. O forse lo ascolta qualcuno che gode nel sapere dell'impedimento occorso al tenace animaletto. Il micio, se sapesse come fare, chiamerebbe Ferox, e lei non avrebbe problemi ad irrompere attraverso quella finestra. Le molte avventure della donna leopardo assieme ai colleghi di Evolution hanno sviluppato in lei una sorta di sesto senso. Non una sola volta i super-eroi mutanti ed il drago alieno hanno affrontato e vinto il male in contesti non propriamente terrestri. La telepatia di Ferox nei confronti del popolo felino è la stessa che la lega alla detective Lucrezia. Non è escluso che lo scettro di Uglux, usato per forgiare un legame tra la poliziotta umana e la mutante, sia la fonte del nuovo potere della donna leopardo. Così accade che, mentre Felix miagola frustrato, Ferox percepisca a chilometri di distanza il suo stato d'animo ed i motivi dello stesso. Analogo al dragoncraft, il supporto volante di Ferox trae da lei l'energia per vincere la gravità. Oppure consente al corpo mutante di liberare le energie che le consentono di levitare e di spostarsi in tutte le direzioni. Fedele al suo addestramento ed alla sua natura, la donna leopardo si precipita verso l'allarme che ha ricevuto telepaticamente. La piccola Meg non guarda, ma la porta dell'armadio della sua cameretta si apre lentamente. Se fosse presente, Felix si ergerebbe in tutta la sua statura, pronto alla battaglia; ma il micio non è lì, purtroppo. Simile ad un fumo viola, un tentacolo prende forma, e si muove simile ad un serpente verso il letto della piccola indifesa. Felix interrompe la sua serenata, di maledizioni in idioma felino, per guardarsi alle spalle. Grande stupore e meraviglia provoca in lui la vista della formidabile Ferox, che lo osserva con i suoi lucenti occhi gialli. Felix vorrebbe spiegarle tutto, ma la donna leopardo ha già compreso il messaggio, e non è lì per combattere una battaglia fisica. Non servirebbe prendere ad unghiate un armadio e gli abiti contenuti. Il nemico deve essere affrontato nel suo stato d'esistenza. Questa notte Ferox ed il micio di nome Felix combatteranno assieme, per la salvezza della piccola Meg. Il tentacolo fantasmatico non intende aggredire il corpo della bambina, bensì il suo spirito. Ecco perché, appena la sfiora, la precipita nel reame degli incubi. Il panorama onirico che accoglie Meg è solo apparentemente il solito: casette colorate a forma di fungo, circondate da suggestive colline verdi. Il cielo è sempre azzurro, ma qualcosa stona. Gli abitanti delle casette non sono i nani o hobbit simpatici ed ospitali di sempre. Cominciano ad uscire dalle porte esseri più simili ai troll delle leggende nordiche: mostriciattoli con la testa enorme, pochi denti in bocca, occhi fuori dalle orbite. Una marmaglia pericolosa e vociante circonda la bambina, minacciandola e strattonandola. Lei vorrebbe piangere, perché qualcosa ha irrimediabilmente distrutto il suo mondo ideale. In quel frangente, Ferox irrompe nel sogno, accompagnata dal micio Felix, che subito accorre in difesa della padroncina. Lui stesso rischia però di essere aggredito da quelle laide figure vocianti e sputacchianti. Ferox invece preferisce colpire d’anticipo, e lo fa con la naturalezza che contraddistingue il suo operato in tutti i mondi che ha visitato. Mentre gli artigli della donna leopardo sibilano nell'aria, provocando severi danni ai folli nani mutati, ode il dottor Occulto, che la avverte dei rischi derivanti dal subire ferite nella dimensione dell'incubo. Il dottor Occulto, capo del super gruppo Evolution, conosce quei demoni della disperazione, e ricorda a Ferox di agire in fretta, prima che gettino nella mischia tutte le loro forze. Potenza della forza di volontà e della dedizione, Felix ha frattanto almeno raddoppiato le sue dimensioni. Quel gattaccio terribile getta fiamme dagli occhi, quasi come Ferox. Lo spirito di Meg si risolleva, perché vede cosa può fare l'amore: il suo micio ha addirittura chiamato e coinvolto una super-eroina pressoché invincibile. I nani mostruosi sollevano clave e spade rugginose, ma esse nulla possono contro la velocità di Ferox: lei danza come una dea della vendetta, e pare avere sei braccia armate di pugnali saettanti. Felix balza sulla testaccia calva del capo dei nani malvagi, ed i suoi artigli fanno scempio di quegli occhi acquosi. La feccia grida e sanguina, privato della vista, e quasi impazzito dal dolore. Se quello non fosse un sogno, il pavimento sarebbe cosparso di sangue verdastro, che fuoriesce copioso dalle mostruose ferite aperte nei corpi mutati degli pseudo-nani. Il dottor Occulto lancia un nuovo segnale d’urgenza, e mediante il suo potere magico produce un portale di uscita da quel mondo corrotto. I piccoli demoni, travestiti da nani o hobbit, intensificano il loro attacco, con il solo risultato di cadere in maggior numero sotto gli artigli di Ferox e del suo assistente Felix. Poi improvvisamente la feccia urlante inizia ad esultare, ma non è chiaro per quale motivo lo facciano, giacché finora non hanno fatto altro che prenderle. Le colline verdi paiono squarciarsi, mentre un tentacolo oscuro esce dalle viscere della terra. Meg riconosce in esso il tentacolo che, in dimensioni decisamente più ridotte, proveniva dal suo armadio. Meg non ha mai veramente visto prima quell'agglomerato disgustoso di oscurità, ma forse tutti gli umani ne conservano un indistinto ricordo ancestrale. I nostri lontani antenati combatterono, prima della storia, contro simili entità extraterrene, e le allontanarono dal nostro stato d'esistenza. Le scacciarono, grazie alla magia naturale, ma non le distrussero. Da allora, esse vivono nei nostri incubi, e di lì muovono per distruggere il nostro senso del bello. Se riusciranno ad inaridire anche i bambini, i demoni dell'oscurità torneranno a reclamare la Terra. Fortunatamente per gli umani, il dottor Occulto ha fondato Evolution. Per fortuna di tutto ciò che vive sulla Terra, il drago alieno Dragonfire è una forza del bene. Un enorme ruggito scuote le colline stesse, gettando a terra i mostriciattoli mutati. Ferox coglie al volo l'occasione di entrare nel portale, conducendo con sé Meg ed il fedele micio. Ferox si volge un'ultima volta, e scorge Dragonfire, che in quel contesto onirico dispone di gigantesche ali. Il drago sorride, come solo sanno fare i draghi. Si direbbe che si stia divertendo. Mentre si prepara a scatenare la sua super-fiamma, il suo atteggiamento suggerisce che sia giunto alla resa dei conti con qualche nemico particolarmente esecrabile. I tentacoli oscuri si sono nel frattempo moltiplicati, ma nulla possono contro il potere di Dragonfire. La sua fiamma cosmica erompe dalle sue fauci, con forza crescente, finché l'oscurità stessa grida per un dolore incalcolabile, mai provato in eoni innumerevoli. Quella simulazione del sogno di Meg viene vaporizzata senza pietà, liberando la versione originale. Quando Meg tornerà a dormire e sognare, troverà nuovamente le capanne a forma di fungo, abitate da simpatici soggetti colorati e festaioli. Felix sarà con lei, dentro e fuori dal sogno. In quanto all'armadio, la liberazione dell'estrema forza del drago nella dimensione dell'incubo ha esorcizzato per sempre quel portale oscuro.


