martedì 29 maggio 2012

SCIAME ANOMALO_190° episodio

Gli esperti in terremoti costituiscono un clan di gente strana, che dopo ogni sisma rivendica di avere preavvisato il mondo, ma nessuno se ne ricorda. Il loro lavoro consiste nel realizzare mappe, che attribuiscono alle varie aree geografiche una predisposizione più o meno marcata ai terremoti. Succede che, conseguentemente, molta gente si illuda, in base a dette mappe, di vivere in case saldamente ancorate al suolo. Se poi capita che i muri si crepino ed i soffitti crollino, gli esperti in terremoti correggono le loro mappe, senza fare una piega. In fondo, spiegano, se parliamo di centinaia o migliaia di anni, tutta la superficie planetaria è soggetta a rischi. Bella scoperta: una volta al posto di talune pianure c'era il mare, ma alla gente interessa sapere se il mare tornerà, non altro. Così accade che, un giorno come tanti altri, senza eclissi, comete, macchie solari o previsioni di popoli estinti, il terremoto decide di far visita ad un'area geografica a bassa sismicità. Di colpo si scopre che quella zona è stata costruita dai sedimenti di un grande fiume. Quindi perché stupirsi? Meglio non fare certe stupide riflessioni in presenza di chi si è visto crollare addosso, o quasi, la casa; potrebbe arrabbiarsi! Le polemiche vengono però accantonate, o rinviate alla fine delle scosse. Arrivano i soccorsi, si contano le vittime, si cerca di portare aiuto ai moltissimi sfollati. Qualcuno si chiede come mai costruzioni fatte di solido calcestruzzo siano crollate come castelli di carte. Ma ci sono cose più urgenti da fare, e la macchina dei soccorsi funziona. Passa una settimana, contrassegnata da parecchie scosse di assestamento, e la gente spera che il grosso sia passato. Purtroppo però, smentendo ancora una volta gli “esperti”, il terremoto torna con la stessa forza dirompente, ed abbatte quasi tutto ciò che era pericolante. Questo è ciò che accade in superficie. Cosa avvenga in profondità è a questo punto pura supposizione. Così rimarrebbe se nessuno osasse andare a vedere di persona. Chi potrebbe rischiare di rimanere schiacciato o imprigionato nelle caverne, specie se lo sciame sismico continua? Un gruppo di speleologi decide di rischiare; loro amano scendere nelle profondità del pianeta. Inoltre, così facendo, potranno effettuare rilievi scientifici di incomparabile valore. Il gruppo si prepara a scendere; tutti gli speleologi sono forniti dell'equipaggiamento necessario, ed altri aggeggi super-tecnologici da testare. Dal cacciatorpediniere di Evolution, arenato in un deserto lontanissimo, il dispositivo teletrasportatore aggancia un wormhole, che consente di azzerare migliaia di chilometri. Lo spazio si squarcia nel cielo sopra gli speleologi, ed il possente drago di Evolution scende verso terra, volando grazie al suo dragoncraft. Gli esploratori delle profondità sapevano del suo imminente arrivo, ma vederlo di persona suscita un sano timore. Dragonfire, alto tre metri, pesante settecento chili, coperto da scaglie praticamente indistruttibili, fornito di una coda formidabile, schiude le formidabili mascelle, sorridendo. Il gruppetto indietreggia, temendo che l'alieno sia stato colto da fame improvvisa. Poi, rassicurati sulle sue intenzioni, lo guidano in una missione nelle viscere della Terra. Cercano ovviamente passaggi sufficientemente ampi, per evitare che Dragonfire sia costretto a frantumare la roccia per avanzare. Il percorso è reso scivoloso dalle infiltrazioni d'acqua, che alimentano le muffe sotterranee. La caverna nella quale il gruppo si inoltra è già stata visitata da altre spedizioni, che hanno lasciato chiodi infissi nella roccia, e funi per evitare di cadere nei tratti più ripidi. Dragonfire si trova più a suo agio sotto il sole, dato che è in grado di trarre energia direttamente dai raggi della nostra stella. In pratica adesso il drago attinge alle sue batterie interne, ma l'intero suo corpo è una batteria di incalcolabile potenza. I suoi artigli fanno facilmente presa nella roccia, sbriciolandola. Dragonfire è preceduto da alcuni speleologi ed è seguito da altrettanti, che si tengono però a distanza di sicurezza dalla sua coda pericolosa. Mentre la profondità aumenta, la temperatura iniziale di circa dieci gradi tende ad incrementare. Gli esploratori scientifici delle caverne teorizzano che questo sia dovuto al nucleo incandescente del pianeta, sebbene disti parecchie migliaia di chilometri. La luce è fornita da torce elettriche e torce chimiche. Gli occhi del drago sono più potenti di quelli umani, e riuscirebbero a seguire il percorso sotterraneo anche nell'oscurità quasi totale. Dopo molte ore, il capo spedizione ordina una sosta. Mancando ogni riferimento solare, lunare e stellare, si concorda di fermarsi secondo una ciclicità ripetitiva, per riposarsi e mangiare. Il drago, che fin da piccolo si è nutrito di montagne di ortaggi ed altri prodotti della terra, si è portato uno zaino con barrette nutritive predisposte dall'uomo bestia Kong. Lo zaino di Dragonfire è proporzionale alla sua mole, quindi ci starebbero dentro almeno due uomini. Secondo le convinzioni degli scienziati terricoli, sotto terra ci sono solo pesci ciechi, immersi in laghetti di acqua gocciolante. Dragonfire si accorge quasi subito che non è così: sotto terra c'è ben altro che pesciolini innocui, che si nutrono di microorganismi. Qualcuno spia la spedizione giunta dalla superficie; chiunque sia, osserva con sospetto gli intrusi, ma la presenza del drago verde sconsiglia loro di avvicinarsi, per ora. Ci fosse Ferox o Kong, non avrebbero problemi a stanare quegli esseri; Dragonfire, viceversa, non è attrezzato per muoversi silenzioso come una belva della jungla, per cui aspetta l'evolversi della situazione. Intanto, in superficie, la terra continua a tremare, la gente preferisce dormire nelle tende, e le strutture lesionate completano il loro disfacimento. Teorici della deriva dei continenti affermano che la colpa è di una placca colossale, che, senza preavviso, ha deciso di migrare verso nord-est, spostando tutto ciò che trova sulla sua strada. Gli scienziati salgono in cattedra, pur non essendo in grado di dire quanto durerà lo sciame sismico. Gli scienziati non si sbilanciano più, per paura di essere nuovamente smentiti per la seconda volta in poco più di una settimana. La Maga comunica telepaticamente con Dragonfire, usando come tramite il piano astrale, come ha imparato dal suo maestro il dottor Occulto. Gli uomini e le donne che vivono in superficie non hanno idea di cosa si muova sotto le loro case, le loro strade ed i loro piedi. Hanno sentito parlare di fiumi sotterranei, ma pensano che si trovino in parti remote del pianeta. Masse di roccia dalla massa incommensurabile, che scivolano sul magma sono, per il popolo di superficie, fantascienza o poco più. Il corpo di spedizione, che si inoltra sempre più a fondo, incontra realmente fiumi, o meglio torrenti che precipitano verso profondità insondabili. Nebbie prodotte dalle enormi cascate diminuiscono la visibilità, ma gli umani sono provvisti di appositi occhiali, mentre il drago non abbisogna di alcun supporto oculare. Dragonfire si fida della capacità dei suoi amici umani di trovare la strada giusta, in un ambiente difficilmente interpretabile. Il dottor Occulto chiederebbe l'intervento della sua allieva Navigatrice; però interferenze energetiche di natura non ancora definita rallentano anche la comunicazione via piano astrale. La situazione potrebbe essere in stallo, mentre le scosse telluriche continuano a bersagliare le città umane, ma anche i cunicoli ove il gruppo di spedizione si trova ora. La soluzione al problema arriva da una fonte inaspettata: piccoli umanoidi con la pelle grigiastra si avvicinano con circospezione al drago di Evolution. Evidentemente preferiscono comunicare con il gigante verde, piuttosto che con gli umani. Gli abitatori delle profondità emettono suoni simili agli squittii, ma non si illudono che i nuovi arrivati ne comprendano il significato. Dragonfire, che tende a sviluppare un rapporto empatico con le forme di vita più vicine alla Natura, segue gli umanoidi grigi, che a quanto pare intendono condurlo ad una destinazione che è comunque preferibile alla stasi del momento. La spedizione cambia così la sua formazione: gli umanoidi precedono Dragonfire, mentre gli speleologi seguono. Per quanto il loro ruolo sia diventato secondario, essendo scienziati desiderano accertare tutto il possibile su quelle sorprendenti forme di vita autoctone. Ed in effetti è evidente che, senza la loro guida, non riuscirebbero a superare percorsi che solo apparentemente finiscono nel nulla. Gli umanoidi conoscono la strada, perché quello è il loro mondo; è altresì evidente che sperano di poter contare sulla possanza del drago, per risolvere qualche loro problema. Continuando a procedere in quel mondo senza tempo, all'improvviso la spedizione si trova di fronte ad un agglomerato di abitazioni, scavate nella roccia: il villaggio dei sub-terranei. La spedizione viene avvicinata da molti altri esseri dalla pelle grigia, che osservano con reverenza il drago di Evolution, perché per loro la sua presenza significa il realizzarsi di un'antica profezia. Gli umani finalmente possono lavarsi, riposarsi e mangiare all'interno di una casa. I sub-terranei forniscono da mangiare anche al drago di Evolution, sapendo dagli antichi testi che si nutre solo di vegetali. I più attenti all'interno della spedizione si chiedono come possano questi abitatori delle profondità disporre di vegetali. I sub-terranei sono abbastanza amichevoli, ma non al punto di svelare tutti i loro segreti. Hanno infatti sviluppato una tecnologia che simula efficacemente la luce solare, e la usano per le loro coltivazioni. In superficie, ci sono persone che lavorano gratis per aiutare gli sfollati, ma ci sono altri che penetrano nelle case abbandonate, per depredarle di quel che è rimasto. La forza di Dragonfire è però necessaria proprio dove si trova, e la cosa diventa palese dopo che la spedizione ha ripreso la sua marcia. Scendendo ancora più in profondità, gli esploratori, accompagnati dagli umanoidi grigi, si imbattono in qualcosa di veramente inaspettato: una macchina colossale che scava e divora la roccia. Progettato da un genio della meccanica e dell'elettronica, quel mostro si muove su cingoli sferraglianti. Una grandissima trivella ruota lentamente, mentre asporta quantitativi impressionanti di roccia. Trivelle poco più piccole collaborano a quell'opera di distruzione sistematica. I sub-terranei hanno chiesto l'aiuto di Dragonfire, perché solo un essere mitico come lui ha qualche possibilità contro la macchina infernale. Tutto ciò che si trova sotto la crosta terrestre è tutt'altro che uniforme e compattato. Scavare, come il mostro metallico sta facendo, squilibra assetti che reggevano da migliaia di anni, se non addirittura milioni. Chiunque guidi l'immensa scavatrice non ha di certo a cuore i destini delle popolazioni della superficie, e neppure dei sub-terrannei. Dragonfire è convinto che lo scopo delle perforazioni sia minerario. Questo significa che il disastro continuerà finché a bordo della mostruosità rimarrà spazio dove collocare il minerale estratto. Oppure finché Dragonfire metterà fine a quella manifestazione di spregio e violenza estrema. Il drago carica la macchina immane; salta ed impatta con enorme fragore, ma il metallo impiegato è molto spesso. Dragonfire accetta la sfida, e si prepara a scatenare la sua potenza, fino a sfondare la parete più massiccia. Ma prima che ciò avvenga, un gran numero di uomini armati erompono dalla macchina, per difenderla. Impugnano mitragliatori, che vomitano piombo infuocato contro l'alieno di Evolution. Gli speleologi vorrebbero aiutare il drago, ma, non essendo armati, possono solo mettersi al riparo delle rocce. I sub-terranei invece sono disposti a rischiare la vita, per difendere il loro habitat dagli invasori che provengono dalla superficie. Perché ormai è chiaro da dove sia giunta l'enorme scavatrice. Alla postazione computerizzata che coordina i motori, le trivelle, le braccia meccaniche della mostruosità pesante innumerevoli tonnellate, c'è il miliardario che ne ha commissionato e finanziato la costruzione. Lui ha di certo sentito parlare di Dragonfire e di Evolution, ma non si lascerà intimidire neppure da un alieno alto tre metri, e ricoperto da scaglie verdi. Dragonfire trattiene i sub-terranei, che morirebbero invano; poi affronta da solo le mitragliatrici del nemico. Forse i mercenari pensano di ferirlo con il fuoco ripetuto e concentrato; ciò che non sanno è che il drago è meno forte del solito, perché gli manca la luce solare. Questo però significa solo che dovrà eliminarli più in fretta. Quando avviene lo scontro fisico, Dragonfire non è neppure stato scalfito dalle pallottole di piccolo calibro. La coda verde abbatte gli uomini come fosse una falce, e loro birilli. Urla di dolore si levano dalla moltitudine fin troppo fragile se rapportata alla super-forza di Dragonfire. Poi il colosso verde afferra uno dei grossissimi cingoli; l'acciaio si frantuma come fosse legno di balsa. Dragonfire, in un'eruzione di forza, strappa le spesse maglie metalliche, immobilizzando il suo terribile nemico meccanico. Adesso i sub-terranei potrebbero organizzare un attacco, contro un nemico impossibilitato a muoversi. Sennonché il miliardario, proprietario e conduttore del mostro scavatore, aziona alcune torrette, che finora erano rimaste dissimulate. Questi proiettili sono di calibro decisamente superiore, ma Dragonfire non ha alcuna intenzione di prestarsi a fare da bersaglio al pazzo. La sua arma più forte è la super-fiamma, e si prepara a scatenarla. Mentre i primi colpi di cannone piovono nei pressi del drago e dei suoi alleati, lui emette un'ondata di plasma caldissimo. Il metallo della scavatrice, sebbene sia stato progettato per resistere ad impatti contro le rocce, si surriscalda ed inizia a fondere. La reazione a catena che prende il via divora il metallo come fosse un mostro famelico. Dragonfire ordina agli speleologi ed ai sub-terranei di allontanarsi dall'enorme caverna, perché non potrebbero sopravvivere a quella forza incommensurabile. Infine, della macchina che aveva innescato lo sciame tellurico anomalo rimane solo un ammasso di materiale simile alla lava rappresa.

