domenica 9 giugno 2013

FECCIA CRIMINALE_251° episodio

Il narcotraffico è uno dei business criminali più redditizi. Le forze di polizia hanno grossi problemi ad ostacolare le grandi disponibilità economiche dei loro avversari. Tanto più che a volte i narcotrafficanti riescono ad infiltrare le forze di polizia stesse. Quel giorno alcuni poliziotti fingono di essere spacciatori, per intercettare una grossa partita di droga. I cattivi arrivano a bordo di suv neri, come nei film. Vestiti di nero, con gli occhiali da sole, si guardano in giro, pronti ad estrarre le loro pistole. Anche i poliziotti travestiti da narcotrafficanti sono conciati alla stesso modo. La droga deve passare di mano, in cambio di molto contante. Una valigetta consegnata, un’altra ricevuta. Il piano dei poliziotti è molto semplice: estrarre le pistole per primi, ed arrestare i malfattori. Sfortunatamente per loro, l’infiltrato dei criminali li anticipa, aprendo il fuoco. In quella frazione di secondo, si decide l’esito dello scontro: due poliziotti morti ed uno ferito gravemente. I delinquenti scappano con i contanti, che erano stati portati in loco per rendere credibile lo scambio. Ai narcotrafficanti non interessa se la crescita esponenziale della razza umana la metta a rischio d’estinzione. A loro interessa ancora meno che la droga possa uccidere esseri umani. Questo loro comportamento è tuttavia comprensibile, giacché forniscono veleno a persone che non hanno alcuna considerazione per la loro stessa incolumità. Aspiranti suicidi, o quasi, che delinquono a loro volta per pagarsi la dose successiva. Perché la collettività spreca risorse per difenderli? Sarebbe meglio liberalizzare l’uso della droga; ma con il proibizionismo i guadagni per i criminali crescono, e con essi le mazzette che pagano ai politici. Mentre la polizia è vincolata al rispetto della legge, per quanto possa essere disfunzionale, i cacciatori di taglie hanno le mani libere. Avere le “mani libere” ha ovviamente un significato metaforico per i serpentoidi Hunter Killer. Stritolatore, Anaconda, Sysform, Boa e Pitone si trovano sul nostro pianeta in qualità di ambasciatori della loro razza. Gli umani sanno della presenza sulla Terra di alcuni extraterrestri, ma non sospettano dell’esistenza dei serpentoidi. I Governi più importanti hanno deciso di non informare in merito l’opinione pubblica. Gli umani accettano che un drago alto tre metri sia associato al super-gruppo mutante Evolution, ma i serpentoidi sono più inquietanti. Più grandi di ogni serpente terrestre, Stritolatore, Boa, Anaconda e Pitone sono dei cacciatori di taglie senza pari. Sysform, l’unica femmina del gruppo, è molto meno massiccia, ma compensa con le sue doti psioniche. Grazie a questi poteri, gli Hunter Killer hanno trovato i narcotrafficanti, e si preparano ad irrompere nella loro base. Umani avvezzi alla violenza, che non rispettano la vita altrui. Pregiudicati che sono passati attraverso le maglie della giustizia, per tornare al crimine, sempre più convinti che in questa società convenga essere i cattivi e non i buoni. Controllano le loro pistole ed i pugnali, sperando di poter presto ferire ed assassinare qualcuno. Quando i serpentoidi irrompono nella casa dei narcotrafficanti, suscitano un prevedibile senso di panico. Bestie enormi e pericolose, con zanne che gocciolano veleno, e spire che sembrano in grado di stritolare un bue. I malfattori sparano, nonostante tutto, ma colpire un serpentoide in movimento non è come sparare ad un lento bipede umano. Questi rettili extraterrestri hanno la facoltà legale di catturare oppure di uccidere chiunque sia destinatario di una taglia. Di solito preferiscono uccidere lentamente, usando i loro grandi muscoli. Il veleno che secernono è troppo benevolo per chi spaccia droga. Boa e Pitone simulano un attacco frontale, ma si abbassano per evitare i proiettili. Tutti gli uomini e le donne sono allarmati quando vedono un serpente, anche di piccole dimensioni. Il primo istinto è di salire su sedie e tavoli, onde evitare di essere morsicati alle gambe. I criminali non comprendono però che i mostri alieni, invece di essersi nascosti, stanno giungendo a bersaglio dal basso. Data la massa dei serpentoidi, quando decidono di emergere, distruggono facilmente tavoli e sedie. Ai malviventi manca letteralmente la terra sotto i piedi, e cadono tra le spire di Boa e Pitone. In un’altra camera, Anaconda ha colpito uno dei delinquenti con la sua durissima testa. L’impatto causa una lesione alla colonna vertebrale, che abbatte il narcotrafficante. Sysform lo avvolge velocemente, con una tecnica che premia l’abilità più che la forza. Finora i serpentoidi hanno pestato duro, ma i loro avversari sono ancora in vita. Un colpo di machete passa pericolosamente vicino a Stritolatore: un gravissimo errore! Il capo degli Hunter Killer adesso è colto dall’atavica frenesia di morte della sua razza. Spalanca le fauci enormi, mentre i suoi muscoli formidabili lo spingono come una molla d’acciaio. Il machete è un’arma pericolosa, se si riesce ad usarlo. Stritolatore non gli lascia il tempo di caricare il braccio. Lo morde direttamente in testa ed in faccia. I denti veleniferi causano alla preda un grande dolore mentre penetrano la carne e le ossa. Quando il veleno fluisce dalle ghiandole del serpentoide al corpo dell’umano, costui comprende veramente il significato di agonia. Dopo due minuti però il suo cuore collassa in seguito all’enorme incremento della pressione sanguigna interna. Missione compiuta! I crimini umani sono molti e vari. Lo spaccio di droga è solo uno di essi. Ci sono rapitori, torturatori, stupratori e tanti altri vigliacchi che attaccano di sorpresa gli inermi. Vengono a torto definiti “belve”, ma gli animali non raggiungono questi livelli di perversione. Le favole per spaventare i bambini offendono animali rispettabili come i lupi. Ma forse il lupo di Cappuccetto Rosso era un licantropo, quindi per metà umano. Adesso tocca ai Giovani Licantropi provare risentimento per le leggende metropolitane. Rebecca, Sonia, Pedro e David si trovano nella grande casa del branco, quando Clara e Cyberdog recano loro visita. I simbionti di Cyberdog e Clara: rispettivamente Transformatron e Tecnoragno hanno ricevuto una chiamata telematica dal super-computer Galadriel. I casi criminali da risolvere sono numerosi, ed imbarazzano i profiler della polizia federale. Chiacchieroni cervellotici, che cercano di capire cosa spinga i delinquenti a delinquere. Perdono tempo e trattano i cattivi con le molle. Ecco perché Galadriel si rivolge ai Giovani Licantropi, ritenendo che le loro doti psico-fisiche possano fare la differenza. Donne rapite ed uccise: un classico dei maledetti serial killer. I profiler aspettano che ne ammazzino almeno tre, per triangolare! Più che criminologi, sembrano dei geometri. Purtroppo avviene che, riscontrati i tre decessi, i profiler continuino a brancolare nel buio. Se pensavano che il serial