domenica 7 marzo 2010

DRAGONGAMES_libro 2°_72° episodio

Il ragazzino ha un talento innato per i videogiochi. I suoi riflessi, accompagnati da un intuito eccezionale, gli consentono di sconfiggere qualsiasi nemico virtuale, e di ascendere velocemente verso i più alti livelli di difficoltà. I suoi amici parlano di lui con grande rispetto; lo chiamano Dragongames, perché affronta le difficoltà, sbaragliandole come se fosse un drago potentissimo. Quando nella sala giochi arriva un nuovo software, i gestori chiamano Mattia per testarlo. Di solito Dragongames non ci mette troppo a capire come aggirare le difficoltà studiate dai programmatori. Loro impiegano mesi ad organizzare tranelli e trabocchetti, poi Mattia li scopre in meno di mezz'ora. Fortuna, per l'industria dei videogiochi, che di Mattia ce n'è uno solo; altrimenti potrebbero cercarsi un nuovo lavoro. Quel fine settimana nella sala giochi tutti attendono i nuovi arrivi, e si chiedono cosa abbiano inventato i creativi, per sedare la fame di novità che anima i giovani frequentatori di quei luoghi di battaglie virtuali. Il nuovo gioco si presenta come un pannello di controllo di un caccia militare. Sono presenti quadranti e display, con tasti che corrispondono a proiettili e missili. Tutti aspettano che Mattia prenda posto davanti alla tastiera e metta le mani sui joystick. E lui inizia fin da subito a padroneggiare il nuovo gioco, quasi lo avesse inventato lui. Gli sguardi ed i commenti sono di ammirazione, mista ad invidia: come mai quel ragazzino è così maledettamente bravo? Dragongames entra completamente nel gioco, e si sente tutt'uno con l'aereo che vola a bassa quota. I radar e gli altri sensori lo avvisano dei cannoni puntati verso l'alto, e Mattia aziona in sequenza velocissima i suoi lanciarazzi. Un elicottero sbuca all'improvviso dietro una collina, ma il ragazzo è fulmineo nelle sue risposte. I presenti nella sala giochi si lasciano trascinare dalla simulazione, sentendosi a bordo di un caccia velocissimo e possente, guidato da un individuo solo apparentemente umano. Un lungo applauso sottolinea il raggiungimento del massimo punteggio previsto dai programmatori del gioco: Dragongames ha vinto ancora! Mattia esce dalla sala giochi, attorniato da ragazzi anche più grandi di lui, che, a differenza di quello che farebbero con qualunque altro suo coetaneo, lo trattano con una certa soggezione. Il ragazzo è contento di sé, ma spera che il destino gli riservi qualcosa di più. In effetti ciò che chiamiamo destino si sta muovendo per venire incontro alla richiesta di Mattia. Ai progettisti di software per videogiochi è giunta frattanto notizia delle doti eccezionali del cosiddetto “Dragongames”. Lunghe discussioni si accendono circa la possibilità di assumerlo come consulente: è evidente che quel ragazzo ne sa più di loro. Forse non è un programmatore, ma di sicuro sarebbe in grado di fare il creativo, e di suggerire tempi e metodi differenti e migliori. Questa è l'opinione della maggior parte degli scrittori di applicazioni; uno di loro però dissente, e si ritira in un angolo a rimuginare. Un'idea sta prendendo forma nella sua testa, e non vuole condividerla con quei perdenti dei suoi colleghi. Figuriamoci, si dice, dipendere dai capricci e dai consigli di uno sciocco ragazzino! Quando si dice “avere un'idea”: questa in particolare si sviluppa come una pianta carnivora. Non che Giancarlo ne abbia mai vista una. Quella sera e quella notte non riesce a chiudere occhio, perché quel fuoco interno lo costringe a lavorare al computer finché gli occhi gli fanno male. Alla fine della notte, quando il sole inizia a diffondere la sua luminosità nel cielo, Giancarlo crolla sul divano, ma la sua opera è compiuta. Al suo risveglio la testa gli fa ancora un male esagerato; tanto male da indurlo a non andare al lavoro. Qualche piccolo ritocco al nuovo gioco, e poi la presentazione al suo capo. Un campo di battaglia nel quale i nemici da battere sono gli eroi di Evolution: che idea! Qualche collega di Giancarlo storce il naso: i giovani dovrebbero immedesimarsi nei difensori della giustizia, non in quelli che li vorrebbero uccidere. Ma il business prima di ogni altra cosa. Non rimane che fare provare il gioco a quel Mattia che ormai è diventato un divo tra i giovani, e non solo tra loro. Nella sala giochi sono presenti addirittura delle emittenti televisive, pronte ad intervistare il cosiddetto “Dragongames”, che accetta con calma e distacco la nuova sfida. L'inizio della partita è preceduto da alcuni minuti di silenzio, necessari alla concentrazione del giovane talento dei videogiochi. Nella prima inquadratura si vede Kong, l'uomo bestia di Evolution, che sta completando uno dei suoi esperimenti, in uno dei laboratori della base del super-gruppo. Non si aspetta di certo che un velivolo silenziosissimo irrompa attraverso i vetri blindati di una delle finestre. Il mortale aggeggio è manovrato direttamente da Mattia, che, con grande prontezza di riflessi, punta e spara. Il super-udito di Kong lo aveva già avvisato dell'intrusione, ma non si era ancora voltato. Ora voltarsi sarebbe una perdita di tempo; per cui il velocissimo mutante schizza verso l'alto, spinto da muscoli potentissimi. Due piccoli missili lo schivano di pochissimo, proseguono e esplodono contro una complicata e preziosa strumentazione. Grande disappunto per il giovane Dragongames, che sorprendentemente ha toppato! Kong, che alcuni istanti or sono era balzato fino al soffitto alto cinque metri, ricade come una bomba, colpendo con un pugno colossale l'aggeggio volante. Il quadro comandi di Mattia segnala l'avaria, ed il giovane si muove freneticamente per salvare il suo strumento di morte dalla furia del formidabile uomo bestia. Il progettista del gioco, presente alla dimostrazione, ridacchia, perché la sua creazione ha messo in difficoltà l'odiato moccioso. Mattia prova stupore per la velocissima reazione di quel Kong. Mai aveva assistito ad una simile interattività: un software che propone velocissime contromisure. Nei videogiochi precedenti, gli avversari erano soldati lenti e graficamente mal definiti; in questo, Kong ha reagito ad una velocità veramente super-umana. Il soprannome “Dragongames” inizia a scricchiolare, e qualcuno tra il pubblico azzarda qualche risatina. Mattia non intende darsi per vinto, e, ripreso il controllo del suo aggeggio di morte, lo allontana dal pericoloso Kong. Chiunque abbia fatto quel software è un genio, pensa il ragazzo, mentre le immagini sullo schermo riportano i corridoi e le stanze della base di Evolution. Quale nitidezza di particolari! Ma ora il piccolo messaggero di morte entra in una specie di palestra, dove si sta allenando Ferox, la donna leopardo. Tutti quelli che assistono alla sfida si chiedono come diavolo abbia fatto il progettista di quel gioco a definire in quella maniera splendida la mutante. Ammirano le evoluzioni della super-eroina, che salta, rotola, atterra e riparte, come se per lei non comportasse alcuno sforzo muoversi a quella velocità. Mattia non vuole rischiare altre brutte figure, per cui adotta una strategia di avvicinamento lento e circospetto. Si direbbe che la gattona non si sia accorta del pericolo che corre, mentre continua a schizzare e saltare, ed arrampicarsi come un leopardo umano. Le mani di Dragongames sono velocissime, e tutti vedono partire i micro-missili. Un nuovo imprevisto è rappresentato da un potentissimo urlo, che induce il ragazzo a ruotare il suo velivolo, per cambiare inquadratura. Tale è la velocità dei piccoli missili, che arrivano sul bersaglio un istante prima del grido di avvertimento lanciato dal mutante peloso. Ma Ferox non è più lì; Mattia ruota freneticamente