lunedì 21 maggio 2012

TRAFFICANTI DI VITE_189° episodio

Una ragazza come tante, cioè, sfortunatamente per lei, poco dotata di cervello. Se i genitori l'avessero seguita e corretta, e se la scuola avesse segnalato loro i suoi comportamenti devianti, non circolerebbe da sola, di notte e vestita in maniera indecente in una città sconosciuta. Un tempo, i giovani credevano al peccato; questo non evitava comportamenti discutibili, ma se non altro sapevano di sbagliare. Oggigiorno invece tutti gli adolescenti si credono invulnerabili e, specialmente, molto più svegli di qualunque adulto. La ragazza, Susan, ha appena litigato con un partner occasionale. Il suo stato emotivo è perciò più sconvolto del solito. Un tizio l'adocchia; si avvicina al marciapiede, guidando un'auto molto costosa. Forse da qualche parte nel cervellino di Susan c'è ancora un principe azzurro, destinato a presentarsi alla sua porta, per chiedere la sua mano. Quello a bordo dell'auto costosa non è un principe azzurro, ma usa parole di facile comprensione per una ragazza brilla. Le sorride, e Susan si precipita ad accomodarsi sui sedili di pelle, sentendosi una principessa. Invece la stupida viene indotta, con percosse e minacce, a prostituirsi. I genitori di Susan sono disperati, perché la ragazza non torna a casa; si rivolgono quindi alla polizia, che aggiunge il suo nome a quello di tante altre sciocche, abbindolate da un improbabile principe azzurro su ruote. Gli Hunter Killer questa sera non sono in caccia; quindi non intervengono a proteggere Susan e le altre come lei. Una regola dei fumetti è che ci sia sempre un super-eroe per ogni damigella in pericolo. In realtà, non ci sono abbastanza super-eroi al mondo per salvare un numero sterminato di stupidi umani che si mettono nei guai da soli. Gli hunter killer, tutti meno Sysform, questa sera guardano un telefilm in tv. Ai serpentoidi piacciono molto i telefilm polizieschi terrestri; specie quelli nei quali i profiler riescono a farsi sfuggire sotto il naso pericolosi criminali. Stritolatore, Boa, Anaconda e Pitone emettono sibili, che corrispondono alle nostre risate sguaiate. Nel telefilm, i profiler hanno liberato i bambini rapiti. O meglio, i bambini si sono liberati da soli. Poi i poliziotti sono entrati nella casa di un depravato, ma il suo socio era già scappato. A questa scena, i serpentoidi scoppiano a ridere a modo loro, fino quasi alle lacrime. Sysform è uscita in missione, anche per non dover ascoltare quei serpentoidi adulti che, davanti alla tv, si comportano come ragazzini. Tra l'altro, Sysform è alla ricerca del socio del bombarolo che gli hunter killer hanno eliminato ieri. La detective Lucrezia le ha trasmesso in via riservata un file dei primi nomi selezionati dal computer Galadriel. Tra di essi, si trova di sicuro il complice del bombarolo giustiziato dagli Hunter Killer. Sysform è sicura che, anche in questo caso, anticiperà gli investigatori umani. La serpentoide ha seguito le ultime notizie sulle indagini: trovato ucciso il sospettato principale, la polizia brancola nel buio. Forse sono troppi ad indagare, e forse non avrebbero dovuto camminare sulle prove. Sysform però può contare sui suoi poteri telepatici. Sebbene non siano paragonabili a quelli della Maga e neppure a quelli di Nancy, l'aliena percepisce le immagini mentali a distanza ravvicinata. Il primo dei sospettati si trova in casa, non sapendo di essere osservato. Un tizio che avrebbe saputo costruire l'ordigno esplosivo, ma i suoi pensieri non sono quelli di un assassino. Sysform si muove velocemente verso un altro sospettato. La serpentessa avverte subito qualcosa di sospetto. Il tizio è molto nervoso, perché si sente assediato. Sforzandosi, l'aliena coglie i ricordi che cercava: un ordigno collocato nottetempo. La volontà di uccidere qualcuno in particolare, nel mucchio. Sysform potrebbe chiedere ed ottenere aiuto ai suoi soci Pitone, Boa, Anaconda e specialmente Stritolatore. Ma non intende privarsi della soddisfazione di eliminare da sola il sordido elemento. Improvvisamente il tizio esce, come se avesse sentito qualcosa e qualcuno. È armato di pistola, pronto a vendere cara la pelle. Nel buio però lui vede molto peggio di Sysform; lei in più ha altri sensi, che le consentono di visualizzare addirittura gli organi interni della sua vittima. La serpentessa non lo avvolgerà nelle sue spire; quella è una strategia dei maschi della sua specie, decisamente più grossi di lei. Velocissima, gli piomba addosso, anticipando ogni sua reazione. Lo colpisce con le sue creste, collocate sulla testa e sul muso, tra il plesso cardiaco ed il plesso solare. Il delinquente non saprebbe dire cosa abbia causato quell'impatto micidiale. È ferito gravemente, ma potrebbe ancora sparare; per cui Sysform lo finisce mordendolo alla gola. La serpentessa può succhiargli il sangue, e lo fa. In questo modo, beve anche i pensieri del moribondo, la cui ultima paura è quella di precipitare all'inferno. Lo meriterebbe. Un altro dono degli Hunter Killer alla polizia ed alla magistratura. Susan è sopravvissuta alle sevizie fisiche e mentali, che non sono terminate; disperata, sospetta anzi che siano appena all'inizio. I suoi genitori non si rassegnano alla sua scomparsa, e si rifiutano di abbandonare la speranza di rivederla viva. I profiler che lavorano assieme a Kong ed al computer Galadriel fortunatamente non si occupano solo di persone uccise, ma anche di rapimenti e scomparse poco chiare. Guardano con grande rispetto Galadriel, ma anche con invidia, data la facilità con la quale il computer ha formulato il listato dei possibili dinamitardi, per l'attentato davanti alla scuola. La polizia però non accetta volentieri che qualcuno si dimostri più bravo a mettere le mani sui sospettati principali. A dire la verità, più che di mani si è trattato di spire e di zanne, ma la polizia non lo sa. I profiler si preparano a fornire a Galadriel tutti i dati e le supposizioni che riescono a formulare. A chiunque verrebbe un gran mal di testa ad ascoltare tutte quelle chiacchiere, ma Galadriel è un cervello elettronico senziente. Per più di un'ora, i profiler dicono di tutto; tutto ciò che passa loro per la testa, a proposito del rapimento di Susan. Galadriel assimila tutto, con facilità estrema; assembla, smonta, rimonta, ordina e riordina, secondo schemi matematici terribilmente complessi. Kong, l'intelligentissimo uomo bestia di Evolution, spiega ai profiler che Galadriel ormai conosce tutti gli abitanti umani del globo. Il super computer sarebbe in grado di dire dove si trovava chiunque, in qualsiasi momento ed assieme a chi. Partendo dalle ultime coordinate spazio-temporali note di Susan, le persone che possono averla rapita non sono tantissime. Scendere da sei miliardi di sospettati a circa un migliaio è un successo incomparabile. Introducendo altre variabili, Galadriel formula quindi una graduatoria probabilistica. Ipotizzando che Susan sia stata rapita da un'organizzazione e non da un singolo, la cattura di un membro di detta organizzazione consentirebbe di conoscere gli scopi ed il business criminale. Dato che Galadriel ha ormai sviluppato una propria personalità, giunge al punto di proporre la formazione di una squadra di ricerca, composta dalla donna leopardo Ferox, dai giovani licantropi, Clara e naturalmente Cyberdog. La Maga, dal cacciatorpediniere base di Evolution, aziona il teletrasportatore. Rebecca, Sonia, David e Pedro costituiscono il primo gruppo di ricerca. Clara e Cyberdog, con i loro simbionti, sono la squadra numero due. Ferox caccia da sola, seguendo la via dei tetti, che è più congeniale ai suoi poteri felini. Rebecca e Sonia non dovrebbero aggirarsi da sole per le strade di una città dove il gioco d'azzardo legalizzato rende tutti fin troppo disinvolti. Potrebbero sembrare due ragazzine scappate di casa, affascinate dalle luci della città del vizio. David e Pedro le seguono a distanza, pronti ad intervenire. È però Clara la prima ad entrare in contatto con uno dei sospettati, inseriti nell'elenco di Galadriel. Il teppista vestito in maniera pacchiana abborda senza pietà quella giovane, accompagnata da un cagnetto dall'aspetto tutt'altro che pericoloso. Il tizio riesce a farla salire in auto, senza troppo insistere. Sta già calcolando quanto potrà ricavare dal commercio degli organi interni della sua preda. Un uomo privo di pietà e morale, che però non sa di avere a bordo della sua auto una ragazzina potenziata, un cane ciberneticoe ben due simbionti di metallo vivente: il Transformatron ed il Tecnoragno. Sonia e Rebecca sono ancora a caccia; visto che per strada non sono state avvicinate, entrano in un bar, che si trova in una zona malfamata, suggerita dal super-computer Galadriel. Finalmente un uomo grasso ed untuoso cerca goffamente di attirare la loro attenzione, offrendo bibite e gelati. I giovani licantropi fiutano tutti assieme, nonostante la presenza di altre persone, un odore di agguato e di pericolo. Le ragazze lo assecondano, per far sì che le conduca alla base dove le vittime dell'organizzazione criminale vengono private dei loro organi commercializzabili. I giovani licantropi sono altresì incaricati di individuare quale sia la procedura di eliminazione delle salme delle innocenti. Ferox è stata avvisata telepaticamente dalla Maga, dell'evolversi della situazione. Quindi anche lei si avvicina alla base dei criminali, ormai individuata. Clara ed il suo sequestratore arrivano per primi. Le due ragazze licantropo seguono a breve, mentre i loro amici David e Pedro dimostrano di saper guidare bene la loro auto decapottabile, nonostante l'età. All'esterno dell'edificio, aspettano il segnale di Rebecca e Sonia. I criminali si avvicinano a Clara, ignorando Cyberdog; pensano erroneamente si tratti di un piccolo e debole cagnetto. Lui però non intende permettere ai malviventi di mettere le mani addosso a Clara, e attacca come un feroce predatore dei boschi. Grazie al Transformatron, Cyberdog dispone di muscoli potenziati, e di artigli retrattili, che stanno già penetrando nelle carni del nemico più vicino. Clara, che è ugualmente potenziata grazie al Tecnoragno, emette sottilissime fruste metalliche, che conducono corrente ad alto voltaggio. Grazie ai suoi poteri telepatici, la Maga, che si trova nella base di Evolution, avvisa i giovani licantropi e Ferox che la festa è iniziata. Rebecca, Sonia, David e Pedro si trasformano in una versione lupesca bipede, adatta alla battaglia in spazi ridotti. Le ragazze aggrediscono ululando i criminali che pensavano di avere di fronte delle ragazzine da uccidere, per ricavarne organi per i trapianti. Invece a morire sono loro, perché le licantrope affondano le zanne nelle molli gole; ed il sangue sgorga copioso. Le guardie addette alla sicurezza, intervengono, coll'ordine di sterminare ragazzine e cagnolino. Iniziano a volare i proiettili, che potrebbero fare a pezzi i loro teneri bersagli. Ciò accadrebbe se Ferox non fosse piombata sulla scena come una furia assetata di sangue, seguita da David e Pedro, intenzionati a difendere le loro amiche. La donna leopardo non lascia una sola possibilità agli umani che incontra nei corridoi dell'installazione della morte. I suoi artigli tagliano facilmente anche le ossa e le canne dei fucili. La sua velocità è tale che nessun proiettile la sfiora. Poi, come se i criminali non avessero abbastanza guai, giunge con le zanne snudate anche Lupo Nero. Lui ha un rapporto telepatico subliminale con i giovani licantropi, che addestra a diventare veri super-eroi. Il lupo demone fiuta immediatamente la pista dei suoi protetti, e si avventa sulla massa dei guardiani e dei tecnici intervenuti, abbattendoli e mordendoli. La Maga contatta Clara, per ricordarle di cercare Susan. Cyberdog sfrutta le super sensibilità del Transformatron, per orientarsi in quel caos di sangue, artigli, zanne e proiettili. Anche il Tecnoragno collabora con il suo genitore di metallo vivente. Susan è ancora viva, ma sarebbe, come le altre ragazze rapite, destinata all'ignobile traffico di organi vitali. Un medico corrotto si appresta ad iniettare un potente narcotico nel sangue della sventurata. Appena in tempo, un pesante estintore, scagliato dai muscoli di Clara, potenziati dal Tecnoragno, sfonda il vetro della porta chiusa a chiave. L'estintore colpisce sulla schiena il delinquente, che crolla al suolo, preda di lancinanti dolori. Susan è salva, almeno per adesso; se farà tesoro della lezione, eviterà di mescolarsi alla marmaglia pericolosa. La polizia interviene in forze; le guardie, già impegnate contro Ferox ed i suoi alleati, commettono l'errore di aprire il fuoco. Così la postazione viene invasa da agenti che non perdono tempo a fare domande. Gli scienziati corrotti, responsabili degli espianti tentano di evitare di essere uccisi nel sanguinoso conflitto. I delinquenti sopravvissuti decidono di scappare a bordo di alcuni grossi camion blindati; sfondano i portoni della rimessa ed escono. Raggiungono velocemente l'autostrada, certi che la polizia non possa fermarli con le auto di pattuglia. Il problema non si pone, giacché Evolution, grazie al suo sistema di teletrasporto, è in grado di fare intervenire altre forze. Fulminatore, volando grazie al suo craft antigravitazionale, giunge facilmente a distanza di tiro. I grossi camion sono provvisti di motori a combustione interna; non importa quanto siano grossi, dato che dipendono da una vulnerabile centralina elettronica. Le scariche mirate del mutante bloccano i bisonti della strada. Adesso però i criminali sono pronti a vendere cara la pelle, minacciando le auto e le persone. Dragonfire però scende dal cielo, levitando con il suo supporto super-tecnologico che trasforma la potenza del drago in antigravità. Alcuni criminali, decidono di averne abbastanza, gettano le armi e scappano nei campi. I più stupidi invece sparano contro il drago di Evolution. Se i loro occhi fossero in grado di vedere come le pallottole si schiacciano contro le scaglie di Dragonfire, si renderebbero conto di essersi messi seriamente nei guai. Fulminatore potrebbe abbatterli tutti, senza ucciderli, ma Dragonfire è già partito al contrattacco. Invece di colpire gli umani, indirizza i suoi formidabili pugni contro i grossi camion. Frantumi di metallo volano verso i criminali, rimbalzando sul selciato. La fragile carne umana nulla può se viene urtata anche solo di striscio da quei proiettili. In breve, si levano grida di dolore, provenienti da gentaglia senza pietà, che ora, sanguinante e fratturata, invoca la resa, temendo che il possente drago di Evolution esiga la loro morte. Per loro fortuna il dottor Occulto ha chiesto a Dragonfire di evitare ulteriori spargimenti di sangue. Così il mutante Fulminatore ed il drago alieno si allontanano senza infierire ulteriormente.