killer abitasse al centro del macabro triangolo, si sono sbagliati di grosso. Il super-computer Galadriel ha nel frattempo raccolto moltissimi dati su ognuna delle vittime. I loro movimenti, prima di essere uccise, nonché chi hanno frequentato, per lavoro o svago. L’assassino non è uscito da una caverna o sceso da un albero. Si tratta di una persona fisica, che ha lasciato tracce del suo passaggio: ecco la tracciabilità che serve. I profiler nel frattempo mandano in giro gli agenti di polizia, con le loro automobili colorate, rumorose e provviste di lampeggianti. Il criminale che cercano non si aggira però nei vicoli, con un coltello gocciolante di sangue tra i denti. Se ne sta rintanato in una cantina, come la più perfida delle bestie; ridacchia di tutto e tutti, non sapendo ovviamente di essere stato tracciato dai Giovani Licantropi. Di notte, anche in assenza di plenilunio, Rebecca, David, Pedro e Sonia percorrono grandi distanze, fiutando, osservando ed ascoltando. Un serial killer che rapisca e torturi giovani donne deve necessariamente disporre di un locale insonorizzato, facilmente raggiungibile con un auto o, meglio, un furgone. Detta base operativa non può trovarsi troppo lontana dai luoghi ove è avvenuto il rapimento. Escluse tutte le cantine urbane non collegate ad un garage, la pista preferenziale è quella extraurbana. Ecco perché i Giovani Licantropi sono gli agenti ideali in questa crociata contro la feccia criminale. Gli umani non credono di norma all’esistenza dei lupi mannari; a maggior ragione non considererebbero plausibile una loro capacità di ottenere informazioni dai loro antichi cugini cani. Sonia sta in effetti chiedendo ad un cane da guardia notizie sul residente umano di una casa vicina. È fondamentale saper porre le domande, e saper decifrare le risposte. In analogia, Rebecca fiuta una pista diversa, in un’altra zona periferica della città. Pedro e David preferiscono un altro tipo di ronda. Nel corso della quale incontrano spacciatori e tossici, che saggiamente si tengono a distanza da quelle che sono veramente creature della notte. Un’altra cosa che i licantropi sanno fare molto bene è fiutare il sangue. Ci riescono a chilometri di distanza, come gli squali. Il sangue versato eccita i lupi che abitano in loro. Rebecca, che non è una licantropa purosangue, sfrutta i suoi talenti mutanti per tenere sotto controllo le menti di Sonia, Pedro e David. Vuole evitare che si lascino andare, completando la trasformazione. Tre lupi mannari in forma lupesca non passerebbero inosservati! Il criminale affila i suoi bisturi, perché nella sua follia è un perfezionista. Ha studiato con attenzione il corpo umano, per poter infliggere ferite profonde e dolorose, evitando vene ed arterie. Quel soggetto ignoto, come lo definirebbero i profiler della polizia federale, non vuole che le donne che rapisce muoiano subito dissanguate. Perché lo fa? Cosa gli è capitato da piccolo, per trasformarlo in quella carogna che è? Forse il papà lo ha sgridato, ma è capitato a tutti noi, o quasi, di essere sgridati dal papà. Che la madre sia morta giovane? Purtroppo anche questo è toccato a molti, che non si sono tuttavia sentiti autorizzati a rapire, torturare ed uccidere. Tocca a Pedro individuare la casa dove il serial killer segrega le sue vittime. Non avendo ancora affinato la comunicazione telepatica, il giovane avvisa i suoi amici e colleghi per mezzo di un comune sms. Invia altresì le coordinate della casa: tutto ciò grazie ad un comune smartphone. Mentre Rebecca, Sonia e David convergono verso l’obiettivo, Pedro entra nella casa, per liberare la donna rapita per ultima. Ferita, ma non in modo grave, urla quando vede il licantropo. Il criminale, che si trova in un'altra stanza, interpreta la reazione della donna come una perdita totale del controllo. Sogghigna, giacché ogni serial killer deve distruggere mentalmente le sue vittime, prima che fisicamente. Pedro riassume velocemente le sue fattezze umane, e spiega alla donna la sua intenzione di liberarla. Poi torna ad essere un licantropo, per avere più forza a disposizione. È proprio grazie ai suoi super sensi lupeschi che Pedro sente avvicinarsi il malvivente. Cogliere una donna di sorpresa è molto più facile che cercare di pugnalare un licantropo. Ora i due si fronteggiano; in palio la vita della donna, ma anche quella di chi perderà lo scontro corpo a corpo. Pedro non ha bisogno di coltelli, disponendo di acuminati artigli, pronti a smembrare. Il pazzo capisce perciò di essere arrivato alla fine della sua pessima strada, ma non se ne andrà senza lottare. Forse si crede un guerriero che combatte contro la società e mostri vari. I profiler scriveranno di lui che era una vittima, ma i profiler sono come i critici d’arte: degli incapaci di fare. Ecco per quale motivo sparlano delle cose altrui. I profiler mandano in giro a vuoto i poliziotti, non essendo in grado di confrontarsi fisicamente con chi rappresenta il male. I licantropi però sono un’altra cosa. Nel tempo necessario a formulare queste riflessioni da proverbio cinese, Pedro ha aggredito, percosso a sangue, graffiato e morsicato a morte il suo nemico. La feccia ha già gli occhi spalancati, ad osservare con orrore la sua discesa all’inferno. Rebecca, David e Sonia sono un po’ delusi che Pedro abbia fatto tutto da solo, ma in fondo il suo avversario era solo un essere umano. Per completare il trittico dei casi di feccia umana, spostiamo la nostra attenzione su un illustre magistrato. Sono anni che prospera, facendo affari con la malavita organizzata. Grazie alla sua influenza, ha fatto deviare le indagini tutte le volte che si avvicinavano troppo al boss ultraricercato. Illustre magistrato, bravissimo a chiacchiere, che non ha mai rischiato di morire in un attentato, perché con i criminali ci è sempre andato a cena. Finalmente qualcuno si accorge di lui, ed avvia un’indagine. Però si limitano a trasferirlo di sede operativa; segno che il tizio dispone ancora di corposi agganci. Chi essi siano non è importante per il Ninja Grigio, che è sulle sue tracce. Nonostante tutto il magistrato corrotto dispone di una scorta armata, pagata dalla collettività. Il Ninja Grigio non è qui per uccidere degli innocenti, quindi non lo vedranno e non lo sentiranno. Comanda mentalmente loro di voltarsi quel tanto che basta a confondersi nelle tenebre. Passa sotto il loro naso, a pochi centimetri, poi entra nello studio di quello che forse è forse ancora più feccia dei narcotrafficanti e dei serial killer. Il tempo si dilata, mentre la spada nera esce dal fodero. Il magistrato prova a gridare, ma la lingua non risponde. La katana lo trafigge sotto il cuore, cosicché possa urlare per l’ultima volta. Quando però le guardie accorrono, il guerriero delle ombre è già scomparso. La sua spada nera sputa la squallida anima del traditore della giustizia, giacché si nutre solo dell’energia che distingue un corpo vivo da uno irrimediabilmente morto.