il suo dispositivo volante, alla ricerca del suo bersaglio. Ad un tratto, gli occhi di Ferox compaiono in primissimo piano, come se si fosse avvicinata alla camera, e stesse guardando dentro. Il giocatore è fortemente contrariato, visto che sta perdendo la partita. I presenti invece sono entusiasti ed emozionati: mai visto un gioco così bello e realistico. La donna leopardo ha serrato i suoi artigli su quella specie di quadricottero. Interessante come le quattro eliche disposte a quadrato, che ruotano ognuna entro un cerchio di metallo, rendano estremamente maneggevole quel piccolo robot lanciamissili. Peccato per il robot che Ferox non sia animata dalla stessa curiosità scientifica che guida i comportamenti di Kong. Se l'aggeggio fosse capitato tra le zampe di Kong, ora probabilmente sarebbe ancora intero. Invece Ferox lo ha già smontato in maniera difficilmente reversibile. Game over: questo è il messaggio che compare sullo schermo di Mattia, e tutti i presenti sono quasi orripilati che sia potuto accadere proprio a lui. Buttato fuori dal gioco! A dire il vero, il giovane si è appena giocato una delle vite virtuali che aveva a disposizione. Nei giochi si vive due o tre volte, a differenza della realtà. Dragongames suda dalle mani e dalla fronte, anche perché la sala giochi è piena all'inverosimile: tutti vogliono assistere alla sua caduta, ma lui non vuole perdere concentrazione. Un sensore indica l'attivazione della seconda vita; nuovi bersagli Fulminatore e la Maga. Mattia ritiene che questi avversari siano meno ostici dei precedenti, che hanno vinto grazie all'istinto ed all'imprevedibilità animale. L'attacco è fulmineo, ma a quanto pare i due mutanti se lo aspettavano. Viene da pensare che i poteri psionici della Maga non siano solo leggenda. In realtà, è stato il dottor Occulto, capo di Evolution, a contattare la Maga dopo il fallito attacco a Kong e Ferox. A questo punto, Mattia potrebbe capire di essere stato manipolato: quello che sta conducendo è un attacco reale, non un gioco. Nessuna simulazione grafica, nessun database ricavato dall'osservazione dei super-eroi mutanti. Dragongames ha veramente attaccato Kong e Ferox, ma fortunatamente per lui loro non sanno ancora dove trovarlo per restituirgli la visita. Fulminatore e Maga sono meno veloci dei colleghi, ma i loro poteri elettrici e telecinetici sono in grado di erigere un valido campo di forza contro i mini-missili che il secondo robot lancia loro addosso. Il display luminoso e ricco di quadranti attribuisce i primi punti a Mattia, perché l'attacco ha comunque stordito leggermente Fulminatore e Maga. Dragongames ha ora la possibilità di recuperare parte del terreno perduto, e la sua mano si prepara all'attacco finale. Poco prima che il tasto fatale sia digitato, accade però un fatto che nessun giocatore di battaglie virtuali potrebbe preventivare: la vittima designata inonda le menti di tutti i presenti con uno dei suoi incantesimi della confusione. Quindi Mattia, ma non solo lui, perde istantaneamente il controllo delle proprie articolazioni. La Maga gesticola, mentre i suoi occhi lampeggiano di una luce gialla. Il tempo pare fermarsi, ed il computer stesso tende ad ingolfarsi come se fosse saturo di programmi pesanti ed obsoleti. Poi è la volta di Fulminatore, che, individuato il nemico in un quadricottero (uguale a quello impiegato contro Kong e Ferox), lo colpisce con una scarica non potentissima, ma sufficiente a cortocircuitarlo. Secondo game over nel giro di pochi minuti. Mattia ormai non è più il Dragongames, di cui si parlava per le strade ed in tv. Gli estimatori e gli adulatori sono diventati denigratori. Non sa di avere combattuto e perso contro Evolution, ma sa che da oggi in poi dedicherà molto meno tempo a quell'insana passione per la vita virtuale. Corre a casa, ed esce da questa storia. Se da domani dedicherà veramente più tempo allo studio, e meno alle simulazioni, lo scoprirà vivendo. La gente esce dalla sala giochi, chiacchierando animatamente. Un gioco superlativo, dicono; peccato che non sappiano distinguere la realtà dalla finzione. Giancarlo, il perfido ideatore di quel gioco fin troppo reale, ridacchia nel buio. Qualcuno ha collaudato al suo posto un'arma tremenda. Qualcuno rischierà eventuali ritorsioni al posto suo. Il perfido programmatore si era chiesto, prima di porre in essere il suo capolavoro, per quale motivo inventare realtà alternative quando la vita è semplicemente imprevedibile? Il suo gioco, il vero Dragongames, non è altro che guerra a distanza, senza rischiare in prima persona. Bisogna essere dei pazzi per attaccare briga con Ferox, Kong, Fulminatore e Maga. Mediante Dragongames è invece possibile aggredire a sorpresa, opzionando la vittoria. Ora però il perfido soggetto cede alla fascinazione della sua stessa trappola, ed attiva la terza ed ultima vita, che corrisponde al pericolo ed al premio maggiore. Il possente Dragonfire si aggira sulle colline, in una ridente giornata di sole. Respira gli odori della natura, ed è felice. Non abbatte alberi e non distrugge rocce; non calpesta neppure i fiori. Però il micro-missile che lo colpisce alle spalle disturba oltremodo il suo stato d'animo. Gli occhi del possente alieno si riducono a due fessure, rivelando la sua natura di rettile cosmico. Il terzo quadricottero spara ancora, fino ad esaurire le munizioni, ma il drago non ne risente in modo visibile. Il perfido programmatore percepisce il grosso limite del suo piano: non è in grado di ferire Dragonfire, ma solo di farlo arrabbiare. I quattro mutanti di Evolution hanno lottato per evitare i micro-missili sparati a tradimento. Dragonfire li ha semplicemente ignorati, ma ora cerca di capire chi debba ringraziare per il disturbo. La sua coda possente sibila passando accanto al quadricottero, che oscilla come impazzito a causa dello spostamento d'aria. Poi Dragonfire scatta all'attacco, cercando di afferrare l'aggeggio volante. Giancarlo viene preso dal panico, quasi si trovasse effettivamente nei pressi del colosso verde. Manovra il dispositivo per evitare la cattura: non è escluso che uno studio dei meccanismi e dei circuiti possa condurre a chi lo ha progettato. La scena potrebbe essere definita surreale, se solo ci fosse qualche essere umano presente: Dragonfire insegue a balzi un oggetto volante, che non pare in grado di sfuggirgli a lungo. La caccia dura un tempo apparentemente interminabile, ma solo dal punto di vista di Giancarlo, perché il drago appare assolutamente instancabile. Dragonfire non è più solo nel suo inseguimento, dato che una forma velocissima e flessuosa converge verso di lui. Il quadricottero si infila tra gli alberi di un boschetto, e schiva a fatica i rami ed i cespugli. Il drago rallenta, per non danneggiare gli alberi con un impatto accidentale. Poi sbuca in una radura, dove pascolano placidamente alcuni piccoli ed innocenti agnellini. La collisione tra l'arma volante ed uno degli inermi quadrupedi appare inevitabile e fatale, ma Dragonfire non osa impiegare la sua super-fiamma, che produrrebbe più danni dello scontro medesimo. La fine di uno dei teneri erbivori pare segnata, quando un lampo vivente di pelliccia leopardata piomba sul quadricottero. Artigli pericolosi sono estroflessi in un arco di distruzione. Ferox non tocca il suolo, ma la sua precisione è assoluta: l'aggeggio maledetto schizza in mille pezzi. Prima di spegnersi per l'ultima volta, il ricevitore audio trasmette il mugolio che la donna-leopardo emette prima di sopprimere le sue vittime. Il suono terrificante raggiunge a chilometri di distanza il perfido programmatore di videogiochi, che sente lungo la schiena la fredda promessa di una morte dolorosa.