giovedì 17 maggio 2012

GALADRIEL_188° episodio

GALADRIEL_188° episodio Kong entra nella stanza, dove lo aspettano i profiler. Hanno già incontrato la serpentessa Sysform, e dialogare con un'aliena rettile ha messo a dura prova il loro equilibrio mentale. Adesso si trovano di fronte uno dei mutanti di Evolution, un super-gruppo famoso in tutto il mondo. I profiler però non sono pronti a pendere dalle labbra da un essere che assomiglia ad un gorilla, senza esserlo. Kong ha interrotto le sue attività scientifiche e le sue ricerche per soccorrere i profiler, che, nonostante le loro arie, non riescono a creare un software che sia veramente in grado di fornire dati utili ad incastrare la marmaglia più pericolosa. Non si può continuare a sperare che i serial killer si facciano arrestare per eccesso di confidenza. Qualsiasi poliziotto sa che i fessi lasciano tracce macroscopiche, quindi non sono loro il problema. Se capita un omicidio in famiglia, basta indagare coniuge e figli; quasi sempre le porte del carcere si aprono per i più stupidi, dopo pochi giorni dal loro delitto che doveva essere perfetto. È molto più difficile catturare un tizio che uccide apparentemente a caso. Quasi impossibile; ma qui entra in gioco la capacità informatica dell'uomo bestia di Evolution. Il suo software, che sta presentando ad un uditorio particolarmente attento, misura e deduce interrelazioni tra omicidi plurimi apparentemente privi di correlazione. La grande intelligenza di Kong parte dal presupposto che, quando il criminale cerca una seconda ed una terza vittima, sia guidato da input che lui stesso ignora. Una donna bionda di giovane età ed una bruna più anziana apparentemente sono dissimili. Un computer, opportunamente programmato, può però, valutando tantissime altre variabili, dimostrare che quella bruna e quella bionda avevano qualcosa in comune, sfortunatamente per loro. Kong termina di programmare un super-computer, che ha contribuito a costruire. Poi l'uomo bestia di Evolution si rivolge al computer chiamandolo per nome; lo stupore dei presenti si abbatte su di loro come una grandinata improvvisa. Come è possibile chiamare per nome un computer, ed attendersi una risposta. Kong li guarda uno a uno, e sorride, perché quelle menti eccelse sono in presenza di un'intelligenza artificiale interattiva. Potrebbe chiamarlo In.Art.In., ma preferisce Galadriel, come la regina degli elfi del Signore degli Anelli. Kong ama le opere di Tolkien, con i buoni che sono riconoscibili, come del resto i malvagi. Galadriel è pronta ad agire; Kong aspetta solo che il prossimo criminale seriale lanci il suo attacco alla città. Intanto un altro degli eroi di Evolution ha raggiunto una zona poco popolata dal punto di vista umano, ma ricca di vegetazione e di animali. Il piccolo villaggio è abitato da contadini molto bravi a faticare dall'alba al tramonto, ma molto meno capaci di imbracciare le armi. Dragonfire pensa che i suoi nemici si riveleranno grossi, massicci, armati fino ai denti e disgustosamente crudeli. Altrimenti il dottor Occulto non avrebbe chiesto l'intervento del possente drago verde. Volando con il suo supporto antigravitazionale, Dragonfire scende a terra lontano dalla vista degli umani, per evitare di suscitare allarme. Di solito, data la sua possanza, non si cura della discrezione, ma i guerrieri migliori studiano il campo di battaglia, prima di scontrarsi con il nemico. Durante il giorno, i contadini lavorano nei campi e nei boschi. Con il calare delle tenebre, però si precipitano verso casa, chiudendo porte e finestre. Evidentemente temono l'arrivo di belve o altri aggressori che agiscono esclusivamente di notte. Un'altra stranezza è che di notte i numerosi rumori, prodotti dagli animali che coll'oscurità normalmente predano, cessano quasi all'improvviso, come se anche loro si fossero sigillati dentro le tane. Una delle case pare in effetti essere stata presa di mira da un nutrito gruppo di esseri saltellanti, sbucati fuori all'improvviso da buchi nel terreno, caverne e fessure nei tronchi degli alberi. Questi aggressori notturni si arrampicano sulle pareti e sul tetto della casa isolata, come se cercassero un varco per entrare. All'interno, la gente cerca di farsi coraggio, con la vicinanza reciproca. Dragonfire nota che gli incursori non provano neppure a sfondare la porta, che peraltro non sembra particolarmente robusta. Dragonfire è molto concreto quando deve affrontare i suoi nemici: forza contro forza. Questa notte invece sembra che all'opera ci sia la magia. Inviando il drago, il dottor Occulto, che è il capo di Evolution e lui stesso mago, ha dimostrato di conoscere molto bene una delle facoltà che rendono Dragonfire praticamente invincibile. Essendo un alieno, infatti, non viene in alcun modo scalfito dagli incantesimi che gli adoratori del male tessono con fatica e sprezzo del pericolo. La casa è sicuramente protetta da amuleti e talismani; ecco perché quegli esseri paranormali non strappano le tegole, per entrare attraverso il tetto. Poi però accade che uno dei saltellanti percepisca l'esistenza di un varco nelle barriere che separano gli aggressori dalle loro vittime. In certi casi la magia funziona come la corrente elettrica, ed è possibile produrre un corto circuito o anche un interruzione del flusso energetico. I demonietti, dal canto loro, possono assottigliarsi come se fossero privi di ossa, per entrare nella casa anche attraverso un varco piccolissimo. La famiglia, che si trova all'interno della casa, si accorge quasi subito della penetrazione dei nemici; inizia una battaglia disperata che non permette agli umani di aver la meglio sui demoni. La famiglia al completo scappa quindi all'esterno, ma viene subito circondata dai famelici complici di quelli che sono entrati. Per loro potrebbe essere finita se Dragonfire non facesse la sua comparsa. Enorme e verde, munito di coda, di zanne ed artigli, sembra lui stesso più demoniaco dei suoi avversari. Loro, per un attimo perplessi, lo attaccano, in ossequio al caratteraccio di tutti i demoni. Dragonfire sogghigna perché altrimenti sarebbe stato costretto a rincorrerli. Gli umani lottano strenuamente contro due o tre di quei mostriciattoli saltellanti, consapevoli che il grosso della masnada si sta arrampicando addosso al drago verde. Lui li lascia fare, per avere la possibilità subito dopo di afferrarli a bracciate e scrollandoseli di dosso. I demoni sono di statura più bassa di un umano, quindi volano letteralmente in tutte le direzioni, spinti da una forza che mai avrebbero creduto di incontrare sulla Terra. Sono robusti e coperti di scaglie, ma la loro armatura è poca cosa se raffrontata con quella di Dragonfire. I demoni sono sempre aggressivi, ma raramente sono stupidi. Hanno attaccato gli umani per cibarsene, non per lottare contro un essere che potrebbe stroncare la loro quasi immortale esistenza. Passano pertanto al piano B, che consiste nel fondere tutti i loro corpi in un'amalgama ribollente. Nel giro di pochi secondi, di fronte a Dragonfire si erge un demone rosso, più alto e pesante di lui. La battaglia si presenta interessante. Il grosso demone apre una bocca smisurata, emettendo fiamme caldissime, che colpiscono in pieno Dragonfire. Il fuoco divampa crudele, intenzionato a distruggere pelle, muscoli e ossa. Il drago di Evolution scompare alla vista, convincendo il suo avversario di averlo disintegrato, o almeno ferito gravemente. In realtà Dragonfire avanza attraverso le fiamme, come se non esistessero. Poi, giunto alla giusta distanza dal demone, lo colpisce con un pugno fortissimo, che lo scaglia indietro di parecchi metri. Le fiamme del demone, ormai estinte, hanno addirittura rafforzato il possente alieno. Le sue cellule sono costituite di molecole cristalline, non di acqua in altissima percentuale, come quelle terrestri. Dragonfire sferra un secondo pugno, dall'alto verso il basso, direttamente sulla gigantesca testa del demone, che emette un ringhio di dolore. Mentre la battaglia continua, in una città lontana, affacciata sul mare avviene un attentato contro una scuola. Un ordigno esplode, uccidendo una ragazza e ferendone altre otto. Il più delle volte, i delinquenti che attentano all'incolumità dei cittadini innocenti rivendicano il loro atto, farneticando. Questa volta, viceversa, nessuno scrive o telefona. L'episodio suscita grande indignazione; i giornalisti cercano di estorcere informazioni ai magistrati inquirenti ed ai poliziotti. Fortunatamente, tutti rispettano la consegna del silenzio. I giornali on line raccontano di una seconda ragazza morta, ma le autorità smentiscono le fregole dei giornalisti. La notizia, come prevedibile, fa il giro del mondo, giungendo alle orecchie di Kong e dei profiler assiepati attorno al computer Garadriel. La polizia raccoglie le prove disponibili, ma occorre qualcosa di più. Da tempo esiste una rete, che collega le forze dell'ordine delle molte nazioni del pianeta. Nel giro di un'ora dall'attentato, Galadriel ha un caso da risolvere. Gli umani concepiscono un numero di variabili decisamente inferiore a quelle che Galadriel può valutare ad altissima velocità. Perché il criminale ha colpito in quella città, invece che in un'altra? Rispondere a questa domanda significa attribuire un punteggio probabilistico a migliaia di centri abitati, piccoli, medi e grandi. Perché colpire una scuola, e non un negozio, un ufficio, una casa di civile abitazione? Anche questo significa per il computer di Kong attribuire una sequenza di punteggi. L'ordigno adoperato non è uno standard, bensì un'opzione su mille o un milione. Come mai sono state posizionate bombole di gas, invece che tritolo o altro? Galadriel si nutre di queste ed altre informazioni, che per gli umani significano poco o nulla. Una mole enorme di dati, che il super-processore gestisce con potenza e velocità. Gli investigatori umani non sarebbero mai in grado di prendere in esame tutti gli abitanti del globo; Galadriel può. Di solito, per catturare un serial killer, è necessario che il criminale uccida più volte, e ci metta del suo per farsi catturare. Invece, grazie al genio dell'uomo bestia di Evolution, Galadriel ha già prodotto un listato di sei miliardi di nomi. La polizia può pertanto da ora tenere sotto controllo un centinaio di probabili colpevoli dell'attentato. Ovviamente si escludono tutti coloro che abitano a distanza eccessiva dal luogo del delitto. Ma torniamo al possente drago di Evolution, ancora impegnato, ma per poco, contro il demone composito. Anche lui colpisce con forza; anche lui ha una coda potente, ma Dragonfire è ormai leggenda, e non a caso. Adesso tocca a Dragonfire scatenare la sua super-fiamma, che erompe irresistibile. Il suo potere è tale che inverte la magia che aveva fuso assieme i piccoli demoni. La forza centrifuga dissolve il demone collettivo, mentre i singoli demonietti vengono sparati lontano; ma il fuoco del drago rimane incollato alle loro scaglie, costringendoli a rifugiarsi nel loro inferno dimensionale. Gli umani tornano alla loro casa, ma prima ringraziano il formidabile colosso verde, che si è ancora una volta dimostrato più forte di ogni magia demoniaca. Kong condivide, a distanza di migliaia di chilometri, la sensazione d'orgoglio per la vittoria del possente drago di Evolution. Ora però tocca all'uomo bestia combattere il male. Ma prima, il dottor Occulto si libra nel piano astrale, che per lui non ha segreti. Aspetta di incontrare la ragazza uccisa nell'attentato, per guidarla verso la fase successiva della sua esistenza. La ragazza viene subito rassicurata da quella presenza formidabile. Il capo di Evolution, che le parla senza voce, le mostra quante persone stanno piangendo per lei. Lei era un'innocente nell'anima e non cerca vendetta, ma il dottor Occulto promette a se stesso che la otterrà. Ai profiler non sembra vero che il super computer Galadriel abbia fornito loro una traccia di incomparabile valore. Il primo della graduatoria è un tizio con esperienza militare, abita a pochi chilometri dal luogo dell'attentato, può avere conosciuto la vittima, non appartiene ad organizzazioni criminali ma il suo modus operandi è terroristico o da serial killer, ed è un mezzo sociopatico. Decisi a prendersi almeno una parte del merito del lavoro svolto da altri, i profiler convocano urgentemente una squadra d'intervento rapido della polizia. Una brevissima riunione, colpi in canna, macchine in moto, e via a catturare l'ignobile assassino. Sennonché non hanno tento conto dei poteri telepatici di Boa e Sysform, della squadra degli Hunter Killer. Riferito quanto hanno scoperto al capo, Stritolatore, i serpentoidi sono i primi a raggiungere la destinazione. Il criminale ha agito da solo, ma le bombole di gas impiegate per uccidere sono state posizionate da un complice, che si trova sicuramente nelle prime posizioni della lista di Galadriel. Al momento gli Hunter Killer si accontenteranno di mettere le spire su chi, guardando in faccia la sua giovane vittima, ha fatto deflagrare l'ordigno. I serpentoidi hanno pochi minuti per agire; per cui irrompono nella casa sfondando porta e finestre. Lo psicopatico è però armato, e spara sugli intrusi, prima ancora di rendersi conto della loro natura inumana. Ma è proprio la loro disumanità che salva i serpentoidi: solo Anaconda viene ferito di striscio. Gli altri sono una marea inarrestabile: Pitone lo colpisce alle gambe, mentre Boa e Sysform serrano le loro possenti mandibole sulle braccia, disarticolandole. L'inqualificabile soggetto, immerso in un mare di dolore, crolla verso terra, ma, velocissimo, Stritolatore impatta con la sua massa e le creste cornee contro il petto del criminale. Costole e sterno si frantumano all'istante, il sangue riempie la cavità toracica, ed infine quel cuore malvagio cessa di battere con uno spasimo di acuta agonia. Ma Anaconda intende fare la sua parte, e le zanne acuminate mordono a sangue la gola di un uomo ormai pressoché defunto. Nel giro di una decina di secondi, le forze speciali della polizia entrano in casa, da una porta già sfondata. La scena che si para loro davanti strappa un sospiro di sollievo, perché un malvagio è stato tolto di mezzo, ma avrebbero preferito essere stati loro a sopprimerlo.