martedì 4 giugno 2013

SQUILIBRIO TRA GLI ELEMENTI_250° episodio

Razze extraterrestri antichissime osservano e catalogano la storia dei mondi, per scoprire le leggi dell'Universo. A questi antichi non poteva sfuggire l'estinzione quasi totale di una razza dominante, avvenuta sul pianeta Terra decine di milioni di anni or sono. Le ere non costituiscono una barriera all'accertamento della verità, e gli antichi guardano ciò che si verificò nel nostro lontanissimo passato con un distacco atemporale. Ogni specie, animale o vegetale, si riproduce come se il suo destino fosse di colonizzare da sola tutto l'ambiente. I pesci scaricano nell'oceano innumerevoli uova, che, se dovessero schiudersi, innescherebbero una crescita esponenziale pressoché incontrollabile. Questo non accade perché le uova dei pesci vengono mangiate quasi tutte. La piccola quota che rimane può essere sufficiente alla perpetuazione della razza, che altrimenti si estingue. In qualsiasi contesto, terrestre o marino, e anche tra gli uccelli, nessuna specie è così forte da distruggere completamente le altre. Questo è l'equilibrio in un ecosistema. I dinosauri si trovavano al vertice della catena alimentare; gli erbivori divoravano qualunque vegetazione, mentre i dinosauri carnivori predavano quelli vegetariani. Gli erbivori erano decisamente più grossi dei carnivori, che non avrebbero avuto la forza di ucciderli tutti, e neppure la necessità. Fu la crescita esponenziale di tutti i dinosauri a mettere in difficoltà la vegetazione. Esaurimento delle risorse: un concetto che le specie dominanti successive ai dinosauri stanno capendo a malapena, senza peraltro adottare contromisure. Gli umani sono molto più piccoli dei dinosauri, ma credono di aver sconfitto i Cavalieri dell'Apocalisse. Meno guerre, meno carestie, meno epidemie. Gli umani non sono diventati immortali, ma si riproducono senza alcuna logica. Quando, ai tempi dei dinosauri, la vegetazione venne spazzata via dai giganteschi erbivori, l'elemento Terra prese a muoversi quasi fosse acqua. Senza le radici, le sponde franose assecondano la gravità. Il vapore acqueo che scaturisce da innumerevoli corpi rafforza l'elemento Acqua; esso si allea con l'elemento Terra per creare immense paludi. L'elemento Aria rimane neutrale, fino al momento in cui le grandi piogge abbattono la temperatura. Poi anche l'Aria si scatena, con venti ed uragani. L'elemento Fuoco ha sempre fatto vita a sé. Trasforma la terra in lava, e l'acqua in vapore, ma ama distruggere le vite palpitanti. Due aspetti da chiarire: 1-gli umani non hanno veramente sconfitto i quattro Cavalieri dell'Apocalisse, 2-la biomassa umana produce surriscaldamento, ma la combustione di carburanti fossili è anche peggio. Il dottor Occulto, mostra e spiega tutto ciò ai mutanti di Evolution ed a Dragonfire. Al più potente telepate del pianeta non sfugge che la Terra sia posta sotto osservazione da parte di emissari di razze galattiche più antiche e sagge. Occulto non esclude un intervento esterno, per salvaguardare l'equilibrio planetario, sconvolto dalla razza umana. Forse i dinosauri, in procinto di estinguersi a causa della loro invasività, furono analogamente aiutati. I Quattro Cavalieri potrebbero scongiurare il genocidio umano se i loro interventi riducessero drasticamente la popolazione complessiva. La razza umana però non chiederebbe mai a Carestia, Pestilenza, Guerra e Morte di farlo. Il dottor Occulto pensa che i Cavalieri attendano con calma disumana, ben sapendo che il loro bottino finale corrisponderà alla quasi totalità degli uomini e delle donne. Quattro come i Cavalieri dell'Apocalisse, gli Elementi esistono in uno stato dell'esistenza nel quale i ragionamenti sulla vita e sulla morte non hanno alcun senso. Gli Elementi sono naturalmente in equilibrio; chiunque turbi detto equilibrio è destinato alla distruzione. Gli umani che si muovono a bordo di veicoli a combustione interna adorano il Fuoco, ma non lo sanno. Surriscaldano l'elemento Aria, saturandolo di umidità. Producono disastri naturali di tutti i tipi, ma non smettono di bruciare petrolio. Evolution può intervenire per cercare di riequilibrare gli Elementi, ma solo a livello locale. Da sempre, gli umani hanno cercato di prevedere il clima, allo scopo di seminare e raccogliere al meglio. Adesso anche questo semplice esercizio di precognizione a breve termine è reso difficile dallo squilibrio tra Elementi. Il vento può essere fastidioso, ma anche utile alle attività umane. Un tempo si viaggiava a vela, ed i mulini erano mossi dal vento. Oggi ci sono le pale eoliche, che trasformano il moto in energia elettrica. Purtroppo ci sono anche molti più tornado, cicloni, tifoni e cose simili. Trombe d’aria si formano dove non si erano mai presentate, e spazzano via in un attimo cittadine e persone. In posti dove i tornado sono di casa, ecco arrivare i super-tornado. C’è chi scappa a nascondersi sotto terra, e chi corre incontro alle trombe d’aria, per filmarle. Alcuni riescono a lasciarci le penne fin dalla prima volta; altri ci riprovano. Il velivolo multifunzione di Evolution sorvola un tornado di dimensioni spaventose, che solleva in volo autobus pesanti tonnellate. L’obiettivo del super-gruppo è quello di entrare nel tornado dall’alto. Si dice, e pare sia confermato, che al centro delle trombe d’aria regni la calma e non la distruzione. Il colosso alieno di Evolution esce in volo con il suo dragoncraft. La sua è un'azione solitaria, per evitare di mettere in pericolo i colleghi. Il suo compito richiede tempestività e potenza. Dragonfire, che è un colosso quando si muove tra gli umani, sembra viceversa un fuscello rispetto ad un tale fenomeno. L’elemento Aria dimostra la sua massima pericolosità, scatenando venti che viaggiano a centinaia di chilometri orari. Dragonfire però non è qui per farsi sballottare; porta viceversa la sua sfida al centro del tornado. Il potere dell’alieno verde gli consente di emettere un plasma caldissimo, con enormi potenzialità distruttive. Kong, Ferox, Fulminatore e Maga, a bordo del velivolo multifunzione notano che il fenomeno naturale pare essersi accorto della presenza di Dragonfire, e si muove, per sommergerlo con i suoi turbini di forza incalcolabile. Il drago atterra al centro della tromba d’aria, ed il suo dragoncraft vola via, per sottrarsi all’imminente deflagrazione. A questo punto la super-fiamma erompe dalle fauci del drago, creando istantaneamente una colonna caldissima che tutto divora. Lo sbalzo di temperatura al suo interno destabilizza il tornado, che regge per alcuni minuti, poi implode. Il drago, al centro delle fiamme quasi solari, si crogiola nel calore che fonderebbe il metallo più resistente in pochi secondi. Altre trombe d’aria si stanno però formando, giacché la composizione e la temperatura dell’atmosfera le favoriscono. Le autorità corrono ai ripari, invitando tutta la popolazione interessata a chiudersi negli appositi rifugi sotterranei, prima del passaggio dei tornado. I cosiddetti “cacciatori di tornado” non sentono ragioni, e continuano nella loro dissennata farneticazione. L’umanità sta raccogliendo i frutti della sua mancanza di prospettiva: tutte le risorse sono esauribili, tutti i rifiuti sono riciclabili, moltissime emissioni di energia sono prive di senso. Il dottor Occulto più di tutti si rende conto che i miliardi di uomini e di donne potrebbero invertire il trend pericoloso, perché non è possibile contrastare un Elemento senza accentuare ulteriormente lo squilibrio planetario. Che senso avrebbe infatti combattere l’eccesso di acqua nell’atmosfera? Ammesso fosse possibile, si rischierebbe di sostituire il predominio dell’Acqua con quello, ad esempio, del Fuoco. I mutanti di Evolution e Dragonfire non smettono peraltro di lottare contro specifici disastri naturali. Nei temporali, i lampi illuminano i cieli, seguiti dai tuoni. Dagli albori della razza umana, lampi e tuoni sono stati considerati segni del potere divino. Oggi sarà però un mutante a contenere e dirigere altrove alcune scariche potentissime. Nessuna divinità sta progettando di distruggere gli umani con i lampi. Semmai si tratta di una grandissima differenza di potenziale tra cielo e terra, con l’umidità dell'aria che favorisce la diffusione elettrica. Le case degli umani sono quasi tutte protette da parafulmini, che però sono dimensionati per emissioni di forza decisamente inferiore. Anche questo è un segno dei tempi, come i rifugi anti-tornado. Le schermature degli edifici dovranno essere tutte riviste, perché già il primo fulmine fonde il cavo metallico che doveva scaricare l’elettricità a terra. Per il mutante Fulminatore, è come avere a che fare con dei nemici viventi: bestie di immensa forza, per nulla propense ad allontanarsi dal centro abitato. Fulminatore si concentra, fino a vedere nella sua mente una mappa dei fulmini che colpiranno nell’immediato futuro. Neppure lui ha il potere di cancellare questo fenomeno naturale, giacché l’energia non si crea, né si distrugge. Può viceversa selezionare gli obiettivi che devono essere difesi prioritariamente. Uno di detti obiettivi è un ospedale. Il velivolo multifunzione pilotato da Kong vola sopra l’ospedale, per consentire a Fulminatore di afferrare la scarica elettrica prima che scatti. Cercare di fermare un fulmine in movimento è tuttora fantascienza. Kong guida il velivolo multifunzione, con a bordo Fulminatore e Dragonfire. Ferox e la Maga sono scese a terra con i loro craft antigravitazionali per facilitare l'evacuazione dei degenti. Mentre il loro collega tiene lontane le micidiali scariche elettriche dall’edificio, le due mutanti devono lottare contro la burocrazia e la stupidità umana. Ferox e Maga sanno quali settori evacuare, ma bisogna farlo in fretta. Tra il personale, ci sono quelli che capiscono al volo, e quelli che con il loro comportamento fanno pensare che l’idiozia sia stata un requisito per l’assunzione. Infermieri e medici collaborativi spostano letti e malati; gli altri, i dissidenti, spostano la cornetta del telefono, la carte e le chiacchiere. Intanto i primi fulmini colpiscono i reparti meno protetti dai delicati equilibri che Fulminatore cerca di interpretare. La muratura si sbriciola, il vetro si disintegra, il metallo fonde. Anche i più stupidi tra i presenti iniziano a sospettare che Maga e Ferox non siano lì per perdere tempo. Cresce la frenesia ed il nervosismo tra pazienti e personale. La Maga non ha tempo, né voglia di impiegare i suoi poteri per mettere un po’ di sale in zucca ai più sciocchi. Ferox invece può agire in maniera oltremodo convincente. Individuati i fomentatori di caos, la donna leopardo agita sotto il naso di alcuni di loro i suoi formidabili artigli. Ferox parla una lingua universale, che tutti capiscono, e mugugnando tutti si mettono a lavorare per dislocare il più velocemente possibile i pazienti non autosufficienti. A chilometri sopra di loro, Dragonfire freme per entrare in azione. In questo caso però la sua super-fiamma non avrebbe un bersaglio da distruggere. Il dottor Occulto però, pur non essendo presente nella sua forma fisica, consente al drago di fornire parte della sua grande forza al collega. L’incantesimo di Occulto funziona al meglio perché Dragonfire ha sviluppato negli anni una sintonia particolare con i mutanti del super-gruppo. Fulminatore si sente quindi invadere da una forza mai sentita prima. Il drago gli trasmette un fiume di energia pura, che il mutante deve sbrigarsi ad impiegare, per non esserne danneggiato. Adesso Fulminatore può localizzare il centro del fenomeno temporalesco. Lo circonda con una presa invincibile, poi inizia a stringere. Sull’ospedale continuano a cadere scariche elettriche, ma sempre meno potenti. La potenza riunita del mutante elettrico e del drago alieno dissipa le nubi caricate elettricamente. L’elemento Acqua trasforma istantaneamente il vapore in liquido. La pioggia si scatena, ma produce pochi danni, o almeno così sembra. In realtà, la Terra: il più statico tra gli elementi, è a suo modo squilibrato. Smottamenti si verificano all’improvviso, sotto le vie delle città, sotto gli edifici, sulle colline. Decine di metri in profondità, sono presenti alcuni cunicoli, che risentono dell’infiltrazioni causate dalla pioggia in superficie. L’ospedale sembra solido, ma affonda le radici in cemento armato in un terreno solo apparentemente solido. Se si percorressero quelle antiche gallerie, si noterebbero appunto i pilastri delle fondazioni sospesi parzialmente su voragini non previste dai progettisti. Il crollo del grosso edificio vanificherebbe tutto il lavoro di Evolution, uccidendo molte persone. Il potere psionico della Maga le permette tuttavia di visualizzare le fondazioni dell’ospedale. Le crepe che si allargano su muri, pareti e soffitti confermano l’imminente crollo. Il solo che può rallentarlo è Dragonfire. Lo accompagnano nella discesa Kong e Ferox; la donna leopardo vede al buio, per cui guida il drappello. Anche Kong è dotato di super-sensi, utili a localizzare in fretta il punto di massima criticità. Dragonfire, Ferox e Kong, abbattono, spostano, scavano e raggiungono l’obiettivo in pochi minuti. Subito il drago si colloca sotto un grosso pilastro portante, privo di appoggio. Sostiene facilmente un numero incalcolabile di tonnellate, ritardando quel che basta il crollo. Poi, appena la Maga comunica ai colleghi che l’evacuazione è stata completata, il terzetto di super-eroi guadagna la superficie. La quasi vittoria dell’elemento Terra, con il collasso di parte dell’edificio, gli regala una quantità di macerie, ma nessuna vita umana.