domenica 28 febbraio 2010

PROTOCLONI_libro 2°_71° episodio

Il clone di Kong sembra avere fatto tesoro del precedente scontro, ed il suo attacco coglie di sorpresa Dragonfire. L'impatto è formidabile, ma il drago lo è di più: traballa appena, e subito la sua poderosa coda sferza l'aria, a pochi centimetri dalla protobestia. Il clone di Kong avverte lo spostamento d'aria, causato dalla risposta di Dragonfire. Ora però il proto Kong è costretto a ripiegare, giacché non avrebbe una sola possibilità contro l'alieno di Evolution. Il drago intuisce il rischio di una trappola, ma la sua natura ardimentosa non gli consente di tollerare un attacco. Si aspetta peraltro altre aggressioni, mirate ad indebolirlo e ferirlo. Avendo riconosciuto il clone di Kong, Dragonfire ritiene che le altre protobestie siano nei paraggi, per aiutarlo. La proto Ferox si lancia contro il drago, simile ad una belva con gli artigli snudati. L'alieno non può che ammirare l'impeto che guida quella forma di vita, ma ha visto in azione Ferox, e l'originale è meglio della copia. Ferox non avrebbe mai attaccato frontalmente ed allo scoperto un colosso alto tre metri, e pesante settecento chili. La protobestia punta agli occhi di Dragonfire, sapendo della quasi inviolabilità della sua pelle corazzata. Il drago si limita ad emettere dalle fauci un getto di gas surriscaldati. Alla protobestia è andata bene che i gas non abbiano preso fuoco: ne sarebbe stata incenerita. Invece riporta alcune dolorose scottature, che chiazzano il suo manto leopardato. La simil donna leopardo lancia un mugolio di dolore, e corre a cercarsi un riparo. Il suo primo obiettivo sarà quello di leccarsi le ferite, per risanarle prima che si infettino. Mentre Dragonfire respingeva la proto Ferox, il clone di Kong lo attaccava nuovamente alle spalle. La strategia è buona, ma il drago mostra la sua grande prontezza di riflessi, colpendo con un manrovescio il nemico. Il proto Kong cerca di evitare di essere centrato in pieno, e per sua fortuna ci riesce. Nonostante ciò, viene scagliato a decine di metri di distanza dalla super forza di Dragonfire. Mancano all'appello ancora il proto Fulminatore e la proto Maga. Il primo impegna seriamente le difese fisiche del drago, mentre la seconda tenta di friggergli il cervello, con la sua versione dell'analogo potere della mutante di Evolution. Dragonfire risponde all'aggressione del proto Fulminatore, scagliandogli contro una grossa sezione del selciato, che lui stesso ha divelto con le sue zampe poderose. Il proto Fulminatore deve utilizzare tutte le sue energie per cercare di sbriciolare l'insolito proiettile. In parte ci riesce, in parte lo schiva. Ma ora che il drago si avvicina a grandi passi, il proto Fulminatore deve scappare per evitare uno scontro che per lui si rivelerebbe un disastro. Rimasta indietro, per quello che doveva essere l'attacco risolutivo, la proto Maga si addentra nei meandri della mente dell'alieno di Evolution. Così facendo commette lo stesso errore di sottovalutazione che ha condotto alla rovina molti nemici di Dragonfire. Infatti la mente del drago è totalmente aliena, e nessuna mente terrestre può perlustrarla senza subire un grosso danno. La proto Maga grida e cade sulle ginocchia; si porta le mani alle tempie, cercando di lenire il dolore. A questo punto l'attacco delle protobestie contro Dragonfire si è rivelato un tentativo maldestro, eccetto che per un particolare. A loro insaputa i cloni dovevano solo fungere da esca, e condurre il drago in quella particolare area. Adesso che l'alieno è in posizione, alcune cariche esplosive demoliscono il pavimento sotto le sue zampe. Dragonfire precipita per molti metri, assieme a tonnellate di cemento e mattoni. Quando la polvere del crollo si posa, vediamo il drago praticamente illeso, sebbene sia circondato dalle macerie. Lui lancia un possente ruggito, e prende a muoversi come se nuotasse in mezzo a tutti quei materiali spezzati. Le quattro protobestie si affacciano dai bordi della voragine, e, vedendo gli occhi dell'alieno, sono felici che si trovi fuori portata. Le protobestie hanno avuto un assaggio della forza del drago, e per oggi ne avrebbero abbastanza, ma la giornata non è ancora finita. Un rumore di jet in atterraggio annuncia l'arrivo dei mutanti di Evolution, desiderosi di liberare Dragonfire, e di bastonare adeguatamente i loro cloni. Prese tra due fuochi, le protobestie decidono di affrontare il pericolo più immediato, sperando di disimpegnarsi prima che il drago emerga dalla fossa. Dal punto di vista del coraggio, i cloni dei mutanti di Evolution ne hanno da vendere. Si direbbe che gli originali siano talmente convinti dei propri mezzi da permeare ogni loro cellula con questa convinzione. Proprio come farebbe Ferox, la protobestia corrispondente schizza all'attacco. La sua pelliccia è ancora fumante dopo lo scontro con Dragonfire, ma l'istinto felino la costringe a cercare la zuffa e lo spargimento di sangue. Le altre tre protobestie fanno altrettanto, sebbene si mostrino meno smaniose di misurarsi con i super eroi da cui derivano. Ferox e proto Ferox si scontrano con versi acuti, mugolii ed artigli vorticanti. Kong, con un cenno d'intesa, scambia il suo contendente con Fulminatore. Mediante questi scambi di avversari, di solito si riesce nell'impresa di sconcertare e spiazzare i principianti. Kong sa come si muove Fulminatore; per cui avanza in maniera imprevedibile, molto vicino al suolo, oppure a balzi improvvisi. Il finto Fulminatore scarica numerosi colpi a vuoto, ma è Kong che segna il punto: invece di avvicinarsi troppo, lo coglie in pieno con un lampione, divelto nel precedente scontro tra Dragonfire e le protobestie. Il proto Fulminatore è a terra, non ancora svenuto ma senza fiato. Fulminatore si appresta a restituire il favore, però coglie al volo un'intuizione, e la sua scarica atterra la proto Maga, prendendola completamente di sorpresa. Con due protobestie a terra, la situazione delle altre due si fa critica, anche perché Dragonfire è finalmente uscito dalla voragine predisposta per bloccarlo e catturarlo. La proto Ferox schiva un'unghiata a dir poco micidiale, ma ha comunque perso troppo sangue. Prima che il proto Kong si illuda di averla fatta franca, gli arriva addosso, come una valanga di mattoni, il Kong originale, che lo atterra con tutta la sua massa per nulla esigua. Non volendo che sia la proto Ferox l'unica a lasciarci le penne, la Maga la colpisce con il suo potere mentale. Lei regge, nonostante barcolli, ed è Ferox a stenderla definitivamente, senza però usare gli artigli. Dragonfire agita la coda, come se volesse abbattere interi palazzi, ma i suoi aggressori sono tutti fuori gioco. In questo sono fortunati, perché il drago è talmente surriscaldato che la sua fiamma non lascerebbe scampo alle protobestie. Qual è il punto di vista degli eroi di Evolution riguardo le protobestie? Di sicuro non vi è animosità, ma piuttosto un senso di responsabilità che gli originali provano riguardo ai danni che potrebbero derivare dall'azione irresponsabile dei loro cloni.