martedì 15 maggio 2012

GOLEM_187° episodio

Un deserto di sabbia, caldissimo di giorno, freddo di notte. Si ipotizza che quella sabbia sia stata appunto prodotta dalle escursioni termiche, nel corso dei millenni ed oltre. Una volta da quelle parti c'era prevalentemente roccia, ora c'è solo sabbia. Quali forme di vita sopravvivono ad un simile ambiente a dir poco inospitale? I serpenti passano la loro giornata immersi nella sabbia, che è caldissima, ma molto meno dei raggi del sole inclemente. La Natura colonizza anche ambienti improponibili. Gli umani tendono a valutare tutto dal loro immaturo punto di vista, ma la Natura non ha certi limiti. Gli uomini morirebbero se si nascondessero sotto la sabbia, in attesa che passi una lucertola. Gli umani peraltro non mangerebbero la lucertola cruda, il serpente sì. Poi, terminato di inghiottire la preda, torna ad insabbiarsi. Il serpente trae i liquidi necessari al suo organismo dal piccolo rettile, e non ha bisogno di cercare acqua. Poi ci sono gli scorpioni, fatti evidentemente per sopportare le temperature più torride, ed anche il freddo della notte. In mezzo a quel deserto, si trova un cacciatorpediniere, che, a rigor di logica non dovrebbe trovarsi lì. Infatti il mare è lontano centinaia di miglia. Come sia potuto finire insabbiato è un mistero che gli studiosi non hanno risolto. A bordo del cacciatorpediniere, vivono i mutanti di Evolution ed il drago extraterrestre Dragonfire. Neppure loro sanno come sia finita in mezzo al deserto la grossa e pesantissima nave da guerra. Forse il prisma cosmico saprebbe rispondere a queste ed altre domande, ma si limita a galleggiare ad una decina di metri dal suolo, nei pressi della base di Evolution. Oggi, in sua presenza, una nuova forma di vita decide di sollevarsi dalle sabbie. Inizialmente sembra una montagnola, poi cresce fino a diventare una specie di obelisco. Infine assume forma umanoide; la sabbia diventa sempre più coesa, fino a raggiungere una densità quasi rocciosa. Poi si ferma in attesa. La sua pazienza è come quella della pietra, che si lascia scorrere addosso ed attorno l'acqua, per millenni. Quella forma di vita, se di vita si tratta, non è sorta per caso dalle sabbie. Trascorre il tempo, scandito da alcuni tramonti ed altrettante albe; e nulla cambia in quel contesto desolato. Finché il drago di Evolution si leva in volo dal cacciatorpediniere. Ma neppure allora l'obelisco di sabbia rocciosa mostra gratificazione o sollievo; in fondo non è fatto né di carne, né di ossa, né di sangue. Le emozioni nascono dal sangue, ed esso ne è privo. Dragonfire si allontana dalla base di Evolution, per partecipare ad una missione; contestualmente il golem di sabbia e roccia inizia a muoversi verso la nave da guerra. Se gli zombie che si aggirano nei paraggi percepiscono il suo incedere, decidono istintivamente di evitarlo. I morti viventi aggredirebbero umani ed animali, specie ora che il sole li sta seccando; ma il golem è ancora meno vivo di loro. Solo Pierre, rafforzato dalla fusione con l'intruso proveniente dalla dimensione dell'entropia, registra l'avanzare della massa bruta. Forse la Maga percepisce i pensieri di Pierre, ammesso e non concesso che lo zombie possa formulare pensieri in senso stretto. I monitor di bordo, che tengono sotto controllo gli zombie, adesso inquadrano il nuovo venuto. Esso, giunto a contatto con l'acciaio della nave, inizia a scalare la parete quasi a picco. Intende salire a bordo, e lo sta facendo scivolando come fosse una enorme lumaca. È chiaro che il golem ha atteso che Dragonfire si allontanasse per attaccare Evolution. I mutanti non gli accreditano più cervello di quanto ne abbiano gli zombie, ma una strategia di base è evidente. La sabbia aderisce sorprendentemente bene al metallo rovente; la mostruosa lumaca di sabbia scivola lenta lungo la fiancata, verso il ponte del cacciatorpediniere. Giunto in cima, la grande forza di Kong gli dimostra tuttavia che Evolution è tutt'altro che indifesa. Il micidiale calcio dell'uomo bestia proietta il golem lontano dalla mutata della nave; poi la gravità lo attira inesorabilmente verso il basso. La massa dell'aggressore è considerevole, e lo evidenzia scavando un cratere nell'impatto. Nonostante ciò, il golem si rialza e torna all'attacco, senza paura e senza cervello. Così facendo, si scontra con una scarica di energia bluastra, emessa da Fulminatore. La sabbia rocciosa subisce quindi una violenta spinta centrifuga, esplodendoi in frammenti più o meno grossi. Il singolare nemico di Evolution cessa di esistere, o almeno così sembra. Sul ponte del cacciatorpediniere, Fulminatore, Kong, Ferox e la Maga hanno assistito alla distruzione del golem. Tra tutti i presenti, solo la Maga sospetta che quel nemico possa riassemblarsi, essendo chiaramente animato da forze magiche, che sono state disattivate solo momentaneamente. Trascorrono alcune ore, e Kong entra nel dispositivo di dislocazione spazio-temporale. La competenza scientifica dell'uomo bestia di Evolution è infatti richiesta da un gruppo di profiler. I super-eroi mutanti combattono solitamente contro minacce dotate di super-poteri, ma in fondo non disdegnano di partecipare alla lotta contro altre forme di crimine e malvagità. I profiler sono in contatto con i serpentoidi hunter killer, ma da Kong si aspettano un aiuto più intellettuale. Iniziano quindi a lavorare su un computer, dotato di un software in grado di tracciare molto più velocemente ed accuratamente i profili criminali, rispetto a quelli elaborati dagli investigatori umani. Intanto, su una spiaggia stipata di umani vocianti, intenti ad abbronzarsi, il fenomeno che ha proiettato in questo stato dell'esistenza il golem si ripete. Senza alcun preavviso, una montagnola di sabbia inizia a crescere; dapprima la gente non la nota, poi i bambini richiamano i genitori disattenti. Come se il golem che ha attaccato Evolution si fosse dislocato a distanza di molti chilometri, la sabbia diventa prima un obelisco, poi una statua che però è dotata della capacità di muoversi. La gente sulla spiaggia prende velocemente le distanze da quel fenomeno insolito, non sapendo ma sospettando che sia pericoloso. Questo secondo golem cresce celermente e considerevolmente in dimensioni e massa, come se avesse appreso importanti informazioni dalla sconfitta della sua manifestazione precedente. Purtroppo la folla, quando scappa, non è guidata da alcun cervello realmente funzionante. In questo, gli uomini e le donne si comportano come i conigli che inspiegabilmente tagliano la strada alle auto, come se volessero sfidarle. Scappano dal golem, ma contemporaneamente gli corrono stupidamente incontro. Una specie di fascinazione del serpente nei confronti della sua vittima ipnotizzata. Grazie all'isteria di massa, l'entità sabbiosa è facilitata nel suo intento di catturare uno o più umani. Per farne cosa? Mangiarli, consumarli, soffocarli? Un ragazzino che scioccamente corre, senza guardarsi attorno, o per meglio dire senza vedere, piomba addosso al golem, che prontamente lo afferra nelle sue grinfie. La spiaggia è ormai deserta, perché probabilmente i genitori del ragazzino non si sono neppure accorti di ciò che è accaduto, e della sua assenza. Il gruppo dei giovani licantropi ha segnalato da tempo ad Evolution la sua disponibilità a partecipare a missioni per aspiranti super-eroi. Per cui adesso la Maga li contatta telepaticamente, per segnalare la presenza del golem su una spiaggia. Anche in questo caso, il sistema di teletrasporto, controllato dalla base di Evolution, risolve il problema delle distanze. Rebecca, Sonia, David e Pedro vengono raggiunti e serviti da un portale, che li conduce al teatro dello scontro contro il mostro di sabbia. I quattro ragazzi lupi si scagliano senza paura addosso al golem, balzando come animali dei boschi. Pedro e David affondano per primi i loro artigli nella sostanza dell'avversario, che però sembra ed è fatto di sostanza non organica. Ecco perché non sgorga sangue né altro da quel corpo preternaturale. Il ragazzino imprigionato dalle braccia del golem tenta di cogliere al volo l'occasione per sfuggirgli; ma il mostro non lo molla. Rebecca e Sonia si trattengono da attacchi sconsiderati, dopo aver visto quanto poco sia servita l'azione degli amici. Servirebbe la forza di Lupo Nero, ma dal portale del teletrasporto esce Cyberdog: un cagnolino cibernetico molto più piccolo del selvatico collega. Una volta lo chiamavano “rifiuto”, ma lui non si è mai considerato tale. Era un piccolo cane malato, che subiva i soprusi degli altri cani e degli uomini, ma la sua voglia di vivere convinse un alieno di passaggio a fornirgli il Transformatron. Il cagnolino, tartassato da tutti gli stupidi che incontrava, piacque al Transformatron, ed ora sono praticamente una cosa sola. È singolare che ci siano persone così stupide da ritenere di poter stabilire, in base ad un'analisi superficiale, chi abbia il diritto di vivere. Se dobbiamo credere al destino, fu esso a decidere di compensare il cagnolino con un potere oltre la sua comprensione. Il Transformatron inizia l'analisi del golem, trasmettendo le sue risultanze a Cyberdog. Si tratta di sabbia indurita, resa coesa da una forza di natura da definire. Fosse presente la Maga, il suo potere potrebbe forse esorcizzare la possessione. O forse si tratta di un incantesimo, che non richiede la presenza di demoni o di spiriti. Cyberdog colpisce il golem con i suoi tentacoli metallici, che sono parte del Transformatron stesso. Attraverso queste estroflessioni, il duo, composto da un cane terrestre ed un alieno di metallo senziente, spara una scarica elettrica nel corpo sabbioso. Come era prevedibile, la sabbia non viene in alcun modo danneggiata, ma la sua forza coesiva perde concentrazione. Il golem pare sgonfiarsi, ma, prima di dissolversi completamente, reagisce ed inizia a rigenerarsi. I giovani licantropi e Cyberdog hanno guadagnato solo pochi secondi. Gli eroi si allontanano necessariamente dal nemico, per studiare un altro piano di battaglia. Intanto il mostro di sabbia ha raggiunto dimensioni considerevoli; adesso non sarà proprio possibile combatterlo ad unghiate e morsi. Poi una presenza verde e possente arriva dal cielo, a bordo del suo dragoncraft. Il drago di Evolution, che si era allontanato per una missione, è stato richiamato dal dottor Occulto, ed accorre in soccorso dei suoi amici. Dragonfire è alto tre metri e pesa circa settecento chili, ma il suo avversario ha assorbito ulteriore sostanza sabbiosa dalla spiaggia. Adesso è alto almeno nove metri, un peso di diverse tonnellate, ed una parvenza solo vagamente umanoide. Un golem è tradizionalmenre un simulacro di argilla, animato dalla magia. Evidentemente funziona anche con la sabbia. Quell'entità pressoché priva di intelligenza concepisce solo l'aggressione e propende verso l'incremento progressivo della sua forza. Avanza senza sollevare le enormi gambe dalla sabbia sottostante; non ha bisogno di piedi perché non sta camminando. Le braccia colossali però hanno prodotto due mani provviste di dita. Punta verso il drago verde, considerandolo erroneamente come una vittima alla sua portata, o forse addirittura più debole. Una zampa del golem sembra in grado di avvolgere il colosso alieno; sennonché Dragonfire sferra un pugno formidabile, al quale la debole sostanza del mostro non può resistere. Il golem così perde una delle sue mani ed anche mezzo braccio. Però non prova alcun dolore, neppure quando si rigenera velocemente. Non ci sono ossa da frantumare, ma solo sabbia uniforme, resa coerente da una forza tratta da una fonte nascosta. Forse è proprio questa fonte semisenziente che ordina al golem di sferrare a sua volta un pugno contro il drago. L'impatto è formidabile e rumoroso; i giovani licantropi e Cyberdog indietreggiano preoccupati per l'incolumità del loro alleato. Non conoscono a fondo la potenza di Dragonfire, che si erge come una roccia indistruttibile, contro la quale nulla possono tonnellate di semplice sabbia. La lotta potrebbe sembrare in stallo, ma il drago salta in alto ed in avanti verso il golem, spinto da muscoli senza pari. Lo colpisce come una meteora, attraversandolo da parte a parte e spezzando in due l'ammasso di sabbia. Evidentemente anche la capacità del golem di rigenerarsi ha dei limiti, ed il limite è stato raggiunto e superato, perché i frammenti del suo corpo non riescono né a saldarsi, né a rigenerarsi. A Dragonfire non piace lasciare incompleto un lavoro; per cui salta ed atterra con tutto il suo peso sull'enorme mucchio di sabbia residuo, disperdendolo in tutte le direzioni. I giovani licantropi e Cyberdog lo osservano mentre, dopo averli salutati, prende il volo. Avranno di che parlare e di raccontare per molte sere, accucciati nella lussuosa tana del branco. La forza magica che aveva animato il primo ed il secondo golem si ritrae, quasi azzerata dallo scontro contro la super-forza di Dragonfire. Prima di sferrare un nuovo attacco contro l'umanità, dovrà attendere che il trascorrere del tempo la risani.