venerdì 31 maggio 2013

SATURAZIONE DA BIOMASSA_249° episodio

Diego ha dieci anni, e sta dormendo. Non è notte, ma al suo paese i pomeriggi estivi inducono le persone a chiudersi in casa, aspettando che il caldo torrido diminuisca. Per le strade neppure un cane, perché loro non sono tanto svitati da farsi cuocere il cranio da quella fornace cosmica. Diego suda un po' e si rigira nel letto, cercando di afferrare il sogno successivo. Le mosche si sono trasferite in casa, dove studiano la situazione. I ragni aspettano che le mosche facciano un passo falso, l'ultimo. Il ragazzino però non sogna né cani, né mosche, né ragni; sogna dinosauri erbivori al pascolo. Animali visti nei cartoni animati, ed estinti da un tempo immenso. Molto più grandi di un elefante, questi dinosauri divorano letteralmente le praterie, senza disdegnare gli alberi. Un ruggito terrificante annuncia però l'arrivo di un rettile carnivoro. Più piccolo degli erbivori, questo predatore pesa comunque diverse tonnellate; il suo metabolismo è talmente veloce che deve mangiare frequentemente. I dinosauri erbivori non sono lenti come sembrano, però il carnivoro non ha problemi a raggiungerli sul terreno aperto. Poi i denti aguzzi fanno la differenza. La mandria potrebbe schiacciare l'aggressore con il suo peso collettivo, ma si tratta di bioorganismi che impiegano tutti i loro scarsi neuroni per cercare i vegetali e divorarli. Non hanno sviluppato alcuna strategia di fuga e di lotta. Una lezione: l'animale più grosso è il più delle volte solo un magazzino di proteine. Il tirannosauro conclude il suo show con un altro ruggito assordante. Diego, prima di svegliarsi, nota che un gattino si è arrampicato sulla testa del micidiale predatore. Il gattino si chiama Braxcat, ed il suo hobby è di circolare liberamente nei sogni altrui. Quello che i terrestri chiamano "tramonto" si avvicina. Un venticello riporta la vita nelle campagne assolate. Diego esce a giocare cogli amici, trascurando di fare i compiti scolastici. Nonostante la fame, rimarrebbe per strada fino a tarda ora, ma la madre lo richiama all'ordine. Lo costringe a lavarsi, poi a cenare. A questo punto, il giovane corpo risente di colpo del grande dispendio di energia; Diego si addormenta ancora prima di arrivare al letto. Sorprendentemente il sogno dei dinosauri riprende da dove si era interrotto. Il trascorrere del tempo però diventa più veloce. Il gattino è lì con lui, e si è portato degli amici: due ragazzi e due ragazze, che possono diventare lupi, o quasi. A Diego piacerebbe molto potersi trasformare in lupo, per mordere tutti i suoi compagni di scuola antipatici, che sono tanti. In cima ad una collina, Braxcat, Rebecca, Sonia, David, Pedro e Diego osservano ciò che succede nella pianura. Le femmine dei dinosauri depongono le uova, che si schiudono, mettendo al mondo altri giganteschi mangiatori di piante e di carne. I coccodrilli ed i serpenti si riuniscono in due distinti conclavi, per decidere cosa fare dei loro metabolismi. Arrivano anche le tartarughe, sempre in ritardo. Le tre specie optano per un basso profilo: non competere con i dinosauri, che, se continuano così, si estingueranno da soli. Negli oceani nuotano dinosauri che sembrano pesci, e ragionano come pesci. Non si riproducono a dismisura, ben sapendo che i loro figli eccedenti una certa quota diventerebbero cibo per i loro competitori alimentari. Sulla collina sono arrivati anche Lupo Nero, Cyberdog e Clara. Tutti gli Esploratori dei Sogni sono lì per assistere al dramma accaduto decine di milioni di anni fa. Questa è la dimensione onirica, ed il tempo scorre diversamente. I dinosauri stanno determinando una crescita esponenziale della biomassa terrestre. Il vapore atmosferico da loro emesso raggiunge valori senza precedenti. Il clima cambia: precipitazioni improvvise e potenti, attività elettrica atmosferica, uragani. I dinosauri sono molto robusti, però la vegetazione di cui i più grossi tra loro si nutrono risente delle frane e degli allagamenti. Troppe bocche da sfamare, tutte enormi, con stomaci smisurati. I dinosauri vegetariani non trovano più sufficiente sostentamento, dimagriscono e muoiono di fame. Mai successo prima, nei milioni di anni di predominio incontrastato di quelle bestie immense. I carnivori non gradiscono mangiare i cadaveri, ma si adattano. Il loro apparato digerente è tuttavia più delicato del previsto, non disponendo della flora batterica adeguata a far fronte alla carne morta mezza putrefatta. I dinosauri si ammalano in una maniera nuova e pericolosa. Agenti patogeni nuovi producono epidemie senza precedenti. Intanto il clima continua a mutare. La temperatura tende a diminuire, mentre l’umidità rende la terraferma adatta più agli anfibi che ai rettili. Diego, che sogna tutto ciò, piange per una grande varietà biologica oggi estinta. Anche gli Esploratori dei Sogni sono tristi perché quello che è capitato ai dinosauri potrebbe capitare all’umanità. Sulla Vae Victis anche Ferox dorme, ma non sogna di dinosauri. Osserva quello che forse è stato il felino più potente di tutti i tempi, sulla Terra. Ammesso che fosse un felino. Una tigre con i denti a sciabola utilizza con grande maestria i suoi enormi canini. Li affonda in profondità e strappa arterie, vene, carne e ossa. Ferox sa che la tigre coi denti a sciabola si è estinta da poche migliaia di anni. Sopravvissuta all’era glaciale, è poi inspiegabilmente scomparsa dalla faccia del pianeta. Competeva agevolmente con mastodonti e mammut, quindi non è stata sconfitta da alcun animale noto. Il gatto demone appare accanto alla donna leopardo, per accompagnarla nella sua ricerca. Braxcat ha appena assistito all'inizio dell’estinzione dei dinosauri, ma con la tigre coi denti a sciabola non è andata così. I giganti di quel periodo non erano paragonabili ai dinosauri; quindi non è plausibile che abbiano determinato una saturazione da biomassa. Ferox ammira quell’animale, che fa ciò per cui è nato: cacciare. Che le tigri coi denti a sciabola abbiano ucciso tutte le altre forme di vita, per poi morire di fame, è escluso, dato che gli elefanti si sono evoluti dai mammut. La donna leopardo è quasi convinta che quel predatore si sia semplicemente evoluto, non estinto. Quello che Ferox osserva è un suo progenitore, che in qualche modo ha salvaguardato ed esportato la sua matrice secondo modalità non genetiche. Anche Braxcat apprezza la grazia dell’antico animale, dato che lui attinge al medesimo serbatoio di esperienze, tattiche, emozioni e ferocia. Braxcat torna dai suoi amici, che continuano ad osservare la lunga fine dei dinosauri. I Giovani Licantropi: Sonia, Rebecca, Pedro e David si sono trasformati, per correre meglio in quelle steppe, che, con l’intensificarsi delle piogge, tendono però a diventare paludi. Il mondo sta cambiando, per adattarsi allo squilibrio causato da una specie vivente troppo invasiva. Ci sono altri animali che si sono ingegnati per sopravvivere. Animali che gli uomini odieranno, considerandoli il simbolo del male. I serpenti però non sono più cattivi, né buoni, di chiunque altro. Sono astuti, ed hanno sviluppato capacità che i dinosauri ignorano. I licantropi però non sono in grado di conferire con quei rettili privi di zampe. Ecco perché nel sogno li raggiunge Sysform la serpentoide. Essendo dotata di poteri psionici, lei può fare da tramite tra i quattro mutaforma e gli striscianti progenitori di una folta moltitudine attuale. Adesso tocca a Sysform guidare la ricerca in un piano dell’esistenza che muta in un batter d’occhio. I cinque amici si trovano all’improvviso nei pressi di una enorme costruzione monolitica, immersa in una jungla lussureggiante. Chiunque l’abbia edificata ora non vive più da queste parti. Un tempio di adoratori del dio serpente, che ha ispirato moltissime leggende umane. Scendendo nelle viscere di quella montagna artificiale, i licantropi provano una sensazione di claustrofobia, ed altre sensazioni di disagio. Sibilii annunciano l’arrivo di una grande popolazione di serpenti, che circondano il gruppo. Sysform, che rappresenta la cultura extraterrestre dei serpentoidi, parla con i serpenti; loro ascoltano in un silenzio, che dato il posto, potrebbe essere definito religioso. L’extraterrestre si chiede se, tra quel popolo pulsante e palpitante, ci sia uno storico. Lui potrebbe narrare come sono andate le cose. Trattandosi di un sogno, il desiderio di Sysform viene subito esaudito. Un serpente marrone avanza, mentre gli altri gli fanno strada. Un serpente con la barba? Originale. Forse spiegabile con la presenza di Rebecca, Sonia, David e Pedro, che gradiscono conferire con un interlocutore più rassicurante; e la narrazione si adatta. Klerbf il saggio è la memoria del branco. Lui ha saputo ciò che sa dal padre, e lo trasmetterà al figlio. I ricordi affondano in una remota antichità, quando i giganti vivevano sulla Terra. Il lontanissimo progenitore di Klerbf osserva l’incremento delle piogge, che creano paludi. L’equilibrio alimentare planetario è sconvolto. Gli animali pesanti molte tonnellate devono percorrere distanze enormi per trovare cibo, e ne trovano sempre meno. I quattro Cavalieri dell’Apocalisse non hanno ancora assunto la conformazione immaginifica loro attribuita dagli umani. Eppure la morte galoppa tra i dinosauri, sebbene i cavalli non siano ancora una specie vivente. La carestia uccide gli enormi sauri, così come la malattia (che non è una pestilenza). La guerra deve ancora essere inventata. La biomassa enorme ha squilibrato gli Elementi: l’acqua prevale sulla terra e sull’aria. Il fuoco si rintana nelle viscere del pianeta, aspettando il suo momento. I serpenti hanno sempre avuto una digestione particolare: ingoiano animali che rimangono nei loro stomaci per molto tempo. Non si nutrono di felci gigantesche, né di grosse bestie erbivore. Ai serpenti basta poco, ma il mutamento del clima rischia di spazzare via anche quel poco. I Giovani Licantropi comprendono la forza e la saggezza di quell’antichissima specie. I lupi non sarebbero sopravvissuti a quel disastro ambientale. I serpenti invece, tornando alla narrazione di Klerbf, cercano caverne profonde, dove la temperatura è costante. La pioggia in superficie risparmia solo i pesci ed i piccoli esseri in grado di respirare con i polmoni, ma di trattenere per molto tempo il fiato. Anzi, quelle rane si ibernano sotto la sabbia, riducendo la loro animazione quasi a zero. I serpenti fanno lo stesso negli antri che hanno trovato. Quelle menti quasi prive di emozioni si coordinano per ottenere una catena psionica. Non sanno per quanto tempo dovranno dormire. Il lontano progenitore di Klerbf si sveglia ogni anno solare, per verificare la situazione climatica. Il capo del popolo dei serpenti lascia ai successori il nome, le conoscenze ed i compiti da eseguire. Sveglia a turno i suoi sudditi, in modo che possano cercare del cibo per i dormienti. Una strategia che si dimostra vincente, giacché i serpenti superano la crisi ambientale, ed infine emergono in superficie. Sysform ed i Giovani Licantropi devono però ancora comprendere chi abbia costruito quell’enorme tempio, dedicato ad un dio serpente. Sfortunatamente anche all’intero del popolo dei serpenti esistono fazioni in lotta. In breve, la serpentoide ed i suoi amici mutaforma si trovano circondati da un centinaio di rettili ben poco amichevoli. Sonia, Rebecca, David e Pedro si trasformano, estroflettendo gli artigli. Intendono vendere cara la pelle, sogno o meno. Sysform combatterà al loro fianco, una battaglia molto difficile. Passi pesanti annunciano però l’entrata in scena di un attore formidabile. La moltitudine strisciante si volge, pronta a combattere contro il nemico più grande; ma Dragonfire non può essere sconfitto dai denti veleniferi, né dalle spire. Anche tra i serpenti ci sono gli esagitati, una minoranza nella folla cerca e trova la rissa. Sognano di guidare la loro rivoluzione estemporanea. Quello che ottengono è invece di essere spazzati via dalla coda di Dragonfire. I serpenti che lo mordono riescono solo a rompersi i denti. Quelli che cercano di stritolarlo, lo fanno quasi ridere. Il drago spezza le loro spine dorsali e le loro vite con estrema facilità. Un sogno molto credibile: sangue a fiumi, frammenti di pelle, carne ed ossa. I Giovani Licantropi devono evitare i morsi veleniferi; per il resto i loro artigli aiutano Dragonfire nella sua strage. Sysform stritola e morde i suoi simili, che però non sono suoi alleati. Quella battaglia diventa leggenda. Il drago di Evolution diventa un mito anche tra i serpenti. Klerbf ha di nuovo il controllo del suo popolo, normalmente disciplinato. Narra a Dragonfire ed amici di avvenimenti accaduti in un periodo che gli uomini considerano preistoria. Decine di migliaia di anni nel passato, alcuni uomini capirono come comunicare con i serpenti. Ne scaturì una civiltà singolare nel suo equilibrio. Ecco perché gli architetti di quella umanità realizzarono edifici monolitici, dedicati all’adorazione di un dio serpente. Animali così intelligenti da sopravvivere alla saturazione da biomassa, che distrusse i dinosauri, meritarono di diventare oggetto di adorazione. Altri umani però attaccarono e distrussero gli abitatori dei monumenti monolitici. I serpenti da allora vennero a torto identificati con il Male; ma non sono i serpenti che oggi stanno creando una nuova saturazione da biomassa. Se il pianeta Terra si sconvolgerà in maniera distruttiva, come al tempo dei dinosauri, sarà solo colpa degli umani.