domenica 21 febbraio 2010

OCCULTE RIFLESSIONI_libro 2°_70° episodio

Il dottor Occulto è il fondatore ed il capo di Evolution. A differenza di quasi tutti i mutanti, Occulto non è stato costretto da piccolo a soffrire a causa della sua diversità. Il fatto di essere un telepate lo ha viceversa avvantaggiato sia a scuola, sia in famiglia, sia nei rapporti interpersonali. Non ricorda il preciso momento in cui si rese conto di essere diverso e superiore agli altri esseri umani. Ma ricorda che fin dall'inizio scelse la segretezza. Un altro bambino si sarebbe vantato di saper leggere nel pensiero. Lui intuì di dover usare con estrema discrezione quei doni mirabolanti. Avrebbe potuto non studiare, e superare brillantemente ogni esame. Però così facendo il suo apprendimento sarebbe stato una farsa. Si direbbe che la natura abbia donato al dottor Occulto una discrezione ed una strategia grandi quanto i suoi poteri mentali. Crescendo, il dottor Occulto ha scandagliato la realtà, come nessun essere umano sarebbe stato in grado di fare. Il più grande telepate del mondo è anche un mago, perché, grazie ai suoi poteri mentali, è stato in grado di scrutare oltre la soglia. Occulto non ha lasciato in giro tracce che possano allarmare servizi segreti, organizzazioni criminali o amanti delle cospirazioni. I suoi compagni di scuola lo ricordano come un ragazzo abbastanza brillante; non come il genio che è. Il dottor Occulto non ha un ego stupido come tantissimi umani frustrati; il dottor Occulto non può essere stupido come un umano, per il semplice fatto che è un mutante. Ricorda quando Dragonfire giunse sulla Terra, e pensa che quella forza della natura extraterrestre non sarebbe fatta imbrigliare se si fosse trovata di fronte uno di quei tronfi politici cretini, che vediamo di continuo in tv. Forse neppure Ferox sarebbe diventata una paladina della giustizia, se non fosse stata contattata dal fondatore di Evolution. Ferox dispone di una enorme sensibilità animale, che le permette di percepire subito, a pelle, la sincerità degli intenti. A suo tempo, il dottor Occulto le spiegò cosa avrebbe potuto fare per lei: autodisciplina innanzitutto. Fulminatore e la Maga hanno un aspetto umano, a differenza di Ferox e Kong. Fu più facile indirizzare Maga e Fulminatore; anche Navigatrice ha un aspetto umano, ma non Kong. L'uomo bestia di Evolution è tuttavia più riflessivo della donna leopardo. Ferox è il più grande successo di Occulto, dopo Dragonfire. Questa introspezione non è nuova per il capo di Evolution, ma è nuovo il contesto in cui avviene. Il dottor Occulto galleggia nel vuoto astrale tra i mondi, perché i suoi poteri gli hanno rivelato che presto le sue argomentazioni potranno essere utili, se non indispensabili, alla salvezza della Terra. Quando si dice "extraterrestri", si pensa a piccoli omini verdi o grigi, con una grande testa. Dire "extraterrestri" è ridicolo dal punto di vista cosmico. Sarebbe come se gli abitanti di un paesino di tre case giudicassero "extra paesino" tutti gli altri sei miliardi di umani. Il dottor Occulto, proprio perché ha sempre studiato e scrutato, sa che l'universo è praticamente illimitato. Chiamiamolo multiverso o omniverso, ma non cambia il concetto di base. La vita assume forme imprevedibili, che si evolvono di continuo. Non esiste un universo della magia, separato da quello della scienza. Il piano astrale non è percorso solo da fantasmi e spettri. Il dottor Occulto aspetta sul piano astrale perché in esso si può muovere senza i limiti del corpo fisico. Aspetta che pervenga a lui l'entità, il cui avvicinamento aveva messo in allarme i suoi super-sensi. Difficile dire se si tratti di un'astronave o di una cosa viva; potrebbe essere entrambe le cose. Il suo colore è in continua pulsazione, ma tende al nero; eppure emana un'energia che la distingue nettamente dallo sfondo stellato. Giunge quasi senza rumore, con una velocità incalcolabile, che si riduce a zero, nei pressi della Terra. Poi l'alieno prende forma visibile, ed inizia il suo confronto con il capo di Evolution. Per cortesia o praticità il nuovo arrivato assume sembianze e dimensioni umane. Occulto pensa possa trattarsi di un'emanazione dell'astronave, o di una mente collettiva cosmica. Così come il dottor Occulto aspettava il nuovo venuto, lui evidentemente sapeva che Occulto lo avrebbe incontrato sul piano astrale. Le razze planetarie che ci visitano spesso sanno evidentemente dell'esistenza di super umani sulla Terra. Occulto non percepisce alcuna protervia nell'essere che gli sta di fronte, che è disposto ad apprendere, sebbene abbia a sua disposizione enormi quantità di dati. In sostanza l'oggetto del contendere è il diritto degli umani di continuare a rovinare il pianeta. Lo sceriffo spaziale che si confronta con il dottor Occulto ha l'autorità di debellare in parte o totalmente l'infestazione umana del pianeta. C'è di più: lo sceriffo è stato chiamato dal pianeta stesso, cioè dalla natura che i nostri avi adoravano, e che noi violentiamo di continuo. Poveri umani, pensa il potentissimo mutante; Occulto riflette sull'immensa stupidità di questi bipedi che si credono figli di Dio. Invece, ben lungi dall'esserlo, hanno indotto la madre di tutti ad invocare l'intervento della legge. Visto che la Terra è una specie di paesino del vecchio polveroso West americano, la legge è rappresentata da un solitario sceriffo. Crediamo di essere al centro dell'universo, ma non ci minacciano con una gigantesca flotta, bensì con un singolo funzionario periferico. La Legge ha sancito che il nostro estinguere foche e tigri costituisca un comportamento degno di una sanzione esemplare: il genocidio totale o parziale. Nell'ordine cosmico, sei miliardi di umani contano meno dei molti miliardi di animali che l'umanità preda per pura malignità. Forse il discorso è estetico: l'umanità si comporta male, ed i danni che arreca non sono controbilanciati da innovazioni degne di nota. Il dottor Occulto non può contraddire il suo interlocutore, ma intende dimostrare come forse per gli umani vi sia ancora speranza. In fondo lui stesso e gli altri mutanti di Evolution non sono forse figli dell'umanità? Ferox e Kong sono il punto d'incontro tra umano ed animale, e sono superiori ad entrambi. Fulminatore, Maga e Navigatrice rappresentano gli umani del futuro, se l'umanità riuscirà ad averne uno. Dal punto di vista privilegiato che è il piano astrale, il dottor Occulto e lo sceriffo alieno analizzano assieme le gesta degli eroi di Evolution, perché il super gruppo dimostra quali e quante potenzialità ci siano all'interno della razza umana. Occulto insiste sul fatto che uomini e donne difficilmente sono malvagi; tuttavia deve ammettere che i più possono commettere nefandezze, se mal guidati. L'entità non umana, che deve decidere in nome della Legge, ribatte che di certo sei miliardi di umani producono enormi danni per il fatto di esistere. Occulto china il capo, perché è vero che questa razza insensata agisce sovente con i modi delle locuste. L'alieno scruta l'operato di Ferox, ed è seriamente impressionato dalla potenza della donna leopardo. La dedizione, con la quale la mutante agisce per proteggere gli umili, induce lo sceriffo spaziale ad una rielaborazione dei dati in suo possesso. Ferox non combatte solo contro demoni e super nemici; non disdegna infatti di affrontare rapinatori e violenti. Lei, che assomiglia ad un demone bellicoso, riscuote consensi tra i teneri micini. Ma più di tutti colpisce il comportamento di Dragonfire, che è figlio di una razza spaziale tra le più potenti. Questo colosso, giunto sulla Terra, fraternizza con gli agnellini. Quindi gli inermi quadrupedi vedono in lui il bene ed il bello. Mentre lo sceriffo spaziale formula queste considerazioni, sulla Terra la Maga separa lo spirito di Dragonfire dal corpo, affinché possa testimoniare di persona in favore dei terrestri. E grande impressione suscita nel funzionario della Legge cosmica la venuta del drago nel piano astrale. Dragonfire potrebbe apparire in molti modi, perché la forma è facilmente gestibile sul quel piano, ma decide di comparire com'è in realtà: formidabile! Come si è detto, i rettili hanno una grande diffusione nel cosmo, data la loro forza e la loro versatilità. E, tra i rettili, i draghi occupano la cima della piramide. I due alieni si scrutano, in presenza del dottor Occulto, che ha capito l'importanza del confronto diretto tra l'extraterrestre che conosce l'umanità e quello che ne ha sentito parlare. Il drago estende i suoi pensieri, in modo che funzionino meglio delle parole. Non si tratta solo di fatti narrati, quanto di sensazioni ed intuizioni. Il drago afferma che l'umanità può farcela; chiarisce inoltre che non resterebbe inerme di fronte ad un tentativo di genocidio. Il dottor Occulto scruta il drago come fosse la prima volta che lo vede, e sente l'immensa forza contenuta in quell'anima ed in quel corpo. Lo sceriffo spaziale è ora in grado di decidere rispetto alle sanzioni che l'umanità sicuramente merita. Tuttavia Dragonfire rappresenta una variabile da non trascurare, e con lui Evolution ed il dottor Occulto. Abbiamo pensato all'interlocutore spaziale come ad uno sceriffo, ma è forse più un osservatore ed un magistrato. Come tale, sospende necessariamente il giudizio, in attesa di eventi che lo inducano a tornare per distruggere gli umani, o per assolverli per insufficienza di prove. Poi l'alieno sale sulla sua astronave, che si allontana da questo mondo marginale. Il dottor Occulto è convinto che Dragonfire, pur non scatenando la sua super fiamma, abbia combattuto e vinto la sua più grande battaglia. Dragonfire è più distaccato, perché il suo senso del destino gli consente un'immagine più cosmica delle vicende terrestri. E, forse fin dalla sua discesa sul nostro pianeta, sapeva che ci avrebbe salvati anche da noi stessi.