mercoledì 9 maggio 2012

PROFILER E SERPENTOIDI_186° episodio

Si dice che i poliziotti diano il meglio di loro stessi quando inseguono i criminali attraverso la città, con la sirena spiegata. Sono affascinati dalle loro luci lampeggianti e dalle gomme che fischiano in partenza ed in curva. Questo approccio funziona con ladruncoli e rapinatori stupidotti, ma se il malvagio in questione è organizzato ed intelligente, le sirene e le luci lampeggianti non bastano. Entrano allora in gioco i profiler, che guardano i poliziotti normali dall'alto al basso. Si riuniscono in una grossa sala, interrogando gli investigatori, raccogliendo così tutte le informazioni possibili. Infine i profiler si guardano in faccia, e formulano diverse ipotesi sull'identità del delinquente. Abitudini, aspetto fisico, infanzia, genitori, lavoro ed altro ancora. Anche la detective Lucrezia deve sottostare a questa trafila, ma lei non è una profiler: si trova dall'altra parte del tavolo. Sopporta, sbuffando, le arie di quei sedicenti scienziati, che non sanno dei suoi poteri felini. Loro chiacchierano di statistiche e di libri di autori mai sentiti prima. Oggi però i profiler stanno per provare una sorpresa nel senso più completo del termine, perché Lucrezia è stata autorizzata ad introdurre nella sala la serpentessa Sysform. L'extraterrestre assomiglia sommariamente ad un grande rettile della jungla, ma il suo sguardo è molto differente. Gli occhi della serpentoide manifestano un'intelligenza superiore. La sua testa crestata è munita di un elmetto di metallo lucido, munito di dispositivi super tecnologici. I poteri mentali di Sysform perlustrano le menti dei profiler, come loro loro sognerebbero di fare con i criminali. I profiler sparerebbero all'aliena o scapperebbero, ma rimangono seduti, congelati dalla situazione e da quella presenza affascinante. Ammettono di avere bisogno di aiuto, da qualunque parte giunga. Sysform è l'emissaria degli hunter killer, che combattono il crimine a modo loro. I profiler sanno che i serpentoidi non si faranno dettare alcuna tabella di marcia: se troveranno il criminale o i criminali, probabilmente li uccideranno. Ma la cittadinanza reclama interventi, contro chi rapisce giovani donne, le tortura e le uccide brutalmente. Uno dei profiler accenna alla possibilità che si tratti dell'emulatore di un assassino seriale di vent'anni fa; o forse è lo stesso delinquente che è tornato a colpire. Lucrezia, che è presente, si offre come esca vivente, sapendo di poter contare sulle abilità feline ottenute dalla simbiosi con Ferox. I profiler sono perplessi, ma la serpentessa chiarisce che lei sarà presente, sebbene invisibile ad occhio umano. Nel corso della riunione giunge la notizia di un altro rapimento di una donna; ciò induce gli umani ad abbandonare ogni dubbio. I rapitori assassini sono due, e proprio adesso stanno seviziando una donna innocente. Cosa spinga i due pazzi a rapire donne con quelle caratteristiche fisiche è il pane dei profiler. A Sysform non interessa se i criminali abbiano avuto una gioventù costellata di sevizie; tanto non ha alcuna intenzione di parlare con loro, e neppure di scrivere un libro sulle loro gesta. La donna rapita urla, ma quel suono non giunge all'esterno. Perduta in un oceano di dolore, subisce il morso delle lame che i pervertiti usano su di lei. Quando finiscono, la donna ha perduto conoscenza; si è rifugiata in un torpore che attenua il dolore diffuso che prova. Potrebbe però non svegliarsi più, e precipitare lentamente verso la morte. I malvagi escono a caccia di una nuova vittima, disinteressandosi totalmente della persona che hanno appena massacrato. La detective Lucrezia agisce come concordato, facendo l'esca. I profiler hanno infatti individuato una correlazione tra i luoghi dove i criminali hanno colpito. Oltre a ciò, esiste un tipo di donna che, per qualche motivo, merita, sfortunatamente per lei, le morbose attenzioni di quella feccia seriale. La poliziotta è pronta ad affrontare l'aggressione, ma quella notte non è lei il bersaglio. Sysform la tiene d'occhio, ma purtroppo non viene gratificata dall'azione che desidera. La serpentessa si accorge prima degli altri che i criminali non sono lì, quindi stanno assalendo un'altra donna innocente, altrove. Gli investigatori umani sono tutti perplessi, mentre Sysform stranamente sogghigna. I suoi poteri telepatici hanno infatti contattato il resto della squadra, perché gli hunter killer sono in caccia! Pitone, Boa, Anaconda e Stritolatore strisciano silenziosamente, nonostante siano molto più grossi di Sysform. Ognuno di loro tiene d'occhio una donna corrispondente al tipo individuato dai profiler. Così le scene del crimine sotto controllo sono complessivamente cinque. Fuori una, ne rimangono quattro! La frustrazione di Lucrezia non poteva sfuggire alla donna leopardo, data la loro simbiosi. Ecco perché anche Ferox si prepara a scendere in campo. Da quando Evolution dispone di un dislocatore spazio-temporale, i super-eroi non hanno problemi a giungere fulmineamente in qualsiasi punto del pianeta. Ferox compare in cima al tetto di un alto edificio, uscendo da un worm hole. La mutante felina individua la posizione di Lucrezia, e si muove verso di lei. Quando, dopo aver saltato da un tetto all'altro, la raggiunge, la detective alza lo sguardo. Il contatto simbiotico informa Ferox della pista rivelatasi fasulla. Per potersi muovere efficacemente, la mutante felina necessita però di informazioni dettagliate. Le ottiene grazie al potere della Navigatrice, che come suo solito opera da migliaia di chilometri di distanza, usando come tramite il piano astrale. Adesso Ferox ha una pista da seguire, che la conduce alla tana dei depravati. Mentre si muove con velocità e grazia soprannaturale, spera di poter affondare i suoi artigli in quelle carni maledette. Giunge infine ad un un luogo che i suoi sensi contrassegnano come obiettivo primario. Le finestre della casa si trovano a diverse altezze, ma quelle più alte sono prive di sbarre. Per Ferox è facile arrampicarsi sui muri di pietra, grazie ai suoi potenti artigli. Entra nella casa, silenziosa come il vento, o forse di più. Non sente le voci e neppure gli odori dei due delinquenti, eppure hanno abitato lì fino a poche ore prima. Infine trova la donna seviziata e svenuta. I super sensi di Ferox l'avvertono che il suo stato di salute sta velocemente degenerando. Accantonando per il momento il desiderio di inseguire ed uccidere, Ferox chiede l'intervento della guaritrice del gruppo: Nancy. Il teletrasporto avviene ancora una volta in maniera impeccabile, perché Kong ormai padroneggia benissimo la tecnologia del portale che conduce ai worm hole. Nancy conferma i sospetti di Ferox: la donna sta morendo. Solo un'applicazione massiccia dei poteri della guaritrice potrà capovolgere l'infausta prognosi. Intanto, all'esterno, i serpentoidi pattugliano le quattro scene del crimine rimaste. I minuti trascorrono ed anche le ore. I rettili alieni sono in grado di aspettare, come i loro simili terrestri, ma gradirebbero non dedicare troppo del loro tempo a certa feccia. Pitone segnala nulla di nuovo. Anaconda sorveglia la ragazza a lui assegnata, ma nessuno la minaccia. Boa ha perduto il contatto visivo, ma i suoi poteri confermano nessun pericolo. Rimane Stritolatore, il campione della spedizione dei serpentoidi. Lui non trasmette alcun messaggio, perché ha notato dei movimenti sospetti. Un furgone, già visto passare più volte in quella strada, torna indietro. Stritolatore capisce che il suo intento è di coprire e camuffare un delitto in atto. Infatti il complice aggredisce la ragazza indicata dai profiler. Stritolatore annuncia che la caccia è iniziata. L'auto si allontana, con a bordo uno dei depravati e la ragazza. Il furgone lo segue, guidato dal secondo criminale. Stritolatore non è più lì, perché è scivolato a bordo del furgone, forzando la serratura del portellone grazie ai dispositivi tecnologici direttamente collegati al suo cervello. Il conducente non avverte la presenza dell'intruso a bordo, nonostante la sua considerevole massa. Un'automobile ne avrebbe risentito maggiormente. I delinquenti sovente adoperano furgoni per trasportare agevolmente cose e persone, senza che dall'esterno siano visibili. Stritolatore ringrazia silenziosamente per il passaggio. Nel frattempo, Nancy ha risvegliato la vitalità della donna torturata; ora è possibile trasportarla in ospedale. Sull'ambulanza sale anche la guaritrice, il cui aspetto è completamente umano; Ferox invece preferisce rimanere nei paraggi, per accogliere i teppisti al loro rientro. Anche la donna leopardo, come serpentoidi, sa attendere. Pagheranno anche questo. Quando l'automobile ed il furgone arrivano alla casa, seguendo uno sterrato in mezzo ai campi, Ferox fiuta la presenza dei suoi nemici, ma anche del rettile extraterrestre Stritolatore. Ed è lui che per primo attacca uno dei due loschi individui. Non ha bisogno di scuse per avvolgerlo nel suo abbraccio terrificante. L'altro potrebbe provare ad intervenire, ma preferisce tentare la fuga. Così la ragazza appena rapita si trova improvvisamente libera. Per lei è evidente che i criminali sono stati messi in fuga da qualcuno che è molto più spaventoso di loro. In realtà i serpentoidi possono terrorizzare per la la loro parvenza fisica, ma i criminali che combattono sono pessimi nell'anima. La ragazza si allontana correndo lungo la strada deserta. Ha ragione a ritenere che prima o poi troverà una fattoria, abitata da persone che la soccorreranno. Meglio per lei che non veda come Stritolatore tratta la sua preda. Una forza della natura, pressoché inarrestabile, senza alcuna falsa pietà umana. Stritolatore è un guerriero rettile, che non chiede e non offre pietà. Il criminale è spacciato, e lo capisce mentre le sue costole cedono. I polmoni non possono più espandersi, ma forse prima di morire soffocato, sarà il suo cuore a fermarsi. Ferox sente ciò che avviene, ma ha un lavoro da svolgere. La feccia umana che ha di fronte non può rivolgersi ad alcun poliziotto, avvocato o giudice. Questo significa che gli artigli della mutante felina lo colpiranno a piacimento. Il tizio vede arrivare Ferox, ed estrae la pistola, ma il colpo non viene esploso. Le ferite, prodotte dagli artigli letali, si stanno già allargando sul petto del depravato. Mai più rapirà o abuserà. Giace al suolo, soffocando nel suo stesso sangue. Ferox lo ha ucciso come avrebbe fatto con un piccolo mammifero, qualora avesse avuto voglia e necessità di divorarlo. L'umano che rantola a terra invece sta semplicemente morendo dissanguato. L'auto dei serpentoidi arriva sollevando la polvere dello sterrato. Stritolatore districa le sue spire, lasciando cadere il corpo frantumato del depravato. Si guarda attorno, individuando il secondo criminale defunto: un regalo della donna leopardo. Lei è già sparita, ed i serpentoidi fanno altrettanto prima che arrivi la polizia. Lucrezia, che è stata informata telepaticamente da Ferox della conclusione della vicenda, conduce la sua squadra nella casa deserta. La detective invidia Ferox ed i serpentoidi per la loro facoltà di eliminare senza problemi la feccia umana. Nessun avvocato o giornalista chiacchierone può condizionare il loro agire estremamente lineare. Ferox attraversa il varco spazio-temporale, materializzandosi all'interno della base di Evolution; Kong controlla la macchina. Nel deserto, nei pressi del cacciatorpediniere, gli zombie camminano lentamente nella sabbia. Sembrano avere esaurito la spinta che li aveva resi pericolosi per gli umani. Tra loro, si distingue il morto vivente chiamato Pierre, che osserva i suoi simili con distacco. Dragonfire scruta con attenzione quelle degenerazioni fisiche, animate dalla magia. Il sole incide negativamente sulla loro sostanza, anche perché in un ambiente tanto ostile non riescono a nutrirsi. Peraltro non spetta ad Evolution badare al sostentamento dei suoi nemici. Se gli zombie riusciranno a mangiare serpenti e scorpioni, potranno resistere alla degradazione della loro sostanza fisica; altrimenti sono destinati nel breve periodo a cadere a pezzi. Il drago sarebbe in grado di porre fine alle loro sofferenze, ma non è sicuro che soffrano. Semplicemente precipitano più o meno velocemente verso la loro seconda morte. Dragonfire non li brucerà con la sua fiamma, visto che ormai gli zombie sono stati sconfitti. Vorrebbe però scoprire di più su Pierre, che manifesta ancora un barlume di anima. Il dottor Occulto condivide il pensiero del drago; ecco perché lo invia, assieme alla Maga, alla ricerca dell'intruso, proveniente dalla dimensione delle divinità del gelo estremo. Navigatrice è come sempre in grado di fornire informazioni estremamente precise su dove trovare l'intruso. Teletrasportati da Kong, Dragonfire e la Maga sanno dove cercare. Senza il potere della mutante Navigatrice, non avrebbero viceversa modo di rintracciare una forma di vita costituita pressoché al 100% di acqua. A questo punto, le facoltà telecinetiche della Maga immobilizzano l'intruso in un campo d'energia. Spetta a Dragonfire afferrare contenitore e contenuto, essendo immune ad un eventuale attacco da parte del parassita extradimensionale. La loro azione è durata pochissimo, come previsto. Adesso il drago di Evolution costringe l'alieno ad entrare in contatto con lo zombie Pierre, ben sapendo che cercherà di possederlo. Pierre si mostra come sempre collaborativo; come se intuisse lo scopo che anima gli eroi di Evolution. L'intruso, non potendo penetrare le scaglie di Dragonfire, si riversa, come previsto, nel corpo dello zombie. La Maga solleva quindi lo scettro di Uglux, scatenando l'energia magica che le serve per fondere l'intruso con la sostanza della zombie. L'alieno cerca di resistere, ma ormai non ha modo di scappare. Secondo i calcoli del dottor Occulto, la degenerazione fisica di Pierre dovrebbe interrompersi. Così Kong avrà modo di studiarlo più approfonditamente. Contestualmente, Evolution ha imprigionato l'intruso che recentemente aveva posseduto l'orso Blizzard, ed aveva tentato di uccidere il giovane Christian.