domenica 26 maggio 2013

TRACCIABILITÀ DEI CRIMINALI_248° episodio

Una cerimonia religiosa in una giornata di sole. Una decina di bambini, in attesa di ricevere l'ostia che significa comunione con Dio. Atmosfera leggera e rilassata. Canti e colori. Bello per i più, ma insopportabile per qualcuno. Il disaccordo con il rito e la felicità altrui dovrebbero indurre a guardare altrove. Sfortunatamente c'è chi si sente in dovere di coinvolgere gli altri nel proprio malessere psichico. Recare danno, ferire ed uccidere: questa la via del terrorista. Assassinare gli innocenti: questo l'obiettivo dei pazzi. Oggi qualcuno dovrà morire, per placare l'odio di uno squilibrato verso se stesso e gli altri. Sono però state schierate sul campo numerose sentinelle psichiche. Telepati noti ed ignoti, alieni cacciatori di taglie, giovani licantropi, simbionti tecnomeccanici ed un super computer, che si chiama come la regina degli elfi. Innumerevoli dati e rilevazioni, che da soli significherebbero poco, sono interrelati dalla mente elettronica di Galadriel. I cosiddetti "servizi segreti" si fanno continuamente buggerare da teppaglia pericolosa, perché si illudono, lasciandoli a piede libero, che rendano presto evidenti traffici più consistenti. Invece i teppisti, che sragionano in maniera tutto sommato lineare, mirano all'obiettivo quasi immediatamente raggiungibile. Se gli agenti dei servizi segreti guardassero meno film di spionaggio, ci sarebbero meno attentati. Se un facinoroso viene schedato in ogni parte del mondo, Galadriel lo sa. Il super computer ne segue a migliaia contemporaneamente di quei figuri. Tutte le manifestazioni pubbliche sono possibili luoghi ed occasioni di attentato. Un numero enorme di tracce, ma non per una mente elettronica potentissima e velocissima, che non risente del caldo, del freddo, dell'umido, degli ormoni e neppure degli umori. La cerimonia religiosa di oggi ha calamitato alcuni di detti soggetti, tracciati da molteplici indicatori, non esclusa l'osservazione satellitare. Impossibile muoversi sulla faccia del pianeta senza incappare in accertamenti di presenza e passaggio. Tom Jusvo e Paul Neryu, banditi di etnia mista e di padre ignoto, si sono avvicinati un po' troppo ai bambini che dovranno ricevere la comunione. Potrebbe essere un caso, se i casi esistessero. Rebecca dei Giovani Licantropi ed Elisabetta, telepate poliziotta, si sono mescolate alla folla festante. Un altro licantropo adolescente, David, sta arrivando per dar loro manforte. Valeria, che lavora assieme ad Elisabetta, utilizza il suo scandaglio mentale per seguire i movimenti di Jusvo e Neryu. I sospetti sono confermati: stanno confabulando, e portano sulle spalle degli zaini quantomeno sospetti. Occorre bloccarli prima che collochino gli eventuali ordigni in un sito tale da recare danno ai presenti. Ipotizzando si tratti di bombe con deflagrazione comandata a distanza, basterebbe un cellulare per farle detonare. La poliziotta Elisabetta si avvicina ai due, identificandosi ed intimando silenziosamente loro di seguirla. Jusvo e Neryu, che si sentono due terroristi di professione, assecondano la richiesta, ritenendo di potersi liberare facilmente della poliziotta. Poi si accorgono che Elisabetta non è sola, ma è accompagnata da una ragazza ancora più giovane. Nessun problema, riflettono tra loro, ma non sanno delle facoltà licantropiche di Rebecca. Quando i quattro superano un angolo, perdendo di vista la gente assiepata, i delinquenti estraggono i coltelli pronti ad assassinare Elisabetta e Rebecca. La prima, essendo una poliziotta, è ovviamente armata; la seconda invece si vede costretta ad una veloce trasformazione. Le unghie delle mani diventano artigli, mentre i canini diventano zanne. Elisabetta, che ha preso qualche lezione dalla Maga, tenta un colpo mentale ai danni di Tom Jusvo. Un colpo di pistola indurrebbe la gente ad una fuga disordinata, che potrebbe causare feriti. Il teppista, che è privo di difese psioniche, risente della pressione esercitata dalla giovane telepate. Nel frattempo, Rebecca balza addosso a Paul Neryu, il secondo terrorista. Sebbene sia decisamente più leggera, lo graffia ferocemente, facendogli cadere il coltello. Quando Jusvo si riprende, e si prepara al contrattacco, Valeria somma il suo potere a quello della collega, ed il teppista crolla a terra, in preda ad un’emicrania mai provata prima. Neryu, vista la situazione, scappa sanguinando abbondantemente. Ha ancora con sé lo zaino, contenente un dispositivo artigianale che potrebbe scagliare a metri di distanza chiodi ed altri frammenti metallici. David accorre, piombando addosso al criminale come un giocatore di rugby. Neryu però non molla, e combatte, nonostante i graffi ed i morsi che riceve dal giovane licantropo. Tenta il tutto per tutto, ormai deciso a fare deflagrare ordigno e zaino, ed uccidere chiunque si trovi nel raggio d'azione della bomba. Certa marmaglia non può fare a meno di pensare in termini di martirio. Quando Rebecca raggiunge a David, ed ambedue mordono e graffiano con impegno, la perdita di sangue del delinquente è tale che sviene. Ignari della disputa appena conclusa, i bambini in piazza si sottopongono al rito della comunione; poi via di corsa a giocare. Le belle giornate di sole sembrano fatte apposta perché i bambini possano scatenarsi, prima di crescere e diventare degli individui barbosi. Nei parchi anche gli adulti traggono giovamento psico-fisico facendo running o jogging. Ci sono però persone che, scordata completamente la spensieratezza della fanciullezza, progettano di violentare, rapinare ed uccidere. I profiler della polizia locale e federale non comprendono bene il concetto di prevedibilità dell’azione criminale. Studiano per anni senza capire che il mostro non diventa tale da un momento all’altro. Si tratta di saper seguire le tracce, come solo un super cervello può fare. Il maniaco che, nel parco, osserva camminare e correre le ragazze, ha in passato manifestato parecchi sintomi di una tendenza criminale. Con la crescente digitalizzazione degli archivi, Galadriel non ha più bisogno che qualcuno vada, in sua vece, a scartabellare enormi archivi cartacei. Serge Saxot fin da piccolo è stato uno sbandato, ma di quelli furbi, che non facevano scoprire le loro marachelle. Poi è passato alle malefatte, ma sempre da furbo. Sfortunatamente per lui, uno psicologo scolastico aveva preso appunti sul suo conto, ed espresso un giudizio poco lusinghiero. Una piccolo traccia, ma sufficiente per allarmare una mente fervida come quella di Galadriel. Oggi Saxot si pone in agguato, puntando una bella ragazza che corre da sola. Ciò che non sa potrebbe però costargli molto caro. Infatti quando la detective Lucrezia ha assorbito alcuni poteri felini da Ferox, la donna leopardo ha ottenuto la facoltà di assumere fattezze umane. Una bella ragazza, snella e scattante; forse fin troppo. Ferox si contiene, per sembrare umana; ma anche così le sue movenze incantano. Emana, a dir vero, un’aura di pericolosità, ma Serge Saxot è un pazzo, e non si impressiona. Decide di attendere che faccia un po’ più buio, pronto ad intervenire se lei si allontanasse prima del previsto. Ferox ha già percepito la sua presenza, grazie ai suoi poteri mutanti. Il predatore si accinge quindi a mordere un boccone indigesto, se non addirittura tossico. Serge Saxot si nasconde dietro un cespuglio, pronto a placcare la sua preda. Tale è la sua boria, che non si domanda come mai una ragazza insista a correre da sola in un parco, anche dopo il tramonto. Forse neppure una maratoneta in pieno allenamento dimostrerebbe una tale dedizione. Un sogghigno, uno scatto fulmineo, e… la ragazza si sposta quel tanto che basta a fare cadere rovinosamente a terra il malvivente. Irritato contro tutto e tutti, si alza velocemente, deciso a fargliela pagare cara. La torturerà a lungo, forse tutta la notte. Ferox nel frattempo ha già riassunto le sue sembianze, artigli compresi. Il teppista non si accorge ancora della vera natura della sua nemica, perché impugna una lama, quando invece dovrebbe tentare la fuga. Un affondo pericoloso se non addirittura letale si rivela un nulla di fatto. La donna leopardo gioca con lui, ma si sta stancando della pochezza di quella larva umana. Se non fosse un assassino, Ferox si accontenterebbe di spezzargli le gambe, ma la mutante conosce il pessimo curriculum di chi le sta di fronte. Gli artigli parlano per lei. Lo colpisce una sola volta, poi si allontana senza voltarsi indietro. Il nome di Serge Saxot sarà riportato frettolosamente sulla lapide del teppista, e nessuno dovrà più avere paura di lui. Altri delinquenti sono però in azione in quel momento. Terroristi che prendono d’assalto un obiettivo poco protetto, ma in grado, se danneggiato, di innescare una destabilizzazione difficilmente quantificabile. In cima ad una collina, nei presi di una grande città, sono stati collocati alcuni ripetitori di segnali televisivi e telematici. Chi si aspetterebbe che una banda di terroristi prenda d’assalto detti impianti? Non la polizia e neppure la magistratura: hanno poca fantasia e non leggono abbastanza romanzi thriller e spionistici. Il super computer Galadriel ha viceversa ipotizzato anche quello scenario. Perché stupirsi? Non sono forse stati fatti film su giochi di guerra ancora più elaborati? Bastano pochi esplosivi per fare saltare in aria i ripetitori. Se non altro non ci sono vittime umane, dato che nessuno aveva predisposto ad una vigilanza armata. Le televisioni non riescono più a fare giungere i loro segnali ai cittadini. Peggio ancora: gli smartphone, i tablet ed i computer perdono la connessione. La gente, ormai abituata a sapere quello che accade nel mondo in tempo reale, si sente quasi azzoppata. I terroristi gongolano, perché sono riusciti a scatenare la confusione. Si piazzano nei paraggi degli impianti semidistrutti, pronti a vender cara la pelle. Organizzano agguati sulle strade che arrivano sulla vetta della collina. Essendo dei pazzi, non temono di morire, ma prima intendono uccidere il maggior numero di persone, a partire dai tecnici che sono stati inviati a ripristinare i segnali audio e video. Attaccare a sorpresa gente disarmata: il massimo per un vigliacco. Le cose umane sono percepite dalle altre forme di vita secondo differenti parametri. Gli uomini e le donne di solito ignorano gli alberi, ma gli alberi non possono fare altrettanto. Sovente piante centenarie vengono abbattute senza alcuna motivazione. Considerate solo legno, in realtà elaborano la nostra anidride carbonica, restituendo ossigeno. Dovrebbe bastare questo per rispettare gli alberi. Civiltà più antiche e possenti della nostra comunicano da tempo immemorabile con i nostri fratelli verdi. Dragonfire, ad esempio, ha stabilito rapporti di affinità con alcuni alberi particolarmente antichi. Uno di essi si trova proprio su quella collina. Sebbene non corra al momento rischi per la sua sopravvivenza, Kkutr è infastidito dalle emissioni emozionali dei criminali. Kkutr sarebbe in grado di narrare secoli di storia degli umani. Tracce del trascorrere degli anni sono saldamente memorizzate nei cerchi concentrici del suo tronco. Kkutr ha avuto in passato modo di confrontarsi con il drago di Evolution; si sono parlati e capiti. Adesso sta invocando l’intervento dell’alieno verde, perché lo liberi da quelle fastidiose presenze. Marmaglia che non pensa ad altro che a confondere, spaventare, ferire ed assassinare. Kkutr pensa che l’acqua che è imprigionata in quei mammiferi bipedi sarebbe più utile per irrigare l’erba. La notte sopra la collina si illumina quando un portale di teletrasporto si apre, per consentire a Dragonfire di dislocarsi dove la sua immensa potenza si rende necessaria. I terroristi capiscono subito di avere poche possibilità di uscirne vivi. In realtà, quando iniziano a sparare perdono anche quelle. Sul suo dragoncraft, il formidabile super-eroe sorvola i malvagi. Loro non hanno ancora distrutto del tutto l’impianto, ma adesso hanno altro a cui pensare. I proiettili dei fucili mitragliatori potrebbero danneggiare il dragoncraft, dispositivo di volo inventato e costruito dall’uomo bestia di Evolution, Kong. Ecco perché Dragonfire si sgancia ed atterra dopo un salto pari a cinque piani di un edificio umano. Il dragoncraft continua a volare, aspettando disposizioni. Settecento chili di drago percuotono e distruggono l’asfalto per parecchi metri. Una granata esplode e scaglia le sue schegge in tutte le direzioni, ma il drago continua ad avanzare. Il tentativo disperato di uno dei terroristi consiste nel lanciare addosso al gigante verde una bottiglia incendiaria. Assurdo! Che questi stupidi non sappiano che l’alieno è capace di emettere un fuoco immensamente più caldo? Se non li brucia è solo perché in cima a quella collina vivono i suoi amici alberi. Per un essere forte come Dragonfire, non ha alcun senso sprecare un pugno contro un fragile mortale. Però solleva una delle auto dei criminali, usandola come un proiettile. Metallo, plastica, gomma, vetro, tessuto e combustibile volano contro la marmaglia impazzita dalla paura. Chi non viene schiacciato, brucia per l’incendio che subito dopo si scatena. I tecnici inviati a riparare l’impianto frattanto sono arrivati. Un colpo d’occhio chiarisce loro che il drago li ha salvati. Lo stesso drago che adesso incontra il suo amico Kkutr. L’insolita comunicazione avviene tuttavia su livelli preclusi agli umani, peggio per loro!