domenica 14 febbraio 2010

PARTITA PER IL MONDO_libro 2°_69° episodio

Fabio, un quattordicenne come tanti altri; ma il suo destino sta cambiando. A scuola non è il primo della classe, e neppure tra i primi. Gli insegnanti, stanchi di lavorare ancora prima che le lezioni abbiano inizio, si rendono conto che il potenziale di Fabio è superiore a quello che dimostra a scuola e negli studi. Ma non hanno idea dell'unità di misura che dovrebbero utilizzare per classificare le potenzialità nascoste di Fabio. A lui piace molto giocare ai videogames, ed i suoi amici dicono che è un drago. Fabio studia senza infamia e senza lode, ma anche senza sforzo. Qualcuno lo definirebbe un sognatore, ed in effetti lui la notte vive bellissime avventure a colori. Sono addirittura più varie e fantasiose dei videogames. Quando suona la sveglia, Fabio abbandona con dispiacere quel suo mondo colorato, dove l'aria è limpida, e splende sempre il sole. Per forza che a scuola non si impegna più di tanto: è un mondo tutto grigio e privo di passione. Fabio ha pochi amici, che condividono con lui la passione per i fumetti di super-eroi. Quando ha scoperto che Evolution è reale, Fabio è quasi impazzito dalla felicità: i super-eroi esistono davvero. Quei cretini che, a scuola, lo prendevano in giro, ora non possono più dire che "sono tutte stupidaggini". Però si sa come gli imbecilli non desistano facilmente dal mettere in atto i loro disegni. Ecco perché i quattro o cinque bulletti della scuola non hanno smesso di infastidire Fabio. I suoi amici purtroppo sono dei fifoni, e non hanno ancora capito quanto sia controproducente scappare di fronte ai prepotenti. Oggi i bulletti sono in vena di alzare le mani, e, da vigliacchi quali sono, hanno deciso di "dare una lezione" a Fabio. Se avessero un minimo di sale in zucca, i bulletti si renderebbero conto di quanto poco coraggio ci voglia per picchiare, in cinque, un ragazzo tra l'altro non particolarmente dotato dal punto di vista fisico. Per fare una cosa del genere occorre però una preoccupante dose di vigliaccheria. Chiunque si macchi con un simile atto, merita che la memoria gli riporti indelebilmente alla mente quei comportamenti anche a distanza di molti anni. Oggi però il destino di Fabio si è messo in moto, ed il destino non ha voglia di perdere tempo cogli idioti. Di solito gli idioti li schiaccia. Sono quindi fortunati i bulletti che oggi non sia Ferox, bensì Kong, il super-eroe di Evolution che deve tener d'occhio Fabio. Il dottor Occulto ha detto a Kong di non palesare la sua presenza, ma di effettuare dei rilevamenti sul ragazzo. Kong si è fatto accompagnare dalla Maga, per poter disporre di una potente sonda mentale, ed anche perché la mutante ha gettato su di lui un incantesimo di dissimulazione. Gli altri esami richiesti dal dottor Occulto saranno effettuati da Kong, grazie alla sua strumentazione scientifica portatile. Il potere della Maga è tale che gli stupidi ragazzotti non si rendono quanto di quanto sia loro vicino l'uomo bestia di Evolution. Loro pensano solo a prendere a schiaffi e spintoni quell'insopportabile sognatore. Fabio è in effetti un po' troppo distratto, spesso e volentieri. Dovrebbe limitare i suoi sogni alla notte; di giorno si rischia come minimo d'inciampare. Quando il giovane esce dai suoi sogni ad occhi aperti, inizia ad avere una certa paura di prendersele. I teppistelli lo hanno circondato e gli ridono in faccia. Ovviamente noi elaboriamo previsioni sperando che si realizzino, ma c'è sempre un imprevisto, o più di uno. L'imprevisto odierno, che si oppone alla realizzazione del piano dei giovani delinquenti, è decisamente grosso e peloso. Appena Kong giunge alle spalle di quei bulletti da strapazzo, la Maga solleva la sua dissimulazione. Un'ombra si materializza all'improvviso a pochi metri da Fabio, e lui è costretto a svegliarsi del tutto. I teppistelli si voltano allarmati, e Kong, dall'alto della sua statura e della sua possanza, sorride loro in una maniera tale da indurli a scappare urlando. Fabio conosce Kong come personaggio dei fumetti rivelatosi reale. Il quattordicenne, che normalmente è loquace, non riesce a pronunciare alcun suono classificabile come parola di senso compiuto. Nel frattempo, Kong ha completato le sue misurazioni, e si allontana, ma non prima di aver salutato il giovane. Fabio è positivamente sconvolto da quell'incontro, e gli sembra di essere entrato in un cinema dove si proietta il secondo tempo di un film. Il ragazzo è perspicace, infatti il dottor Occulto ha inviato da lui Kong e Maga, per accertare quanto e come possa essere utile ai suoi piani. Prima ancora, il dottor Occulto era stato coinvolto suo malgrado in una partita che avrà una posta molto alta: il pianeta Terra. Le regole sono molto semplici: la partita sarà giocata nella dimensione dei sogni, da un terrestre privo di super-poteri. Dovesse perdere, un varco dimensionale vomiterà sulla Terra una moltitudine sconfinata di demoni. Il dottor Occulto non poteva rifiutare la sfida, perché sul piano fisico lo scontro con i demoni sarebbe devastante; forse al di là delle possibilità di Evolution. Inoltre morirebbero innumerevoli innocenti. Nel primo tempo del film che Fabio non ha visto, il dottor Occulto, aiutato da Maga e Navigatrice, ha scandagliato il piano astrale alla ricerca di un talento che si prestasse a quel compito immane, e lo ha trovato in Fabio. Missione compiuta per Kong e Maga; sia la sonda mentale, sia la strumentazione super-tecnologica confermano il risultato: Evolution ha il suo "sognatore". La sfida per la Terra può iniziare. Fabio la notte successiva sprofonda serenamente nel reame del sogno. Nel corso degli anni, il ragazzo si è creato un ben definito mondo alternativo. I luoghi ed i personaggi che lo popolano sono delineati con tale precisione da essere diventati inquilini pressoché stabili dei sogni di Fabio. Le casette sono tutte piccole e carine, con tetti che ricordano i funghi. Predominano i colori tenui, ma vivi: rosso, verde, giallo, azzurro. Quelli che vengono incontro al quattordicenne sono dei nani, con i caratteristici cappelli, la barba, e la pipa in bocca. Potrebbero altresì essere degli hobbit, che vivono nella loro tranquilla valle baciata dal sole. Fabio si stupisce dell'agitazione che regna nel villaggio, e subito chiede quale ne sia la causa. Il capo dei nani/hobbit, quello che ha la barba più lunga e più bianca degli altri, gli racconta preoccupato della venuta di un mostruoso incrocio tra uno scimmione ed un orso. Proprio in quel momento, un urlo spaventoso lacera l'aria, ed il mostruoso soggetto esce da un boschetto, abbattendo per pura cattiveria alcuni giovani alberi. Fabio inizia allora a provare un'ansia che mai ha provato nei sogni, e, sulla Terra, il suo cuore accelera il suo battito. Il mostro percuote ogni nano/hobbit che gli attraversa la strada. Come effetto collaterale dell'ansia di Fabio, le case a forma di fungo iniziano a presentare lesioni. Questo mondo è stato creato dalla fantasia del ragazzo, ma ora i demoni cercano un portale di accesso al nostro piano dell'esistenza. Chi potrebbe opporsi a quella specie di belva malvagia? La domanda è sorta spontanea nella mente di Fabio, ed altrettanto spontaneamente giunge la