lunedì 30 aprile 2012

COCCINELLE ASSASSINE_185° episodio

Due coccinelle, grandi come utilitarie, compaiono all'improvviso in una grande città. I bestioni dovrebbero suscitare allarme, giacché potrebbero mangiarsi un bambino a merenda; invece no. Per motivi non chiari, le coccinelle sono infatti gli insetti più simpatici agli umani. Con i loro colori ed il buffo modo di camminare suscitano tenerezza e non solo alle ragazzine. Ma questi due non si possono certo tenere su un dito, o sul dorso della mano. Gli umani però non si allarmano come succederebbe se a zampettare sulle auto, e tra le auto, fossero due altrettanto grossi scarafaggi. Tutti odiano gli scarafaggi, così come tutti amano le coccinelle. I due bestioni, abbastanza pesanti, danneggiano le auto, ma pochi ci fanno caso. Le maxi coccinelle in effetti emanano feromoni che mettono di buon umore gli umani. Poi all'improvviso giungono sulla scena proprio due enormi scarafaggi. E tutti i presenti inorridiscono; qualcuno vomita pure! Cosa è capitato a questa città, si chiedono tutti i presenti? Due orrendi scarafaggi grandi come buoi! La gente scappa, fermandosi però a distanza di sicurezza. Anche perché sembra che gli scarafaggi e le coccinelle si guardino in cagnesco. Poi i quattro trovano uno spiazzo abbastanza grande, e si confrontano uno contro uno, scarafaggio contro coccinella. A questo punto, parte un coro da stadio. Non ci sono due fazioni, ma solo una: tutti tifano per le coccinelle, pur temendo che animali tanto gentili non possano farcela contro quei mostri delle fogne. Insetti indubbiamente extraterrestri circolano liberi in città, come se questo fosse il loro pianeta! Che vergogna! Dove diavolo sono rintanati i super-eroi, che dovrebbero difendere la gente onesta? Questi i pensieri leggeri che riempiono le testoline, umane, mentre la battaglia inizia, tra zampate e morsi. Sulla Terra ci sono altri alieni, che però agiscono in base ad un contratto ben preciso, sono i serpentoidi. In questo momento, stanno nella loro base segreta, ricavata in un locale dismesso della metropolitana. Stritolatore, Anaconda, Pitone e Boa sono davanti alla tv, interessati dallo scontro tra i maxi scarafaggi e le maxi coccinelle. Chi scommette sui primi, chi sulle seconde. Poi però il loro gioco viene interrotto da una chiamata, proveniente da Sysform, che ha trovato un nuovo ingaggio per il gruppo degli hunter killer. Un caso piuttosto facile: il cattivo di turno è stato circondato; un agente di polizia si appresta ad entrare disarmato, chissà perché! I serpentoidi si scambiano degli sguardi perplessi: sono convinti che i criminali si debbano catturare vivi, o preferibilmente morti. A che serve scambiare con loro chiacchiere assortite? In base al loro ingaggio, possono tuttavia sostituirsi alle forze di polizia, senza preavviso. Stritolatore guida quindi i suoi in una missione divertente: far fare brutta figura ai poliziotti. E se i serpentoidi potessero ridere, adesso sghignazzerebbero! La loro auto, con i vetri oscurati arriva in velocità nei pressi della casa dove il criminale si è asserragliato. Peccato che non sia notte, ma i serpentoidi sono bravissimi a muoversi nella boscaglia. Vedono i poliziotti, ma i poliziotti non vedono loro, neppure quando i quattro grossi alieni trovano dei varchi per entrare in casa. Bravissimi a mimetizzarsi, i serpentoidi ascoltano le insensate discussioni tra il criminale armato ed il poliziotto stupidamente disarmato. Neppure il criminale si accorge di loro; è chiaro che gli umani non hanno un olfatto decente. Pitone è il più vicino ai due tizi, quindi tocca a lui scattare quasi come un lampo, anticipando il criminale. Non fa in tempo a sollevare la pistola, che Pitone lo colpisce il petto, con la sua testa durissima. Crolla senza un fiato; morto o vivo per i serpentoidi è lo stesso. Adesso però bisogna rendere inoffensivo il poliziotto. Anaconda lo blocca quindi in un abbraccio mortale, ma non per ucciderlo. Tocca a Boa con le sue abilità mentali, che comprendono una possessione mentale in grado di azzerare i ricordi recenti. Il poliziotto prova emozioni fortissime, ma non gli è consentito chiamare aiuto. Si trova avvinghiato da uno strano enorme serpente, che non sembra di questa Terra. Un altro di loro si avvicina; uno con un caschetto metallico, con lucette che si accendono e di spengono. Poi la mente del serpentoide entra in quella dell'umano; non il contrario, perché gli uomini non potrebbero sopportare simili pensieri, ricordi e passioni. Gli umani sono una razza giovane; i serpentoidi viceversa hanno una memoria atavica risalente a decine se non a centinaia di milioni di anni. I ricordi recenti vengono cancellati facilmente dalla mente del poliziotto, che si risveglia in una casa vuota, eccetto che per il criminale ormai morto stecchito. Chi o cosa gli abbia sfondato il torace sarà un problema per il medico legale. Nella base di Evolution, i super-eroi ed il drago verde studiano attentamente gli zombie catturati da Kong, Fulminatore e dalla detective Lucrezia. Il morto vivente più insolito è proprio quello che la poliziotta ha scovato nei pressi del cinema, dove era entrato per vedere un film horror. Gli altri zombie continuano ad agitarsi, nel recinto dove sono stati stipati. Manifestano tutti le caratteristiche tipiche dei morti viventi: deambulazione strascicata, emissione di suoni gutturali, puzza di putrefazione, perdite di pus. All'altro zombie, quello strano, qualcuno ha persino dato un nome: Pierre. È stata Nancy, la telepate guaritrice, a ritenere che quel nome fosse azzeccato. Lui, Pierre, non urla, non fa versi, e non avanza neppure con la classica andatura di quelli della sua specie. Appurato che gli altri zombie non sembrano in grado di fornire dati nuovi, i mutanti li trasferiscono giù dalla nave, sulle sabbie del deserto. Che si muovano e si agitino finché vogliono, o finché il sole li secchi del tutto. Per quanto riguarda Pierre, l'uomo bestia di Evolution ha invece deciso di studiarlo ancora un po'. Evolution non sa ancora della battaglia tra le maxi coccinelle ed i maxi scarafaggi, ma presto la notizia giungerà e li coinvolgerà in una nuova operazione. Qu Max e Qu Rax sono due vecchie conoscenze di Evolution, e non sono dei piantagrane. Lo stesso non si può dire di quelle coccinelle grandi come automobili. Sono grossi animali cannibali, ancora più pericolosi grazie al loro aspetto rassicurante. Una delle coccinelle stringe nelle sue mascelle una zampa di Qu Rax; il maxi scarafaggio non sente dolore, ma preferirebbe non farsela strappare. Il suo nemico però è molto forte, e si agita, proprio per dilaniare la zampa. Qu Max volge le spalle (per modo di dire) al suo nemico, per accorrere in difesa del suo socio. Si lancia con tutto il suo peso, che è considerevole, addosso alla coccinella che lotta con Qu Rax. L'impatto è tale che i tre maxi insetti rotolano in varie direzioni, ma la zampa di Qu Rax è salva. Il quarto insettone, la coccinella di Qu Max, parte a sua volta all'attacco. Punta a staccare le antenne al primo scarafaggio che le capiti a tiro. Ma gli scarafaggi si difendono bene, mordendo e spingendo. Gli esoscheletri degli insetti assorbono gran parte degli impatti, risuonando come scudi di carbonio. Ad un segnale convenuto, o forse in seguito ad una comunicazione telepatica, le coccinelle scappano in due direzioni opposte. Si infilano in vicoli che per loro sono stretti, ma, essendo insetti, non