mercoledì 22 maggio 2013

MORTE ED I SUOI FANS_247° episodio

Quando accadono le cosiddette "tragedie familiari", le tv intervistano gli inutili esperti, che ci spiegano come mai il padre o la madre siano impazziti ed abbiano ucciso i figli. Se gli umani potessero intervistare il demone Morte, e rimanere in vita per raccontarlo, scoprirebbero però che lui non ha alcun bisogno di fans. Morte non deve tentare gli sciocchi bipedi, per portare via la loro insignificante anima. Non saprebbe cosa farsene di una cosa tanto instabile e deperibile. Il poliziotto pazzo, che prima di spararsi, ammazza il figlio di sette anni, non è stato costretto a farlo dal leader dei Cavalieri dell'Apocalisse. Lo squilibrato si era indebitato giocando d'azzardo, e tutto da solo ha formulato la convinzione idiota che il mondo fosse cattivo. Ecco perché ha sparato al figlio: per salvarlo. Morte ha tanto lavoro, senza dovere concedere attenzione agli idioti. La mamma che ha buttato ambedue le figlie dal balcone, lo ha fatto per pura demenza criminale, non in ossequio ad un ordine di Morte. Recentemente Pestilenza ha indotto Maschera di Ferro a diffondere un morbo di nuova concezione. Pestilenza ha volutamente reso non letale il morbo "faccia blu", per non continuare a comportarsi come un dipendente di Morte. Secoli or sono in effetti Pestilenza diede molto lavoro a Morte, che accettò l'incombenza senza recriminare, né esultare. Pestilenza, Carestia e Guerra manipolano continuamente gli umani. Il primo li induce a comportamenti deteriori per la loro salute. Carestia sembra riesca a mantenere nella stupidità interi popoli, che si rifiutano per principio di imparare come si coltivi la terra. Guerra tra i tre è il più sanguigno, sia per gli spargimenti ematici che innesca, sia per la sua attitudine a scovare le peggiori emozioni umane. Ci vuole un demone esperto come lui per districarsi tra le molte passioni insane degli umani, evidenziando il peggio del peggio. Le tv non dovrebbero raccontare di morti ammazzati in famiglia, dato che gli uomini e le donne, come le scimmie dalle quali derivano, amano seguire preferibilmente le orme di chi sbaglia. Da quando sono sulla Terra a fare gli Hunter Killer, i serpentoidi hanno affinato le loro sensibilità. Adesso fiutano letteralmente le premeditazioni criminali. Il padre o la madre che uccidono i figli lo avevano premeditato. Tutti i predatori fiutano l'odore della paura. I serpentoidi usano la loro lingua bifida anche per localizzare le emissioni di astio, che i frustrati ed i repressi disperdono nell'atmosfera. Un frustrato ed un represso possono "scoppiare" come dicono loro. Gli Hunter Killer fanno il possibile per stroncarli prima che delinquano. Oltre alle stragi a sfondo familiare, sembra che in questo periodo vadano di moda i profughi che, accolti in un paese straniero, non si integrano. L’emigrazione non è stata inventata oggi; esiste da tempo immemorabile. In particolare si parla di emigrazione a proposito di flussi della forza lavoro; in alcuni casi detta forza lavoro è stata importata a forza: li chiamavano schiavi. Al giorno d’oggi la schiavitù è meglio dissimulata; le multinazionali cercano e trovano schiavi all’estero, e lì li sfruttano. In questo modo evitano di doverli stipare in quartieri dormitorio, e di nutrirli con gli scarti dei nativi. Gli Hunter Killer non mostrano alcuna sensibilità nei confronti dei frustrati stranieri, che abitano in edifici dismessi, o sotto i ponti. Immigrati giunti con la speranza di trovare un’occupazione, ma privi di preparazione adeguata a svolgere lavori utili in una società tecnologica. I serpentoidi sono rettili, e come tali non amano autocommiserarsi, né compatire. Si trovassero al posto dei sottoproletari privi di reddito, si offrirebbero come guardie del corpo o come guerrieri. È ciò che sono per diritto di nascita. Loro non darebbero in escandescenze come questo tizio, che impugna una spranga di ferro, per abbatterla sulla testa e sulla schiena dei passanti. Per Stritolatore, un uomo che urla per le strade ed uccide a caso è solo un cretino come tanti; e dire che l’umanità ritiene di essere razionale. Si afferma che la polizia non possa intervenire contro tutti i malintenzionati. Ci fossero telecamere di sorveglianza disposte in tutte le vie della città, i poliziotti sarebbero probabilmente in grado di reprimere il crimine nel giro di pochi minuti dalla sua esecuzione. Accade viceversa che il pazzo immigrato non venga segnalato, nonostante abbia danneggiato auto, vetrine e ferito alcune persone. A cosa pensavano gli stupidi passanti? Che la pazzia se ne andasse spontaneamente, così come era arrivata? Foryst, questo il nome del teppista, ora cerca un’arma più grossa, per fare più male. Senza saperlo, potrebbe essere considerato un supporter di Morte. Con un piccone in mano, è un assassino random, un dispensatore di annichilimento. Forse si sente un piccolo cavaliere dell’Apocalisse; in realtà è un piccolo imbecille. Stritolatore gli sibila quasi in faccia, spalancando le gigantesche fauci. Il capo degli Hunter Killer si sta a suo modo divertendo. Se avesse voluto sventrarlo con una testata, lo avrebbe già fatto. Il confronto tra l’umano armato di piccone ed il rettile alieno finirà inevitabilmente con il decesso di uno dei due. Il piccone cala con forza, diretto alle spire di Stritolatore. L’impatto rumoroso con il terreno dimostra che il colpo è andato a vuoto. Boa, Anaconda, Pitone e Sysform fanno il tifo per il loro capo, ma non intervengono per non privarlo del divertimento. Stritolatore è lungo come il più grande dei serpenti terrestri, ma il suo diametro è maggiore. Ha forti muscoli, ossa robustissime ed una pelle quasi corazzata. Un colpo di piccone non affonderebbe più di tanto, ma non sarebbe piacevole per il rettile alieno. Quando Foryst si accorge di essere trattato con sufficienza da esseri che non ha mai neppure immaginato nei suoi incubi, lascia che la pazzia estrema lo controlli appieno. Urla, strabuzza gli occhi, digrigna i denti, credendosi una furia della natura (non a caso scritta con la minuscola). Stritolatore aspetta con freddezza la frazione di secondo giusta per colpire. Il piccone sta per calare sulla testa del serpentoide: questione di attimi. Le creste cornee di Stritolatore sfondano la gabbia toracica dell’aspirante stragista. Ossa, muscoli, cartilagine, vasi sanguigni e gangli nervosi vengono penetrati dalla grande testa del serpentoide, che chiude le sue fauci sul cuore di Foryst. A questo punto quel penoso ed ignaro fan, del demone conosciuto come Morte, è già precipitato nell’inferno della marmaglia più insignificante. Qualcuno dovrebbe riflettere sul fatto che siano necessari dei rettili alieni per ristabilire l’equilibrio tra decenza e follia. Se gli umani non si riprendono, meritano effettivamente di essere asserviti a forme di vita che utilizzino un po’ meglio il loro cervello. Il più famoso tra i rettili extraterrestri è sicuramente Dragonfire: un drago alto tre metri e pesante settecento chili. Piccolo rispetto a taluni draghi leggendari; fin troppo grosso e forte per gli standard umani. Essendo famoso, Dragonfire diventa inevitabilmente il bersaglio per ogni pazzo o gruppo di pazzi. Conta poco per loro che l’alieno verde abbia sbaragliano ed il più delle volte disintegrato chiunque abbia tentato di ucciderlo. Un gruppo di fans della morte siede in profonda meditazione, inginocchiati sul pavimento di un sotterraneo appena illuminato da candele nere. Sicuri che la morte sia la divinità più grande, gli sconvolti di turno si vestono di nero, con saio e cappuccio. Organizzano visite ai cimiteri, di notte ovviamente, per respirare l’aria delle tombe. Peccato che il più delle volte di notte nei cimiteri respirino invece il fragrante odore della vegetazione, che è antitetica rispetto alla morte. Si chiudono a turno in casse da morto, per prepararsi all’allegra dipartita. A rigor di logica, essendo fans dichiarati della morte, dovrebbero organizzare quanto prima un suicidio di massa, o no? In effetti ci hanno pensato, ma darsi arie da aspirante morituro è diverso dall’ammazzarsi. Originali sì, fessi no! Dovendo però combinare qualcosa di meritevole di essere inserito nei libri di storia, i fans della morte decidono di sacrificare alla loro divinità nera nientemeno che un super-eroe. Qualcuno propone Dragonfire, giacché, se riuscissero ad immolarlo, dimostrerebbero la supremazia della morte sulla vita. Nessuno di quei pazzi peraltro crede sia possibile organizzare un agguato a Dragonfire. Si lasciano però trascinare dalle chiacchiere reciproche, ed anche dalla droga che tutti sniffano in dosi importanti. L’occasione si verifica quando Dragonfire si reca in visita ai bambini ricoverati in ospedale. Un evento atteso da tempo, specie dai bambini gravemente ammalati. L’incontro tra il super-eroe di Evolution ed i degenti avviene in un’aula magna, perché Dragonfire non riuscirebbe ad entrare nelle camerette senza abbatterne involontariamente i muri, il soffitto e forse anche il pavimento. Quel giorno, nascosti tra i genitori ed il personale medico ed infermieristico, ci sono i fans della morte. Alcuni tra i bambini sono talmente indeboliti dal male che non possono camminare. Se i medici non li guariranno, il cavaliere dell’Apocalisse noto come Morte prenderà quei piccoli, e li porterà via con sé. Lo farà senza alcun astio, perché questo è il suo ruolo nell’ordine delle cose. Non è una vanitosa rock star; è l’araldo della disaggregazione, che forse annuncia un nuovo inizio. Dragonfire saluta i piccoli degenti, lasciandosi toccare da quelle manine indebolite dalla malattia. Il super-eroe vorrebbe donare loro parte della sua immensa forza, ma non è in suo potere. È frustrante poter distruggere enormi palazzi, e non essere in grado di salvare una giovane vita. I primi colpi di pistola scuotono Dragonfire dalla sensazione di impotenza; le pallottole si schiacciano contro le sue scaglie pressoché indistruttibili. I fans della morte attaccano in massa, incuranti dei presenti. Dragonfire avanza come una macchina di distruzione, attirando su di sé il fuoco delle armi automatiche. Il suo piano funziona grazie alla prontezza degli operatori, che mettono velocemente in salvo i bambini. Nel giro di pochi minuti, nell’aula magna rimangono solo Dragonfire ed una ventina di fans della morte, decisi ad immolarlo alla loro divinità cimiteriale. In quel momento, il demone Morte si accorge di ciò che sta accadendo in suo nome. Onnipresente ma invisibile, il capo dei Cavalieri dell’Apocalisse dedica una frazione del suo tempo infinito a quella nuova pazzia umana. I fans della morte, che sfidano Dragonfire, non sono terroristi di professione. Quasi tutti hanno un lavoro, ma si sono fatti abbindolare da un autonominato sacerdote oscuro. Quando hanno dato l’assalto all’ospedale hanno però commesso un grande errore. Sparando contro il drago, hanno messo a rischio delle vite innocenti. La noia e la voglia di strafare non sono una scusa, ed ora ne rispondono a Dragonfire. Potrebbero arrendersi, gettando le armi; sarebbero arrestati e processati, ma non ne uscirebbero con le ossa rotte. L’alieno verde, fortunatamente per loro, li valuta per ciò che sono: dei dilettanti. La grande coda, invece di spezzare loro la schiena e le gambe, manda in pezzi una gran quantità di sedili. Schegge di legno, bulloni, plastica, tubi di metallo piovono addosso al drappello di disperati, che gridano per il dolore causato dall’impatto multiplo, ed indietreggiano. Il drago invece procede verso di loro, immenso nella sua massa. Le sue grandi mani, o zampe che siano, impattano palmo contro palmo. Il rumore è tale che i venti fans della morte si voltano e scappano, inseguiti dal ruggito di Dragonfire, che suscita in loro grandi brividi lungo la spina dorsale. Nessuno tra gli umani è morto, ed il drago di Evolution ne è felice. Il demone di nome Morte pensa che, se al posto di Dragonfire ci fosse stata una come Ferox, quei cretini non se la sarebbero cavata con qualche anno di galera. Un pensiero non casuale, dato che la donna leopardo sta entrando in azione. Intende stanare un tizio armato di machete, che ha sequestrato la sua ex moglie, e minaccia di ucciderla. Un classico degli ignari adoratori della morte: l’omicidio-suicidio. Stragi familiari difficili da impedire da parte dei poliziotti. Complicato entrare in un appartamento, impedendo nel contempo al folle di turno di uccidere la sua vittima. Ferox però sta già tenendo d’occhio lo stupido umano. Lei è aggrappata ad una finestra, incurante dell’altezza dal marciapiede. Gli artigli di Ferox perforano i mattoni, garantendole una salda presa. Le serve solo una diversione. La detective Lucrezia, simbionte della donna leopardo, bussa alla porta. Il pazzo si volta, per esplodere alcuni colpi di pistola, che scheggiano ed attraversano il legno. La poliziotta si è però messa al riparo. In un’esplosione di vetro ed alluminio, Ferox balza in azione, artigli estroflessi. Il pazzo si gira verso di lei, che lo vede muoversi al rallentatore. Gli occhi dell’adoratore della morte riflettono il vuoto della sua anima. Ferox non aveva e non ha dubbi sull’inutilità di quella vita. Gli artigli della mutante taglierebbero anche il metallo, ma si accontentano della gola del criminale. Da essa sgorga copioso ed inarrestabile il sangue. Non ha avuto tempo e modo di usare la sua lama pericolosa, e muore rantolando. Invisibile, il demone Morte apprezza quello show della donna leopardo. Non si cura viceversa in alcun modo della stupida larva umana ormai fredda ed immobile.