risposta: Kong, l'uomo bestia di Evolution. Il dottor Occulto, che gioca la partita assieme a Fabio, contro i demoni, sorride. Kong compare a fianco del giovane terrestre, che lo ha già incontrato nel pomeriggio. Assecondando l'umore di Fabio, le crepe comparse nelle casette dei nani/hobbit iniziano a richiudersi. Il mostro urla come un dannato, ma il possente Kong in due balzi gli è addosso. L'orso/scimmione è più alto e grosso di Kong, ed i suoi artigli lacerano l'aria. L'eroe di Evolution però non si perde d'animo, lo salta piè pari, e lo percuote sulla schiena con un potentissimo pugno. Il mostro si volta e questa volta i suoi artigli graffiano leggermente Kong. Subito il mutante avverte una debolezza insolita e sospetta. Fabio capisce che gli artigli del mostro sono avvelenati. Kong accelera la sua azione, prima che le tossine letali lo abbattano. Schiva almeno altre due unghiate, poi solleva uno degli alberelli che il mostro aveva schiantato, e con esso colpisce. Una sorta di giustizia poetica, giacché il mostro cade stordito da uno degli alberi da lui stesso distrutti. Poi però anche Kong crolla sulle ginocchia, mentre il suo fattore di guarigione cerca di azzerare gli effetti del veleno. Fabio sa che solo la guaritrice che vive nella torre può salvare Kong. I demoni scalpitano, perché con la morte di Kong vincerebbero la prima battaglia. Fabio sa che la guaritrice è prigioniera della perfida fattucchiera. Il dottor Occulto gli suggerisce di evocare la Maga, ed il giovane acconsente. La mutante è velocissima nell'afferrare la situazione, ed anche a levitare, assieme a Fabio, sulla cima della torre. La perfida fattucchiera non è stata creata da Fabio; quindi i demoni sono passati al contrattacco. Magia contro magia, la strega vestita di nero controbatte abilmente l'offensiva della Maga, almeno finché la mutante la sorprende con la sua sonda mentale. La Maga vede che la sua avversaria potrebbe chiamare a sé dei formidabili assistenti, ed allora la Maga affonda il colpo, che stende la perfida. L'incantesimo di evocazione è però già partito, e qualcosa si muove oltre la soglia. Non c'è un istante da perdere: Fabio accompagna la guaritrice liberata da Kong, affinché lo soccorra. Ora però, sola sulla cima della torre, la Maga deve fare i conti con i due nuovi arrivati. Il primo assomiglia ad un velociraptor di Jurassic Park. Il secondo è un guerriero completamente avvolto di metallo; impugna una scure che pare emettere scariche d'energia. Fabio ha il potere di chiamare gli altri due mutanti di Evolution, ed ecco che Ferox balza come un fulmine sul rettile che le si contrappone. Fulminatore invece non ha alcun interesse a cercare il corpo a corpo contro un avversario armato e corazzato. Le sue scariche parlano per lui, ma il suo nemico le para facilmente con la sua scure. Ferox ha già fatto assaggiare gli artigli al velociraptor, che però dispone di una corazza molto spessa. Ferox soffia e si appresta ad attaccare comunque. Deve comunque fare molta attenzione alla velocità del rettile; non lo hanno chiamato velociraptor a caso. La Maga sblocca la situazione, grazie ai suoi poteri telecinetici, sollevando sopra la testa del guerriero corazzato la sua stessa scure. Fulminatore la ringrazia non con le parole, ma con i fatti: senza la protezione della scure, l’armatura metallica funge da perfetto conduttore per la possente scarica elettrica del mutante. Intanto la nera fattucchiera si è ripresa dalla sonda mentale della Maga, e si appresta a colpirla alle spalle. Un balzo felino di quasi dieci metri, e Ferox versa il nero sangue della strega. Il velociraptor, rimasto solo contro i tre mutanti, potrebbe scappare o attaccare, ma il formidabile pugno di Kong lo priva della capacità di scegliere, e lo stordisce nonostante la sua armatura scagliosa. Fabio è raggiante, perché Evolution ha sconfitto tutti i nemici, ripristinando le case, gli alberi e gli stessi nani/hobbit. Il dottor Occulto è però certo che i demoni non accetteranno l'esito dello scontro. Infatti la nera fattucchiera, per quanto ferita gravemente, riesce a lanciare il suo ultimo incantesimo di amalgamazione. L'orso/scimmione, il guerriero corazzato ed il velociraptor confluiscono in lei, producendo un mix a dir poco spaventoso. Evolution è pronta a combattere ed a vincere, ma Fabio decide di impegnarsi al meglio in questa battaglia finale, e chiama Dragonfire. Maga, Ferox, Fulminatore e Kong tornano nel mondo che noi chiamiamo reale, lasciando lo scontro finale al super potente drago alieno. Gli si oppone un velociraptor alto tre metri come lui, coperto da un armatura, munito di una scure bipenne. L'orso/scimmione ha fatto affluire nell'amalgama la sua massa e la sua forza bruta. Dragonfire attacca senza perder tempo, ed i due rettili si scontrano con enorme clangore. Le capanne del villaggio risentono dell'energia liberata, ed iniziano a crollare. Il dottor Occulto sa che i demoni trarranno comunque vantaggio da tutto quello che danneggerà il sogno di Fabio. Il velociraptor non è avvantaggiato dallo scontro diretto con Dragonfire; gli converrebbe sganciarsi, ma il drago è un esperto combattente. Inoltre in questo modo il velociraptor non può usare l'ascia bipenne. La nera fattucchiera agisce dall'interno dell'amalgama, cercando di gettare qualche incantesimo di indebolimento addosso al drago. Ciò che la strega non sa è che il drago di Evolution è un vero alieno, e la magia terrestre su di lui non attecchisce. Zampe anteriori contro zampe anteriori, le forze quasi si equivalgono, ma Dragonfire non intende farsi coinvolgere in uno sterile braccio di ferro. Per cui il suo ginocchio sinistro si leva a colpire con forza colossale il fianco destro del velociraptor demoniaco. Il nemico rotola lontano, risentendo del colpo più di quanto vorrebbe. Ora però può impugnare l'ascia bipenne, con la quale proverà a portare il combattimento dalla sua parte. Dragonfire non sa se l'ascia sia in grado di ferirlo, e neppure vuole permettere che il suo nemico impieghi la sua velocità. Sul piano dello scontro a distanza, il para-demone sembrerebbe disporre di carte migliori. Naturalmente, riflette Fabio, la facoltà che dà il nome al drago di Evolution è quello di scatenare la super-fiamma. Il drago sente e sorride come solo sanno fare i draghi. Ma prima di evocare il suo più grande potere, l'alieno dimostra ancora una volta di saper colpire con forza accecante, nonostante sulla Terra la sua massa sia di settecento chili. La coda scatta in un arco micidiale, che colma la distanza tra i due rettili. Poi, prima che il nemico colpito e stordito riesca a congegnare un contrattacco, la fiamma scaturisce dalle fauci possenti, chiudendo l'incontro. Nessuno muore veramente, perché questo è un sogno. Altrimenti il velociraptor sarebbe stato quasi incenerito fin dal primo contatto con la super-fiamma. Mentre inizia a sparire dal mondo dei sogni, per tornare sulla Terra, Dragonfire condivide i suoi pensieri con il giovane Fabio, ma a noi non è concesso conoscerli. Il dottor Occulto non ha dubbi che i demoni continueranno a provare di forzare l’accesso verso il nostro stato d’esistenza; ma sa altresì che il fato di Evolution è e sarà quello di bloccarli oltre il portale tra le dimensioni.