hanno problemi a scalare i muri. Una donna, che si era sporta dalla finestra per osservare l'insolita battaglia, non riesce a ritirarsi in tempo, o forse la grossa coccinella che la aggredisce non le sembrava abbastanza pericolosa. L'enorme bestia entra in casa, sottomettendo facilmente l'umana. Adesso l'insetto sovradimensionato potrà assaggiare quella tenera carne, e bere il sangue caldo, che in quel corpo scorre tumultuoso. La coccinella assassina spalanca fauci inaspettate, mentre la donna grida con tutta l'aria che le rimane nei polmoni. L'aiuto giunge nelle sembianze di un grosso cane, che balza sul mostro, per difendere la padrona. Non ci sono dubbi su chi sia il più grande ed il più forte tra i contendenti, ma il cane sembra impazzito, forse a causa dell'odore che l'insettone emette. Le emanazioni che suscitano simpatia negli umani fanno evidentemente l'effetto opposto sui cani. La coccinella scaglia il cane contro il muro della camera, ferendolo, ma lui torna all'attacco. Il suo destino sarebbe segnato se dall'esterno, scalando il muro, non giungesse uno degli scarafaggi colossali. La donna riesce a scappare in bagno, contenta di non essere gravemente ferita da quelle zampe cornee. Il cane zoppicante e spelacchiato le corre dietro. La zuffa si accende nella camera, che per i maxi insetti è ridicolamente piccola. Più per fortuna che per abilità combattiva, la coccinella riesce mettere schiena a terra l'avversario. Adesso potrebbe staccargli la testa, ma una scarica di energia bluastra la paralizza, somministrandole un grande dolore. Fulminatore levita davanti alla finestra distrutta, grazie al suo craft antigravitazionale. La coccinella reagisce con una velocità inaspettata, scagliandosi all'esterno. Gli insetti normali sopravvivono a qualunque caduta, giacché la loro velocità limite è molto bassa. Questi bestioni viceversa precipitano come mucchi di mattoni. Un'auto parcheggiata in strada assorbe gran parte dell'impatto; i cristalli esplodono all'unisono, mentre il tettuccio collassa. Il grosso animale a sei zampe risente della botta, ma, pur traballando, prosegue la sua fuga. Qu Max e Qu Rax confabulano tra loro; poi, ringraziando Fulminatore, corrono dietro alle coccinelle assassine. I cittadini assistono ad una corsa mai vista o immaginata prima, tra due coccinelle e due scarafaggi, tutti grossi come bovini adulti. Le coccinelle saltano, grazie alle ali che fuoriescono dall'armatura dorsale. Si muovono a grande velocità, ma anche gli scarafaggi riescono a schivare il traffico urbano. I quattro insetti colossali causano ingorghi ovunque passino. La gente blocca le auto per osservare meglio quella scena, e per urlare allarmata. Qu Max e Qu Rax sono due sceriffi che inseguono i nemici pubblici; i buoni corrono dietro ai cattivi, ma non in auto bensì ognuno sulle proprie sei zampe. Poi però gli scarafaggi rallentano e frenano, perché le due coccinelle sono state raggiunte da numerose colleghe. Qu Max e Qu Rax non possono più arretrare, e si collocano schiena contro schiena, per l'ultima difesa. Nessun umano ha mai pensato che le coccinelle potessero digrignare in quel modo le fauci, pregustando la distruzione sistematica dei nemici. Ma dal cielo sopra di loro giunge un lievissimo rumore, causato dallo spostamento d'aria di un corpo enorme e possente. Tutti gli insetti presenti agitano freneticamente le loro antenne, prima ancora di inquadrare con gli occhi sfaccettati Dragonfire, che piomba su di loro. L'alieno verde atterra, saltando dal suo craft antigravitazionale. L'asfalto si crepa nell'impatto con quelle zampe micidiali. Il drago di Evolution è accanto a Qu Max e Qu Rax, che comprendono di essere salvi. Le coccinelle assassine non conoscono Dragonfire; questo è il motivo per cui si lanciano stoltamente all'attacco. La coda del drago falcia tre o quattro insettoni alla volta, facendoli schizzare lontano. Per ora non intende ucciderli o menomarli, ma, se dovessero insistere, i loro esoscheletri voleranno in pezzi, ed il liquido che hanno al posto del sangue imbratterà la strada. I due maxi scarafaggi collaborano coraggiosamente, mascelle contro mascelle, zampe contro zampe. In breve, le coccinelle ferite superano numericamente quelle ancora quasi integre; tutte comprendono la necessità di cambiare strategia. Hanno invaso la città degli umani per nutrirsene, non per scontrarsi con un invincibile drago verde. In breve, chi su sei, chi su cinque o quattro zampe, tutte le coccinelle assassine di disperdono nei vicoli. Si voltano indietro solo dopo parecchi chilometri; non temono gli scarafaggi, ma potrebbero essere araldi del colosso verde. Una tra le coccinelle assassine rimane però indietro, perché in ogni gruppo c'è sempre qualcuno che si crede più furbo degli altri. Si nasconde in una cantina, in attesa che scenda la notte. Il grosso insetto non intende abbandonare la caccia; si è ripromesso di divorare la prelibata carne umana, ed è quello che farà. Mentre aspetta, osserva gli umani che camminano nelle strade. Aggredirne uno mentre è a bordo di una macchina metallica è sconsigliabile. Troppa fatica ad estrarlo da quel metallo. Meglio puntare su un umano piccolo e tenero, che possa essere divorato in pochi bocconi. La coccinella assassina pregusta lo spuntino notturno. Pensa a quanto siano stati stupidi gli altri, che hanno abbandonato la scena per paura del drago. Adesso il colosso verde di sicuro si è recato altrove; tra un po' quindi l'astuzia prevarrà sulla forza bruta e sulla paura. La coccinella assassina finalmente individua due possibile vittime. Due bambini, ma per lui sono solo due umani piccoli e certamente buoni da mangiare. Pensa agli scarafaggi, che queste cose non le farebbero mai, perché cogli umani vorrebbero vivere in pace. Non sanno che agli umani gli scarafaggi fanno schifo? Poi la coccinella assassina schizza fuori dal suo nascondiglio bloccando la strada ai due bambini. La strada è deserta, ed in pochi secondi porterà a termine il suo attacco; così pensa. I bambini scappano, ma la coccinella assassina li salta, per sbarrare loro la via di fuga. Poi si volta, spalancando le mascelle. In quel momento ode però un suono mai sentito prima. Del resto una coccinella, per quanto maxi, come potrebbe conoscere il mugolio della donna leopardo? Ferox non si nasconde al suo nemico; anzi avanza verso di lui, sguainando i suoi artigli micidiali. La coccinella assassina non ha paura, giacché quella creatura è molto più piccola del drago verde. Eppure una sensazione si fa strada nel suo stomaco, e non è una bella sensazione. I leopardi non sono conosciuti per il buon carattere, ma per la capacità assassina. Ferox copre, con un solo salto, la distanza di molti metri, atterrando sulla schiena della coccinella. Il grosso insetto cerca allora di togliersela di dosso, come farebbe un bufalo ad un rodeo. La mutante di Evolution però usa i suoi artigli per fare presa sulla superficie cornea, che è sia corazza, sia dispositivo di volo. A questo punto, la disputa non ha vincitori o vinti, dato che la coccinella assassina non può mordere Ferox, ma la donna leopardo non riesce a penetrare più di tanto nell'esoscheletro. Volendo infierire, potrebbe tuttavia prendersela con le zampe o con le antenne del bestione. Sorprendentemente invece Ferox molla la presa, perché i bambini sono ormai in salvo, o forse il dottor Occulto, capo di Evolution, le ha comunicato telepaticamente il suo pensiero in tal senso.