venerdì 17 maggio 2013

TOPI E SPORE_246° episodio

Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob sono i cinque topi di fogna contagiati da Maschera di Ferro. Sono portatori sani del morbo "faccia blu". Vivono e prosperano lungo le rive di un fiume alla periferia della città, grazie agli umani che in quel corso d'acqua scaricano di tutto. Ci sono altri animali che apprezzano le sozzure di quei grassi e lenti individui: gabbiani, corvi, scoiattoli, leprotti, bisce, pesci siluro, pesci gatti, anatre ed altre cose senza nome che si nascondono nelle acque più torbide. La carta ed il cartone si possono mangiare agevolmente, ma capita anche di aggredire e mangiare gli animali che li abbiano appena ingurgitati. Il vetro finisce sul fondo, la plastica galleggia; entrambi resistono alla corrosione per un tempo spropositato. Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob evitano di bere l'olio minerale, che forma una spessa patina dove la corrente è più lenta. Infatti neppure i topi di fogna più formidabili sono in grado di digerire l'olio dei motori; meglio evitarlo. Le anatre hanno imparato a fare altrettanto, ma all'inizio si inzaccheravano e si intossicavano. I roditori onnivori dalle lunghe code adorano la carne di anatra, ma quelle con le penne intrise di olio velenoso sono poco salutari per la loro dieta. I Giovani Licantropi si sono aggirati per la città alla ricerca di “facce blu”, ipotizzando che i contagiati fossero numerosi e propensi al proselitismo. Sonia, Rebecca, David e Pedro non ne hanno però avvistato neppure uno, nel corso di due giorni di perlustrazione diurna. Hanno avuto maggior successo Clara, il Tecnoragno, Cyberdog ed il Transformatron. Il quartetto composto da ragazza, cagnolino e due simbionti di metallo vivente ha cercato e trovato notizie filtrate dai media. Braxcat ha viceversa seguito una pista tutta sua, contando sulle sue peculiarità demoniache. È entrato ed uscito più volte dalla dimensione onirica, cercando qualcuno che avesse avvistato i contagiati dal morbo. Adesso, assieme a Lupo Nero, Braxcat cerca i cinque topi Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob, che non conosce ancora per nome. Nel frattempo, la detective Lucrezia, coadiuvata dalle due telepati poliziotte Elisabetta e Valeria, ha rintracciato e condotto in una struttura sanitaria alcuni altri contagiati. È sera quando il topo Kdht viene colto di sorpresa da un ringhio terrificante. Si volta e vede un enorme animale nero, che lo scruta con minacciosi occhi rossi. A Kdht è già capitato di avere a che fare con grossi cani, e sono stati loro ad avere la peggio. Infatti Kdht è sempre accompagnato dai compari Urno, Dhtr, Pemt e Grob, che anche oggi sono presenti al suo fianco, pronti a combattere. Quando però il Lupo Nero emette un ululato che segnala una minaccia di morte imminente, i cinque topastri si ricordano di essere sopravvissuti fino ad oggi perché sanno quando è meglio scappare. L’imboccatura della fogna è vicina; se partiranno alla massima velocità potrebbero farcela a sfuggire a quei denti terrificanti. Tra loro e la fogna si colloca però un gattino dall’aspetto ingannevolmente tenero. Con uno sguardo d’intesa, i topi si preparano a farne un sol boccone. Ci riuscirebbero se il gattino non fosse Braxcat. Si sa che i draghi sputano fiamme, ma da un gatto non te lo aspetti di certo. Il piccolo araldo del demone Braxal regola le sue fiamme per bruciacchiare appena i peli dei cinque topi, che perdono subito la loro foga battagliera. Stretti tra il Lupo Nero ed il formidabile gattino, Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob si dispongono coda contro coda, per vendere cara la pelle. Lucrezia, Elisabetta e Valeria, le tre poliziotte che collaborano con Evolution, raggiungono Braxcat e Lupo Nero. Non si tratta di una normale indagine di polizia, dato che i fermati sono cinque topi, portatori sani del morbo “faccia blu”. Le due giovani telepati, Elisabetta e Valeria, usano le loro facoltà per sedare i topi, così da facilitarne il teletrasporto sul cacciatorpediniere Vae Victis, base di Evolution. In questo frangente si verifica però un imprevisto: gli agenti diffusori del morbo, presenti sulla pelle dei topi, migrano alla ricerca di nuovi corpi ospite. Braxcat sembra una facile preda, ma i suoi poteri lo proteggono facilmente dai microscopici aggressori. Lupo Nero, proveniente dal medio evo come la guaritrice Nancy, ha acquisito nel suo tempo di provenienza un’immunizzazione contro bacilli e virus molto più aggressivi. Quindi anche lui si nega alle spore. Rimangono le tre umane, che vengono infettate. Lucrezia però, essendo simbionte della donna leopardo, dispone di un sistema di autoguarigione fuori dal comune. I microrganismi, attraverso i quali il morbo si è diffuso in alcuni umani, sono a loro volta attaccati da feroci anticorpi. La detective cade a terra, ma quando si rialza la sua faccia non è diventata blu. Sfortunatamente per loro Elisabetta e Valeria non hanno ancora sviluppato la capacità di proteggersi con un campo di forza, come farebbe la Maga. Le spore entrano nei loro organismi ed iniziano a cambiarle. Forse il demone Pestilenza, che ha congegnato il morbo “faccia blu”, assiste non visto al mutamento cromatico della cute delle ragazze. È possibile che, sebbene sia stato scacciato dal corpo e dalla mente di Maschera di Ferro, Pestilenza non abbia rinunciato al suo piano, e progetti nuovi sviluppi. Il dottor Occulto, capo di Evolution, ritiene tuttavia che le due telepati possano usare i loro poteri per scendere a patti con il morbo. Il loro contagio accidentale aprirebbe quindi una via alla soluzione del problema. Sulla Vae Victis, l’uomo bestia di Evolution aziona il teletrasportatore, per condurre a bordo topi e ragazze. Un worm holes annulla le enormi distanze. Non è chiaro se siano stati scavati da vermi cosmici, o costruiti da una super-civiltà; l’importante è che i worm holes funzionino. Sulla Vae Victis, le giovani poliziotte Elisabetta e Valeria incontrano i mutanti ed anche il drago. La loro meraviglia per la situazione è mitigata dal fatto di essere state contagiate. Devono quindi concentrarsi sulla cura. Iniziano pertanto a lavorare con la guaritrice Nancy e con la Maga. La constatazione del dottor Occulto è che le spore hanno agito in maniera diversa sui topi e sugli umani; ma è altresì vero che in almeno un caso un sistema immunitario umano ha resistito: quello della detective Lucrezia. Il primo esperimento da tentare è di raggiungere le spore mediante sonde psioniche, per espellerle o forse esorcizzarle, analogamente a ciò che Dragonfire ha fatto con Pestilenza, proiettandosi nella mente di Maschera di Ferro. Elisabetta e Valeria, coadiuvate da Nancy e dalla Maga, incanalano le loro energie mentali, dirigendole all’interno dei loro stessi corpi. Nel frattempo Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob, coprotagonisti non dimenticati di questa storia si sono svegliati in una stanza isolata dal resto della nave. Le loro essenze sono state estrapolate dai corpi, e si trovano in presenza del dottor Occulto. Un’esperienza mistica per i cinque topi di fogna. Quando torneranno liberi di percorrere i fetidi cunicoli delle cloache costruite dagli umani, avranno qualcosa da raccontare ai loro figli. Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob sono viandanti al seguito del capo di Evolution. Assieme percorrono un sentiero che li conduce alla torre ove vivono le spore del morbo “faccia blu”. I cinque topi hanno le dimensioni relative di un cane lupo, e seguono in maniera disciplinata un inquietante personaggio che ha assunto le sembianze di un viandante d’altri tempi. Quando Elisabetta e Valeria iniziano la loro introspezione si trovano separate, ognuna immersa in se stessa, ad affrontare immagini e sensazioni in grado di farle impazzire. Evidentemente la loro preparazione non le abilita all’autoguarigione. La Maga e Nancy le richiamano pertanto alla realtà. Le spore che vivono sulla torre ricordano vagamente i ricci delle castagne, ma come prevedibile sono blu. Il dottor Occulto non ha dubbi sulla vocazione battagliera dei suoi nuovi amici topi. Guida quindi l’attacco, dopo avere sfoderato una lucente spada a due tagli. I difensori della torre buttano sugli invasori cose vive e cose morte; le prime cercano di azzannarli, graffiarli, stritolarli, ed avvelenarli. I cinque topi mordono selvaggiamente, dimostrando come mai non abbiano contratto il morbo “faccia blu”: sono troppo iperattivi per subire un malanno studiato per gli umani. Occulto si diverte a suo modo in questa insolita interpretazione. Taglia, infilza e frantuma con quella sua grande spada, che si rivela essere simile alle lame del Ninja Grigio e di Krom, il super-eroe di Akros. Le spore colpite dalla spada avvizziscono e muoiono, perché la loro energia viene assorbita completamente. Gli esiti di questa battaglia virtuale si ripercuotono nei corpi di Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob. I loro sistemi immunitari, che prima avevano ignorato i microscopici invasori, adesso li attaccano e li divorano. La Maga segue l’evolversi del conflitto simbolico e di quello biologico. Obbedendo ad un ordine del dottor Occulto, la telepate invia quindi le essenze delle due poliziotte nello stato dell’esistenza dove i cinque topi hanno finito di sterminare le spore blu. Elisabetta e Valeria sono due guerriere in armatura, che arrivano a cavallo per unirsi al dottor Occulto ed alla sua formidabile muta di tipi da battaglia. Il capo di Evolution non è più un viandante, bensì un mago, armato di un bastone del potere. Crea un cerchio di fuoco, largo a sufficienza da ospitare la sua squadra al completo. Un incantesimo disloca ragazze, cavalli, topi e mago in un contesto diverso. Grandi alberi li circondano, impedendo di capire quanti siano i nemici che si stanno avvicinando. Così inizia la battaglia finale delle spore blu. Intanto nel nostro piano dell'esistenza Nancy sottopone le due ragazze alle sue emanazioni risananti. Nella foresta incantata, le spore hanno cambiato forma: assomigliano a creature nastriformi di tutte le dimensioni e colori. Possono stritolare o infilarsi in bocca per soffocare. Occulto sta intessendo un incantesimo di simbolismi e corrispondenze. Le ragazze non comprendono appieno, ma collaborano. I cinque topi invece si divertono moltissimo, e per loro è più che sufficiente. Elisabetta ha imparato ad usare la pistola al poligono di tiro, ma adesso non impugna una pistola, bensì una spada. Un’armatura lucente l’avvolge e la protegge dai morsi delle spore nastriformi. Deve però contrattaccare; Valeria si trova nelle stesse difficoltà, mancando di pratica nell’uso della spada. Le due ragazze si avvicinano l’una all’altra, per lottare assieme e confortarsi a vicenda. Kdht ed Urno, due del team dei topi di fogna, saltano come belve, con i denti pronti a strappare pelle e carne dai mostriciattoli nastriformi. Istintivamente si dispongono a protezione delle spalle delle ragazze. Gli altri tre topastri, Dhtr, Pemt e Grob, invece fiancheggiano Occulto, che mena spadate a più non posso. La battaglia dura per ore, disseminando sul terreno frammenti ancora palpitanti di spora blu. La spada del dottor Occulto si carica di un’enorme quantità di energia, tratta dai nemici sconfitti. Nel nostro piano dell’esistenza, i corpi fisici di Valeria ed Elisabetta impiegano quell’energia per azzerare l’infezione. La loro pelle lentamente abbandona la tinta blu, per virare sul rosa. Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob si risvegliano nei pressi del loro fiume. I loro cervelli topeschi non conservano il ricordo di ciò che avvenuto, ma l’intero loro essere è pervaso dalla sensazione euforica di avere combattuto ed avere vinto. Le due giovani poliziotte riprendono il controllo dei loro corpi; loro, a differenza dei cinque topi, ricordano molto bene ciò che è avvenuto. I loro poteri psionici si sono ampliati, ma, per curare gli umani ancora infettati dal morbo “faccia blu”, dovranno lavorare in team con Nancy e con la Maga. Ora Evolution è in grado di produrre un vaccino psichico, per espellere le spore da ogni organismo umano posseduto. I contagiati che hanno accettato di essere teletrasportati sulla Vae Victis sono in isolamento. Le energie accumulate dalle poliziotte telepati, filtrate dalla Maga, vengono indirizzate verso Nancy. Lei entra in una sorta di trance, lasciando che il suo potere distilli un’equazione in grado di esorcizzare e risanare. Una parola magica, che, pronunciata dalla guaritrice, scatena una reazione a catena nei sistemi immunitari dei “faccia blu”. Pestilenza urla, ma solo il dottor Occulto lo ascolta e gli presta attenzione. L'antichissimo demone è stato sconfitto solo parzialmente, dato che non tutte le opzioni di diffusione del morbo "faccia blu" sono state azzerate. Le autorità sanitarie internazionali saranno tuttavia avvisate che non serve alcun vaccino tradizionale, per sovvertire gli effetti cromatici e l'infettività dell’insolita malattia. In questo caso nessuna multinazionale del farmaco riuscirà quindi a lucrare miliardi sulle disgrazie altrui. Mentre il dottor Occulto ed i suoi assistenti bipedi e quadrupedi combattevano spada in pugno contro le spore, Maschera di Ferro è evaso. Dovrà prima ristabilirsi dall’ultima batosta subita; poi tornerà inevitabilmente a cospirare contro la razza umana. Per quale motivo? Probabilmente per sfogare la rabbia interiore, che altrimenti lo consumerebbe. Evolution ovviamente lo aspetterà al varco.