domenica 7 febbraio 2010

PROTOBESTIE_libro 2°_68° episodio

Primo antefatto: nel 57° episodio, Fulminatore sconfisse il vampiro conosciuto come barone Dox. Secondo antefatto: nel 62° episodio, Kong, aiutato dalla Maga, sventò un attentato nel corso di un concerto. Terzo antefatto: nel 63° episodio, Ferox venne colpita da un colpo di arma da fuoco. Quarto antefatto: nel 64° episodio, la Maga si scontrò con un vampiro psichico, che viveva sotto un cimitero. Il barone Dox, prima di essere neutralizzato, riuscì a ferire di striscio Fulminatore. Anticipando di una frazione di secondo il crollo del palco, Kong riuscì a saltare via, ma uno spuntone metallico incise la sua pelle. La pallottola, che ferì leggermente Ferox, si conficcò poi in una parete. La Maga stanò il vampiro psichico, ma lui reagì, causando un crollo che coinvolse leggermente la mutante. L'arrivo di Dragonfire segnò la fine della carriera e dell'esistenza del vampiro psichico. Cospirazione in atto: i frammenti di cute e sottocute, di Fulminatore, Kong, Ferox e Maga, sono stati reperiti e prelevati dai luoghi in cui i mutanti di Evolution combatterono e vinsero. I graffi riportati da Kong e Ferox sparirono quasi istantaneamente, grazie ai loro fattori di guarigione. Anche gli altri due super-eroi, Fulminatore e Maga, non subirono alcun danno rilevante, in seguito alle lievi ferite riportate nei combattimenti in questione. Poche cellule, pressoché invisibili ad occhio nudo, contengono tutte le informazioni genetiche necessarie a chi voglia identificare un assassino o una vittima. La polizia scientifica lo fa di continuo. Questa volta però le informazioni sono usate per creare quattro esseri dotati degli stessi poteri di Fulminatore, Kong, Ferox e Maga. In un laboratorio segreto, biologi reclutati appositamente allevano da tempo un certo numero di mostruosità prive di forma, ma animate da un grande potere. I biologi sono stati selezionati in base alla loro capacità molto superiore alla media, ma anche sulla base di una quasi totale mancanza di scrupoli. Come gli scienziati che realizzarono la prima bomba atomica, anche costoro non potranno mai sostenere di aver lavorato per il bene dell'umanità. Non possono ignorare l'obiettivo dei loro committenti. Sanno benissimo di stare trattando con le cellule trafugate a quattro mutanti di Evolution. I biologi che lavorano nel laboratorio segretissimo non hanno scuse eccetto l'avidità. Le mostruosità, create e sviluppate partendo da protocolli proibiti, reagiscono bene all'inoculazione delle cellule mutanti. Le protoforme iniziano ad assorbire e duplicare il materiale genetico proveniente dagli eroi di Evolution. La prima protobestia manifesta poteri elettrici. La seconda si ingrossa, assimilandosi all'uomo bestia Kong. La terza protobestia assume la forma di un felino della savana, poi si stabilizza in assetto bipede. La quarta non mostra alcuna modificazione esteriore, ma gli strumenti registrano un incremento della sua potenzialità psionica. Ma la mutazione continua, finché le quattro protobestie assumono sembianze che ricordano i quattro eroi di Evolution. A questo punto però il processo di duplicazione subisce un intoppo, giacché la simulazione si è arrestata, e non riparte nonostante gli sforzi di tutto lo staff. Evolution agisce ormai da parecchio tempo, sconfiggendo super-criminali, senza disdegnare i delinquenti più comuni. Finalmente la conduttrice televisiva è riuscita ad invitare in studio i quattro mutanti di Evolution. La gente comune non sa dell'esistenza del dottor Occulto, né della sorella di Fulminatore, Navigatrice. La conduttrice avrebbe fatto di tutto per avere in studio Dragonfire, ma i suoi collaboratori l'hanno convinta a rinviare a quando potrà disporre di uno spazio più adeguato ad un colosso di tre metri e settecento chili. Dragonfire non ha insistito, contento di avere per adesso evitato di farsi fare domande non necessariamente furbe, davanti a milioni di spettatori. Fulminatore, Kong, Ferox e Maga, viceversa, non hanno trovato alcuna scusa valida per scantonare. Invidiano il drago, che ridacchia divertito, e promette che li seguirà in tv. Il dottor Occulto ha fatto promettere a Ferox di non estroflettere gli artigli nello studio televisivo, e specialmente di non usarli sulla conduttrice. Inizia la trasmissione, e la conduttrice presenta i suoi formidabili ospiti al pubblico che segue da casa. Le rilevazioni della gradibilità indicano che una grossa percentuale di apparecchi tv è sintonizzata sull'evento. Kong risponde per primo. Gli chiedono cosa indossi per passare inosservato, e lui spiega che i suoi grossi impermeabili servono a qualcosa in inverno. D'estate preferisce il suo succinto costume da battaglia. A dire la verità, Kong sovente si aggira per la città accompagnato dalla Maga, e lei lo dissimula grazie ai suoi poteri. Ma questo non è il caso di raccontarlo a tutti. La domanda successiva è diretta a Ferox. La conduttrice vorrebbe sapere se è vero che parla con i gatti. La mutante è sorpresa, ma non lo dà a vedere. Con la sua voce roca e conturbante, Ferox ammette di amare molto i gatti randagi. Poi volge i suoi bellissimi occhi gialli verso la telecamera, ed invita tutti i cittadini a fare altrettanto. Quasi tutti i telespettatori provano i brividi guardando gli occhi di Ferox, e percepiscono una lievissima traccia di minaccia. A Fulminatore chiedono semplicemente e direttamente se sia fidanzato; moltissime adolescenti esultano quando lui nega coinvolgimenti sentimentali in corso. La stessa conduttrice si produce in un sorriso smagliante, diretto ad un imbarazzato Fulminatore. La tensione si è allentata, ed il mutante deve anche incassare i risolini di Kong e di Ferox. Riderebbe anche la Maga, se adesso non toccasse a lei rispondere. Fortunatamente anche a lei chiedono se sia fidanzata, e non, ad esempio, se i suoi poteri magici siano veri. Maga risponde diplomaticamente con un no comment; i sondaggi televisivi registrano un'impennata di attenzione, e non solo da parte del pubblico maschile. Poi finalmente accade qualcosa che libera i super-eroi di Evolution da quella sofferenza mediatica. Irrompono negli studi televisivi le quattro protobestie, create partendo dal dna dei mutanti in studio. La prima ad attaccare è la proto Ferox. Cerca lo scontro con la donna leopardo, che subito estroflette i suoi terribili artigli. Il personale della emittente scappa a gambe levate da quel campo di battaglia. Solo i cameraman più lontani dal palco continuano a riprendere. Mentre la vera Ferox e la sua simulazione si scambiano artigliate paurose, il proto Fulminatore dimostra la sua pericolosità inondando di scariche elettriche lo studio televisivo. Risponde all'attacco Kong, che con una serie di balzi spettacolari giunge alle spalle della protobestia elettrica. Muovendosi con accecante velocità, l'uomo bestia di Evolution stende il proto Fulminatore con un solo devastante pugno. Il proto Kong accorre in difesa del compagno abbattuto, ma non riesce a prendere di sorpresa il vero Kong. Le protobestie sono potenti, ma gli eroi di Evolution lavorano in squadra. Kong si abbassa, ed un fulmine coglie in pieno la sua brutta copia. Sono trascorsi meno di dieci secondi dall'inizio dello scontro, e due protobestie giacciono semisvenute. Ferox si diverte moltissimo a combattere contro quella sua pericolosa copia. La mutante non cerca di affondare i colpi, accontentandosi di vanificare gli attacchi della nemica. La proto Ferox si comporta come faceva la sua controparte quando non era ancora stata addestrata e temprata dalle battaglie. Fulminatore e Kong, momentaneamente distratti, subiscono un attacco di sorpresa da parte della proto Maga, che dimostra di padroneggiare fin troppo bene la tecnica ed il potere della scarica mentale. Tuttavia la vera Maga, che aveva astutamente mimetizzato la sua presenza, ora può a sua volta cogliere di sorpresa il suo clone. La proto Maga colpisce contemporaneamente due menti molto forti, che oppongono una strenua resistenza. Così facendo abbassa le sue difese, entro le quali penetra come un coltello caldo nel burro la lama mentale della mutante psionica di Evolution. Dragonfire, che ha assistito davanti alla tv all'aggressione dei suoi colleghi, è frattanto giunto nel cortile dell'edificio ove ha sede l'emittente, teatro dello scontro tra mutanti e protobestie. Cogliendo di sorpresa i quattro mutanti, le protobestie Fulminatore e Kong scappano dallo studio. In realtà chiunque le manovri ha ordinato loro di attaccare nientemeno che Dragonfire. A lui non sembra vero di poter sanzionare duramente quei due cloni. Il proto Kong è velocissimo, ma sottovaluta Dragonfire, che è tutt'altro che lento. Il balzo fenomenale del finto Kong si spegne tra le potentissime braccia del drago. Potrebbe stritolarlo facilmente, ma preferisce scagliarlo addosso al finto Fulminatore. I due cloni erano già frastornati prima di scontrarsi col drago; ora sono decisamente storditi. Il drago irrompe nell'edificio, ma viene rallentato dall'altezza dei soffitti, dalle porte e dalle pareti. Dragonfire evita di rompere tutto, perché Evolution ora si presenta come difensore della giustizia, e non come distruttore della proprietà privata. Nello studio, frattanto, la Maga stordisce anche la proto Ferox, per evitare inutili spargimenti di sangue. Le protobestie sono tutte e quattro a terra, ma due furgoni scuri approfittano dell'allontanamento di Dragonfire per caricare a bordo proto Kong e proto Fulminatore. Nelle mani di Evolution rimangono proto Ferox e proto Maga. Il dottor Occulto segnala ai suoi allievi la fuga delle due protobestie. Fuga si fa per dire. A questo punto lo studio si rianima, con il ritorno dei tecnici e del personale. Da casa, gli spettatori telefonano entusiasti di avere assistito ad un simile spettacolo imprevisto. Dragonfire entra nello studio, travolgendo involontariamente una porta troppo piccola e stretta per lui. La conduttrice è al massimo dell'esaltazione professionale ed umana, e la confusione è totale. Le due protobestie si svegliano con un gran mal di testa, e si guardano attorno. Ferox le sta osservando attentamente, poi però inspiegabilmente si volta, consentendo loro da allontanarsi indisturbata. Il dottor Occulto, che segue gli eventi grazie ai suoi enormi poteri mentali, non interviene, comprendendo lo stato d'animo di Ferox. La donna leopardo ha infatti voluto in questo modo rendere omaggio a due prodi nemiche. Ferox è sicura che ci sarà nuovamente battaglia contro le protobestie, ma è altrettanto sicura che Evolution si imporrà. La donna leopardo ha voluto altresì evitare che due esseri in fondo genuini, sebbene manipolati da un nemico nascosto, subissero l'onta della gogna mediatica. Ferox è una guerriera terribile ma corretta, non una stupida bambola televisiva.