martedì 24 aprile 2012

DEFUNTI IN LIBERA USCITA_184° episodio

Il morto vivente non ha molta coscienza di sé; è questo che fa di lui un morto vivente, assieme al fatto che la sua carne è putrefatta, e peggiora col passar del tempo. Ci sono tante persone vive che hanno poca coscienza di sé e del mondo in generale, ma il loro cuore batte ancora. Questo cadavere semovente invece non ha circolazione sanguigna; ecco perché le sue cellule sono defunte oltre ogni possibile recupero. Come mai dei muscoli ridotti in pappa agiscono sui tendini e sulle ossa? La risposta molto poco scientifica è: magia. Il morto vivente, che strascica i piedi avanzando nel vicolo, aziona i propri muscoli, pervasi da un'energia inspiegabile. Cosa ci faccia un cadavere di notte in un vicolo non è un problema da poco; specie se il cadavere in questione cammina! Gli umani hanno sempre voluto stabilire una netta separazione tra i vivi ed i morti. Ecco perché sono stati inventati i cimiteri: posti posti pieni di fosse e di loculi accoglienti, che dovrebbero convincere i cadaveri a non circolare nel territorio dei vivi. Vogliamo tanto bene ai nostri morti, li piangiamo pure, ma se dovessero bussare alla nostra porta saremmo imbarazzati. Come spiegarlo ai vicini, che il papà o la mamma sono usciti dalla tomba, e adesso sostano sul pianerottolo? Tutto ciò per dire che anche lo zombie più brutto e puzzolente è stato il caro papà di qualcuno. Ma i vivi in realtà odiano i morti, e nei film gli zombie finiscono sempre a brandelli. Viene da chiedersi se questo morto semovente sappia del rischio che corre. Che lo sappia o no, il tizio continua a strascicare i piedi, come se non avesse altro da fare, oggi e per tutto il tempo a venire. Di solito gli zombie sono inviati da qualche stregone vudù, ad uccidere nemici dello stregone stesso. Il tizio che stiamo osservando non è però stato mandato ad uccidere alcuno. Nel suo incedere costante, passa davanti ad una grossa porta tagliafuoco, che dovrebbe essere chiusa, giacché è dotata di una apertura a spinta dall'interno verso l'esterno. La curiosità o forse gli odori inducono quindi il morto vivente ad entrare nel cinema, dove si sta proiettando un film horror. Il pubblico è di certo preso dalla proiezione, perché nessuno nota il singolare incedere dello zombie, ed a dire il vero neppure il suo odore di cose avariate. Lui allora, invece di mettersi ad avanzare con le braccia tese in avanti, come ci si aspetterebbe da un morto redivivo, si accomoda su una poltroncina libera, e guarda il film. Non è chiaro come reagisca la sua materia cerebrale, a quelle immagini ed alle emozioni che gli umani scatenano con grida e starnazzi. Lui rimane seduto, forse intento a ricordarsi quando da vivo andava al cinema con la sua ragazza. Se il suo cuore battesse ancora, si commuoverebbe, ma vedere piangere uno zombie è veramente eccessivo. Poi il film finisce, dopo una mattanza di morti e di vivi. Il pubblico si alza per uscire, e solo allora qualcuno nota il cadavere seduto nella terza fila. Avendo appena finito di vedere un film horror, trovarsi un morto vivente a tre metri di distanza indurrebbe qualsiasi ragazza o donna a strillare. Questo è ciò che accade, in un crescendo, visto che la prima che ha iniziato ad urlare è stata imitata da decine di altre. I maschi si chiedono come mai le loro femmine si siano messe d'accordo per esercitare le loro ugole, tutte assieme, proprio alla fine di quel film. Lo zombie rimane seduto imperterrito, come se la cosa non lo riguardasse. Più che imperterrito, imperturbabile ed imperturbato, come solo uno sufficientemente morto può essere. In breve, tutti quelli che erano nella sala cinematografica escono, grazie alle porte munite di maniglie antipanico. Lo starnazzo si allontana, e lo zombie apprezza il sopraggiunto silenzio. Non è detto che i morti impazziscano per ottenere il silenzio; la verità è che quelli come loro hanno le corde vocali divorate dai vermi, quindi stanno zitti per forza di cose. La polizia riceve una segnalazione, da parte di una delle spettatrici; di seguito, un'ora dopo alcuni agenti irrompono nella sala di proiezione, deserta. Cercano nei bagni, frugano sotto le poltroncine, ma di morti intraprendenti nemmeno l'ombra. Meglio così, dicono tra loro; cosa avrebbero fatto se avessero incontrato il mostro segnalato da quella donnina isterica? Gli avrebbero sparato, con risultati deludenti, ma prima sarebbero stati costretti ad intimargli l'alt. Lui non avrebbe risposto, non per mancanza di buona volontà, ed i poliziotti avrebbero cercato di uccidere uno troppo morto per apprezzare o temere il piombo in pillole. Così invece, lo zombie sta strascicando i piedi in un altro vicolo, ormai lontano dal cinema. La detective Lucrezia viene sempre coinvolta nei casi più strani, segnalati alla polizia; specie quando si parla di mostri e simili. Anche questa volta, sulla sua scrivania finisce la pratica irrisolta, dedicata ad una denuncia attribuita ad una donna in stato di manifesta agitazione. Data la situazione, la detective riflette su quello che potrebbe fare, per non essere costretta a portarsi appresso dei giovani allievi poliziotti imbranati. Decide quindi, con un lampo di genio, di indagare nella sua forma para-umana. Lucrezia può infatti emulare parzialmente i poteri della donna leopardo Ferox. Vestirsi da super-eroina al momento le sembra un'idea decisamente buona. La sera stessa, la detective si reca in auto nei pressi del cinema dove lo zombie ha fatto la sua comparsa. Parcheggia e si guarda intorno. Amplifica al massimo i suoi sensi felini, poi inizia a trasformarsi in una quasi donna leopardo. Non intende camminare a quattro zampe, cosa che neppure Ferox fa di solito. Adesso è in grado di estroflettere artigli dalle mani ed anche dai piedi; dispone quindi di quattro zampe molto più pericolose di quelle che aveva prima. Inizia ad annusare l'aria, per provare ad afferrare la puzza del morto ambulante; però sono già trascorse troppe ore, e l'odore che pervade la città è quello degli scappamenti. Lucrezia è però molto felice di poter circolare in quella forma semi animalesca, che le trasmette una sensazione di libertà senza pari. Mancando lavoro per l'olfatto, rimangono sempre quelle sensibilità feline, che gli umani sbrigativamente chiamano “istinto”. Se è vero che tutti gli animali cacciano con grande efficienza prevalentemente grazie all'istinto, agli umani converrebbe averne uno. Lo zombie non si è allontanato troppo dal cinema, non avendo una meta precisa. Si è rintanato accanto ai cassonetti pieni di immondizia rigorosamente indifferenziata. La puzza della robaccia putrefatta è addirittura più forte del fetore della carne marcia del morto vivente. In teoria la vice donna leopardo non dovrebbe essere in grado di scovarlo là dietro, ma Lucrezia lo localizza ugualmente. A questo punto la detective si chiede cosa dovrebbe farsene di uno zombie dopo averlo catturato. Lui peraltro non collabora eccessivamente al suo arresto, non temendo particolarmente i suoi artigli micidiali. Lucrezia allora lo afferra con decisione, affondando i suoi unghioni come mai potrebbe con un essere umano. Ovviamente da quelle carni malridotte non stilla altro che una specie di pus giallastro. La poliziotta si tappa il naso e continua la sua azione, nonostante lo zombie abbia iniziato ad emettere strani suoni. Lo sbatte quindi a terra, per indurlo ad interrompere ogni resistenza. Poi però nota, all'ingresso del vicolo, alcune persone che si avvicinano. Avendo in passato lavorato sulle volanti di notte, Lucrezia ha più volte incontrato teppisti piantagrane. Proprio di questo si tratta. I tizi sono talmente ubriachi che non si rendono conto di avere a che fare con una donna dotata di facoltà super-umane. Si intromettono in quella che credono sia una lite, perché la notte gironzolano solo per recare danni al prossimo. Lucrezia sa che con certa gente parlare è inutile e dannoso; quindi decide di fare assaggiare loro quegli artigli che ha ottenuto dalla simbiosi con Ferox. La donna leopardo li concerebbe male; la poliziotta li strapazza solo un po'. Graffi superficiali, eseguiti con una maestrìa che le deriva dalla sua nuova incarnazione, producono poco spargimento di sangue, un discreto dolore ed infine una fuga di massa dei teppistelli. Racconteranno di essere stati accoltellati da un gruppo di barboni, perché la verità sarebbe troppo umiliante da riferirsi. Lo zombie atterrato da Lucrezia non è il solo ad aggirarsi per la città. Un altro di quei tizi, indecisi tra la vita e la morte, è entrato pressoché indisturbato in un centro commerciale. In quel posto c'è tantissima gente, vestita in maniera anche stravagante, ma il look dello zombie batte tutti. Qualcuno, tra i più stupidi, crede si tratti di una sorta di promozione cinematografica. Poi però diventa evidente che l'uomo che strascica in quel modo i piedi non è esattamente vivo. Tuttavia, trattandosi di un solo zombie, la folla si limita a tenersi a distanza, senza scappare precipitosamente. Raggiunto quel singolare equilibrio, il defunto semovente procede nella sua esplorazione del centro commerciale. A dire il vero, non si sofferma più di tanto a guardare le vetrine. I ristoranti invece lo ispirano maggiormente. Giunto nei pressi di una pizzeria, si avvicina a passo per lui deciso ad un tavolino. Gli umani seduti a mangiare si sollevano celermente, lasciandogli le pizze che stavano mangiando. Ecco che lo zombie mostra la sua predilezione per quel cibo, che prova a divorare, nonostante la sua dentatura non sia più quella di una volta. Per lui è difficile anche inghiottire, ma non impossibile; infatti si sa che i morti viventi mangiano. Questo si accontenta della pizza, ed i presenti apprezzano che non voglia assaggiarli. Essendo Evolution stata avvisata dell'insolita attività dei morti viventi in quella città, un portale sta teletrasportando dal loro cacciatorpediniere un mutante che prenderà contatto con lo zombie nel centro commerciale. Fulminatore non intende friggere lo zombie, se non opporrà resistenza all'arresto. Con poche scariche elettriche lo induce però a muoversi, per allontanarsi dalla folla. Il morto vivente non dovrebbe sentire il dolore fisico, ma l'energia di Fulminatore minaccia di frantumarlo. Non reagendo, dimostra un sorprendente ed insolito istinto di autoconservazione. Fulminatore segnala alla base di avere la situazione sotto controllo, ma la folla prende ad agitarsi. Poi qualcuno urla, ed altri scappano. Il mutante di Evolution, deciso ad indagare, si muove in direzione opposto alla gente, che si allontana da una delle entrate del centro commerciale. Adesso Fulminatore vede chi ha causato quel caos. Si tratta di un gruppo di zombie procede verso di lui, con intenti a dir poco minacciosi. A differenza del loro simile, che rimane pressoché immobile, questi agitano furiosamente le braccia scarnificate. Il loro aspetto è ributtante, come ci si aspetta da cadaveri riesumati. La puzza che li accompagna conferma il loro stato. Lo zombie più vicino a Fulminatore viene colpito in piena faccia da una scarica elettrica bluastra, che arresta la sua avanzata. Ciò che resta del suo naso fuma per il contatto con il lampo a medio voltaggio. Fulminatore, sebbene sia in possesso di una energia enorme, non deve farsi toccare da quelle unghie adunche e luride. Contrarrebbe patologie contro le quali non ha difese naturali. Spara altri due lampi contro altrettanti morti viventi, che traballano e crollano al suolo. Quando però due braccia sorprendentemente forti lo bloccano da dietro, Fulminatore comprende di avere commesso un errore. Il primo zombie, quello che si era arreso troppo facilmente, gli impedisce di colpire i mostri che si avvicinano. Il mutante potrebbe emettere una sola vampata elettrica, che si comporti come un'esplosione, ma finora ha consumato parte della forza che gli servirebbe. Inoltre potrebbe distruggere l'intero edificio, che gli crollerebbe in testa. La situazione è risolta da un pugno formidabile che spezza la schiena ad uno dei morti viventi. Dolore o meno, con le vertebre dislocate, il cadavere cessa di avanzare ed anche di strascicare i piedi. Kong, l'uomo bestia di Evolution è intervenuto al momento giusto. Con un balzo è dietro lo zombie che blocca Fulminatore. La mano di Kong afferra un braccio del nemico, spezzando la sua presa, ed anche qualche giuntura. Fulminatore e Kong hanno di fronte alcuni zombie, che non hanno più il vantaggio della sorpresa. Nulla possono i cadaveri semoventi contro i muscoli, i pugni, i calci di Kong, e le scariche energetiche di Fulminatore. Nel giro di dieci minuti i morti viventi sono a terra; alcuni si agitano ancora, altri sono immobili. La detective Lucrezia, dopo avere scacciato i teppisti, cerca il suo zombie che non si è allontanato troppo. Sembra più perplesso che aggressivo, forse perché conosce la forza della sua avversaria. Mentre la poliziotta si chiede cosa fare del non defunto, il velivolo multifunzione pilotato da Kong atterra in una vicina piazzola. A bordo, oltre all'uomo bestia di Evolution, c'è Fulminatore e una decina di zombie più o meno consapevoli di se stessi. Lucrezia conduce il suo morto vivente a bordo. La docilità del soggetto stupisce anche i due super-eroi, che hanno appena dovuto impegnarsi per sedare gli zombie che avevano preso d'assalto il centro commerciale. Il velivolo multifunzione levita in assoluto silenzio. Giunti a cento metri di quota, un portale di wormhole si apre per teletrasportare velivolo, eroi e non morti verso la base di Evolution. Lucrezia è felice di partecipare ad una missione di Evolution, ma dovrà giustificare in qualche modo la sua assenza dal lavoro. La dislocazione avviene in un secondo o forse meno: è come varcare una porta, che conduce dal buio della notte alla luce del giorno, dal fresco umido al caldo secco. Il velivolo multifunzione di Evolution atterra nei pressi del cacciatorpediniere che è la base del super-gruppo. Ferox esce ad incontrare Lucrezia, sottolineando con un abbraccio la loro simbiosi, suggellata dalla magia dello scettro che fu di Uglux.