sabato 11 maggio 2013

IL MORBO "FACCIA BLU"_245° episodio

I contagiati da Maschera di Ferro, trasportati sulla Vae Victis, sono una decina. C’è peraltro la possibilità che altre persone non si siano però rivolte a quel pronto soccorso, e girino per la città diffondendo il contagio cromatico. Il dottor Occulto ha avvertito il coinvolgimento del demone Pestilenza, ed è certo che Maschera di Ferro sia un suo emissario, forse addirittura inconsapevole. Nancy la guaritrice è nata nel medio evo; si trova nel nostro tempo in seguito ad una dislocazione temporale. Nel suo tempo di nascita ha avuto modo di incontrare degli appestati, ma non sospettava che Pestilenza fosse il nome di un demone molto attivo sulla Terra. Nancy è una telepate, ma la sua abilità più grande è di comprendere le malattie, per poi sconfiggerle. Grazie ai suoi poteri psionici, non deve entrare in contatto fisico con gli uomini e le donne contagiati. Rendendosi conto dello stato di disagio delle facce blu, inizia subito a sondare il loro sistema immunitario. Entra in una trance, per potersi interfacciare con le difese parzialmente violate. Normalmente Nancy, quando si sintonizza con un corpo ammalato, registra allarmi a diversi livelli. La stranezza di questa manifestazione cutanea è che, viceversa, non viene vista dal sistema immunitario come una malattia. In città, su richiesta di Evolution, gli Hunter Killer partono alla ricerca di Maschera di Ferro. Altri si uniranno alla caccia quanto prima. L’armatura del pazzo ancora una volta gli ha evitato la cattura e la segregazione. Maschera di Ferro si allontana da Ferox che cercherebbe di strappargli di dosso il metallo assieme alla pelle. Fulminatore e la Maga non la fermerebbero di certo, ma tutti e tre hanno di meglio da fare. Giunto su un terreno incolto, accanto ad un fiume, il super-criminale perde quota. L’impatto con il terreno è parzialmente ammortizzato dai cespugli e dal fango. Due o tre rimbalzi prima di fermarsi, con il volto semi immerso in una pozza d’acqua stagnante. La consapevolezza del maniaco torna a sprazzi, lottando con la grande debolezza. Alcuni topi di fogna si avvicinano, fiutando la carne umana, ma non riescono a raggiungerla con i loro denti acuminati. Per cui si allontanano seguendo un’altra pista olfattiva. Quei roditori non suscitano l’amore di alcuno, neppure dei sedicenti ambientalisti. Per contro ai topi di fogna non interessa cosa pensino di loro gli sciocchi e lenti bipedi umani. I topi di fogna devono sopravvivere in un ambiente che per altri animali sarebbe ostile. Sono appena stati contagiati da un bacillo, un microbo, un virus o un altro microscopico incursore, proveniente dalla pelle blu di Maschera di Ferro. Gli antenati dei topi di fogna contribuirono, parecchi secoli or sono, a diffondere la peste. Oggi prendono in carico la più recente creazione di Pestilenza: una strana patologia che tinge di blu la pelle degli umani. A loro non procura alcun fastidio, e non diventano neppure blu. Quei topastri dispongono di un sistema immunitario a prova di bomba, che accoglie il nuovo agente infettante con estrema disponibilità. L’untore numero uno di Pestilenza rimane nel fango, mentre un gruppetto di topacci prosegue nelle faccende di una giornata piena di cose dafare. Gli Hunter Killer si sono già sparpagliati nei paraggi, per mettere le spire su Maschera di Ferro. I sensori della sua armatura lo avvertono di una presenza in avvicinamento. Boa ha fiutato la magia che intride il sordido personaggio. Il serpentoide segnala agli altri del team di averlo trovato, poi parte all’attacco. Piomba addosso al criminale corazzato, che si è appena rialzato. Non cerca di morderlo, ma lo avvolge velocemente con il suo lungo corpo muscoloso. Maschera di Ferro non riesce ad azionare le sue armi, dato che Boa gliele blocca contro il corpo. L’alieno serpentoide esercita una pressione formidabile, che induce l’armatura ad attivare l’energia d’emergenza. Essere bloccati in quel modo fa impazzire ancor di più il già poco sano di mente Maschera di Ferro. Una sensazione di tremenda claustrofobia, che peggiora minuto dopo minuto. Forse Boa non riuscirebbe a distruggere l’armatura metallica, ma il corpo umano che si trova all’interno ne risente, con i malesseri indotti dalle costrizioni. Avere caldo e freddo contemporaneamente in diverse parti del corpo. Difficoltà respiratorie e cardiache, sudori che appannano la vista. Le orecchie di Maschera di Ferro percepiscono un rumore che proviene dall’interno del corpo sotto pressione: il suo flusso sanguigno congestionato. Il super-criminale sta per morire, o forse no; comunque sia, la sua furia viene finalmente incanalata per preparare la riscossa. Una prima scarica elettrica attraversa il grosso serpentoide, che allenta la presa. I poteri telepatici di Boa, tipici di una razza extraterrestre che paralizza mentalmente le vittime prima di divorarla, lo avvisano dell’arrivo di una seconda scarica ancora più forte. Muovendosi al massimo della sua velocità, il serpentoide scivola via dalla sua preda. Così facendo si salva la vita, pur rimanendo stordito. Adesso però è in balia del pazzo corazzato, che è sempre alla ricerca dell’occasione giusta per mostrarsi un vero cattivo dei fumetti. Immagina di dover sogghignare, prima di uccidere quel mostro, che sicuramente non è di questo mondo. Punta le sue armi, ma le batterie quasi scariche non gli consentono di impiegare le armi a raggi. Ripiega allora su una più banale lama seghettata, con la quale non dovrebbe avere problemi a squarciare il ventre dell’orrido rettile. Boa si sta riprendendo, ma non abbastanza in fretta. Maschera di Ferro non ha tuttavia tenuto conto che il serpentoide non è solo. Gli altri Hunter Killer strisciano in mezzo agli arbusti alla massima velocità consentita dalle loro grosse spire. Sysform, l’unica femmina del gruppo, è in vantaggio, ma Stritolatore la sposta di lato. Così facendo la salva da una ferita probabilmente mortale. Il coltello di Maschera di Ferro incide la dura scorza del campione dei serpentoidi. Stritolatore perde sangue, ma è ferito meno gravemente di come lo sarebbe la più minuta Sysform. In una frazione di secondo, lei si attorciglia addosso al criminale corazzato. Punta alle gambe, facendolo inciampare. A distanza ravvicinata, la serpentoide spara nella mente del nemico tutta la sua energia psionica. Maschera di Ferro subisce l’impatto, e per alcuni secondi rimane pressoché incosciente. In quel frangente, microscopiche spore filtrano attraverso una fessura dell’armatura. Colpiscono Sysform sul muso, penetrandole nelle fauci e nella gola. L’aliena avverte l’aggressione, e cerca invano di espellere gli intrusi con un colpo di tosse. Quando arrivano anche Pitone ed Anaconda, trovano Boa svenuto, Stritolatore sanguinante, Maschera di Ferro abbattuto e Sysform confusa. La serpentoide avvisa i suoi amici di non entrare in contatto con il pazzo bipede. Stritolatore, il cui sistema immunitario ha già quasi guarito la ferita subita, preferirebbe rompere il collo al maledetto umano, ma si fida di ciò che dice la femmina. Gli Hunter Killer hanno avuto successo nella loro ricerca, anche se questa volta non hanno ucciso la preda. Non sono però attrezzati a detenere il pazzo corazzato; a questo pensa la polizia, che lo prende in consegna. Quelli che intervengono appartengono ad una squadra speciale, dato che i poliziotti normali reagirebbero in modo imprevedibile alla vista dei serpentoidi. Kong, l’uomo bestia di Evolution, si teletrasporta in loco, assieme alla guaritrice Nancy, che esamina Sysform, per valutare la natura della contaminazione. Accertato che si tratta degli stessi organismi microscopici che hanno innescato il fenomeno delle “facce blu”, la serpentoide viene trasportata sulla Vae Victis, per un periodo di osservazione ed isolamento. Pestilenza, invisibile agli occhi umani, studia l'operato degli eroi, ma il dottor Occulto osserva lui. Il fondatore di Evolution è al corrente dei soggetti infettati, che non sono ancora stati identificati. Isolando i suoi pensieri, il potente telepate invia un messaggio ai Giovani Licantropi, per chiedere la loro collaborazione. Sonia, Rebecca, David e Pedro operano in forma umana, per non dare nell'occhio. La loro amica Clara, con il simbionte alieno Tecnoragno, scandaglia il cyberspazio, alla ricerca di news e piste da seguire. Cyberdog sceglie la via dei tetti, grazie ai poteri che gli derivano dal suo Transformatron. Braxcat lo accompagna, come a voler sfatare la leggenda secondo la quale cani e gatti non andrebbero d'accordo. L'unico del gruppo degli Esploratori dei sogni a non farsi vedere in giro per la città di giorno è Lupo Nero, per evidenti motivi. Gli amici di Evolution sono in contatto con il super computer Galadriel, che aggrega tutti i dati disponibili sui contagiati dal morbo "faccia blu". Elisabetta e Valeria, le due telepati semiclandestine, agenti di polizia, lavorano con la detective Lucrezia, simbionte della donna leopardo Ferox. Elisabetta, Valeria e Lucrezia si uniscono alla ricerca dei “faccia blu”, pattugliando le strade della città. La diffusione del singolare morbo non è da sottovalutare, ma non si verifica alla velocità che Pestilenza avrebbe voluto, perché molti dei contagiati rimangono in isolamento volontario. Non possono essere avvicinati, ma Evolution li sta mappando. Nel frattempo occorre colpire alla fonte: Maschera di Ferro. Si è detto della difficoltà nel convincere gli Hunter Killer a tenerlo prigioniero, specie perché, per carattere e vocazione, i serpentoidi preferiscono consegnare le prede morte e non vive. Anche la polizia sta però incontrando dei problemi, man mano che l’armatura del pazzo riacquista potere. Ha già danneggiato la cella, e si prepara a fare di peggio. Maschera di Ferro non si aspetta peraltro delle visite, e di certo non i due che stanno entrando nella stanza con lui. Dragonfire si deve abbassare per non toccare il soffitto con la testa. Maschera di Ferro è detenuto in una specie di box, che dispone di un portone sufficientemente alto e largo. Assieme a Dragonfire c’è la Maga. Il super criminale frena il suo impeto, conoscendo la forza immensa del drago. Preferisce non dargli lo spunto di mettergli le zampe addosso. La Maga invece non lo spaventa, ma sbaglia a sottovalutare la mutante psionica. Lei non intende penetrare direttamente in quella mente malata, ma lo farà tramite Dragonfire. Il drago afferra Maschera di Ferro, impedendogli ogni movimento. Il contatto fisico è fondamentale per realizzare il piano elaborato dal dottor Occulto. La Maga proietta il suo potere verso l’alieno verde. Fonde momentaneamente la sua mente con quella del drago. Facendo ciò percepisce una realtà fantasmagorica, ma, non essendo un aggressore, la mutante non rischia traumi psichici. Adesso tocca a Dragonfire proiettare la sua essenza psichica nel cervello del pazzo corazzato, che grida per ciò che è costretto a vedere. I poteri demoniaci che pervadono Maschera di Ferro spariscono come fumo di fronte al drago possente. Si nascondono sotto le pietre e dietro i muri presenti in quella mente bacata. Dragonfire avanza in quella caverna piena di stalattiti e stalagmiti. Cerca la fonte del morbo “faccia blu”, ed intende trovarla. Un grosso ragno peloso, grande come l’intera caverna, compare dal nulla. Agita zampe, antenne ed altro ancora. Dalle sue fauci cola veleno, che brucia la pietra stessa. Dragonfire lo colpisce una sola volta, con un pugno più duro della roccia e dell’acciaio. Il mostro si sbriciola, e Maschera di Ferro grida. Scolopendre, coleotteri ed insetti sbucano dalle pareti, dal soffitto e dal pavimento. Il loro intento è di schiacciare Dragonfire con il loro numero. Lui però li brucia tutti, con una sola emissione di plasma caldissimo. La battaglia si svolge all’interno della consapevolezza di Maschera di Ferro, ed è lui che sta perdendo. Nel mondo reale, le spore del morbo blu schizzano verso Dragonfire, ma le sue scaglie verdi sono pressoché inviolabili. Le spore ci provano anche con la Maga, che ha già provveduto a proteggersi con un campo energetico che annichilisce quegli aggressori piccolissimi ma pericolosi. Pestilenza a questo punto osa attaccare frontalmente Dragonfire, sperando di essere più forte di lui, in quello stato dell’esistenza. Il demone ha ideato ed indossato un’armatura metallica piena di spuntoni. Si è fatto spuntare altre braccia e mani, con le quali impugna armi da fuoco e da taglio. Proiettili e sciabolate piovono sul drago, rimbalzando e scivolando via. Pestilenza non è Guerra, che forse avrebbe avuto una piccola possibilità in un corpo a corpo contro Dragonfire. Il drago si è riservato come colpo finale una codata in grado di frantumare l’armatura del demone. Tale è l’impatto, che anche l’armatura di Maschera di Ferro ne risente. Pestilenza capisce quando è giunto il momento di scappare come un topo; ecco perché si scinde in un centinaio di piccoli roditori con gli occhi iniettati di sangue, che schizzano via. Nel nostro stato dell’esistenza, Maschera di Ferro ha ancora la pelle blu, ma la sua contagiosità è stata azzerata. Ciò che è avvenuto è un esorcismo a tutti gli effetti, che però non sarà replicabile sugli umani “faccia blu”. Questo perché Pestilenza non li ha mai posseduti. L’attenzione si sposta quindi sulla Vae Victis e su Nancy la guaritrice.